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Le rune

L’ORIGINE DELLE RUNE

Ma che cosa sono le rune? Simboli incisi sulle pietre.. sostengono i più, poiché le associamo mentalmente alle antiche civiltà nordiche, ai Normanni, ai Vichinghi nonché a misteriosi riti magici non meglio definiti.
Sono stati ritrovati alcuni esemplari di rune anche alle epoche più remote, ricavati dall’argilla, dal metallo, dal legno (i reperti riguardanti quest’ultimo materiale sono naturalmente pochissimi) e dall’osso. Solo molto più tardi, nel corso della storia, sarebbero state incise sulla pietra. Si sono avute tracce della presenza di rune su quasi tutto il territorio europeo e non solo: dalle Colonne d’Ercole (Gibilterra) fino alle coste dell’India, esse rappresentano altrettanti retaggi di tempi lontanissimi e ormai irrimediabilmente conclusi.
A dispetto degli innumerevoli tentativi di leggere e interpretare le rune come se si trattasse di caratteri ortografici, non è affatto semplice sviscerarne il significato nascosto, giacchè non lo si può trasporre nella dimensione mentale dei giorni nostri. In origine, ogni runa rappresentava un intero universo concettuale e racchiudeva molteplici informazioni. I sacerdoti dovevano essere a conoscenza dell’eccezione magica delle rune, tramandata di padre in figlio durante i riti iniziatrici. Con simili presupposti, è probabile che non fosse un’impresa ardua spezzare questa fragile catena di tradizioni, laddove occorreva semplicemente limitarsi a impedire, a chi ne veniva escluso, di ricevere una simile eredità. La storia documentata l’esistenza dell’editto di Lippe, emanato da Carlo Magno nel 783: “In seguito alla soppressione dei riti pagani, è vietato procedere alla celebrazione degli stessi. Chiunque sia sospettato di preferire la cremazione alla sepoltura dei defunti, di partecipare a riti o a feste pagane, di arrecare oltraggio o molestia ai rappresentanti della Chiesa cristiana , pagherà con la sua testa…”
Al presente edito ha fatto seguito la decapitazione di 4.500 primogeniti appartenenti ai più nobili casati sassoni, un’esecuzione di massa consumatasi in prossimità delle pareti esterne dei monti che si trovano sul versante sud-occidentale della Selva di Teutoburgo. Come attestano le documentazioni storiche dell’epoca, la carneficina ebbe luogo in un solo giorno.
I primi caratteri simbolici atti a riprodurre i pensieri sono stati battezzati “rune”, dal termine gotico runa, che significa “segreto”. Ognuno di questi simboli costituiva un serbatoio di conoscenza intuitiva, e a chi dimostrava grande competenza nell’interpretazione dei loro contenuti veniva riconosciuto un grande potere.
Il loro metodo era semplicissimo, essi tagliavano uno o più rami giovani e rigogliosi, preferibilmente di un albero da frutta, per poi suddividerli in 24 frammenti di grandezza più o meno uguale, sui quali incidevano diversi caratteri. Con grande disinvoltura li lasciavano sopra un fazzoletto utilizzato a tale scopo.
Dopo che il sacerdote della stirpe o, qualora il rito fosse celebrato all’interno del nucleo familiare, il capofamiglia aveva invocato le divinità, quest’ultimo- ad occhi chiusi- sceglieva tre di quei bastoncini lasciandosi guidare dall’intuito, e infine li avrebbe interpretati in base ai simboli incisi.

Fehu

1. FEHU
Uruz

2. URUZ
THURISAZ

3. THURISAZ
ANSUZ

4. ANSUZ
Raido

5. RAIDO
Kenaz

6. KENAZ
Gebo

7. GEBO
Wunjo

8. WUNJO
Hagalaz

9. HAGALAZ
Naudiz

10. NAUDIZ
Isa

11. ISA
Jera

12. JERA
Eihwaz

13. EIHWAZ
Perth

14. PERTH
Algiz

15. ALGIZ
Sowild

16. SOWILD
Tiwaz

17. TIWAZ
Berkana

18. BERKANA
Ehwaz

19. EHWAZ
Mannaz

20. MANNAZ
Laguz

21. LAGUZ
Inguz

22. INGUZ
Dagaz

23. DAGAZ
Othial

24. OTHIAL
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Ultimo aggiornamento

16 luglio 2018