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Il teschio di cristallo

di Patrizia BERTOLOTTI

Un misterioso ritrovamento fa parlare di sé da oltre ottanta anni. Dal cuore del Belize, una spedizione inglese riportò alla luce un tesoro mai visto prima: un teschio di cristallo.

Questo viaggio ha inizio con il sogno di Frederick Albert Mitchell Hedges (1882-1959), un borghese inglese convinto dell’esistenza di un leggendario continente scomparso: Atlantide. Certo delle proprie convinzioni, partì verso il Sudamerica, dove credeva di poter trovare un supporto alle sue teorie. Nel 1924, giunse nell’attuale Belize dove, con la sua spedizione, trovò le tracce di una città sepolta dalla vegetazione. Datale fuoco, dopo giorni emersero le rovine di Lubaantum (“luogo della pietra caduta”). Questa rivelava un’origine pre-maya, in quanto l’architettura e le tecniche di costruzione sembravano appartenere più agli Inca che ai Maya. Ebbero così inizio gli scavi, che si protrassero per anni, tanto che l’esploratore si fece raggiungere da sua figlia Anna, e fu proprio lei a conseguire una favolosa scoperta. In un afoso pomeriggio, Anna decise di arrampicarsi alla sommità del tempio, si accorse che da un pertugio qualcosa brillava. Alla notizia, suo padre organizzò uno scavo e, dopo settimane di lavoro, Anna fu calata nella buca e, risalendo, portò con sé uno dei più straordinari ritrovamenti della storia: un teschio di cristallo. La comunità Maya della regione s’inginocchiò in segno di venerazione di fronte al teschio, considerandolo una copia della testa di un antico sacerdote vissuto migliaia di anni prima. Tornato in custodia della signorina Anna, le notizie circa questo curioso oggetto aprirono la porta a un’ulteriore ricerca. Che cosa rappresentava? Chi e quando lo aveva realizzato? Ne esistevano altri?

Le caratteristiche
Teschio di Cristallo - Lato II cranio è totalmente in cristallo di rocca, alto e largo 13 cm e profondo 18, dal peso di 5 kg: misure che potrebbero non essere casuali. Pare sia la riproduzione di un cranio femminile, le cui arcate zigomatiche sono state svuotate fino alla base, e che presenti una sfaccettatura prismatica.
Il cristallo di rocca è composto di biossido di silicio e viene prodotto da madre natura. Dalla notevole durezza, può essere lavorato da punte di diamante, è resistente all’usura del tempo ed è ricco di proprietà fisiche. La sua capacità d’oscillazione a una frequenza costante, di trattenere elettricità e di emettere impulsi, lo rende la base della nostra moderna tecnologia, dagli orologi al quarzo ai chip del computer. E se il teschio di cristallo funzionasse come un chip? A questo punto è inevitabile pensare alla cristalloscopia, fenomeno paranormale attraverso cui un sensitivo riesce a vedere immagini di ogni tempo e luogo, osservando una sfera di cristallo.

Gli esperimenti
II teschio suscitò l’interesse di alcuni ricercatori della compagnia di elettronica Hewlett-Packard, che ottennero il permesso di studiarlo. Gli analisti erano scettici, poiché il cristallo di rocca con poche impurità è abbastanza raro in natura, ma dopo l’esperimento della bacinella di vetro dovettero ricredersi. Questo consisteva nel porre l’oggetto in immersione in una soluzione di alcool benzilico della stessa densità e indice di rifrazione del cristallo per cui, scomparendo alla vista, il teschio dimostrò essere autentico. Sembra che il cranio fosse stato ricavato da un blocco grande tre volte l’oggetto finale e che sia stato lavorato senza l’ausilio di strumenti moderni.
L’assenza di graffi o segni sulla superficie raccontavano un probabile lungo lavoro di strofinio con sabbia e capelli. L’ingegnere Charles Adams, che aveva condotto tutte le prove, teorizzò la possibilità che un blocco di quarzo naturale grande come il teschio potesse immagazzinare informazioni proprio come un chip al silicio. Ricordando le ultime scoperte scientifiche che stanno elaborando una sorta d’interazione tra computer e cervello umano, un’interazione cervello-quarzo sembra non essere più un’ipotesi tanto fantascientifica. Il cristallografo Frank Dorland ritiene infatti possibile una comunicazione tra cristallo e mente umana.

Comunicazioni, poteri e visioni
Teschio di Cristallo - Lato 2 Dorland eseguì esperimenti di vario genere sul teschio per anni. Il corpo umano è una complessa rete elettromagnetica e chimica. Quando un uomo entra in contatto con un quarzo piezoelettrico, le onde energetiche da lui inconsapevolmente prodotte entrano in risonanza con il teschio, che riceve le informazioni, entra in oscillazione e rimanda all’esterno i segnali modificati, raccolti dalle cellule del corpo. Ovviamente, il sistema migliore per attivare questo processo è l’attivazione stessa del cristallo, che avviene con il suo contatto. Dorland spiega che le radiazioni elettromagnetiche agiscono su un’altra ghiandola: l’ipotalamo. Questo è responsabile dell’equilibrio elettrico e chimico del corpo e del sistema endocrino.
Dorland, inoltre, ritiene che il teschio possa essere usato come riequilibratore di scompensi e, quindi, come mezzo di guarigione. Nel vedere il teschio di cristallo rinvenuto dopo millenni, i Maya lo chiamarono “Cranio del destino”, appellativo che deriva dalla capacità di poter generare vita, guarigioni o morte.
Teschio di Cristallo - Lato 3 Verosimilmente, il cranio era in grado di fungere come una sorta di cura omeopatica accelerata. Per cui se i sintomi psicofisici di uno squilibrio erano a uno stato reversibile, si assisteva a un processo di guarigione. In un corpo con disturbi avanzati, invece, si assisteva a un acceleramento irreversibile della patologia, che portava alla morte. Lo stesso Dorland racconta che spesso era possibile udire suoni, osservare un’aura lattiginosa sulla sua sommità e assistere alla creazione di reali immagini al suo interno. Alcuni hanno avuto visioni di epoche passate, altri hanno visto la sua stessa creazione e la storia della sua provenienza, altri ancora hanno udito una voce che profetizzava sul futuro dell’umanità. Per chi lo ha analizzato, sembra innegabile la capacità del teschio di collegarsi a quella parte dell’emisfero cerebrale in cui ha sede l’inconscio.

Altri teschi
Esistono altri teschi di cristallo: o II “Cranio di Ametista”, scoperto intorno al 1920 in un nascondiglio di reliquie maya;
o II “Cranio Maya”, scoperto in Guatemala, nel 1912;
o II “Cranio del Texas”, chiamato Max, proprietà di JoAnn e Cari Parks;
o “Sha Na Ra”, in possesso di Nik Nocerino, San Francisco;
o II “Cranio di Cristallo”, poggiato su un basamento d’oro, con croce reliquiaria, è di proprietà di Norma Redo, Città del Messico.
o II “Teschio della Smithsonian Institution di Washington”;
o 11 “Teschio di Cristallo del British Museum di Londra”;.
o “E.T.” di Jokey von Dieten;
o “Shui Ting Er” di Jokey von Dieten;
o “II Gesuita”, di Jokey von Dieten;
o”Baby Luv”, di jokey von Dieten,
o “II teschio di laspislazzuli”, di Jokey von Dieten;
o “Oceana”, di Jokey von Dieten;
Altri tre crani sono in possesso dei tedeschi Monika e Andre Siegel.
A tutti questi crani sono legate misteriose origini, intricate vicissitudini, capacità di imporre una presunta volontà di parlare, di guarire. Perché proprio la forma di un teschio?

Leggende tra passato e futuro
Teschio di Cristallo - Bozza Fin dalle epoche più remote, la testa è stata oggetto di particolare attenzione.
Sede del cervello, è stata spesso associata a culti e a rituali cruenti. Chi concepì tale oggetto sapeva bene che la sua stessa foggia lo avrebbe preservato dall’essere distrutto, data la sua sacralità.
Ritorniamo alle misure del teschio di Mitchell Hedges. Secondo le dottrine esoteriche, il teschio è una delle immagini che rappresenta la luna. Legato alla polarità femminile, è il pianeta che domina sulle acque interiori, che sono i sentimenti e le emozioni, e su quelle esteriori.
Riguardo al tempo, questo argenteo astro è associato al passato, poiché brilla di luce riflessa.
Ricordiamo ora le caratteristiche del teschio: è femminile e genera visioni riguardanti il passato dell’umanità.
E le misure? Alto e largo 13 cm: la luna si sposta nell’arco di un giorno di circa 13 gradi e 13 erano anche i teschi di cristallo appositamente nascosti e da ritrovare. Profondo 18 cm: il sistema respiratorio è associato ai ritmi cosmici lunari, così come quello circolatorio è associato al sole. L’uomo, inoltre, respira mediamente 18 volte al minuto. E il numero 5? Esso è abbinabile al quinto chakra, che equivale alla gola. E il chakra inerente al potere del verbo, al dominio del suono e della vibrazione, nonché al potere della creazione o della distruzione. Non è un caso che, nel loro calendario sacro, i maya possedessero un numero lahun, il 10, rappresentato proprio da un teschio con la mandibola mobile che ricorreva per tredici volte durante un anno e che significava distruzione, ma anche rigenerazione. 

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Ultimo aggiornamento

21 settembre 2020