magia rossa legamenti d'amore
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La magia erotica dell’occidente

di Luìs G. La Cruz

Il Tantrismo indù, nel corso dei secoli, influenza l’Europa e, attraverso il Cristianesimo, l’arte trobadorica provenzale, Dante, ‘alchimia e la psicoanalisi di Freud, ha prodotto un nuovo sincretismo che unisce il sesso sacro orientale con la tradizione segreta occidentale.

Negli anni Trenta, l’artista britannico Sir Stanley Spencer dichiarò pubblicamente: “Nella mia vita sessuale avverto lo stesso tipo di emozione della mia esperienza religiosa”. Arrivò anche a costruire un tempio dell’amore, per unire sesso e spirito. Infatti, elaborò otto opere per il progetto dell’altare, che intitolò Le beatitudini dell’amore. Negli stessi anni, l’antropologa Margareth A. Murray pubblicò un libro in cui sosteneva che l’antica religione della natura era sopravvissuta, giungendo dalla preistoria sino al XX sec. – tramandata lungo l’arco del Medioevo dalle streghe – come il culto di un dio con le corna e di una dea madre, nel cui ambito si erano sviluppati riti di unione sessuale. Nel 1943, Geraid B. Gardner – occultista iniziato alla massoneria coloniale britannica – incaricò il noto mago nero Aleister Crowley di ideare rituali per un nuovo culto di stregoneria e con la pubblicazione del Libro delle ombre, lo diffuse tra le “congreghe”. Tali riti presentavano una forte componente erotica. Verso la metà degli anni Sessanta, questa corrente neopagana si frammentò in numerose scissioni. Tra le varie pratiche si può andare da un atteggiamento puritano sino alla zoofilia, passando per una moderata libertà sessuale in chiave femminista, come quella che propugnarono Margot Adier e altri intellettuali della wicca, la nuova stregoneria, i quali si divincolarono dai precursori di tale corrente, soprattutto dalla magia crowleyana di Gardner. Tuttavia, queste pietre miliari della tradizione occidentale moderna, oggi ampliamente di vulgate, costituiscono il culmine di un’altra realtà precedente, molto meno conosciuta.

PSICOANALISI E ALCHIMIA
Nel 1865, il capitano Edward Sellon pubblicò un saggio sulle pratiche sessuali del tantrismo indù della “via di sinistra”, dove vi sono raccolte le sue esperienze personali in India. In questo modo, tale tradizione è venuta a integrare il patrimonio esoterico europeo. La psicoanalisi di Sigmund Freud, con la scoperta del ruolo fondamentale del sesso e della sua repressione nell’inconscio, ha costituito un altro fattore decisivo. La magia sessuale dell’occultismo ricevette un nuovo riconoscimento con Wilhelm Reich, che scandalizzò i propri colleghi con una terapia orgasmica per curare le nevrosi. Reich introdusse, nella clinica medica del XX sec., la figura dell’orgonterapeuta, un’autentica “sacerdotessa profana” che insegnava al paziente a fare l’amore per guarirlo. Anche se il sesso magico in Europa è molto più antico, non vi è dubbio che la psicoanalisi abbia messo a disposizione dell’occultismo una teoria scientifica che avallava l’importanza della sessualità nella formazione dell’io sociale come coscienza repressa e, soprattutto, che confermava la funzione positiva dei suoi rituali, autentici precursori dello psicodramma e delle terapie sessuali, come mezzi per liberarsi dell’io sociale e per accedere a stati superiori di conoscenza.
Nel 1912, in Thè Onflamme, la rivista dell’Orde Templi Orientiis (OTO), si sosteneva: “L’insegnamento della magia sessuale spiega senza eccezione i segreti della frammassoneria e di tutti i sistemi religiosi”. Il sesso sacro si converte, cosi, nella chiave per comprendere il simbolismo ermetico e per decifrare gli arcana arcanorum, o “misteri ultimi della Grande Opera”. Questi davano all’iniziato la chiave dell’immortalità e costituivano un’eredità trasmessa dalle società rosacrociane e dall’occultismo germanico dei secoli XVI e XVII, raccolta più tardi dalla Rosa Rossa (femminile) e dalla Croce Dorata (fallica), l’ordine intemo della Golden Dawn. Di fatto, il termine arcana arcanorum (A.A), indica un corpo di conoscenze trasmesse dal famoso conte di Cagliostro, che, secondo Eliphas Levi, aveva tentato di restaurare il culto misterico di Iside attraverso una massoneria egiziaca, fondata da lui stesso nel XVIII sec- Attraverso la corrente rosacrociana, pertanto, tali conoscenze di alchimia segreta arrivarono alla tradizione neotemplare, dapprima all’OTO e, in seguito, a Crowley, che riprenderà anche la sigla degli arcana arcanorum (A.A) come identificativo dell’ordine Astrum Argentum, che fondò nel 1902, con un simbolismo alchemico basato sulla polarità sessuale. Il conseguimento della Pietra Filosofale codificava, di conseguenza, un processo interiore di reintegrazione materiale e spirituale attraverso il sesso.
Il codice di questa alchimia occulta accoppia lo zolfo al principio maschile, il mercurio con quello femminile, e il sale e le nozze alchemiche all’unione sessuale. Il fallo era Vathanore il seme era il serpente, o il “sangue del Leone rosso”. L’alambicco designava la vagina e le sue secrezioni venivano chiamale menstrum de glutem, o aqua rubens se si trattava di flusso mestruale. La mescola di secrezioni maschili e femminili ricevette il nome di materia prima, amrita o elisir. La ritualità erotica venne programmata scrupolosamente, in correlazione con l’alchimia e l’astrologia. Il suo obiettivo era ottenere una rigenerazione totale, trasformando il corpo degli iniziati in un laboratorio connesso al Cosmo.

DAL TANTRISMO A DANTE
Le fonti di questa alchimia interiore – riscoperta nel XIX sec. – sono molto antiche. Nel castello di Pressis, nelle vicinanze di Angers (Francia), si conserva una scultura policroma in legno del XV sec. chiamata Athanor, in cui sono rappresentati due adolescenti nudi che si bagnano in una secchia scaldata da un fuoco serpentino. Non si tratta, quindi, di concetti nuovi. Un esame attento di tale tradizione indica che l’occultamento estremo del significato sessuale nel suo simbolismo è stato una conseguenza della repressione da parte del Cristianesimo, poiché esistono testi gnostici del principio della nostra era, in cui si descrivono chiaramente pratiche di sesso sacro, sicuramente riprese da una tradizione alchemica egizia, analoga a quelle del taoismo e del tantrismo. Attraverso queste correnti gnostiche tale sapere arrivò in Europa e fu raccolto dall’ermetismo e dal cabalismo, associati alle fazioni eretiche del Cristianesimo esoterico. La diffusione del tantrismo della “via di sinistra”, in parte dell’Europa, gettò nuova luce sul simbolismo di questa tradizione alchemica – oscurata dal carattere ultrasegreto – che sembrava intimamente unita alla mitologia del Graal e alla cultura dell’amor cortese medievale. Nel Medioevo, Guglielmo d’Aquitania non aveva dubbi quando affermava che la donna che ispirava amore doveva essere venerata come una dea e meritava di essere considerata come tale. Il famoso regolamento che stabiliva come doveva svolgersi la relazione amorosa tra il cavaliere e la sua dama sotto il regno di Eleonora d’Aquitania, madre di Riccardo Cuor di Leone, autorizzava le carezze, i baci e i “giochi”, arrivando ad accettare come condotta legittima il fatto che la coppia di amanti “giacessero abbracciati e nudi nell’intimità”, anche se “omettendo il piacere definitivo”. Nonostante le espressioni eufemistiche, è evidente che tale regolamento descrivesse una pratica molto prossima a quella del tantrismo, con la ritenzione del seme.
Non ci troviamo, pertanto, in un ambito di pura speculazione. Questo culto alla donna divinizzata nella Provenza francese è intimamente unito all’arte trobadorica che, significativamente, faceva differenza tra il cantare aperto e il tmbar clus (chiuso); ossia, tra poesia (e musica) essoterica (ovvero accessibile a tutti, N.d.R.) ed esoterica. Nel simbolismo di quest’ultima doveva vedersi un messaggio riservato a chi sapesse decifrarlo. E certamente non si trattava, come abbiamo visto nel regolamento dell’amor cortese provenzale, di relazioni sempre caste e sublimate.
Ciò implica che nella tradizione medievale troviamo prove dell’esistenza di un sesso sacro influenzato dalla “via di destra” – la dama mistica interiorizzata come amore ideale, così come appare nel ciclo arturiano e graaliano e nell’Umanesimo italiano – e dalla “via di sinistra”, non essendo facile discernere quando la prima serve da schermo alla pratica della seconda.
Questo culto del principio femminile incarnato nella figura della dama presenta chiari indizi di una venerazione segreta per la dea pagana. Ci troviamo davanti allo stesso fenomeno osservabile in Dante nel XIV sec. : le allegorie in chiave cristiana sono esoteriche, ma quello che si celebra esotericamente è il principio femminile divinizzato. Nella Divina Commedia – paradossalmente assurta a grande epopea del Cattolicesimo – Beatrice appare come personificazione della teologia solamente per giustificare la sua funzione di salvatrice del poeta, senza scandalizzare la religione ufficiale. Altrimenti sarebbe stato inammissibile che alla figura femminile venisse attribuita la capacità di redimere e guidare l’uomo per farlo ascendere dall’Inferno al Paradiso, Lo stesso Dante, nel canto 111 dell’ Inferno, ci offre le chiavi per associare Beatrice alla mitologia pagana, dato che il suo viaggio sembra avvenire sotto l’egida di un gruppo di grandi figure dell’antichità – capeggiato da Omero – e che la sua avventura si compie sotto la tutela di Virgilio. Pertanto, iscrive deliberatamente la sua opera nella tradizione pagana della “discesa agli inferi” (inconscio), come erede di Ulisse e di Enea. La sua Beatrice è, in realtà Arianna camuffata da teologia cattolica per eludere la censura. In questo modo, l’eredità iniziatica del sesso sacro non scomparve mai dall’Occidente, ma piuttosto vi rimase in maniera estremamente occulta in seno ad alcune famiglie e a piccoli gruppi, sino a quando Cagliostro svelò l’esistenza degli arcana arcanorum. 

LA MAGIA SESSUALE MODERNA
Si produsse, quindi, un nuovo sincretismo, che unì il sesso sacro orientale, recentemente scoperto, con la tradizione segreta occidentale, tanto colta – alchimia, amor cortese e rinascimentale – come popolar religione autoctona della natura e stregoneria dalla quale nacque la magia sessuale moderna dell’Occidente.
Il suo postulalo di base è che l’esaltazione mentale generata dal coito controllato evoca immagini che prendono vita. Per raggiungerlo, durante la relazione e soprattutto, in occasione dell’orgasmo, la mente doveva concentrarsi sul “figlio magico” che si desiderava mettere al mondo, sull’obiettivo dell’ Opera Spirituale. Un fine evolutivo che annullava il semplice piacere terreno e materiale e indirizzava la volontà, rinforzata dal coito, verso livelli celesti. Bloccando l’effetto della scarica di energia sessuale nel piano materiale – semplice piacere, procreazione e così via – tale energia poteva essere deviata dalla volontà del mago attraverso la sua psiche e scaturire in un risultato differente, modellato dalla sua immaginazione (imago e magia). Teoricamente, il sistema della magia sessuale è semplice: si tratta di creare nella psiche l’immagine vivida del risultato da ottenere e di prepararsi affinchè solamente questa occupi il campo della coscienza della coppia magica che, grazie alla propria sintonia simultanea con tale immagine, la proietta nel piano astrale volontariamente.
In questa corrente, Aleister Crowley creò il rito più influente del XX sec., con il suo sistema MAGYCK. Alex Sanders, chiamato “il re delle streghe”, adottò molti elementi crowleyani. In Italia, Giuliano Kremmerz, con la corrente Myriam, impiegò pratiche di ascesi spirituale attraverso rituali di sviluppo del potenziale erotico, basati sui rituali babilonesi ed egizi. Altro insigne teorico della magia sessuale moderna fu Austin O. Spare, autore del Libro del piacere, che arrivò a ideare un autentico “alfabeto dell’amore”, in cui le lettere corrispondevano a diverse pratiche erotiche. Spare produsse una sintesi originale del sesso magico sulla base della tradizione occidentale, incorporando anche elementi della magia afroamericana e polinesiana. Il suo sistema presenta componenti quali la “posizione della morte”, in cui l’iniziato pratica una sorta di asfissia controllata che gli offre una sensazione vicina alla morte, momento in cui si accede alla gnosi e alla visione della dea che aveva invocato durante l’intero processo. Questo amoreggiare con la morte appare anche in molti altri riti di sesso magico occidentale, essendo legata al concetto di “morire in vita per rinascere” di ogni tradizione iniziatica. Nell’OTO – che riservava la magia sessuale ai tre gradi superiori che configuravano il Santuario Sovrano della Gnosi – troviamo un rituale di scambio erotico prolungato sino all’esaurimento, che ha come obiettivo portare l’adepto a sperimentare la sensazione della morte, conosciuta come mors justi, nel momento dell’orgasmo. È importante chiarire che la sensazione legata alla morte non vuol dire essere vicini alla morte, ma solo lo sperimentare la sensazione della trasformazione e la gioia della rinascita da un piano terreno a uno divino grazie, al potere che è in grado di dare la vita. L’immagine della morte è, quindi, una metafora.
Non è casuale che i francesi chiamino “piccola morte” l’orgasmo. Morendo-eiaculando, si trasmette il principio vitale con il seme: la verità dell’uomo che, come la parola e il verbo creatore, feconda la matrice e trasmette così la propria eredità. In tale matrice risiedono due princìpi – calore e umidità – e attraverso essi l’energia dei piani superiori si manifesta sul piano materiale.
Grembo e tomba, morire ed eiaculare, resurrezione e nuova erezione, mantengono in esso una stretta corrispondenza metafisica che non ha nulla di sinistro. D’altra parte, i riti che generano stati alternativi di intenso piacere-dolore non hanno una componente malefica. In alcuni si cerca di sovraccaricare il sistema nervoso dei praticanti con sensazioni molto intense, per attivare un “cortocircuito psicospirituale” che distrugge gli schemi normali di reazione psichica, con la finalità di superare la mente ordinaria e accedere a stati superiori di coscienza. In altri, si cerca di esorcizzare la paura della morte, o di vincere mediante la volontà una repulsione indotta da pregiudizi culturali. L’incarnazione di altri io come parte del gioco sessuale – dèi, eroi, personaggi – costituisce una tecnica valida di sviluppo psicospirituale. Venerare la dea o il dio attraverso la coppia arricchisce ed eleva il sentimento amoroso a livelli cosmici. La coltivazione del desiderio della coppia magica, come l’astinenza sessuale purificatrice nella fase di preparazione anteriore all’unione, sono mezzi abituali del sesso sacro orientale e occidentale per facilitare l’incarnazione di archetipi superiori. Quello che si cerca nell’orgasmo è la fusione telepatica e l’accesso alla gnosi.
La coppia alchemica da corso alla propria rigenerazione spirituale e materiale per trasmutarsi in “più che umana”. Attraverso il proprio libero arbitrio, ha il potere di eleggere il segno che presiede alla meta finale del processo iniziatico. Una processo che, come ci insegnano gli antichi, va seguito con purezza di cuore e di intenti, per far sì che quegli stessi poteri, in grado di creare nella materia, compiano la loro sacra opera generatrice anche nello Spirito. 

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Ultimo aggiornamento

12 novembre 2018