magia rossa legamenti d'amore
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Presentazione

Il concetto si stregoneria, nel Novecento, sembra identificarsi con la sua storiografia. Quando infatti gli storici, superando quell’imbarazzo che li portava a vedere nelle streghe un argomento periferico o bizzarro, cominciarono ad occuparsene, elaborarono le più varie teorie, che si imposero di volta in volta come unica visione del fenomeno.
Quando, ad esempio, l’egittologa Margaret Murray pubblicò nel 1921 il suo Le streghe nell’Europa occidentale, molti ricercatori tirarono un sospiro di sollievo, potendo finalmente indirizzare le loro ricerche verso quella sua acquietante teoria, che la donna andava ripetendo e scrivendo in ogni occasione, compresa nella voce “stregoneria” della prestigiosa Enciclopedia Britannica: le streghe, cioè, sarebbero le fedeli seguaci di un culto organizzato connesso a un’arcaica religione pre-cristiana di fertilità, diffusa segretamente in tutta Europa. Gli inquisitori, quindi, avrebbero messo le mani su una vera e propria antireligione e di conseguenza l’avrebbero perseguitata come eresia. Senza volerlo, e forse senza neanche saperlo, la Murray accettava quella visione della stregoneria che era tipica, lo vedremo, degli inquisitori.
Furono invece questi ultimi, più o meno coscientemente, a creare il fenomeno stregonesco nel Medioevo, proiettando su semplici imputati quelle ce erano le loro convinzioni, i loro ragionamenti, talvolta le loro angosce, nati da precedenti conoscenze classiche, da testi biblici e da qualche esperienza personale. Confermerebbe questo punto di vista il fatto che molte delle confessioni delle streghe, con tutti i contenuti demomonologici tipici che vedremo, avvenissero soltanto dopo l’uso della tortura, mai prima.
Segno, questo, che gli accusati giungevano, con la violenza fisica e psicologica esercitata su di loro, a confessare ciò che ispiravano e desideravano i giudici.. Questa, molto semplificata, fu un’altra teoria storiografica, opposta alla prima e di gran moda, che si rispecchiava in interpretazioni di studiosi come i tedesco J.Hansen, il francese R. Muchembled e , aggiungendovi nuovi dati e interpretazioni, anche N.Cohn, come vedremo più avanti.
Ovviamente, tra le due scuole di pensiero, se ne potrebbero citare altre collocabili più o meno in aree intermedie. Ma quello che risalta da entrambe è forse una stessa, parziale, visione della stregoneria, vista sempre come fenomeno totale, autonomo o organizzato, alla stessa stregua di concetti come “feudalesimo” o “espansione islamica”. In realtà, osservando le confessioni degli accusati di stregoneria, ci troviamo spesso di fronte a credenze di tale ricchezza simbolica che non possiamo limitarci a interpretarle come mere invenzioni degli inquisitori o ,ancor più semplicisticamente, improbabili culti di una religione che si opponeva a quella cristiana. La stregoneria, come ha dimostrato lo storico Carl Ginzburg, fu un fatto complesso e articolato, che accolse al suo interno mitologie e, in misura minore, rituali che appartenevano a differenti contesti culturali e religiosi. Certamente molte delle credenze confessate dagli stregoni facevano parte di un bagaglio mitico-rituale precristiano. In molti casi non cristiano, quando non addirittura volutamente anticristiano. Ed è altrettanto vero, sia pure nella sua ancora opaca formulazione, che molti dei fatti stregonici siano da mettere in relazione con quel complesso sistema di pratiche magico-rituali che fu lo sciamanismo eurasiatico. Rimane, semmai , il grosso limite di capire bene cosa sia realmente questo sciamanismo, al di l delle costruzioni degli antropologi e degli storici della religione.
In realtà, la stregoneria fu un fenomeno molto più complesso che, grazie a storiografie e saperi antropologici più recenti, e più accorti, sembra perdere la sua illusoria compattezza di levigato oggetto di studio per ritrovare i suoi reali significati nelle differenti ramificazioni delle scienze umane. Andando al di là di quell’approccio ereditato dagli inquisitori, vediamo aprirsi un mondo fatto di credenze, di miti e di rituali che devono essere indagati secondo i principi delle singole scienze.
Questo non significa che una “storia” della stregoneria sia impossibile. Solo, che dovremo cercare di “scrostare” i documenti a nostra disposizione e osservare quanto sia dovuto a inquisitori e teologi e quanto invece a “credenze popolari”, “mentalità”, precedenti residui folcloristici. In altre parole, i termine stregoneria serve a descrivere, ma anche a nascondere, antichi saperi legati alla salute, alla malattia, al corpo: un antica visione del mondo che ci racconta dei rapporti tra l’uomo le in conoscibili forze soprannaturali che lo circondano. 

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Ultimo aggiornamento

12 novembre 2018