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Fenomenologie: Torce umane

E’ un fenomeno scientificamente ancora inspiegabile: si tratta dell’ autocombustione umana . In pochi secondi può accadere che le fiamme attacchino una vittima umana partendo dalle sue viscere, e, in pochi minuti, o addirittura secondi, la riducano in un mucchio di cenere. La tragicità dell’evento è legata al fatto che la combustione non solo è rapidissima, ma anche selettiva, nel senso che colpisce esclusivamente la vittima umana mentre gli oggetti esterni, persino, gli abiti della vittima, restano appena o per niente danneggiati. La prima prova storica certa di autocombustione umana sembra provenire dall’anno 1763, quando il francese Jonas Dupont pubblicò una collezione di casi e studi intitolata De Incendiis Corporis Humani Spontaneis. Nello scrivere questo libro Dupont fu ispirato dal caso di Nicole Millet , durante il quale un uomo fu assolto dall’accusa di omicidio della moglie quando la corte si convinse che era stata uccisa da combustione spontanea. Il libro di Dupont su questo fenomeno sconosciuto non ha fatto che alimentare l’immaginazione pubblica popolare. Nel 1951, il caso di Mary Reeser ha dato l’avvio ad indagini scientifiche sul fenomeno, che usciva così dai meandri della leggenda: la signora Reeser fu ritrovata nel suo appartamento ridotta ad un cranio con un mucchio di ceneri, ma il piede sinistro era completamente intatto.
Sono stati individuati vari tipi di combustioni umane spontanee, raggruppabili in due distinte categorie: Casi Fatali e Casi Non-Fatali. Nella prima categoria rientrano i tre quarti di tutti i casi incontrati nella ricerca: si tratta di fenomeni inspiegabili in quanto nessuna vittima può raccontare l’accaduto e nessun testimone, di solito, assiste all’evento. Esistono tre sottotipi di Casi Fatali: il Burning classico, le Combustioni testimoniate e il Burning selettivo . Il sottotipo più conosciuto e frequente è il Burning classico detto anche “Bedroom Burning”: E’ caratterizzato da 5 elementi principali : il corpo ed i vestiti della vittima sono prevalentemente ridotti in cenere; sezioni del corpo quali braccia, piedi e, talvolta, la testa rimangono illesi; soltanto gli oggetti immediatamente associati con il corpo vengono bruciati; il fuoco non si allontana mai dal corpo; un deposito grasso di fuliggine copre il soffitto e le pareti, fino a 3 o quattro piedi al di sopra del pavimento; gli oggetti situati al di sopra di questa altezza mostrano danni dovuti al calore ( candele fuse, specchi infranti ecc.) mentre gli oggetti al di sotto non risultano danneggiati. Nel Burning selettivo la vittima viene incenerita ma gli oggetti a contatto con il corpo che dovrebbero bruciarsi- i vestiti della vittima, una sedia -rimangono intatti. La categoria dei Casi Non-Fatali copre un quarto dei casi di combustione spontanea. Purtroppo, le vittime di questi eventi non hanno generalmente idea migliore di che cosa è accaduto dei loro ricercatori; ma il vantaggio, in tal caso, è la presenza di un superstite capace di riportare se ha subito un evento paranormale o no. Il primo sottotipo dei casi non fatali è caratterizzato dalla presenza di fiamme misteriose; in altri casi la vittima presenta bruciature inspiegabili, cicatrici che non appaiono provocate da cause esterne. In ulteriori casi si parla di fumo misterioso: del fumo di natura ignota sembra emanare dai corpi delle vittime. Interessante ed inspiegabile è anche il fenomeno del “Firestarter”, o Incendiario , reso celebre dal romanzo di Stephen King: un individuo capace di controllare e resistere alle fiamme in modo anormale. Ci sono solo 2 casi registrati in natura, ancora inspiegati. C’E’ UNA SPIEGAZIONE? Uno dei più grandi problemi incontrati nello studio sulla combustione umana spontanea è l’ incapacità costante o la non volontà della maggior parte dei ricercatori di giudicare i fenomeni caso per caso. La loro tendenza è di invalidare una teoria se non è abbastanza generica da riuscire a spiegare tutti i casi. In realtà, talvolta, ci sono teorie esplicative specifiche per ogni singolo caso, che gli tolgono quell’aurea di paranormale che li circonda. In alcuni casi le fiamme colgono la vittima di sorpresa e sono talmente veloci da impedirle ogni azione: in tali casi spesso il soggetto è in stato di semicoscienza ( ubriaco, drogato ) o …addirittura morto. In altri casi, la sorgente della combustione viene ignorata. Un ultimo argomento addotto come supporto al fenomeno è che spesso le fiamme bruciano in modo anomalo e a temperatura elevata per consumare il corpo rapidamente. Di solito l’argomento è sostenuto da due fatti: il corpo umano contiene molta acqua e pertanto è difficile da bruciare e, siccome per cremare un corpo nei forni in tre ore sono necessari 2500 gradi Fahrenheit, per consumarlo in minor tempo sarebbero necessarie temperature più elevate e dunque paranormali. In realtà questi due argomenti non sono validi. Benchè il corpo umano contenga una grande quantità di acqua, questa bolle e non costituisce impedimento alla combustione. Per quanto riguarda la seconda asserzione — le temperature di circa 2.500 gradi che sono necessarie a consumare un corpo — secondo Joe Nickell, autore de I Segreti del Sovrannaturale, un corpo può essere consumato appena in un’ora e mezza alle temperature di 1600-1800 gradi; e più a lungo brucia il corpo, minore è la temperatura richiesta. In molti dei casi registrati, oltre al grasso del corpo umano, era presente ulteriore combustibile capace di far alzare la temperatura ed altri oggetti ( legno, stracci ) contribuivano ad alimentarla. Non si trattava di autocombustione spontanea Inoltre molti dei fenomeni elencati come soprannaturali sono in realtà delle declinazioni dell’Effetto Candela scoperto da D. J Gee nel 1965. In una stanza con ventilazione difficile, l’ossigeno viene consumato rapidamente dalle fiamme che producono un fumo denso: nel caso dell’uomo, questo fumo conterrebbe il grasso del corpo umano e la fuliggine proveniente dai tessuti del corpo e dei vestiti. Poiché il calore aumenta, il fumo grasso e fuligginoso ricoprirebbe la stanza a partire dal soffitto in giù. Ciò creerebbe una pellicola arancione simile a quella notata nei casi di combustione spontanea. Il danneggiamento reale dell’ustione è egualmente limitato alla sorgente del combustibile (il corpo) poiché non vi è abbastanza ossigeno nella stanza per sostenere la combustione una volta esaurito il combustibile. Nella zona occupata dal fumo, la temperatura ambientale diventa abbastanza alta da fondere la plastica e riscaldare il metallo; ma nessun oggetto brucia a causa della scarsa quantità di ossigeno. Così gli orologi fondono ed i pomelli si riscaldano, ma la carta da parati rimane intatta: quando viene aperta la porta e l’ossigeno entra i resti che covano sotto la cenere si infiammano improvvisamente. Ma non tutto è spiegabile scientificamente: molti altri casi rimangono misteriosi e pertanto vengono attribuiti a cause sovrannaturali. 

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Ultimo aggiornamento

17 giugno 2019