magia rossa legamenti d'amore
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Glossario Teosofico: C

C – Terza lettera dell’alfabeto inglese, che non ha equivalente in Ebraico eccetto Caph, da vedere sotto K.

CABALA (Ebr.) – La saggezza nascosta dei Rabbini Ebrei del Medioevo che deriva da più antiche dottrine segrete concernenti le cose divine e la cosmogonia, e che furono fuse in teologia dopo il periodo della cattività degli Ebrei in Babilonia. Tutte le opere incluse nella categoria esoterica sono dette Cabalistiche.

CABALISTI (Ebr.) – Da Q B L H, KABALA, tradizione orale, non scritta. Il cabalista è uno studioso della “scienza segreta” colui che interpreta i significati nascosti delle Scritture con l’aiuto del simbolismo della Kabala e, attraverso essa, ne spiega quello reale. I Tanaim furono i primi cabalisti fra gli Ebrei; essi apparvero a Gerusalemme verso l’inizio del III° secolo prima dell’era Cristiana. I libri di Ezechiele, Daniele, Enoch e l’Apocalisse di San Giovanni, sono puramente cabalistici. Questa dottrina segreta è identica a quella del Caldei e include nel contempo molto della saggezza Persiana o “magica”. Fin dall’XI secolo la storia intravede la presenza di famosi Cabalisti. L’era Medioevale, ed anche la nostra, ha avuto un enorme numero di uomini fra i più colti ed intellettuali che sono stati studiosi della Kabala (o Qabbala, come pronunciano alcuni). Fra i primi, i più famosi furono Paracelso, Henry Khunrath, Jacob Boehme, Robert Fludd, i due Van Helmont, l’Abate John Trithemius, Cornelio Agrippa, il Cardinale Nicola Cusano, Girolamo Cardano, Papa Sisto IV, e taluni studiosi Cristiani come Raimondo Lullo, Pico della Mirandola, Guillaume Postel, il grande Johnn Reuchlin, il Dott. Henry More, Eugenio Filalete (Thomas Vaughan), l’erudito gesuita Athanasius Kircher, il barone Cristian von Rosenroth; e poi Sir Isaac Newton, Leibniz, Bacone, Spinoza, ecc., ecc. : l’elenco è inesauribile. Come fa notare Isaac Myer nel suo libro The Qabalah, le idee dei Cabalisti hanno influenzato moltissimo la letteratura Europea. “Basandosi sulla Cabala pratica, l’abate di Villars (nipote del de Montfaucon) pubblicò nel 1670 il suo famoso romanzo satirico “Il Conte di Gabalis” sul quale Pope basò il suo “Rape of the Lock”. La cabala si trova nei poemi medioevali quali il “Romanzo della Rosa, e permea le opere di Dante”. Nessuno di essi, tuttavia, si trova d’accordo sull’origine della Cabala, dello Zohar, del Sepher Yetzirah, ecc. Alcuni sostengono che provenga dai Patriarchi della Bibbia, da Abramo, ed anche da Seth; altri, che derivi dall’Egitto, altri ancora dai Caldei. Il sistema è sicuramente molto antico; ma come tutti i sistemi, siano essi religiosi o filosofici, anche la Cabala deriva direttamente dalle originarie Dottrine Segrete Orientali: attraverso i Veda, le Upanishad, Orfeo e Talete, Pitagora e gli Egiziani. Qualunque sia la sua fonte, il suo substrato è identico a quello degli altri sistemi, a partire dal Libro dei Morti fino agli Gnostici più recenti. I maggiori esponenti della Cabala nella Società Teosofica furono, fra i primi, il Dott. S. Pancoast di Filadelfia e G. Felt; fra i più recenti, W. Wynn Westcott, S. L. Mac Gregor Mathers (entrambi del Collegio Rosacroce), e qualche altro. (v. Qabalah).

CABALISTICHE (Facce) – Sono: Nephesch, Ruach e Neschamah, ovvero l’anima animale (vitale) l’Anima Spirituale e l’Anima Divina nell’uomo – Corpo, Anima e Mente.

CABAR ZIO (Gnost.) – “Il potente Signore di Splendore” (Codex Nazareus), quelli che procreano sette vite benefiche, “che brillano nella propria forma e luce” per agire contro l’influenza dei sette “imperfetti dispensatori” stellari, o principi. Essi sono la progenie di Karabtanos, personificazione della concupiscenza e della materia. Questi ultimi sono i sette pianeti fisici, i primi sono i loro genii o Governatori.

CABEIRI o Kabiri (Fen.) – Divinità grandemente adorate a Tebe, Lemno, Frisia, Macedonia e, soprattutto in Samotracia. Erano dei del mistero, nessun profano aveva il diritto di nominarli o di parlare di loro. Erodoto li conferma dei del Fuoco e parla di Vulcano come del loro padre. I Kabiri presiedevano ai misteri, ed il loro numero reale non è mai stato rivelato, essendo il loro significato occulto molto sacro.

CADMO (Gr.) – Il presunto inventore delle lettere dell’alfabeto. Egli può essere stato il loro ideatore e le ha insegnate in Europa e in Asia Minore; ma in India le lettere erano conosciute ed usate dagli Iniziati già in epoche a lui precedenti.

CADUCEO (Gr.) – I poeti ed i mitologi greci presero l’idea del Caduceo di Mercurio dagli Egiziani. Il Caduceo viene rappresentato sui monumenti Egiziani per Osiride come due serpenti attorcigliati attorno ad una bastone. I Greci lo alterarono. Lo ritroviamo di nuovo nelle mani di Esculapio ed assume una forma differente sulla bacchetta di Mercurio, o Hermes. È un simbolo cosmico, siderale o astronomico, nonché un simbolo spirituale e perfino fisiologico, poiché esso cambia il suo significato a seconda delle sue applicazioni. Metafisicamente, il Caduceo rappresenta la caduta della materia primitiva primordiale nella grossolana materia terrestre, dove la Realtà Una diventa Illusione. (Vedi Dottrina Segreta, Cosmogenesi pag. 708). Astronomicamente, la testa e la coda rappresentano i punti dell’eclittica dove i pianeti ed anche il sole e la luna si riuniscono in uno stretto abbraccio. Fisiologicamente, è il simbolo della restaurazione dell’equilibrio perduto fra la Vita in quanto unità e le correnti di vita che compiono varie funzioni nel corpo umano.

CAESAR – Un famosissimo astrologo e “maestro di magia”, un Occultista, durante il regno di Enrico IV di Francia. Come ci dice il fratello Kenneth Mackenzie, “si crede che sia stato strangolato dal diavolo nel 1611”.

CAGLIOSTRO – Un famoso Adepto, il cui vero nome (secondo i suoi nemici) si dice essere Giuseppe Balsamo. Nacque a Palermo e studiò sotto la guida di un misterioso straniero, di cui si sa ben poco. La versione normalmente accettata della sua vita è troppo ben conosciuta perché ci sia bisogno di ripeterla, ma nulla è stato mai detto della sua storia vera. Il suo destino fu quello di ogni essere umano che dimostra di sapere più dei suoi simili; fu “lapidato” dalle persecuzioni, menzogne ed accuse infamanti, e nonostante ciò fu amico e consigliere dei personaggi più illustri e potenti dei paesi che visitò. Infine fu processato e condannato a Roma come eretico, e si dice che morì durante la prigionia in un carcere dello Stato. (Vedi “Mesmer”). Eppure egli non subì tutto questo ingiustamente poiché, sotto alcuni aspetti, era venuto meno ai suoi voti, era caduto dal suo stato di castità, ed aveva ceduto all’ambizione e all’egoismo.

CAINO o Kayn (Ebr.) – Nella Simbologia Esoterica è identico a Jehovah o al “Signore Dio” del quarto capitolo della Genesi. Si ritiene inoltre che Abele non fosse suo fratello, bensì il suo aspetto femminile (Dottrina Segreta, Antropogenesi pag. 143, 308 e 439 ).

CALDEI o Kasidim – In un primo tempo era una tribù, poi divenne una casta di Cabalisti istruiti. Erano i sapienti, i maghi di Babilonia, astrologi e indovini. Il famoso Hillel, il precursore di Gesù in filosofia e nell’etica, era un Caldeo. Nel suo libro Kabala, Frank evidenzia la grande rassomiglianza esistente fra la “dottrina segreta” che si trova negli Avesta e la metafisica religiosa dei Caldei. (v. chassidi)

CAMPANELLA Tommaso – Un calabrese nato nel 1568 che fin dall’infanzia dimostrò strani poteri e che si dedicò per tutta la vita alle Arti Occulte. La storia secondo la quale fu iniziato nell’adolescenza ai segreti dell’alchimia ed erudito nella scienza segreta da un Rabbino Cabalista in due settimane per mezzo del notaricon, è un’invenzione bella e buona. La conoscenza occulta, anche quando è ereditata da una vita precedente, non affiora nella nuova personalità nel giro di quindici giorni. Egli divenne un oppositore della filosofia materialista di Aristotele mentre si trovava a Napoli, e fu costretto a fuggire per salvare la sua vita. In seguito, l’Inquisizione cercò di processarlo e condannarlo perché praticava le arti magiche, ma tali tentativi fallirono. Durante la sua vita scrisse una enorme quantità di opere magiche astrologiche e alchemiche, la maggior parte delle quali non esiste più. Si ritiene che sia morto a Parigi, il 21 Maggio 1639, in un convento di Giacobini. (All’epoca, con questo termine, in Francia si indicavano i religiosi della Regola di San Domenico, che ebbero il loro primo convento a Parigi, in via S. Jacques – N. d. T.).

CAMPI FELICI – Nome dato dagli Assiro-Caldei ai loro Campi Elisi, che erano connessi con il loro Ade. Come dice Mr. Boscawen ai suoi lettori, “il Regno delle regioni infernali era il reame del dio Hea: l’Ade delle leggende Assire era collocato nelle regioni infernali, ed era governato da una dea, Nin-Kigal, o la Signora della Grande Terra. Essa era anche chiamata Allat”. Una iscrizione dice: “Dopo le offerte di questi giorni, durante le festività della terra dal cielo d’argento, possa ella dimorare santa per sempre nelle corti risplendenti, nel soggiorno della beatitudine, nella luce dei Campi Felici, alla presenza degli dei che vivono in Assiria”.
Ciò è degno di essere scritto su una tomba Cristiana. Ishtar, la bella dea, discese nell’Ade per seguire il suo amato Tammuz, e scoprì che questo oscuro posto di ombre aveva sette sfere e sette cancelli, davanti ad ognuno dei quali doveva lasciare qualcosa che le apparteneva. (N. d. T. I campi Ialu o di canne degli Egizi dove si recavano i defunti che avevano superato positivamente la psicostasia o giudizio.)

CANARESE – Il linguaggio del Karnataka, originariamente chiamato Kanara, una delle regioni del Sud dell’India.

CAPELLI – La filosofia occulta considera i capelli (sia umani che animali) il ricettacolo naturale e i trattenitori dell’essenza vitale che spesso fuoriesce dal corpo con altre emanazioni. Sono strettamente connessi a molte delle funzioni del cervello, ad esempio la memoria. Per gli antichi Israeliti, il taglio dei capelli e della barba era segno di contaminazione: “E il Signore disse a Mosè… essi non saranno resi calvi sulla testa (Levitico, XXI, 1-5). La “calvizie”, naturale o artificiale, era segno di calamità, punizione e cordoglio. Fra i mali che accadranno al popolo eletto, Isaia (3, 24) cita anche la calvizie: “Invece di chiome ricciute, la calvizie”. E ancora: “Tutte le teste saranno calve, tutte le barbe saranno rase” (Ibidem, 15-2). Il Nazar doveva lasciarsi crescere capelli e barba e non permettere mai al rasoio di toccarlo. Presso gli Egizi ed i Buddisti si radevano solo i sacerdoti e gli asceti, per i quali la vita è un fardello. Si supponeva che il prete Egizio fosse diventato padrone del proprio corpo e, quindi poteva rasare la testa per la pulizia, ma gli Ierofanti portavano i capelli lunghi. I Buddisti ancor oggi si rasano la testa in segno di disprezzo per la vita e la salute; tuttavia, Buddha, dopo essersi rasato il capo, quando divenne mendicante, tornò a farsi crescere i capelli ed è sempre raffigurato con la crocchia degli Yogi. I sacerdoti Indiani e Brahmini, e quasi tutte le caste, si radono la testa lasciando crescere solo una lunga ciocca al centro del capo. Gli asceti Indiani portano i capelli lunghi, come pure i guerrieri Sikh e quasi tutti i popoli Mongoli. A Bisanzio ed a Rodi la legge proibiva di radersi la barba, ed a Sparta il taglio di questa era un marchio di schiavitù e di sottomissione. Fra gli Scandinavi il taglio dei capelli, si dice, era considerato una disgrazia, “un marchio di infamia”. L’intera popolazione dell’isola di Ceylon (i Buddisti Singalesi), porta i capelli lunghi; e così i Russi, i Greci, il clero ed i monaci Armeni. Gesù e gli Apostoli sono sempre raffigurati con i capelli lunghi, ma la moda nella Cristianità si é dimostrata più forte del Cristianesimo, poiché le antiche regole ecclesiastiche (Cost. Apost., lib. I°, cap. 3) imponevano al clero di “portare capelli e barba lunghi” (Antichità Ecclesiastiche di Riddle). I Templari avevano l’obbligo di portare la barba lunga. Sansone aveva i capelli lunghi e l’allegoria biblica dei capelli che gli furono tagliati mostra quanto la forza, la salute e la vita siano connesse alla lunghezza dei capelli. Se un gatto viene rasato in nove casi su dieci morirà; un cane il cui pelo non è stato tagliato vive più a lungo ed è più intelligente di un cane il cui pelo sia stato rasato. Molti popoli antichi, perdendo i capelli, persero gran parte della loro memoria e divennero più deboli. Mentre la vita degli Yogi è proverbialmente lunga, i sacerdoti Buddisti (di Ceylon e di qualsiasi altro luogo) di solito non sono longevi. I Mussulmani si radono la testa conservando la barba, ma poiché la loro testa è sempre coperta, il pericolo è minore.

CAPRICORNO (Lat.) – Il 10° segno dello Zodiaco (Makara in Sanscrito), considerato, a causa del suo significato nascosto, la più importante fra le costellazioni del misterioso Zodiaco. È ampiamente descritto nella Dottrina Segreta Cosmogenesi pag. 287 e quindi non ha bisogno di molte aggiunte. Sia che, secondo le affermazioni exoteriche, il Capricorno fosse in qualche modo collegato alla capra nutrice Amalthea che nutrì Giove col suo latte, sia che fosse il dio Pan che si trasformò in un capro e lasciò le sue impronte negli spazi siderali, tutto ciò ha poca importanza. Ognuna di queste favole ha il suo significato. In Natura ogni cosa è intimamente collegata a tutto il resto, perciò gli studiosi delle antiche tradizioni non saranno molto sorpresi se si dirà loro che anche i sette passi mossi nella direzione di ognuno dei quattro punti della bussola o – 28 passi – del Buddha appena nato, sono strettamente legati alle 28 stelle della costellazione del Capricorno.

CAPRO ANDROGINO di Mendes – Vedi “Bafometto”.

CARDANO Girolamo – Astrologo, alchimista, cabalista e mistico, ben conosciuto in letteratura. Nacque a Pavia nel 1501 e morì a Roma nel 1576.

CARNAC – Antichissimo sito in Bretagna (Francia) in cui si trova un tempio di struttura ciclopica, consacrato al Sole e al Drago che è simile a quello di Karnac nell’antico Egitto ed a quello di Stonehenge, in Inghilterra. (Vedi “L’Origine del mito satanico” nel Capitolo Simbolismo Arcaico della Dottrina Segreta Antropogenesi pag. 428). É stato costruito dai preistorici sacerdoti-ierofanti del Drago Solare, simbolo della Saggezza (il Kumara Solare che incarnava l’Essere più alto). Ogni pietra era collocata personalmente dai sacerdoti adepti che si succedevano alla guida e commemorava in linguaggio simbolico il grado di potere, condizione e conoscenza di ognuno di essi. (Dottrina Segreta, Antropogenesi pag. 386 ed anche “Karnak”).

CARONTE (Gr.) – L’egizio Khu-en-ua, il Nocchiero dalla testa di falco che conduceva le Anime attraverso le oscure acque che separano la vita dalla morte. Caronte, il Figlio di Erebo e Nox, è una variante di Khu-en-ua. I morti erano obbligati a versare un obolo, una piccola quantità di denaro, a questo arcigno barcaiolo dello Stige e dell’Acheronte; è per questo che gli antichi mettevano sempre una moneta sotto la lingua del defunto. Questa usanza si è conservata fino ad oggi, perché in Russia molti delle classi più basse mettono delle monete nella bara, sotto la testa del defunto, per le spese dell’al di là.

CASTE – Originariamente, il sistema delle quattro caste ereditarie in cui veniva suddivisa la popolazione indiana: Brahmani, Kshatriya, Vaisya, Sudra (discendenti di Brahma, Guerrieri, Mercanti, e la classe più bassa o Agricoltori). Oltre a queste quattro classi originarie, attualmente in India ne sono sorte a centinaia.

CATENE E RONDE – Termini impiegati dai Teosofi per spiegare la Cosmogonia Orientale. Essi sono usati per indicare i vari cicli evolutivi nei Regni Elementale, Minerale, ecc., attraverso ai quali la Monade passa su un certo globo; il termine Ronda è usato solo per indicare il passaggio ciclico della Monade intorno alla catena completa dei sette globi. Parlando genericamente, i Teosofi usano il termine catena come sinonimo di ciclo: cosmico, geologico, metafisico e di ogni altro tipo.

CAUSALE Corpo – Questo “corpo”, né oggettivo né soggettivo, è Buddhi, l’Anima Spirituale. È chiamato così perché è la causa diretta della condizione di Sushupti, che conduce allo stato di Turiya, il più elevato stato di Samadhi. Il Taraka Raja Yogi lo chiama Karanopadhi, “base della causa”; nel sistema Vedico corrisponde sia al Vijnanamaya che ad Anandamaya Kosha; e poiché questi viene dopo Atma, il Corpo Causale è il veicolo dello Spirito Universale. Buddhi da solo non può essere chiamato “Corpo Causale”, ma diventa tale quando è congiunto con Manas, l’Entità che si incarna – o Ego.

CAZOTTE Jacques – L’eccezionale Veggente che, qualche tempo prima della Rivoluzione Francese, durante un’allegra cena, predisse la ghigliottina per diversi personaggi della famiglia reale e la sua stessa decapitazione. Nacque a Digione nel 1720 e studiò filosofia mistica a Lione con Martinez Pasqualis. L’11 Settembre 1791 fu arrestato e condannato a morte dal presidente del governo rivoluzionario, un uomo che, vergognoso a dirsi, era stato suo compagno e membro della Loggia mistica di Pasqualis, a Lione. Cazotte fu ghigliottinato il 25 settembre sulla Piazza del Carosello.

CECCO D’ASCOLI – Soprannominato “Francesco Stabili”. Visse nel XIII° secolo e fu considerato il più famoso astrologo del suo tempo. Esiste ancora un suo lavoro pubblicato a Basilea nel 1485 e chiamato Commentarii in Sphaeram Ioannis de Sacrabosco. Fu bruciato vivo dall’Inquisizione nel 1327.

CERBERO (Gr.) – Mostro canino a tre teste che stava di guardia alla soglia dell’Ade, pervenne ai Greci ed ai Romani dall’Egitto. Era il mostro metà cane e metà ippopotamo che sorvegliava le porte dell’Amenti. La madre di Cerbero era Echidna essere metà donna e metà serpente, molto onorato in Etruria. Sia il Cerbero Egiziano che quello Greco sono simboli del Kamaloka e dei suoi innumerevoli mostri, i gusci vuoti dei mortali.

CERCHIO – Vi sono molti “Cerchi” cui sono associati aggettivi mistici. Così abbiamo: (1) il “Cerchio Decussato o Perfetto” di Platone, ? che si mostra bisecato nella forma della lettera X; (2) la “danza in Cerchio” delle Amazzoni attorno ad una immagine Priapica, la stessa danza delle Gopi attorno al Sole (Krishna), le pastorelle che rappresentano i segni dello Zodiaco; (3) il “Circolo di Necessità” della durata di 3000 anni, conosciuto sia dagli Egizi che dagli Occultisti, che rappresenta la durata del ciclo fra le rinascite o reincarnazioni, durata che varia mediamente da 1000 a 3000 anni. Questo argomento sarà approfondito sotto la voce “Reincarnazione”.

CERERE (Lat.) – In Greco, Demetra. Quale aspetto femminile del Padre Aether, Giove, essa è, esotericamente, il principio produttivo nello Spirito che tutto pervade e che anima ogni germe nell’universo materiale.

CHABRAT ZEREH AUR BOKHER (Ebr.) – Gruppo Rosacroce i cui membri studiano Cabala e scienze Ermetiche; accoglie entrambi i sessi, ed ha molti gradi di istruzione. I membri si incontrano in segreto, e l’esistenza dell’Ordine è generalmente sconosciuta. (w.w.w.).

CHADAYATANA (Sans.) – Letteralmente, le sei dimore o aperture nell’uomo per la ricezione delle sensazioni; così sul piano fisico esse sono: occhi, naso, orecchie, lingua, corpo (o tatto) e mente quale prodotto del cervello fisico; sul piano mentale (esotericamente) vista spirituale, odorato, udito, gusto, tatto e percezione, il tutto sintetizzato dall’elemento Buddhicoatmico.
Chadayatana è uno dei 12 Nidana, che formano la concatenazione dell’incessante causa ed effetto.

CHAITANYA (Sans.) – Fondatore di una setta mistica in India. Un saggio piuttosto moderno, ritenuto essere un avatar di Krishna.

CHAKNA-PADMA-KARPO (Tib.) – “Quello che tiene il loto”, usato per Chenresi, il Bodhisattva. Non è una autentica parola Tibetana, essendo per metà Sanscrita.

CHAKRA (Sans.) – Una ruota, disco o generalmente il cerchio di Vishnu. Usato anche per un ciclo di tempo, e con altri significati.

CHAKRA (Sans.) – O Tchakra. Un incantesimo. Il disco di Vishnu, che serviva come arma; la ruota dello Zodiaco, come pure la ruota del tempo, ecc. In mano a Vishnu era simbolo dell’autorità divina. Una delle sessantacinque figure dello Sripada, o l’impronta mistica del piede di Buddha, che contiene questo numero di figure simboliche. Lo Tchakra è usato nei fenomeni mesmerici ed in altre pratiche anormali.

CHAKSHUB (Sans.) – L’ “occhio”. Loka-chakshub, o l’ “occhio del mondo”, è un appellativo del Sole.

CHANDOGA (Sans.) – La parte samhita del Sama Veda; anche sacerdote cantore del Sama Veda.

CHANDRA (Sans.) – La Luna; anche una divinità. Chandra e Soma sono sinonimi.

CHANDRA-KANTA (Sans.) – “La pietra di luna”, una gemma che si ritiene si formi e sviluppi sotto i raggi della luna, che le dà proprietà magiche ed occulte. Ha un’influenza molto calmante sulla febbre se applicata su tutte e due le tempie.

CHANDRA-VANSA (Sans.) – La “Razza Lunare”, contrapposta a Suryavansa, la “Razza Solare”. Alcuni Orientalisti ritengono un controsenso che Krishna, un Chandravansa (del ceppo Yadu) sia stato proclamato un Avatar di Vishnu nel Rig Veda – opera di indiscussa autorità presso i Brahmani – essendo Vishnu manifestazione dell’energia solare. Questo dimostra, comunque, il profondo significato occulto dell’Avatar; significato che solo la filosofia esoterica può spiegare. Un glossario non è l’opera adatta a tali spiegazioni, ma può essere utile ricordare a quelli che sanno, ed insegnare a quelli che l’ignorano, che, in Occultismo, l’uomo è definito un essere solare-lunare; solare nella sua triade superiore, e lunare nel suo quaternario inferiore. Comunque è il Sole che illumina la Luna, nello stesso modo in cui la Triade umana effonde la sua luce divina sul guscio mortale dell’uomo che pecca. La vita celeste vivifica la vita terrestre. Krishna, metafisicamente, rappresenta l’Ego fattosi uno con Atma-Buddhi e, misticamente, compie la stessa funzione del Christos degli Gnostici, essendo entrambi “il dio interiore nel tempio” – l’uomo. Lucifero è “la splendente stella mattutina”, simbolo ben conosciuto nell’Apo-calisse e, quale pianeta, corrisponde all’EGO. Ora Lucifero (o il pianeta Venere) è il Sukra-Usanas degli Indù; e Usanas è il Daitya-guru, l’Istruttore spirituale dei Danava e dei Daitya. Questi ultimi, nei Purana, sono i demoni-giganti e, nelle interpretazioni esoteriche, sono il simbolo opposto all’uomo di carne, il genere umano fisico. È detto anche che i Daitya possono elevarsi tramite “conoscenza, austerità e devozione” al “livello degli dei e dell’ASSOLUTO”. Tutto questo nella leggenda di Krishna è molto suggestivo e quel che lo è ancor di più è che proprio come Krishna in India, Avatar di un grande Dio, sia della razza degli Yadu, così in un’altra incarnazione, è “Dio che s’incarna – o l’uomo-Dio Cristo”, anche lui della razza Iadoo, che è il nome degli Ebrei in tutta l’Asia. Inoltre, così come sua madre, rappresentata quale Regina dei Cieli in piedi sul quarto di luna crescente, è identificata nella filosofia gnostica ed anche nel sistema esoterico con la luna stessa e con tutte le altre dee lunari come Diana, Astarte ed altre madri di Logoi, così Cristo è ripetutamente chiamato dalla Chiesa Cattolica Romana il Sole-Cristo, il Cristo Sole e così di seguito. Se quest’ultima è una metafora, anche la prima lo è.

CHANDRAGUPTA (Sans.) – Il primo re Buddista in India, lo zio di Asoka; il Sandracottus di tutti i goffi scrittori Greci che andarono in India al seguito di Alessandro.

CHANDRAMANAM (Sans.) – Il metodo per calcolare il tempo mediante la Luna.

CHANDRAYANA (Sans.) – La cronologia per anni lunari.

CHANMÚKA (Sans.) – Fra i Buddisti del Nord è un grande Bodhisattva, famoso per il suo ardente amore per l’Umanità; nelle scuole esoteriche è considerato come un Nirmanakaya.

CHANTONG (Tib.) – “Colui che ha 1000 occhi”, un nome di Padmapani, o Chenresi (Avalokiteswara).

CHAOS (Gr.) – L’Abisso, il “Gran Profondo”. In Egitto veniva personificato dalla dea Neïth, anteriore a tutti gli dei. Come dice Deveria, “l’unica divinità senza forma e sesso, che diede nascita a se stessa senza fecondazione e viene adorata sotto forma di una Vergine Madre”. Essa è la dea dalla testa di avvoltoio che si trova nei più antichi tempi di Abido e che appartiene secondo Mariette Bey alla prima Dinastia, il che la fa risalire, anche secondo gli Orientalisti che ne abbreviano il tempo, a circa 7000 anni fa. Come Mr. Bonwick ci dice nel suo eccellente lavoro sulla fede egizia – “Neïth, Nut, Nepte e Nuk (quanti modi diversi di leggere il suo nome!) è un concetto filosofico degno del XIX° secolo dopo l’era Cristiana, piuttosto che di 39 secoli prima di essa, o ancora prima. E aggiunge: “ Neïth o Nout non è nient’altro che la Grande Madre e ancora, la Vergine Immacolata o la divinità femminile dalla quale derivano tutte le cose. Neïth è il “Padre-Madre” delle Stanze della Dottrina Segreta, lo Swabhavat del Buddismo del Nord, la pura Madre Immacolata, il prototipo di ogni “Vergine” più recente; perciò, come dice Sharpe, “la Festa della Candelora – in onore della Dea Neïth – è segnata nei nostri calendari come giorno della Candelora o della Purificazione della Vergine Maria”; e Beauregard ci parla dell “Immacolata Concezione della Vergine che d’ora innanzi può vantarsi, come la Minerva Egiziana, la misteriosa Neïth, di essere nata da sè e di aver dato nascita a Dio”. Chi nega l’operare dei cicli e la ricorrenza degli eventi, legga cosa rappresentava Neïth 7000 anni fa nella mente degli Iniziati egizi, che cercavano di volgarizzare una filosofia troppo astratta per le masse, e ricordi le ragioni della disputa al Concilio di Efeso nel 431, quando Maria fu dichiarata Madre di Dio e la sua Immacolata Concezione imposta al Mondo come per volere di Dio nel 1858 dal Papa e dal Concilio. Neïth è Swabhavat ed anche l’Aditi dei Veda e l’Akasa dei Purana, perché “essa non è solo la volta celeste, o l’etere, ma la si fa apparire anche in un albero dal quale essa porge il frutto dell’Albero della Vita (come un’altra Eva), o dal quale versa sui suoi fedeli un po’ dellla divina acqua di vita”. Da qui l’appellativo favorito di “Signora del Sicomoro”, un epiteto attribuito anche ad un’altra Vergine (Bonwick). La rassomiglianza risulta ancora più marcata quando in antiche pitture vediamo Neïth raffigurata come una Madre che tiene fra le braccia un dio con la testa di ariete, l’ “Agnello”. Un’antica stele dichiara che essa è “Neut, la luminosa, che ha generato gli dei” – incluso il Sole, poiché Aditi è la madre di Marttanda, il Sole – un Aditya. Essa è Naus, la nave celeste; perciò la troviamo sulla prua dei vascelli egiziani, come Didone sulla prora delle navi dei marinai fenici, e in seguito abbiamo la Vergine Maria, da Mar, il “Mare”, chiamata la “Vergine del Mare”, e la “Signora Patrona” di tutti i marinai della Chiesa Cattolica Romana. Bonwick cita il reverendo Sayce, che la spiega come un principio nel Bahu (Caos o confusione), “semplicemente il Caos della Genesi… e forse anche Mot, la sostanza primitiva che fu la madre di tutti gli dei”. Sembra che il dotto professore pensasse a Nabuchadnezzar, giacchè questi ha lasciato la seguente testimonianza in stile cuneiforme, “Io ho costruito un tempio alla Grande Dea, mia Madre”. Possiamo concludere con le parole di Mr. Bonwick, con il quale concordiamo pienamente: “Essa (Neïth) è lo Zerouana dell’Avesta, ‘il tempo illimitato’. È la Nerfe degli Etruschi, metà donna e metà pesce” (perciò la connessione della Vergine Maria con il pesce e i pesci); della quale si dice: “Per intercessione della sacra Nerfe sia la navigazione felice. Essa è il Bythos degli Gnostici, l’Uno dei Neoplatonici, il Tutto dei metafisici tedeschi, l’Anaita degli Assiri”.

CHARAKA (Sans.) – Uno scrittore di Medicina, che visse nell’epoca Vedica. Si ritiene che sia stato una incarnazione (Avatara) del serpente Sesha, cioè una incarnazione della Saggezza divina, poiché Sesha-Naga, il Re della razza “Serpente”, è sinonimo di Ananta, il Serpente dalle sette teste, sul quale dorme Vishnu durante i pralaya. Ananta è il “senza fine” ed il simbolo dell’eternità e, come tale, uno con lo Spazio, mentre Sesha è solo periodico nelle sue manifestazioni. Per cui mentre Vishnu è identificato con Ananta, Charaka è solo l’Avatar di Sesha. (Vedi “Ananta” e “Sesha”).

CHARNOK Thomas – Grande alchimista del XVI° secolo; un medico che visse e praticò nei pressi di Salisburgo, studiando l’arte medica in alcuni conventi dei dintorni, con un prete. Si dice che fu iniziato al segreto finale della trasmutazione dal famoso mistico William Bird, che “era stato priore di Bath ed aveva pagato le spese per la riparazione dell’Abbazia con l’oro che aveva fatto mediante l’elisir rosso e bianco”. Charnok scrisse il suo Breviario di Filosofia nel 1557 e L’Enigma dell’Alchimia nel 1574.

CHARVAKA (Sans.) – Ebbero questo nome due persone famose. Uno era un Rakshasa (demone) che si camuffò da Bramino ed entrò in Hastinapura; i Brahmani scoprirono l’inganno e ridussero in cenere Charvaka con il fuoco dei loro occhi – ovvero magneticamente, con ciò che l’Occultismo chiama “sguardo nero” o malocchio. L’altro era un terribile materialista e negatore di tutto tranne che della materia, che a tornare in vita, farebbe vergognare tutti i “Liberi pensatori” ed “Agnostici” moderni. Visse prima del periodo del Ramayana, ma i suoi insegnamenti e la sua scuola sono sopravvissuti fino ai giorni nostri e anche ora ha dei seguaci che, per la maggior parte, si trovano nel Bengala.

CHASSIDI o Chasdim. Nelle prime versioni in greco del Vecchio Testamento – Assidai. Sono anche citati in Maccabei, I, VII, 13, per essere stati messi a morte con molti altri. Erano seguaci di Mattathia, il padre dei Maccabei, ed erano tutti mistici iniziati, o adepti Ebrei. La parola significa “abili; dotti in tutta la conoscenza, umana e divina”. Mackenzie (R. M. C.) li considera come guardiani del Tempio per la preservazione della sua purezza; ma poiché Salomone e il suo Tempio sono entrambi allegorici e non hanno esistenza reale, il Tempio, in questo caso, significa “il corpo di Israele e la sua moralità”. Scaliger connette questa Società degli Assidei con quella degli Esseni, ritenendola la precorritrice di quest’ultima. (v. Caldei) CHASTANIER Benedict – Un massone francese che fondò a Londra, nel 1764, una Loggia chiamata “I Teosofi Illuminati”.

CHATUR MUKHA (Sans.) – Quello “dai quattro volti”, un appellativo di Brahma.

CHATUR VARNA (Sans.) – Le 4 caste (letteralmente, colori).

CHATURDASA BHUVANAM (Sans.) – I 14 Loka o piani di esistenza. Esotericamente, i sette stati duali.

CHATURYONI (Sans.) – Scritto anche tchatur-yoni. Uguale a Karmaya o i “quattro modi di nascere” – i quattro modi di entrare nel sentiero della nascita, a seconda del Karma: (a) nascita dall’utero, come gli uomini o i mammiferi; (b) nascita da un uovo, come gli uccelli ed i rettili; (c) nascita dall’umido e da germi dell’aria, come gli insetti; (d) nascita per veloce autotrasformazione, come i Bodhisattva e gli Dei (Anupadaka).

CHAVA (Ebr.) – Identico ad Eva: “la madre di tutto ciò che vive”; “Vita”.

CHAVIGNY Jean Aimè de – Fu discepolo del famosissimo Nostradamus, ed astrologo e alchimista del XVI secolo. Morì nel 1604. Ebbe vita tranquilla e quasi sconosciuta fra i suoi contemporanei; ma lasciò un prezioso manoscritto sulle influenze prenatali e post natali delle stelle su certi individui contrassegnati, segreto rivelatogli da Nostradamus. Questo trattato era posseduto ultimamente dall’Imperatore Alessandro di Russia.

CHAYA (Sans.) – “Ombra” o “Spettro”. Nome di una creatura prodotta da Sanjna, moglie di Surya, da se stessa (il corpo astrale). Incapace di sopportare l’ardore di suo marito, Sanjna lasciò Chhaya alsuo posto come moglie, mentre lei osservava la castità. Nella filosofia esoterica, Chhaya è l’immagine astrale di una persona.

CHAYA LOKA (Sans.) – Il mondo delle Ombre; come l’Ade, il mondo degli Eidola e delle Umbrae. Noi lo chiamiamo Kamaloka.

CHELA (Sans.) – Un discepolo, allievo di un Guru o Saggio; il seguace di qualche adepto di una scuola filosofica. (Letteralmente, bambino).

CHEMI (Egiz.) – L’antico nome dell’Egitto.

CHENRESI (Tib.) – L’Avalokiteswara Tibetano. Il Bodhisattva Padmapani, un divino Buddha.

CHERU (Scand.) – O Heru. Una spada magica, un’arma del “dio delle spade”, Heru. Nell’Edda, la Saga la descrive come la distruggitrice del suo possessore, se questi non ne fosse degno. Porta alla vittoria ed alla fama solo se impugnata da un eroe virtuoso.

CHERUBINI (Ebr.) – Secondo i Cabalisti, un gruppo di angeli che associano particolarmente alla Sephira Jesod. Nell’insegnamento Cristiano è un ordine di angeli “guardiani”. La Genesi mette i Cherubini a guardia del perduto Eden, ed il Vecchio Testamento si riferisce frequentemente a loro come ai guardiani della gloria divina. Due loro rappresentazioni alate, in oro, stavano sull’Arca dell’Allenza. Stesse figure colossali stavano anche nel “Sanctum Sanctorum” del Tempio di Salomone. Ezechiele li descrive con linguaggio poetico. Ogni Cherubino appare come una figura composta da quattro facce, di uomo, di aquila, di leone, di toro, ed era certamente alato. Parkhurst, alla voce Cherub, suggerisce che la parola derivi da K particella di paragone, e da RB o RUB, grandezza, maestro, maestà, ed anche immagine della divinità. Molte altre nazioni hanno usato tali figure quali simboli della divinità, ad esempio gli Egiziani con le loro figure di Serapide, come descritte da Macrobio nel suo Saturnalia; i Greci avevano la loro Ecate con tre teste, ed i Latini avevano immagini di Diana con tre facce, come ci racconta Ovidio: ecce procul ternis Hecate variata figuris. Anche Virgilio la descrive nel IV° Libro dell’Eneide. Porfirio ed Eusebio scrivono la stessa cosa di Proserpina. I Vandali avevano una divinità con molte teste chiamata Triglaf. Le antiche razze Germaniche avevano un idolo, Rodigast, con corpo umano e teste di toro, di aquila e di uomo. I Persiani avevano alcune figure di Mitra con corpo di uomo, la testa di un leone e quattro ali. Aggiungete a que62 ste la Chimera, la Sfinge d’Egitto, Moloch, l’Astarte dei Siriani, e qualche figura di Iside con corna di toro e piume di uccello sulla testa. (w.w.w.).

CHESED (Ebr.) – “Misericordia”, chiamato anche Gedulah, il quarto dei dieci Sephiroti; una potenza maschile o attiva. (w.w.w.)

CHHANNAGARIKAH (Tib.) – Significa la scuola delle sei città. Una famosa scuola filosofica dove sono preparati i Chela prima di entrare nel Sentiero.

CHIAH (Ebr.) – Vita; Vita, Rivivificazione. Nella Cabala è la seconda e più elevata essenza dell’anima umana, e corrisponde a Chokmah (Saggezza).

CHIARUDIENZA – La facoltà, innata o acquisita attraverso la pratica occulta, di sentire tutto ciò che è detto a qualsiasi distanza.

CHIAROVEGGENZA – La facoltà di vedere con l’occhio interiore o vista spirituale.
Come è usato ora è un termine impreciso ed irriverente che include nel suo significato sia l’opportuna capacità di indovinare dovuta a scaltrezza naturale, sia quella facoltà che fu così straordinariamente esercitata da Jacob Boehme e da Swedenborg. La vera chiaroveggenza è la facoltà di vedere attraverso la materia più densa (che scompare a volontà davanti all’occhio spirituale del Veggente), ed indipendentemente dal tempo (passato, presente e futuro) o dalla distanza.

CHIAVE – Un simbolo di importanza universale; fra gli antichi popoli era l’emblema del silenzio. Rappresentata sulla soglia dell’Adytum, la chiave aveva un doppio significato: ricordava ai candidati l’obbligo del silenzio e prometteva al profano l’apertura di molti misteri, fino a quel momento impenetrabili. Nell’ “Edipo a Colono” di Sofocle, il coro parla della “Chiave d’oro che era apparsa sulla lingua dello Jerofante che officiava nei Misteri Eleusini” (1051). “La sacerdotessa di Cerere, secondo Callimaco, portava una chiave come insegna della sua carica e, nei Misteri di Iside, la chiave era simbolo dell’apertura o della chiusura del cuore e della coscienza davanti ai quarantadue assessori dei morti” (R. M. Cyclopaedia).

CHICHHAKTI (Sans.) – Chih-Sakti: il potere che genera il pensiero.

CHIDAGNIKUNDUM (Sans.) – Significa, “il focolare del fuoco nel cuore”, la sede della forza che estingue tutti i desideri individuali.

CHIDAKASAM (Sans.) – Il campo della coscienza o base della coscienza.

CHIFFLET Jean – Cabalista del XVII° secolo che si riteneva avesse imparato dagli Iniziati Copti una chiave per capire le opere Gnostiche; scrisse un’opera in due sezioni su Abraxas, la cui parte esoterica fu bruciata dalla Chiesa.

CHIIM (Ebr.) – Un sostantivo plurale, le “vite”; si trova in nomi composti: Elohim Chiim, gli dei delle vite, che Parkhurst traduce “il Dio vivente”; Ruach Chiim, lo spirito di vita o delle vite. (w.w.w.).

CHIT (Sans.) – Coscienza Astratta.

CHITANUTH OUR (Ebr.) – Il Chitone, abito sacerdotale ed anche i “rivestimenti di pelle” dati da Java Aleim ad Adamo ed Eva dopo la loro caduta.

CHITKALA (Sans.) – Nella filosofia Esoterica indica degli Esseri identici ai Kumara, coloro che si incarnarono per primi negli uomini della Terza Razza Radice (Vedi Dottrina Segreta, Cosmogenesi pag. 367).

CHITRA GUPTA (Sans.) – Il deva (o dio) che è l’archivista di Yama (il dio della morte), il quale, si dice, legga il rendiconto della vita di ogni Anima da un registro chiamato Agra Sandhani, quando l’Anima compare davanti al tribunale della Giustizia. (v. Agra).

CHITRA SIKKANDINA (Sans.) – La costellazione dell’Orsa Maggiore; l’abitazione dei sette Rishi (Sapta Riksha). Significa “cresta scintillante”.

CHNOUMIS (Gr.) – Identico a Chnouphis e Kneph, è un simbolo della forza creativa.
Chnoumis e Kneph sono, secondo Plutarco, “la divinità non creata ed eterna”. È rappresentato di colore azzurro (l’etere), e con testa di ariete ed un aspide fra le corna: poteva essere scambiato con Ammone o Chnouphis (v.). Il fatto è che tutti questi sono dei solari, e rappresentano sotto vari aspetti fasi della generazione e della fecondazione. Lo indica la loro testa di ariete, poiché l’ariete simbolizza sempre l’energia creativa astratta, mentre il toro era simbolo della forza e della funzione creativa. Tutti erano divinità i cui attributi erano individualizzati e personificati. Secondo Sir G. Wilkinson, Kneph o Chnoumis era “l’idea dello Spirito di Dio”; e Bonwick spiega che in quanto Av, “materia” o “carne”, era criocefalo (a testa di ariete), portava sulla testa un disco solare, stava eretto sul Serpente Mehen con una vipera nella mano sinistra e una croce nella destra, intento a creare nell’oltretomba (esotericamente, sulla terra). I Cabalisti lo assimilano a Binah, la terza Sephira dell’Albero Sephirotale, o “Binah, rappresentata dal nome divino di Jehovah”. Se come Chnoumis-Kneph, esso rappresenta il Narayana indiano, lo Spirito di Dio che si muove sulle acque dello spazio, in qualità di Eichton o Etere ha nella bocca un uovo, simbolo dell’evoluzione, e come Av egli è Shiva, il Distruttore ed il Rigeneratore; perché come spiega Deveria, “il suo viaggio negli emisferi inferiori vuol simboleggiare l’evoluzione delle sostanze, che nascono per morire e rinascere”. Tuttavia, esotericamente, e come era insegnato dagli Iniziati del tempio interno, Chnoumis-Kneph era preminentemente il dio della reincarnazione. Una iscrizione dice: “Io sono Chnoumis, figlio dell’Universo, 700”, un mistero che si riferisce direttamente all’EGO reincarnantesi.

CHNOUPHIS (Gr.) – In Egiziano Nouf. Un altro aspetto di Ammone, la personificazione del suo potere generativo in actu, come Kneph lo è in potentia. Anche lui ha testa di ariete. Se nel suo aspetto come Kneph è lo Spirito Santo con l’ideazione creativa che cova in lui, come Chnouphis è l’angelo che “penetra” nella Vergine sia di carne che di terra. Una preghiera su papiro, tradotta dall’Egittologo Francese Chabas, dice: “O Sepui, Causa dell’essere, che hai formato il tuo proprio corpo! O unico Signore, che procedi da Noum! O divina sostanza, creata da sè stessa! O Dio, che hai fatto la sostanza che è in lui! O Dio, che hai fatto tuo padre e fecondato tua madre”. Questo spiega l’origine delle dottrine Cristiane della Trinità e dell’immacolata concezione. Lo si vede raffigurato su un monumento, vicino alla ruota di un vasaio, mentre forma uomini dall’argilla. La foglia di fico è a lui consacrata, e questo è sufficiente a provare che è un dio fallico – un’idea espressa dall’iscrizione: “egli che fece ciò che è, il creatore degli esseri, il primo esistente, lui che fece esistere tutto ciò che esiste”. Alcuni vedono in lui l’incarnazione di Ammon-Ra, ma egli è quest’ultimo nel suo aspetto fallico, perché, come Ammone, è “il marito di sua madre”, cioè il lato maschile o fecondante della Natura. I Suoi nomi variano da Chnouphis, Noum, Knem a Khnum o Chnoumis. Poiché rappresenta il Demiurgo (o Logos) provenientente dall’aspetto materiale, oscuro ed inferiore dell’Anima del Mondo, è l’Agathodaemon, simboleggiato qualche volta da un Serpente; sua moglie Athor o Maut (Môt, la madre), o Sate, “la figlia del Sole” che porta una freccia su un raggio di sole (il raggio del concepimento), si distende “sovrana sulle parti inferiori dell’atmosfera”, sotto le costellazioni, così come Neït si espande nei cieli stellati (vedi “Chaos”).

CHOHAN (Tib.) – “Signore” o “Maestro”; un capo; perciò, Dhyan Chohan corrisponde a “Capo dei Dhyani” o Luci celesti, e potrebbe essere reso con “Arcangelo”.

CHOKMAH (Ebr.) – La Saggezza; il secondo dei dieci Sephiroti, e il secondo della triade superiore. Una potenza maschile che corrisponde allo Yod (I) del Tetragrammaton IHVH, e ad Ab, il Padre (w.w.w.).

CHRÉSTOS (Gr.) – La forma Gnostica primitiva di Cristo. Era usata nel V° secolo a. C. da Eschilo, Erodoto ed altri. La Manteumata pythocresta o gli “oracoli dati da un dio Pitone” per mezzo di una pitonessa, sono menzionati da Eschilo (Choefore 901). Chré-sterion non è soltanto “il seggio dell’oracolo”, ma un’offerta all’oracolo o per l’oracolo. Chréstes è uno che spiega oracoli, “un profeta ed indovino”, e Chrésterios uno che serve un oracolo o un dio. Il primo autore Cristiano, Giustino Martire, nella sua prima Apologia, chiama quelli della sua stessa religione Chrestiani. “È solo per ignoranza che gli uomini si definiscono Cristiani anzichè Crestiani” dice Lattanzio (lib. IV, cap. VII). I termini Cristo e Cristiani scritti in origine Chrésto e Chréstiani, furono presi a prestito dal vocabolario del Tempio dei Pagani. Chréstos, in quel vocabolario, significa discepolo in probazione, candidato allo stato di Ierofante. Quan64 do era giunto a questo attraverso l’iniziazione, lunghe prove e sofferenze, ed era stato “unto” (cioè, “strofinato con olio”, come lo erano anche gli Iniziati e perfino gli idoli degli dei, quale ultimo atto di osservanza rituale), il suo nome era cambiato in Christos, il “purificato”, nel linguaggio esoterico o dei misteri. Invero, nella simbologia mistica, Christés o Christos, significa che la “Via”, il Sentiero, era già stato percorso e la meta raggiunta; quando i frutti dell’arduo lavoro, unendo la personalità di argilla evanescente con l’INDIVIDUALITÀ indistruttibile, lo trasformano nell’Ego immortale. “Alla fine della Via sta il Chréstés”, il Purificatore, e, una volta compiuta l’unione, il Chrestos, “l’uomo di dolore”, diviene Christos egli stesso. Paolo l’Iniziato lo sapeva, ed intendeva precisamente questo, quando gli si fa dire, con una cattiva traduzione: “Io soffro di nuovo le doglie della nascita finché il Cristo non sarà formato in voi” (Gal., IV, 19); la cui vera traduzione è: “… finché formerete il Cristo entro voi stessi”. Ma i profani che sapevano solo che Chréstés era in qualche modo collegato con il sacerdote e profeta, e che non conoscevano nulla del significato nascosto di Christos, insistevano, come Lattanzio e Giustino Martire, ad essere chiamato Chréstiani anziché Christiani. Ogni individuo buono, dunque, può trovare Cristo nel suo “cuore” come dice Paolo (Efes., III, 16-17), sia egli Ebreo, Mussulmano, Indiano o Cristiano. Pare che K. Mackenzie pensasse che la parola Chréstos fosse sinonimo di Soter, “nome assegnato a divinità, a grandi re ed eroi”, che vuol dire “Salvatore”, – ed aveva ragione. Perché, come egli aggiunge, “questa parola è stata abbondantemente applicata a Gesù Cristo, il cui nome Jesus o Joshua, porta alla stessa interpretazione. Il nome Jesus, infatti, è piuttosto un titolo d’onore che un nome, dato che il vero nome del Soter della Cristianità era Emmanuele o “Dio con noi” (Matteo, I, 23). In tutte le nazioni, le grandi divinità rappresentate come espiatorie o auto-sacrificantisi, sono state designate con lo stesso nome”. (Royal. Mas. Cyclop.). L’Asklepios (o Esculapio) dei greci portava il titolo di Sotér.

CHTHONIA (Gr.) – Nella cosmogonia ellenica è la terra del caos.

CHUANG – Un grande filosofo cinese.

CHUBILGAN (Mong.) – O Khubilkhan. È uguale a Chutuktú.

CHUTUKTÚ (Tib.) – Un’incarnazione di Buddha o di qualche Bodhisattva. In Tibet, si crede che esistano fra i Lama superiori cinque Chutuktú manifesti e due segreti. (N. d. T. Equivale a Huthugthú (Mong.), Pagpa (Tib.).Venerabile, Santo).

CHYUTA (Sans.) – Significa “il caduto” nella generazione, come direbbe un Cabalista; l’opposto di achyuta, qualcosa che non è soggetto a cambiamento e a differenziazione; vien detto della divinità.

CICLO – Dal greco kuklos. Gli antichi divisero il tempo in cicli infiniti, ruote dentro ruote, poiché tutti questi periodi erano di durata diversa ed ognuno segnava l’inizio o la fine di qualche evento sia cosmico che terrestre, fisico o metafisico. Vi erano cicli di solo pochi anni e cicli di durata immensa; il grande ciclo Orfico, che si riferisce al cambiamento etnologico delle razze, durava 120.000 anni; e il ciclo di Cassandro di 136.000 anni che portò un cambiamento completo nelle influenze planetarie e nelle correlazioni fra uomini e dei, fatto completamente perso di vista dagli astrologhi moderni.

CINA (Cabala della) – È uno dei più antichi libri che si conoscano: I King o Libro dei Mutamenti. Si dice che fu scritto nel 2850 a. C., nel dialetto delle razze nere Accadiche della Mesopotamia. È un sistema molto difficile di Filosofia Mentale e Morale, con uno schema di narrazione e divinazione universali. Idee astratte sono rappresentate da linee, linee spezzate, cerchi e punti. Così un cerchio rappresenta YIH, il Grande Supremo; una linea si riferisce a YIN, la Potenza Attiva Maschile; due mezze linee sono YANG, la Potenza Passiva Femminile. KWEI è l’anima animale, SHAN l’intelletto, KHIEN il cielo o il Padre, KHWAN, la terra o la Madre, KAN o QHIN è il Figlio; i numeri maschili sono dispari, i numeri femminili sono pari, i primi sono rappresentati da cerchi bianchi, i secondi da cerchi neri. Vi sono due diagrammi molto misteriosi: uno è chiamato HO, o il “Disegno del Fiume”, ed è anche associato ad un Cavallo; l’altro è chiamato “la scrittura di HO”. Essi sono formati da cerchi bianchi o neri, sistemati in modo cabalistico. Il testo è di un Re chiamato Wan, e il commento è di Kan, suo figlio; si presume che il testo sia più antico dell’epoca di Confucio (w.w.w.).

CINOCEFALO (Gr.) – L’Egiziano Hapi. Vi era una notevole differenza fra gli dei dalla testa di scimmia e il “Cinocefalo” (simia hamadrias), il babbuino con la testa di cane dell’Egitto settentrionale. Questo babbuino, la cui città sacra era Ermopoli, era sacro alle divinità lunari e a Thot-Hermes, era perciò un emblema della saggezza segreta – così come Hanuman, il dio scimmia dell’India e, in seguito, Ganesha dalla testa di elefante. La missione del Cinocefalo era di indicare ai Morti la via per giungere alla Sede del Giudizio e ad Osiride, mentre gli dei scimmia erano tutti fallici. Quasi invariabilmente si trovano in una posizione accovacciata, e tengono in una mano l’outa (l’occhio di Horus) e nell’altra la croce sessuale. Iside viene mostrata qualche volta mentre cavalca una scimmia, a designare così la caduta della natura divina nella generazione.

CLEMENTE Alessandrino – Padre della Chiesa e fecondo scrittore che fu Neo-Platonico e discepolo di Ammonio Sacca. Visse fra il II° ed il III° secolo, ad Alessandria.

COCCODRILLO – “Il gran rettile di Tifone”. Il luogo della sua “adorazione” era detto Coccodrilopoli ed esso era sacro a Set ed a Sebek – i suoi presunti creatori. In India i Rishi primordiali, i Manu e i Figli di Brahma, sono tutti progenitori di qualche specie animale, di cui sono presunti “padri”; in Egitto ogni dio era connesso con la formazione o la creazione di certi animali che erano a lui sacri. I coccodrilli debbono essere stati numerosi in Egitto fin dalla prima dinastia, se si deve giudicare dal numero incalcolabile delle loro mummie. Ne sono state scavate a migliaia e migliaia nelle grotte di Moabdeh, e molte vaste necropoli di questo animale Tifonico sono ancora rimaste inviolate. Ma il Coccodrillo era adorato solo dove erano tributati onori al suo dio e “padre”. Tifone (v.) aveva una volta ricevuto onori simili e, come dimostra Bunsen, era stato considerato un grande dio. Egli dice: “Ai tempi di Ramses, nel 1300 a. C., Tifone era uno degli dei più venerati e potenti, un dio che versava benedizioni e vita sui governatori dell’Egitto”. Come è spiegato altrove, Tifone è l’aspetto materiale di Osiride. Quando Tifone, il Quaternario, uccide Osiride, cioè la triade o Luce divina, tagliandolo metaforicamente in 14 pezzi e separandosi dal “dio”, incorre nell’esecrazione delle masse; diventa un dio malvagio, dio della tempesta e dell’uragano, la sabbia ardente del deserto, costante nemico del Nilo e l’ “uccisore della benefica rugiada notturna”, poiché Osiride è l’Universo ideale. Shiva è la grande Forza Rigeneratrice e Tifone è la sua parte materiale, il lato malvagio del dio, o Shiva il Distruttore. Ecco perché il Coccodrillo è in parte venerato ed in parte esecrato. La comparsa del coccodrillo nel deserto, lontano dall’acqua, pronosticava il felice evento di una prossima inondazione – da qui la sua adorazione a Tebe e ad Ombo. Ma ogni anno distruggeva anche migliaia di esseri umani ed animali da qui l’odio e la persecuzione del coccodrillo ad Elefantina ed a Dendera.

CODICE NAZARENO (Lat.) – Il “Libro di Adamo”. Il nome “Adamo” significa anthropos, Uomo o Umanità. La fede Nazarena viene talvolta chiamata sistema Bardesano, sebbene non sembra che Bardesane (228-155 a. C.) abbia avuto alcun rapporto con esso. È vero che nacque a Edessa in Siria, e che fu un astrologo famoso a Sabeo prima della sua presunta conversione; era, però, un uomo di buona educazione e di nobile famiglia e non avrebbe usato il quasi incomprensibile dialetto Caldeo-Siriano frammisto al misterioso linguaggio degli Gnostici, con cui è compilato il Codice. La setta dei Nazareni è pre-Cristiana. Plinio e Giuseppe parlano dei Nazariti che dimoravano sulle rive del Giordano 150 anni a. C. (Ant. Giud. XIII, 9); e Munk dice che il “nazireato era una istituzione fondata prima delle leggi di Musah” o Mosè (Munk, pag. 169). In arabo il loro nome moderno è El Mogtasila e nelle lingue Europee, Mandei o “Cristiani di San Giovanni”. (Vedi “Battesimo”). Ma sebbene il termine “Battisti” possa essere applicato a loro, non lo è però nel senso cristiano poiché, mentre essi erano, e sono tuttora, Sabei o puri astrolatri, i Mandei della Siria, chiamati Galilei, sono puri politeisti, come può constatare in Siria e sulle rive dell’Eufrate ogni viaggiatore, una volta che abbia conosciuto i loro riti misteriosi e le loro cerimonie (Vedi Iside Svelata, Vol. II°, pag. 268 e succ.). Essi hanno conservato tanto segretamente le loro credenze, fin dall’inizio, che Epifanio, il quale scrisse nel XIV° secolo Contro le eresie, confessò di non essere in grado di dire in che cosa credevano (I, 22); dichiarò semplicemente che non menzionavano mai il nome di Gesù, né si definivano Cristiani (op. cit. 190). Tuttavia, è innegabile che qualcosa delle presunte vedute filosofiche e dottrine di Bardesane si ritrovano nel Codice dei Nazareni (Vedi Codex Nazareus di Norberg, o il “Libro di Adam”, o anche “Mandei”).

COEUR Jacques – Famoso Tesoriere di Francia nato nel 1408 che ottenne questo incarico per mezzo della magia nera. Era considerato un grande alchimista e la sua ricchezza divenne favolosa; ma presto fu esiliato dal paese e si ritirò nell’isola di Cipro dove morì nel 1460, lasciando una ricchezza enorme, leggende infinite, e una pessima fama.

COLLANGES Gabriele De – Nato nel 1524; il migliore astrologo del XV° secolo, ancora migliore quale Cabalista, spese una fortuna per risolvere i loro misteri. Si sparse la voce che fosse morto per un veleno somministratogli da un Rabbino Cabalista Ebreo.

COLLEGIO dei Rabbi – Un collegio a Babilonia, molto famoso durante i primi secoli del Cristianesimo. La sua gloria, tuttavia, fu grandemente oscurata quando apparvero ad Alessandria i maestri Ellenici, come Filone Ebreo, Giuseppe Flavio, Aristobulo ed altri. I primi si vendicarono del successo dei rivali parlando degli Alessandrini come di teurgi e di sporchi profeti. Ma quanti in Alessandria credevano nella taumaturgia non erano considerati peccatori o impostori durante il periodo in cui i Giudei ortodossi erano a capo di simili scuole di “hazim”. Questi collegi insegnavano la profezia e le scienze occulte. Samuele fu il capo di un collegio simile a Ramah; Elisha a Gerico. Hillel ebbe una regolare accademia per profeti e veggenti; e fu proprio Hillel, un discepolo del Collegio di Babilonia, che fondò la setta dei Farisei, e si dimostrò un grande Rabbino ortodosso.

COLLEMANN Jean – Secondo K. Mackenzie, era un Alsaziano nato ad Orleans; altri racconti dicono che era un Ebreo il quale, grazie ai suoi studi astrologici, ebbe grande influenza su Carlo VII ed anche su Luigi XI, sul quale influì negativamente.

COLLIRIDIANI – Gruppo di Gnostici che, nei primi secoli del Cristianesimo, trasferì la propria adorazione da Astoreth a Maria, come Regina del Cielo e Vergine. Considerando le due come identiche, offrirono a Maria, come avevano fatto con Astoreth, in certi giorni dell’anno, ciambelle e torte sulle quali rappresentavano simboli sessuali.

COLONNE Le due – Jachin e Boaz. Erano collocate all’ingresso del Tempio di Salomone, la prima a destra, l’altra a sinistra. Il loro simbolismo è spiegato nei riti Massonici.

CONTINENTI – Nella cosmogonia Buddista, secondo la dottrina exoterica di Gautama Buddha, ci sono innumerevoli sistemi di mondi (o Sakwala), i quali tutti nascono, giungono a maturità, invecchiano e sono periodicamente distrutti. Gli Orientalisti interpretano l’insegnamento riguardante “i quattro grandi continenti che non comunicano fra di loro” col significato che “sulla terra ci sono quattro grandi continenti” (Vedi Monachesimo Orientale di Hardy, pag. 4); mentre tale dottrina vuol dire semplicemente che intorno o sopra la terra ci sono su ogni lato quattro mondi e, cioè, che la terra appare come il quarto globo contando dall’alto su ciascun lato dell’arco.

CORANO (Arab.) – Quran – La scrittura sacra dei Mussulmani, rivelata al profeta Maometto da Allah (Dio) stesso. Tuttavia, la rivelazione è diversa da quella data da Jehovah a Mosè. I Cristiani ingiuriano il Corano chiamandolo un’allucinazione e opera di un impostore arabo. Maometto, invece, predica nella sua Scrittura l’unità della Divinità e rende onore al Profeta cristiano “Issa Ben Yussuf” (Gesù, figlio di Giuseppe). Il Corano è pieno di insegnamenti etici che proclamano ad alta voce, Fede, Speranza e Carità.

CORDA DI RIMORCHIO (Mass.) (Cabletow) – Un termine massonico per un certo oggetto usato nelle Logge. La sua origine risiede nella corda degli asceti Brahmani, corda usata anche nel Tibet per scopi magici.

CORIBANTI Misteri dei – Erano celebrati in Frigia, in onore di Attys, il giovane amato da Cibele. Nel tempio i riti erano molto elaborati ed in pubblico erano molto rumorosi e tragici.
Cominciavano con un pianto pubblico per la morte di Attys e finivano con un grandissimo giubilo per la sua resurrezione. Durante la cerimonia, la statua o immagine della vittima della gelosia di Giove era messa in un pastos (bara), e i sacerdoti cantavano le sue sofferenze. Attys, come Visvakarma in India, rappresentava l’Iniziazione o lo stato di Adepto. Era raffigurato come un essere nato impotente, perché la castità è un prerequisito della vita dell’aspirante. Si dice che Attys abbia stabilito i riti e l’adorazione di Cibele in Lidia (Vedi Pausania, VII, c. 17).

CORPO ASTRALE – O “Doppio” Astrale. Controparte eterea o ombra dell’uomo o dell’animale. Il Linga Sharira. Il lettore non deve confonderlo con ANIMA ASTRALE, altro nome del Manas inferiore, detto Kama-Manas, il riflesso dell’EGO SUPERIORE.

COSMO (Gr.) – L’Universo distinto dal mondo, quest’ultimo essendo il nostro globo o terra.

COSMOCRATORI (Gr.) – “Costruttori dell’Universo”, gli “Architetti del mondo” o le Forze Creatrici Personificate.

CREMER John – Eminente erudito che per oltre 30 anni studiò la filosofia Ermetica per proseguire i suoi segreti pratici, mentre era allo stesso tempo Abate di Westminster. Durante un viaggio in Italia incontrò il famoso Raimondo Lullo e lo indusse a ritornare con lui in Inghilterra. Lullo rivelò a Cremer i segreti della pietra, e per questo servizio il monastero offriva ogni giorno preghiere per lui. Cremer, come dice la Royal Masonic Cyclopedia, avendo realizzato una profonda conoscenza dei segreti dell’Alchimia, diventò un adepto molto celebre e preparato nella filosofia occulta… visse fino a tarda età e morì durante il regno di Re Edoardo III°.

CRESCENTE – Il nome Assiro della Luna era Sin e Sin-ai era il Monte, il luogo di nascita di Osiride, di Dioniso, Bacco e molti altri dei. Secondo Rawlinson, a Babilonia la luna era tenuta in grande stima, alla pari del sole, poiché le tenebre precedono la luce. La Luna crescente, quindi, era un simbolo sacro per quasi tutte le nazioni, ancor prima di diventare la bandiera nazionale Turca. L’autore di Fede Egiziana dice: “Il crescente non è essenzialmente un’insegna Maomettana. Al contrario, essa era Cristiana, derivata tramite l’Asia dalla Babilonese Astarte, Regina del Cielo, o dall’Iside Egiziana… il cui emblema era la luna crescente. L’Impero Greco Cristiano di Costantinopoli lo mantenne per assicurare la salute e l’onore dello Stato. Dopo la conquista da parte dei Turchi, il Sultano Maomettano adottò il crescente come simbolo del suo potere. Da allora il crescente è stato considerato come l’idea opposta alla croce”.

CRIOCEFALO (Gr.) – Testa di ariete, nome dato a diverse divinità e a figure emblematiche; degne di nota sono quelle dello antico Egitto, che furono disegnate nel periodo in cui il Sole passò, all’Equinozio di Primavera, dal segno del Toro al segno dell’Ariete. Prima di questo periodo, prevalevano divinità con teste di toro e ornate di corna. Api era il modello della divinità del Toro, Ammone quello della divinità dalla testa di Ariete, mentre ad Iside era attribuita una testa di Vacca. Porfirio scrive che i Greci facevano corrispondere l’Ariete a Giove e il Toro a Bacco. (w.w.w.).

CRIPTA (Gr.) – Una grotta segreta sotterranea usata talvolta per le iniziazioni, altre volte per scopi funebri. Nell’antichità ve ne erano quasi sotto ogni tempio. Una era sotto il Monte degli Olivi, decorata con stucco rosso e costruita prima della venuta degli Ebrei.

CROCE – Mariette Bey ne ha dimostrato la sua antichità in Egitto provando che in tutti i sepolcri primitivi “la pianta ha la forma di una croce”. È il simbolo della Fratellanza fra le razze e fra gli esseri umani ed era posta sul petto dei cadaveri in Egitto, come oggi viene posta sul petto dei cadaveri di religione Cristiana, mentre, nella sua forma di svastica (croce uncinata) , la si trova sul cuore degli adepti Buddisti e sui Buddha.

CROCE ANSATA (Lat.) – È la croce con l’impugnatura?; mentre il tau ha questa forma T, e la croce egizia più antica o tat quest’altra ?. La crux ansata era simbolo dell’immortalità, invece la croce tat era simbolo dello spirito-materia ed aveva significato di emblema sessuale. La crux ansata era il simbolo più importante nella Massoneria Egizia istituita dal Conte Cagliostro ed in verità i Massoni debbono aver dimenticato il significato dei loro simboli più alti, se qualcuna delle loro massime autorità insiste ancora nel dire che la crux ansata è solo la combinazione del cteis (o yoni, grembo o principio femminile) e del phallus (o lingham). Lungi dal significare questo. L’impugnatura, o ansa, aveva un doppio significato, ma mai un significato fallico; come attributo di Iside, era il globo terracqueo; come simbolo della legge sul petto della mummia era quello dell’immortalità, di un’eternità senza inizio e fine, di qualcosa che discende sopra il piano della natura materiale o linea orizzontale femminile sovrapposta alla linea maschile verticale o principio fruttificante maschile in natura o spirito, e ne emerge. Senza impugnatura la croce ansata diventa il tau T, che, preso da solo, è un simbolo androgino e che diventa puramente fallico o sessuale, quando prende la forma della croce a braccia uguali ? .

CROCE del Calvario – Questa forma di croce ? non nasce con il Cristianesimo. Era conosciuta ed usata per scopi mistici migliaia di anni prima della nostra era. Faceva parte dei vari rituali in Egitto, in Grecia, a Babilonia e in India, nonché in Cina, Messico e Perù. È un simbolo sia cosmico che fisiologico (o fallico). Tertulliano afferma che esisteva presso tutti i popoli “pagani”, e si domanda: “In che cosa Minerva di Atene differisce dal corpo di una croce? L’origine dei vostri dei è derivata da immagini modellate sulla croce. Tutta quella serie di immagini sui vostri stendardi sono elaborazioni di croci; tutte quelle decorazioni sulle vostre bandiere sono simboli di croci”. E il fiero sfidante aveva ragione. Il tau (o T) è la forma più antica, e la croce o Tat (v.) ? lo è altrettanto. La crux ansata,?, la croce con l’impugnatura, è nelle mani di quasi ogni dio, compreso Baal e la dea fenicia Astarte. La croce uncinata è la Svastica Indiana, . È stata riportata alla luce dalle fondamenta della parte più antica di Troia, ed appare su antiche reliquie Etrusche e Caldee. La Jamieson dimostra che: “l’ankh egiziano era la stampella di S. Antonio e la croce di S. Filippo. Il Labarum di Costantino … era un emblema usato in Etruria molto prima. Osiride aveva il Labarum come sua insegna; Horus reca a volte la lunga croce Latina. La croce pettorale Greca è Egiziana. I Padri della Chiesa la definirono “invenzione del diavolo prima di Cristo”. La crux ansata si trova sulle antiche monete di Tarso, come la croce Maltese ? sul petto di un re Assiro… La croce del Calvario, così comune in Europa, si trova sul petto delle mummie… In Egitto era sospesa al collo dei Serpenti sacri… Strane tribù Asiatiche recanti tributi in Egitto sono raffigurate con vesti costellate di croci, e Sir Gardner Wilkinson data questo dipinto al 1500 a. C.”. Infine, “Tifone, il Maligno, è incatenato ad una croce!”. (Bonvick, Fede Egiziana e pensiero Moderno).

CROCE JAINA – La “Swastika” (v.) , “il Martello di Thor”, la croce Ermetica.

CURETI (Gr.) – I Sacerdoti Iniziati dell’antica Creta, al servizio di Cibele. Nei loro templi l’Iniziazione era molto severa; durava 27 giorni, durante i quali l’aspirante era lasciato solo in una cripta, subendo prove terribili. Pitagora fu iniziato in questi riti e ne uscì vittorioso.

CUTHA – Un’antica città posteriore a Babilonia che dette il suo nome ad una tavoletta con il racconto della “creazione”. La “tavoletta di Cutha” parla di un “tempio di Sittam”, nel santuario di Nergal, il “gigante re della guerra, signore della città di Cutha”, ed è puramente esoterica. Va letta simbolicamente, o per niente.

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Ultimo aggiornamento

12 novembre 2018