magia rossa legamenti d'amore
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Glossario Teosofico: J

J – La decima lettera degli alfabeti Inglese ed Ebraico; in quest’ultimo equivale anche ad y e ad i; numericamente è 10, il numero perfetto (Vedi Yod) e 1 (Vedi anche “I”).

JABALAS (Sans.) – Gli studenti della sezione mistica del Yajur Veda Bianco.

JACHIN (Ebr.) – In lettere Ebraiche IKIN, dalla radice KUN “stabilire”, nonché il nome simbolico di una delle colonne situate sotto il portico del tempio di Salomone (w.w.w.). L’altra colonna era chiamata BOAZ, e le due colonne erano rispettivamente una bianca ed una nera. Corrispondono a varie idee mistiche, una delle quali è che esse rappresentino il Manas duale, o l’Ego superiore ed inferiore; un’altra idea, nel misticismo slavo, associa queste due colonne a Dio ed al Diavolo o il “DIO BIANCO” e il “DIO NERO”, Byeloy Bog e Tchernoy Bog. (Vedi “Yakin e Boaz” infra).

JACOBITI – Una setta cristiana nella Siria del VI secolo (550), la quale riteneva che Cristo avesse una sola natura, la cui confessione non era di origine divina. Avevano segni segreti, parole di riconoscimento ed una solenne iniziazione con i misteri.

JADU (Hind.) – Stregoneria, magia nera, incantesimo.

JADUGAR (Hind.) – Uno Stregone, un Mago.

JAGADDHATRI (Sans.) – Sostanza; il nome dato alla “nutrice del mondo”, la designazione del potere che portò Krishna e suo fratello Balarama nel grembo della loro madre, Devaki. Uno dei nomi di Sarasvati e di Durga.

JAGAD-YONI (Sans.) – La matrice del mondo; lo spazio.

JAGAN-NATHA (Sans.) – Letteralmente, “Signore del Mondo”, un appellativo di Vishnu. La grande immagine di Jagan-natha sul suo carro, di solito pronunciato e scritto “Jagernath”. L’idolo è quello di Vishnu Krishna. Puri, vicino alla città di Cuttack in Orissa, è la più grande sede del suo culto; due volte l’anno un immenso numero di pellegrini partecipa alle feste di Snanayatra e di Ratha-yatra. Durante la prima di queste feste l’immagine viene immersa nell’acqua, durante la seconda è collocata sul carro, fra le immagini di Balarama il fratello e di Subhadra, la sorella di Krishna; l’enorme veicolo viene poi trainato dai devoti che si ritengono felici di morire schiacciati sotto le ruote del carro.

JAGAT (Sans.) – L’Universo.

JAGRATA (Sans.) – Lo stato di coscienza della veglia. Quando è menzionato nella filosofia Yoga, Jagrata-avastha è la condizione di veglia; nelle pratiche ascetiche, è uno dei quattro stati di Pranava, quale è usato dagli Yogi.

JAHNAVI (Sans.) – Uno dei nomi della Ganga, o del fiume Gange.

JAHVA ALHIM (Ebr.) – Il nome che nella Genesi sostituisce “Alhim” o Elohim, gli dei. È usato nel I° capitolo, mentre nel secondo capitolo entra in scena il “Signore Dio”, o Jehovah. Nella filosofia Esoterica e nella tradizione exoterica, Jhava Alhim (Java Aleim) era l’appellativo del capo degli Ierofanti, il quale iniziava al bene ed al male di questo mondo nel collegio dei Sacerdoti conosciuti nel paese di Gandunya o Babilonia come il Collegio Aleim. La tradizione e la voce popolare affermano che il capo del Tempio Fo-Maïyu, chiamato Fohtchou (istruttore della legge Buddista), un tempio situato nei recessi sicuri del grande monte Kouenlong-sang fra la Cina ed il Tibet, insegna una volta ogni tre anni sotto l’albero chiamato Sung-Min-Shu, o l’ “Albero della Conoscenza e l’albero della vita”, che è l’albero della Saggezza Bo (Bodhi).

JAIMINI (Sans.) – Un grande saggio, discepolo di Vyasa, che trasmise ed insegnò il Sama Veda, che, come diceva, aveva ricevuto dal suo Guru. È anche il famoso fondatore ed autore della filosofia Purva Mimansa.

JAINA (Sans.) – Vasto corpo religioso dell’India che assomiglia al Buddismo ma che lo ha preceduto di molti secoli. Essi affermano che Gautama il Buddha fu discepolo dei loro Tirtankara, o Santi. Negano l’autorità dei Veda e l’esistenza di alcun dio personale supremo, ma credono nell’eternità della materia, nella periodicità dell’Universo e nel-l’immortalità della mente umana (Manas) e di quella degli animali. È molto mistico.

JALARUPA (Sans.) – Letteralmente, “corpo o forma di acqua”. Uno dei nomi di Makara (il segno del Capricorno). È uno dei segni più misteriosi ed occulti dello Zodiaco; appare sulla bandiera di Kama, il dio dell’amore, ed è connesso ai nostri Ego immortali (Vedi Dottrina Segreta Vol. I° pag. 237).

JAMBU-DWIPA (Sans.) – Nei Purana è una delle principali divisioni del globo. Include l’India. Si dice che fu un continente, un’isola, o una delle sette isole (Sapta dwipa). È “dominio di Vishnu”. Nel suo significato astronomico e mistico è il nome del nostro globo separato dal piano dell’oggettività dagli altri sei globi della nostra catena planetaria.

JAMIN (Ebr.) – Il lato destro del corpo umano, giudicato il più degno. Benjamin significa “figlio del lato destro”, cioè del testicolo destro. (w.w.w.).

JANAKA (Sans.) – Uno dei re di Mithila, della razza Solare. Fu un grande saggio reale e visse venti generazioni prima di Janaka, padre di Sita che fu re di Videha.

JANA-LOKA (Sans.) – Il mondo dove si suppone risiedano i Muni (Santi) dopo la loro morte fisica (Vedi i Purana). È anche una località terrestre.

JANARDDANA (Sans.) – Letteralmente, “l’adorato dall’umanità”, nome di Krishna.

JAPA (Sans.) – Una pratica mistica di alcuni Yogi. Consiste nella ripetizione di varie formule magiche e di mantra.

JARAS (Sans.) – “Vecchia Era”. Nome allegorico del cacciatore che uccise Krishna per errore e che mostra la grande ingenuità dei Brahmini ed il carattere simbolico delle Scritture Sacre del Mondo. Come ben dice un massone di alto grado, il Dr. Crucefix, “per preservare il misticismo occulto del proprio ordine da tutti, ad eccezione della propria categoria, i sacerdoti hanno inventato simboli e geroglifici per incapsulare verità sublimi”.

JATAYU (Sans.) – Il Figlio di Garuda. Quest’ultimo è il grande ciclo, o Mahakalpa, simboleggiato dall’uccello gigante che serviva come destriero di Vishnu e di altri dei, quando è riferito allo spazio ed al tempo. Nel Ramajana, Jatayu è chiamato il “Re della tribù pennuta”. Per aver difeso Sita rapita da Ravana, il re gigante di Lanka, fu da lui ucciso. Jatayu è anche chiamato “il re degli avvoltoi”.

JAVIDAN KHIRAD (Pers.) – Un’opera sui precetti morali.

JAYAS (Sans.) – I dodici grandi dei dei Purana, che dimenticano di creare l’uomo e sono perciò condannati da Brahma‚ a reincarnarsi “in ogni (razza del) Manvantara, fino al settimo”. È un’altra forma, o aspetto, degli Ego che si reincarnano.

JEBAL DJUDI – La “Montagna del Diluvio” delle leggende Arabe. Identico all’Ararat e al Monte Babilonese di Nizir, dove Xisuthrus toccò terra con la sua arca.

JEHOVAH (Ebr.) – “Il nome ebraico della Divinità chiamata J’hovah è composto di due parole, cioè di Jah (y, i oppure j, Yodh, la decima lettera dell’alfabeto), e di hovah (Havah, o Eva)”, dice un’autorità della Cabala, Mr. J. Ralston Skinner di Cincinnati, USA. Ed ancora: “La parola Jehovah, o Jah-Eve, ha il significato primario di ‘esistenza’ o di essere in quanto maschio-femmina”. Cabalisticamente ha solo quest’ultimo significato, e nient’altro; com’è stato più volte dimostrato, il significato è totalmente fallico. Così, nel versetto 26 del IV° capitolo della Genesi, nella sua traduzione deformata, si legge “… allora gli uomini cominciarono ad invocare il nome del Signore…”, mentre, correttamente, si dovrebbe leggere “…allora gli uomini cominciarono a chiamare se stessi con il nome di Jah-hovah”, o maschi e femmine, cioè quello che erano diventati dopo la separazione dei sessi. Difatti ciò è descritto nello stesso capitolo, quando Caino (il maschio, Jah) insorse contro Abele (sua sorella e non) suo fratello e lo uccise” (versò il suo sangue, nel testo originale). Il capitolo IV° della Genesi contiene in verità il racconto allegorico di quel periodo dell’evoluzione antropologica e fisiologica che è descritto nella Dottrina Segreta, quando tratta della terza razza-Radice della umanità (la Lemuriana – N. d. T.). Esso è seguito dal V° capitolo che serve da velo; ma dovrebbe essere seguito dal VI° capitolo, in cui viene detto che i Figli di Dio presero come spose le figlie degli uomini e dei giganti. Questa allegoria, infatti, allude al mistero degli Ego divini che si incarnano nell’umanità, dopo di che le razze fino ad allora senza sesso “diventarono uomini potenti… uomini di fama” (v. 4), avendo acquisito le menti (Manas) che prima non avevano.

JEHOVAH NISSI (Ebr.) – L’androgino di Nissi (Vedi “Dioniso”). Sotto questo nome gli Ebrei adoravano Bacco-Osiride, Dio-Nysos e i multiformi Giove di Nyssa, il Sinai di Mosè. La tradizione universale mostra Bacco allevato in una caverna di Nyssa. Diodoro colloca Nysa fra la Fenicia e l’Egitto, e aggiunge: “Osiride fu allevato a Nysa… era figlio di Zeus e il suo nome gli veniva da suo padre (nominativo ‘Zeus’, genitivo ‘Dios’) e dal luogo Dio-nysos” – lo Zeus o il Giove di Nyssa.

JERUSALEM (Ebr.) – Jerosalem (nei Settanta) e Hierosolyma (nella Vulgata). In Ebraico è scritto Yrshlim o “città di pace”, ma i Greci la chiamavano, giustamente, Hierosalem, o “Salem Segreta”, dal momento che Gerusalemme è una ricostruzione di Salem, di cui Melchizedek era Re-Ierofante, un Astrolatra dichiarato e ovviamente, adoratore del Sole, “il Più Alto”. A sua volta vi regnò Adoni-Zedek, che fu l’ultimo dei Sovrani Amoriti. Si alleò con altri quattro re per andare a riconquistare Gabaon, ma (secondo Giosuè, X) uscì dall’assedio sconfitto. Nessuna sorpresa, dal momento che i cinque erano contrastati non solo da Giosuè, ma anche dal “Signore Iddio”, oltre che dal Sole e dalla Luna. Quel giorno, leggiamo, al comando del successore di Mosè “il sole e la luna si fermarono” (v. 13) per tutto il giorno. Nessun mortale, re o contadino, potè resistere, ovviamente ad una pioggia “di grandi sassi dal cielo” lanciati dal Signore stesso su di loro… “da Bethhoron fino ad Azekah”… e morirono (v. 11). Tuttavia, dopo essere morti, fuggirono e si rifugiarono in una caverna a Makkedah (v. 16). Sembra comunque che simile comportamento poco dignitoso da parte di un Dio abbia ricevuto in seguito la sua punizione Karmica. In tempi diversi, infatti, il tempio del Signore Ebraico fu saccheggiato, distrutto e bruciato (Vedi “Monte Moriah”), assieme all’arca della santa alleanza, i cherubini, la Shekinah e tutto il resto, mentre la divinità appariva così debole da non essere in grado di proteggere la sua proprietà dalla dissacrazione : forse perché non c’erano più pietre da lanciare dal cielo! Dopo che Pompeo si impadronì del Secondo Tempio, nel 63 a. C. e che il terzo, costruito da Erode il Grande, fu raso al suolo dai Romani nel 70 d. C., non fu permessa la costruzione di alcun altro tempio nella capitale del “popolo eletto” dal Signore. Nonostante le Crociate, dal XIII° secolo Gerusalemme è in mano ai Maomettani e quasi tutti i siti santi e cari alla memoria dei vecchi Israeliti e dei Cristiani, sono ora coperti da minareti e moschee, caserme Turche ed altri monumenti islamici.

JESOD (Ebr.) – Fondamenta; la nona delle dieci Sephiroth, una potenza attiva maschile, che completa le sei che formano il Microprosopo. (w.w.w.).

JETZIRAH (Ebr.) – Vedi “Yetzirah”.

JETZIRAH Sepher – Il Libro della Creazione. La più occulta di tutte le opere Cabalistiche oggi in possesso dei mistici moderni. L’origine che le si attribuisce, di essere cioè stata scritta da Abramo, è ovviamente un’assurdità; ma il suo valore intrinseco è grande. È composta da sei Perakim (capitoli), suddivisi in trentatrè brevi Mishna o Sezioni; tratta dell’evoluzione dell’Universo secondo un sistema di corrispondenze e di numeri. Vi si dice che la Divinità ha formato (“creato”) l’Universo per mezzo di numeri “tramite trentadue sentieri (o vie) di saggezza segreta”. Queste vie vengono fatte corrispondere alle ventidue lettere dell’alfabeto Ebraico ed ai dieci numeri fondamentali. Questi dieci sono i numeri primordiali da cui procede l’intero Universo e sono seguiti dalle ventidue lettere divise in Tre Madri, sette consonanti doppie e dodici consonanti semplici. Chi volesse comprendere correttamente il sistema farebbe bene a leggere l’eccellente piccolo trattato sul Sepher Jetzirah del Dr. W. Wynn Westcott. (Vedi “Yetzirah”).

JHANA (Sans.) – O Jnana. Conoscenza; Saggezza Occulta.

JHANA BHASKARA (Sans.) – Un’opera su Asuramaya, astronomo e mago Atlantideo, e su altre leggende preistoriche.

JIGTEN GONPO (Tib.) – Un nome di Avalokitèswara o Chenresi-Padmapani, “Colui che Protegge dal Male”.

JISHNU (Sans.) – “Capo degli Eserciti Celesti”; nome di Indra che, nelle guerre fra Dei e Asura, capeggiò “l’Esercito dei Deva”. È “Michele capo degli Arcangeli” dell’India.

JIVA (Sans.) – La Vita, in quanto Assoluto; la Monade ed anche “Atma-Buddhi”.

JIVANMUKTA (Sans.) – Adepto o Yogi che ha raggiunto l’ultimo stadio della santità e si è separato dalla materia; un Mahatma o Nirvani, “colui che permane nella beatitudine” e nell’emancipazione. In pratica, colui che ha raggiunto il Nirvana durante la vita.

JIVATMA (Sans.) – La Vita universale UNA, ma anche lo Spirito divino nell’Uomo.

JNANA SAKTI (Sans.) – Il potere dell’intelletto.

JNANAM (Sans.) – Lo stesso che “Gnana”, ecc., e “Jnana”.

JNANENDRIYA (Sans.) – I cinque canali della conoscenza.

JÖRD – Per i Germanici del Nord, la dea della Terra, identica a Nerthus e alla Freya o Frigga degli Scandinavi.

JOTUN (Scand.) – I Titani o giganti. Minir, che insegnò la magia ad Odino, il “tre volte saggio”, era uno degli Jotun.

JOTUNHEIM (Scand.) – Il mondo degli Hrimthoursi o giganti del Gelo.

JUL (Scand.) – La ruota del Sole; da cui deriva Yuletide (in lingua inglese, “periodo di Natale” – N. d. T.), che era consacrato a Freyer o Fro, il dio Sole, quello che porta a maturazione campi e frutta, ammesso più tardi nella cerchia degli Asi (i creatori degli Gnomi e degli Elfi – N. d. T.). Come dio della luce solare e dei raccolti fecondi, egli viveva nella dimora degli Elfi di Luce.

JYOTISHA (Sans.) – Astronomia e astrologia; uno dei Vedanga .

JYOTISHAM JYOTCH (Sans.) – La “luce delle luci”, lo Spirito Supremo, chiamato così nelle Upanishad.

JYOTSNA (Sans.) – L’Alba; uno dei corpi assunti da Brahma; il primo chiarore del mattino.

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Ultimo aggiornamento

10 dicembre 2018