magia rossa legamenti d'amore
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Glossario Teosofico: L

L – Dodicesima lettera dell’alfabeto Inglese ed anche di quello Ebraico, in cui Lamed significa un pungolo per buoi, segno di una forma del dio Marte, divinità generatrice. La lettera equivale a 30. Il nome divino Ebraico che corrisponde alla L è Limmud, o Doctus.

LABARO (Lat.) – Stendardo sormontato da un’aquila, esistente prima che gli Imperatori Romani lo usassero quale emblema di sovranità. Era una lunga lancia che prima della sommità portava una croce obliqua, ad angolo retto . Costantino sostituì l’aquila con il monogramma Cristiano che recava il motto e? t??t? ???a, in seguito interpretato con la frase in hoc signo vinces. Il monogramma era una combinazione delle lettere X – Chi, e P – Rho, sillaba iniziale di Christos. Ma il Labaro era stato un emblema dell’Etruria, migliaia di anni prima di Costantino e dell’era Cristiana. Era anche il simbolo di Osiride e di Horus che è spesso rappresentato con la croce lunga Latina, mentre la croce pettorale Greca è puramente Egiziana. Nella sua opera “Storia della decadenza e caduta dell’Impero Romano”, Gibbon ha posto in evidenza la bugia su Costantino. L’imperatore, se mai ha avuto qualche visione, deve aver visto Giove Olimpico, nella cui fede egli morì.

LABIRINTO (Gr.) – L’Egitto aveva il “labirinto celeste”, nel quale entravano le anime dei dipartiti, ed un suo analogo anche sulla terra, il famoso Labirinto, che consisteva di una serie di passaggi sotterranei con le più intricate giravolte. Erodoto dice che consisteva di tremila stanze, metà sotto e metà sopra la superficie della terra. Neppure ai suoi tempi gli stranieri erano ammessi alle sue parti sotterranee, poiché contenevano i sepolcri dei re che lo costruirono ed altri misteri. Il “Padre della Storia” trovò il Labirinto già in rovina, tuttavia, malgrado La sua condizione, lo considerò ancor più meraviglioso delle stesse Piramidi. (N. d. T. Erodoto Storie II°, 148).

LABRO – Santo Romano, solennemente beatificato pochi anni fa. La sua grande santità consisté nell’essere stato seduto notte e giorno, per quarant’anni, davanti ad una delle porte di Roma, e di non essersi mai lavato per tutto questo tempo. Fu mangiato dai vermi fino alle ossa.

LADAKH – Parte superiore della valle dell’Indo, abitata da Tibetani, ma alle dipendenze del Raja del Kashmir.

LAENA (Lat.) – Una veste indossata dagli Auguri Romani, con cui si coprivano la testa mentre sedevano contemplando i voli degli uccelli.

LAHGASH (Cab.) – Mantra segreto, incantesimo esoterico; quasi identico al significato mistico di Vach.

LAJJA (Sans.) – “Modestia”, una semidea figlia di Daksha.

LAKH (Sans.) – 100.000 unità, di qualsiasi cosa.

LAKSHANA (Sa) – I 32 segni sul corpo di un Buddha tramite cui viene riconosciuto.

LAKSMI (Sans.) – “Prosperità”, fortuna; la Venere Indiana che nasce dallo sbattimento dell’oceano di latte da parte degli dei; dea della bellezza e moglie di Vishnù.

LALITA VISTARA (Sans.) – Famosa biografia di Sakya Muni, il Signore Buddha, scritta da Dharmarakcha nel 308 d. C.

LAMA (Tib.) – Si scrive “Clama”. Correttamente applicato, il titolo appartiene soltanto ai sacerdoti di grado superiore che possono avere la carica di guru nei monasteri. Purtroppo, qualsiasi membro comune del gedun (clero) si chiama, o permette che altri lo chiamino “Lama”. Un vero Lama è un Gelong tre volte ordinato. Dai tempi della riforma di Tsongkapa molti abusi si sono nuovamente insinuati nella teocrazia di quel paese. Vi sono “Lama astrologi”, (Chakhan) o comunemente Tsikhan (da tsigan, “zingaro”), e “Lama indovini”, anche se possono sposarsi e non appartenere al clero. Comunque, sono molto scarsi nel Tibet orientale, poiché appartengono principalmente al Tibet occidentale ed alle sette che non hanno nulla a che vedere con i Gelugpa (berretti gialli). Sfortunatamente, gli Orientalisti che non sanno quasi nulla della reale situazione in Tibet, confondono i Choichong della Lamaseria Gurmakhaya di Lhasa, gli Esoteristi Iniziati, con i ciarlatani e i Dugpa (stregoni) delle sette Bhon. Non c’è da stupirsi se, come dice Schlagintweit nel suo Buddismo in Tibet “sebbene le immagini del Re Choichong (“dio dell’astrologia”) si trovino nella maggior parte dei monasteri del Tibet e dell’Himalaya, i miei fratelli non hanno mai veduto un Lama Choichong”. Ciò è naturale, poiché né i Choichong né i Kubilkhan (v.) scorazzano per il paese. Per quanto riguarda il “Dio” o “Re Choichong”, egli è “dio dell’astrologia” quanto ogni Dhyan Chohan “Planetario”.

LAMRIM (Tib.) – Un sacro volume di precetti e di regole, scritto da Tsongkapa “per il progresso della conoscenza”.

LANG-SHU (Cin.) – Titolo della traduzione dell’Ekasloka-Shastra di Nagarjuna.

LANKA (Sans.) – L’antico nome dell’isola oggi chiamata Ceylon. È anche il nome di una montagna del Sud Est di Ceylon su cui, come narra la tradizione, era situata una città popolata da demoni e chiamata Lankapuri. Essa è descritta nell’epica del Ramayana di estensione e magnificenza gigantesche “con sette profondi fossati e sette stupende mura di pietra e metallo”. La sua fondazione è attribuita a Visva-Karma che la costruì per Kuvara, re dei demoni, ed al quale fu sottratta da Ravana, il rapitore di Sita. Il Bhagavat Purana indica Lanka o Ceylon quale cima del Monte Meru, che fu spezzata da Vayu, dio del Vento, e scagliata nell’oceano. Da allora è diventata la sede della Chiesa Buddista del Sud, il ramo Siamese (oggi guidata dal Gran Sacerdote Sumangala), rappresentante del più puro Buddismo exoterico al di qua dell’Himalaya.

LANU (Sans.) – Un discepolo, lo stesso che “Chela”.

LAO-TZE (Cin.) – Un grande saggio, santo e filosofo, che precedette Confucio.

LAPIS PHILOSOPHORUM (Lat.) – “Pietra Filosofale”; termine mistico dell’alchimia, che ha un significato completamente diverso da quello comunemente attribuitogli.

LARARIUM (Lat.) – Una stanza nella casa degli antichi Romani dove, con altre reliquie familiari, erano custoditi i Lari o dei protettori della casa.

LARI (Lat.) – Erano di tre tipi : Lares familiares, guardiani e rettori invisibili della cerchia familiare; Lares parvi, piccoli idoli usati per divinazione e presagi; ed i Lares praestites, che si riteneva mantenessero l’ordine fra gli altri. I Lari sono i manes, o fantasmi, delle persone disincarnate. Apuleio dice che l’iscrizione funebre Agli dei mani che vissero, significava che L’Anima era stata trasformata in Lemure, e aggiunge che, sebbene “l’Anima umana sia un demone che possiamo chiamare genio”, essa “è un dio immortale anche se in un certo senso è nata contemporaneamente all’uomo nel quale si trova, possiamo tuttavia dire che essa muore nello stesso modo in cui è nata”. Il che, in linguaggio più chiaro, significa che i Lari ed i Lemuri sono semplicemente i gusci gettati via dall’EGO, l’Anima superiore spirituale ed immortale, il cui guscio, ed anche il cui riflesso astrale, l’Anima animale, muore, mentre l’Anima superiore rimane durante l’eternità.

LARVA (Lat.) – Le larve sono le ombre di uomini che sono vissuti e sono morti.

LATTANZIO – Padre della Chiesa che dichiarò il sistema eliocentrico una dottrina eretica e quella degli antipodi “una menzogna inventata dal diavolo”.

LAYA (Sans.) – O Layam. Dalla radice Li, “dissolvere, disintegrare”. Un punto di equilibrio (o punto zero), in fisica ed in chimica; in occultismo è quel punto in cui la sostanza diventa omogenea ed è incapace di agire o di differenziarsi.

LEBANON (Ebr.) – Catena di montagne della Siria con pochi esemplari dei giganteschi alberi di cedro la cui foresta ne coronava una volta le vette. La tradizione dice che da essa si ricavò il legno per la costruzione del Tempio di Re Salomone. (Vedi “Drusi”).

LEGGE DI RETRIBUZIONE – (Vedi “Karma”).

LEMURIA – Termine moderno usato dapprima da alcuni naturalisti ed ora adottato dai teosofi per indicare un continente che, secondo la Dottrina Segreta dell’Oriente, precedette L’Atlantide. Il suo nome Orientale non dice gran che alle orecchie degli Europei.

LEON Moses de – Nome di un Rabbino Ebreo del XIII° secolo, accusato di aver messo assieme Lo Zohar facendolo poi passare per l’opera vera di Simeon Ben Jochai. Il suo nome completo dato nella Qabbalah di Mayer è Rabbino Moses ben-Shem-Tob de Leon, Spagnolo e lo stesso autore prova abilmente che Leon non fu l’autore dello Zohar. Pochi diranno che egli lo fu, ma molti sospettano che Moses de Leon abbia solo considerevolmente corrotto L’originale Libro dello Splendore (Zohar). Tale colpa, comunque, potrebbe essere da lui condivisa con i “Cabalisti Cristiani” Medioevali e, specialmente, con Knorr von Rosenroth. Sicuramente, né il Rabbino Simeon condannato a morte da Tito, né suo figlio, il Rabbino Eliezer, né il suo segretario Rabbino Abba, possono essere accusati di avere introdotto nello Zohar dei dogma puramente Cristiani e delle dottrine inventate dai Padri della Chiesa parecchi secoli dopo la morte di questi Rabbini. Questo significherebbe stiracchiare un po’ troppo L’affermazione sulla profezia divina.

LEPRE Culto della – Era considerata sacra in molti paesi, in modo particolare fra gli Egizi e gli Ebrei. Questi ultimi tuttavia, la ritengono impura perché ha il piede fesso, poco adatto come cibo, anche se alcune tribù la consideravano sacra. Ciò perché in alcune specie di lepri il maschio allatta i cuccioli. Era, pertanto, considerata androgino o ermafrodita e quindi simboleggiava un attributo del Demiurgo o Logos creativo. La lepre era anche simbolo della luna su cui ancora oggi, dicono gli Ebrei, si può vedere la faccia del profeta Mosè. Inoltre, la luna è connessa con il culto di Jehovah, divinità che è preminentemente il dio della generazione; ed è forse per questo che Eros, il dio dell’amore sessuale, è rappresentato mentre porta una lepre. La lepre era anche sacra ad Osiride. Lenormand scrive: “La lepre va considerata quale simbolo del Logos… il Logos dovrebbe essere considerato ermafrodita, e sappiamo che la lepre è prototipo dell’androgino”.

LEVANAH (Ebr.) – La luna, quale pianeta ed influenza astrologica.

LEVI Eliphas – Il vero nome di questo dotto Cabalista era Abate Alphonse Louis Constant. Eliphas Levi Zahed fu autore di numerose opere di magia filosofica. Membro dei Fratres Lucis, fu per un certo periodo anche sacerdote, abate della Chiesa Cattolica Romana, che immediatamente provvide a togliergli la tonaca quando divenne famoso quale Cabalista. Morì circa vent’anni fa lasciando, accanto ad opere di minore importanza, cinque opere famose: Dogma e Rituale dell’Alta Magia (1856); Storia della Magia (1860); La chiave dei grandi Misteri (1861); Leggende e simboli (1862); La Scienza degli Spiriti (1865). Il suo stile è estremamente divertente ed affascinante, ma con un amore per lo scherzo ed il paradosso troppo forti per impersonare l’ideale di un Cabalista serio.

LEVIATHAN – Nell’esoterismo biblico, è la Divinità nella sua duplice manifestazione di bene e male. Il suo significato può essere trovato nello Zohar (II°, 34b) : “il Rabbino Simeon disse: ‘L’opera dell’inizio (della ‘creazione’) viene studiata e compresa dai compagni (candidati); ma pochi (gli Iniziati completi o perfetti) sono quelli che comprendono l’allusione alla opera dell’inizio tramite il Mistero del Serpente del Grande Mare (cioè) Thanneen, Leviathan’ “. (Vedi anche The Qabbalah di I. Mayer).

LHA (Tib.) – Gli spiriti delle sfere superiori, da cui Lhasa, la residenza del Dalai Lama. L’appellativo di Lha, nel Tibet, è spesso dato ad alcuni Narjol (Santi o Yogi adepti) che hanno conseguito grandi poteri spirituali.

LHAGPA (Tib.) – Mercurio, il pianeta.

LHAKANG (Tib.) – Tempio, cripta, tempio sotterraneo per cerimonie mistiche.

LHAMAYIN (Tib.) – Spiriti elementali del piano terrestre più basso. La fantasia popolare fa di essi dei demoni, dei diavoli.

LIBRI DI BAMBÙ – Opere in cinese antichissime e certamente preistoriche contenenti le registrazioni antidiluviane degli Annali della Cina. Furono trovate nella tomba del Re Seang di Wai che morì nel 295 a. C., ma si pensa che risalgano a molti secoli prima.

LIBRO DEI MORTI – Un’antica opera Egiziana ritualistica ed occulta, attribuita a Thot- Hermes. Fu trovato nei sarcofaghi di antiche mummie.

LIBRO DEI NUMERI CALDEO – Un’opera che contiene tutto ciò che si trova nello Zohar di Simeon Ben-Jochai, e molto di più. Dev’essere più antico di questo di molti secoli ed è, in un certo senso, il suo originale perché contiene tutti i principi insegnati nelle opere dei Cabalisti Ebrei, ma nessuna delle loro assurdità, È invero rarissima, essendocene forse solo due o tre copie esistenti, e queste sono in mano private.

LIBRO DELLE CHIAVI – Un antico libro Cabalistico.

LICANTROPIA (Gr.) – Fisiologicamente, malattia o mania durante cui una persona immagina di essere un lupo ed agisce come tale. Occultamente, ha lo stesso significato di “lupo mannaro”, la facoltà psicologica di alcuni stregoni di apparire come lupi. Voltaire afferma che nel distretto dello Jura, nel giro di due anni, dal 1598 al 1600, più di 600 licantropi furono messi a morte da un giudice troppo Cristiano. Ciò non vuol dire che questi Pastori accusati di stregoneria, e visti come lupi avessero davvero il potere di mutarsi fisicamente in tali animali, ma semplicemente che avevano il potere ipnotizzante di far credere alla gente (o a quelli che ritenevano nemici), di aver visto un lupo, mentre in realtà non ce n’era alcuno. L’esercizio di tale potere è vera stregoneria. La possessione “Demonica” è fondamentalmente vera se si escludono i demoni della teologia Cristiana. Ma non è adesso il caso di fare lunghe disquisizioni su misteri occulti e poteri magici.

LIF (Scand.) – Lif e Lifthresir, gli unici due esseri umani cui fu permesso di essere presenti al “Rinnovamento del Mondo”. Essendo “puri ed innocenti e liberi da desideri peccaminosi, fu ad essi consentito di entrare nel mondo dove regna la pace”. L’Edda li mostra nascosti nella foresta di Hoddmimir mentre sognano i sogni dell’infanzia, durante l’ultimo conflitto. Queste due creature, e l’allegoria di cui sono protagonisti sono un’al-lusione alle poche nazioni della Quarta Razza Radice che, sopravvivendo al grande sommergimento del loro continente e alla maggior parte della loro Razza, passarono alla Quinta e continuarono la loro evoluzione nella nostra attuale Razza Umana.

LIL-IN (Ebr.) – I figli di Lilith ed i loro discendenti. “Lilith è la Madre dei Shedim e dei Muquishim (gli adescatori)”. Ogni classe di Lil-in, quindi, nella demonologia degli Ebrei, è costituita da diavoli. (Vedi Zohar, II°, 268a).

LILA (Sans.) – Giuoco o passatempo. Nelle Scritture ortodosse indiane, è spiegato che “le azioni della divinità sono lila”, ossia “divertimento”.

LILITH (Ebr.) – Secondo la tradizione Ebraica è un demone ed è la prima moglie di Adamo, prima che fosse creata Eva: si supponeva avesse influenza fatale sulle madri e sui bambini appena nati. LIL è la notte, e LILITH è anche la civetta; nelle opere medioevali è sinonimo di Lamia, demone femminile. (w.w.w.).

LIMBUS MAIOR (Lat.) – Un termine usato da Paracelso per denominare la materia primordiale (alchemica), la “Terra di Adamo”.

LINGA (Sans.) – O Lingam. Segno o simbolo della creazione astratta. La forza che diventa organo della procreazione solo su questa terra. In India vi sono 12 grandi Lingam di Shiva, alcuni dei quali si trovano sulle montagne e sulle rocce, ed anche nei templi. Tale è Kedaresa sull’Himalaya, un enorme ammasso di roccia. In origine il Lingam non ebbe mai il grossolano significato connesso al fallo, idea che è di data del tutto posteriore. In India il simbolo ha oggi Lo stesso significato che aveva in Egitto, semplicemente che la Forza creativa o procreatrice è divina. Esso mostra anche chi era questo Creatore duale – maschile e femminile, Shiva e la sua Shakti. L’idea grossolana e impudica connessa al fallo non è Indiana ma Greca, e preminentemente Ebraica. I Bethel Biblici (Cappelle di Culto – N. d. T.) erano vere pietre priapiche, il “Beth-el” (fallo) in cui il Dio dimorava. Lo stesso simbolo era celato dentro l’arca dell’Alleanza, il “Santo dei Santi”. Perciò il “Lingam”, visto quale fallo, non è solo “un simbolo di Shiva” ma di ogni “Creatore” o dio creativo in ogni nazione, compresi gli Israeliti e il Loro “Dio di Abramo e di Giacobbe”.

LINGA PURANA (Sans.) – Scrittura scivaita. In essa Maheswara, il “Grande Signore”, nascosto nell’Agni Linga, spiega l’etica della vita – il dovere, la virtù, il sacrificio di sè ed infine La liberazione tramite la vita ascetica, alla fine dell’Agni Kalpa (la Settima Ronda). Come giustamente ha osservato il Prof. Wilson, “lo spirito del culto (fallico) non è minimamente influenzato dal modello, quanto qualcuno potrebbe immaginare. Non vi è nulla delle orge falliche dell’antichità; è completamente mistico e spirituale”.

LINGA SHARIRA (Sans.) – Il “corpo” o simbolo del corpo sottile. Designa il doppelganger o “corpo astrale” dell’uomo o dell’animale. È l’eidolon dei Greci, il prototipo o corpo vitale, che si riflette nell’uomo di carne. Esso nasce per primo e si dissolve dopo l’ultimo atomo del corpo. (N.d.T. L’autrice con astrale intende l’eterico dei nostri giorni).

LIPI (Sans.) – Scrivere. (Vedi “Lipika” Dottrina Segreta Vol. I° pag. 143 e 160.)

LIPIKA (Sans.) – I registratori celesti, gli “Scribi”, coloro che registrano ogni parola detta ed ogni azione fatta dall’uomo mentre è su questa terra. Essi sono, come insegna L’Occultismo, gli agenti del KARMA – la Legge di retribuzione.

LOBHA (Sans.) – Avidità, cupidigia, un figlio scaturito da Brahma in un’ora sinistra.

LODUR (Scand.) – È il secondo dei tre Dei dell’Edda norvegese, padre dei dodici grandi Dei. Egli dota il primo uomo – fatto dall’albero di frassino – di sangue e di colore.

LOGI (Scand.) – Significa “fiamma”. Questo gigante, assieme ai suoi figli e parenti, si fecero infine conoscere quali autori di ogni cataclisma e conflagrazione in cielo o sulla terra, facendosi scorgere dai mortali in mezzo alle fiamme. Questi demoni giganti erano tutti nemici dell’uomo, di cui tentavano di distruggere il lavoro dovunque lo trovassero. Simbolo degli elementi cosmici.

LOGIA (Gr.) – Discorsi ed insegnamenti segreti di Gesù contenuti nel Vangelo di Matteo – nell’originale Ebraico, non in quello Greco spurio che abbiamo noi – e conservato dagli Ebioniti e dai Nazareni nella biblioteca raccolta da Pamfilo, a Cesarea. Questo “Vangelo”, definito da molti scrittori “il Vangelo genuino di Matteo” fu usato ai suoi tempi (IV° secolo), secondo (San) Girolamo, dai Nazareni e dagli Ebioniti di Berea. Come gli Aporrheta, o discorsi segreti dei Misteri, questi Logia potevano essere compresi solo mediante una cifrario o chiave. Girolamo, inviato a Cesarea dai vescovi Cromazio ed Eliodoro, dopo averne ottenuto il permesso, li tradusse, ma trovò un “compito difficile” (testualmente) conciliare il testo “genuino” con quello dello spurio Vangelo Greco da lui personalmente conosciuto. (Vedi Iside Svelata, Vol. II°, pag. 168 e seg.).

LOGOS (Gr.) – Per tutte le nazioni e tutti i popoli, il Logos è la divinità manifesta, espressione esteriore od effetto della causa che rimane sempre celata. Così, la parola è il Logos del pensiero; per cui “Logos” è opportunamente tradotto con “Verbo” e “Parola” nei loro significati metafisici.

LOHITANGA (Sans.) – Il pianeta Marte.

LOKA (Sans.) – Una regione o luogo circoscritto. In metafisica, un mondo, una sfera, un piano. In India, i Purana parlano incessantemente di sette e di quattordici Loka, al di sopra ed al di sotto della nostra terra; di cieli e di inferni.

LOKA CHAKSHUB (Sans.) – L’ “Occhio del Mondo”; un nome del Sole, Surya.

LOKA PALA (Sans.) – I reggenti, governanti e custodi del mondo. Le divinità (dei planetari) che presiedono agli otto punti cardinali tra cui i Tchatur (Quattro) Maharaja.

LOKI (Scand.) – Exotericamente, lo Spirito del Male per gli scandinavi. Nella filosofia esoterica, “un potente che si oppone”, solo perché si differenzia dall’armonia primordiale. Nell’Edda, esso è il padre del terribile Lupo Fenris e del Serpente Midgard. Per sangue è fratello di Odino, il dio buono e coraggioso; ma in natura è il suo oppositore. Loki-Odino è semplicemente il due in uno. Come Odino è, in uno dei suoi significati, calore vitale, così Loki è il simbolo delle passioni prodotte dall’intensità del primo.

LORELEY – La copia Germanica dell’ondina “Vergine del Lago” Scandinava. Ondine è uno dei nomi dati a queste vergini, conosciute nella Magia e nell’Occultismo exoterici come Elementali dell’Acqua.

LOTO (Gr.) – Pianta molto occulta, sacra in Egitto, in India ed altrove; chiamata “il figlio dell’Universo che porta nel suo seno le sembianze di sua madre”. Ci fu un tempo “in cui il mondo era un loto d’oro” (padma) dice l’allegoria. Una grande varietà di queste piante, dal maestoso loto Indiano fino al loto di palude (trifoglio a zampa d’uccello) ed il “Dioscoridis” Greco, viene mangiata a Creta ed in altre isole. È una specie di ninfea, importata per la prima volta in Egitto, dove non esisteva, dall’India. Vedere La Dottrina Segreta Vol. II° pag. 113 Simbolismo arcaico “Il Loto, quale Simbolo Universale”.

LOTO Signore del – Nome attribuito a vari divinità creative, come anche ai Signori dell’Universo dei quali questa pianta è il simbolo (Vedi “Loto”).

LUBARA (Cald.) – Il Dio della Pestilenza e della Malattia.

LUCE Fratelli della – Il Fratello R. H. Mackenzie, la maggiore autorità sulle società segrete, dice di questa Fratellanza: “È un ordine mistico, Fratres Lucis, fondato a Firenze nel 1498. Fra i membri di quest’ordine c’erano Pasqualis, Cagliostro, Swedenborg, Saint Martin, Eliphas Levi, e molti altri eminenti mistici. I suoi membri furono molto perseguitati dall’Inquisizione. È un corpo piccolo ma compatto, sparso in tutto il mondo”.

LUCE PRIMORDIALE – In Occultismo è la luce che nasce nelle tenebre preternaturali del caos e da esse, che contiene “il tutto in tutto”, i sette raggi che diverranno poi i sette Princìpi in Natura.

LUCIFERO (Lat.) – Il pianeta Venere, quale luminosa “Stella del Mattino”. Prima di Milton, Lucifero non era mai stato il nome del Diavolo. Proprio al contrario, poiché nell’Apocalisse (XVI, 22), si fa dire al Salvatore Cristiano: “Io sono… la luminosa stella del mattino”, o Lucifero. Uno dei primi Papi di Roma detestava questo nome, e nel quarto secolo ci fu anche una setta Cristiana che fu chiamata i Luciferini.

LULLO Raimondo – Alchimista, adepto e filosofo, nato a Maiorca nel XIII° secolo. Si afferma che in un momento di bisogno fece per Edoardo III°, re d’Inghilterra, parecchi milioni di “splendide monete” d’oro, aiutandolo così a concludere vittoriosamente la guerra. Fondò diversi Collegi per lo studio della lingue Orientali; il cardinale Ximenes fu uno dei suoi mecenati e lo ebbe in grande stima, come pure Papa Giovanni XXI. Morì nel 1314 in età molto avanzata. La letteratura ha tramandato tali storie insensate su Raimondo Lullo, da formare quasi un romanzo straordinario. Egli era il figlio maggiore del governatore di Maiorca ed ereditò dal padre considerevoli ricchezze.

LUNA – Il satellite della terra è stato presente in larga misura quale emblema nelle religioni dell’antichità; comunemente è stato considerato Femminile, ma non dappertutto, poiché nei riti dei Teutoni e degli Arabi, così come anche nella concezione dei Rajputs dell’India (Vedi Tod, Hist.), ed anche fra i Tartari, la luna era maschio. Gli autori Latini parlano della Luna, molto raramente di Lunus. Il nome Greco era Selene, quello Ebraico Lebanah ed anche Yarcah. In Egitto la luna era associata con Iside, in Fenicia con Astarte ed a Babilonia con Ishtar. Sotto certi punti di vista, gli antichi consideravano la luna Androgino. Gli astrologi attribuiscono alla luna un’influenza sulle diverse parti dell’uomo a seconda dei differenti segni Zodiacali che attraversa; così come ha un’influenza speciale a seconda della casa che occupa nell’oroscopo. La divisione dello Zodiaco in 28 asterismi lunari sembra essere anteriore ai 12 segni; i Copti, gli Egizi, gli Arabi, i Persiani e gli Indiani usavano la divisione in 28 parti molti secoli or sono, mentre i Cinesi la usano ancora. Gli Ermetici dicono che la luna fornisce all’uomo la forma astrale, mentre i Teosofi insegnano che i Pitri Lunari furono i creatori dei nostri corpi umani e dei principi inferiori. (Vedi Dottrina Segreta, vol. II°, pag. 125). (w.w.w.).

LUPERCALIA (Lat.) – Una grandiosa festa popolare celebrata il 15 Febbraio nell’antica Roma in onore del Dio Pan, durante la quale i Luperci, i più anziani e rispettabili fra i funzionari sacerdotali, sacrificavano due capre ed un cane, e due dei giovani più illustri erano obbligati a correre nudi (tranne il perizoma) intorno alla città frustando tutti quelli che incontravano. Nel 496 Papa Gelasio abolì i Lupercalia, sostituendoli, nello stesso giorno, con una processione di candele accese.

LUXOR (Occult.) – Una parola composta da Lux (luce) ed aur (fuoco), cosicchè significa “Luce del Fuoco (divino)”.

LUXOR Fratellanza di – Una certa Fratellanza di Mistici. Sarebbe stato meglio che il suo nome non fosse mai stato divulgato, perché portò molte persone ben intenzionate ad essere ingannate ed alleggerite del proprio denaro da una fittizia Società Mistica di speculatori, nata in Europa e che dopo essere stata smascherata si spostò in America. Il nome deriva dall’antica Lookshur nel Beluchistan, che si trova fra Bela e Kedjee. L’ordine è molto antico ed è il più segreto di tutti. È superfluo ripetere che i suoi membri negano di avere qualcosa in comune con la “H. P. di L.” e con tutti quanti i mistici trafficanti, sia di Glasgow che di Boston.

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Ultimo aggiornamento

12 novembre 2018