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Satana nelle sedute medianiche

Contraddizioni, menzogne e aggressività nelle manifestazioni negative

di Alfredo Ferraro

Chi accetta l’ipotesi spiritica, ammette la possibilità di “osmosi” fra il mondo della materia, noto anche come piano fisico, e altri piani di esistenza. Tale stato di cose non è certo in contrasto con il punto di vista della Chiesa che, riconoscendo i miracoli, le estasi, le preghiere palesemente esaudite, vede in questi fatti l’aspetto più concreto del rapporto fra l’uomo e la Divina. I “novissimi” – le quattro ultime “cose” che secondo il Cristianesimo, attendono inesorabilmente l’uomo – comprendono paradiso e inferno, “luoghi” di gaudio o di pena, la cui idea stessa dà per scontata l’esistenza di un mondo spirituale globale, popolato da entità diversamente evolute, che spaziano dalle più eccelse alle più depravate. Se poi – come il buon senso ci induce a credere – anziché di luoghi si tratta di “condizioni”, per quanto concerne il nostro dire, non v’è differenza.
Dato che, ormai da anni, parlo soltanto in chiave testimoniale, intendo farlo anche in questa occasione. Come molti sanno, nell’ambito dell’alta medianità, ho avuto eccezionali esperienze in diversi luoghi, di cui elenco i principali: Cerchio Firenze 77, Cerchio Ifior di Genova, CIP di Napoli (entità A), Cerchio Essendo di Roma, Gruppo di psicofonia di Grosseto, Cerchio Astorga di Palermo, incontri con Raimondo de Sangro, tramite il soggetto C.A. di Napoli. Emi pare che un tale rosario sarebbe già sufficiente da solo, a qualificare il livello delle mie constatazioni. Un bagaglio di vissuto che – e coloro i quali mi hanno attentamente seguito, penso non possano accusarmi di ingenuità – è tanto corposo da giustificare il mio abbandono dell’ateismo, per una convinzione concretamente elaborata su sconcertanti e indiscutibili dati di fatto, non certo inconciliabili con la mia estrazione culturale positivistica. Questo, però, a livello puramente personale, essendo la mia esperienza non trasferibile in modo oggettivo, a chi non abbia ugualmente toccato con mano; quanto posso dire e scrivere, pertanto, non potrà mai uscire dall’aneddotica, sicché le mie parole avranno sempre valore soltanto per chi mi crede.

Le manifestazioni negative
Mentre, in relazione ai diversi ambienti che ho elencato, non ho mai rilevato manifestazioni valutabili come negative, ciò è accaduto agli inizi delle mie sperimentazioni (prima metà anni ’70), quando ho indagato con diversi strumenti, avanti che essi si liberassero da influenze deteriori. Ma in che cosa consistevano siffatte estrinsecazioni maligne? Innanzitutto, la relativa fisionomia era caratterizzata da instabilità, poi da contraddizioni, da tentativi di mascheramento di vario tipo, da menzogna e, in certi casi, persino da aggressività. Rammento, in un’occasione, di essere finanche stato graffiato sul viso da una medium (o da lei per chi?), pur se fra noi intercorrevano ottimi rapporti d’amicizia e di stima. Le espressioni degli strumenti, durante manifestazioni del genere, assumevano aspetti davvero luciferini e, in certi casi, riguardabili come vere e proprie trasfigurazioni. Non scendo in particolari, ma sottolineo un risvolto importante della questione. Le presunte entità responsabili degli accadimenti di cui sto dicendo, erano così eterogenee, per di più s’avvicendavano con altre di media e alta evoluzione sicché, almeno a mio giudizio, escludendo nel modo più assoluto che potesse trattarsi del fenomeno delle personalità alteranti, come da molti preteso. Anche perché, la maggior parte, ha rappresentato casi singolari, mentre le personalità multiple sono ricorrenti. Fra l’altro, avendo avuto conferma pure in relazione a queste ultime, ho potuto disporre di utili elementi di confronto fra i due tipi di estrinsecazioni, ed evitare malintesi, facilmente insorgenti in persone anche qualificate, ma prive di adeguata e specifica esperienza. Di questioni del genere è difficile parlare quando l’esperienza c’è: figuriamoci, quando non c’è o se la medesima è trascurabile o, addirittura – come quasi sempre avviene – se la medesima è caratterizzata soltanto da deteriori fatti spiritoidi.
D questi eventi mi ha colpito un aspetto molto importante: non solo ho potuto prendere “oggettivamente” atto dell’esistenza del bene e del male, vedendoli affiancati come su un’ideale cartina al tornasole, ma ho anche potuto rilevarne la continuità del relativo spettro. Non è stata necessaria profonda meditazione per scorgere in questa peculiarità della “funzione livello benemale”, uno spunto valido all’esclusione del carattere satanico delle relative manifestazioni poiché, se tali, sarebbe impensabile l’esistenza di accadimenti, diciamo, intermedi, e non riconducibili a un estremismo negativo, che dovrebbe essere proprio dell’azione di Satana.
E’ però ovvio come da ciò non si possa arguire l’inesistenza del diavolo in senso ecclesiastico, tuttavia confutabile dietro approccio diverso. A proposito del tema, è stato per me di grande significato, l’aver presenziato a tutte le sedute del Cerchio Ifior, nel corso delle quali c’è pervenuto quell’insieme di messaggi che, nel libro Sussurri nel vento, costituisce il capitolo intitolato appunto “Il diavolo”, articolato in tre paragrafi per una dozzina di pagine.
Altro particolare degno di rilievo, è emerso dalla possibilità di ricondurre al ravvedimento molte di quelle intelligenze disperate, per lo più sofferenti per in evoluzione, piuttosto che per malvagità. Anzi, posso dire che, nella maggior parte dei casi, è stato possibile conseguire degli ottimi risultati sul piano del recupero, talvolta addirittura sfociando in sublimi apoteosi.
Le esperienze di cui ho detto, le valuto significative, poiché condotte utilizzando soggetti non a pagamento, disponibili per amicizia e non dietro interesse personale, per di più senza sollecitazioni psicologiche, tali da condizionarne le prestazioni. Mi riferisco, per esempio, a quella che Giorgio di Simone ha definito sindrome da lutto, in quanto coinvolgente persone affrante per la scomparsa di un congiunto, soprattutto di un figlio. Come infatti è noto, le drammatizzazioni inconscie, quelle che portano ai più disparati psicodinamismi, quantitativamente sono in funzione inversa rispetto agli stati d’animo condizionanti e, qualitativamente, tanto più si scostano verso il patologico, quanto più rilevante è il condizionamento psicologico o, magari, addirittura riguardante in chiave psichiatrica.

La realtà “operante” di Satana
In merito all’esistenza di Satana, non voglio essere categorico come sono stato in passato, pertanto rimando a quanto detto sul diavolo nel primo libro del Cerchio Essendo. Mi riferisco a due capitoli, relativi alle comunicazioni dell’entità “Opus Dei”, intitolati “Il diavolo” e “Realtà del bene e del male – Il male”. In particolare, si legge su quelle pagine: “Il diavolo è una realtà concreta, se operante nella vostra dimensione… Il diavolo è una realtà astratta, se proiettata oltre la vostra dimensione”. Inoltre “Se esistesse realmente, come entità a sé stante, una “entità proiettata nel male in eterno”, tale entità, essendo creatura ed emanazione divina, non potendo tornare alla Divinità di cui è emanazione, essa costituirebbe un contrapposto alla Divinità: ma ciò è assurdo, in quanto inficerebbe, sminuendola, la prerogativa più essenziale della Divinità, ossia : “tutti è nella Divinità e nulla è scisso da essa”. Ma ciò è un assurdo ancora per un’altra ragione e cioè: se una o più entità potessero coesistere con la Divinità, operando in eterno nel male, la giustizia e la bontà della Divinità stessa ne risulterebbe ancora inficiata, in quanto “è impossibile che due forme divine possano in eterno operare in antitesi””.

L’arduo compito della chiesa
Nel corso delle indagini di un caso, ci siamo incontrati con cinque sacerdoti. Ciascuno ha manifestato, sull’accaduto, punti di vista diversi. Tuttavia non bisogna sottovalutare la difficoltà, da parte di un prete, di esprimere su una tematica tanto indefinita seppur coinvolgente. Le manifestazioni sono nella quasi totalità ambigue, e differenti da individuo a individuo ne sono le implicazioni soggettive. A tutto va ancora aggiunto che ben poche, nell’ambito ecclesiastico, sono le persone preparate in fatto di vero spiritismo. Inoltre va ancora aggiunto che un prete deve pronunciarsi si fronte a una comunità e non davanti a un singolo, per cui è necessario che mantenga una certa coerenza; ed è comprensibile come ciò sia difficile. Poi mi risulta che nei Seminari, gli argomenti relativi al paranormale non vengono affrontati, e un’iniziativa che so essere in corso di realizzazione in Piemonte, è irrisoria, contemplando corsi di una settimana per sacerdoti e seminari di due giorni: se mi venisse chiesto di istruire qualcuno in merito soltanto alle mie esperienze personali, penso che mi occorrerebbe almeno un mese pieno. E so anche che, nel citato ambiente, si parlerà bollando indiscriminatamente chi s’interessa di manifestazioni spiritiche, quando è proprio la Chiesa il solo ambito in cui si pratichi ufficialmente lo spiritismo, in quanto e come già ho detto, i riti dell’esorcismo sono vere e proprie sedute medianiche. E’ pertanto prevedibile che verrà seminata altra disinformazione o, per lo meno, un’informazione incompleta e quindi dannosa, in quanto circoscritta all’aspetto più deteriore dello spiritoidismo e, anche, dello spiritismo più pericoloso, in quanto dovuto a entità involute.
Comunque, indubbiamente significativa è l’esperienza del “Centro Studi sulle Nuove Religioni” (CESNUR) cui si deve un pregevole e, lo si può dire, anche audace libro, intitolato Lo spiritismo, curato da Massimo Introvigne, edito dalla “elle di ci”. Si tratta, tuttavia, di un’opera insufficiente, avendo trascurato tutta la recente fenomenologia italiana: ovviamente mi riferisco ai fenomeni più qualificati. Non si può pretendere che l’opera menzionata costituisca una “panoramica completa”, come è scritto in quarta di copertina, quando si ignorano il Cerchio Firenze 77, l’Entità A di Napoli, ecc. Tuttavia è significativo che Pietro Cantoni, sacerdote e professore di teologia presso il Seminario di Massa e presso l’Istituto Filosofico-Teologico di Vallo della Lucania, abbia riportato queste parole di von Balthasar, il noto teologo: “L’escatologia cattolica appare oggi come un affaccendato cantiere il cui ingresso è sbarrato da un cavalletto con la scritta: “Vietato l’ingresso, lavori in corso””.Ed è ancora significativo il fatto che tale battuta sia del medesimo attento pensatore, che ha detto “l’inferno c’è, ma deve essere vuoto”.
Una questione che, a suo tempo, mi colpì, fu la comparsa di un volume di veri e propri messaggi medianici, con tanto di “imprimatur”. Fra l’altro, visi legge della possibilità di riscatto di Satana. Non è tutto ciò indizio di quanto difficili siano i “lavori in corso”, dietro il cavalletto di von Balthasar? Infine, va osservato che lo spiritismo non è certo una nuova religione, in quanto la messaggistica più attendibile non induce all’apostolato fra chi non sarebbe in grado di recepire e potrebbe essere turbato, in un suo credo ingenuo, ma con riferimento alla sua evoluzione, sufficiente. E, sempre la messaggistica medianica, pone in guardia chi si mette in testa di fare proseliti ad ogni costo. La Chiesa, pertanto, non dovrebbe temere il vero spiritismo. Ma è giustificato che in tanta confusione, dovuta a quanti continuano a fare di tutte le erbe un fascio, operi con estrema cautela.
Una persona indubbiamente qualificata, per quanto concerne il riconoscimento della rilevanza del problema, è Mons, Giuseppe Casale, Arcivescovo di Foggia-Bovino: egli ha scritto, per il libro del CESNUR, una magistrale presentazione. Dalla stessa stralcio una frase che giudico sacrosanta: “La presentazione della verità – nei modi dovuti – non impedisce mai il dialogo con chi onestamente lo ricerca”. Personalmente ho cercato di mettermi a disposizione di ambienti cattolici, per esporre disinteressatamente le mie esperienze, però i miei tentativi non hanno avuto successo. In questa sede ripeto di essere sempre pronto a dare il mio contributo. Di sacerdoti illuminati ce ne sono, ma anch’essi devono contenere le loro certezze: potrebbero essere scambiati per altri che, per sprovvedutezza, avallando le ingenuità e, talvolta, persino la malafede di certi ambienti non proprio disinteressati. Recentemente, a una televisione privata, ho visto pubblicizzare talismani attraverso le parole di un sacerdote o, per lo meno, da una persona vestita da prete. E ridicolo che una certa accademia genovese ha propagandato un “corso di “padre esorcista”” al prezzo di un milione e mezzo. Però quella pubblicità non specificava se la prestazione fosse riservata a preti già ordinati, o implicasse anche l’ordinazione sacerdote!
Sicuramente i tempi non sono maturi ma, ne sono certo, prima o poi tutti dovremo essere illuminati. Ciascuno, tuttavia, seguendo cammini diversi, perché infinite sono le strade dl Signore. Non mi sono mai curato d’approfondire l’essenza ma, ne sono sicuro, se davvero esiste, fra noi dovrà esserci anche Satana. 

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Ultimo aggiornamento

12 novembre 2018