magia rossa legamenti d'amore
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Trattato di magia bianca

TRATTATO DI MAGIA BIANCA
O
LA VIA DEL DISCEPOLO
di Alice Bailey

LA GRANDE INVOCAZIONE

Dal punto di Luce entro la Mente di Dio

Affluisca luce nelle menti degli uomini,

Scenda Luce sulla Terra.

Dal punto di Amore entro il Cuore di Dio

Affluisca amore nei cuori degli uomini.

Possa Cristo tornare sulla Terra.

Dal centro ove il Volere di Dio è conosciuto

Il proposito guidi i piccoli voleri degli uomini;

Il proposito che i Maestri conoscono e servono.

Dal centro che vien detto il genere umano

Si svolga il Piano d’Amore e di Luce

E possa sbarrare la porta dietro cui il male risiede.

Che Luce, Amore e Potere ristabiliscano il Piano sulla Terra.

Questa Invocazione o Preghiera non appartiene ad alcuno, né ad alcun gruppo, ma a tutta

l’Umanità. La bellezza e la forza di essa stanno nella sua semplicità, e nel suo esprimere certe

verità centrali che tutti gli uomini accettano, in modo innato e normale — la verità che esiste

un’Intelligenza fondamentale cui, vagamente, diamo il nome di Dio; la verità che, dietro ogni

apparenza esterna, il potere motivante dell’Universo è Amore; la verità che una grande Individualità,

dai Cristiani chiamata il Cristo, venne sulla terra, e incorporò quell’amore perché potessimo

comprendere; la verità che sia amore che intelligenza sono effetti di quel che vien detto

il Volere di Dio; e infine l’evidente verità che solo per mezzo dell’umanità stessa il Piano

divino troverà attuazione.

Alice A. Bailey

5

ESTRATTO DA UNA DICHIARAZIONE DEL TIBETANO

(pubblicata nell’agosto del 1934)

… basti dire che sono un discepolo Tibetano di un certo grado, cosa questa che a voi dice

ben poco, poiché tutti siamo discepoli, dal più umile aspirante fino al Cristo medesimo e,oltre.

Io vivo in un corpo fisico come gli altri uomini, ai confini del Tibet, ed in certi periodi – dal

punto di vista exoterico, e quando altri miei doveri me lo consentono – presiedo un vasto gruppo

di Lama tibetani. Questo è il fatto in base al quale è stato detto che sono un Abate dì quella

particolare Lamaseria. Coloro che collaborano con me all’opera della Gerarchia (e tutti i veri

discepoli vi partecipano) mi conoscono anche sotto un altro nome e per un altro Officio. Alice

A. Bailey sa chi io sono, e mi riconosce sotto entrambi i nomi.

Sono un vostro fratello che ha viaggiato un poco più a lungo sul Sentiero e ha perciò contratto

maggiori responsabilità. Sono uno che ha lottato e si è aperta la via fino a trovare una luce

maggiore di quella che possono avere gli aspiranti che leggono queste pagine, e devo perciò

agire quale trasmettitore della Luce, a qualunque costo. Non sono vecchio, secondo il modo

consueto di considerare l’età dei maestri, pure non sono giovane, né privo di esperienza.

L’opera mia consiste nell’insegnare e nel diffondere, e sto facendolo da molti anni. Cerco anche

di aiutare il Maestro M. e il Maestro K. H. ogni volta che se ne offre l’opportunità, poiché

sono stato per lungo tempo in rapporto con Loro e con il Loro lavoro.

In tutto quanto precede, vi ho detto molto, ma nulla che possa indurvi a offrirmi quella cieca

obbedienza e quella vana devozione che gli aspiranti emotivi offrono al Guru, o al Maestro,

con il quale sono ancora incapaci di entrare in rapporto. Essi non potranno stabilire

quell’auspicato contatto fino a quando non abbiano tramutato la devozione emotiva in servizio

non egoistico all’Umanità, non al Maestro.

Le opere che ho scritto sono offerte al pubblico senza alcuna pretesa che vengano accettate.

Esse possono essere, o non essere, corrette, vere e utili. Sta a voi accertarne la verità con la retta

pratica e l’esercizio dell’intuizione. Né a me né ad Alice A. Bailey interessa minimamente

che vengano accolte come ispirate, né che tutti ne parlino concitatamente come di scritti di uno

dei Maestri. Se esse presentano la Verità in modo tale da costituire una continuazione degli insegnamenti

già dati al mondo; se le informazioni impartite elevano l’aspirazione e la volontà

di servire dal piano delle emozioni a quello della mente (il piano ove i Maestri possono essere

trovati), allora avranno servito al loro scopo.

Se un insegnamento suscita una risposta della mente illuminata e fa brillare un lampo

d’intuizione, può essere accettato, ma non altrimenti. Se quanto vi si afferma finirà per essere

corroborato, e apparire vero alla luce della Legge di Corrispondenza, sarà bene. Ma se ciò non

avverrà, lo studioso non accetti quanto vi si dice.

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INDICE

Introduzione ……………………………………….. . ………………………………….Pag. 3

I tre aspetti dell’uomo ……………………………. ………..……………………………“ 18

REGOLA NUMERO UNO

Alcuni presupposti fondamentali …………….. ………..……………………………“ 53

La via del discepolo ………………………………. ………..……………………………“ 60

REGOLA NUMERO DUE

Ostacoli agli studi occulti ………………………. ………..……………………………“ 73

Superamento degli ostacoli …………………….. ………..……………………………“ 84

REGOLA NUMERO TRE

Luce dell’anima e luce del corpo ……………. ………..……………………………“ 93

Principi e personalità …………………………….. ………..……………………………“ 109

REGOLA NUMERO QUATTRO

L’opera creativa del suono …………………….. ……….. ……………………………“ 125

La scienza del respiro ……………………………. ……….. ……………………………“ 149

REGOLA NUMERO CINQUE

L’anima e le sue forme pensiero …………….. ……….. ……………………………“ 157

Cuore, gola e occhio ……………………………… ……….. ……………………………“ 189

Il risveglio dei centri ……………………………… ……….. ……………………………“ 200

REGOLA NUMERO SEI

Il lavoro dell’occhio…………………………………………..……………………………“ 211

REGOLA NUMERO SETTE

Il campo di battaglia del piano astrale ………………………………………………“ 219

I due sentieri …………………………………………………………………………………“ 226

REGOLA NUMERO OTTO

Tipi di forza astrale …………………………………………..……………………………“ 235

Flusso e riflusso ciclico ……………………………………………………………………“ 242

REGOLA NUMERO NOVE

Necessità di purezza ………………………………………………………………………“ 257

Forme fondamentali …………………………………………..……………………………“ 261

REGOLA NUMERO DIECI

Costruzione della forma pensiero ………………………..……………………………“ 273

Centri, energie e raggi ………………………………………..……………………………“ 281

Energia astrale e paura ……………………………………….……………………………“ 293

Uso corretto dell’energia …………………………………….……………………………“ 311

L’era presente e il futuro …………………………………….……………………………“ 321

La Fondazione della Gerarchia …………………………………………………………“ 374

Il nuovo gruppo di servitori del mondo ………………………………………………“ 398

L’Astrologia e le energie …………………………………………………………………“ 434

REGOLA NUMERO UNDICI

Analisi delle tre frasi ………………………………………………………………………“ 447

Salvarsi dalle proprie forme pensiero …………………………………………………“ 481

7

Salvarsi dalla morte …………………………………………..……………………………“ 492

REGOLA NUMERO DODICI

Interludi e cicli ………………………………………………………………………………“ 511

I prigionieri del pianeta ……………………………………………………………………“ 521

REGOLA NUMERO TREDICI

Quaternari che devono essere riconosciuti …………………………………………“ 541

Precipitazione di forme pensiero ………………………….……………………………“ 552

REGOLA NUMERO QUATTORDICI

I centri e il prana ……………………………………………………………………………“ 565

L’uso delle mani ……………………………………………….……………………………“ 575

Calcare il sentiero ……………………………………………..……………………………“ 581

Il risveglio dei centri ………………………………………….……………………………“ 587

REGOLA NUMERO QUINDICI

Il senso esoterico ……………………………………………………………………………“ 601

La negazione della grande illusione ……………………..……………………………“ 611

Un appello al servizio ………………………………………..……………………………“ 618

Nuovi gruppi e formazione della nuova era …………………………………………“ 632

Indice analitico ………………………………………………………………………………“ 643

I numeri di pagina del testo inglese sono riportati al margine sinistro del testo italiano.

8

REGOLE DI MAGIA

REGOLA NUMERO UNO

L’Angelo Solare si raccoglie, non disperde la sua forza, ma in profonda meditazione comunica

con il suo riflesso.

REGOLA NUMERO DUE

Quando l’ombra ha risposto, nella meditazione profonda il lavoro prosegue. La luce inferiore

è proiettata verso l’alto; la luce maggiore illumina i tre, e il lavoro prosegue.

REGOLA NUMERO TRE

L’energia circola, il punto di luce, prodotto dal lavoro dei quattro, aumenta e cresce. Le

miriadi si raccolgono attorno al suo ardente calore fintanto che la luce non recede. Il suo

fuoco impallidisce. Viene allora emesso il secondo suono.

REGOLA NUMERO QUATTRO

Suono, luce, vibrazione e forma si uniscono e fondono, e uno è il lavoro. Esso procede secondo

la legge e nulla può impedirne il progresso. L’uomo respira profondamente. Concentra

le sue forze ed emana, dirigendola, la forma pensiero.

REGOLA NUMERO CINQUE

Tre cose impegnano l’Angelo Solare prima che l’involucro creato discenda: la condizione

delle acque, l’immunità di colui che così crea, la contemplazione stabile. Così cuore, gola,

occhio sono uniti nel triplice servizio.

REGOLA NUMERO SEI

I deva dei quattro inferiori sentono la forza quando l’occhio si apre; essi sono espulsi e

perdono il loro maestro.

REGOLA NUMERO SETTE

Sul piano dove il potere vitale deve essere cercato, la dualità delle forze appare; i due sentieri

si aprono di fronte all’Angelo Solare; i poli vibrano. Colui che medita deve fare la sua

scelta.

REGOLA NUMERO OTTO

Gli Agnisurya rispondono al suono. Le acque si alzano ed abbassano. Si guardi il mago

dall’annegare nel punto in cui terra e acqua si uniscono. Quel punto intermedio, né secco né

umido, deve provvedere il posto dove poggiare i suoi piedi. Quando acqua, terra e aria si uniscono,

c’è la condizione perché l’opera magica possa compiersi.

REGOLA NUMERO NOVE

Segue la condensazione. Fuoco e acqua s’incontrano. La forma si gonfia e cresce. Che il

9

mago ponga la forma sul giusto sentiero.

REGOLA NUMERO DIECI

Via via che le acque bagnano la forma creata, esse vengono assorbite e usate. La forma

cresce in forza; continui il mago così finché il lavoro sia sufficiente. Cessi allora l’opera dei

costruttori esterni e subentri il ciclo dei lavoratori interiori.

REGOLA NUMERO UNDICI

Tre cose deve compiere ora colui che applica la legge. Primo, trovare la formula che mantenga

le vite entro la sfera delimitata. Secondo, pronunciare le parole che indicheranno loro

il da farsi e il luogo dove deve essere diretto quanto è stato fatto. Terzo, pronunciare la frase

mistica che lo salvaguarderà dal loro operare.

REGOLA NUMERO DODICI

La rete pulsa. Si contrae e si espande. Che il mago si ponga nel punto di mezzo e liberi così

i “prigionieri del pianeta” la cui nota corrisponde ed è correttamente intonata a ciò che deve

essere compiuto.

REGOLA NUMERO TREDICI

Il mago deve riconoscere i quattro, notare nel suo lavoro la sfumatura color viola che essi

mostrano e così costruire l’ombra. Fatto questo, l’ombra si riveste e i quattro divengono i sette.

REGOLA NUMERO QUATTORDICI

Il suono cresce. L’ora del pericolo per l’anima coraggiosa si avvicina. Le acque non hanno

nuociuto al creatore bianco e nulla potrebbe annegarlo e nemmeno bagnarlo. Ora il pericolo

del fuoco e della fiamma minaccia e, vagamente, si scorge il fumo che si leva. Dopo il ciclo

di pace faccia egli di nuovo appello all’Angelo Solare.

REGOLA NUMERO QUINDICI

1 fuochi si avvicinano all’ombra, ma non la bruciano. L’involucro di fuoco è completato.

Che il mago intoni le parole che fondono fuoco e acqua.

Dal “Trattato del Fuoco Cosmico” pag. 915-940;

10

INTRODUZIONE

I TRE ASPETTI DELL’UOMO

3 Nello studio e nell’attento esame delle idee esposte in questo libro, occorre tener presente

alcuni concetti fondamentali.

In primo luogo, quello che più deve importare allo studente, non è tanto la personalità

dell’Istruttore, quanto la misura di verità di cui egli è l’esponente; deve inoltre saper discriminare

tra verità, verità parziale o relativa ed errore.

In secondo luogo, avanzando nell’insegnamento esoterico, aumenta la responsabilità exoterica.

Faccia quindi ognuno un attento esame di se stesso e ricordi che la comprensione si acquista

applicando quel tanto di verità percepita ai problemi e alle circostanze immediati, e che

la coscienza si espande con l’uso della Verità appresa.

In terzo luogo, l’adesione dinamica al sentiero scelto, con quella ferma perseveranza che

vince ogni ostacolo e non vacilla, qualunque cosa avvenga, è uno dei primi requisiti necessari

per condurre alla porta di un regno, di una dimensione e di uno stato d’essere interiormente e

soggettivamente conosciuto. È questo stato di realizzazione che produce cambiamenti nella

forma e nell’ambiente, commisurati al suo potere.

Questi tre suggerimenti meritano attenta considerazione e il loro significato deve essere almeno

parzialmente compreso prima che sia possibile un ulteriore progresso reale. Non è compito

mio indicare applicazioni individuali e personali degli insegnamenti dati. Ogni studente

deve far questo da sé.

Il nostro insegnamento non ha la pretesa di imporsi per autorità, né i nostri libri si appoggiano

su alcun principio d’autorità gerarchica, come fanno la Chiesa Cattolica, la Scienza Cristiana,

quelli che credono nell’ispirazione verbale delle scritture, e altre sette, organizzazioni

cosiddette esoteriche hanno fatto e fanno, creando in tal modo limitazioni e barriere. Frasi bisbigliate

come: “Coloro che sanno desiderano …”, “II Maestro dice …”, “I Grandi Esseri ordinano

…” sono state la sventura di molti gruppi, e i deboli e gli stolti ciecamente si prostrano

all’obbedienza. Con la loro devozione mal riposta credono di mettersi in contatto con personaggi

autorevoli e accedere al regno dei cieli per qualche scorciatoia.

4 Saggiamente questi libri sono stati salvaguardati dalla reazione suscitata da coloro che si

professano maestri, adepti e iniziati. Il mio anonimato e il mio stato devono essere preservati,

quanto al mio rango, deve essere considerato unicamente quello di uno studente più anziano e

di un aspirante all’espansione di coscienza che per me rappresenta il prossimo passo. Solo la

parte di verità che esprimo è importante; solo l’ispirazione e l’aiuto che posso concedere a ogni

pellegrino sul sentiero sono vitali; ciò che ho appreso tramite l’esperienza è a disposizione

d’ogni studente serio; l’ampiezza di visione che posso trasmettere (dovuta all’altezza raggiunta

sulla montagna) è il mio principale contributo. Gli studenti riflettano liberamente su questi

fatti, ma si astengano da vane speculazioni su dettagli più precisi in merito alle personalità e

alle circostanze.

Il tema che vogliamo trattare è la Magia dell’Anima. Il pensiero dominante in tutto ciò che,

sarà detto in questo libro si trova nelle seguenti parole della Bhagavad Gita:

Benché io sia Non-nato – l’Anima che non passa – benché io sia il Signore degli Esseri, eppure

quale Signore della mia Natura, Io mi manifesto mediante il magico potere dell’Anima.” (Gita IV, 6).

5 Dati statistici e accademici sono la base necessaria e l’introduzione di molti studi scientifici,

ma in questo libro la nostra attenzione sarà rivolta all’aspetto vita e all’applicazione pratica

della verità alla vita quotidiana dell’aspirante. Studieremo il modo di divenire maghi nella pratica

e di vivere nella migliore maniera possibile la vita d’uomo spirituale e di aspirante al discepolato

accettato, nella nostra epoca, nella nostra condizione, nel nostro ambiente.

11

Per fare questo prenderemo le Quindici Regole di Magia già esposte nel mio libro precedente,

intitolato Trattato del Fuoco Cosmico. Le commenterò, senza soffermarmi sul loro significato

cosmico o sulle loro corrispondenze e analogie solari, bensì applicandole al lavoro

dell’aspirante, dando suggerimenti pratici per un miglior sviluppo del contatto con l’anima e

della manifestazione dell’anima.

Suppongo, a priori, che lo studente possegga certe cognizioni e comprenda i termini tecnici

che dovrò usare. Non mi rivolgo a bambini, ma a donne e uomini maturi che hanno scelto una

determinata via e si sono impegnati a “penetrare nella luce”.

Gli scopi che mi propongo in questo libro sono quattro e mi rivolgo a tre tipi di persone.

L’insegnamento è basato su quattro postulati, intesi a:

1. Insegnare le leggi della psicologia spirituale come cosa distinta dalla psicologia mentale

ed emotiva.

2. Chiarire la natura dell’anima umana e delle sue relazioni sistemiche e cosmiche. Ciò

includerà, come passo preliminare, la sua relazione di gruppo.

3. Dimostrare la relazione fra il Sé e gli involucri che esso può usare, chiarendo in tal

modo quanto riguarda la costituzione dell’uomo.

4. Spiegare il problema dei poteri supernormali e dare le regole per il loro sicuro e utile

sviluppo.

6 Ci avviamo verso la fine di un grande periodo di transizione e i regni sottili della vita sono

più vicini che mai; fenomeni insoliti e avvenimenti inesplicabili sono più comuni ora che in

qualsiasi altra epoca, mentre telepatia, psichismo e fatti singolari sono argomenti che occupano

l’attenzione anche degli scettici, degli scienziati e dei religiosi. Ovunque si ricercano le ragioni

dell’apparire di tali fenomeni e sorgono società allo scopo di studiarli e dimostrarli. Molti

subiscono gravi conseguenze nello sforzo di suscitare in se stessi gli stati psichici e il risveglio

d’energie atti a sviluppare poteri peculiari. Questo libro cercherà di far rientrare le informazioni

nel quadro della vita, quale oggi la riconosciamo, dimostrando come sia fondamentalmente

naturale e vero tutto ciò che viene chiamato misterioso. Tutto è soggetto alla legge e

le leggi devono essere spiegate, ora che l’uomo ha raggiunto uno stadio di sviluppo tale da poter

dare una più giusta valutazione alla loro bellezza e realtà.

Questo libro susciterà l’interesse di tre tipi di persone:

I. Ricercatori dalla mente aperta che ne accetteranno le idee fondamentali come ipotesi,

fintanto che non siano dimostrate erronee. Essi saranno francamente agnostici, ma

temporaneamente disposti, nella loro ricerca della verità, a sperimentare i metodi e

seguire i suggerimenti dati.

7 II. Aspiranti e discepoli che studieranno questo trattato allo scopo di comprendere

meglio se stessi, mossi dal desiderio di aiutare i loro fratelli. Non accetteranno ciecamente

gli insegnamenti, ma ne sperimenteranno, collauderanno e avvaloreranno con

cura gli stadi e i passi tracciati per loro in questa sezione degli insegnamenti della

Saggezza Eterna.

III. Iniziati. Essi coglieranno dei significati non evidenti agli appartenenti al primo gruppo

e solo vagamente intuiti dai membri più avanzati del secondo gruppo. Interiormente

essi conoscono la verità di molte di queste asserzioni e realizzeranno l’effetto interiore

di molte leggi enunciate. Queste leggi esercitano un influsso in tre sfere distinte.

a. Nel fisico, con effetti sulla forma densa;

b. Nell’eterico, manifestandosi come l’energia sottostante ai suddetti effetti;

c. Nel mentale, dove riguardano gli impulsi che producono gli altri due.

Il Trattato del Fuoco Cosmico tratta principalmente del sistema solare, accennando alle

corrispondenze e agli aspetti umani soltanto nella misura in cui essi dimostrano il rapporto della

parte col tutto, dell’unità con la totalità.

8 Il presente libro si occuperà invece più specificamente dello sviluppo e dell’evoluzione

umani, chiarendo le cause che hanno prodotto gli effetti presenti, indicando le possibilità future

e la natura delle potenzialità in via di sviluppo.

12

Questo libro si fonda su quattro postulati basilari, che debbono essere accettati dallo studente

come ipotesi degne di essere prese in considerazione e sperimentate. A nessun serio studioso

della Saggezza Eterna si domanda una cieca adesione alle verità che presentiamo, gli si

chiede piuttosto di accoglierle con mente aperta, di ponderare sulle teorie e gli ideali, le leggi e

le verità che hanno guidato tanti esseri dalle tenebre alla luce dell’esperienza e della conoscenza.

Ecco i quattro postulati per ordine d’importanza:

I. Nel nostro universo manifestato esiste l’espressione di un’Energia o Vita, causa responsabile

delle diverse forme e della vasta gerarchia di esseri senzienti che compongono la totalità

di tutto ciò che esiste. È la cosiddetta teoria ilozoistica, sebbene il termine non serva che a

confondere. Questa grande Vita è la base del Monismo e tutti gli uomini illuminati sono Monisti.

Dio è uno”, questa è una verità. Una sola vita pervade tutte le forme, che nel tempo e nello

spazio sono espressione dell’energia centrale universale. La vita in manifestazione produce

esistenza ed essere, quindi è la causa originale della dualità, la quale è evidente quando

l’oggettività è presente e scompare con lo svanire dell’aspetto forma. Molti sono i termini per

indicare tale dualità, e per amor di chiarezza ne indichiamo i più usati:

Spirito Materia

Vita Forma

Padre Madre

Positivo Negativo

Tenebra Luce

Il concetto di unità essenziale deve costantemente rimanere presente nella mente degli studenti

anche quando, come è necessario, parlano in termini finiti della dualità che è ciclicamente

apparente ovunque.

II. Il secondo postulato scaturisce dal primo e afferma che la Vita Unica, manifestandosi

tramite la materia, produce un terzo fattore che è la coscienza. Questa coscienza, risultato

dell’unione dei due poli, spirito e materia, è l’anima di tutte le cose; essa permea tutta la sostanza

o energia oggettiva, sottostà a tutte le forme, atomo, uomo, pianeta, sistema solare.

9 È la teoria dell’auto-determinazione, la quale insegna che tutte le vite di cui è formata la

vita unica, nella propria sfera e nel proprio stato d’essere, si rivestono di materia e assumono

forme per mezzo delle quali realizzano il loro specifico stato di coscienza e rendono stabile la

propria vibrazione, in tal modo riconoscendosi quali esistenze. Nello stesso modo la Vita Unica

diviene così un’entità determinata e cosciente per mezzo del sistema solare ed è quindi

essenzialmente la totalità delle energie, di tutti gli stati di coscienza e di tutte le forme esistenti.

L’omogeneo diviene l’eterogeneo rimanendo tuttavia un’unità; l’uno si manifesta nella molteplicità,

rimanendo immutato; l’unità centrale viene conosciuta nel tempo e nello spazio come

composta e differenziata e tuttavia, quando il tempo e lo spazio più non saranno (non essendo

che stati di coscienza) non rimarrà che l’unità. Solo lo spirito persisterà, con un’accresciuta azione

vibratoria e la capacità d’intensificare la luce in ulteriori cicli di manifestazione.

Nel pulsare vibratorio della Vita Unica in manifestazione, il processo dell’essere si ripete in

tutte le vite minori: esseri divini, angeli, uomini e le miriadi di vite che si esprimono mediante

le forme dei vari regni della natura e nelle attività dei processi evolutivi. Tutte divengono autocentrate

ed auto-determinate.

III. Il terzo postulato fondamentale è che lo scopo per cui la Vita prende forma e il proposito

dell’essere manifestato è lo sviluppo della coscienza o rivelazione dell’anima. Questo postulato

potrebbe anche chiamarsi Teoria dell’Evoluzione della Luce. Se si pensa che anche la

scienza moderna riconosce che luce e materia sono termini sinonimi, trovandosi così

d’accordo con gli insegnamenti orientali, apparirà evidente che dalla reciproca azione dei poli

e dalla frizione delle paia di opposti scaturisce la luce. Si comprenderà che lo scopo

dell’evoluzione è una serie graduale di manifestazioni di luce.

10 Velata e nascosta in ogni forma vi è la luce, e col progredire dell’evoluzione, la materia

diviene un conduttore di luce sempre migliore, dimostrando così l’esattezza delle parole del

Cristo: “Io sono la Luce del Mondo”.

13

IV. Il quarto postulato è che tutte le vite si manifestano ciclicamente. È la Teoria della Rinascita

o reincarnazione, dimostrazione della legge di periodicità.

Le grandi verità fondamentali della Saggezza Eterna sono dunque l’esistenza della vita e lo

sviluppo della coscienza, tramite l’assunzione ciclica di nuove forme.

In questo libro ci occuperemo in particolare della piccola vita, cioè dell’uomo “fatto ad

immagine e somiglianza di Dio” il quale, attraverso le incarnazioni, evolve la sua coscienza

fino a divenire anima perfetta, la cui natura è luce e che si realizza in entità auto-cosciente.

Questa unità evoluta, col tempo è destinata a fondersi, in piena e intelligente partecipazione

con la più grande coscienza di cui è parte.

Prima di cominciare a svolgere il nostro soggetto sarà utile dare la definizione di alcuni

termini che ricorreranno spesso, allo scopo di rendere più chiara la comprensione di quanto

verrà esposto.

1. Occulto. Questo termine si riferisce alle forze nascoste dell’essere e alle cause di condotta

che determinano la manifestazione oggettiva. La parola “condotta” è usata deliberatamente,

poiché ogni manifestazione, in tutti i regni della natura, è l’espressione della vita, del proposito

e del tipo d’attività di qualche essere o esistenza, e in tal modo è letteralmente la condotta (o

natura esteriore o qualità) di una vita. Tali cause dell’azione sono celate in ogni vita, sia che si

tratti di un sistema solare, d’una entità planetaria, di un uomo o dell’Essere che rappresenta la

totalità degli stati di coscienza e delle forme d’ogni regno della natura.

11 2. Legge. Una legge presuppone un essere superiore che, dotato di un proposito e coadiuvato

dall’intelligenza, coordina le proprie forze in modo da portare un piano predisposto a totale

compimento. Con chiara conoscenza della meta da raggiungere, tale entità mette gradualmente

in attività gli stadi che, se attuati in successione ordinata, condurranno alla attuazione perfetta

del Piano. La parola “legge” si associa generalmente all’idea di assoggettamento ad un’attività

riconosciuta come inesorabile e inflessibile, ma di solito non compresa da colui che vi è assoggettato;

da un certo punto di vista, l’unità si sente immersa nell’impulso di gruppo, incapace

di mutarlo o di sottrarsi al suo esito. Come inevitabile conseguenza, il concetto di legge suscita,

nella coscienza dell’uomo, la sensazione di sentirsi una vittima – come foglia in balia del

vento, trasportata verso una meta ignota, sulla natura della quale non si possono fare che congetture

e ipotesi. L’uomo si sente governato da una forza, apparentemente ineluttabile, che

produce risultati di gruppo a spese delle singole unità.

Quest’atteggiamento della mente dell’uomo è inevitabile, fintanto che la sua coscienza non

abbia raggiunto un’espansione tale da percepire e comprendere i fini più vasti. Quando, giunto

al contatto con il sé superiore, l’uomo partecipa alla conoscenza dell’obiettivo reale e, salendo

sulla montagna della visione la sua prospettiva cambia abbracciando un più vasto orizzonte,

egli si rende conto che la legge altro non è che impulso spirituale e manifestazione di vita

dell’Essere in cui egli vive e si muove. Egli apprende che quell’impulso esprime un proposito

intelligente, saggiamente diretto e basato sull’amore. Comincia allora ad applicare la legge,

ossia a far passare attraverso se stesso con saggezza, amore e intelligenza, quel tanto

d’impulso spirituale al quale il suo organismo è in grado di rispondere, per trasmetterlo e utilizzarlo.

Cessa di fare ostruzionismo e comincia a trasferire. Pone termine al ciclo della sua vita

chiusa ed egocentrica e spalanca le porte all’energia spirituale.

12 Riconosce in tal modo che la legge che prima odiava e di cui diffidava è il mezzo vivificatore

e purificatore che lo spinge, insieme a tutte le creature di Dio, verso una meta gloriosa.

3. Psichico. Nel regno umano sono in manifestazione due tipi della forza suddetta, e devono

essere chiaramente compresi. La prima è la forza che anima i regni subumani della natura,

l’energia animante che, congiunta all’energia della materia, produce tutte le forme. Effetto di

questa congiunzione è di conferire all’intelligenza embrionale della sostanza stessa una sensibilità

e rispondenza latente, che produce quel fattore, soggettivo che chiamiamo anima animale,

esistente in quattro gradi o stati di consapevolezza senziente:

a. Coscienza del regno minerale.

b. Coscienza del regno vegetale.

c. Coscienza del regno animale.

14

d. Coscienza della forma animale, attraverso la quale agisce l’uomo spirituale e che, dopo

tutto, non è che lo stadio superiore del gruppo precedente.

La seconda è la forza psichica risultante dall’unione dello spirito con la materia senziente

nel regno umano, che produce un centro psichico chiamato anima umana. La forza di cui è custode

o che esprime questo centro, porta in manifestazione una rispondenza e una consapevolezza

che sono quelle dell’anima della vita planetaria, una coscienza di gruppo che arreca facoltà

e conoscenza d’ordine differente da quello dell’anima animale.

13 Esse sostituiscono infine i poteri dell’anima animale che limitano, deformano e imprigionano,

conferendo all’uomo una sfera di contatti e una conoscenza infallibile, libera da errori e

tale da ammetterlo alla “libertà dei cieli”. L’effetto dell’azione liberatrice dell’anima umana

serve a dimostrare la fallacia e la relativa inutilità dei poteri dell’anima. Ciò che desidero far

comprendere ora è soltanto il duplice significato della parola “psichico”. Ci occuperemo in seguito

dello sviluppo della natura psichica inferiore o anima dei veicoli in cui l’uomo opera nei

tre mondi, cercando inoltre di chiarire la vera natura dell’anima umana e dei poteri che possono

essere sviluppati e usati dall’uomo che è pervenuto al contatto con il suo centro spirituale,

l’anima, e vive nella coscienza dell’anima.

4. Sviluppo. La vita che pulsa nel cuore del sistema solare produce uno sviluppo evolutivo

delle energie dell’universo, di cui l’uomo finito non può ancora avere la visione completa. In

pari modo, il centro d’energia che chiamiamo l’aspetto spirituale nell’uomo, produce (utilizzando

la materia o sostanza) lo sviluppo evolutivo di ciò che chiamiamo anima, la più alta

manifestazione della forma, il regno umano. L’uomo è il prodotto più alto dell’esistenza nei

tre mondi. Per uomo intendo l’uomo spirituale, figlio di Dio incarnato. Le forme di tutti i regni

della natura – umano, animale, vegetale e minerale – contribuiscono a questa manifestazione.

L’energia del terzo aspetto della Divinità tende alla rivelazione dell’anima o secondo aspetto,

che a sua volta rivela l’aspetto superiore. Si ricordi sempre come questo stesso pensiero è espresso,

con molta accuratezza, nella Dottrina Segreta di H. P. Blavatsky: “Noi consideriamo

la vita come l’unica forma d’esistenza, manifestantesi in ciò che chiamiamo materia; o ciò che,

erratamente separandoli, chiamiamo spirito, anima e materia nell’uomo.

14 La materia è il veicolo per la manifestazione dell’anima su questo piano di esistenza e

l’anima è il veicolo, su un piano più elevato, per la manifestazione dello spirito e questi tre sono

una trinità sintetizzata dalla vita che li pervade tutti.”(Dottrina Segreta), vol. I°., pp.79)

Attraverso la materia, l’anima si sviluppa e trova la sua massima espressione nell’anima

dell’uomo; questo libro tratterà dello sviluppo di quell’anima e della sua scoperta da parte

dell’uomo.

5. Conoscenza. Può essere divisa in tre categorie.

La prima è la conoscenza teorica. Essa include ogni conoscenza di cui l’uomo sia

consapevole, ma che è da lui accettata su informazioni d’altri uomini o di specialisti dei vari

rami della conoscenza. È quindi fondata sull’autorità e ha in sé l’elemento della fiducia verso

lo scrittore o l’oratore e nell’intelligenza dei ricercatori nei vari campi del pensiero. Le verità

così accettate non sono state formulate o verificate da colui che le accetta, mancandogli la

necessaria preparazione e capacità per farlo. I dettami della scienza, della teologia, delle

religioni, le conclusioni dei filosofi e dei pensatori mostrano i più svariati punti di vista e

incontrano l’adesione delle menti non addestrate, ossia la mente d’evoluzione media.

15 La seconda è la conoscenza discriminante, che ha in sé una qualità selettiva e presuppone la

valutazione intelligente e l’applicazione pratica del metodo più specificamente scientifico,

l’uso dell’esperimento, l’eliminazione di ciò che non può essere provato, la selezione dei fattori

suscettibili di essere sottoposti all’investigazione e conformi a leggi riconosciute. La mente

razionale, dialettica, scolastica e concretante è messa in azione con il risultato che molte cose

che appaiono puerili, impossibili e non verificabili vengono scartate e ne consegue una chiarificazione

dei campi del pensiero. Questo processo scientifico discriminante ha permesso

all’uomo di pervenire a molte verità in rapporto ai tre mondi inferiori. Il metodo scientifico

compie, in rapporto alla mente umana, le stesse funzioni che il metodo della meditazione occulta

(nei suoi due primi stadi di concentrazione e di meditazione) compie in rapporto

15

all’individuo. Per mezzo di esso si generano giusti processi del pensiero, mentre gli elementi

non essenziali e le formulazioni incorrette della verità sono, in ultima analisi, eliminati o corretti,

e la costante concentrazione dell’attenzione su un pensiero seme, un problema scientifico,

una filosofia o una situazione mondiale, per finire sfocia in una chiarificazione e nel costante

affiorare di idee giuste e di sane conclusioni. I pensatori più eminenti d’ogni grande

scuola di pensiero non sono che esponenti della meditazione occulta e le brillanti scoperte della

scienza, l’esatta interpretazione delle leggi di natura, la formulazione di conclusioni giuste

nel campo della scienza, dell’economia, della filosofia, della psicologia o in qualsiasi altro

campo non sono che le registrazioni, prima della mente e poi del cervello, di verità eterne, e

sono l’indizio che l’umanità comincia a costruire il ponte fra il mondo oggettivo e quello soggettivo,

fra il mondo della forma e il mondo delle idee.

16 Ciò conduce inevitabilmente all’emergere del terzo grado della conoscenza, cioè la

conoscenza intuitiva. L’intuizione non è in realtà che la percezione, della mente, di fattori in

creazione, dì qualche legge e qualche aspetto della verità, noti all’anima, emananti dal mondo

delle idee e partecipi della natura di quelle energie che producono tutto ciò che è manifesto.

Tali verità sono sempre presenti, queste leggi sono sempre attive, ma solo la mente addestrata,

sviluppata, focalizzata e aperta può riconoscerle, più tardi comprenderle e finalmente adattarle

ai bisogni e alle esigenze del proprio ciclo e del proprio tempo. Uomini che hanno esercitata la

mente nell’arte del pensare chiaramente, del concentrare l’attenzione e del rendersi ricettivi alla

verità, ce ne sono sempre stati, ma sinora in scarso numero e distanti l’uno dall’altro nel

tempo; sono le menti che si elevano al di sopra delle altre in tutte le epoche e che ora sono

sempre più numerose. La mente umana è sulla via del progresso e molti uomini si librano ai

margini di una nuova conoscenza. L’intuizione che guida i pensatori più avanzati verso nuovi

campi del sapere non è che la precorritrice dell’onniscienza, caratteristica dell’anima. La conoscenza

della verità su tutte le cose esiste ed è chiamata onniscienza ed infallibilità; nel linguaggio

della filosofia indù è detta “corretta conoscenza”. Quando l’uomo ne coglie un frammento

e l’assorbe nella coscienza umana, si giunge alla formulazione di una legge, alla scoperta

di un processo della natura. Lavoro che è stato fin qui lento e frammentario; fra non molto

però, la luce affluirà, la verità sarà rivelata e gli uomini verranno in possesso della loro eredità:

l’eredità dell’anima.

In alcune delle nostre considerazioni ci troviamo inevitabilmente nel campo speculativo.

Chi ha una visione che altri, sprovvisti dei necessari requisiti, non possono percepire, è spesso

tacciato di visionario e mistificatore. Tuttavia, quando tale visione è percepita da molti, ne

viene ammessa la probabilità; quando poi l’occhio dell’umanità stessa è risvegliato e aperto,

non si parla più di visione, ma si afferma un fatto e si enuncia una legge. Tale è stata la storia

della conquista della conoscenza nel passato e tale sarà nel futuro.

Per l’uomo di media evoluzione, tanto il passato quanto il futuro appartengono al campo

puramente speculativo, ma egli stesso è il risultato di quel passato e il futuro scaturirà dalla

somma totale delle sue caratteristiche e delle sue qualità presenti. Ciò è vero tanto per il singolo

individuo, quanto per l’umanità nel suo insieme.

17 Quell’unità della natura che chiamiamo quarto regno o regno umano, rappresenta il

prodotto della sua eredità fisica; le sue caratteristiche sono la somma del suo sviluppo emotivo

e mentale e il suo patrimonio è costituito da ciò che è riuscito ad accumulare durante i cicli di

lotta col suo ambiente, cioè l’insieme degli altri regni della natura. Nel regno umano sono latenti

poteri, caratteristiche e doti che il futuro rivelerà e che a loro volta determinano quel futuro.

Ho espressamente cominciato con l’indefinibile e il non riconosciuto. L’anima è una quantità

ancora ignota e non ha un suo vero posto nelle teorie accademiche e nella ricerca scientifica.

La sua esistenza non è dimostrata e, anche dagli accademici di mente più aperta, non è

considerata che una possibile ipotesi, non provata. Nella coscienza dell’umanità non è accettata

come una realtà. Due gruppi di persone soltanto ne accettano l’esistenza come fatto: l’uno

formato dai semplici, gli ingenui, i poco evoluti, di tendenza religiosa i quali, allevati sin da

bambini in una delle religioni del mondo, ne accettano i postulati – come l’esistenza di Dio,

16

dell’anima e la sua immortalità. L’altro gruppo è quell’esiguo nucleo, in costante aumento, di

Conoscitori di Dio e della realtà, che conoscono l’esistenza dell’anima, come fatto risultante

dalla propria esperienza, ma non sono in grado di dimostrare tale esistenza in modo soddisfacente

agli uomini che ammettono solo ciò che la loro mente concreta può afferrare, analizzare,

criticare e sperimentare.

18 L’ignorante e il saggio s’incontrano su un terreno comune, come sempre avviene, dei due

estremi. Fra i due troviamo coloro che non sono né totalmente ignoranti, né intuitivamente

saggi. Essi costituiscono la massa di uomini dotati di un certo grado di cultura, che sanno ma

non comprendono e che devono ancora apprendere a distinguere fra ciò che può essere afferrato

dalla mente razionale, ciò che può essere percepito dall’occhio della mente e ciò che soltanto

la mente astratta o superiore può formulare e conoscere. Infine tutto ciò si fonde

nell’intuizione, che è la “facoltà conoscitiva” del mistico pratico e intelligente, che avendo relegata

la natura emotiva e senziente al suo giusto posto, usa la mente come lente di focalizzazione,

attraverso la quale guarda il mondo dell’anima.

I TRE ASPETTI DELL’UOMO

Uno dei mezzi più comuni con cui l’uomo arriva alla comprensione della vasta totalità che

chiamiamo Macrocosmo – Dio, operante attraverso un sistema solare, è la comprensione di se

stesso. Il monito delfico “Uomo, conosci te stesso” fu veramente ispirato, inteso a dare

all’uomo la chiave per giungere a penetrare il mistero della divinità. Applicando la legge di

analogia o corrispondenza, possiamo giungere ad avere un’idea dei processi cosmici e della

natura dei principi cosmici, indicati nelle funzioni, nella struttura e nelle caratteristiche

dell’essere umano. Essi sono indicati, ma non spiegati o elaborati. Sono semplici segnalazioni

che indirizzano l’uomo sul sentiero che lo condurrà ad ulteriori segnalazioni e a più definite

indicazioni.

La comprensione della triplicità formata da spirito, anima e corpo supera per ora

l’intendimento umano, ma un’idea del loro rapporto e della loro funzione generale e coordinata

può essere tratta dallo studio dell’uomo nel suo funzionamento fisico e oggettivo.

Tre aspetti dell’organismo umano sono i simboli, soltanto simboli, dei tre aspetti

dell’essere.

l. L’energia, o principio attivante, che misteriosamente si ritrae al momento della morte, si

ritrae parzialmente durante il sonno o l’incoscienza e che sembra usare il cervello come sede

principale della sua attività e da lì dirigere il funzionamento dell’organismo.

Quest’energia ha una relazione diretta con le tre parti dell’organismo chiamate cervello,

cuore e apparato respiratorio. Questo è il simbolo microcosmico dello Spirito.

19 2. Il sistema nervoso che, con la sua rete complessa di nervi, di centri nervosi e con la

molteplicità di parti sensibili e interconnesse, coordina l’organismo e produce la reazione sensibile

esistente fra i singoli organi e le parti che costituiscono l’intero organismo; inoltre esso

rende l’uomo consapevole del suo ambiente e sensibile ad esso.

Tutto quest’apparato sensorio produce la consapevolezza organizzata e la sensibilità coordinata

dell’intero essere umano, prima di tutto in se stesso, come unità singola, poi come parte

di un mondo al quale risponde e reagisce. L’intera struttura nervosa, che coordina, connette e

produce un’attività di gruppo esteriore e interiore, si esprime principalmente attraverso tre parti

del sistema nervoso.

a. Sistema cerebro spinale.

b. Sistema nervoso sensorio.

c. Sistema nervoso periferico.

L’aspetto energia al quale il sistema nervoso è associato, lo utilizza per dare vita al corpo,

per produrne l’attività e il funzionamento coordinati e per stabilire un rapporto intelligente col

mondo nel quale deve compiere la sua parte. Si può dire che il sistema nervoso sottostà alla

natura propria del corpo, il complesso di carne, ossa e muscoli. A sua volta è mosso e governato

da due fattori:

17

a. Quel tanto d’energia che rappresenta la quota vitale individuale.

b. L’energia dell’ambiente in cui l’individuo si trova e nel quale deve agire e fare la sua

parte.

Il sistema nervoso coordinante, la rete di nervi sensibili e correlati, nell’uomo è il simbolo

dell’anima e una forma esteriore, visibile, di una realtà spirituale interiore.

20 3. Vi è infine il corpo propriamente detto, l’insieme di carne, muscoli e ossa, che forma

l’uomo esteriore visibile, le cui parti sono messe in correlazione dal sistema nervoso e che riceve

energia da ciò che vagamente chiamiamo la sua “vita”.

In questi tre aspetti: vita, sistema nervoso e massa corporea, troviamo il riflesso e il simbolo

del più grande tutto e dal loro attento studio, dalla comprensione delle loro funzioni e relazioni

di gruppo, possiamo giungere a comprendere qualche legge e alcuni principi che dirigono

l’attività di “Dio nella natura” (frase vera nel suo significato più sublime, ma errata in senso

finito).

I tre aspetti della divinità, l’energia centrale o spirito, la forza coordinante o anima e ciò che

questi due usano e unificano, sono in realtà un solo principio vitale che si manifesta nella diversità.

Sono i Tre in Uno, l’Uno nei Tre, Dio nella natura e la natura stessa in Dio.

Trasportando questo concetto, come esemplificazione, in altre sfere di pensiero, questa triplicità

di aspetti si può vedere operante nel mondo religioso come insegnamento esoterico,

dottrine e simbologie fondamentali delle grandi religioni del mondo e organizzazioni exoteriche.

Nel governo essa rappresenta l’insieme composto da volontà del popolo, qualunque essa

sia, leggi formulate, amministrazione exoterica; nell’educazione comprende la volontà di apprendere,

le arti e le scienze, i grandi sistemi educativi exoterici; nella filosofia è il bisogno di

saggezza, le scuole di pensiero in reciproco rapporto e la presentazione esteriore degli insegnamenti.

Così, quest’eterna triplicità si riscontra in ogni settore del mondo manifestato, sia

che la si consideri in ciò che è tangibile, o in ciò che è sensibile e produce coesione, o in ciò

che dà energia e vita.

21 A quest’attività intelligente è stato dato il nome, inadatto, di “consapevolezza”. Essa è la

capacità stessa di essere consapevoli, poiché implica il potere di rispondere all’ambiente e

l’apparato che rende possibile tale risposta, la divina qualità dell’anima; è infine la totalità di

ciò con cui si viene in contatto e che è conosciuto; è ciò di cui l’apparato sensibile diviene

consapevole. Questo, come vedremo in seguito, è la crescente e progressiva realizzazione che

tende a regni sempre più interiori ed esoterici.

Nell’uomo, divina unità di vita, questi tre aspetti sono presenti; dopo averli riconosciuti in

sé egli li vede poi anche in ogni forma, intorno a sé, imparando infine a trovare le corrispondenze

di questi tre aspetti in altre forme della manifestazione divina. Dal rapporto corretto fra

le forme risulteranno armonia e giusti adattamenti nella vita sul piano fisico. La giusta rispondenza

al proprio ambiente condurrà al giusto rapporto con l’aspetto anima, celato in ogni forma,

e produrrà giusti rapporti fra le varie parti della struttura nervosa interiore, presente in ogni

regno della natura, subumano, umano e sovrumano. Tutto ciò finora può dirsi ancora ignoto,

ma questo riconoscimento sta rapidamente affiorando e, quando sarà dimostrato e realizzato,

si scoprirà che in esso risiede la base della fratellanza e dell’unità. Come il fegato, il cuore,

i polmoni, lo stomaco e gli altri organi del corpo umano sono distinti e separati in quanto ad

esistenza e funzione, ma unificati e messi in rapporto per mezzo del sistema nervoso diffuso in

tutto il corpo, così si riconoscerà che nel mondo, i vari regni della natura, pur avendo vita e

funzioni separate, sono tuttavia correlati e coordinati da un vasto e complesso sistema sensorio,

chiamato a volte l’anima di tutte le cose, l’anima mundi, la coscienza sottostante a ogni

cosa.

22 Nel trattare delle triplicità così spesso usate parlando della divinità, come spirito, anima e

corpo o vita, coscienza e forma, è importante ricordare che esse si riferiscono a differenziazioni

della Vita Una e, quanto maggiore è il numero di queste triplicità con cui possiamo familiarizzarci,

tanto più ampia sarà la sfera di esseri umani con cui saremo in rapporto. Ma quando si

tratta dell’occulto e del soggettivo, quando si vuol scrivere di ciò che è indefinibile, allora

s’incontrano difficoltà. Non è difficile descrivere l’aspetto personale di un uomo, il suo abbi18

gliamento, la sua forma esteriore e tutto ciò che lo circonda. La nostra lingua è abbastanza ricca

per trattare soddisfacentemente del concreto e del mondo della forma; ma quando tentiamo

di dare un’idea delle sue qualità, del suo carattere, della sua natura, ci troviamo ben presto di

fronte al problema dell’ignoto, di quel lato invisibile e indefinibile che sentiamo, ma che rimane

in gran parte un mistero e incompreso dall’uomo. Come potremo dunque descrivere tutto

ciò con le parole del nostro linguaggio?

Se tale è la difficoltà che s’incontra parlando dell’uomo, quanto sarà maggiore se cercheremo

di esprimere a parole quell’inesprimibile totalità di cui i termini spirito, anima e corpo

rappresentano le principali differenziazioni che lo compongono? Come definiremo

l’indefinibile vita che gli uomini, tanto per comprendersi, hanno limitata e separata in una trinità

di aspetti o persone, cui hanno dato il nome di Dio?

Tuttavia, poiché questa differenziazione di Dio in Trinità è universale e usata da tempo

immemorabile, poiché antichi e moderni impiegano la medesima triplicità d’ideazione per esprimere

una realizzazione intuitiva, si ha un valido motivo per farne uso. È probabile che col

tempo potremo pensare ed esprimere la verità in modo diverso, ma per il pensatore medio di

oggi i termini spirito, anima e corpo significano l’aggregato della manifestazione divina, sia

nella divinità dell’universo che nella divinità minore, l’uomo stesso. Poiché questo trattato si

rivolge agli uomini abituati a pensare e non ai teologi cristallizzati o agli scienziati ancorati a

preconcetti teorici, ci atterremo alla terminologia in uso e cercheremo di comprendere che cosa

vi è di più, dietro le espressioni con cui l’uomo ha cercato di spiegare Dio.

23 “Dio è Spirito, e coloro che lo adorano devono adorarlo in Spirito e in Verità”, dice una

delle Sacre Scritture del mondo. “L’uomo divenne un’anima vivente”, si trova scritto in un altro

luogo della medesima scrittura. “Prego Dio che il vostro spirito e la vostra anima e il vostro

corpo si conservino senza macchia”, disse un grande iniziato della Loggia Bianca; il più grande

di essi, ancora presente fra noi in forma fisica sulla Terra, ripete le parole di un antico saggio:

Io ho detto che voi siete Dei, e siete tutti figli dell’Altissimo”. In quelle parole si allude

alla triplicità dell’uomo, alla sua divinità e al suo rapporto con la vita in cui egli vive, si muove

e ha il suo essere, dal punto di vista cristiano; tutte le grandi religioni esprimono questo medesimo

concetto con frasi analoghe.

a. Spirito, Vita, Energia

La parola Spirito è applicata all’impulso, o Vita, indefinibile, elusivo ed essenziale, causa

d’ogni manifestazione. È il soffio di Vita, il ritmico affluire d’energia vitale che si manifesta

volta a volta come forza d’attrazione, come coscienza o anima, ed è l’insieme di tutta la sostanza

atomica. È la corrispondenza, nella grande Esistenza o Macrocosmo, di ciò che nella

piccola esistenza o microcosmo è il fattore vitale ispiratore che chiamiamo la vita dell’uomo;

la sua presenza è indicata dall’alito del suo corpo, che si astrae o ritira quando il corso della vita

giunge al termine.

Chi può dire cosa sia questo “qualcosa”? Lo facciamo risalire all’aspetto anima o coscienza

e dall’anima allo spirito (come chiamiamo i tre aspetti dell’unico respiro), ma cosa significano

veramente questi termini, chi ha il coraggio di fare delle affermazioni?

Designiamo questo “qualcosa” con nomi diversi, secondo la nostra particolare scuola di

pensiero; cerchiamo di esprimerlo a parole e finiamo per chiamarlo Spirito, Vita Una, Monade,

Energia.

24 Dobbiamo inoltre tener presente che la comprensione della natura di questa Vita Una è

puramente relativa. Coloro che danno esclusiva importanza al lato dell’esistenza che si riferisce

alla forma, pensano in termini di vitalità fisica, di sensibilità, d’impulso o di forza mentale

e non vanno al di là di quell’unificata coscienza di vita di cui i termini suddetti sono le differenziazioni.

Coloro invece che s’interessano ad un approccio più metafisico e alla vita

dell’anima, piuttosto che all’aspetto forma, esprimono i loro concetti in termini di manifestazione

dell’anima e, trascendendo le reazioni personali egoistiche della natura fisica, pensano in

termini di vita, di qualità, di volontà o potere di gruppo, di coordinazione di gruppo o amore-

saggezza, d’intelligenza di gruppo o conoscenza, comprendendo tutto nel termine generico

di fratellanza.

19

Ma anche questo risulta separativo, benché si tratti di separazione fra unità più vaste di

quelle che le unità inferiori sono in grado di percepire. L’iniziato quindi, specialmente dopo la

terza iniziazione, comincia a pensare ancora più sinteticamente e ad esprimere la verità a se

stesso in termini di Spirito, Vita, l’Uno. Termini che hanno per lui un significato definito, ma

tanto distante dai concetti dell’uomo pensante comune, che ritengo inutile diffondermi ulteriormente

su di esso.

Questo mi porta ad un punto di cui si dovrebbe trattare ora, prima di procedere oltre nello

svolgimento del nostro argomento. Nel Trattato del Fuoco Cosmico, come nel passaggio che

precede, frequentemente l’insegnamento è portato fino ad un certo punto e poi è lasciato cadere

dichiarando che, dato il grado d’evoluzione dell’uomo comune, la sua reazione alla verità

sarà diversa da quella del discepolo o dell’iniziato.

25 Ed è naturale che sia così; ciascuno leggerà nelle parole il proprio stato di coscienza.

Nessuno riuscirà ad interpretare secondo la reazione più avanzata di coloro che si trovano ad

uno stadio evolutivo superiore. Tuttavia, il lettore di media evoluzione detesta essere costretto

ad ammettere punti di vista più ampi del suo, ed espressioni come: “È inutile dilungarsi

sull’argomento, poiché non potrebbe essere compreso che da un iniziato”, non servono che ad

aggravare la situazione, a fargli pensare che lo scrittore (avendo passato i propri limiti) cerchi

di evadere e di salvarsi la faccia con affermazioni del genere. Un trattato scientifico appare

privo di significato e quasi un mero guazzabuglio di parole allo scolaretto delle elementari,

mentre è chiaro e ricco di definizioni per gli esperti in materia, grazie all’adeguata preparazione

e allo sviluppo mentale raggiunto. Lo stesso vale per l’argomento dell’anima e della sua

natura, qual’è esposto in questo trattato, che a certuni risulta chiaro e comprensibile quanto lo

è un corrente soggetto letterario al lettore medio, o il libro in voga al grande pubblico. Vi sono

poi, per quanto in minor numero, individui più progrediti, per i quali il soggetto dello spirito e

della sua natura è razionale e comprensibile, da valutare e comprendere per mezzo delle facoltà

dell’anima, proprio come è possibile giungere alla comprensione dell’anima mediante l’uso

corretto della mente. Ad un livello molto più basso, sappiamo che è facile comprendere la natura

del corpo fisico con lo studio e l’uso corretto della natura del desiderio.

L’avversione suscitata in alcuni da frasi appropriate e sincere come: “Quando sarete più

evoluti, comprenderete il significato di quanto è stato detto”, deriva da una forma d’orgoglio e

da un rifiuto di riconoscere le proprie temporanee limitazioni. È bene che ciò sia chiaro.

26 Per un Maestro di Saggezza, la natura dello spirito, o di quel centro positivo di vita che

ogni forma cela in sé, non è più un mistero, come non è un mistero la natura dell’anima per

uno psicologo esoterico. La sorgente della Vita Una, il piano o stato da cui questa vita emana,

ecco il grande Mistero celato ai membri della gerarchia di adepti. La natura dello spirito, la sua

qualità e il suo tipo d’energia cosmica, la sua frequenza di vibrazione e le sue fondamentali

differenziazioni cosmiche, sono il soggetto di studio degli iniziati oltre il terzo grado e

l’argomento delle loro indagini. Essi applicano a questo studio un’intuizione pienamente sviluppata,

oltre alla capacità mentale interpretativa sviluppata dal loro ciclo d’incarnazione. Essi

usano la luce interiore, risvegliata e sviluppata della loro anima per interpretare e comprendere

quella vita che, separata dal mondo formale, persiste su più alti livelli di coscienza e penetra

nel nostro sistema solare da qualche centro esteriore dell’essere. Trovandosi nel punto o stato

centrale e operando a loro scelta sul piano dell’intuizione o della buddhi, essi proiettano quindi

questa luce (che è in loro e che essi manipolano e usano) in due direzioni. La proiettano nel

mondo della forma e vengono a conoscenza d’ogni cosa, interpretando tutto correttamente; la

proiettano nei regni senza forma dei tre piani superiori (senza forma dal punto di vista

dell’uomo nei tre mondi al di sotto del piano intuitivo) e cercano di comprendere, con una costante

e progressiva espansione, la natura e lo scopo di ciò che non è corpo e nemmeno anima,

non è forza e nemmeno materia, ma che è la causa di entrambi nell’universo.

Finalmente, quando l’iniziato ha passato le più alte iniziazioni solari e può agire nella piena

coscienza della Monade, diventa possibile la consapevolezza di ciò che è separato persino dalla

forma di gruppo e da quei nebulosi involucri che velano e nascondono l’Uno. I tipi di coscienza

più elevati operano dal piano della Monade, come gli iniziati di grado inferiore opera20

no dal piano dell’anima e usano organi di percezione (se pure è concessa un’espressione così

inadeguata) e mezzi di conoscenza di cui l’essere umano di media evoluzione non ha alcuna

idea; essi includono nella loro sfera di consapevolezza la totalità di vita, coscienza e forma, cui

viene dato il nome di Dio.

27 Questi iniziati di grado elevato cominciano ad essere consapevoli di una vibrazione, di una

luce rivelatrice, di una nota o suono segnalatore di direzione, emanante da una sfera completamente

esterna al nostro sistema solare. L’unico mezzo per farsi un’idea del processo seguito

dall’espansione della coscienza divina nell’uomo, è di studiare il rapporto tra mente e cervello

e notare ciò che avviene quando il cervello diventa lo strumento intelligente della mente; studiare

poi il rapporto fra anima e mente e ciò che avviene quando l’essere umano è diretto dalla

sua anima e utilizza la mente per dominare le attività relative al piano fisico per mezzo del

cervello. In questa triplicità d’anima, mente e cervello, abbiamo l’analogia e la chiave per

comprendere l’altra triplicità di spirito, anima e corpo e delle loro mutue funzioni. Tutto ciò è

stato argomento del libro La Luce dell’Anima.

A perfezionamento delle condizioni esposte in quel libro, segue un’altra espansione, allorché

l’aspetto spirito, sorgente d’energia dell’essere umano, comincia a far uso dell’anima

(tramite l’intuizione) e a imprimere nella coscienza dell’anima le leggi, conoscenze, forze e

ispirazioni che faranno dell’anima lo strumento dello spirito o monade, nello stesso modo in

cui, a uno stadio precedente, la personalità umana (tramite la mente) divenne lo strumento

dell’anima. A quello stadio precedente lo sviluppo fu duplice: mentre l’anima assumeva il

dominio, tramite la mente, il cervello diveniva ricettivo all’anima. L’uomo, risvegliatosi alla

conoscenza di se stesso e dei tre mondi della sua normale evoluzione, acquistò in seguito coscienza

di gruppo e non fu più un individuo separato. Quando l’anima perviene sotto il dominio

dello spirito, si verificano due stadi analoghi:

In primo luogo il discepolo non solo diviene consapevole del suo gruppo e dei gruppi affini,

ma la sua coscienza si espande fino a divenire coscienza planetaria.

28 In secondo luogo comincia a fondere quella coscienza planetaria in una sintesi ancora

superiore, sviluppando gradualmente la coscienza della vita maggiore che include la vita planetaria,

nello stesso modo in cui l’essere umano include nella sua espressione fisica organismi

viventi quali il cuore e il cervello. Quando ciò avviene, egli comincia a comprendere il significato

dello spirito, la vita unica sottostante a tutte le forme, l’energia centrale che è causa di tutta

la manifestazione.

La prima reazione dello studente medio nel leggere quanto sopra, è di pensare immediatamente

alla natura del corpo quale espressione di un qualche tipo d’energia. Egli nota perciò la

dualità e ciò che usa la cosa è presente nella sua mente. Eppure, una delle principali necessità

per gli aspiranti odierni è di cercare di pensare in termini dell’unica realtà, che è l’energia stessa

e nient’altro. Nel trattare di questo soggetto astruso è quindi molto importante far rilevare il

fatto che spirito e energia sono termini sinonimi e intercambiabili.

Solo rendendosi conto di ciò si potrà giungere alla riconciliazione fra scienza e religione e

alla vera comprensione del mondo dei fenomeni attivi da cui siamo circondati e in cui ci muoviamo.

I termini organico e inorganico sono largamente responsabili di gran parte della confusione

esistente nella mente di molte persone e della netta differenziazione che esse fanno tra materia

e spirito, tra forma e vita; questi termini hanno indotto a rifiutare di ammettere l’essenziale identità

della natura dei due aspetti. Il mondo in cui viviamo è considerato dalla maggioranza

come realmente solido e tangibile, seppure dotato di un misterioso potere in esso celato) che

produce movimento, attività e cambiamento. Questo è naturalmente un modo di esprimersi

semplicistico, ma basta a riassumere l’atteggiamento poco intelligente.

29 La scienza ufficiale si occupa ampiamente di strutture e di rapporti, della composizione

delle forme e dell’attività prodotta dalle parti componenti la forma con le loro interrelazioni e

dipendenze. Le sostanze chimiche e gli elementi, le funzioni e la parte che esse svolgono e la

loro interazione nel comporre tutte le forme di tutti i regni della natura, sono oggetto delle loro

indagini. La natura dell’atomo, della molecola e della cellula, le loro funzioni, le qualità delle

21

loro manifestazioni di forza e i vari tipi d’attività, la soluzione del problema del carattere e

della natura delle energie, focalizzate o localizzate nelle differenti forme del mondo naturale o

materiale, richiedono l’attento studio delle menti più capaci del mondo del pensiero. Eppure le

domande, che cosa è la vita, che cosa è l’energia, o che cosa è il processo del divenire e la natura

dell’essere, rimangono senza risposta. Il problema del perché e del percome è considerato

sterile, speculativo e pressoché insolubile.

Nondimeno, mediante la ragion pura e il corretto funzionamento dell’intuizione, questi

problemi possono essere risolti e tali domande trovare risposta. La loro soluzione è una delle

comuni rivelazioni e uno dei risultati dell’iniziazione. Veri biologi sono solo gli iniziati ai misteri,

poiché essi comprendono la vita e il suo scopo e, tanto s’identificano col principio vita,

che pensano e si esprimono in termini d’energia e dei suoi effetti; tutte le loro attività connesse

con l’opera della Gerarchia planetaria sono basate su poche formule fondamentali, che concernono

la Vita e come essa si manifesta attraverso le sue tre differenziazioni o aspetti: energia,

forza, materia.

Si noti a questo punto che solo quando l’essere umano comprende se stesso può giungere

alla comprensione della totalità che chiamiamo Dio. Questa è una verità evidente e un luogo

comune dell’occultismo, ma messo in pratica conduce ad una rivelazione che rende il presente

Dio Ignoto” una realtà riconosciuta. Mi spiegherò meglio.

30 L’uomo sa di esistere quale essere vivente e chiama morte il misterioso processo per cui il

qualcosa comunemente designato come “alito di vita” si ritrae. Al suo ritrarsi la forma si disintegra.

La forza vitale di coesione non agisce più, ciò che produce la disgregazione in elementi

essenziali di ciò che fino a quel momento era stato considerato un corpo.

Questo principio di vita, questo elemento essenziale dell’Essere, questo misterioso fattore

difficile da afferrare, nell’essere umano corrisponde a ciò che nel macrocosmo chiamiamo spirito

o vita. Come nell’essere umano la vita mantiene insieme la forma, la anima, la vivifica e la

attiva, rendendolo un essere vivente, così la vita di Dio – come è chiamata dai Cristiani – assolve

il medesimo scopo nell’Universo producendo quell’insieme coerente, vivo e vitale che

chiamiamo sistema solare.

Il principio di vita nell’essere umano si manifesta in modo triplice:

1. Come volontà direttiva, proposito, incentivo fondamentale. È l’energia dinamica che

mette in moto il suo essere, lo porta in esistenza, determina la durata della sua vita, lo accompagna

nel corso, lungo o breve, degli anni e si astrae al termine del suo ciclo di vita. È lo spirito

nell’uomo, manifestantesi come volontà di vivere, di essere, di agire, di procedere, di evolvere.

Nel suo aspetto inferiore opera attraverso il corpo o natura mentale e, in connessione con

il piano fisico denso, si manifesta attraverso il cervello.

31 2. Come forza di coesione. È questa significativa ed essenziale qualità che rende ciascun

uomo diverso dagli altri, che produce la complessa manifestazione di stati d’animo, desideri,

qualità, complessi, inibizioni, sentimenti e caratteristiche, che determinano la psicologia particolare

di un uomo. È il risultato dell’azione reciproca tra l’aspetto spirito o energia e la materia

o natura corporea. Costituisce l’uomo soggettivo, la sua colorazione o nota individuale; è

ciò che stabilisce la frequenza dell’attività vibratoria del suo corpo, produce il suo tipo di forma

particolare, determina la condizione e la natura dei suoi organi, delle sue ghiandole e il suo

aspetto esteriore. È l’anima che, nel suo aspetto inferiore, opera attraverso la natura emotiva o

astrale e, in connessione col corpo fisico denso, attraverso il cuore.

3. Come attività degli atomi e delle cellule di cui il corpo fisico è composto. È la totalità

delle piccole esistenze di cui gli organi umani e tutto l’uomo sono composti. Vite che hanno

un’esistenza propria ed una coscienza rigorosamente individuale e identificata. Questo aspetto

del principio vita opera attraverso il corpo eterico o vitale e, in connessione con il meccanismo

solido della forma tangibile, attraverso la milza.

Ricordiamo che non è possibile dare la definizione di spirito, né la definizione di Dio.

Quando si dice che lo spirito è la causa inesprimibile, indefinibile, l’energia emanante, l’unica

vita e sorgente dell’essere, la totalità di tutte le forze, di tutti gli stati di coscienza e di tutte le

forme, l’aggregato della vita e ciò che è manifestazione attiva di queste vite, il sé e il non sé, la

22

forza e tutto ciò che questa forza determina, in realtà non facciamo che eludere la questione,

tentando l’impossibile e nascondendo la verità dietro le parole. Questo non si può tuttavia evitare

fintanto che non si sia acquisita la piena coscienza dell’anima e non si possa percepire

l’Uno senza forma attraverso la chiara luce dell’intuizione.

32 Una delle prime lezioni da apprendere è che la nostra mente, non essendo ancora in grado

di rispondere alle segrete intuizioni, non ci consente di dire con certezza che una data condizione

è questo, quello o quest’altro; fintanto che non funzioneremo nella coscienza dell’anima

e fintanto che non ci saremo sottoposti al necessario allenamento, non saremo in grado di negare

o affermare alcunché. Il nostro atteggiamento dovrebbe essere quello dell’indagine razionale,

il nostro interesse quello del filosofo, disposto ad accettare un’ipotesi sulla base delle

probabilità, ma non a riconoscere come verità dimostrata qualsiasi cosa, fintanto che non ne

abbiamo acquisita la conoscenza per nostro conto e in noi stessi. Io, aspirante ai più alti misteri

e che li ho indagati più a lungo di quanto sia stato possibile finora a molti altri, posso scrivere

di cose che ancora non sono dimostrabili a voi e al pubblico che legga questi insegnamenti.

Per me essi sono fatti veri e provati e questo mi può bastare. Voi dovreste considerarli importanti

possibilità e indicazioni sulla direzione da prendere nella ricerca della verità, ma non dovreste

permettervi di andare oltre. Il valore di questi insegnamenti sta nel loro complesso e

nella sottostante struttura od ossatura d’asserzioni coordinate e correlate che devono essere

considerate nel complesso e non in dettaglio, e ciò per due ragioni:

1. La parola, come già detto, cela la verità e non la rivela. Se una verità viene riconosciuta,

significa che lo studente che indaga ha scoperto un punto di verità in se stesso, ciò che serve a

illuminare i suoi passi nel suo lento e graduale procedere.

2. Vi sono molti tipi di menti ed è quindi probabile che informazioni come quelle contenute

in questo trattato possano non destare l’interesse di tutti. Ricordiamo che ogni persona è

un’unità di coscienza, esalata da una delle sette emanazioni di Dio.

33 Perciò, anche le loro monadi o aspetti spirituali sono intrinsecamente differenti, proprio

come nel prisma (che è uno) vi sono sette colori diversi e anche questo soltanto a causa della

natura e del punto di vista dell’apparato di percezione dell’essere umano, il cui occhio registra

e differenzia le varie frequenze di vibrazione della luce. Questi sette gruppi supplementari

producono a loro volta aspetto, mentalità e approccio di tipo diverso, tutti ugualmente giusti,

ma ciascuno dotato di un punto di vista leggermente differente. Se a tutto questo si aggiungono

altri fattori come grado d’evoluzione diverso, nazionalità e caratteristiche differenti, distinzioni

inerenti all’influenza reciproca tra corpo fisico e ambiente, è chiaro che la trattazione di

soggetti astrusi come la natura dello spirito e dell’anima non può limitarsi a una definizione

generica, espressa con una terminologia universale.

b. L’Anima, il Mediatore o Principio intermedio

Due sono i punti di vista dai quali deve essere compresa la natura dell’anima: uno è

l’aspetto dell’anima in relazione al quarto regno della natura, cioè l’umano, Mentre l’altro è

quello dei regni subumani della natura i quali, è bene ricordarlo, sono riflessi dei tre superiori.

Occorre tener presente che l’anima della materia, l’anima mundi, è il fattore senziente nella

sostanza stessa. È la rispondenza della materia in tutto l’universo e quella facoltà innata in tutte

le forme, dall’atomo del fisico al sistema solare dell’astronomo, che produce l’innegabile attività

intelligente che tutte le cose dimostrano. Può essere chiamata energia d’attrazione, coesione,

sensibilità, vitalità, consapevolezza o coscienza, ma l’espressione più illuminante è forse

che l’anima è la qualità che ogni forma manifesta. E quel sottile quid che distingue un elemento

dall’altro, un minerale dall’altro.

34 È la natura essenziale e intangibile della forma, che nel regno vegetale determina il prodursi

di una rosa o di un cavolfiore, di un olmo o di una pianta di crescione; è un tipo di energia che

distingue le varie specie del regno animale e rende un essere umano differente dall’altro

nell’aspetto, nella natura e nel carattere. Gli scienziati hanno classificato, indagato e analizzato

le forme; si sono scelti e dati nomi agli elementi, ai minerali, alle forme della vita vegetale e

23

alle varie specie di animali; la struttura delle forme e la storia del loro progresso evolutivo sono

state studiate e ne sono state tratte deduzioni e conclusioni, ma la soluzione del problema

della vita stessa sfugge ancora anche ai più sapienti e, finché la comprensione della “trama di

vita” o del corpo vitale che sottostà a ogni forma e collega ogni parte di una forma con tutte le

altre parti non sia raggiunta e stabilito che sia un fatto in natura, il problema rimarrà insoluto.

La definizione dell’anima si può considerare più facile di quella dello spirito, per il fatto

che molti hanno provato un’illuminazione, uno sviluppo, un’elevazione, una beatitudine tali da

convincerli dell’esistenza di uno stato di coscienza tanto lontano dall’esperienza comune, che

li trasporta in un nuovo stato d’essere e su un nuovo livello di consapevolezza. È

un’esperienza sentita, che comprende l’espansione psichica vissuta dai mistici di tutte le epoche

e alla quale S. Paolo si riferisce quando dice di essere “stato trasportato fino al terzo cielo”

e di avervi udito cose che all’essere umano non è permesso esprimere. Quando su quei livelli

l’udito e la vista producono entrambi esperienze che vengono registrate, si ha l’occultista congiunto

al mistico.

35 1. L’anima, macrocosmica e microcosmica, universale e umana, è quell’entità portata in

esistenza dal rapporto stabilitosi fra l’aspetto spirito e l’aspetto materia.

a. L’anima non è quindi né spirito né materia, ma la relazione fra i due.

b. L’anima è il mediatore fra questa dualità: è il principio intermedio, l’anello di

congiunzione tra Dio e la sua forma.

c. L’anima è quindi un altro nome per designare il principio cristico, sia nella natura

che nell’essere umano.

2. L’ anima è la forza d’attrazione dell’universo manifestato e, se attiva., mantiene insieme

tutte le forme affinché la vita di Dio possa manifestarsi o esprimersi attraverso esse.

a. L’anima è perciò l’aspetto costruttore della forma ed è la forza d’attrazione in

ogni forma dell’universo, nel pianeta, nei regni della natura e nell’essere umano (che

riassume in se stesso tutti gli aspetti), che origina la forma, la mette in grado di svilupparsi

e crescere per ospitare in modo più adeguato la vita in essa dimorante, e che guida

tutte le creature di Dio a progredire sul sentiero dell’evoluzione, da un regno

all’altro, verso una meta finale e un glorioso compimento.

b. L’anima è la forza d’evoluzione stessa, e S. Paolo pensava a questo quando

disse: “Cristo in noi, speranza di gloria”.

3. Quest’anima si manifesta in modo diverso nei vari regni della natura, ma la sua funzione

è sempre la stessa, sia che si tratti di un atomo di sostanza e del suo potere di conservare la

propria identità e forma e proseguire la sua attività lungo le proprie linee, sia che si tratti di

una forma in uno dei tre regni della natura, mantenuta insieme dalla forza di coesione e che

manifesta caratteristiche, prosegue la propria esistenza istintiva e opera come un tutto, verso

qualcosa di più elevato e migliore.

36 a. L’anima è quindi ciò che conferisce caratteristiche distintive e differenti manifestazioni

delle forme.

b. L’anima agisce sulla materia, costringendola ad assumere certe forme, a rispondere a

certe vibrazioni e a costruire le forme fenomeniche specifiche che nel mondo del piano

fisico riconosciamo come minerali, vegetali, animali, umane e altre forme ancora, nel

caso di un iniziato.

4. Le qualità, le vibrazioni, i colori, le caratteristiche di tutti i regni della natura, sono qualità

dell’anima, come lo sono i poteri latenti in ogni forma che cerca di esprimersi e che manifesta

una potenzialità. Nel loro insieme, al concludersi del periodo evolutivo esse riveleranno la

natura della vita divina e dell’anima mundi, la superanima che rivela il carattere di Dio.

a. Perciò l’anima, attraverso queste qualità e caratteristiche, si manifesta come reazione

cosciente alla materia, poiché le qualità sono originate dall’interazione della coppia

degli opposti, spirito e materia, nonché dalla loro mutua influenza. Questa è la base della

coscienza.

24

b. L’anima è il fattore cosciente in tutte le forme, la sorgente della consapevolezza

che tutte le forme hanno in sé e della rispondenza alle condizioni di gruppo ambientali,

dimostrata da tutte le forme, a qualsiasi regno esse appartengano.

c. L’anima può, perciò, essere definita come l’importante aspetto insito in ogni forma,

risultante dall’unione di spirito e materia, che sente, è consapevole, attrae o respinge,

risponde o rifiuta di rispondere e mantiene tutte le forme in una condizione costante

d’attività vibratoria.

37 d. L’anima è l’entità percettiva risultante dall’unione di Padre Spirito e Madre-

Materia. È ciò che nel mondo vegetale, per esempio, determina la risposta ai raggi

solari e lo sbocciare del fiore; è ciò che nel regno animale permette di amare il padrone,

di cacciare la preda, di seguire gli istinti; è ciò che rende l’essere umano consapevole del

suo ambiente e del suo gruppo, che lo mette in grado di vivere la sua vita nei tre mondi

della sua normale evoluzione come spettatore, come colui che percepisce e come attore.

È ciò che col tempo gli consente di scoprire che quest’anima insita in lui è duplice, che

una parte di lui risponde all’anima animale, mentre un’altra parte riconosce l’anima divina.

Attualmente gli uomini, per la maggioranza, non agiscono totalmente né come animali

né come puri esseri divini, ma possono essere considerati anime umane.

5. Per amore di chiarezza si può dire che l’anima dell’universo è in grado di differenziare o

piuttosto (a causa delle limitazioni della forma attraverso cui quest’anima deve agire) è in grado

di riconoscere a diverse frequenze di vibrazione o stadi di sviluppo. Quindi la natura

dell’anima, nell’universo si manifesta in alcuni grandi stati di consapevolezza, con numerose

condizioni intermedie, di cui le principali possono essere così enumerate:

a. Coscienza, o lo stato di consapevolezza nella materia stessa, dovuto al fatto che Madre-

Materia è stata fecondata dal Padre-Spirito, ciò che ha unito vita e materia. Questo tipo di

coscienza concerne l’atomo, la molecola e la cellula, di cui tutte le forme sono costituite. In tal

modo si è prodotta la forma del sistema solare, di un pianeta e di tutto ciò che si trova sopra e

dentro un pianeta.

b. Coscienza senziente intelligente, cioè quella che si manifesta nei regni minerale e vegetale

e che determina la qualità, la forma e il colore delle forme vegetali e minerali e la loro natura

specifica.

38 c. Coscienza animale, la consapevolezza della risposta dell’anima di tutte le forme del

regno animale, che ne produce le distinzioni, le specie e la natura.

d. Coscienza umana o auto-coscienza, verso la quale tende progressivamente lo sviluppo

della vita, della forma e della consapevolezza negli altri tre regni. Per coscienza umana

s’intende la coscienza individuale dell’essere umano, che nei primi stadi è più animale che divina,

a causa del predominio del corpo animale con i suoi istinti e con le sue tendenze. H. P. B.

definisce con esattezza l’essere umano come “un animale più una divinità”. Progredendo egli

diventa veramente umano, non completamente animale e nemmeno interamente divino, ma

fluttuante fra i due stadi, facendo così del regno umano il grande campo di battaglia fra le paia

di opposti, tra l’incalzante richiamo dello spirito e l’allettamento della materia o madre natura

e fra ciò che chiamiamo sé inferiore e l’uomo spirituale.

e. Coscienza di gruppo, la coscienza collettiva totale, cui l’uomo perviene tramite lo sviluppo,

innanzi tutto della sua coscienza individuale, sintesi delle vite della sua natura animale,

emotiva e mentale, più la scintilla divina che dimora nella forma che esse costituiscono. Giunge

poi alla consapevolezza del proprio gruppo, il gruppo di discepoli operante sotto la guida di

uno dei Maestri, che per lui rappresenta la Gerarchia. La Gerarchia può essere definita come la

totalità di quei figli degli uomini che non sono più centrati nella coscienza individualizzata di

sé, ma che sono entrati in una più ampia realizzazione, quella della vita del gruppo planetario.

A questa realizzazione si giunge per gradi, partendo dal piccolo riconoscimento di gruppo del

discepolo in prova, fino alla completa consapevolezza di gruppo della vita in cui tutte le forme

hanno il loro essere, la coscienza del Logos planetario, lo “Spirito dinanzi al Trono” che si

manifesta attraverso la forma di un pianeta, come l’uomo si manifesta attraverso la sua forma

nel regno umano.

25

39 L’anima può essere considerata come la percezione unificata e la relativa consapevolezza di

ciò che sottostà alla forma di un pianeta e di un sistema solare. Queste due entità rappresentano

l’insieme di tutte le forme dette “organiche” e “inorganiche”, secondo la differenziazione

fatta dal materialista. L’anima, pur costituendo un grande complesso, è tuttavia limitata nelle

sua espressione dalla natura e dalla qualità della forma in cui si trova; vi sono quindi forme

che rispondono all’anima e la esprimono ampiamente, mentre altre, data la loro densità e la

qualità degli atomi di cui sono composte, sono incapaci di riconoscere gli aspetti superiori

dell’anima e possono esprimerne soltanto la vibrazione, il tono o colore più bassi.

L’infinitamente piccolo viene riconosciuto e l’infinitamente vasto ammesso solo quale ipotesi;

ma ciò rimarrà solo un concetto finché la coscienza dell’essere umano non sarà inclusiva

quanto esclusiva. Questo concetto sarà compreso quando si verrà in contatto con il secondo

aspetto e gli uomini comprenderanno la natura dell’anima. Si ricordi anche che, come la basilare

triplicità di manifestazione trovò la sua espressione simbolica nell’essere umano come

quantitativo d’energia (energia fisica), sistema nervoso e massa corporea, così l’anima può essere

compresa come una triplicità, la corrispondenza superiore della triplicità inferiore.

Vi è innanzi tutto ciò che si può chiamare volontà spirituale, quel tanto di volontà universale

che un’anima singola può esprimere e che è adeguata allo scopo di consentire all’uomo spirituale

di cooperare al piano e al fine della grande vita in cui ha il suo essere. La seconda qualità

dell’anima è amore spirituale, la coscienza di gruppo, l’inclusività, la mediazione,

l’attrazione e l’unificazione.

40 È la precipua caratteristica dell’anima, poiché solo l’anima la possiede come fattore

dinamico. Lo spirito o monade è essenzialmente l’espressione della volontà, associata all’amore

ed all’intelligenza quali principi secondari; la caratteristica preminente della personalità

è l’intelligenza, ma la qualità caratteristica dell’anima è l’amore, che si manifesta anche come

saggezza, quando l’intelligenza della natura corporea si fonde con l’amore dell’anima. La seguente

tavola riassuntiva faciliterà la comprensione di quanto si è detto:

MONADE VOLONTÀ PROPOSITO

1º Aspetto: Volontà, che consente alla monade di partecipare al piano universale:

2º Aspetto: Amore, energia che affluisce nell’anima rendendola ciò che essa è.

3° Aspetto: Intelligenza, trasmessa attraverso l’anima e portata in manifestazione per

mezzo del corpo.

ANIMA AMORE IL METODO

1° Aspetto: Volontà, allo stato potenziale, che però si esprime tramite l’aspetto mente

della personalità e per mezzo di Kundalini che, sé risvegliata correttamente, rende possibili

le iniziazioni finali alla coscienza della Monade.

2º Aspetto: Amore, forza predominante della vita dell’anima. Questa dote e questo tipo

d’energia mettono l’anima in rapporto con tutte le anime. Attraverso il corpo emotivo

l’anima entra in contatto con tutte le anime animali o subumane; la sua attività sul suo

stesso piano, la mette in rapporto con le anime meditanti di tutti gli uomini; il principio

buddhico le permette di entrare in rapporto con il secondo aspetto della Monade.

3° Aspetto: Conoscenza. Questo aspetto è messo in contatto con l’intelligenza di tutte le

cellule del triplice meccanismo corporeo.

Da un esatto studio di quanto abbiamo detto, appare evidente in quale modo l’anima agisca

come mediatore tra la Monade e la personalità.

41 La personalità cela in sé, come lo scrigno custodisce il gioiello, quel punto di luce della

anima che chiamiamo luce nella testa. Essa si trova nel cervello, viene scoperta e poi usata soltanto

quando l’aspetto più alto della personalità, la mente, è sviluppato e attivo. Si compie allora

l’unione con l’anima, la quale agisce attraverso la natura personale inferiore.

L’anima cela in sé, come il “gioiello nel loto”, la facoltà d’energia dinamica che è

l’attributo manifesto della Monade: la volontà. Allorché l’anima ha sviluppato tutti i suoi pote26

ri ed ha appreso ad includere nella propria coscienza tutto ciò che s’intende per “miriadi di

forme che l’Essere assume”, uno stato superiore o più inclusivo diventa possibile e la vita

dell’anima è sostituita dalla vita monadica. Ciò implica la capacità di conoscere, d’amare e di

partecipare ai piani di una vita che ha il potere di includere nel suo raggio di coscienza, non

solo il complesso delle vite e della coscienza della vita del Logos del nostro pianeta, ma tutte

le vite e tutte le coscienze entro il nostro sistema solare. La natura di questa consapevolezza

può essere compresa soltanto dall’essere umano che è giunto alla conoscenza dell’anima. In

questo momento vi è grande bisogno di esperti in fatto di vita dell’anima e di un gruppo di

donne e uomini che, intraprendendo il grande esperimento e la grande transizione, aggiungano

la loro testimonianza alla verità delle asserzioni dei mistici e occultisti di tutte le epoche.

c. Il corpo, l’apparenza fenomenica

42 Non occorre dilungarci su quest’argomento, poiché la natura del corpo e l’aspetto forma da

secoli sono oggetto di indagine, riflessione e discussione da parte degli uomini di pensiero.

Gran parte delle conclusioni cui sono giunti sono fondamentalmente corrette. Il ricercatore

moderno è disposto ad ammettere la legge d’analogia come base delle sue premesse e talvolta

riconoscerà che la teoria ermetica secondo cui “come in alto, così in basso” può gettare molta

luce sui problemi che si presentano. I seguenti postulati possono dare alcuni chiarimenti:

l. L’essere umano, nella sua natura corporea, è un complesso, una unità.

2. Questo complesso è suddiviso in molte parti e molti organismi.

3. Queste parti funzionano però in modo unificato e il corpo e un tutto correlato.

4. Ogni parte ha forma e funzione diverse, ma tutte sono interdipendenti.

5. Ciascuna parte e ciascun organismo è a sua volta composto di molecole, cellule e atomi,

tenuti insieme nella forma dalla vita del complesso.

6. Il complesso, detto uomo, è diviso approssimativamente in cinque parti, alcune più

importanti delle altre, ma tutte necessarie a rendere completo l’organismo vivente che

chiamiamo essere umano.

a. La testa

b. Il torso superiore o la parte sopra il diaframma

c. Il torso inferiore o la parte sotto il diaframma

d. Le braccia

e. Le gambe

7. Questi organismi servono a scopi diversi e dal loro giusto funzionamento e corretto adattamento

dipende il benessere dell’insieme.

8. Ciascuna di queste parti ha la propria vita, che è l’insieme della vita della sua struttura atomica,

ed è anche animata dalla vita unificata del tutto, diretta dalla testa dalla volontà

intelligente o energia dell’uomo spirituale.

9. La parte veramente importante del corpo è quella che comprende la triplice divisione: testa,

torso superiore e inferiore. L’essere umano può operare e vivere anche privo di

braccia e di gambe.

43 10. Ciascuna di queste tre parti è triplice anche dal lato fisico, analogamente alle tre parti

della natura dell’uomo e alle nove parti della vita monadica perfetta. Vi sono altri organi, ma

quelli enumerati hanno un significato esoterico di maggior valore degli altri.

a. Nella testa abbiamo:

1. I cinque ventricoli cerebrali, o l’organismo unificato che chiamiamo cervello.

2. Le tre ghiandole: carotide, pineale e pituitaria.

3. I due occhi.

b. Nella parte superiore del corpo abbiamo:

1. La gola.

2. I polmoni.

3. Il cuore.

c. Nella parte inferiore del corpo abbiamo:

27

1. La milza.

2. Lo stomaco.

3. Gli organi sessuali.

11. La totalità del corpo è pure triplice:

a. La pelle e la struttura ossea.

b. Il sistema vascolare o della circolazione del sangue.

c. Il triplice sistema nervoso.

12. Ciascuna di queste triplicità corrisponde alle tre parti della natura umana:

a. Natura fisica: la pelle e la struttura ossea sono l’analogia del corpo fisico

denso e del corpo fisico eterico dell’essere umano.

b. Natura dell’anima: I vasi sanguigni e il sistema circolatorio sono l’analogia

dell’anima onnipervandente che penetra in tutte le parti del sistema solare,

come il sangue giunge in tutte le parti del corpo.

c. Natura spirituale: il sistema nervoso che infonde energia e agisce in tutto

l’uomo fisico, è la corrispondenza dell’energia dello spirito.

13. La testa è per analogia l’aspetto spirito, la volontà che dirige, la Monade, l’Uno.

44 a. Il cervello con i cinque ventricoli è l’analogia della forma fisica, animata dallo spirito

in connessione con l’uomo, l’insieme quintuplice che è il mezzo attraverso il quale lo

spirito si esprime sul piano fisico.

b. Le tre ghiandole della testa sono in stretta relazione con l’anima o natura psichica

(superiore e inferiore).

c. I due occhi sono la corrispondenza sul piano fisico della Monade, che è volontà e amore-

saggezza o atma-buddhi, secondo la terminologia occulta.

14. Nella parte superiore del corpo abbiamo un’analogia della triplice natura dell’anima:

a. La gola, che corrisponde al terzo aspetto creativo o natura corporea, l’intelligenza

attiva dell’anima.

b. Il cuore, L’amore-saggezza dell’anima, buddhi o principio cristico.

c. I polmoni, l’analogia del soffio di vita, sono la corrispondenza dello spirito.

15. Nella parte inferiore del torso abbiamo di nuovo questo sistema triplice:

a. Gli organi sessuali, l’aspetto creativo, quello che forgia il corpo.

b. Lo stomaco, come manifestazione fisica del plesso solare, è l’analogia della natura

dell’anima.

c. La milza, che riceve l’energia ed è quindi l’espressione sul piano fisico del centro

che riceve quest’energia, è l’analogia dello spirito che infonde energia.

Il corpo vitale è l’espressione dell’energia dell’anima e ha le seguenti funzioni:

45 1. Esso unifica e collega in un tutto unico la totalità delle forme.

2. Dà a ciascuna forma la sua particolare qualità e ciò è dovuto:

a. Al tipo di materia attratto in questa parte particolare della trama della vita.

b. Alla posizione nel corpo del Logos planetario, di qualsiasi forma specifica.

c. Al particolare regno della natura che viene vitalizzato.

3. Il corpo vitale è il principio d’integrazione e la forza coesiva di manifestazione, dal punto

di vista strettamente fisico.

4. Questa trama di vita è l’analogia soggettiva del sistema nervoso e, tenendola presente, i

principianti nello studio delle scienze esoteriche potranno raffigurarsi la fitta rete di nervi

e di plessi diffusa in tutto il corpo o la totalità di tutte le forme, che coordina e collega

producendo un’unità essenziale.

5. Nell’unità vi è la diversità. Come i vari organi del corpo umano sono correlati dalle ramificazioni

del sistema nervoso, così avviene nel corpo del Logos planetario per i vari

regni della natura e la molteplicità delle forme. Dietro l’universo oggettivo sta il corpo

sensitivo più sottile, un solo organismo, non parecchi, un’unica forma senziente, responsiva

e coerente.

6. Tale forma sensibile non soltanto risponde all’ambiente, ma trasmette certi tipi

d’energia provenienti da sorgenti interiori; scopo di questo trattato potrebbe essere di

28

considerare i vari tipi d’energia trasmessi alla forma nel regno umano, la rispondenza

della forma ai tipi di forza, gli effetti di quella forza sull’uomo e la sua progressiva rispondenza

alla forza che emana:

46 a. Dal suo ambiente e dal suo stesso corpo fisico esteriore.

b. Dal piano emotivo o forza astrale.

c. Dal piano mentale o correnti di pensiero.

d. Dalla forza dell’Ego, forza registrata soltanto dall’essere umano, di cui il quarto regno

della natura è custode e che produce peculiari e misteriosi effetti.

e. Dal tipo d’energia che produce la concretizzazione delle idee sul piano fisico.

f. Dall’energia puramente spirituale o forza proveniente dal piano della Monade.

Nel regno umano si possono registrare tutti i tipi di forza. Alcuni di essi possono essere registrati

nei regni subumani. L’apparato del corpo vitale dell’uomo è costituito in modo tale

che, per mezzo delle sue tre manifestazioni oggettive, il triplice sistema nervoso per mezzo dei

sette plessi maggiori, dei gangli nervosi minori e delle molte migliaia di nervi, tutto l’uomo

oggettivo può reagire:

a. ai tipi di forza sopra elencati;

b. alle energie generate in qualsiasi parte della trama eterica della vita planetaria e da

essa emananti;

c. alla trama della vita solare;

d. alle costellazioni dello zodiaco, che sembra abbiano reali influenze sul nostro pianeta

e di cui l’astrologia rappresenta lo studio, seppure ancora immaturo;

d. a certe forze cosmiche che, come col tempo si comprenderà, agiscono e producono

cambiamenti nel nostro sistema solare e per conseguenza anche nel nostro pianeta e

in tutte le forme esistenti nella vita planetaria. Nel Trattato del Fuoco Cosmico si è

accennato a questo fatto.

47 La trama di vita planetaria risponde a tutte queste forze e se gli astrologi seguiranno la via

occulta e prenderanno in considerazione l’oroscopo planetario, potranno giungere più rapidamente

alla comprensione delle influenze zodiacali e cosmiche.

L’anima mundi è ciò che sottostà alla trama della vita e altro non è che il simbolo fisico

dell’anima universale; è il segno esteriore e visibile della realtà interiore, la concretizzazione

dell’entità sensitiva e responsiva che connette spirito e materia. A questa entità diamo il nome

di anima universale, principio intermedio dal punto di vista della vita planetaria. Quando limitiamo

il concetto alla famiglia umana e consideriamo l’individuo umano, lo chiamiamo pure

principio intermedio, poiché l’anima del genere umano non è soltanto un’entità che congiunge

spirito e materia e fa da mediatore tra Monade e personalità, ma ha pure una funzione particolare

da compiere nel fare da mediatore fra i tre regni superiori della natura e i tre inferiori. I tre

superiori sono:

1. La Gerarchia spirituale del nostro pianeta, spiriti o angeli della natura e spiriti umani,

che si trovano ad un punto particolare della scala evolutiva. Fra questi, il più elevato è

Sanat Kumara, che incorpora un principio del Logos planetario, mentre l’iniziato di

primo grado è il più basso, insieme a entità di grado corrispondente che si trovano nel

regno degli angeli o deva.

2. La Gerarchia dei Raggi, alcuni raggruppamenti dei sette raggi in relazione al nostro

pianeta.

3. Una Gerarchia di Vite, scaturita da un processo evolutivo della nostra evoluzione planetaria

e da altri quattro pianeti, che incorporano in sé il proposito e piano del Logos

solare in relazione ai cinque pianeti interessati.

48 Limitando il concetto al microcosmo, l’Ego o anima agisce veramente da principio

intermedio che connette la Gerarchia di Monadi con le forme esteriori diversificate che esse

usano successivamente nel processo di:

a. Fare determinate esperienze per acquisire degli attributi.

b. Elaborare effetti iniziati in un sistema precedente.

29

c. Cooperare al piano del Logos solare in relazione al Suo karma (se posso usare un

pronome parlando di una vita che esiste, eppure è un concetto molto più esteso), punto

spesso trascurato. Tale karma deve attuarsi per mezzo dell’incarnazione e del successivo

risultato prodotto dall’energia incarnata nella sostanza della forma. Ne troveremo

il simbolo nel rapporto del sole con la luna, se sapremo comprenderlo. “Il Signore

Solare col suo calore e la sua luce galvanizza i moribondi Signori Lunari, rendendo

possibile una parvenza di vita. Questa è la grande illusione e la Maya della sua

Presenza”. Così dice l’Antico Commentario, che ho citato spesso nei libri precedenti.

La verità contenuta nel concetto suddetto può applicarsi all’anima individuale.

Il principio intermedio sta per rivelarsi. L’aspetto inferiore è operante. Quello superiore rimane

ignoto, ma ciò che li connette (e al tempo stesso rivela la natura del superiore) sta per

essere scoperto. La struttura, il meccanismo, ora è pronta e sviluppata al punto da poter essere

utilizzata; la vita vitale che può guidare e motivare il meccanismo è pure presente e ora l’uomo

può usare e governare con intelligenza non soltanto il meccanismo, ma anche il principio attivo.

Il grande simbolo dell’anima, nell’essere umano, è il suo corpo eterico o vitale, per le seguenti

ragioni:

49 l. È la controparte fisica del corpo di luce interiore, che chiamiamo corpo dell’anima,

corpo spirituale. Nella Bibbia è detto “coppa d’oro” e si distingue:

a. per la sua qualità luminosa;

b. per la frequenza di vibrazione che è sempre sincrona con lo sviluppo dell’anima;

c. per la sua forza di coesione, che unisce e connette ogni parte della struttura fisica.

2. È la “trama microcosmica della vita”, poiché compenetra ogni parte della struttura corporea

e ha tre scopi:

a. portare in tutto il corpo il principio vitale, l’energia che produce attività. Ciò avviene

per mezzo del sangue e il punto centrale per questa distribuzione è il cuore, trasmettitore

di vitalità fisica;

b. permettere all’anima, o essere umano eppure spirituale, di essere in rapporto col

suo ambiente. Ciò avviene per mezzo dell’intero sistema nervoso e il centro di tale

attività è il cervello, sede della ricettività cosciente;

c. produrre infine, per mezzo della vita e della coscienza, un’attività irradiante o

manifestazione di gloria, che farà di ciascun essere umano un centro d’attività per

la distribuzione di luce e d’energia attrattiva ad altri esseri umani e, attraverso essi,

ai regni subumani. Questo fa parte del Piano del Logos planetario per vivificare e

rinnovare la vibrazione delle forme che definiamo subumane.

50 3. Il simbolo microcosmico dell’anima non solo sottostà all’intera struttura fisica, essendo

così il simbolo dell’anima mundi o anima universale, ma è indivisibile, coesivo e

un’entità unificata, simboleggiante l’unità e l’omogeneità di Dio. In essa non vi sono

organismi separati, ma è semplicemente un corpo di forza che fluisce liberamente, la fusione

o unificazione di due tipi d’energia, in proporzione diversa, energia dinamica e

energia di attrazione o magnetica. Questi due tipi d’energia, forza di volontà e forza

d’amore, o di atma e buddhi, caratterizzano pure l’anima universale; è il giuoco di queste

due forze sulla materia che attrae al corpo eterico di tutte le forme i necessari atomi

fisici e, avendoli così attratti, per mezzo della volontà li spinge a determinate attività.

4. Questo corpo di luce e d’energia, coerente e unificato, è simbolo dell’anima, in quanto

ha in sé sette punti focali in cui la condensazione, se così possiamo esprimerci, delle due

energie mescolate, s’intensifica. Essi corrispondono ai sette punti focali del sistema solare,

in cui il Logos solare focalizza le proprie energie, attraverso i sette Logoi planetari.

Di ciò tratteremo in seguito. Il punto da notarsi qui è semplicemente la natura simbolica

del corpo eterico o corpo vitale, poiché comprendendo la natura delle energie irradiate e

la natura unificata della forma e del funzionamento, si potrà avere un’idea dell’opera

dell’anima, il principio intermedio della natura.

30

5. Si può anche spingere oltre il simbolismo, ricordando che il corpo eterico collega il corpo

puramente fisico o corpo denso con il corpo puramente sottile, il corpo astrale o emotivo.

In ciò scorgiamo il riflesso dell’anima dell’uomo che collega i tre mondi (corrispondenti

agli aspetti, solido, liquido e gassoso del corpo strettamente fisico dell’uomo)

ai piani superiori del sistema solare, collegando in tal modo il mentale al buddhico e la

mente agli stati di coscienza intuitivi.

31

REGOLA NUMERO UNO

52

L’Angelo Solare si raccoglie, non disperde la sua forza, ma in profonda meditazione, comunica

con il suo riflesso.

Alcuni presupposti fondamentali

La via del discepolo

32

REGOLA NUMERO UNO

L’Angelo Solare si raccoglie, non disperde la sua forza, ma in profonda meditazione, comunica

con il suo riflesso.

ALCUNI PRESUPPOSTI FONDAMENTALI

53 Il corso di studi che ora iniziamo tende essenzialmente a far ripiegare lo studente su se

stesso, volgendolo in tal modo verso il suo più ampio sé che, nella maggior parte dei casi, ha

fatto sentire la sua presenza solo a rari intervalli e in momenti della più alta emotività.

Quando il Sé è conosciuto e non semplicemente sentito, quando la realizzazione è tanto

mentale quanto sensoria, allora l’aspirante può essere veramente preparato all’iniziazione.

Vorrei far notare che le mie parole si basano su alcuni presupposti fondamentali che esporrò

brevemente, per amor di chiarezza.

In primo luogo si presuppone che lo studente sia sincero nella sua aspirazione e determinato

a persistere, qualunque possa essere la reazione del suo sé inferiore. Solo quelli che giungono

ad una chiara differenziazione fra i due aspetti della loro natura, il sé reale e il sé illusorio,

sono in grado di lavorare con intelligenza. Questo pensiero è espresso molto bene nei Sutra

Yoga di Patanjali.

L’esperienza (delle paia degli opposti) deriva dall’incapacità dell’anima a distinguere tra sé personale

e purusha (o spirito). Le forme oggettive esistono per l’uso e l’esperienza dell’uomo spirituale.

Dalla meditazione su ciò nasce la percezione intuitiva dell’uomo spirituale”. Libro III, 35.

Il Sutra 48° dello stesso libro, espone uno stadio ulteriore di questa realizzazione discriminante.

La qualità della discriminazione è favorita dal raccoglimento della mente e dalla accurata

attenzione prestata al metodo del costante riesame della vita.

54 In secondo luogo, mi baso sul presupposto che tutti abbiano vissuto abbastanza a lungo e

lottato con le forze avverse della vita quanto basta per aver sviluppato un discreto senso dei

veri valori.

Suppongo che essi cerchino di vivere come coloro che sanno qualcosa dei valori eterni

dell’anima. Che non si lasceranno ostacolare da alcun avvenimento relativo alla personalità o

dalla pressione del tempo e delle circostanze, dall’età o da altre ragioni fisiche. Essi hanno

saggiamente imparato che gli slanci entusiastici e un progresso energico e violento hanno i loro

inconvenienti, mentre lo sforzo costante, regolare e persistente, a lungo andare porta più

lontano. Balzi spasmodici e pressioni temporanee conducono alla delusione e ad un grave senso

d’insuccesso. È la testuggine e non la lepre, che arriva prima alla meta, sebbene infine la

raggiungano entrambe.

In terzo luogo suppongo che coloro che si accingono seriamente a trarre vantaggio dalle istruzioni

contenute in questo libro, siano preparati a seguire i semplici suggerimenti dati, a

leggere attentamente queste istruzioni, a tentare di organizzare la loro mente, ad essere regolari

nella pratica della meditazione. L’organizzazione della mente è un fatto di tutti i giorni; applicare

la mente alle comuni attività quotidiane è il miglior modo per rendere fecondi i periodi

di studio e di meditazione e per sviluppare l’idoneità al discepolato.

Chiariti questi presupposti, le mie parole vanno a coloro che cercano di essere all’altezza

per rispondere alla richiesta di servitori addestrati. Si noti che non ho detto coloro che sono

all’altezza. Intenzione e sforzo sono considerati di primaria importanza e sono i due principali

requisiti per tutti i discepoli, gli iniziati e i maestri, oltre alla capacità di persistere.

55 Nello studio di queste regole non darò tanta importanza alla loro applicazione al lavoro

magico, quanto alla formazione del mago e al suo sviluppo dal punto di vista del suo carattere.

33

Passeremo poi all’applicazione della conoscenza, alla manifestazione esteriore delle forze del

mondo, ma per ora il nostro obiettivo è un po’ diverso; cerco infatti di far nascere nella mente

e nel cervello (quindi nel sé inferiore) degli studenti l’interesse per il Sé superiore, stimolando

in tal modo il loro interesse mentale affinché si generi un sufficiente impulso a proseguire.

Non si dimentichi inoltre che quando la personalità ha compreso la magia dell’anima, questa

dominerà costantemente e si può confidare che proseguirà la formazione dell’uomo fino a

completa maturazione, non ostacolata (come siete voi necessariamente) da pensieri di tempo e

spazio e dall’ignoranza del passato dell’anima. Quando ci si occupa d’individui, si tenga sempre

presente che il lavoro richiesto è duplice e occorre:

l. Insegnare a collegare il sé personale inferiore con l’anima adombrante, in modo che nel

cervello fisico vi sia la sicura coscienza della realtà di questo fatto divino. Questa conoscenza

rende la realtà dei tre mondi, finora presunta, insufficiente ad attrarre e trattenere

ed è il primo passo dal quarto regno verso il quinto.

2. Impartire istruzioni pratiche che consentiranno all’aspirante di:

a. comprendere la propria natura. Ciò significa una certa conoscenza delle dottrine del

passato riguardanti la costituzione dell’uomo e delle interpretazioni dei moderni ricercatori

orientali e occidentali;

b. dominare le forze della propria natura e imparare a conoscere, almeno in parte, le forze

da cui è circondato;

c. metterlo in grado di sviluppare i suoi poteri latenti, tanto da poter risolvere i propri

problemi, badare a se stesso, dirigere la propria vita, affrontare le proprie difficoltà e

divenire così forte ed equilibrato spiritualmente da costringere a riconoscere la sua idoneità

come lavoratore sul piano dell’evoluzione, come mago bianco, come membro

di quel gruppo di discepoli consacrati che chiamiamo la “Gerarchia del nostro pianeta”.

56 Gli studiosi di queste materie sono esortati ad estendere il loro concetto della gerarchia di

anime, includendovi tutti i campi exoterici della vita umana (sociale, politico, economico, religioso).

Sono esortati a non limitare il concetto, come molti fanno, solo a coloro che hanno realizzato

la loro piccola organizzazione particolare, o a coloro che operano unicamente dal lato

soggettivo della vita e lungo le linee spirituali che dai conservatori sono considerate religiose e

spirituali. Tutto ciò che tende ad elevare la condizione dell’umanità, su qualsiasi piano di manifestazione,

è opera religiosa e ha un fine spirituale, poiché la materia non è che spirito al livello

più basso e lo spirito non è che materia al livello più alto. Tutto è spirituale e queste differenziazioni

non sono che il prodotto della mente finita. Tutti i lavoratori e conoscitori di Dio,

incarnati o no e operanti in qualsiasi campo della manifestazione divina, fanno perciò parte

della gerarchia planetaria e sono unità integranti della grande nuvola di testimoni, che sono gli

spettatori e osservatori”. Essi posseggono il potere della visione interiore o percezione, come

pure la visione oggettiva o fisica.

La prima regola potrebbe essere semplicemente e pur profondamente riassunta con le seguenti

parole:

1. Comunicazione egoica.

2. Meditazione ciclica.

3. Coordinazione o unione.

57 Nel Trattato del Fuoco Cosmico le regole sono precedute da un breve sommario del

procedimento e da un’affermazione riguardo alla natura del mago bianco.

Vorrei enumerare brevemente i fatti presentati dal commentario, per dimostrare

all’aspirante quanto gli viene offerto come soggetto di riflessione e come aiuto, purché egli

sappia come leggere e riflettere su quello che legge. La breve esegesi della prima regola afferma

quanto segue:

1. Il mago bianco è colui che è in contatto con la sua anima.

2. Egli è ricettivo al proposito e al piano della sua anima e ne è consapevole.

34

3. È in grado di ricevere impressioni dal regno dello spirito e di registrarle nel suo cervello

fisico.

4. Si afferma anche che la magia bianca:

a. opera dall’alto verso il basso,

b. è il risultato della vibrazione solare e quindi dell’energia egoica,

c. non è un effetto della vibrazione del lato forma della vita, essendo esente da emozione

e impulso mentale inferiore.

5. L’afflusso d’energia dell’anima è il risultato di:

a. costante raccoglimento interiore,

b. comunicazione concentrata dell’anima con la mente e il cervello,

c. meditazione costante sul piano dell’evoluzione.

6. L’anima è quindi in profonda meditazione durante l’intero ciclo d’incarnazione fisica,

che è tutto ciò di cui deve occuparsi ora lo studente.

7. Questa meditazione è di natura ritmica e ciclica, come ogni altra cosa nel cosmo.

L’anima respira e con ciò la sua forma vive.

8. Quando la comunicazione fra l’anima e il suo strumento è cosciente e stabile, l’uomo diviene

un mago bianco.

9. Quindi, chi opera nella magia bianca è invariabilmente, e per la natura stessa delle cose,

un essere umano progredito, perché occorrono parecchi cicli di vita per formare un mago.

58 10. L’anima domina la sua forma mediante il sutratma o filo di vita e, per suo mezzo,

vitalizza il suo triplice strumento (mentale, emotivo e fisico) e stabilisce così una comunicazione

col cervello. Tramite il cervello, coscientemente dominato, l’essere umano è

spinto all’attività intelligente sul piano fisico.

Questa è una breve analisi della prima regola di magia e vorrei consigliare agli studenti,

quando mediteranno sulle regole, di farne un’analisi simile da sé. Così facendo, l’intero argomento

acquisterà maggiore interesse e ne trarranno maggiore conoscenza. Inoltre essi si risparmieranno

la continua ricerca di riferimenti.

Con l’analisi che precede si offre un riassunto semplice e chiaro che permette allo studente

di iniziare questo studio sulla magia con qualche comprensione della sua situazione passata,

del suo equipaggiamento e del modo di trattare il soggetto. Rendiamoci conto sin dall’inizio

della semplicità del concetto che le mie osservazioni vogliono trasmettere. Come in passato lo

strumento e il suo rapporto con il mondo esteriore sono stati il fatto dominante nella esperienza

dell’uomo spirituale, così ora potrà verificarsi un aggiustamento per cui il fattore predominante

diverrà l’uomo spirituale, l’Angelo Solare. Ci si renderà pure conto che la sua relazione

(tramite il lato forma) esisterà tanto con il mondo interiore quanto con quello esteriore.

L’uomo ha incluso nel suo rapporto soltanto il lato forma del campo dell’evoluzione umana

media.

59 Egli lo ha usato e ne è stato dominato. Egli ne ha pure sofferto e per conseguenza col

tempo, giunto all’estrema sazietà, si è ribellato a tutto ciò che appartiene al mondo materiale.

Insoddisfazione, disgusto avversione e profonda stanchezza sono caratteristiche molto frequenti

di coloro che sono alla soglia del discepolato. Infatti, che cosa è un discepolo? È qualcuno

che cerca d’imparare un nuovo ritmo, di entrare in un nuovo campo d’esperienza e di seguire

le orme di quegli uomini più progrediti che hanno percorso prima di lui il sentiero che

conduce dalle tenebre alla luce, dall’irreale al reale. Egli ha gustato i piaceri della vita nel

mondo dell’illusione e ha riconosciuto la loro incapacità di soddisfarlo e trattenerlo. Ora egli è

in uno stato di transizione tra il nuovo stato d’esistenza e quello del passato. Egli vibra tra la

consapevolezza dell’anima e quella della forma. Egli “vede doppio”.

La sua percezione, spirituale cresce lentamente e sicuramente a mano a mano che il cervello

diventa capace di accogliere l’illuminazione dell’anima, tramite la mente. Con lo sviluppo

dell’intuizione, la sfera di consapevolezza si estende abbracciando nuovi campi di conoscenza.

Il primo campo di conoscenza che riceve illuminazione e quello che comprende la totalità

delle forme che si trovano nei tre mondi dell’attività umana (eterico, astrale, mentale). Attra35

verso questo processo l’aspirante discepolo diviene consapevole della sua natura inferiore e

comincia a rendersi conto dell’ampiezza del suo imprigionamento e (come dice Patanjali)

delle modificazioni della versatile natura psichica”. Gli ostacoli al conseguimento e al progresso

gli sono rivelati e il suo problema diventa specifico. Frequentemente raggiunge allora la

posizione in cui si trovò Arjuna, di fronte a nemici che sono i suoi congiunti stessi, perplesso

nel riconoscere quale sia il suo dovere, scoraggiato quando cerca di trovare un equilibrio fra le

paia degli opposti. La preghiera adatta a questi momenti è la celebre invocazione dell’India,

pronunciata dal cuore, compresa dalla testa e integrata da un’ardente vita di servizio a favore

dell’umanità.

Svelaci il volto del vero Sole spirituale, nascosto da un disco di luce d’oro, affinché possiamo

conoscere la verità, e compiere tutto il nostro dovere, mentre viaggiamo verso i Tuoi

sacri piedi.”

60 Perseverando e lottando egli supera i suoi problemi, mette sotto controllo i suoi desideri e i

suoi pensieri, il secondo campo della conoscenza gli viene rivelato: conoscenza del Sé nel

corpo spirituale, conoscenza dell’Ego che si esprime per mezzo del corpo causale o Karana

Sarira e consapevolezza dell’energia spirituale, che è l’impulso motivante della manifestazione

esteriore. Il “disco di luce d’oro” viene penetrato, si scorge il vero sole, si trova il sentiero e

l’aspirante continua la sua lotta verso una luce sempre più vivida.

Quando la conoscenza del Sé e la coscienza di ciò che esso vede, ode, conosce e con cui è

in contatto sono stabilizzate, si trova il Maestro, si entra in contatto con il suo gruppo di discepoli;

il piano per l’immediata collaborazione che egli deve assumere viene compreso e realizzato

progressivamente sul piano fisico. In tal modo l’attività della natura inferiore diminuisce

e a poco a poco l’uomo si mette in contatto cosciente con il suo Maestro e il suo gruppo. Ma

tutto questo avviene dopo che “la lampada si è accesa”, ossia quando l’allineamento

dell’inferiore con il superiore e l’afflusso dell’illuminazione al cervello sono fatti compiuti.

È essenziale che questi punti siano afferrati e studiati da tutti gli aspiranti, in modo che essi

possano fare i passi necessari e sviluppare la voluta consapevolezza. Finché questo non sia stato

compiuto, il Maestro, per quanto ben disposto, è impotente, e non può ammettere un uomo a

far parte del suo gruppo, prendendolo così nella sua influenza aurica e rendendolo un avamposto

della sua coscienza. Ogni gradino della via deve essere scavato nella roccia dall’uomo

stesso e non vi è via breve o facile per passare dalle tenebre alla luce.

LA VIA DEL DISCEPOLO

Il mago bianco è sempre colui che, tramite l’allineamento cosciente con il suo Ego, il suo

Angelo”, è ricettivo ai suoi piani e propositi, quindi in grado di ricevere l’impressione superiore.

Dobbiamo ricordare che, mentre la magia opera dall’alto verso il basso ed è il risultato

della vibrazione solare, non un impulso emanante da uno dei pitri lunari, l’afflusso d’energia

che imprime, proveniente dal pitri solare, è il risultato del raccoglimento interiore, del ritiro

delle sue forze, prima di inviarle in modo concentrato alla sua ombra, l’uomo, e della sua costante

meditazione sul proposito e sul piano. A questo punto sarà utile ricordare che l’Ego

(come il Logos) è immerso in profonda meditazione durante tutto il ciclo della incarnazione fisica.

61 Questa meditazione è di natura ciclica, i pitri che vi sono coinvolti mandano al loro

riflesso” correnti ritmiche d’energia, che l’uomo riconosce come “impulsi superiori”, sogni e

aspirazioni. È quindi evidente che coloro che operano nel campo della magia bianca, sono

sempre uomini progrediti e spirituali, perché il “riflesso” raramente risponde all’Ego o Angelo

Solare finché non siano trascorsi molti cicli d’incarnazione. Il pitri solare comunica con la sua

ombra” o il suo riflesso per mezzo del sutratma, che passa attraverso i corpi fino al punto

d’ingresso nel cervello fisico, se posso così esprimermi, ma l’essere umano ancora non è in

grado di focalizzarsi o avere una chiara visione in alcuna direzione.

Se guarda indietro vede solo le nebbie e i miasmi dei piani dell’illusione e non vi trova alcun

interesse. Se guarda avanti scorge una lontana luce che lo attrae, ma non può ancora per36

cepire ciò che la luce rivela. Se si guarda intorno non vede altro che la fantasmagoria della vita

formale. Se guarda all’interno, scorge le ombre proiettate dalla luce e si rende conto dei molti

ostacoli che devono essere rimossi prima che la lontana luce intravista possa essere avvicinata

e penetrare in lui, facendo sì che egli stesso si riconosca come luce, cammini in quella luce e la

trasmetta agli altri.

62 È forse bene ricordare che lo stadio del discepolato è, sotto molti aspetti, il più difficile

dell’intera scala dell’evoluzione. L’Angelo Solare è ininterrottamente in profonda meditazione;

gli impulsi d’energia emananti da lui aumentano d’intensità vibratoria e divengono sempre

più potenti. L’energia influenza sempre di più le forme attraverso cui l’anima cerca di esprimersi

e che cerca di dominare.

Questo mi riconduce alla considerazione del settimo punto nella precedente analisi della

Regola Uno, che dice: “La meditazione dell’anima è di natura ritmica e ciclica, come ogni altra

cosa nel cosmo. L’anima respira e con ciò la sua forma vive”. La natura ritmica della meditazione

dell’anima non deve essere trascurata nella vita dell’aspirante. In tutta la natura c’è un

flusso e riflusso e nelle maree dell’oceano abbiamo il meraviglioso esempio di una legge eterna.

Quando l’aspirante si adatta alle maree della vita dell’anima, comincia a rendersi conto che

un afflusso vitalizzante e stimolante è sempre seguito da un riflusso, certo e inevitabile come

le immutabili leggi della forza. Questo flusso e riflusso può essere riconosciuto

nell’avvicendarsi della morte e della rinascita. Può essere scorto nel succedersi delle vite di un

uomo, poiché alcune esistenze sono apparentemente statiche e prive di eventi, lente e inerti dal

punto di vista dell’esperienza dell’anima, mentre altre sono vibranti, piene di esperienze e di

progresso. Questo deve essere ricordato da voi tutti, quando cercate di aiutare gli altri a vivere

rettamente. Si trovano essi nella fase di riflusso o sono trasportati dal flusso dell’energia

dell’anima? Attraversano un periodo di temporanea quiescenza, preparatoria a maggior impulso

e sforzo, tanto che il da farsi non può essere altro che rinforzare e stabilizzare in modo da

permettere loro di “tenersi nell’essere spirituale”? Oppure subiscono un afflusso ciclico di forze?

In questo caso il lavoratore deve cercare di aiutare a dirigere e utilizzare l’energia che (se

mal diretta) potrebbe condurre al fallimento della vita, mentre se saggiamente usata, sfocerà in

un servizio pieno e fecondo.

63 Tali concetti possono anche essere applicati ai grandi cicli delle razze e questo studio

potrebbe rivelarsi ricco d’interesse. Inoltre, ciò che è di grande importanza per noi, questi impulsi

ciclici nella vita del discepolo sono molto più frequenti, rapidi e potenti che nella vita

dell’uomo di media evoluzione; talvolta si alternano tanto rapidamente da causare sgomento.

L’esperienza della vetta e della valle, nella vita del mistico, non è che un altro modo di esprimere

questo flusso e riflusso. A volte il discepolo cammina nella luce del sole, altre nelle tenebre;

talvolta egli conosce la gioia della piena comunione poi tutto gli sembra di nuovo tetro

e sterile; occasionalmente il suo servizio è un’esperienza feconda e soddisfacente e gli sembra

di essere veramente in grado di aiutare; altre volte gli sembra di non avere nulla da offrire e il

suo servizio è arido e apparentemente senza risultato. Tutto gli è chiaro in certi giorni e gli

sembra di essere sulla vetta della montagna a contemplare un vasto paesaggio assolato, dove

tutto è chiaro alla sua visione. Sa e sente di essere un figlio di Dio. Poi sembra che le nuvole

riappaiano, non si sente più sicuro di nulla e gli sembra di non sapere più nulla. Talora cammina

nella luce del sole, quasi sopraffatto dallo splendore e dal calore dei suoi raggi, e si chiede

per quanto tempo si prolungherà l’instabilità di queste esperienze, il violento alternarsi di

questi opposti.

Tuttavia, una volta compreso che sta osservando l’effetto esercitato sulla sua natura formale

dagli impulsi ciclici e dalla meditazione dell’anima, il significato diventa più chiaro ed egli si

rende conto che è l’aspetto forma che risponde erroneamente e che reagisce in modo disuguale

all’energia. Impara allora che quando sarà in grado di vivere nella coscienza dell’anima e raggiungere

le “grandi altezze”a volontà, le fluttuazioni della vita della forma non lo toccheranno

più. Percepisce allora il sentiero stretto come filo di rasoio, che conduce dal piano della vita fisica

al regno dell’anima e trova che, percorrendolo con piede fermo, esso lo condurrà fuori

dall’instabile mondo dei sensi, nella chiara luce del giorno e nel mondo della realtà.

37

64 Il lato forma della vita diviene per lui un semplice campo di servizio e non di percezioni

sensorie. Lo studente ponderi su quest’ultima frase e miri a vivere come anima. Allora saprà di

essere il solo responsabile degli impulsi ciclici, emananti dall’anima, che egli stesso ha emesso;

saprà d’essere l’iniziatore delle cause e quindi non più soggetto agli effetti.

Osservando da un altro punto di vista, percepiamo due fattori: il respiro e la forma cui il respiro

infonde energia rendendola attiva. Con un attento studio, appare evidente che per eoni ci

siamo identificati con la forma; abbiamo dato la massima importanza agli effetti dell’attività

comunicataci, senza comprendere la natura del respiro, senza conoscere la natura di Colui che

respira. Ora, soggetto del nostro studio è quest’Entità che, respirando ritmicamente, condurrà

la forma alla retta azione e al retto dominio. Questo è il nostro obiettivo e la nostra meta. Una

giusta comprensione è tuttavia necessaria per valutare intelligentemente il nostro compito e i

suoi effetti.

Si potrebbe dire molto di più su questa regola, ma si è già detto abbastanza affinché

l’aspirante al discepolato di media evoluzione possa riflettervi e farne la regola delle sue azioni.

Molti di noi sono ad un livello medio, non è vero? Considerandoci diversamente ci separiamo

dagli altri e pecchiamo di separatività – l’unico vero peccato.

Una valutazione dei pensieri che precedono dovrebbe far nascere nell’aspirante la

realizzazione del valore del suo lavoro dì meditazione, mentre l’idea della risposta ciclica

all’impulso dell’anima è alla base della meditazione mattutina, del momento di raccoglimento

del mezzogiorno e dell’esame serale. Un flusso e riflusso più ampio è indicato anche nei due

aspetti della luna, luna piena e luna nuova. Lo si tenga presente.

65 Possa esserci un pieno e costante afflusso di forza ciclica dal regno dello spirito in ciascuno

di noi, che ci porti nel regno della luce, dell’amore e del servizio e susciti una risposta ciclica

da ciascuno! Possa esserci uno scambio costante fra colui che istruisce e il discepolo che cerca

istruzioni!

Molto lavoro preliminare dovrà essere compiuto. Il discepolo sul piano fisico e il maestro

interiore (sia egli uno dei Grandi Esseri o il “Maestro nel cuore”) devono conoscersi un poco e

abituarsi alle reciproche vibrazioni. Gli istruttori sui piani interiori devono combattere molto a

causa della lentezza dei processi mentali degli studenti sul piano fisico. Ma confidenza e fiducia

stabiliranno la giusta vibrazione che risulterà infine in un lavoro accurato. La mancanza di

fede, di calma, d’applicazione e la presenza d’irrequietezza emotiva costituiscono degli ostacoli.

A coloro che si trovano sul lato interiore occorre molta pazienza nel trattare con tutti coloro

che devono essere utilizzati, in mancanza d’altro materiale migliore. Alcune imprudenze

fisiche possono rendere il corpo fisico non ricettivo; preoccupazioni e ansietà fanno vibrare il

corpo astrale ad un ritmo che rende impossibile la giusta ricezione del proposito interiore; pregiudizi,

critiche, orgoglio, rendono inutilizzabile il veicolo mentale. Gli aspiranti a questo difficile

lavoro devono sorvegliarsi con cura infinita, mantenere la pace e la serenità interiori e la

flessibilità mentale che potranno renderli utili a proteggere e guidare l’umanità.

Si possono quindi stabilire le seguenti regole:

1. È essenziale giungere con ogni sforzo all’assoluta purezza di movente.

2. La capacità di entrare nel silenzio degli alti luoghi verrà in seguito.

66 L’acquietarsi della mente dipende dalla legge del ritmo. Se vibrate in molte direzioni,

registrando pensieri provenienti da ogni parte, questa legge non potrà governarvi. Si deve pervenire

ad uno stato di perfetta calma e armonia, prima che l’equilibrio possa essere raggiunto.

La legge di vibrazione e lo studio della sostanza atomica sono strettamente intrecciati.

Quando si saprà di più circa gli atomi, la loro azione, reazione e interazione, gli esseri umani

controlleranno i loro corpi scientificamente, sincronizzando la legge di vibrazione e quella

del ritmo. Esse sono la stessa cosa eppure dissimili; sono fasi della legge di gravità. La Terra

stessa è un’entità che, con la forza di volontà, trattiene a sé tutte le cose. È un argomento difficile

di cui finora si sa ben poco. L’inspirazione e l’espirazione dell’entità della Terra esercita

una potente influenza sulla vibrazione della materia del piano fisico. Esiste un nesso anche fra

questo e la luna. Gli esseri umani che sono specialmente sotto l’influenza lunare, rispondono a

quest’attrazione più degli altri ed è difficile usarli come trasmettitori. Va coltivato il silenzio

38

che proviene dalla calma interiore. Gli aspiranti sono esortati a ricordare che a suo tempo essi

pure faranno parte del gruppo d’istruttori dal lato interiore del velo. Se essi non avranno appreso

il silenzio che deriva dalla forza e dalla conoscenza, come potranno sopportare

l’apparente mancanza di comunicazione che troveranno tra sé e coloro che sono dal lato esterno

del velo? Imparate quindi a mantenervi calmi, altrimenti la vostra utilità sarà ostacolata

dall’irrequietezza astrale quando sarete al di là della morte.

3. Ricordate sempre che la mancanza di calma nella vita quotidiana impedisce agli istruttori

sui livelli egoici di raggiungervi. Sforzatevi quindi di mantenervi calmi nel corso della vostra

vita; lavorate, faticate, lottate, aspirate e mantenete la calma interiore. Raccoglietevi costantemente

nel lavoro interiore, coltivando in tal modo la rispondenza ai piani superiori. Una perfetta

stabilità dell’equilibrio interiore è ciò di cui gli istruttori hanno bisogno in coloro che essi

cercano di utilizzare. Si tratta di un equilibrio interiore che si attiene alla visione, pur eseguendo

il lavoro esteriore sul piano fisico, con concentrata attenzione del cervello fisico, in nessun

modo sviata dalla ricettività interiore. Vi è dunque un’attività duplice.

67 4. Imparate a dominare il pensiero. È necessario custodire ciò cui pensate. La razza umana

nel suo insieme comincia a divenire sensibile, telepatica e responsiva all’interazione del pensiero.

Si sta avvicinando il momento in cui il pensiero diventerà di dominio pubblico e in cui

gli altri sentiranno ciò che pensate. Il pensiero deve quindi essere accuratamente custodito.

Coloro che sono in contatto con le verità superiori e divengono sensibili alla mente universale

devono proteggere una parte della loro conoscenza dall’intromissione d’altre menti. Gli aspiranti

devono imparare a inibire certi pensieri e a impedire a certe conoscenze di trapelare nella

coscienza pubblica quando sono in contatto con gli altri. È naturalmente di vitale interesse

comprendere il significato delle parole “non disperdere le proprie forze”. Molte sono le linee

d’attività che si presentano al discepolo ispirato dall’anima; la scelta non è facile e ogni aspirante

può trovarsi nella perplessità. Cerchiamo di mettere il problema sul piano dell’attività

giornaliera, dato che non siamo ancora in grado di comprendere in che modo l’anima possa

disperdere le sue forze” sui piani superiori. In base a quale criterio un uomo può riconoscere

la giusta linea d’attività da intraprendere fra le molte possibili? In altre parole, esiste un indizio

rivelatore che lo metta in grado di scegliere infallibilmente la giusta azione da compiere, la

giusta via da percorrere? La domanda non si riferisce alla scelta fra il sentiero della ricerca spirituale

e il cammino della vita mondana, si riferisce alla scelta della giusta azione, quando si è

di fronte a diverse alternative.

68 Non c’è alcun dubbio che l’uomo, progredendo, si trovi confronato a distinzioni sempre più

sottili. La cruda discriminazione fra ciò che è giusto e ciò che non lo è, che occupa la coscienza

ancora bambina, è seguita da distinzioni più sottili fra il giusto e il più giusto, l’alto e il più

alto, inoltre i valori morali e spirituali devono essere affrontati con la più meticolosa percezione

spirituale. Nella tensione e nel travaglio della vita e nella costante pressione esercitata su

ogni membro del gruppo da coloro che ne fanno parte, la complessità del problema è veramente

grande.

Nel risolvere tali problemi, si può cominciare con alcune ampie discriminazioni e passare

in seguito ad altre più sottili. Tra azione egoistica e azione altruistica, per l’anima onesta non

vi è dubbio su quale debba cadere la scelta. La scelta che implica discriminazione tra beneficio

individuale e responsabilità di gruppo elimina rapidamente ogni altro fattore ed è facile per

l’uomo che si assume la giusta responsabilità. Notate l’uso delle parole “giusta responsabilità”.

Noi consideriamo l’uomo sano e normale e non il fanatico, morboso ed eccessivo. Passiamo

ora alla distinzione fra le opportunità, che riguarda le relazioni del piano fisico nel campo degli

affari e della finanza, in cui il fattore da considerare è il bene maggiore di tutte le parti interessate.

Se con questo triplice processo d’eliminazione si è potuto giungere a una certa posizione,

sorgono però casi in cui sembra che né il buon senso comune, né la logica, né il discernimento

razionale possano aiutare. Il desiderio è soltanto di fare la cosa giusta; l’intento è di

agire nel modo più elevato possibile e seguire la linea d’azione che condurrà al maggior bene

del gruppo, indipendentemente da qualsiasi considerazione personale. Ma sul sentiero che si

39

deve percorrere non c’è luce, né si riconosce la porta per cui si deve passare e l’uomo rimane

in uno stato di costante indecisione. Cosa fare allora? Le possibilità sono due.

69 La prima è che l’aspirante può seguire la propria inclinazione e scegliere la linea d’azione,

fra tutte le altre, che gli sembra la più saggia e la migliore. Ciò comporta la fiducia nella legge

del karma e anche la dimostrazione di quella risolutezza, che è il miglior modo in cui la sua

personalità può imparare ad attenersi alle decisioni della propria anima. Comporta anche la

capacità di procedere secondo la decisione presa, accettandone i risultati senza rimpianto e

senza rammarico.

La seconda è di aspettare, fidando in un senso di direttiva interiore, sapendo che a suo tempo,

a mano a mano che le porte si chiuderanno, quella che rimarrà aperta indicherà la via da

seguire. Vi è infatti una sola porta aperta che l’uomo può oltrepassare. Per riconoscerla occorre

l’intuizione. Nel primo caso si può sbagliare e l’uomo può trarne insegnamento ed esperienza

che lo arricchiranno; nel secondo caso, l’errore è impossibile e l’azione compiuta sarà quella

giusta.

È quindi ovvio che tutto si risolve nel saper comprendere quale sia il posto che si occupa

sulla scala dell’evoluzione. Solo l’essere umano altamente progredito può conoscere il momento

e l’occasione e discernere adeguatamente la sottile distinzione tra un’inclinazione psichica

e l’intuizione.

A proposito dei due metodi per giungere ad una decisione definitiva, l’uomo che dovrebbe

far uso del senso comune e stabilire una linea d’azione basata sull’impiego della mente concreta,

non cerchi di applicare il metodo più elevato, attendendo che una porta si apra. Egli pretenderebbe

troppo al punto in cui si trova. Deve ancora imparare a risolvere i propri problemi

prendendo la giusta decisione e usando la mente in modo corretto. Con tale metodo progredirà,

poiché le radici della conoscenza intuitiva si trovano nella profondità dell’anima e deve quindi

esserci il contatto con l’anima prima che l’intuizione possa operare. Si può dare solo un breve

cenno: l’intuizione riguarda sempre l’attività di gruppo e non i piccoli affari personali. Se siete

ancora accentrati nella personalità, riconoscetelo e con i mezzi a vostra disposizione governate

le vostre azioni.

70 Se riconoscete di agire come anima e siete immersi nell’interesse per gli altri, liberi da

desiderio egoistico, allora adempirete ai vostri obblighi, assumerete le vostre responsabilità,

procederete nel vostro lavoro di gruppo e la via si aprirà dinanzi a voi mentre eseguirete il

compito e adempirete il dovere del momento. Dal dovere perfettamente adempiuto emergeranno

i doveri più ampi, che rientrano nel lavoro mondiale; l’assunzione delle responsabilità

familiari renderà più forti le nostre spalle, permettendoci d’assumere quelle del gruppo più

ampio. Qual è quindi il criterio da seguire?

Riassumendo, ripeto che per l’aspirante di grado elevato, la scelta dell’azione dipende da

un saggio uso della mente inferiore, dall’impiego di un sano senso comune, dall’oblio del proprio

benessere egoistico e dell’ambizione personale. Questo conduce all’adempimento del dovere.

Per il discepolo, tutto quanto sopra verrà automaticamente e necessariamente mantenuto,

ma in più vi sarà l’uso dell’intuizione, che rivelerà il momento in cui più ampie responsabilità

di gruppo potranno essere giustamente assunte e sostenute simultaneamente a quelle del gruppo

minore. Riflettete su tutto ciò. L’intuizione non rivela il modo per alimentare l’ambizione,

né la maniera per gratificare il desiderio di progresso egoistico.

40

REGOLA NUMERO DUE

73

Quando l’ombra ha risposto, nella meditazione profonda il lavoro procede. La luce inferiore

è proiettata verso l’alto; la luce maggiore illumina i tre, e il lavoro dei quattro prosegue.

Ostacoli agli studi occulti

Superamento degli ostacoli

41

REGOLA NUMERO DUE

OSTACOLI AGLI STUDI OCCULTI

73 Questa regola è una delle più difficili, ma anche delle più complete. Occorrerà del tempo

per poterne trattare correttamente. Essa offre un’interessante illustrazione della corrispondenza

del microcosmo col macrocosmo. In relazione alla luce di cui si parla sono possibili due interpretazioni.

Si fa riferimento alla “luce maggiore” che illumina i tre e, in secondo luogo, al proiettare

verso l’alto la “luce minore”.

La “luce maggiore” è quella dell’anima, che è la luce stessa, che illumina la manifestazione

della triplice personalità. In ciò è la corrispondenza con il macrocosmo, simboleggiato per noi

in Dio: luce manifesta del sistema solare. Il sistema solare è tre in uno o uno in tre, e la luce

del Logos illumina il tutto. La “luce inferiore” è quella nascosta nell’essere umano sul piano

fisico. Ad un certo stadio dell’esperienza umana questa luce si risveglia in tutto il corpo fisico

per fondersi infine con la “luce maggiore”. È vero che la luce e la vita di Dio stesso emanano

dal Sole spirituale centrale, ma solo quando la luce latente entro il sistema solare stesso si ridesterà

e sorgerà potrà diffondersi lo splendore caratteristico della gloria del sole, risplendente

in tutta la sua forza. Similmente, è vero che la luce dell’anima emana dalla Monade, ma solo

quando la luce entro il piccolo sistema (diretto dall’anima) si risveglia e sorge, può manifestarsi

lo splendore di un figlio di Dio.

74 In queste istruzioni, tuttavia, dobbiamo trattare principalmente del microcosmo e della luce

in esso dimorante, quindi non ci dilungheremo a parlare delle analogie macrocosmiche.

Nello studiare questa seconda regola, notiamo che una relazione cosciente si è stabilita tra

l’anima e la sua ombra, l’essere umano sul piano fisico. Entrambi hanno meditato. Sarà bene

che gli studenti notino questo fatto e ricordino che uno degli obiettivi della meditazione giornaliera

è di mettere cervello e mente in grado di vibrare all’unisono con l’anima, la quale, “in

meditazione profonda”, cerca di comunicare col suo riflesso.

La corrispondenza con questa relazione o vibrazione sincrona è interessante:

Anima L’uomo sul piano fisico

Mente Cervello

Ghiandola pineale Corpo pituitario

È interessante anche la relazione tra i centri e la loro sincronizzazione, in cui è sintetizzata

tanto l’evoluzione della razza umana quanto quella della singola unità, l’uomo.

Centro della testa Base della spina dorsale

Centro del cuore Plesso solare

Centro della gola Centro sacrale

In quanto abbiamo detto, lo studente più avanzato (proprio quello che esiterà a considerarsi

tale) non mancherà di scorgere un indizio.

Troviamo il medesimo simbolo nella relazione fra Oriente e Occidente e fra i grandi corpi

di verità detti religione e scienza.

Col procedere della vita di meditazione, il rapporto tra l’anima e il suo triplice strumento

diviene sempre più stretto producendo una vibrazione più potente. Quante vite occorreranno

per raggiungere tale risultato, dipende da vari fattori, troppo numerosi per essere citati qui, ma

che lo studente farà bene a valutare, facendo un elenco di quelli che sente debbano essere presi

in considerazione quando cerca di stabilire lo stadio evolutivo in cui si trova.

75 Il risultato di questa risposta è un riorientamento dell’uomo inferiore allo scopo di produrre

una sintesi dei Tre e dell’Uno, affinché il lavoro dei Quattro possa procedere. Abbiamo qui il

riflesso di quanto avvenne nel microcosmo di ciò con cui il Logos solare iniziò, i “Sacri Quattro”

del Cosmo; l’uomo diviene a sua volta i “Sacri Quattro”, ossia spirito e i tre della manifestazione.

Soffermiamoci a riflettere su quattro parole:

1. Comunicazione

42

2. Risposta

3. Riorientamento

4. Unione

Ecco come si esprime l’Antico Commentario:

Quando la comunicazione è stabilita, le parole sono subito adoperate e la legge mantrica assume il

suo vero posto, purché mentre l’Uno comunica le parole, i tre rimangano in silenzio.

Quando si riconosce che la risposta emana dai tre, l’Uno, in silenzio, ascolta.

Le parti sono invertite. Una triplice parola scaturisce dalla triplice forma. Si produce un capovolgimento.

Gli occhi non guardano più al mondo delle forme, si volgono all’interno, focalizzano la luce e

un mondo interiore dell’essere si rivela; Manas si acquieta poiché occhi e mente sono unificati.

Il cuore non batte più in accordo con il desiderio inferiore, né spreca il suo amore per le cose che

deformano e nascondono il Reale. Con ritmo nuovo, volge il suo amore al Reale e maya svanisce. Kama

e cuore sono intimi alleati; amore e desiderio formano un tutto unico, l’uno appare di notte, l’altro

alla luce del giorno … “

Quando fuoco, amore e mente si sottomettono, emettendo la triplice parola, la risposta giunge”.

76 “L’Uno pronuncia una parola che sommerge il triplice suono. Dio parla, La forma rabbrividisce e

trema. Il nuovo sorge, un uomo rinnovato; la forma ricostruita; la casa preparata. I fuochi si uniscono e

grande è la luce che risplende; i tre si fondono con l’Uno e nello splendore un quadruplice fuoco appare”.

In questa descrizione poetica, che ho cercato di rendere nel nostro linguaggio moderno, i

saggi dell’antichità esprimevano un’idea. La data dell’Antico Commentario da cui sono tratte

queste parole è imprecisabile. Se cercassi di dirvi a quale epoca risale, non avrei alcuna prova

da addurre per dimostrare la verità delle mie parole e dovrei fare appello alla vostra credulità,

ciò che gli aspiranti devono evitare nella loro ricerca dell’essenziale e del reale. Nelle poche

frasi precedenti ho cercato di dare l’essenza di ciò che è espresso nel Commentario per mezzo

di pochi simboli e un testo criptico. Queste antiche scritture non si leggono come uno dei nostri

libri moderni. Sono interpretate per mezzo della vista e del tatto. Il significato si rivela in

un lampo. Darò un esempio. Le parole: “L’Uno pronuncia la parola che sommerge il triplice

suono”, sono rappresentate da un fascio di luce terminante in una parola simbolica scritta in

caratteri d’oro, sovrapposta a tre simboli in nero, rosa e verde. In tal modo i segreti vengono

accuratamente custoditi.

Ho pensato che agli studenti potesse interessare sapere qualche cosa di quest’antico libro di

testo degli Adepti. Lo studio di questa regola sarà suddiviso in due parti:

1. Il rapporto tra anima e personalità, che verrà trattato con particolare riferimento alla meditazione

nella vita giornaliera, piuttosto che dal punto di vista teorico e accademico.

2. Il significato delle parole “la luce inferiore e, proiettata verso l’alto”, che si riferiscono ai

centri e al fuoco di Kundalini. A questo punto vorrei sottolineare quanto sia opportuno

che ogni studente pervenga alla comprensione del suo corpo eterico e ciò per diverse

ragioni.

77 In primo luogo, il corpo eterico è il prossimo aspetto della sostanza del mondo che verrà

studiato e sul quale scienziati e ricercatori indagheranno. Tale momento potrà essere affrettato,

se uomini e donne capaci di pensare formuleranno idee intelligenti su questo interessante soggetto.

Con un pensiero chiaro possiamo contribuire alla rivelazione della verità e, sulla base

delle nostre attuali cognizioni sull’etere, gli scienziati perverranno alla comprensione delle

forme o dei corpi eterici. In secondo luogo, il corpo eterico è composto di correnti di forza e in

esso vi sono centri vitali, connessi fra loro e con il sistema nervoso dell’uomo fisico, per mezzo

di linee di forza. Tramite queste linee di forza esso è pure connesso con il corpo eterico di

tutto il sistema circostante. Si noti che in ciò risiede la base della fede nell’immortalità, della

43

legge di fratellanza o unità e della verità astrologica. In terzo luogo è la necessità di rendersi

conto che il corpo eterico è vitalizzato dal pensiero, che può portarlo al pieno funzionamento.

Ciò avviene col retto pensiero, non con esercizi di respirazione e tenendo il naso. Comprendendo

ciò, si eviteranno molte pratiche pericolose e si perverrà ad un dominio normale e sicuro

di questo potentissimo strumento, il corpo vitale. È mio vivo desiderio che tale risultato sia

raggiunto al più presto. Gli studi occulti sono d’estrema importanza e coloro che vi si dedicano

devono usare tutta l’applicazione mentale e l’attenzione concentrata di cui sono capaci. Essi

richiedono pure la costante applicazione pratica delle verità apprese.

In Occidente lo studio dell’occultismo è considerato dal punto di vista dell’indagine intellettuale,

ma non viene applicato alla pratica. Con la teoria, colui che aspira a percorrere il sentiero

occulto giunge alla percezione di qualche barlume di luce, ma la sistematica applicazione

pratica delle leggi occulte finora ha fatto pochi progressi.

Quali sono gli ostacoli? Vale la pena di prendere in considerazione tre punti:

78 1. Ostacoli che incontrano gli Occidentali nello studio dell’occultismo.

2. Come tali ostacoli possono essere superati.

3. Alcune pratiche che l’aspirante potrà seguire per prepararsi a percorrere il sentiero occulto.

Questo è l’unico stadio attualmente possibile per la maggioranza.

Uno dei principali ostacoli al corretto apprendimento delle leggi dell’occultismo e alla loro

applicazione pratica risiede nella relativa giovinezza dell’Occidente e nei rapidi cambiamenti,

che costituiscono la caratteristica predominante della civiltà europea e americana. La storia

d’Europa risale a soli tremila anni e quella dell’America odierna a pochi secoli fa.

L’occultismo fiorisce in un’atmosfera già preparata, in un ambiente altamente magnetizzato e

in condizioni di stabilità, risultanti da un lavoro di millenni sul piano mentale.

Questa è una delle ragioni per cui l’India offre una così adeguata scuola di formazione. La

conoscenza occulta vi risale a decine di migliaia d’anni fa e il tempo ha lasciato la sua impronta

anche sul fisico del popolo, provvedendolo di corpi che non oppongono quella resistenza

che s’incontra così spesso nel corpo degli Occidentali. L’ambiente è da lungo tempo permeato

delle forti vibrazioni dei Grandi Esseri, che risiedono entro i suoi confini e che con il loro andirivieni

e la loro prossimità, magnetizzano continuamente l’etere circostante. Ciò produce anche

un’altra linea di minor resistenza, poiché questa magnetizzazione eterica influisce sui corpi

eterici della popolazione con cui c’è stato un contatto. Da questi due fattori, tempo e vibrazione

elevata, risulta la stabilità di ritmo che facilita il lavoro occulto e offre una sfera di quiete

adatta all’attività mantrica e cerimoniale.

79 Tali condizioni non esistono in Occidente, dove ogni settore della vita è in costante

cambiamento, dove il frequente e rapido spostarsi del campo d’azione crea ampie zone di fermento

che ostacolano qualsiasi lavoro di natura magica. La quantità di forza necessaria per ottenere

certi risultati non ne giustifica l’impiego e si è lasciato passare il tempo nello sforzo di

ottenere un effetto equilibratore.

Il culmine dell’agitazione sembra ormai passato e si sta creando gradatamente una condizione

più stabile, ciò che potrà permettere di tentare con successo un definito lavoro occulto. Il

Maestro R. sta lavorando a questo problema e similmente il Maestro del popolo inglese, che

non è il medesimo Maestro che si occupa del Movimento Laburista o del miglioramento delle

condizioni sociali. Essi sono aiutati da un discepolo di rara capacità in Svezia e da un iniziato

nella Russia meridionale, che lavora molto sui livelli mentali. Il loro scopo è di attingere alla

riserva di forza accumulata dai Nirmanakaya, affinché il suo afflusso possa spazzare via la

materia di grado inferiore, permettendo così ad una vibrazione più alta di agire liberamente.

Un altro ostacolo è costituito dal forte sviluppo della mente concreta. Ma sia ben chiaro che

questo sviluppo non deve essere in alcun modo considerato un danno. Tutto segue il giusto

corso evolutivo e più tardi, quando Oriente e Occidente avranno raggiunto una migliore comprensione

e influenza reciproca, il loro mutuo rapporto sarà benefico per entrambi; l’Oriente

trarrà profitto dalla stimolazione mentale derivante dalla forte vibrazione mentale dei fratelli

occidentali, mentre l’Occidente acquisterà molto dal ragionamento astratto dell’Orientale e,

nello sforzo di afferrare ciò che la prima sottorazza della razza madre ariana apprese così fa44

cilmente, l’Occidentale verrà in contatto con la sua mente superiore, costruendo così con maggiore

facilità il ponte tra la mente superiore e la mente inferiore. I due tipi hanno bisogno l’uno

dell’altro e il loro effetto reciproco tende ad una sintesi finale.

80 La mente concreta, in sé, offre materia per un trattato di grande mole, ma noi ci limitiamo a

rilevare qualcuno dei modi in cui essa ostacola le razze che così prevalentemente la

rappresentano:

a. Con la sua intensa attività e il suo impulso all’azione essa ostacola l’afflusso di ispirazione

dall’alto. Essa agisce come una cortina oscura che preclude l’accesso alla illuminazione

superiore. Solo la stabilità e la quiete stabile permettono a quest’illuminazione

di filtrare, attraverso i corpi superiori, fino al cervello fisico ed essere così disponibile

per il servizio pratico.

b. La saggezza della Triade esiste per essere usata dalla personalità, ma le disquisizioni

della mente inferiore ne sbarrano il passaggio. Quando il fuoco della mente arde troppo

intensamente, si forma una corrente che neutralizza l’afflusso dall’alto e costringe il

fuoco inferiore a recedere. Solo quando i tre fuochi s’incontrano, essendo regolato il

fuoco mediano della mente, si può giungere alla piena luce; il fuoco proveniente

dall’alto, o luce triadica, il fuoco del sé inferiore, o kundalini, e il fuoco della mente o

manas cosmico, devono incontrarsi sull’altare. La loro unione determina la consumazione

di tutto ciò che ostacola la completa emancipazione.

c. Con il discernimento, facoltà del corpo mentale concreto, i corpi inferiori sono esercitati

nell’arte di distinguere l’illusione dal centro della realtà, il reale dall’irreale, il Sé dal

non-sé. Segue un periodo, che occorre superare, in cui l’attenzione dell’Ego è necessariamente

rivolta al sé inferiore e ai suoi veicoli e in cui le vibrazioni della Triade, le leggi

inerenti all’evoluzione macrocosmica e il soggiogamento del fuoco al servizio del

Divino devono perciò essere temporaneamente messe da parte.

81 Quando l’uomo scorge prontamente la verità in tutto ciò con cui viene in contatto e

automaticamente sceglie il vero o il reale, impara allora la lezione dell’azione gioiosa e

vede aprirsi dinanzi a sé il sentiero della beatitudine. Il sentiero occulto diventa per lui

accessibile, poiché la mente concreta ha servito il suo scopo, è divenuta il suo strumento

e non il suo padrone, il suo interprete e non il suo ostacolo.

d. La mente concreta ostacola in un altro modo, meno comune, di cui lo studente ai primi

tentativi di percorrere la spinosa via dello sviluppo occulto non si rende conto. Quando

la mente concreta è esuberante e domina completamente la personalità, l’aspirante non

può collaborare con le altre vite e con le diverse evoluzioni, fintanto che l’amore non

sostituisce la mente concreta (anche se egli, in teoria, comprende le leggi che governano

l’evoluzione del piano logoico e lo sviluppo delle altre entità solari oltre alla propria Gerarchia).

La mente separa, l’amore attrae; la mente crea barriere fra l’essere umano e

ogni deva che supplica; l’amore abbatte ogni barriera e fonde e unisce i diversi gruppi;

la mente respinge con una potente vibrazione, scartando tutto ciò con cui viene in contatto,

come la ruota che getta da parte ciò che ostacola il suo cerchio vorticoso; l’amore

raduna tutto intorno a sé e tutto trascina con sé, fondendo le unità separate in un tutto

unificato e omogeneo; la mente respinge con il proprio abbondante calore, bruciando e

ardendo qualunque cosa le si avvicini; l’amore mitiga e guarisce per la somiglianza del

suo calore con quello di ciò che avvicina, e fonde il suo calore e la sua fiamma con il calore

e la fiamma d’altre vite che evolvono. Infine, la mente spezza e distrugge, mentre

l’amore produce coesione e guarisce.

82 Ogni cambiamento nella vita umana è soggetto a leggi immutabili, se ci è concessa una

affermazione tanto paradossale. L’occultista che tenta di scoprire queste leggi per conformarsi

a esse, comincia a smaltire il proprio karma e quindi non colora la luce astrale. Il solo metodo

con cui queste leggi possono per ora essere apprese dai molti che desiderano conoscerle, è

l’attento studio delle vicissitudini dell’esistenza quotidiana per un lungo periodo di anni.

Dalle caratteristiche predominanti in un ciclo di dieci anni, ad esempio, confrontate a periodi

precedenti o successivi di durata analoga, lo studente potrà avere un’idea approssimativa

45

della tendenza degli eventi e farsene una guida. Quando lo studente raggiunge il punto di evoluzione

in cui può fare un confronto con le vite precedenti e venire a conoscenza della colorazione

del suo ciclo di vita precedente, allora è possibile un rapido progresso nell’adeguare la

vita alla legge. Quando lo studente è in grado di conoscere anche le vite successive, vedendone

la colorazione, il karma (com’è conosciuto nei tre mondi) cessa e l’adepto è padrone delle

cause e degli effetti che condizionano e regolano il suo veicolo inferiore.

Egli aspira al sentiero occulto e considera cambiamenti ed eventi alla luce di tutti gli avvenimenti

passati e, quanto più fedele e accurata è la sua memoria, tanto meglio può dominare

tutte le eventuali situazioni.

Due degli ostacoli sono dunque:

a. la relativa novità e la mutevolezza, caratteristiche dell’occidente;

b. lo sviluppo della mente concreta.

83 Il terzo ostacolo è conseguenza del precedente e consiste nell’importanza che in Occidente

si dà al lato materiale della vita. Ciò ha portato ad una triplice condizione delle cose. In primo

luogo, il mondo dello spirito, o mondo astratto senza forma della coscienza soggettiva, non è

scientificamente riconosciuto. Esso è riconosciuto per innata tendenza solo da chi è dotato di

temperamento mistico o da coloro che sono in grado di studiare la storia soggettiva dell’uomo

e delle razze umane, ma la scienza non riconosce quest’aspetto della manifestazione, né gli

scienziati in genere credono a un mondo d’attività superfisica. Tutto ciò che nelle razze precedenti

occupava un posto predominante nella vita e nel pensiero dei popoli, oggi incontra solo

scetticismo e incredulità e tutte le discussioni sono precedute da un punto interrogativo. Tuttavia,

un progresso c’è stato e dalla guerra sono scaturite molte cose. Ad esempio, la domanda

non è più “C’è una vita dopo la morte?”, bensì “Di quale natura è la vita futura?”, e questo è

un presagio molto incoraggiante.

In secondo luogo, le masse soffrono a causa delle repressioni e degli effetti dell’inibizione.

La scienza ha detto che non c’è Dio, non c’è spirito nell’uomo. La religione dal suo canto afferma

che deve esserci un Dio, ma dove trovarlo? Le masse dicono; “Non vogliamo un Dio

costruito dai cervelli dei teologi”. Perciò, la vera comprensione interiore non trova modo di

espandersi e l’attività che dovrebbe trovare la sua legittima espressione nell’aspirazione superiore,

si volge invece alla deificazione delle cose, cose relative alla carne, connesse alle emozioni

o alla mente inferiore. La guerra ha contribuito molto, relegando le cose al giusto posto e

la perdita della proprietà ha insegnato a molti il valore di ciò che è essenziale e la necessità di

eliminare ciò che è superfluo.

Una terza condizione scaturisce dalle due precedenti. Non esiste una giusta comprensione

del futuro. Quando la vita dello spirito è negata, quando la manifestazione della vita si concentra

sulle cose concrete ed evidenti, il vero fine dell’esistenza scompare e le parole sarcastiche

dell’iniziato Paolo: “Mangiamo e beviamo, tanto domani morremo” caratterizzano

l’atteggiamento della maggioranza degli esseri umani.

84 Gli uomini soffocano la voce interiore che testimonia la vita dell’al di là e sommergono le

parole che risuonano nel silenzio nel frastuono e nel vortice degli affari, del piacere e

dell’agitazione.

Tutto il segreto del successo sul sentiero occulto dipende da un atteggiamento mentale; il

materialismo concreto, la concentrazione sulla forma e il desiderio delle cose dell’immediato

presente non consentono un grande progresso nell’apprendimento della verità esoterica superiore.

Un quarto ostacolo è rappresentato dal corpo fisico, che è stato costituito con un nutrimento

a base di carne e di cibi e bevande fermentati ed è cresciuto in ambienti in cui aria fresca e luce

solare non sono fattori predominanti. Naturalmente, parlo in generale, alludendo alle masse

e non ai sinceri studenti d’occultismo. Da secoli l’alimento base delle razze occidentali è formato

da cibi in decomposizione, e quindi in condizione di fermentazione; il risultato si può riscontrare

nei corpi non adatti a sostenere gli sforzi imposti dall’occultismo e costituiscono

quindi una barriera al chiaro risplendere della vita interiore. Quando frutta fresca e vegetali,

acqua limpida, frutti oleosi, grani crudi e cotti costituiranno l’unica dieta dei figli degli uomini

46

in evoluzione, allora si formeranno corpi idonei a divenire veicoli per gli Ego altamente evoluti.

Essi attendono pazientemente il girare della ruota e l’arrivo di un ciclo che permetta il compiersi

del loro destino. Quel tempo non è ancora giunto e il lavoro d’eliminazione, e aggiustamento

è necessariamente lento e tedioso.

SUPERAMENTO DEGLI OSTACOLI

85 Prima di iniziare a rimuovere gli ostacoli è necessario rendersi conto d’alcune cose, che

potrebbero essere espresse come segue:

a. Rendersi conto che l’obbedienza al dovere immediato e l’adesione alla più alta forma di

verità a noi nota costituiscono il sentiero verso un’ulteriore rivelazione.

b. Rendersi conto che la spassionatezza e una grande virtù da coltivare e che la disposizione

ad accettare gioiosamente qualsiasi disagio, dolore o angoscia di natura temporanea

deve essere sviluppata in vista della futura gloria che dissiperà le nubi dell’attimo fuggente.

c. Rendersi conto che la sintesi è il metodo con cui si perviene alla comprensione e che,

fondendo le paia degli opposti, si raggiunge il sentiero di mezzo che conduce direttamente

al cuore della cittadella.

Quando questi tre fattori governeranno in modo predominante la sua visione della vita, lo

studente potrà sperare di riuscire, con strenuo sforzo, a superare i quattro ostacoli cui abbiamo

accennato.

Riprendendo le nostre considerazioni sulla seconda regola, tratteremo in primo luogo della

relazione dell’anima con la personalità, soprattutto dal punto di vista della meditazione. Trattiamo

quindi della “luce maggiore” e in seguito ci occuperemo della “luce inferiore che si

proietta verso l’alto”, uniformandoci così alla legge della conoscenza occulta, secondo la quale

si comincia sempre dai principi universali.

Si tenga presente che queste regole sono destinate a coloro cha hanno una personalità ben

coordinata e che stanno gradatamente dominando la mente. L’uomo utilizza perciò la mente

inferiore o mente razionale, mentre l’anima utilizza la mente superiore o astratta; queste unità

operano con due aspetti del principio universale della mente e su questo terreno la loro relazione

diviene possibile. Il lavoro che l’essere umano compie sulla propria mente è di renderla

negativa e ricettiva all’anima; questa è la sua occupazione positiva (notate l’uso della parola

positiva” nel tentativo di rendere la mente ricettiva, poiché in ciò sta la chiave della retta azione).

Il lavoro dell’anima in meditazione consiste nel rendere il punto di quella meditazione

tanto positivo da impressionare la mente e in tal modo condurre l’uomo a uniformarsi al Piano

eterno.

86 Abbiamo quindi di nuovo lo stabilirsi di una relazione tra una vibrazione positiva e una

negativa. Lo studio di questi rapporti è ricco d’utili chiarimenti, che fanno parte

dell’insegnamento impartito durante la preparazione alla prima iniziazione. Possiamo elencare

queste relazioni in ordine progressivo in rapporto al sentiero evolutivo.

1. La relazione tra il corpo fisico maschile e femminile, che l’uomo chiama rapporto sessuale

e al quale oggi si dà estrema importanza. In questa valle dell’illusione, sovente il simbolo

accaparra l’attenzione e si dimentica ciò che esso rappresenta. La soluzione di questa

relazione condurrà all’iniziazione dell’intera razza umana ed attualmente essa è totalmente

presa proprio da questo fatto.

2. La relazione fra il corpo astrale e quello fisico, che per la maggioranza degli esseri umani

consiste nel dominio che la natura astrale positiva deve acquistare sulla natura fisica, automatica,

negativa. Il corpo fisico, strumento del desiderio, ne è influenzato e dominato:

desiderio della vita fisica e dell’acquisizione di cose tangibili.

3. La relazione fra mente e cervello, la quale costituisce il problema per gli uomini e le razze

più progrediti e la cui importanza è testimoniata dal vasto sistema di scuole, collegi e

università. Negli ultimi cinquant’anni è stato compiuto un notevole progresso riguardo a

questa relazione e l’opera degli psicologi ne indica il punto culminante. Quando ciò sarà

47

compreso, la mente verrà considerata il fattore positivo e gli altri due aspetti della natura

formale reagiranno in modo ricettivo.

87 4. La relazione tra l’anima e la personalità, il problema cui attualmente è rivolta l’attenzione

degli aspiranti, i pionieri della famiglia umana, che aprono le vie del mondo dell’anima.

Di tale relazione si occupano mistici e occultisti.

5. La relazione fra i centri sotto il diaframma e quelli al disopra di esso:

a. Fra il centro alla base della spina dorsale e il loto dai mille petali, il centro della testa.

In tale relazione i quattro petali del centro alla base della spina dorsale diventano i

molti, ossia il quaternario si perde nell’universale.

b. Fra il centro sacrale e quello della gola. In questa relazione avviene una unione fra le

dodici Gerarchie creative e il quaternario ed è rivelato il segreto dei sedici petali del

loto della gola.

c. Fra il centro del plesso solare e il cuore. Relazione in cui il dieci dell’uomo perfetto,

in questo nostro sistema solare, si perde nella completezza del dodici. Allo stesso

modo in cui l’uomo, quaternario perfetto dal punto di vista della forma, viene in contatto

con le dodici Gerarchie creative (nel loro aspetto creativo ed inferiore), così nella

relazione fra il plesso solare e il centro del cuore si perfeziona il secondo aspetto;

l’amore dell’anima può esprimersi perfettamente tramite la natura emotiva.

6. La relazione fra i due centri della testa, o il centro fra le sopracciglia e il centro al sommo

della testa, la quale si stabilisce quando anima e personalità sono un’unità operante.

7. La relazione fra la ghiandola pineale e il corpo pituitario, risultante da quella precedente.

8. La relazione fra mente superiore e mente inferiore, che implica un costante e crescente

contatto con l’anima. L’atteggiamento meditativo dell’anima viene assunto anche dai tre

corpi (l’uomo spirituale), mentre la costante meditazione dell’anima continua anche sul

suo proprio piano. In questa regola ci occupiamo principalmente di questa relazione e

degli effetti che ne derivano.

88 Una successiva relazione, che però non ci riguarda in alcun modo si stabilisce tra l’anima e

la Monade dopo la terza iniziazione e, nel corso dell’evoluzione cosmica, queste relazioni emergeranno.

Scopo dell’umanità nel suo insieme è di stabilire la relazione fra anima e corpo e

non è necessario andare oltre.

A mano a mano che l’uomo cerca di raggiungere il dominio della mente, l’anima a sua volta

diviene più attivamente aggressiva.

L’opera dell’Angelo Solare sinora si è svolta in gran parte nel suo mondo e riguarda la sua

relazione con lo spirito; l’essere umano, operante attraverso i cicli del piano fisico, non vi ha

partecipato.

L’anima ha usato la sua energia in modo generale, in direzione del quinto regno. L’Angelo

Solare ora sta avvicinandosi ad un periodo di crisi e di riorientamento. All’inizio della storia

dell’umanità vi fu una grande crisi che chiamiamo individualizzazione. In quell’epoca gli Angeli

Solari, in risposta a una richiesta o attrazione da parte degli animali-uomini (nel loro insieme,

lo si noti) inviarono loro una parte della loro energia, incorporante la qualità del processo

mentale. Essi fecondarono, per così dire, il cervello. Nacque così l’umanità. Questo

germe portava in sé due altre potenzialità: amore spirituale e vita spirituale, che a suo tempo si

manifesteranno.

89 Il continuo fiorire della mente dell’uomo, che contraddistingue l’epoca attuale, indica

all’Angelo Solare una seconda crisi, di cui la prima non fu che il simbolo. La ragione di esistere

dell’Angelo Solare è di rendere evidente la sua presenza nell’umanità e su di esso si sta esercitando

un’altra forte sollecitazione, che questa volta produrrà una seconda fecondazione.

Essa doterà l’uomo di qualità che lo metteranno in grado di trascendere le limitazioni umane e

di entrare a far parte del quinto regno della natura o regno spirituale. Il primo sforzo

dell’Angelo Solare mutò l’animale-uomo in essere umano; il secondo muterà gli esseri umani

in entità spirituali, arricchite dell’esperienza acquisita nella famiglia umana.

48

Per questo l’Angelo Solare, l’anima, sta organizzandosi e riorientandosi alfine di dirigere

nuovamente il suo potere sul mondo degli uomini. L’anima deve stabilire un contatto fra

l’aspetto inferiore della sua triplice natura e l’aspetto che già si è insediato nel cervello umano.

Attività intelligente e amore saggezza devono unirsi e l’unione deve avvenire sul piano fisico.

Per poter fare questo l’anima sta entrando in “profonda meditazione” in unione con tutte le altre

anime che sono riuscite a portare il loro strumento in condizione di rispondere. Questa è la

meditazione di gruppo fondamentale e quando l’uomo raggiunge lo stato che nei libri orientali

è chiamato “samadhi”, può partecipare, come anima, a questa meditazione di gruppo ed entra

nel ciclo di servizio che si esprime attraverso la Gerarchia planetaria. La mente razionale e la

mente astratta funzionano come un’unità e il principio motivante è l’amore. L’anima, che esprime

amore e intelligenza astratta, si unifica con la sua espressione sul piano fisico tramite il

cervello e, quando ciò avviene, l’uomo inferiore ha sincronizzato la sua meditazione con quella

dell’anima.

È questo l’obiettivo del nostro lavoro. Non dimentichiamolo e facciamo ogni sforzo per

portare mente e cervello in condizione di funzionare in modo tale da permettere all’uomo di

sgusciare dalla propria meditazione e (perdendo di vista i propri pensieri) diventare l’anima, il

pensatore nel regno dell’anima.

90 A qualcuno può risultare nuovo questo concetto dell’anima che si organizza in vista dello

sforzo, riorienta le sue forze e si prepara a infondere un nuovo e più potente impulso, ma è così.

Tutte le forme di vita sono soggette alla forza evolutiva e passano da un’iniziazione all’altra

e l’anima non è esclusa da questo processo. Come l’anima dell’animale-uomo si unì a un altro

principio divino, dando origine al quarto regno della natura, così l’anima dell’umanità cerca di

mettersi in contatto con un altro aspetto divino. Questo contatto, una volta effettuato, determinerà

l’avvento del Regno di Dio sulla Terra; il piano fisico ne verrà trasformato e si entrerà in

quel peculiare periodo che viene presentato simbolicamente col termine di “millennio”.

I conoscitori di Dio di quell’epoca avranno la preponderanza su coloro che semplicemente

aspirano a quella conoscenza; il loro contatto e gli effetti della forza da essi trasmessa saranno

sentiti in tutti i regni della natura. Il dominio su tutte le forme e il potere di agire come trasmettitori

dell’energia spirituale che chiamiamo amore è la promessa ricompensa degli Angeli

Solari trionfanti e l’ambita meta della loro meditazione. I Figli di Dio trionferanno sulla Terra

in piena espressione incarnata e porteranno luce (quindi vita) a tutte le forme manifestate.

Questa è la “vita più abbondante” di cui parla il Cristo. Questo è il conseguimento dei veri

Nirvani, che pur vivendo in ininterrotta meditazione nei regni spirituali, possono anche operare

sulla Terra. Scopo dell’iniziazione è di mettere l’uomo in grado di vivere sempre al centro,

ma di agire come distributore d’energia in una direzione qualsiasi e, dopo le iniziazioni successive,

in tutte le direzioni.

Nelle prossima regola ci occuperemo del lavoro della “luce minore” dell’uomo sul piano fisico.

Io, che ho acquisito una certa comprensione della vita dell’Angelo Solare, cerco di assicurare

i miei compagni di pellegrinaggio che le cose dei sensi sono insignificanti e di nessun

valore se paragonate alle ricompense che, qui e in questa vita, attendono l’uomo che cerca di

fondere la sua coscienza d’ogni giorno con quella della sua anima. Egli entra a far parte della

comunità delle anime e non è più solo. I periodi di solitudine non sono che il risultato di un errato

orientamento e dell’attaccamento a ciò che nasconde la visione e riempie così completamente

le mani che non possono afferrare ciò che è stato chiamato “il gioiello nel loto”

49

REGOLA NUMERO TRE

91

L’energia circola. Il punto di luce, prodotto dal lavoro dei quattro, aumenta e cresce. Le miriadi

si raccolgono attorno al suo ardente calore fintanto che la luce non recede. Il suo fuoco

impallidisce. Viene allora emesso il secondo suono.

Luce dell’anima e luce del corpo

Principi e personalità

***

50

REGOLA NUMERO TRE

LUCE DELL’ANIMA E LUCE DEL CORPO

93 In queste regole di magia sono incorporate le leggi del lavoro creativo e i mezzi con cui un

uomo può agire come anima incarnata.

Esse non trattano principalmente delle norme che governano lo sviluppo dell’uomo. Naturalmente,

molto può essere appreso incidentalmente al riguardo, poiché l’uomo cresce mediante

il lavoro creativo e la comprensione, ma non è questo l’obiettivo essenziale di questo insegnamento.

Mediante la sintesi, gradatamente crescente, del processo meditativo svolto dall’anima sul

proprio piano e di quello dell’aspirante, l’uomo manifesta (nel cervello fisico) un punto di luce

che si è occultamente acceso sul piano mentale. La luce ha sempre un duplice significato:

l’energia e la sua manifestazione in una forma qualsiasi, poiché luce e materia sono termini sinonimi.

Il pensiero dell’essere umano e l’idea dell’anima hanno stabilito un punto di rapporto

tra loro ed è nato il germe di una forma pensiero. Questa forma pensiero, una volta completata,

incorporerà quel tanto del grande Piano (sul quale la Gerarchia opera) che l’uomo e in grado di

visualizzare, comprendere e realizzare sul piano mentale. Questo, nei primi stadi di aspirazione

dell’uomo ai primi passi sul Sentiero del Discepolato e fino alla seconda iniziazione, è

compreso nella parola “servizio”.

94 Dapprima egli ha una vaga idea dell’unità della Vita e della sua manifestazione come

fratellanza fra tutte le forme di quella Vita divina. Questo ideale soggettivo conduce gradatamente

alla comprensione del modo in cui questa relazione essenziale può realizzarsi a livello

pratico. Se ne può trovare l’espressione nei grandi sforzi umanitari, nelle organizzazioni per

alleviare le sofferenze degli esseri umani e degli animali e nei tentativi fatti in tutto il mondo

per migliorare le relazioni fra nazioni, religioni e gruppi.

Il numero di unità umane in contatto col piano gerarchico è sufficiente per poterne dedurre

con certezza che il cervello collettivo della famiglia umana (quell’entità che chiamiamo quarto

regno della natura) è sensibile alla visione e ne ha foggiato la forma luminosa sul piano mentale.

Più tardi, il pensiero del servizio e del Sé si dimostrerà inadeguato e si cercherà una forma

d’espressione più idonea, ma per ora è sufficiente.

La forma pensiero creata dall’aspirante è ora portata in manifestazione dalle energie focalizzate

dell’anima e dalle forze riorientate della personalità. Ciò avviene in tre stadi:

l. Il periodo in cui l’aspirante lotta per raggiungere la quiete interiore e l’attenzione indirizzata

che lo metteranno in grado di udire la voce del silenzio. Per mezzo di simboli ed esperienze

di vita interpretate, essa gli esprime gli scopi e i piani con i quali egli può cooperare.

Secondo lo stadio di sviluppo da lui raggiunto, tali piani potranno esprimere:

a. Piani già materializzati, sotto forma di gruppi sul piano fisico, con i quali egli può

cooperare e negli interessi dei quali può sommergere il proprio interesse.

95 b. Il piano o frammento di piano che è suo privilegio individuale portare in manifestazione

e quindi materializzare in un’attività di gruppo sul piano fisico. Il compito di alcuni aspiranti

è di aiutare e operare in gruppi già attivi. Compito di altri è di portare in manifestazione

forme d’attività che sono ancora sul piano soggettivo. Solo gli aspiranti liberi

da ambizione personale possono veramente cooperare in questo secondo aspetto del lavoro.

Quindi, “uccidi l’ambizione”.

2. Il periodo in cui l’aspirante si abitua a udire chiaramente e a interpretare correttamente la

voce interiore dell’anima e medita sul messaggio comunicatogli. Durante questo periodo

l’energia circola”. Si stabilisce una costante riposta ritmica all’energia del pensiero

dell’anima e, parlando in senso figurato, si ha un costante flusso di forza tra il centro d’energia

che chiamiamo anima sul suo piano e il centro di forza che è un essere umano. L’energia scorre

lungo il “filo” o sutratma e stabilisce una risposta vibratoria tra il cervello e l’anima.

51

Poiché in queste istruzioni è mia intenzione rilevare le analogie tra i differenti aspetti della

divinità, come si esprimono nell’uomo o nel macrocosmo, l’Uomo Celeste, a questo punto si

potrebbe fare un’interessante osservazione.

L’antico Yoga dell’epoca degli Atlantidi (pervenutoci nell’insegnamento, necessariamente

frammentario, dello yoga dei centri) ci informa che il riflesso del sutratma nell’organismo umano

è il midollo spinale e si esprime per mezzo di tre canali, denominati idà, pingalà e sushumnà,

il canale centrale. Quando le forze negative e positive del corpo, che si esprimono

lungo i canali nervosi di idà e pingalà, sono equilibrate, esse possono ascendere e discendere

lungo il canale centrale, passando senza impedimenti attraverso i centri collocati lungo la spina

dorsale e giungendo fino al cervello. Si ha allora la perfetta espressione dell’anima

nell’uomo fisico.

96 Tutto ciò è in realtà una corrispondenza con il sutratma, che collega l’uomo fisico e

l’anima, poiché il sutratma esprime a sua volta l’energia positiva dello spirito, l’energia negativa

della materia e l’energia equilibrata dell’anima; il conseguimento dell’equilibrio costituisce

infatti l’attuale obiettivo dell’umanità. Durante il periodo delle iniziazioni successive,

l’uso positivo dell’energia spirituale sostituisce l’uso equilibrato della forza dell’anima, ma di

questo sta dio ulteriore l’aspirante non deve ancora preoccuparsi; per il momento trovi il “nobile

sentiero di mezzo” tra le paia degli opposti e, incidentalmente, scoprirà che le forze da lui

usate sul piano fisico utilizzano il canale nervoso centrale della spina dorsale. Ciò avverrà

quando la trasmissione della luce e della verità al cervello fisico lungo il canale centrale del

sutratma, si risolverà in un’utilità soddisfacente. Parlando simbolicamente, si può dire che le

idee e i concetti che giungono attraverso il canale sutratmico negativo sono fondamentalmente

buoni, ma mancano di forza e si dissolvono nel nulla. Essi sono tinti d’emotività e non hanno

la forma organizzata che solo la mente pura può dare. Idee e concetti che giungono attraverso

il canale opposto (parlando in senso figurato) si concretizzano troppo rapidamente e sono motivati

dall’ambizione personale di una mente autoritaria. La mente è sempre egoistica, egocentrica

ed esprime l’ambizione personale che porta in sé il germe della propria distruzione.

Quando invece si usa il sushumnà (canale nervoso centrale) e la sua energia, è l’anima, creatrice

magnetica e intelligente, che trasmette le sue energie. I piani possono allora essere portati

a compimento secondo il proposito divino e procedere con le loro attività costruttive ‘nella

luce’. Il punto di contatto egoico e lunare emette sempre il punto di luce, come abbiamo visto

nelle nostre regole di magia, ed è focalizzato nel punto del sutratma corrispondente alla luce

nella testa dell’aspirante.

3. Il periodo in cui egli fa risuonare la Parola sacra e, fondendola con la voce dell’Ego o anima,

mette in moto la materia mentale per costruire la propria forma pensiero.

97 È l’essere umano sul piano fisico che ora fa risuonare la Parola, e lo fa in quattro modi:

a. Egli diviene il Verbo incarnato e cerca di “essere quello che è”.

b. Fa risuonare la Parola dentro di sé, cercando di farlo come anima. Visualizza se stesso

come anima che, per mezzo di quella Parola, emana energia in tutto il sistema in cui

la sua anima infonde vita: i suoi strumenti mentale, emotivo, vitale e fisico.

c. Egli fa letteralmente risuonare la Parola sul piano fisico, influenzando così i tre gradi

di materia del suo ambiente. Durante tutto questo tempo egli “mantiene la mente ferma

nella luce” e la sua coscienza salda nel regno dell’anima.

d. Parallelamente (e questo è lo stadio più difficile) egli visualizza ininterrottamente la

forma pensiero per mezzo della quale spera di esprimere l’aspetto del piano con cui è

venuto in contatto e che intende portare in manifestazione attiva con la propria vita e

nel proprio ambiente.

Tutto ciò è veramente possibile solo quando tra anima e cervello si è stabilito un rapporto

stabile. Tale processo comporta la capacità del cervello di registrare ciò che l’anima sta visualizzando

e di cui diviene consapevole nel proprio regno. Comporta anche un’attività parallela

della mente, poiché l’aspirante deve interpretare la visione e utilizzare l’intelligenza concreta

per adattare saggiamente tempo e forma alla vera espressione di ciò che è stato appreso. Tutto

52

questo non è davvero facile a compiersi, ma l’aspirante dovrà infine imparare a esprimersi in

piena coscienza, in più modi e simultaneamente

In questo modo egli comincia a imparare una triplice attività, ciò che nell’Antico

Commentario è così descritto:

98 “Il Globo solare risplende con radioso splendore. La mente illuminata riflette la gloria solare. Il globo

lunare sale dal centro alla vetta ed è trasformato in un radioso sole di luce. Quando questi tre soli non

sono più che uno, Brahma si manifesta. Un mondo luminoso è nato.”

Letteralmente ciò significa che quando l’anima (simboleggiata come globo solare), la mente

e la luce nella testa formano un’unità, il potere creativo dell’Angelo Solare può esprimersi

nei tre mondi e costruire una forma attraverso cui la sua energia può esprimersi attivamente. Il

globo lunare è un modo simbolico di indicare il plesso solare che, col tempo, dovrà compiere

due azioni:

1. Unire e fondere le energie dei due centri di forza inferiori e

2. elevare le energie fuse che, unendosi alle energie degli altri centri superiori, ascendono

alla testa.

Tutto ciò contiene un insegnamento e una teoria che devono essere elaborati nello esperimento

e nell’esperienza pratica, nonché nell’attività cosciente dell’aspirante.

Vorrei indicare anche la natura del servizio reso dall’umanità nel suo insieme nel piano generale

dell’evoluzione. La regola che ora commentiamo non si applica soltanto al singolo individuo,

ma anche alla predestinata attività del quarto regno della natura. Con la meditazione,

la disciplina e il servizio, l’essere umano rende sempre più luminoso il punto di luce che venne

in manifestazione al tempo della sua individualizzazione, fino a farlo divampare in luce radiosa

che illumina i tre mondi. Questo fatto si riflette nella luce della testa; sì stabilisce così un

rapporto che permette non solo la sincronizzazione vibratoria, ma anche un’irradiazione e una

emanazione di forza magnetica che è possibile riconoscere nei tre mondi dell’ambiente immediatamente

circostante di un uomo.

99 Lo stesso vale per il regno umano. Quando la sua illuminazione aumenta, a mano a mano

che la sua luce diventa più potente, la sua influenza sui regni subumani è analoga a quella esercitata

dall’anima individuale sull’uomo in incarnazione fisica. Dico analoga come forza

causale, benché non corrispondente negli effetti. Si noti la differenza. L’umanità rappresenta il

macrocosmo rispetto agli stati di coscienza subumani e questo è stato messo bene in rilievo da

H.P.B. L’effetto su questi stati minori e più materiali è quadruplice:

l. Stimolazione dell’aspetto spirituale, che si esprime come anima in tutte le forme, la forma

di un minerale, di un vegetale o di un animale. L’aspetto positivo d’energia di tutte queste

forme diverrà più forte producendo un aumento d’irradiazione, ad esempio nel regno minerale.

In ciò si trova un accenno alla natura del processo che porrà termine alla nostra esistenza planetaria

e infine al nostro sistema solare. Nel regno vegetale l’effetto sarà la manifestazione di

maggiore bellezza e varietà e l’evoluzione di nuove specie volte a uno scopo impossibile da

spiegare ai non iniziati. Uno dei risultati sarà la produzione di forme che serviranno di

nutrimento agli angeli e ai deva minori.

Nel regno animale l’effetto sarà l’eliminazione del dolore e della sofferenza e il ritorno alle

condizioni ideali del Giardino dell’Eden. Quando l’uomo agisce come anima, egli guarisce,

stimola e infonde vita, trasmette le forze spirituali dell’universo e funge da barriera alle emanazioni

nocive e a tutte le forze distruttive. Il male e i suoi effetti si servono ampiamente

dell’umanità come loro canale operativo. Funzione dell’umanità è di trasmettere e manipolare

la forza. Negli stadi iniziali e dell’ignoranza, ciò avviene in modo distruttivo e dà risultati

dannosi.

Più tardi, agendo sotto l’influsso dell’anima, la forza verrà usata correttamente e saggiamente

e ne risulterà il bene. È pur vero che “tutta la creazione è immersa nel dolore del travaglio,

in attesa della manifestazione dei Figli di Dio”.

53

100 2. Apporto di luce. L’umanità è il portatore di luce planetario, che trasmette la luce della

conoscenza, della saggezza e della comprensione, in senso esoterico. Questi tre aspetti della

luce, tramite l’anima mundi, l’anima mondiale, portano tre aspetti dell’energia dell’anima

nell’anima in tutte le forme. Dal punto di vista fisico possiamo renderci conto di ciò, notando

la differenza tra l’odierna illuminazione del pianeta e quella di cinquecento anni fa. Le città

sfolgoranti di luci, i villaggi rurali risplendenti nella notte con le loro vie e case illuminate, le

vie aeree, tracciate da proiettori e campi di globi accesi, gli oceani punteggiati di navi luminose

e il numero sempre crescente d’aeroplani illuminati che solcano i cieli.

Tutto questo non è che il risultato della crescente illuminazione dell’uomo. L’aspetto conoscenza

della luce l’ha portato in manifestazione. Chi può dire ciò che avverrà quando l’aspetto

saggezza sarà predominante? Quando questi aspetti verranno connessi dalla comprensione,

l’anima dominerà nei tre mondi e in tutti i regni della natura.

3. La trasmissione d’energia. Il significato di tali parole può essere compreso solo concettualmente,

ma non è ancora possibile rendersi conto di come il regno umano agisca e abbia influenza

sui tre regni subumani. Il triangolo spirituale rivolto verso il basso e il triangolo della

materia che si protende verso l’alto s’incontrano nell’umanità, vertice contro vertice, quando si

perviene al punto d’equilibrio. Nel conseguimento e nella spiritualizzazione dell’uomo e riposta

la speranza del mondo. L’umanità stessa è il Salvatore del mondo, e tutti i suoi Salvatori

del mondo non ne sono stati che simbolo e promessa

101 4. La fusione dell’evoluzione dei deva o angeli con quella umana. Questo è un mistero che

sarà risolto quando l’essere umano, pervenuto alla coscienza del proprio Angelo Solare, scoprirà

che anch’esso non è che una forma di vita la quale, avendo servito al suo scopo, deve essere

abbandonata. L’evoluzione degli angeli o deva è una delle grandi linee di forza contenute

nell’espressione divina; gli Angeli Solari, gli Agnishvatta della Dottrina Segreta e del Trattato

del Fuoco Cosmico, nel loro aspetto forma appartengono a questa linea.

In tal modo l’umanità serve e, con lo sviluppo di un’attitudine cosciente al servizio, con la

crescita della comprensione cosciente della parte individuale da compiere nell’esecuzione del

Piano e con l’assoggettamento della personalità all’anima, l’umanità progredirà costantemente

verso la sua meta di servizio universale.

Permettetemi di dire una parola che renda il raggiungimento di tale meta lo scopo pratico

nella vostra vita. Le dannose condizioni magnetiche, prodotte dall’erroneo impiego della forza

da parte dell’uomo, sono la causa del male nel mondo che ci circonda, inclusi i tre regni subumani.

Come può ognuno di noi, individualmente, cambiare tali condizioni? Sviluppando

l’innocuità in se stesso. Esaminatevi quindi da questo punto di vista, sorvegliate la vostra condotta

giornaliera, le vostre parole e i vostri pensieri, in modo da renderli assolutamente innocui.

Coltivate pensieri, su voi stessi e sugli altri, che siano positivi e costruttivi, quindi innocui.

Osservate l’effetto emotivo che esercitate sugli altri in modo che né il vostro umore, né una

vostra depressione o reazione emotiva possano nuocere ad alcuno. Ricordate inoltre che la violenta

aspirazione spirituale e l’entusiasmo mal collocato o mal diretto possono nuocere facilmente

a qualche vostro simile; non sorvegliate quindi soltanto le vostre tendenze errate, ma

anche l’uso delle vostre virtù.

Se l’innocuità sarà la nota fondamentale della vostra vita, riuscirete a produrre giuste condizioni

armoniche nella vostra personalità, più che con qualsiasi altra disciplina. La drastica

purificazione prodotta dallo sforzo di essere innocui contribuirà largamente a eliminare gli stati

di coscienza errati. Fatene quindi un soggetto di riflessione e includete quest’idea nel vostro

esame serale.

102 Vorrei esortare tutti coloro che leggono queste pagine a dare un nuovo inizio alla vita

spirituale. Vorrei dire a ciascuno di dimenticare ogni conseguimento del passato, di ravvivare

il fervore e concentrarsi sul Piano.

Qualche progresso nella realizzazione della coscienza di gruppo è certamente stato fatto e

l’interesse per il sé separato è diminuito. Indubbiamente è aumentata la visione della fede nella

Legge di Dio, che guida tutta la creazione alla perfezione finale, e tale visione permette di distogliere

gli occhi dalle vicende dell’esperienza individuale e dirigerli verso la realizzazione

54

del proposito relativo al tutto. Tale è l’obiettivo, tale è la meta. Ampiezza di visione, inclusività

di comprensione e orizzonti più ampi sono i preliminari essenziali d’ogni lavoro da compiersi

sotto la guida della Gerarchia di Adepti. Lo stabilizzarsi della coscienza nella Vita Una e

il riconoscimento dell’unità fondamentale di tutta la creazione devono essere in qualche misura

sviluppati, prima che possano venire affidate certe conoscenze e Parole di Potere e la manipolazione

delle forze, che portano la realtà soggettiva in manifestazione esteriore.

A questo punto, quale discepolo più anziano e forse con maggiore esperienza e come lavoratore

nella grande vigna del Signore, vi esorto a praticare l’innocuità con zelo e comprensione,

poiché (se veramente realizzata) essa distrugge ogni limitazione. La nocività è basata

sull’egoismo e sull’atteggiamento egocentrico. È la manifestazione di forze concentrate per

rafforzare, esaltare ed appagare se stessi. L’innocuità è l’espressione della vita dell’uomo che

si rende conto d’essere ovunque, che vive coscientemente come anima, la cui natura è amore,

il cui metodo è l’inclusività e per il quale tutte le forme sono simili in quanto velano e nascondono

la luce e non sono che esteriorizzazioni dell’unico Essere Infinito.

103 Questa realizzazione, permettetemi di ricordarvelo, si manifesterà come vera comprensione

della necessità del fratello, scevra da sentimentalismi e opportunismi. Essa condurrà a quel silenzio

che scaturisce dall’assenza di riferimento al sé separato. Essa produrrà quella risposta

istantanea al vero bisogno, che caratterizza i Grandi Esseri i quali, dietro le apparenze esteriori

scorgono la causa interiore delle condizioni notate nell’esistenza esteriore e così, da quel punto

di saggezza, è possibile aiutare e guidare veramente. L’innocuità rende cauti nel giudizio, reticenti

nel parlare, capaci di astenersi da azioni impulsive e sopprime la tendenza alla critica. In

tal modo è lasciato libero il passaggio alle forze del vero amore e alle energie spirituali che

sembrano vitalizzare la personalità, conducendo così alla retta azione.

L’innocuità sia dunque la nota fondamentale della vostra vita. Si dovrebbe fare un esame

serale esclusivamente su questo tema; dividetelo in tre parti e considerate:

l. Innocuità nel pensiero. Ne risulterà principalmente il dominio della parola.

2. Innocuità nella reazione emotiva. Essa diverrà un canale per l’aspetto amore

dell’anima.

3. Innocuità nell’azione. Ne risulterà equilibrio, abilità nell’azione e liberazione della

volontà creativa.

Questi tre punti dovrebbero essere studiati nei loro effetti e sviluppi su se stessi, nell’effetto

esercitato sulle persone con le quali si viene in contatto e nei rapporti col proprio ambiente.

104 Mi si permetta di far notare che dò suggerimenti basati sulla mia esperienza nel lavoro

occulto. Non vi è alcun obbligo all’obbedienza. Noi cerchiamo di formare dei servitori intelligenti

dell’umanità, i quali si sviluppano con lo sforzo autoiniziato, la libertà d’azione e la scelta

del metodo da adottare, non con l’obbedienza assoluta, l’acquiescenza passiva e la cieca adesione.

Questo non sia mai dimenticato. Semmai un ordine dovesse emanare dal gruppo soggettivo

d’istruttori di cui io sono un umile membro, sarà quello di seguire i dettami della vostra

anima e i suggerimenti del Vostro Sé superiore.

Prima di, procedere all’analisi di questa regola e di quella precedente, poiché esse non sono

che due metà di un tutto, vorrei ricordarvi che in questa serie di meditazioni su antiche formule,

ci occupiamo del lavoro magico dell’aspirante quale collaboratore nelle imprese della

Grande Loggia Bianca. Trattiamo dei metodi della magia bianca. Vi ricorderò anche che il lavoro

magico della nostra Gerarchia planetaria consiste nel sorvegliare la psiche nel mondo

delle forme, affinché lo schiudersi del fiore dell’anima possa essere alimentato e favorito in

modo tale che la gloria irradiante, la forza magnetica e infine l’energia spirituale possano manifestarsi

tramite la forma. In tal modo apparirà evidente il potere dei tre raggi della manifestazione

divina.

Primo Raggio Energia spirituale

Secondo Raggio Forza magnetica

Terzo Raggio Gloria irradiante

Questi raggi trovano il riflesso microcosmico nell’aura dell’uomo perfetto:

55

Primo Raggio Monadico Energia spirituale Centro della testa

Secondo Raggio Egoico Forza magnetica Centro del cuore

Terzo Raggio Personalità Gloria irradiante Plesso solare

105 Mi chiederete perché non nomino il centro della gola. Perché i centri sotto il diaframma

simboleggiano essenzialmente il sé personale inferiore e nel centro che li sintetizza, il plesso

solare, esprimono la forza magnetica dell’aspetto materia nell’essere umano. Il centro della

gola è spinto a crescente attività creativa quando la personalità vibra in risposta all’anima.

Consideriamo le parole alla fine della regola precedente:

La luce minore è proiettata verso l’alto e la luce maggiore illumina i tre; l’opera dei quattro

procede.

Che cosa è questa luce minore? Lo studente ricordi che per i presenti scopi egli deve

considerare tre corpi di luce:

Il corpo radiante dell’anima stessa, sul suo piano, frequentemente chiamato Karana Sarira o

corpo causale.

Il corpo eterico o vitale, veicolo del prana, che è il corpo di luce d’oro, o piuttosto il veicolo

dal colore di fiamma.

Il corpo di “luce oscura”, che è il modo occulto di riferirsi alla luce nascosta del corpo fisico

e alla luce latente nell’atomo stesso.

L’Antico Commentario si riferisce a questi tre tipi d’energia nei seguenti termini simbolici:

Quando la luce radiosa dell’Angelo solare è fusa con la luce d’oro dell’intermediario cosmico, risveglia

dall’oscurità la piccola luce di anu, l’atomo.”

Intermediario cosmico”, così è definito il corpo eterico, che è parte e particella dell’etere

universale. È infatti attraverso il corpo eterico che fluiscono tutte le energie, sia che emanino

dall’anima o dal sole o da un pianeta. Lungo queste viventi linee di essenza di fuoco, passano

tutti i contatti che non emanano specificamente dal mondo tangibile.

106 La luce oscura dei minuscoli atomi di cui è costituito il veicolo fisico risponde allo stimolo

proveniente dall’anima e, quando l’uomo passa sotto il dominio dell’anima, la luce risplende

attraverso tutto il corpo. Essa si rivela come la radiosità che emana dai corpi degli adepti e dei

santi, producendo un effetto di luce brillante e splendente.

La luce radiosa dell’anima, fusa con la luce magnetica del corpo vitale, stimola gli atomi

del corpo fisico a tal punto che ciascun atomo diviene, a sua volta, un minuscolo centro irradiante.

Questo avviene soltanto quando il centro della testa, il centro del cuore, il plesso solare

e il centro alla base della spina dorsale sono collegati in modo peculiare, ed è uno dei segreti

della prima iniziazione. Quando questi quattro sono in stretta cooperazione, il “pavimento del

triangolo”, com’è chiamato simbolicamente, è pronto per l’opera magica. In altre parole, si

possono enumerare come segue:

a. La forma fisica materiale, con il suo centro alla base della spina dorsale.

b. Il corpo vitale che opera attraverso il centro del cuore, dove ha sede il principio della vita.

Le attività del corpo, dovute a questo stimolo, sono distribuite per mezzo della

circolazione del sangue.

c. Il corpo emotivo, che opera attraverso il plesso solare.

d. Il centro della testa, agente diretto dell’anima ed il suo interprete, la mente.

Questi quattro sono in accordo e allineamento perfetto. Quando ciò si verifica, il lavoro

dell’iniziazione e i suoi intervalli di discepolato attivo diventano possibili. Prima che ciò sia

avvenuto, il lavoro non può procedere. L’aspirante ne ha un primo presagio quando si produce

un evento simbolico nella luce della testa, precursore del successivo stadio d’iniziazione.

107 A questo stadio la luce dell’anima penetra nella regione della ghiandola pineale, vi determina,

irradiazione dell’etere della testa o arie vitali; ciò stimola gli atomi del cervello, così che

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la loro luce si unisce e fonde con le altre due, la luce eterica e la luce dell’anima, producendo

il sole radiante interiore di cui l’aspirante diviene consapevole nell’esperienza del suo cervello

fisico. Sovente gli studenti parlano di luce diffusa o chiarore, che è la luce degli atomi del piano

fisico di cui è composto il cervello; in seguito diranno di vedere una specie di sole nella testa,

il quale è prodotto dal contatto della luce eterica con la luce atomica fisica. Più tardi sarà

percepita una luce d’intenso splendore elettrico, che è la luce dell’anima, fusa con l’eterica e

l’atomica. Frequentemente a questo punto essi percepiscono un centro oscuro nel sole radiante;

è l’ingresso al sentiero rivelato dal “risplendere della luce sulla porta”.

Gli studenti ricordino che è possibile aver raggiunto un alto stadio di coscienza spirituale

senza vedere alcuna di queste irradiazioni nel cervello. Esse rientrano nell’ordine dei fenomeni

e sono in gran parte determinate dalla costituzione del corpo fisico, dal karma e dai conseguimenti

del passato, dalla capacità dell’aspirante di attrarre “il potere dall’alto” e mantenere stabilmente

quest’energia nel centro cerebrale, mentre egli stesso, in meditazione, è distaccato

dall’aspetto forma e può serenamente contemplarlo.

Quando ciò sia avvenuto (ma non rappresenta un obiettivo da perseguire ed è semplicemente

un’indicazione da registrare nella coscienza e poi abbandonare), lo stimolo che ne deriva

produce una reazione del corpo fisico. Il potere magnetico della luce nella testa e la forza irradiante

dell’anima causano uno stimolo. I centri cominciano a vibrare, risvegliando gli atomi

del corpo materiale fintanto che il potere del corpo eterico vibrante non avrà allineato anche il

centro più basso con quello più alto. In tal modo i fuochi del corpo (la totalità dell’energia degli

atomi) diventano sempre più attivi, fino al momento in cui quell’energia infuocata risale

lungo la spina dorsale. Tutto ciò è determinato dal dominio magnetico dell’anima, posta sul

trono tra le sopracciglia”.

108 Entra ora in opera uno dei mezzi yoga, l’astrazione o ritiro. L’avvenuta fusione delle tre

luci, con conseguente risveglio dei centri e vibrazione degli atomi, permette all’uomo di accentrare

le tre luci nella testa, a volontà. In seguito, con un atto di volontà e grazie alla conoscenza

di certe Parole, egli può entrare in Samadhi e uscire dal suo corpo, portando la luce con

sé. In tal modo la luce maggiore, risultante dalla fusione delle tre luci, illumina i tre mondi

dell’attività umana e “la luce è proiettata in alto” ad illuminare tutte le sfere dell’esperienza

umana, cosciente e inconscia. Ecco come ciò è espresso negli scritti occulti dei Maestri:

Il Toro di Dio, porta la luce nella fronte e gli occhi ne trasmettono la radianza; la testa carica di

forza magnetica, rassomiglia ad un sole splendente e dal loto della testa parte il sentiero di luce. Esso

penetra nell’Essere Maggiore producendo un fuoco vivo. Il Toro di Dio vede l’Angelo Solare e sa che

questo Angelo è la luce in cui egli cammina.”

Allora l’opera dei quattro procede. I quattro non sono più che uno. L’Angelo solare è identificato

col suo strumento; la vita degli involucri è subordinata alla vita della divinità interiore;

la luce degli involucri è fusa con quella dell’anima. Testa, cuore e base della spina dorsale sono

geometricamente allineati, e ora certi sviluppi sono possibili.

109 In queste due Regole è dato il fondamento dell’opera magica dell’anima. Per maggior

chiarezza ne elenchiamo gli stadi descritti:

l. L’Angelo Solare comincia l’opera d’iniziazione della personalità.

2. Ritrae le proprie forze dalle imprese dell’anima nel regno spirituale, accentra

l’attenzione sul lavoro da compiere.

3. Entra in profonda meditazione.

4. Si stabilisce un rapporto magnetico con lo strumento nei tre mondi.

5. Lo strumento, l’essere umano, risponde ed entra anch’esso in meditazione.

6. L’opera procede per stadi ordinati e con attività ciclica.

7. La luce dell’anima è proiettata verso il basso.

8. La luce del corpo vitale e della forma fisica viene sincronizzata con quella della testa.

9. I centri entrano in attività.

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10. La luce dell’anima e gli altri due aspetti della luce sono così intensi che ora tutta la vita

nei tre mondi ne è illuminata.

11. Si produce l’allineamento, il lavoro di discepolato e iniziazione diventa possibile e

procede secondo la Legge dell’Essere.

PRINCIPI E PERSONALITÀ

C’è tuttavia un punto che merita di essere considerato e che potrebbe essere presentato in

forma di domanda. Lo studente potrebbe chiedere chiarimenti sull’argomento come segue:

Alcuni si pongono il problema dell’Essere dal punto di vista mentale; altri lo basano sulla

comprensione dei cuore; in alcuni la motivazione scaturisce dalla testa, in altri dal cuore; alcuni

compiono delle azioni o evitano di compierle, perché sanno, più che non sentano; alcuni reagiscono

al loro ambiente mentalmente, più che emotivamente.

110 “È necessaria l’illuminazione per comprendere se per alcuni non sia adatto il sentiero del

servizio, poiché essi conoscono, più che non amino Dio il quale, dopotutto, non è che il loro

intimo sé. Non è questo il sentiero dell’occultista e del saggio, piuttosto che del mistico e del

santo? Effettivamente, non è forse soprattutto una questione del raggio su cui ci si trova, e del

Maestro sotto il quale si fa l’apprendistato? La vera conoscenza non è forse una specie

d’amore intellettuale? Se ad un poeta è dato scrivere un’ode alla bellezza intellettuale, perché

non potremmo esprimere il nostro apprezzamento di un’unità concepita dalla mente, piuttosto

che dal cuore? Il cuore ha il suo innegabile valore, ma non è adatto ad affrontare il rude trattamento

del mondo.

Cos’altro si può fare se non accettare la propria presente limitazione, mentre si cerca la

trascendenza che appartiene a ciascuno, secondo la divina Legge d’Evoluzione? Non esiste

forse (al confronto) una specie di complesso d’inferiorità spirituale in coloro che sono sensibili

(e forse ipersensibili) al fatto che, mentre la loro vita trabocca di interessi intellettuali, nel deserto

dei loro cuore non è ancora sbocciata la rosa dell’amore?

In altre parole, purché un uomo accetti il posto che gli è stato assegnato e li serva, accettando

la Fratellanza nella Presenza del Padre, che importa se il postulato fondamentale è per

lui una questione di testa piuttosto che di cuore?”

Ecco come risponderei a tali domande:

Non è questione di raggio e nemmeno di distinzione fondamentale tra il mistico e

l’occultista. Nell’individuo completo, mente e cuore devono operare con uguale potenza. Nel

tempo e nello spazio, tuttavia, e durante il processo evolutivo, in ogni vita gli individui sono

contraddistinti da una tendenza predominante; è soltanto perché non vediamo il quadro completo

che noi tracciamo queste distinzioni temporanee. In una vita un uomo può essere prevalentemente

mentale, quindi per lui il sentiero dell’Amore di Dio sarebbe inadatto. L’Amore di

Dio è temporaneamente estraneo al suo cuore e il suo accesso all’occultismo basa sulla percezione

mistica delle vite passate. Il suo problema è di conoscere Dio, allo scopo d’interpretare

quella conoscenza come amore per tutto.

111 L’amore responsabile dimostrato nell’adempimento del dovere verso il gruppo e la

famiglia, è quindi per lui la linea di minor resistenza. L’amore universale, che irradia verso

tutta la natura e tutte le forme di vita, verrà in seguito, quando la conoscenza di Dio sarà più

sviluppata, ma questo farà parte del suo sviluppo in un’altra vita.

Gli studiosi della natura umana (e tutti gli aspiranti spirituali dovrebbero esserlo) farebbero

bene a tener presente che esistono differenze temporanee. Le persone differiscono per:

a. Il raggio che influenza prevalentemente il magnetismo della vita.

b. L’approccio alla verità, potendo il sentiero occulto o il sentiero mistico esercitare volta

per volta maggiore attrazione.

c. La polarizzazione, che decide se la tendenza della vita sarà emotiva, mentale o fisica.

d. Lo stadio evolutivo, che produce le diversità che si notano fra gli uomini.

e. Il segno astrologico, che determina la tendenza di una vita particolare.

f. La razza, che porta la personalità sotto la peculiare forma pensiero razziale.

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È il sottoraggio su cui un essere umano si trova, il raggio minore che varia da

un’incarnazione all’altra, a dare in larga misura la colorazione ad una singola vita. È il suo colore

secondario. Non si dimentichi che il raggio primario della Monade rimane immutato attraverso

gli eoni. Esso non cambia. È uno dei tre raggi primari che sintetizzerà i figli degli

uomini. Il raggio dell’ego varia di ronda in ronda e, in anime più evolute, da una razza all’altra

e comprende uno dei cinque raggi della nostra presente evoluzione. È il raggio predominante

al quale vibra il corpo causale dell’essere umano. Il raggio dell’Ego può corrispondere al raggio

della Monade o essere uno dei colori complementari del raggio primario. Il raggio della

personalità varia di vita in vita, finché si sia attraversata l’intera gamma dei sette sottoraggi del

raggio monadico.

112 Si noterà quindi che le persone le cui Monadi sono sul medesimo raggio o su uno complementare,

nutrono reciproca simpatia. Dobbiamo tuttavia ricordare che il grado di evoluzione

deve essere molto avanzato perché il raggio della Monade possa ampiamente influire. Perciò,

la maggioranza dei casi non rientra in questa categoria.

Con uomini d’evoluzione abbastanza avanzata, che stanno lottando per avvicinarsi

all’ideale, sarà la similarità del raggio egoico a produrre mutua comprensione, alla quale seguirà

l’amicizia. Per due persone che si trovano sullo stesso raggio egoico è facile comprendere

il punto di vista l’uno dell’altro e divenire grandi amici con incrollabile fiducia reciproca,

perché ciascuno riconosce che l’altro agisce e si comporta come farebbe egli stesso.

Ma quando, oltre all’uguaglianza egoica del raggio vi sia anche quella del raggio della personalità,

allora si verifica quella cosa rara che è l’amicizia perfetta, o un matrimonio ben riuscito,

o un legame indissolubile. Sono casi veramente insoliti e rari.

Fra due persone che sono sullo stesso raggio della personalità, ma con raggio egoico differente,

possono nascere brevi e improvvise amicizie e affinità, ma effimere come farfalle. Sono

fatti da tener presenti, poiché riconoscendoli si acquista capacità d’adattamento. La chiarezza

di visione rende cauti.

113 Un’altra causa di differenza può essere dovuta alla polarizzazione dei corpi. Se nel trattare

con le persone non si tiene conto anche di questo fatto, ne può derivare incomprensione.

L’espressione “un uomo polarizzato nel suo corpo astrale” significa in realtà un uomo il cui

ego opera principalmente attraverso quel veicolo. La polarità indica la chiarezza del canale.

Spiegherò meglio. L’Ego dell’uomo di media evoluzione dimora sul terzo sottopiano del piano

mentale. Se un essere umano ha un veicolo astrale largamente composto di materia astrale del

terzo sottopiano e un veicolo mentale prevalentemente sul quinto sottopiano, L’ego accentrerà

il suo sforzo sul corpo astrale. Se invece ha un corpo mentale di materia del quarto sottopiano

e un corpo astrale del quinto sottopiano, la polarizzazione sarà mentale.

Quando si dice che l’Ego assume maggiore o minor dominio su un uomo, in realtà significa

che egli ha costruito nei suoi corpi materia dei sottopiani più alti.

L’Ego assume il governo con interesse soltanto quando l’uomo ha quasi interamente eliminato

dai suoi veicoli la materia del settimo, sesto e quinto sottopiano. Quando egli incorpora

una determinata proporzione di materia del quarto sottopiano, l’ego estende il suo dominio;

quando vi sia una certa proporzione del terzo sottopiano, l’uomo è sul sentiero; quando predomina

la materia del secondo sottopiano egli consegue l’iniziazione e, una volta che sia costituito

di sola sostanza atomica, egli diventa un Maestro. Quindi, il sottopiano sul quale si trova

un uomo è importante e il riconoscimento della sua polarizzazione spiega la sua vita.

Oltre ai due punti precedenti occorre tener presente un terzo fattore, l’età dell’esperienza

dell’anima, causa frequente d’incomprensione.

I due punti già discussi non possono esserci di grande ausilio, poiché la razza attuale non è

ancora dotata della capacità di riconoscere il raggio di un uomo. Una supposizione approssimativa

e l’uso dell’intuizione sono le sole possibilità del momento. L’uomo poco evoluto non

è in grado di comprendere appieno quello molto evoluto e, in misura minore, l’ego avanzato

non comprende un iniziato. Il maggiore comprende il minore, ma non è così nel caso inverso.

114 In quanto al comportamento di fronte all’azione di coloro il cui punto di conseguimento

trascende di molto il vostro, posso soltanto chiedervi di seguire tre suggerimenti:

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a. Astenersi dal giudicare. La loro visione è più ampia della vostra. Non dimenticate che

una delle più alte qualità conseguite dai membri della Loggia è la capacità di ritenere

senza importanza la distruzione della forma. Il loro interesse è rivolto alla vita che evolve.

b. Rendersi conto che tutti gli eventi sono prodotti dai Fratelli e mirano a un saggio scopo.

Gli iniziati di grado minore, benché agenti del tutto liberi, s’inseriscono nei piani

dei loro superiori, proprio come fate voi in misura minore. Essi pure hanno le loro lezioni

da imparare e I regola dell’apprendimento è che ogni esperienza deve essere pagata.

S’impara attraverso la punizione che un atto sconsiderato comporta. I loro superiori

vigilano per volgere in bene le situazioni causate dagli errori di coloro che sono

ad un punto di sviluppo inferiore.

c. Ricordare anche che nella Legge di Rinascita è celato il segreto della crisi attuale.

Gruppi di Ego vengono insieme per esaurire un determinato karma, generato in passato.

Gli esseri umani hanno errato gravemente nel passato; punizione e trasmutazione ne

sono la naturale conseguenza. Violenze e crudeltà del passato produrranno una messe

di pesante karma, ma ora è in vostro potere trasmutare gli antichi errori.

Tenete inoltre presente che i principi sono eterni, le personalità temporanee. I principi devono

essere considerati alla luce dell’eternità; le personalità dal punto di vista del tempo. Il

male è che in molte situazioni sono compresi due principi, uno dei quali è secondario. La difficoltà

consiste nel fatto che, essendo ambedue principi, sono ambedue giusti. È regola di sicura

guida il ricordare sempre che solitamente i principi fondamentali, per essere saggiamente

compresi ed elaborati in modo efficace richiedono l’intervento dell’intuizione, mentre i principi

secondari sono di una natura puramente mentale. I metodi, quindi, necessariamente differiscono.

115 Quando ci si attiene ai principi fondamentali, il metodo più saggio è quello del silenzio e

della gioiosa fiducia che la Legge opera, evitando ogni intervento della personalità, salvo un

commento saggio e amorevole e la determinazione a vedere tutto alla luce dell’eternità e non

del tempo, uniti al costante sforzo di seguire la legge dell’amore, scorgendo solo il divino nei

vostri fratelli, anche se vostri avversari.

Nei principi secondari, ai quali attualmente tutte le forze in opposizione danno rilievo, l’uso

della mente inferiore comporta il pericolo della critica e dell’impiego di metodi sanzionati da

tempo nei tre mondi inferiori, metodi che implicano attacco personale, invettiva, uso della forza

lungo linee distruttive e uno spirito contrario alla legge del piano dell’unità. Il termine “forze

in opposizione” è giusto solo se impiegato in senso scientifico e significa il polo opposto

che conduce all’equilibrio. Ricordate quindi che gruppi in opposizione possono essere del tutto

sinceri, ma la mente concreta agisce in essi come barriera al libero intervento della visione

superiore. La loro sincerità è grande, ma il punto d’evoluzione da loro raggiunto lungo alcune

linee è inferiore a quello di coloro che aderiscono ai principi fondamentali, percepiti alla luce

dell’intuizione.

Un principio è ciò che incorpora un aspetto della verità su cui è basato questo nostro sistema;

è il penetrare, nella coscienza dell’uomo, di una piccola parte dell’idea sulla quale il nostro

Logos basa tutto ciò che compie. La base di tutta l’attività del Logos è amore in azione e

l’idea fondamentale su cui Egli basa l’azione connessa con la Gerarchia umana è il potere

dell’amore che conduce verso l’alto; chiamatelo evoluzione se volete, impulso innato se preferite,

ma è l’amore che origina il moto e la spinta verso l’alto, verso il compimento. È il condurre

il singolo e il tutto ad ulteriore espressione. Per tale motivo questo principio dovrebbe

essere alla base d’ogni attività, e il governo delle organizzazioni minori, se basato sull’amore

che conduce all’attività, condurrebbe ad uno stimolo divino di tutti i suoi membri, guidandoli

anch’essi ad un’espressione più piena e quindi a maggiore completezza e a uno sforzo più

soddisfacente.

116 Un principio, se veramente fondamentale, fa subito appello all’intuizione e richiama

un’immediata reazione di consenso da parte del Sé superiore dell’uomo e piace poco o nulla

alla personalità. Esso incorpora un concetto dell’Ego nella sua relazione con gli altri. Un prin60

cipio è ciò che governa sempre l’Ego sul suo piano e soltanto ponendoci sempre più sotto la

guida di quell’Ego, la nostra personalità potrà concepire quelle idee e rispondervi. È un fatto

da tener presente nel comportamento con gli altri e dovrebbe modificare i giudizi.

L’apprendimento corretto di un principio significa un progresso nell’evoluzione.

Un principio è ciò che anima un’affermazione che tratta del bene più alto per la maggioranza.

Che un uomo debba amare sua moglie è l’affermazione di un principio che governa la personalità,

ma dovrà essere trasmutato nel principio superiore secondo cui un uomo deve amare i

suoi simili. I principi sono di tre tipi e ai più elevati si deve pervenire attraverso quelli inferiori:

a. Principi che governano il sé personale inferiore, che concernono le azioni e la vita attiva

del sé inferiore. Essi incorporano il terzo aspetto, ossia l’aspetto dell’attività della manifestazione

logoica e costituiscono la base di un ulteriore progresso. Governano l’uomo allo stadio

meno evoluto e nel periodo in cui il pensiero è poco attivo; potrebbero essere meglio compresi

dicendo che tali principi sono incorporati nelle regole comunemente accettate dalla morale

corrente. Non ammazzare, non rubare, sono connessi con la vita attiva dell’essere umano e con

la formazione del carattere.

117 b. Principi che governano il Sé superiore e che si ricollegano con l’aspetto amore o

saggezza. È di questi che dobbiamo occuparci ora; una buona metà dei disordini del mondo attuale

deriva dal fatto che questi principi superiori, essendo connessi con l’aspetto amore o

saggezza in tutta la sua pienezza, soltanto ora cominciano ad essere appresi e applicati dal genere

umano. Dal rapido riconoscimento della loro verità e dal tentativo di attuarli senza aver

precedentemente preparato l’ambiente a questi ideali, derivano i frequenti conflitti e le lotte tra

coloro che sono mossi dai principi che governano la personalità e coloro che riconoscono i

principi che governano il sé superiore. Fintanto che un numero preponderante di uomini non

sarà governato dalla coscienza dell’anima, questa lotta sarà inevitabile. Quando il piano emotivo

sarà dominato dall’intuitivo, si perverrà alla comprensione universale.

La prima serie di principi viene appresa dall’essere umano mediante l’avidità di possesso e

le conseguenze disastrose che ne risultano. L’uomo ruba, subisce il castigo e non ruba più. Il

principio s’imprime in lui per mezzo della sofferenza ed egli impara che solo ciò che gli spetta

per diritto e non per appropriazione indebita può essere goduto. Il mondo ora impara questa

lezione in gruppi, poiché con le usurpazioni e le appropriazioni indebite si scopre che i beni

rubati non recano che sofferenza e dolore. Così, col tempo, gli uomini apprendono i principi.

I principi della seconda serie s’imparano mediante la rinuncia e il servizio. L’essere umano

(che ha già appreso i principi della prima serie) distoglie l’attenzione dalle cose della personalità

e nel servizio impara il potere dell’amore, nel suo significato occulto. Dà e di conseguenza

riceve; vive la vita di rinuncia e la ricchezza dei cieli si riversa su di lui; egli dà tutto ed è pieno

fino alla completezza; non chiede nulla per sé ed è l’essere più ricco della terra.

118 I principi della prima serie riguardano l’unità differenziata e l’evoluzione raggiunta

attraverso l’eterogeneità. I principi che l’umanità sta imparando ora, riguardano i gruppi; la

domanda non è: “Cosa è meglio per l’uomo?”, bensì “Cosa è meglio per i molti?”; solo coloro

che pensano secondo la visione dell’unità dei molti possono affermare questi principi in modo

soddisfacente. Essi sono i più importanti, perché principi di base di questo sistema solare basato

sull’amore. Il guaio è che oggi gli uomini sono confusi. Alcuni principi della prima serie,

elementi essenziali dell’attività inferiore, ora sono radicati e innati negli uomini, mentre alcuni

dei principi egoici superiori o principi d’amore stanno filtrando nei loro cervelli confusi causando

un apparente e momentaneo scontro d’idee. Quindi, come Pilato, essi chiedono: “Dov’è

la verità?”. Se solo volessero ricordare che i principi superiori sono connessi con il bene del

gruppo e gli inferiori con il bene dell’individuo, ne potrebbe seguire maggior chiarezza di pensiero.

L’attività, inferiore della vita personale, per quanto buona e degna, col tempo deve essere

trascesa dalla superiore vita d’amore, che cerca il bene del gruppo e non dell’unità.

Tutto ciò che tende alla sintesi e alla divina espressione nella riunione dei singoli, si avvicina

più strettamente all’ideale e ai principi superiori. Il riflettere su queste idee può essere

d’aiuto. Troverete una dimostrazione di quanto dico osservando che molte delle lotte che sor61

gono nelle organizzazioni sono basate sul fatto che alcune persone valide sono asservite alla

personalità e si sacrificano sì per un principio, ma un principio che governa la vita della personalità.

Altri intravedono vagamente qualcosa di più elevato e cercano il bene dei gruppi anziché

quello di una persona, s’imbattono in un principio più elevato attirando in tal modo la forza

dell’ego. Essi lavorano per gli altri e aspirano ad aiutare il loro gruppo. Quando Ego e personalità

si scontrano, la vittoria del superiore è certa; il principio inferiore deve cedere il passo

al più elevato.

119 L’uno si concentra su ciò che gli sembra essere di valore inestimabile, soddisfare il

desiderio della vita personale e, in quel periodo, il suo interesse per il bene dei molti è solo secondario,

sebbene a volte possa pensare che questo sia il suo intento principale. L’altro non si

cura di ciò che avviene al sé personale e si preoccupa soltanto di aiutare i molti. In fondo, tutto

si riduce alla questione del movente egoistico o altruistico e, come sapete, il movente varia

con il passare del tempo e a mano a mano che l’uomo si avvicina al sentiero della prova.

c. Principi ancora più alti, sono quelli compresi dallo Spirito e prontamente afferrati soltanto

dalla coscienza monadica. Solo quando l’essere umano abbia trasceso la sua vita attiva personale

e l’abbia sostituita con la vita d’amore o di saggezza come quella diretta dall’Ego, può

cominciare a comprendere la portata di tale vita ed a riconoscerla come potenza in manifestazione.

Come la personalità si uniforma ai principi che governano l’attività del sé inferiore e

l’Ego opera in conformità con la legge d’amore, che si manifesta nel lavoro di gruppo, o amore

che si dimostra nella sintesi dei molti nei pochi, così la Monade si occupa della vita attiva

dell’amore, dimostrato come potere mediante la sintesi dei pochi nell’uno.

Il primo ha a che fare con la vita dell’uomo sul piano fisico o nei tre mondi inferiori, il secondo

con la vita sui livelli causali e l’ultimo con la propria vita dopo il conseguimento del fine

cui tende l’attuale evoluzione umana. L’uno si occupa delle singole unità, l’altro dei gruppi

e l’ultimo dell’unità. L’uno riguarda la differenziazione in tutte le sue varietà, il secondo dei

molti che si risolvono nei gruppi egoici, mentre l’ultimo vede la differenziazione che torna a

risolversi nei sette, ciò che indica l’unità per la Gerarchia umana.

Tutti questi fattori e molti altri determinano differenze fra gli esseri umani e nel suo processo

di ridimensionamento l’uomo deve necessariamente prenderli in considerazione.

120 Si tenga quindi presente che un discepolo di uno qualsiasi dei Maestri avrà le sue doti

particolari, le sue qualità e lacune individuali. Di una cosa può comunque essere certo, fintanto

che il Sentiero della Conoscenza non sarà congiunto al Sentiero dell’Amore, egli n on potrà

mai pervenire alle iniziazioni maggiori, poiché esse sono conseguite sui livelli superiori del

piano mentale. Fintanto che il Sentiero della Luce non sarà unito al Sentiero della Vita, il

grande passaggio dal quarto al quinto regno non potrà avvenire. Certe espansioni di coscienza

sono possibili; si possono conseguire le iniziazioni sul piano astrale e mentale inferiore; si può

cogliere qualche aspetto della visione e il senso della presenza può essere percepito; l’Amato

può essere raggiunto con l’amore e la beatitudine e la gioia di questo contatto possono arrecarne

la gioia costante, ma la chiara percezione che deriva dall’esperienza vissuta sul Monte

dell’Illuminazione è qualcosa di diverso dalla gioia sperimentata sul Monte della Beatitudine.

Il Cuore conduce nell’una, la Testa conduce nell’altra.

Per dare una risposta esplicita: il Sentiero della Conoscenza è quello dell’occultista e del

saggio; il Sentiero dell’Amore è quello del mistico e del santo. L’approccio con la testa o con

il cuore non dipende dal raggio, poiché entrambe le vie devono essere note; il mistico deve diventare

l’occultista. L’occultista bianco è stato già il santo mistico. La vera conoscenza è amore

intelligente, poiché risulta dalla fusione d’intelletto e devozione. L’unità è percepita nel

cuore; la sua applicazione intelligente alla vita deve essere attuata mediante la conoscenza.

È d’estrema importanza riconoscere la tendenza del proposito di un’esistenza e sapere se

l’obiettivo di una vita specifica sia il metodo della testa o quello del cuore. A tale scopo è tuttavia

necessaria una sottile discriminazione, affinché le nebbie dell’illusione non attraggano al

sentiero dell’inerzia. Ponderate con cura su queste parole e badate che l’esame poggi su un vero

fondamento e non scaturisca da un complesso d’inferiorità, dalla considerazione di

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un’impresa compiuta da un fratello e la tendenza alla gelosia che ne può derivare, oppure da

una placida compiacenza che annulla l’attività.

121 Per il maggior numero degli aspiranti al discepolato, si può normalmente supporre che nel

loro passato vi sia stata molta applicazione della via del cuore e che in quest’incarnazione lo

sviluppo mentale sia di primaria importanza. Un’antica Scrittura dice:

Non cercare, o tu, due volte Beato, di raggiungere l’essenza spirituale prima che la mente abbia

appreso. Non così si cerca la saggezza. Solo a colui che ha la mente disciplinata e vede il mondo come

in uno specchio, possono essere affidati senza pericolo i sensi interiori. Solo colui che sa che i cinque

sensi non sono che illusione e che nulla rimane, salvo i due principali, può essere ammesso al segreto

della cerimonia della Crocifissione.

Il sentiero percorso dal Servitore è il sentiero del fuoco, che passa attraverso il cuore e conduce alla

testa. Non è sul sentiero del piacere, né su quello del dolore che si può ottenere la liberazione o

giungere alla saggezza. È trascendendo i due, mediante la fusione del dolore col piacere, che si perviene

alla meta, quella meta che si scorge in lontananza, come un punto di luce nell’oscurità di una notte

invernale. Quel punto di luce può richiamare alla mente una tenue fiammella di candela in qualche solitaria

soffitta, ma quando il sentiero che conduce a quella luce è percorso mediante la fusione delle

paia degli opposti, quel punto di luce fredda e vacillante cresce con radiazione costante, finché la calda

luce di una lampada risplendente si mostra alla mente del pellegrino sulla via.

Procedi o pellegrino, con ferma perseveranza. Non vi è candela alcuna né lampada a olio terrena.

La radianza continua a crescere fino a che il sentiero non termina in una vampa di gloria e il pellegrino

nella notte diviene il Figlio del Sole, ed entra nei portali di quel globo radioso.”

REGOLA NUMERO QUATTRO

123

Suono, luce, vibrazione e forma si uniscono e fondono, e uno è il lavoro. Esso procede secondo

la legge e nulla può impedirne il progresso. L’uomo respira profondamente. Concentra

le sue forze ed emana, dirigendola, la forma pensiero.

L’opera creativa del suono

La scienza del respiro

*****

63

REGOLA NUMERO QUATTRO

L’OPERA CREATIVA DEL SUONO

125 Prima di concentrare l’attenzione su questa regola, sarà bene ricordare alcune nozioni, in

modo che la nostra riflessione possa procedere con profitto.

In primo luogo, la regola che stiamo considerando concerne il lavoro sul piano mentale e,

prima che tale lavoro sia possibile, occorre possedere una mente sviluppata, un’intelligenza

ben nutrita e una certa misura di dominio sulla mente. Queste regole non sono per i principianti,

sono per chi è pronto per il lavoro magico e ad operare sul piano mentale. L’amore è il

grande unificatore, il principale impulso d’attrazione, cosmico e microcosmico, ma la mente è

il fattore creativo per eccellenza, utilizzatore delle energie del cosmo. L’amore attrae, la mente

non solo attrae, ma respinge e coordina, così che la sua potenza è inconcepibile. Chi può concepire,

sia pur vagamente, uno stato di cose nella sfera mentale, analogo a quello esistente presentemente

nella sfera emotiva? Possiamo raffigurarci come saranno le condizioni del mondo

quando l’intelletto sarà tanto potente e irresistibile quanto lo è la natura emotiva oggigiorno?

L’umanità sta procedendo verso un’era in cui gli uomini agiranno come menti, in cui

l’intelligenza sarà più forte del desiderio e i poteri del pensiero verranno usati come appello al

mondo e sua guida, nello stesso modo in cui ora sono usati i mezzi fisici ed emotivi.

In questo pensiero risiede un incentivo profondamente necessario alla giusta comprensione

delle leggi del pensiero, nonché un’istruzione corretta da impartire sull’uso della sostanza

mentale e sulla costruzione di forme pensiero.

126 Queste regole si occupano di tali informazioni. Il secondo punto da ricordare è che

l’operatore magico e la potente entità che usa queste forze deve essere l’anima, l’uomo spirituale,

per le ragioni seguenti:

l. Solo l’anima ha una diretta e chiara comprensione del proposito creativo e del Piano.

2. Solo all’anima, la cui natura è amore intelligente, si possono affidare la conoscenza, i

simboli e le formule necessarie al corretto condizionamento dell’opera magica.

3. Solo l’anima ha il potere di operare in tutti e tre i mondi contemporaneamente, pur rimanendo

distaccata e quindi karmicamente libera dai risultati di tale lavoro.

4. Solo l’anima ha una vera coscienza di gruppo ed è mossa da un proposito

assolutamente disinteressato.

5. Solo l’anima, con l’occhio aperto della visione interiore, può vedere la fine fin dal

principio e mantenere costantemente la vera immagine della consumazione finale.

Chiedete se coloro che operano con la magia nera possiedono un uguale potere, al che rispondo,

no. Essi possono lavorare nei tre mondi, ma operano dal piano e nel piano della mente,

quindi non agiscono fuori dal loro campo d’azione, come fa l’anima. Per la vicinanza e

l’identificazione con la materia con cui operano, possono conseguire risultati temporaneamente

più potenti e più rapidi di quelli possibili a un membro della Fratellanza Bianca, ma tali risultati

sono effimeri e sempre seguiti da distruzione e disastro, in cui lo stesso mago nero perisce.

127 Ricordiamo quindi la necessità di usare la mente in modo corretto e, al tempo stesso, di

mantenere sempre un atteggiamento di completo distacco dall’opera creativa della nostra mente,

dai desideri e dalle realizzazioni fisiche.

Nello studio della quarta regola spiccano quattro parole. La prima è suono la formula o parola

di potere che l’anima comunica dando così inizio al lavoro. Parola duplice, poiché risuona

nella nota cui l’anima risponde, la sua nota peculiare, fusa con quella della personalità. Questo

accordo di due note produce determinati effetti ed è più importante della stessa formula prestabilita

che compone la formula di potere.

La difficoltà consiste nel far risuonare le due note mantenendo la mente focalizzata. Qui

abbiamo la chiave per comprendere il significato dell’AUM od OM. Nei primi stadi del lavoro

meditativo, la parola viene intonata audibilmente, mentre in seguito verrà intonata in modo i64

naudibile. L’esercizio nell’intonare l’AUM costituisce una preparazione inconscia alla duplice

opera di creazione spirituale e la giusta intonazione diverrà facile a mano a mano che

l’aspirante attento si abituerà a udire il suono silenzioso dell’OM nel suo cervello.

A questo punto vorrei consigliare agli studenti di abituarsi a procedere nel modo seguente:

alla fine della meditazione mattutina intonare la parola audibilmente e più volte, ma all’inizio

concentrando l’attenzione sull’ascolto interiore, ciò che svilupperà la sensibilità dell’orecchio

interiore od orecchio eterico. Più tardi, quando la nota o il suono personale sarà stabilito e il

suono interiore sarà percepito, si potrà passare alla precisa pratica della fusione dei due. Ciò

richiede la massima attenzione e il potere di compiere due attività simultaneamente, mantenendo

l’atteggiamento d’attenzione mentale su entrambe.

128 Gli studenti la cui aspirazione è chiara e profonda, riflettano bene alle conseguenze del

lavoro magico, studino il loro atteggiamento in meditazione e la loro volontà di procedere in

modo stabile e cauto con la necessaria disciplina. Per facilitare questo, proporrei a coloro che

nutrono un profondo interesse per questo lavoro di rispondere alle domande seguenti alla luce

dell’anima, rivolgendo le risposte al loro Sé superiore.

1. Sentite di aver raggiunto lo stadio in cui potete:

a. Eliminare lo schema di meditazione di cui vi servite ora?

b. Giungere con relativa facilità allo stato di contemplazione?

c. Riconoscere la vibrazione della vostra anima?

2. La Parola Sacra ha un significato per voi e potreste formulare chiaramente per quale

ragione la fate risuonare?

3. Siete ansiosi di progredire in questo lavoro perché la vostra personalità vi aspira, o

perché la vostra anima comincia ad utilizzare coscientemente il suo meccanismo?

Quest’ultima domanda richiede un’accurata analisi; siate sinceri con voi stessi, ve ne scongiuro,

in modo da accertare chiaramente la vera posizione in cui vi trovate. È una questione da

risolvere esclusivamente tra voi e la vostra anima.

129 A questo punto vorrei dire alcune parole relative a me stesso. È possibile che gli studenti

indirizzino le loro energie a vane speculazioni sulla mia identità. Che importanza può avere? Il

mio compito in rapporto al gruppo è di dare la necessaria assistenza a coloro che cercano di

rendersi idonei a un lavoro attivo come discepoli. Io sono un discepolo che, essendo più avanzato

sul Sentiero del Ritorno rispetto agli aspiranti che studiano queste istruzioni, conosco alcuni

tranelli, capisco ciò che è necessario e posso aiutarli a prepararsi all’importante momento

in cui passeranno il portale. Che cosa occorre di più? Non è la verità di egual valore, sia che

venga enunciata da un aspirante, da un discepolo o da un Maestro, o persino dal Cristo? Forse

quanto più sono vicino a voi, tanto maggiore può essere la mia utilità. La mia anonimità sarà

mantenuta e le speculazioni sulla mia identità sono un’infruttuosa perdita di tempo. Vi basti

sapere che sono un Orientale, che sono sul Raggio dell’Insegnamento e strettamente associato

con il Maestro K. H., che parte del mio lavoro è la costante ricerca di aspiranti dotati di cuore

forte, fervida devozione e mente addestrata e che sono un discepolo come lo sono tutti, dal più

umile discepolo in prova fino al maggiore dei Grandi Esseri. Una lezione che tutti gli aspiranti

devono apprendere e il più presto possibile, è che la concentrazione sulla personalità

dell’Istruttore, nella speranza di un contatto personale con lui, e la visualizzazione insistente

della condizione detta “stato di chela accettato” servono soltanto a ritardare quel contatto e a

differire l’accettazione. Cercate di arricchire il vostro strumento, imparate ad operare nella

quiete, ad adempiere ai vostri obblighi e doveri, a contenere le vostre parole, a mantenere il

contegno equilibrato che deriva dal movente di vita scevro di egoismo, dimenticate la soddisfazione

egoistica che può sgorgare dal cuore quando giunge un segno di riconoscimento della

vostra fedeltà da parte della Gerarchia che osserva.

Riflettete attentamente su queste istruzioni. Viviamo in un’epoca in cui molti adattamenti e

cambiamenti si stanno operando nel mondo degli uomini. Nella confusione che ne risulta, gli

individui sentono la necessità di unire le loro forze nella cooperazione e l’importanza del lavoro

di gruppo è più che mai evidente. Sono quindi tempi in cui calma e fiducia devono essere la

vostra forza e in cui la sola salvaguardia sta in un’accurata ricerca di tutti i moventi. In appa65

renza si vedono emergere molti principi che sembrano diversi e il conflitto sembra volgersi ora

in una direzione, ora in un’altra. Visti invece dall’interno, i fattori emergenti sono più semplici.

La contesa conduce in primo luogo a saggiare i moventi, ciò che serve a mettere in evidenza

(allo sguardo vigile delle guide) coloro che in ogni gruppo sono capaci di chiaro pensiero,

d’accurata discriminazione, di resistenza paziente e di abilità a progredire sul sentiero della

prova verso la porta dell’iniziazione, non ostacolati né disturbati, nella propria vita interiore,

dagli apparenti sconvolgimenti.

130 Se solo poteste vederlo, vi rendereste conto che l’agitazione e le difficoltà ovunque presenti

producono un bene che supera di gran lunga il male apparente. Le anime stanno ritrovando se

stesse e imparando a dipendere dal Governatore interiore. Quando tutti i sostegni esterni falliscono

e tutte le presunte autorità differiscono nella soluzione offerta, allora le anime sono costrette

a ripiegarsi su se stesse e ad imparare a cercare all’interno. Il contatto interiore con il Sé

superiore diventa progressivamente sempre più evidente, conducendo a quella fiducia in sé e a

quella calma interiore, basata sul governo del Dio interiore, che fa dell’essere umano uno

strumento di servizio nel mondo.

A questo punto parecchi concetti appaiono evidenti a chi studia attentamente gli uomini e i

suoi moventi.

Primo. Esiste uno stretto rapporto fra idealismo e percezione del Piano per l’umanità.

L’idealismo è analogo al pensiero che precede la creazione. La capacità di pensare in astratto e

di concentrarsi sull’ideale si sta sviluppando soltanto ora, poiché comporta l’uso di certi atomi,

l’impiego di materia dei sottopiani superiori e la capacità di sincronizzare le proprie vibrazioni

con quelle dei Grandi Esseri. I veri idealisti sono pochi, sebbene il loro numero sia in aumento;

solo una piccola minoranza usa la mente concreta, mentre le masse sono ancora completamente

dominate dalle emozioni. Si avvicina il momento in cui il corpo intuitivo (il veicolo

buddhico) sarà organizzato e utilizzerà la mente spirituale superiore come mezzo

d’espressione. Quando tale organizzazione sarà un fatto compiuto, la mente concreta inferiore

non sarà altro che un trasmettitore o un interprete. Persino il pensiero astratto o concreto verrà

sostituito e avremo unicamente l’afflusso dell’intuizione che prenderà forma per mezzo della

sostanza mentale. Potremo perciò apprendere gran parte di ciò che è ora incomprensibile alla

nostra visione limitata al piano inferiore.

131 Tutti i grandi movimenti nascono da un pensiero o da un aggregato di pensieri proiettato

dalla Grande Fratellanza Bianca nella mente dei cosiddetti idealisti. L’idea è fatta risuonare

dai suoi membri. Essi scelgono un uomo o un gruppo di uomini e proiettano qualche idea nelle

loro menti. Lì essa germoglia e viene incorporata in altri pensieri, non altrettanto puri e saggi,

perché necessariamente colorati dalle caratteristiche individuali del pensatore. Queste forme

pensiero sono a loro volta raccolte dai pensatori concreti del mondo i quali, afferrando la linea

generale dell’idea, la cristallizzano e le danno una forma più definita, più facilmente accessibile

al pubblico in genere. Raggiunti così i livelli inferiori del piano mentale, è possibile un ulteriore

sviluppo dell’idea di cui s’impossessano allora coloro che sono focalizzati sul piano astrale,

sui quali essa esercita un’attrazione emotiva, divenendo così di dominio pubblico. Ora

l’idea è pronta a prendere forma sul piano fisico e si ha allora l’adattamento pratico di un ideale

alle necessità della vita fisica. Nella sua discesa, molto ha perduto della sua bellezza originale;

non è più così pura e bella come quando fu concepita e risulta deformata rispetto al modello

originale, però più adatta all’uso pratico e può essere utilizzata come punto di partenza

verso conseguimenti più elevati.

Secondo. In questa percezione del piano e nella sua successiva materializzazione, sono

coinvolte unità umane che devono necessariamente essere adoperate. Viene concessa la visione

di immense possibilità, con indicazioni del modo in cui queste possibilità potranno essere

realizzate in pratica, ma i Grandi Esseri non possono andare oltre. I particolari, il metodo da

seguire per concretizzare l’ideale e il necessario lavoro sono lasciati ai figli degli uomini. Al

discepolo, che è organizzatore e trasmettitore del Piano, spetta di provvedere ai dettagli e dare

inizio all’azione voluta.

66

132 A questo punto è saggio che egli ricordi che, con i suoi piccoli piani, viene a trovarsi sotto

la stessa legge che governa i grandiosi sforzi dei Grandi Esseri e che le difficoltà sorgono nel

trattare con l’equazione umana.

Le unità impiegate per effettuare il lavoro si suddividono in tre gruppi:

a. Coloro che percepiscono il piano e sono incaricati di elaborarlo.

b. Coloro che possono essere usati, ma che non vedono i risultati più vasti.

c. Coloro che nulla percepiscono all’infuori di ciò che riguarda i loro interessi egoistici.

I Maestri possono entrare in contatto con il primo gruppo. Essi lavorano con queste unità

della famiglia umana, dalle quali si ripromettono una buona riuscita. Queste unità sono in grado

di udire il suono e di visualizzare il Piano. Il secondo gruppo deve essere utilizzato dai discepoli

del mondo nel miglior modo possibile. Il terzo gruppo è spesso escluso dal punto di vista

dell’energia e usato solo in caso di necessità.

Una delle principali condizioni che il discepolo deve coltivare al fine di percepire il Piano

ed essere usato dal Maestro, è la solitudine. Nella solitudine la rosa dell’anima fiorisce; nella

solitudine il Sé divino può parlare; nella solitudine le facoltà e le grazie del Sé superiore possono

mettere radice e sbocciare nella personalità. Inoltre, nella solitudine il Maestro può avvicinarsi

e imprimere nell’anima in quiete la conoscenza che cerca di impartire, la lezione che

deve essere appresa, il metodo e il piano di lavoro che il discepolo deve comprendere. Nella

solitudine il suono è udito. I Grandi Esseri devono operare attraverso gli strumenti umani e il

Piano e la visione sono seriamente ostacolati dall’insuccesso da parte di questi strumenti.

133 Terzo. Quanto precede ci porta al terzo punto, ai problemi e alle difficoltà contro cui i

Maestri devono battersi quando cercano di promuovere i piani evolutivi per mezzo dei figli

degli uomini. In sapiente conclave essi stabiliscono i loro piani e con profondo discernimento,

dopo le debite discussioni, assegnano i compiti, dopo di che cercano di trasmettere quanto è

possibile del piano a coloro che si offrono per il servizio e che hanno stabilito una certa misura

di contatto con l’anima. Essi imprimono il Piano e qualche suggerimento riguardo alla sua

portata nella mente di qualche uomo o donna sul piano fisico. Se quella mente è instabile o

troppo soddisfatta, se è piena d’orgoglio, di disperazione o si autodisprezza, la visione non si

profila con chiarezza; se il corpo emotivo vibra violentemente ad un ritmo stabilito dalla personalità,

se il veicolo fisico è sofferente e quindi inabile all’attenzione concentrata, che cosa

avviene? Il Maestro si allontana tristemente, afflitto dal pensiero che il lavoratore ha perduto

l’opportunità di servire per propria colpa, e cercherà qualcun altro per far fronte alla necessità.

Qualcuno forse non così ben adatto, ma il solo disponibile a causa del fallimento del primo

che aveva avvicinato.

Può essere utile ricordare agli aspiranti al servizio che gran parte del lavoro che molti compiono

è il risultato di zelo eccessivo e non è l’esecuzione del lavoro proposto dal Maestro. Con

saggia discriminazione Egli distribuisce il lavoro e non impone mai ad un essere umano più di

quanto egli possa adeguatamente compiere. Egli può istruire e istruisce il discepolo, tanto che

al mondo che osserva sembra che egli compia miracoli, ma ricordate che un discepolo utile

può compiere una gran quantità di lavoro soltanto quando il dominio di tutti i suoi tre corpi è

coordinato e il suo allineamento è un fatto compiuto. Colui che ha un corpo mentale stabile,

che è fortemente positivo alla ricezione dall’alto e negativo alle vibrazioni inferiori, colui che

ha un corpo astrale limpido, incolore e calmo, colui che ha anche un corpo fisico dotato di

nervi saldi e di ritmo stabile (sarà come uno scrigno, bello eppure forte come acciaio) servirà

come recipiente adatto all’uso che il Maestro vuole farne, un canale attraverso il quale Egli potrà

liberamente far fluire le sue benedizioni nel mondo.

134 Quarto. Si noti che anche gli stessi Grandi Esseri, nel redigere i loro piani devono largamente

tener conto della mancanza di percezione da parte di coloro che vivono sul piano fisico

e tramite i quali devono operare. Essi sono ostacolati e dipendono dai loro strumenti sul piano

fisico e la loro maggior preoccupazione riguarda il grado d’evoluzione raggiunto dalle masse

in Occidente.

Ricordate che il grado d’evoluzione indica la riuscita e non l’insuccesso del processo evolutivo,

ma poiché ancora molto rimane da fare, il lavoro della Loggia è spesso ostacolato. Il pun67

to raggiunto attualmente è come un oscillare fra l’eccessivo materialismo del passato e una

crescente e profonda realizzazione dei mondi invisibili, senza l’equilibrio che nasce dalla conoscenza

acquisita per esperienza diretta. Le forze che sono state messe in moto dai pensatori

(scienziati, religiosi veramente avanzati, spiritualisti, seguaci della Scienza Cristiana, del Nuovo

Pensiero, teosofi, filosofi moderni e ricercatori in altri campi del pensiero umano) influiscono

progressivamente e costantemente sui corpi sottili dell’umanità, portandoli al punto in

cui essi cominciano a rendersi conto di tre fattori:

a. la realtà dei mondi invisibili,

b. l’immenso potere del pensiero,

c. la necessità di conoscenza scientifica su questi due argomenti.

Quinto. A questo punto occorre accennare ad alcuni pericoli da cui gli aspiranti devono

guardarsi quando cercano di rendersi utili.

135 Non devono dare eccessiva importanza ad un aspetto del Piano o della visione a detrimento

di altri aspetti.

Devono evitare di concentrare il pensiero in modo unilaterale sulla parte del Piano che più

li attrae personalmente.

Devono riconoscere l’incapacità dei collaboratori di proseguire l’esecuzione dei piani e di

lavorare insieme pacificamente e con costanza. Sovente l’attrito è inevitabile.

Devono vigilare affinché non s’insinuino interesse personale ed ambizione.

Devono guardarsi dalla stanchezza dovuta allo sforzo prolungato nel materializzare il Piano

e alla tensione connessa allo sforzo elevato.

Devono sviluppare la capacità di riconoscere coloro che sono mandati ad aiutarli nel lavoro.

Ma sopra ogni cosa devono badare a mantenere il contatto con il Sé superiore e con il Maestro.

Un altro punto da ricordare è che il problema che deve essere risolto da tutti coloro che

cercano di cooperare con la Grande Loggia Bianca tende a quattro obiettivi:

In primo luogo, nell’elaborare il piano si compie anche il karma, ed esso non è soltanto individuale

o nazionale, ma fa parte del karma mondiale.

Il secondo obiettivo riguarda la preparazione di uno strumento adatto al servizio per

l’avvento della nuova era durante i prossimi duecento anni. In ogni parte del mondo e in tutte

le organizzazioni è costantemente in atto l’integrazione di un gruppo di conoscitori e di mistici.

Si sta costituendo un solo gruppo composto di membri appartenenti a molti gruppi diversi.

A tale nucleo di conoscitori e di mistici si offre l’occasione di fungere da canale attraverso il

quale la Gerarchia possa operare e i Grandi Esseri possano trasmettere il loro pensiero illuminato.

Per suo tramite essi possono anche elevare (in senso occulto) l’umanità, contribuendo in

tal modo all’evoluzione su ogni piano. La maggiore o minore rapidità dell’avvento della nuova

era dipenderà dalla risposta dei discepoli, dei mistici e dei conoscitori sparsi nel mondo.

136 A questo punto vorrei far risuonare una parola di monito. Dalla mancanza di risposta, di

adattamento, di costruzione e di affinamento, dall’omissione di porgere l’orecchio interiore alle

voci dei piani più sottili che pronunciano “le parole di ricostruzione” può derivare il definitivo

trasferimento delle forze di ricostruzione ad altri canali, il conseguente ritiro delle occasioni

e la rinuncia definitiva da parte della Gerarchia di utilizzare il gruppo come strumento di

servizio. Vorrei sottolineare quel che ho detto riguardo alle “parole di ricostruzione”, pregando

tutti voi che seriamente desiderate udire queste parole di studiare l’introduzione al libro “La

Luce sul Sentiero”. Si ricordi che se i grandi Esseri dovranno modificare i loro piani riguardo

al gruppo di mistici e conoscitori che si sta integrando, i cambiamenti saranno effettuati dai

mistici stessi, in gruppo.

Il terzo obiettivo è lo sviluppo dell’intuizione e della discriminazione nei discepoli del

mondo e della loro capacità di percepire la visione superiore e di pervenire alla coscienza dei

piani superiori sacrificando quella inferiore. Essi dovranno ricordare che l’obiettivo inferiore,

dato la sua prossimità, può apparire più attraente sotto molti aspetti e può essere trasceso solo

ad altissimo prezzo. L’intuizione dovrà essersi sviluppata in molte persone ed il loro senso dei

68

valori adeguatamente adattato prima che questo gruppo, destinato a inaugurare la nuova era,

possa essere all’altezza della situazione.

Le difficoltà che si deplorano oggi sono in gran parte dovute alla mancanza di percezione

intuitiva nel passato, principalmente fra i mistici, più che fra gli aspiranti di grado inferiore. Il

problema non è sorto per mancanza d’idealismo o d’intelligenza e sincerità, ma consiste

nell’incapacità di sacrificare la propria personalità in ogni momento, al fine di permettere alla

realizzazione intuitiva di dimostrare le sue realtà. Si è ricorso al compromesso, che nel mondo

occulto è vietato.

137 Quando ci si permette di ricorrere al compromesso non c’è da aspettarsi altro che disastro,

rovina e fine catastrofica delle personalità di coloro che vi hanno accondisceso. Molti hanno

cercato di adattare la verità ai tempi, invece di adattare i tempi alla verità e, diplomaticamente,

hanno cercato di realizzare quel tanto di realtà che ritenevano saggio. Ma i Maestri cercano

uomini dotati di chiara visione, che aderiscano senza compromessi alla verità percepita quale

essa è, capaci di avanzare fermamente verso l’ideale. Ciò comprende i seguenti fattori:

1. Il riconoscimento di quell’ideale per mezzo della meditazione.

2. Applicazione dell’ideale al presente, mediante unità d’intento.

3. Eliminazione delle vecchie forme pensiero che ostacolano, tramite auto-sacrificio.

4. Rifiuto di qualsiasi compromesso mediante una visione chiara.

5. Discernimento che permette al discepolo di distinguere sempre fra gli atti di un individuo

e l’individuo stesso.

6. Realizzazione del fatto che nel lavoro occulto non è lecito interferire nel karma personale,

né è concesso proteggere dalle conseguenze dell’azione. Ciò comporta quindi un

rifiuto a interferire negli affari altrui, per quanto riguarda la vita della personalità, ma

anche il rifiuto a sottrarsi agli impegni per la causa comune. È essenziale che i lavoratori

imparino a discriminare fra i fattori che favoriscono la libertà personale e quelli

che militano contro la libertà di gruppo.

Il quarto obiettivo da raggiungere grazie all’attuale occasione di lavoro che si offre, è di dare

l’avvio al nuovo ciclo e al nuovo gruppo di partecipanti. Nella nuova era i lavoratori saranno

tratti da tutti i gruppi esistenti e la scelta sarà largamente basata sulla loro capacità di lavorare

in modo impersonale e sulla forza del loro contatto interiore con l’anima.

138 Per nessuno di voi, immersi come siete nel fumo e nel fragore della mischia, è facile

giudicare con accuratezza i risultati o con equanimità le persone. Questo avviene sui piani interiori

e se ne occupano le vigili guide dell’umanità. Vorrei indicare brevemente cosa cercano

i Grandi Esseri.

Essi cercano di vedere se la fiamma interiore, risultato dello sforzo di lavorare, pensare e

agire saggiamente, arde con crescente splendore o se essa sia nascosta e indebolita dal vortice

delle correnti astrali e dalle forme pensiero generate da antagonismi, ambizioni e invidie personali.

Come conseguenza del lavoro svolto per il mondo, alcuni saranno attratti ad un rapporto

più stretto con l’opera della Gerarchia, mentre altri saranno temporaneamente respinti. Si

terrà gran conto della capacità di dominare l’astrale e di lavorare dai livelli mentali.

Essi cercano coloro che sanno lottare e battersi con le personalità per il trionfo di un principio,

pur mantenendo intatto il vincolo dell’amore. Questo conta più di quanto si possa immaginare

e un uomo che sappia sostenere un principio pur continuando ad amare tutti gli esseri

umani, che non accetta compromessi ma rifiuta ogni forma di odio, ha qualcosa di veramente

raro da offrire in questi tempi e i Grandi Esseri non mancheranno di utilizzarlo. Tutti voi che

lavorate, badate quindi a procedere con visione chiara, retto proposito e azione ferma e costante.

Trattate con pazienza e tolleranza i vostri fratelli che scelgono il principio inferiore e meno

giusto, che sacrificano il bene del gruppo ai propri fini personali ed usano mezzi indegni. Offrite

loro il vostro amore e la vostra attenzione e siate pronti a porgere loro una mano soccorritrice,

poiché inciamperanno sulla via evocando il rigore della legge. Siate allora pronti a sollevarli

e ad offrire loro la possibilità di servire, sapendo che il servizio è il grande guaritore e

maestro.

69

139 I Grandi Esseri cercano la dimostrazione della facoltà della flessibilità e dell’adattabilità,

facoltà d’adattamento annoverata fra le leggi fondamentali delle specie e così mirabilmente

manifestata dalla natura. È necessario trasferire tale legge ai piani interiori e renderla operante

nel nuovo ciclo di lavoro. La legge d’adattamento comporta il riconoscimento della necessità e

della nuova forza che subentra con il nuovo ciclo, ciò che condurrà all’unificazione di necessità

e forza in un’ampia sintesi e il sé personale verrà considerato un semplice punto focale per

l’azione e la trasmutazione. Essa comporta la trasmutazione dei cinque sensi e la loro estensione

ai piani più sottili, cosicché vista, udito, tatto, gusto e olfatto si fonderanno in un tutto

cooperante e sintetizzato da usare nella grande opera. Sul piano fisico i sensi tendono

all’unificazione della vita personale e all’adattamento del mondo fisico alle necessità del sé

personale. Sui piani più sottili essi devono essere trasmutati tanto da adeguarsi ai bisogni del

gruppo, di cui le forme individuali sono frammenti. Questa capacità è una di quelle che i

Grandi Esseri cercano negli individui che avranno il privilegio di inaugurare la nuova era.

Essi cercano soprattutto canali ben sgombri fra l’anima e il cervello fisico, attraverso la

mente. Tale allargamento indica che un uomo può essere utilizzato. Si potrebbe quasi dire che

Essi cercano uomini il cui antahkarana, il canale di comunicazione fra coscienza dell’anima e

cervello, è perfezionato, poiché in tal caso essi possono essere usati con successo dai Maestri.

Nella loro scelta dei lavoratori Essi sono guidati dalla presenza nell’uomo dì capacità acquisite

personalmente e d’abilità frutto di dura fatica. Quando capacità, facoltà e abilità sono presenti,

i Grandi Esseri sono ben lieti di adibirlo al lavoro.

140 A volte è stato presentato un punto di vista errato e proprio l’inverso di quanto esposto.

L’uomo non deve cercare i Maestri per acquisire delle capacità. Al contrario, egli trova i Maestri

quando possiede tali capacità, che lo rendono idoneo al lavoro di gruppo e che, con la debita

istruzione, verranno ampliate e trasformate in poteri superiori dell’anima. L’idoneità a dirigere

gruppi destinati a governare il lavoro della nuova era è conseguenza naturale della disciplina

e i dirigenti saranno scelti fra coloro che sono sensibili alla vita interiore. La direzione

durevole non è affidata a coloro che cercano posizione e potere o che guardano soltanto alle

condizioni esteriori trascurando le cause fondamentali. Il compito di dirigere stabilmente non è

affidato a coloro che antepongono la propria posizione e il proprio potere al bene del gruppo.

Esso è assegnato a coloro che nulla cercano per il sé separato, a coloro che dimenticano se

stessi nel bene del tutto.

Riprendiamo a considerare l’AUM. Il Suono, o Parola Sacra, se usato correttamente produce

diversi effetti cui accenneremo brevemente.

L’OM fatto risuonare con preciso pensiero intenzionale, ha un effetto che disturba e rimuove

la materia grossolana del corpo mentale, emotivo e fisico. Se è fatto risuonare accompagnato

da intensa aspirazione spirituale, agisce come forza d’attrazione sulle particelle di materia

pura, che vanno a prendere il posto di quelle precedentemente espulse. Gli studenti devono

cercare di tener presente queste due attività quando usano la Parola durante la meditazione.

Usata in questo modo la Parola ha valore pratico nella costruzione di corpi adatti al lavoro

dell’anima.

L’uso dell’OM serve anche ad indicare a chi opera sui piani universali e a coloro che nel

mondo esteriore sono dotati di percezione spirituale, che un discepolo è disponibile al lavoro e

può essere utilizzato attivamente sulla Terra, dove vi sia bisogno.

141 Questo fatto sia tenuto presente dagli aspiranti e serva da incentivo a far sì che la vita

fenomenica esteriore coincida con l’impulso spirituale.

L’uso della Parola Sacra ha il suo posto anche nel lavoro magico della Gerarchia. Vengono

create forme pensiero per incorporare delle idee e queste forme sono poi emanate per giungere

in contatto con la mente dei discepoli appartenenti al gruppo di un Maestro e responsabili

dell’attuazione del Piano.

Coltivando la ricettività del corpo mentale sviluppato e controllato, gli aspiranti diventano

consapevoli delle idee che i Maestri attingono dal piano della Mente Universale e sono quindi

in grado di collaborare con intelligenza. A loro volta, come questa regola cerca di indicare,

con le idee ricevute essi costruiscono forme pensiero che utilizzano nei loro gruppi per aiutare

70

il mondo. Il lavoro principale di un discepolo sul piano mentale consiste nell’esercitarsi a fare

quattro cose:

l. A essere ricettivo alla mente del Maestro.

2. A coltivare una corretta comprensione intuitiva dei pensieri inviatigli dal Maestro.

3. Ad incorporare le idee ricevute in una forma adatta a coloro che egli si è impegnato ad

aiutare.

4. A rendere attiva la sua forma pensiero (che incorpora quel tanto di pensiero universale

necessario) mediante il suono, la luce e la vibrazione, affinché altre menti possano mettersi

in contatto con essa.

In questo modo i gruppi vengono formati, organizzati, istruiti ed elevati e la Gerarchia degli

Adepti può così raggiungere il mondo.

Vi sono naturalmente molti altri modi di usare la Parola, ma riflettendo su questi che abbiamo

indicati, gli studenti renderanno possibile la comunicazione di altri.

142 Aggiungerò che il suono è veramente potente solo quando il discepolo ha appreso a

subordinare i suoni minori. Solo quando il volume, l’attività e anche la quantità dei suoni che

egli emette normalmente nei tre mondi verranno ridotti, il Suono potrà essere udito adempiendo

così il suo scopo. Solo quando il gran numero di parole pronunciate sarà ridotto e verrà coltivato

il silenzio, solo allora la Parola potrà esercitare il suo potere sul piano fisico. Solo quando

le molte voci della natura inferiore e del nostro ambiente saranno messe a tacere, la “Voce

che parla nel silenzio” potrà far sentire la sua presenza. Solo quando il suono di molte acque

svanisce nell’acquietarsi delle emozioni, sarà udita la chiara nota del Dio delle acque.

Di rado la gente si rende conto della potenza di una parola, eppure si afferma che: “In principio

era la Parola, e la Parola era Dio. Senza di Essa nessuna cosa fatta è stata fatta”. La lettura

di questo passo riconduce la nostra mente all’alba del processo creativo quando, per mezzo

del suono Dio parlò, e i mondi furono creati.

Si è detto che “il mezzo principale con cui la ruota della natura è mossa in una direzione

fenomenica è il suono”, poiché il suono o la parola originale fa vibrare la materia di cui tutte le

forme sono fatte e inizia quell’attività che caratterizza anche l’atomo della sostanza.

La letteratura e le scritture di tutti gli antichi popoli e di tutte le grandi religioni stanno a testimoniare

l’efficacia del suono nel produrre tutto ciò che è tangibile e visibile.

In un linguaggio molto bello gli Indù così si esprimono: “II Grande Cantore costruisce i

mondi e l’Universo è il suo Canto”. È un altro modo di esprimere la medesima idea. Se ci rendiamo

conto di ciò e comprendiamo, sia pure in parte, la scienza di questo concetto, il significato

delle nostre parole e l’emissione del suono nel discorso diventa certo un avvenimento importante.

143 Il suono o linguaggio e l’uso delle parole sono stati ritenuti dagli antichi filosofi (e sempre

di più dai pensatori moderni) il mezzo più elevato usato dall’uomo per plasmare se stesso e il

proprio ambiente. Il pensiero, la parola e l’azione che ne risulta sul piano fisico costituiscono

la triplicità che rende l’uomo ciò che è e lo pone dove egli è.

Lo scopo della parola è di rivestire il pensiero, mettendolo così a disposizione degli altri.

Quando parliamo evochiamo un pensiero, lo rendiamo presente e portiamo ciò che è celato

dentro di noi in espressione sensibile all’udito. La parola rivela, la retta parola crea una forma

a scopo benefico, mentre la parola errata può produrre una forma che ha un obiettivo malefico.

Non rendendoci conto di questo, incessantemente e irresponsabilmente, giorno per giorno continuiamo

a parlare, ad usare parole, a moltiplicare suoni, circondandoci di una molteplicità di

forme di nostra stessa creazione. È quindi essenziale riflettere prima di parlare, ricordando il

comandamento che dice: “Prima d’essere degno di parlare devi pervenire alla conoscenza”.

Dopo aver pensato, si scelgano le parole proprie ad esprimere il pensiero giusto, cercando di

usare la pronuncia corretta, dare valore appropriato e vera qualità tonale ad ogni parola che si

pronuncia.

Allora la nostra parola pronunciata creerà una forma pensiero che incorporerà l’idea che

abbiamo in mente. Le nostre parole non saranno più portatrici di discordia, ma andranno ad

aggiungersi al grande accordo armonizzante o parola unificante che il genere umano ha il

71

compito di far risuonare definitivamente. Le parole errate separano ed è interessante tener presente

che la parola, simbolo d’unità, è divina, mentre il linguaggio con le sue molteplici differenziazioni

è umano.

144 Col procedere dell’evoluzione e con l’assurgere della famiglia umana al suo vero posto nel

grande Piano dell’universo, il linguaggio giusto e corretto sarà sempre più coltivato, perché

penseremo di più prima di parlare e, come ha detto un grande istruttore: “con la meditazione

rimedieremo agli errori commessi con la parola errata”. L’importanza delle forme verbali, dei

suoni precisi e corretti e della qualità del timbro della voce diverrà sempre più evidente.

La seconda parola in ordine d’importanza in questa quarta Regola è luce. Prima viene il

suono, seguito dal primo effetto del suono, la diffusione della luce che produce la rivelazione

della forma pensiero.

La luce si riconosce per mezzo di ciò che essa rivela. L’assenza della luce produce lo svanire,

in apparente inesistenza, del mondo fenomenico.

Lo scopo della forma pensiero creata dal suono è di essere una sorgente di rivelazione. Essa

deve rivelare la verità e portare un aspetto della realtà a conoscenza dello spettatore. La seconda

qualità della forma pensiero, nel suo impiego più elevato, è quindi di portare luce a coloro

che ne hanno bisogno, a coloro che camminano nelle tenebre.

Non mi occupo qui della luce intesa come anima, in senso cosmico o individuale, né della

luce come secondo aspetto universale della divinità. In queste istruzioni mi limito a trattare di

quell’aspetto della verità che farà dell’aspirante un lavoratore pratico, mettendolo in grado di

lavorare con intelligenza. Suo compito principale sarà (e se ne renderà sempre più conto) di

creare forme pensiero che portino rivelazione agli esseri umani pensanti. Per far ciò egli deve

lavorare occultamente e, per mezzo del suono del lavoro che egli ha espirato, per mezzo della

verità rivelata nella forma, egli porterà luce e illuminazione nelle zone oscure della Terra.

145 Infine, con il potere della sua certezza, della sua comprensione spirituale e della sua vitalità,

infonde vita alla forma pensiero.

Diviene così evidente il significato della terza parola: vibrazione. Il suo messaggio è udito,

poiché è fatto risuonare; esso porta illuminazione, perché trasmette la Verità e rivela la Realtà;

assume importanza vitale, perché vibra con la vita del suo creatore e si mantiene in esistenza

fino a quando il suo pensiero, il suo suono e la sua intelligenza lo animano. Questo è vero di

un messaggio, di un’organizzazione e di tutte le forme di vita, che altro non sono che idee incarnate

di un creatore cosmico o umano.

Agli studenti sarà molto utile considerare queste tre parole vitali e scoprire il loro rapporto

con tutte le forme pensiero incarnate: un cosmo, un piano, un regno della natura, una razza,

una nazione, un essere umano. Considerino i diversi agenti creatori: Logoi Solari, Angeli Solari,

esseri umani e altri. Considerino i campi d’azione del processo creativo e osservino quanta

verità sia contenuta nelle parole dell’Antico Commentario:

Il suono echeggiò fra varie sfere di materia increata, ed ecco, il sole e tutte le sfere minori apparvero.

La luce si diffuse fra le miriadi di sfere e le molteplici forme di Dio, i diversi aspetti del suo radioso

manto sfolgorarono.

Le sfere palpitanti e vibranti rotearono. La vita nei suoi infiniti stadi e gradi iniziò il processo di

sviluppo, ed ecco, la legge entrò in azione. Forme emersero e scomparvero, ma la vita continuò. Regni

sorsero con le molteplici forme in essi raccolte, rotearono insieme, poi si separarono, ma sempre la Vita

continuò.

Il genere umano, tenendo celato in sé il Figlio di Dio, il Verbo incarnato, irruppe nella luce della

rivelazione. Razze apparvero e scomparvero. Le forme, velando l’anima radiosa, emersero, assolsero il

loro scopo e svanirono nella notte, ma ecco, la vita continuò, fusa ormai con la luce. La vita si fuse con

la luce per rivelare insieme la bellezza, il potere, la forza attiva e liberatrice, la saggezza e l’amore che

noi chiamiamo un Figlio di Dio.

Attraverso i molti Figli di Dio, che nel centro dei centri non sono che uno, Dio, nel suo aspetto di

Padre, è conosciuto. Tuttavia, anche quella Vita illuminata progredì ancora fino ad un immenso grado

di potere, di forza creativa. È il Tutto che contiene l’Universo, il centro permanente delle Sfere,

l’Uno.”

72

146 Nella quarta regola abbiamo accennato a due parole ricche di significato, suono e luce, e ne

emerge un’idea predominante. L’anima deve essere riconosciuta come luce, la luce che rivela,

mentre l’aspetto Spirito più tardi verrà riconosciuto come suono. Luce e illuminazione totali

sono prerogative del discepolo giunto alla terza iniziazione, mentre la vera comprensione del

suono, del triplice AUM, fattore sintetizzante della manifestazione, è data soltanto a colui che

diviene signore dei tre mondi.

Ora dobbiamo volgere la nostra attenzione alla parola vibrazione, ma senza dissociarla dalla

parola forma che la segue. La vibrazione, effetto dell’attività divina, è duplice. Emergendo

dal regno della soggettività in risposta al suono e alla luce, la vibrazione produce un primo effetto,

suscitando una reazione nella materia perciò in seguito attrae o chiama a raccolta gli atomi

con i quali si costituiscono molecole, cellule, organismi e, infine, forme integrate. Effettuato

ciò l’aspetto vibrazione va visto sotto forma duplice. La forma, tramite i cinque sensi,

diviene consapevole dell’aspetto vibratorio di tutte le forme contenute nell’ambiente in cui essa

stessa è un’entità funzionante. Più tardi, nel tempo e nello spazio, tale forma diviene sempre

più consapevole della propria vibrazione interiore e, risalendo alla fonte originaria di tale vibrazione,

diviene consapevole del Sé e in seguito del Regno del Sé. L’umanità nel suo complesso

è consapevole del suo ambiente e, con le informazioni trasmesse dalla vista, dall’udito,

dal tatto, dal gusto e dall’olfatto, perviene alla conoscenza del mondo fenomenico, manto esteriore

di Dio, e all’instaurarsi della comunicazione fra il Sé e ciò che chiamiamo il mondo naturale.

Mentre la mente si appropria di tale conoscenza e la sintetizza, colui che dimora nella

forma attraversa i seguenti stadi:

1. La vibrazione viene registrata e l’ambiente produce il suo effetto sulla forma.

2. L’effetto viene notato, ma non compreso. Nell’essere umano, sottoposto alla lenta e

costante pressione di quest’effetto vibratorio, lentamente si risveglia la coscienza o

consapevolezza.

3. L’ambiente comincia a suscitare interesse e desiderio nell’uomo. L’attrazione dei tre

mondi aumenta costantemente e tiene in suo potere l’uomo durante reiterate incarnazioni.

(La parola “reiterate” è letteralmente e scientificamente più corretta di “ripetute.

Infatti, ciascuno di noi è realmente una parola reiterata, che risuona nel tempo e nello

spazio).

4. Più tardi, quando la vibrazione delle forme del mondo fenomenico circostante diventa

monotona, per la costante pressione esercitata nel corso di molte vite, l’uomo comincia

a divenire sordo e cieco al familiare mondo fenomenico del desiderio. Egli diviene insensibile

alla sua pressione vibratoria e sempre più consapevole della vibrazione del

Sé.

5. Più tardi, giunto al Sentiero della Prova e del Discepolato, questa più sottile attività vibratoria

intensifica la sua attrazione. Cessa l’allettamento del mondo esterno. Il mondo

interiore del Sé assume un posto predominante nella natura di desiderio.

6. A poco a poco, per usare il linguaggio degli psicologi moderni. entro la forma esteriore

che costituisce l’apparato adatto a reagire al processo per divenire consapevole del

mondo fenomenico, il discepolo costruisce un nuovo apparato di risposta più sottile,

che permetterà di conoscere i mondi soggettivi.

148 Raggiunto questo stadio, il contatto vibratorio col mondo esteriore della forma si attenua

sempre di più e il desiderio in quella direzione si atrofizza. Tutto sembra arido e privo

d’attrazione, nulla soddisfa l’ardente aspirazione dell’anima. Inizia il difficile processo di riorientamento

verso un mondo nuovo, un nuovo stato d’essere e una nuova condizione di consapevolezza,

ma poiché l’apparato sottile interiore adatto a rispondere è solo allo stato embrionale,

un desolante senso di vuoto, un brancolare nel buio, un periodo di conflitto ed esplorazione

spirituali assalgono l’aspirante, mettendone alla prova la fermezza di proposito fino agli estremi

limiti.

Ma, e questo è il grande incoraggiamento da ricordare, tutto “si compie secondo la legge e

nulla può più impedire all’opera iniziata di procedere”. Si notino queste parole, contenute nel73

la quarta regola. Giunge ora uno stadio in cui l’essere umano è veramente e di fatto “fondato

sulla roccia” e, sebbene egli possa ancora sperimentare l’alternarsi della luce e dell’ombra,

sebbene le onde delle acque purificatrici possano investirlo e minacciare di travolgerlo, sebbene

egli possa sentirsi sordo, muto e cieco, nulla alla fine potrà sconfiggere il proposito

dell’anima. Ciò che manca è un corpo spirituale sviluppato, equipaggiato in modo da poter rispondere

alle vibrazioni del mondo spirituale interiore. Esso esiste in embrione, e il segreto

per poterlo usare sta nell’atteggiamento del cervello fisico rispetto alle funzioni del corpo eterico,

intermediario tra cervello, sistema nervoso e mente, o tra anima, mente e cervello. Non è

questo il momento di elaborare tale argomento, ma vi si è accennato in modo che l’aspirante

perspicace ne faccia oggetto di riflessione.

Abbiamo quindi trattato dei seguenti stadi contenuti nella quarta regola, presentandoli con

lucida chiarezza, seppure con la parsimonia di parole che contraddistingue tutti gli scritti occulti

e simbolici:

l. Integrazione della forma, risultato dell’attività dell’anima, usando:

a. il suono,

b. la luce,

c. la vibrazione.

2. Sviluppo di un apparato atto a rispondere al mondo fenomenico.

149 3. Scostamento definitivo dal mondo fenomenico, effetto dell’uso e della sazietà che ne

deriva, e impiego progressivo dell’apparato di risposta più sottile.

4. Riorientamento di tale apparato dell’anima (mente, corpo eterico, cervello e sistema

nervoso). L’essere umano perviene alla consapevolezza del regno dell’anima, un altro

regno della natura.

5. Lo scostarsi dal regno mondano al regno dell’anima diviene una caratteristica esoterica

e in questo pensiero si cela il segreto della psicologia esoterica. L’uomo si è stabilizzato

nella vita spirituale. Ora nulla potrà opporre ostacoli.

LA SCIENZA DEL RESPIRO

Veniamo ora alle importanti parole della quarta regola: “L’uomo respira profondamente”.

Questa frase comprende molti aspetti della vita ritmica. È la formula magica della scienza del

pranayama. Abbraccia l’arte della vita creativa. Mette l’uomo all’unisono con la vita pulsante

di Dio stesso, e questo per mezzo del distacco e del riorientamento.

È una frase estremamente interessante come esempio della concisione e inclusività del linguaggio

occulto. L’arte di respirare si suddivide in tre fasi, che raccomando alla più attenta

considerazione di ciascuno di voi.

150 Viene dapprima l’aspetto dell’inalazione. “L’uomo inspira profondamente”. Egli trae il

respiro dal più profondo del suo essere. Nel processo della vita fenomenica egli trae

dall’anima l’afflato stesso della vita. È il primo stadio. Nel processo di distacco dalla vita fenomenica,

dai più profondi recessi del suo essere e dalle sue esperienze egli attinge la vita, affinché

questa possa essere riportata alla sorgente da cui provenne. Nella sua vita occulta di discepolo,

mentre sviluppa un nuovo e più sottile apparato di risposta, egli pratica la scienza del

respiro e scopre che con il respiro profondo (comprendente i tre stadi della respirazione, inferiore,

medio e superiore) può attivare il suo corpo vitale, con i suoi centri di forza, nel mondo

delle esperienze esoteriche. I tre aspetti della “respirazione profonda” abbracciano quindi

l’intera esperienza dell’anima, e ogni aspirante che s’interessi a questo soggetto può elaborare

il rapporto con i tre tipi di respiro cui abbiamo accennato.

La regola continua: “egli concentra le sue forze”, ciò che indica lo stadio che può essere

chiamato ritenzione del respiro. Si tratta di mantenere costantemente tutte le forze vitali nel

luogo del silenzio e quando ciò, in virtù dell’abitudine acquisita e dell’esperienza, può essere

compiuto con facilità e senza pensare al procedimento, l’uomo è in grado di vedere, udire e

conoscere in un regno diverso da quello fenomenico. In senso più elevato, è lo stadio di contemplazione,

la pausa tra due attività”, com’è stata appropriatamente chiamata. L’anima, il

74

respiro, la vita, si è ritirata dai tre mondi e, nel “luogo segreto dell’altissimo” riposa e nella

quiete contempla la visione beatifica. Nella vita del discepolo attivo essa produce quegli intervalli,

a lui ben noti, durante i quali (in virtù del distacco e della capacità di ritrarsi) nulla lo

trattiene nel mondo della forma. Tuttavia, poiché il discepolo sta ancora lottando verso la perfezione

e ancora non vi è giunto, questi intervalli di silenzio, ritiro e distacco sono sovente difficili

e oscuri. Tutto tace, lo sgomento dell’ignoto lo assale in quella calma apparentemente

vuota. In casi avanzati, tale esperienza è detta “la notte oscura dell’anima”, il momento foriero

dell’alba, l’ora che precede il prorompere della luce.

151 Nella scienza del pranayama è il momento che segue l’inspirazione, in cui tutte le forze del

corpo, per mezzo del respiro, sono elevate alla testa e ivi concentrate prima dello stadio di espirazione.

Questo momento di ritenzione, se eseguito in modo appropriato, produce un intervallo

d’intensa concentrazione, ed è in questo momento che l’aspirante deve cogliere

l’opportunità. Queste parole racchiudono un indizio.

Segue il processo di espirazione. Dice la regola: “Egli emana, dirigendola, la forma pensiero”.

Questo è sempre il risultato dello stadio finale della scienza del respiro. La forma, vitalizzata

da colui che respira con ritmo corretto, è inviata a compiere l’opera sua e ad assolvere la

sua missione. Studiate accuratamente questo concetto, poiché contiene il segreto dell’opera

creativa.

Nell’esperienza dell’anima, la forma per la manifestazione nei tre mondi viene creata mediante

l’intensa meditazione, attività che procede sempre parallela alla respirazione. Con un atto

della volontà, che risulta in una “espirazione”, e generato o al quale si perviene dinamicamente

durante l’intervallo di contemplazione o di ritenzione del respiro, la forma pensiero è

inviata nel mondo fenomenico per servire da canale d’esperienza, da mezzo d’espressione e da

apparato atto a rispondere nei tre mondi dell’esistenza umana.

La meditazione e la disciplina insegnano al discepolo a pervenire ad alti momenti

d’intervallo ogni qualvolta egli concentra le sue forze sul piano della vita dell’anima e di nuovo,

con un atto della sua volontà, egli espira i suoi propositi, i suoi piani e la sua vita spirituale

nel mondo dell’esperienza. La forma pensiero che egli ha costruito per quanto riguarda la sua

parte d’attività e la concentrazione d’energia che è riuscito ad infondervi, producono i loro effetti.

L’energia necessaria per fare il passo successivo è espirata dall’anima e fluisce nel corpo

vitale stimolando lo strumento fisico alla necessaria attività costruttiva.

152 L’aspetto del piano che il discepolo ha visualizzato nella contemplazione e il frammento

del proposito generale della Gerarchia con cui l’anima si sente chiamata a cooperare, sono espirati

simultaneamente attraverso la mente fino al cervello e in tal modo “egli emana, dirigendola,

la forma pensiero”.

Infine, nella scienza del pranayama questo stadio comprende l’esalazione del respiro che,

guidata dal pensiero e dal proposito cosciente, serve a vitalizzare i centri e ad infondere a ciascuno

di essi attività dinamica. Non occorre dire altro per il momento.

Nella scienza della “respirazione profonda” abbiamo dunque l’intero processo dell’opera

creativa e dello sviluppo evolutivo di Dio nella natura. È il processo per mezzo del quale la

Vita, l’Esistenza Unica, ha portato in manifestazione il mondo fenomenico, e la quarta regola

è per così dire il compendio della creazione. In pari tempo è la formula secondo la quale

l’anima individuale opera, man mano che concentra le sue forze per manifestarsi nei tre mondi

dell’esperienza umana.

L’uso corretto della Vita-Respiro è l’arte che l’aspirante, il discepolo e l’iniziato studiano,

tenendo però presente che la scienza del respiro fisico è l’aspetto meno importante e segue in

ordine di tempo l’uso corretto dell’energia, termine applicato all’afflato divino o Vita. Infine,

nella vita mentale del discepolo e nel grande lavoro per imparare ad essere un creatore cosciente

con la materia mentale, producendo così risultati nel mondo fenomenico, questa quarta

regola rappresenta le istruzioni su cui è basato il lavoro. Essa incorpora l’intera scienza del lavoro

magico. Questa regola merita quindi la considerazione e lo studio più attenti. Giustamente

compresa e studiata, condurrà l’aspirante dal mondo fenomenico al regno dell’anima. Le istruzioni

in essa contenute, se applicate, riporteranno l’anima nel mondo fenomenico come

75

forza creativa nella magia dell’anima e come fattore che manipola e governa la forma e per

suo tramite. Nella formazione degli aspiranti occidentali non si esige mai una cieca e incondizionata

obbedienza.

153 Si danno suggerimenti sul metodo e sulla tecnica che si sono dimostrati efficaci per

migliaia d’anni e per molti discepoli. Saranno comunicate alcune regole in merito alla respirazione,

ad un procedimento efficace e alla vita pratica sul piano fisico, ma nella formazione del

nuovo tipo di discepolo durante la nuova era, per volontà dei Guru e dei Rishi che osservano, i

discepoli saranno lasciati più liberi di quanto non fossero in passato. Ne deriverà uno sviluppo

leggermente più lento all’inizio, ma si spera in un più rapido progresso durante gli stadi successivi

sul Sentiero dell’Iniziazione. Nel periodo della loro formazione si esortano quindi gli

studenti a procedere con coraggio e con gioia, consapevoli di far parte di una schiera di discepoli

e di non essere soli, sapendo che potranno disporre della forza e anche della conoscenza

dell’intero gruppo via via che svilupperanno la capacità di attingervi, e infine nella certezza

che l’amore, la saggezza e la comprensione dei Fratelli Maggiori, che osservano, sostengono

ogni Figlio di Dio che aspira, anche se apparentemente (e saggiamente) egli è lasciato a lottare

per la conquista della luce, nella forza della propria anima onnipotente.

76

REGOLA NUMERO CINQUE

155

Tre cose impegnano l’Angelo Solare prima che l’involucro creato discenda: la condizione

delle acque, l’immunità di colui che cosi crea, la contemplazione stabile. Così cuore, gola, occhio

sono uniti nel triplice servizio.

L’anima e le sue forme pensiero

Cuore, gola e occhio

Il risveglio dei centri

*****

77

REGOLA NUMERO CINQUE

L’ANIMA E LE SUE FORME PENSIERO

157 Abbiamo trattato del processo creativo in relazione:

l. Al Creatore di un sistema solare o di uno schema planetario.

2. All’Ego, che crea il suo corpo di manifestazione. Ricordate che tutta la famiglia umana

è stata portata in manifestazione da un gruppo parallelo di Ego.

3. All’essere umano, che crea le forme pensiero con le quali egli si esprime e opera, e da

cui è circondato . Si tenga inoltre presente che questo lavoro creativo definito è possibile

solo a coloro che operano sui livelli mentali, ossia i pensatori del mondo e i discepoli

dei Maestri.

In ogni caso abbiamo visto che la forma oggettiva è il risultato della meditazione

dell’agente creatore, della risposta della materia sulla quale agisce la forza generata nella meditazione,

ciò che determina la costruzione della forma e il suo impiego mediante il suono.

Questo procedimento è seguito dallo stadio in cui la forma, vista oggettivamente, diviene

un’entità vibrante e vivente. In tal modo “II Verbo è fatto carne”, e così nascono tutte le altre

forme: universi, esseri umani, pensieri incarnati.

Questa quinta regola riguarda i tre fattori ai quali l’agente creatore rivolge l’attenzione prima

che la forma fisica emerga alla vista sul piano esteriore. Essi sono:

158 1. La condizione delle acque.

2. L’immunità di colui che così crea.

3. La contemplazione stabile

Tratteremo brevemente di questi tre punti e prenderemo poi in esame i tre fattori che il discepolo

deve collegare se vuole divenire un attivo e potente cooperatore della Gerarchia. Essi

sono l’occhio, il cuore e la gola. Queste regole si prestano a varie interpretazioni e hanno diversi

significati; per i nostri fini ci occuperemo soltanto della linea d’interpretazione che concerne

il discepolo e il suo lavoro, e tratteremo della sua preparazione al lavoro magico

dell’Ego, mentre questo dimora in una forma fisica e ne fa uso. Questi insegnamenti vogliono

avere carattere pratico; essi daranno rilievo alla formazione e alla disciplina del discepolo,

mentre sparsi qua e là non mancheranno cenni e suggerimenti esoterici che, se seguiti, condurranno

l’aspirante all’esperimento e all’esperienza della Verità. Coloro che non sono veri aspiranti

non riconosceranno tali cenni esoterici e saranno in tal modo preservati dal pericolo di

un’esperienza prematura.

Cominciamo dunque lo studio dei tre fattori oggetto della nostra attenzione e consideriamoli

dal punto di vista dell’essere umano che crea forme pensiero, e non principalmente da quello

di un Creatore solare o di un Ego in procinto d’incarnarsi tramite una forma. A questo punto

sono utili due considerazioni supplementari. L’una è che il processo di creare forme pensiero

fa parte del lavoro che ogni aspirante compie nella meditazione quotidiana. Se lo studente ricordasse

che ogni volta che si accinge a meditare impara a costruire e vivificare forme pensiero,

il suo lavoro potrebbe diventare più interessante. Gran parte degli aspiranti, nella meditazione

tendono ad occuparsi dei loro difetti e dell’incapacità di dominare la mente, mentre entrambi

questi aspetti del loro sforzo verrebbero facilitati se essi si preoccupassero del lavoro,

profondamente avvincente, di costruire forme pensiero.

159 L’altra considerazione, d’importanza secondaria, è che quando gli Ego si accingono ad

assumere corpi fisici, sono profondamente impegnati nel lavoro di meditazione ed è assai improbabile

che possano essere raggiunti dai medium comuni nelle ordinarie sedute spiritiche.

Tutt’al più, possono venire in contatto con gli Ego trapassati di recente, i quali nella maggior

parte dei casi sono in condizioni di profonda astrazione di tipo diverso. Non c’è tempo né scopo

di dilungarsi su quest’argomento, ma può interessare coloro che indagano su questi soggetti.

78

1. La condizione delle acque

L’agente creatore, l’uomo, mediante gli incentivi di un proposito coordinatore, l’intenta

meditazione e l’attività creativa, ha costruito la forma pensiero che egli anima con la propria

vitalità e dirige con la propria volontà. È giunto il momento di inviare tale forma pensiero a

compiere la sua missione e di realizzare lo scopo della sua esistenza. Come abbiamo visto nella

regola precedente, la forma è “diretta” dal suo creatore mediante il potere dell’emissione del

respiro. Questa è un’espressione simbolica e al tempo stesso un fatto sperimentale nel lavoro

magico. L’insuccesso che il discepolo incontra spesso nel suo lavoro è dovuto alla sua incapacità

di comprendere sia il significato esoterico che quello letterale di questa emissione di respiro

che egli effettua durante la meditazione. Questa espirazione è il risultato di un precedente

periodo di respirazione ritmica, accompagnato da meditazione concentrata, cui segue un preciso

focalizzarsi dell’attenzione e del respiro mentre il proposito della forma creata viene mentalmente

definito e, infine, la vivificazione della forma pensiero da parte del suo creatore e

l’attivazione a vita indipendente che ne consegue.

160 Il primo fattore che impedisce a tale lavoro di risultare potente è dato dall’incapacità del

discepolo di eseguire simultaneamente queste attività. La seconda causa d’insuccesso deriva

dalla negligenza nel considerare la condizione delle acque, o lo stato della sostanza emotiva, in

cui questa forma mentale deve immergersi per raccogliere attorno a sé la materia del piano astrale

che le permetterà di divenire un’entità funzionante su quel piano, senza di che rimane

una forma morta sul piano mentale, priva del potere motivante del desiderio, necessario per

portarla a compimento sul piano fisico.

È interessante ricordare che se una forma pensiero è spinta nel mondo emotivo per rivestirsi

di un corpo di desiderio (la forza propulsiva che produce ogni oggettività) e viene immersa in

una “condizione delle acque” puramente egoistica, essa si perde, assorbita dal corpo astrale del

discepolo, che è il punto focale di tutta l’energia astrale da lui stesso impiegata. Viene trascinata

in un vortice, centro del corpo astrale individuale, e perde la sua esistenza separata. Il paragone

con il vortice è molto appropriato. Il pensatore può essere paragonato a qualcuno che

dalla riva lanci una barchetta di carta nella corrente. Se la lancia in un vortice, essa viene immediatamente

risucchiata nel centro del gorgo e scompare. Molte forme costruite

dall’aspirante durante la meditazione vanno perdute e non adempiono il loro scopo a causa

dello stato caotico e vorticoso del suo corpo emotivo. Così le buone intenzioni non approdano

a nulla, i buoni propositi e i piani di lavoro per il Maestro non si materializzano perché la forma

pensiero, scendendo nel piano del desiderio e delle emozioni, viene in contatto soltanto

con le torbide acque della paura, del sospetto, dell’odio, del desiderio impuro o esclusivamente

fisico. Tutto ciò essendo più potente della piccola forma, essa ne è sopraffatta, viene persa di

vista e scompare, e l’uomo si rende conto che un altro sforzo è fallito.

161 La “condizione delle acque” può anche non essere determinata da un vortice autogenerato,

ma presentarsi piuttosto come una gora le cui acque siano rese turbolente e spumeggianti dalle

attività altrui. Molti discepoli hanno raggiunto una misura sufficiente di autodominio e disinteresse

personale. Non sono vittime di desideri e di mire personali, quindi relativamente liberi

dal vortice delle tendenze egoistiche, ma il loro corpo astrale è continuamente trascinato in

uno stato d’agitazione dal gruppo per il quale e nel quale lavorano. Sono esultanti o depressi,

soddisfatti o scontenti dei risultati raggiunti o che non riescono a raggiungere; sono agitati ed

emotivamente sconvolti da successi o insuccessi, da prove di fedeltà e di slealtà dei loro compagni

di servizio e, a causa di queste potenti reazioni, le loro forme pensiero costruite con tanta

diligenza e devozione finiscono nel nulla. La loro “capacità d’azione” va perduta, perché essi

sono ancora troppo attaccati al risultato auspicato ed il loro lavoro non dà alcun frutto.

Esistono molte altre “condizioni delle acque”, che ogni aspirante può determinare da sé; ve

n’è tuttavia ancora una cui vorrei accennare. Il corpo emotivo del discepolo che deve nutrire e

alimentare la tenue forma pensiero appena nata e provvista del suo nucleo mentale, fa necessariamente

parte della forma emotiva planetaria e quindi vibra all’unisono con essa. Si dovrebbe

tenere accuratamente conto di questo fatto, poiché il corpo emotivo è posto in un determinato

79

stato d’attività dalla condizione astrale generale e va quindi saggiamente trattato da questo

punto di vista.

Tre note predominano oggi nella forma planetaria: paura, aspettativa, desiderio al punto

culminante (nella famiglia umana) di possessi materiali. Notate l’aggettivo “culminante”. Il

desiderio umano di felicità materiale ha raggiunto il punto massimo e il culmine di tale desiderio

è stato sorpassato; l’umanità ha quindi conseguito e superato molto. Ma il ritmo dei tempi è

intenso.

162 L’aspirante che cerca di servire dai livelli mentali deve comprendere e trasformare le tre

qualità suddette. Alla paura deve sostituire quella pace che è prerogativa di coloro che vivono

sempre nella Luce dell’Eterno; la dubbiosa aspettativa deve cedere il posto alla calma, ma attiva,

sicurezza dell’obiettivo ultimo, che nasce dalla visione del Piano e dal contatto con altri

discepoli e, in seguito, con il Maestro. Il desiderio di possessi materiali deve tramutarsi in aspirazione

per i beni che sono la gioia dell’anima: saggezza, amore e potere di servire. Pace,

sicurezza e retta aspirazione! Queste tre parole, chiaramente comprese e sperimentate nella vita

d’ogni giorno, determineranno quella giusta “condizione delle acque” che assicura la sopravvivenza

d’ogni forma pensiero, correttamente generata nella meditazione dall’uomo che

opera come anima.

2. L’immunità di colui che così crea.

A questo punto è opportuno ripetere e sottolineare il fatto, anche se già risaputo, che le persone

sono frequentemente uccise (in senso occulto e quindi il più grave) dalle loro stesse forme

pensiero. La creazione del pensiero, mediante la concentrazione e la meditazione, è

un’opera estremamente pericolosa. Non lo si dimentichi mai. Vi sono infatti forme di pensiero,

non rivestite di molta materia di desiderio che, non riuscendo a scendere, avvelenano l’uomo

sui livelli mentali e lo fanno in due modi:

l. Divenendo così potenti che l’uomo è vittima di ciò che ha creato. È “l’idea fissa”, secondo

gli psichiatri, l’ossessione che conduce all’alienazione mentale; la persistenza di

un pensiero su un unico soggetto, che infine terrorizza il suo creatore.

163 2. Moltiplicandosi cosi rapidamente da trasformare l’aura dell’uomo in una nube fitta e

densa, attraverso la quale la luce dell’anima non riesce a penetrare e nemmeno l’amore

degli esseri umani e le piacevoli, belle e confortanti attività della natura e della vita dei

tre mondi riescono a farsi strada. L’uomo, asfissiato e soffocato dalle proprie forme

pensiero, soccombe ai miasmi che egli stesso ha generato.

Vi sono inoltre linee di pensiero che suscitano nel corpo emotivo una reazione di natura

tossica. Ad esempio, un essere umano segue una data linea di pensiero relativa ai propri simili.

Essa genera odio, gelosia e invidia e giunge in manifestazione in modo da determinare, sul

piano fisico, delle attività che provocano la morte del loro creatore. Questo può verificarsi letteralmente

come nel caso di delitti, che spesso risultano da un intento cristallizzato, o sotto

forma di malattia. Pensiero puro, retto movente, desiderio amorevole, sono i tre veri correttivi

della malattia e quando il desiderio di pervenirvi (che anima molti) è elevato a un’attività di

pensiero costruttiva, si avrà una graduale eliminazione della malattia. A tutt’oggi, molti desiderano,

pochi pensano. Non si dimentichi mai che i Grandi Esseri non cercano coloro che desiderano

e aspirano soltanto. Essi cercano coloro che al desiderio uniscono la determinazione

ad apprendere, ad usare il loro corpo mentale, a divenire creatori e che lavoreranno in modo

costruttivo per raggiungere tali fini.

Ecco perché in tutti i sistemi di vera formazione occulta è data la massima importanza al

retto pensiero, al desiderio amorevole e alla vita pura e irreprensibile. Solo così il lavoro creativo

può progredire in tutta sicurezza, e solo così la forma pensiero può scendere

nell’oggettività ed essere un agente costruttivo sul piano dell’esistenza umana.

80

3. Contemplazione stabile

164 Noterete che non viene usata la parola ‘meditazione’. Si vuole indicare qualcosa di diverso.

Il processo di meditazione, che implica l’uso del pensiero e la costruzione mentale della forma,

in modo che possa essere completata e integrarsi e allinearsi con la forma pensiero del

gruppo dei suoi condiscepoli, e quindi con il Piano, è stato compiuto dall’uomo nel miglior

modo possibile. Ora, egli deve contemplare con perseveranza ciò che ha creato e con uguale

fermezza infondervi la vita necessaria affinché possa adempiere la sua funzione.

Egli cessa di ragionare, di pensare, di formulare e di costruire con materia mentale;

semplicemente immette vita nella forma e la invia ad eseguire la sua volontà. Quanto più a

lungo egli saprà contemplarla e mantenerla stabile, tanto più a lungo la sua creazione attuerà i

suoi intenti e agirà come suo agente.

Quanto più a lungo egli saprà focalizzare l’attenzione sull’ideale per il quale ha creato la

sua forma pensiero e collegare la forma e l’ideale in un’unica visione stabile, tanto più a lungo

essa servirà lo scopo prefisso ed esprimerà l’ideale. Qui sta il segreto d’ogni efficiente cooperazione

con il Piano.

Ci soffermeremo ora sulle parole “cuore, gola e occhio”, poiché esse hanno un significato

peculiare. Questi tre organi costituiscono l’apparato che dovrà essere usato da tutti i discepoli

nel ciclo mondiale che sta rapidamente avanzando.

È innegabile che attualmente non esiste ancora un gruppo molto numeroso di discepoli in

incarnazione e che l’apparato di cui sono dotati molti uomini che operano a livello di discepolato

è soltanto embrionale. Si ricordi tuttavia che il ciclo mondiale è stato appena inaugurato e

che si protrarrà per un lungo periodo di tempo. Oggi nel mondo vi sono soltanto circa quattrocento

discepoli accettati, ossia uomini e donne che realmente sanno d’essere discepoli, che

sanno quale sia il loro compito e lo svolgono. Nella generazione più giovane vi sono parecchie

centinaia di discepoli alla soglia dell’accettazione, mentre migliaia di persone sono sul sentiero

della prova.

165 In tutti i gruppi veramente esoterici, dovrebbe formarsi un gruppo nel quale vi fosse la

comprensione intellettuale di questo meccanismo di cuore, gola e occhio. Dovrebbe essere costituito

da coloro che si sottopongono ad una disciplina e ad una formazione che ne rendano

l’uso un fatto naturale a loro dimostrato. Richiamo la vostra attenzione su queste parole, raccomandandone

uno studio accurato.

Qualsiasi meccanismo del corpo fisico viene usato in due modi. Il primo è un uso involontario,

non vi è alcuna comprensione del come, perché e quando l’apparato funzioni. L’animale

usa un meccanismo sotto molti aspetti analogo a quello usato dall’uomo. Vede, ode e funziona

organicamente in modo simile all’essere umano, ma manca della comprensione mentale e della

facoltà di collegare causa ed effetto, che sono caratteristiche del regno della natura superiore

al suo.

Uno stato di cose analogo sussiste negli stadi finali del Sentiero della Prova e nei primi stadi

del Sentiero del Discepolato. Il discepolo è consapevole di capacità e poteri, non ancora sotto

il suo dominio intelligente. Ha lampi d’introspezione e di conoscenza, apparentemente inesplicabili

e d’importanza non immediata. Viene in contatto con vibrazioni e fenomeni di altri

regni, ma è inconsapevole del processo necessario per pervenirvi e incapace di ripetere o rievocare

l’esperienza. Sente delle forze attive nel suo corpo eterico.

A volte riesce a localizzarle e in ogni caso ammette teoricamente che una struttura settemplice,

simbolica nella forma e potente se usata, si sta risvegliando ad attività cosciente. Ancora

non riesce a dominarla e, per quanti sforzi faccia, è assolutamente incapace di chiamarla a cooperare

in modo intelligente con i suoi scopi e ideali. Registrare tali fenomeni e prendere nota

delle esperienze è tutto ciò che può fare, tenendo sempre presente che nei primi stadi del suo

sviluppo, solo le vibrazioni più grossolane e materiali vengono registrate nella sua coscienza

cerebrale.

166 Non deve quindi fare altro che aspettare e fare uso della mente per purificare i suoi veicoli

ed eliminare tutto ciò che possa concorrere a deformare la sua visione. Questo periodo sarà più

81

o meno lungo, secondo se l’aspirante sta accedendo per la prima volta alla coscienza soggettiva

oppure se sta riprendendo il filo di un compito iniziato tempo addietro o solo parzialmente

assolto.

A questo punto vorrei dire chiaramente a tutti i veri e sinceri aspiranti che nella formazione

prevista durante i prossimi decenni, lo sviluppo della visione e dell’udito astrale sarà completamente

escluso o, se già esiste, dovrà essere definitivamente superato. Il vero discepolo cerca

di accentrarsi sul piano mentale, mirando a trasferire la sua coscienza ancora più in alto, nella

più ampia e inclusiva consapevolezza dell’anima.

Sua meta è di includere ciò che è superiore e a questo stadio non è necessario che egli ricuperi

le facoltà astrali che, come ben sapete, furono caratteristica delle razze terrestri poco evolute

e di molti animali superiori. Più tardi, quando avrà raggiunto lo stato d’adepto, egli potrà

operare sul piano astrale, se così deciderà, ma si ricordi sempre che il Maestro opera con

l’aspetto anima dell’umanità (e di tutte le forme) e non con i loro corpi astrali. Questo è stato

spesso dimenticato dagli istruttori, sia in Oriente che in Occidente.

Nel lavorare con le anime viene applicata la vera tecnica dell’evoluzione, poiché è l’anima

entro le forme d’ogni regno della natura la responsabile dello sviluppo della forma ed entro di

essa. Mi sia quindi dato ripetere agli studenti che il loro obiettivo principale è di divenire consapevoli

dell’anima, coltivare la coscienza dell’anima e imparare ad agire e vivere come anime.

Fintanto che non useranno volontariamente il loro apparato spirituale, è consigliabile che

coltivino la mente, studino le leggi che governano la manifestazione e imparino a includere

tutto ciò che ora intendiamo con la parola “superiore”, termine improprio, ma che può bastare.

167 Il secondo è quando l’uso dello strumento soggettivo diventa volontario e l’uomo sa come

deve essere usato, quando lo sta usando, e può usarlo o meno a volontà; a questo punto la sua

condizione cambia completamente e la sua utilità aumenta. L’uso della mente ha portato

l’umanità alla consapevolezza dei propositi e dell’impiego dell’apparato fisico. Ora, con l’uso

di una facoltà ancora superiore, caratteristica dell’anima, egli accede al dominio volontario e

intelligente del suo strumento e impara a comprendere gli scopi per cui esso esiste. Questa facoltà

superiore è l’intuizione.

Vorrei aggiungere e sottolineare che solo diventando intuitivo l’uomo può essere utile nel

gruppo di un Maestro e raccomando a tutti gli aspiranti di studiare attentamente il significato e

l’importanza dell’intuizione. Solo quando questa facoltà comincia a funzionare, il discepolo in

prova può passare allo stadio di discepolo accettato nel gruppo di un Maestro.

A questo punto potreste chiedere in che modo il discepolo in prova può sapere o accertare

tutto questo.

Molte istruzioni vengono impartite al discepolo in prova senza che egli ne sia realmente cosciente.

Mentre egli cerca onestamente di prepararsi al servizio, gli vengono indicate le tendenze

errate; l’analisi del movente, se svolta con veracità, serve enormemente a elevare il futuro

discepolo dal mondo astrale o emotivo a quello della mente. Il primo contatto con i Maestri

avviene nel mondo mentale e lì Essi devono essere cercati.

168 Giunge intanto il momento in cui la Luce nella testa non solo è presente, ma può anche

essere utilizzata in qualche misura. Il karma d’ogni aspirante è tale che, in virtù di strenui sforzi,

egli non soltanto può governare la sua vita in modo da assolvere il suo karma e adempiere i

suoi obblighi, ma dispone pure di sufficiente determinazione per occuparsi dei problemi e degli

obblighi inerenti al discepolato. Il servizio agli altri è reso con il giusto movente e comincia

ad avere un peso e a far sentire il suo potere, mentre egli perde di vista i propri interessi a favore

di quelli degli altri. Quando ciò avviene, si verificano alcuni avvenimenti esoterici.

Il Maestro conferisce con alcuni dei suoi discepoli anziani sull’opportunità di ammettere

l’aspirante nell’aura di gruppo e di fondere la sua vibrazione con quella del gruppo. Se si

giunge ad una decisione, per un periodo di due anni un discepolo anziano fa da intermediario

tra il Maestro e l’aspirante appena accettato. Egli lavora con il nuovo discepolo, riducendo (se

cosi posso esprimermi) la vibrazione del Maestro, allo scopo di assuefare i corpi del discepolo

alla frequenza vibratoria più alta. Tramite l’Ego, egli imprime nella mente del discepolo i piani

82

e gli ideali del gruppo e sorveglia la sua reazione alle circostanze e alle occasioni che la vita

gli presenta. In pratica, egli assume i doveri e la posizione di Maestro.

Durante tutto questo periodo, l’aspirante rimane nell’ignoranza di ciò che è accaduto e non

è consapevole di tali contatti soggettivi, tuttavia riconosce in sé tre cose:

Aumento d’attività mentale. Dapprima essa gli causerà molta inquietudine ed egli avrà

l’impressione di perdere il dominio della mente, invece di acquisirlo; si tratta però di una

condizione temporanea e gradatamente egli assumerà il comando.

Aumento della facoltà di rispondere alle idee e maggiore capacità di avere una visione del

piano della Gerarchia. All’inizio ciò lo renderà fanatico in una certa misura. Egli sarà continuamente

trasportato dall’entusiasmo per nuovi ideali, nuove teorie, nuovi modi di vivere,

nuovi sogni per il miglioramento dell’umanità. Seguirà un culto dopo l’altro, credendo che favoriscano

l’avvento del Millennio. Ma dopo un certo tempo riacquisterà il suo equilibrio e il

proposito assumerà il governo della sua vita. Si dedicherà al proprio lavoro e darà il suo contributo

all’attività dell’insieme, al meglio delle sue possibilità.

169 Aumento di sensibilità psichica. È un indizio di crescita e al tempo stesso una prova. Egli

potrebbe cedere alle lusinghe dei poteri psichici; sarà tentato di sviare i sui sforzi e, invece di

dedicarli al servizio specializzato, sfruttare i poteri psichici e usarli ai fini della autoaffermazione.

L’aspirante deve sviluppare tutti i lati della sua natura, ma fintanto che non potrà agire

coscientemente come anima, (psiche) e con l’appoggio dell’intelligenza, i poteri inferiori dovranno

rimanere quiescenti. Essi possono essere usati senza pericolo soltanto da discepoli e iniziati

avanzati. Sono armi e strumenti di servizio usati nei tre mondi da coloro che la Legge di

Rinascita lega ancora a questi mondi. Coloro che sono pervenuti alla grande Liberazione e

hanno attraversato il ponte in senso occulto” non hanno bisogno di usare i poteri inerenti agli

involucri inferiori. Essi dispongono dell’infallibile facoltà dell’intuizione e dell’illuminazione

del principio di Luce.

Vi sono molti malintesi in merito al modo di agire di un Maestro per permettere a un discepolo

di avere la consapevolezza di essere accettato. Si crede ad esempio che egli ne riceva

comunicazione e che gli sia accordato un incontro, durante il quale il Maestro lo accetta e lo

inizia al lavoro. Ma non è così. La legge occulta vige tanto nel discepolato come

nell’iniziazione, e l’uomo procede alla cieca. Spera, ma non sa; si aspetta che sia così, ma non

dispone di alcuna certezza tangibile. Studiando se stesso e osservando i requisiti maturati può

dedurre di aver forse raggiunto lo stato di discepolo accettato. Agisce pertanto sulla base di

questa supposizione, osserva attentamente i suoi atti, sorveglia le sue parole e controlla i suoi

pensieri affinché nessun atto manifesto, nessuna parola superflua, nessun pensiero cattivo possa

interrompere il ritmo che crede di aver stabilito.

170 Prosegue il suo lavoro, ma intensifica la meditazione; ricerca i moventi, cerca di arricchire

il corpo mentale, si prefigge l’ideale di servire e cerca di servire sempre; verrà il momento in

cui, mentre sarà tanto immerso nel suo lavoro da dimenticare se stesso, improvvisamente vedrà

Colui che da lungo tempo lo osserva.

Questo può avvenire in due modi: in piena coscienza di veglia oppure registrando nel cervello

fisico l’incontro cui ha partecipato durante il sonno.

Questo evento è accompagnato da altri riconoscimenti:

l. L’evento è riconosciuto in modo incontestabile. Nella mente del discepolo non vi è più

alcun dubbio.

2. Il discepolo riconosce un’inibizione a parlare dell’avvenimento con chiunque. Mesi o

anni passeranno prima che egli ne faccia parola e anche allora, soltanto a coloro che sono discepoli

riconosciuti o a qualche compagno di lavoro soggetto alla medesima influenza di

gruppo e che abbia il diritto di sapere, diritto sanzionato dal Maestro del gruppo.

3. Alcuni fattori che governano il rapporto fra Maestro e discepolo vengono gradatamente

riconosciuti e cominciano a governare sempre maggiormente la vita del discepolo.

a. Egli riconosce che i punti di contatto con il Maestro sono retti dall’emergenza e dalla necessità

del gruppo e riguardano il suo servizio di gruppo. Si rende progressivamente conto che

il Maestro s’interessa a lui in quanto il suo Ego può essere usato nel servizio tramite la perso83

nalità sul piano fisico. Comincia a rendersi conto che il Maestro opera con la sua anima e che

quindi il suo Ego, e non il suo sé personale, è in rapporto con il Maestro. Il suo problema si

delinea dunque sempre più chiaramente, ed è il problema di tutti i discepoli.

171 Esso consiste nel mantenere aperto il canale di comunicazione fra anima e cervello,

attraverso la mente, in modo che quando il Maestro cerca di comunicare Egli possa farlo subito

e con facilità. A volte un Maestro deve aspettare settimane prima che il discepolo presti il

suo orecchio, poiché il canale verso l’alto è chiuso e l’anima non è in rapporto con il cervello.

Questo si verifica specialmente nei primi stadi del discepolato.

b. Il discepolo si rende conto di essere lui stesso a chiudere la porta, nella maggior parte dei

casi con lo psichismo inferiore, con la sua incapacità fisica e per mancanza di dominio mentale,

e scopre quindi di dover lavorare con costanza e incessantemente sul suo sé inferiore.

c. Scopre che una delle prime cose da fare e imparare a discernere fra:

La vibrazione della propria anima.

La vibrazione del gruppo di discepoli con cui è associato.

La vibrazione del Maestro.

Sono tre vibrazioni differenti, ma facili da confondere, soprattutto all’inizio. Una regola sicura

per gli aspiranti, quando percepiscono una vibrazione e uno stimolo elevati, è di supporre

che si tratti del contatto con la loro anima, il Maestro nel cuore, senza abbandonarsi all’idea

(tanto lusinghiera per il loro orgoglio e la loro personalità) che il Maestro stia cercando di raggiungerli.

d. Scopre inoltre che non è abitudine dei Maestri adulare o fare promesse ai loro discepoli.

Essi sono troppo occupati e troppo saggi per dire loro che sono destinati ad alte funzioni, o che

sono i loro intermediari e che la Gerarchia fa assegnamento su di essi. L’ambizione, il desiderio

di potere e l’arroganza che caratterizzano i tipi mentali, sono altrettante prove per

l’aspirante che lotta e la sua personalità gliene fornisce in abbondanza. Tali caratteristiche lo

traggono in inganno e lo sviano, costringendolo a salire su un piedistallo dal quale dovrà poi

scendere. I Maestri nulla dicono che possa alimentare l’orgoglio dei discepoli, né esprimono

parole che potrebbero fomentare lo spirito di separazione nei loro chela.

172 e. Ben presto il discepolo scopre pure che i Maestri non sono facilmente accessibili. Sono

uomini molto occupati, ai quali non è facile trovare non fossero che pochi istanti per comunicare

con il discepolo, e quando si tratta di un principiante sul Sentiero del Discepolato, solo in

caso d’emergenza il Maestro spende l’energia necessaria per mettersi in contatto con lui. Con i

discepoli anziani ed i discepoli esperti, i contatti sono più frequenti perché è più facile stabilirli

e si ottengono risultati più rapidi. Si ricordi però che più il discepolo è agli inizi, più chiede attenzione

e ritiene di doverla avere. I servitori più anziani e sperimentati cercano di adempiere i

loro compiti e portare avanti il loro lavoro col minor contatto possibile con i Maestri. Essi cercano

di far risparmiare tempo al Maestro e spesso considerano un colloquio con il Maestro

come una dimostrazione d’insuccesso da parte loro e quindi si rammaricano di aver dovuto

sottrarre del tempo prezioso al Maestro costringendolo ad usare la sua energia per salvaguardare

il lavoro da possibili errori e forse il discepolo da un danno. Ogni discepolo di grado elevato

mira a svolgere il proprio lavoro ed essere in rapporto con il centro di forza spirituale

rappresentato dal suo gruppo, quindi in costante contatto con il Maestro, ma senza colloqui e

contatti fenomenici. Molti aspettano un contatto con il Maestro una sola volta all’anno, solitamente

nel periodo del plenilunio di maggio.

f. Il discepolo scopre anche che la relazione fra Maestro e discepolo è soggetta alla legge e

che nel rapporto desiderato vi sono precisi stadi di contatto e gradi. Possiamo elencarli, ma

non trattarli per esteso.

173 l. Lo stadio in cui il Maestro si mette in contatto con un discepolo tramite un altro chela

sul piano fisico. È Io stadio del “Chela minore”.

2. Lo stadio in cui un discepolo più avanzato dirige il chela dal livello egoico. È lo stadio

detto del “Chela nella Luce”.

3. Lo stadio in cui, secondo la necessità, il Maestro si mette in contatto con il chela mediante:

84

a. una vivida esperienza nel sogno,

b. un insegnamento simbolico,

c. l’uso di una forma pensiero del Maestro,

d. un contatto in meditazione,

e. un colloquio nell’ashram del Maestro, ricordato con precisione. Questo è lo stadio

di Discepolo Accettato.

4. Lo stadio in cui, avendo dimostrato saggezza nel lavoro e comprensione del problema

del Maestro, il discepolo è istruito sul modo di attrarre l’attenzione del Maestro, in caso

di emergenza, attingendo così alla Sua forza, alla Sua conoscenza e al Suo consiglio. È

un processo istantaneo e non sottrae praticamente alcun tempo al Maestro. Questo stadio

è conosciuto con il nome peculiare di “chela sul filo o Sutratma”.

5. Lo stadio in cui gli è concesso conoscere il modo in cui stabilire una vibrazione e un richiamo

che gli daranno il diritto a un colloquio con il Maestro. Questo è concesso soltanto

a chela fidati, dei quali si può esser certi che useranno la conoscenza esclusivamente

per la necessità del lavoro; nessuna ragione o difficoltà personale potrebbe indurli

a usarla. A questo stadio il discepolo è detto “colui che è dentro l’aura”.

6. Lo stadio in cui il discepolo può essere udito dal Maestro in qualsiasi momento, essendo

sempre in stretto contatto. È lo stadio in cui un chela viene preparato in modo preciso a

una iniziazione imminente o, avendola conseguita, gli viene assegnato un compito specifico

da eseguire in collaborazione con il suo… A questo stadio egli è definito “un discepolo

nel cuore del Maestro.”

174 Esiste un ulteriore stadio in cui l’identificazione è ancora più stretta e avviene una fusione

delle Luci, ma non abbiamo le parole adeguate a esprimerlo. Le perifrasi usate per descrivere i

sei stadi che precedono sono state adattate alla comprensione occidentale e non devono essere

in alcun modo considerate come una traduzione, dei termini antichi.

Questi sono alcuni insegnamenti concernenti i discepoli e i loro riconoscimenti, ed è essenziale

che essi ne facciano oggetto di riflessione. Si rendano conto che, quantunque buon carattere,

senso etico elevato, sana moralità e aspirazione spirituale siano requisiti fondamentali e

inalterabili, occorre tuttavia qualcosa in più perché sia concesso il diritto di entrare

nell’ashram del Maestro.

L’ammissione al privilegio di diventare un avamposto della Sua coscienza richiede un disinteresse

e una dedizione a cui pochi sono preparati; l’essere attratti nella Sua aura in modo

da divenire parte integrante dell’aura di gruppo presuppone una purezza che pochi possono

coltivare; per essere ascoltati dal Maestro e ottenere il diritto di mettersi in contatto con lui a

volontà occorrono una sensibilità e un discernimento così fine che pochi si sentono di acquistare,

dato il prezzo che dovrebbero pagare. Eppure la porta è spalancata per tutti coloro che

aspirano a entrarvi e nessuna anima sincera e onesta che possieda tali requisiti verrà mai respinta.

È fuori dubbio che in questo periodo l’evoluzione di tutti coloro che sono in qualche modo

progrediti viene accelerata in un modo che mai si era verificato nella storia del mondo. Così

grave è la crisi e così grande il bisogno del mondo, che tutti coloro che sono in grado di mettersi

in contatto col lato interiore della vita, che possono percepire seppure in misura minima

le vibrazioni dei discepoli anziani e dei Fratelli Maggiori del genere umano, e possono far

scendere gli ideali così come sono noti sui livelli superiori, vengono addestrati in modo molto

accurato, energico e anche intenso. È necessario farne dei trasmettitori e interpreti adeguati e

precisi.

175 Vorrei far notare alcuni fattori e metodi che si dovrebbero tener presenti in relazione alla

scrittura ispirata e alla medianità, e che riguardano libri come La Dottrina Segreta, le Scritture

mondiali e tutte le opere trasmesse che tanto influiscono sul pensiero del genere umano.

L’interpretazione del procedimento dipende da parecchie cause: la condizione di chi scrive

può essere sopravvalutata o non sufficientemente apprezzata; i termini usati da chi trasmette

dipendono dal suo livello di educazione e potrebbero essere inadeguati o dar luogo a false interpretazioni.

È quindi necessario avere una certa comprensione del procedimento.

85

Alcuni trasmettitori lavorano interamente sui livelli astrali e la loro opera fa necessariamente

parte della grande illusione. Sono medium incoscienti e non sono in grado di determinare la

fonte da cui provengono gli insegnamenti; se affermano di conoscerla, spesso sono in errore.

Alcuni ricevono istruzioni da entità disincarnate non più evolute di loro e spesso di grado ancora

inferiore. Altri non fanno che attingere al contenuto del loro subconscio e in questo caso

abbiamo i bei luoghi comuni espressi nella terminologia cristiana e permeati di scritti mistici

del passato, che ingombrano lo scrittoio dei discepoli che lavorano coscientemente sul piano

fisico.

Altri lavorano solo sui livelli mentali, dove apprendono per via telepatica gli insegnamenti

che i Fratelli Maggiori dell’umanità e la loro anima devono comunicare. Essi attingono alle

fonti di conoscenza contenute nella coscienza egoica. Pervengono alla conoscenza accumulata

nei cervelli dei discepoli che si trovano sul loro stesso raggio. Alcuni di loro, essendo avamposti

della coscienza del Maestro, ne conoscono anche il pensiero. Alcuni usano diversi metodi,

coscientemente o inconsciamente. Se operano coscientemente possono correlare l’insegnamento

ricevuto e, in base alla Legge di Corrispondenza e usando i simboli (che vedono per

mezzo della chiaroveggenza mentale) accertarne l’esattezza. Coloro che operano inconsciamente

(non mi riferisco agli psichici astrali), fintanto che non saranno più evoluti dovranno affidarsi

alla fiducia e al discernimento. Essi nulla devono accettare che contraddica quanto impartito

attraverso la Loggia dei grandi Messaggeri e devono essere pronti a sovrimporre una

struttura di maggiore estensione al modesto patrimonio di conoscenza di cui dispongono.

176 Ora, ogni generazione dovrebbe produrre i suoi veggenti. Vedere significa conoscere. Il

difetto comune a tutti voi è che non vedete; voi percepite una sezione, un punto di vista, un aspetto

parziale del grande edificio della verità, ma tutto ciò che essa cela è occultato alla vostra

visione tridimensionale. Coloro che desiderano diventare veri trasmettitori e intermediari fra i

Conoscitori del genere umano ed “i piccoli”, devono mantenere lo sguardo puntato

all’orizzonte cercando di allargare la loro visione; devono mantenere fermamente la convinzione

interiore che già possiedono e cercare di ampliarne la portata; devono sostenere la verità

che tutto è diretto verso la rivelazione e che la forma non ha importanza. Devono soprattutto

cercare di essere strumenti sui quali si possa fare assegnamento, non turbati da tempeste passeggere.

Essi devono cercare di rimanere esenti da ogni depressione, qualunque cosa accada,

liberi dallo scoraggiamento, avere un acuto senso delle proporzioni e un giudizio corretto su

ogni cosa, una vita regolata, un corpo fisico disciplinato e una totale dedizione all’umanità.

Quando queste qualità sono presenti, i Maestri possono cominciare a usare i collaboratori che

sono loro destinati, ma se sono assenti si dovranno cercare altri strumenti.

177 Alcuni imparano durante la notte e trasferiscono regolarmente nella coscienza del cervello

fisico ciò che devono sapere e le istruzioni che dovranno trasmettere. Si tentano diversi metodi,

adatti alla natura dell’aspirante o del chela. Alcuni possiedono un cervello che trasmette telepaticamente.

lo uso metodi più sicuri e più rari che utilizzano il veicolo mentale come intermediario

fra l’anima e il cervello, o fra l’istruttore e il discepolo. Generalmente i chela non usano

metodi di comunicazione sul piano astrale come la penna e la tavoletta, la scrittura automatica,

la voce diretta e le dichiarazioni fatte da medium temporaneamente ossessionati, sebbene

a volte la voce diretta sia stata usata. I metodi mentali superiori sono più progrediti e più

sicuri, anche se più rari.

I veri trasmettitori dai livelli egoici superiori al piano fisico procedono secondo uno dei seguenti

metodi:

1. Scrivono attingendo alla conoscenza personale e quindi applicano la loro mente concreta

al compito di esprimere tale conoscenza in termini che riveleranno la verità a coloro che hanno

occhi per vedere, ma nascondendo ai curiosi e ai ciechi ciò che sarebbe pericoloso. È un compito

arduo, poiché la mente concreta esprime l’astratto in modo molto inadeguato e rivestendo

la verità con le parole, gran parte del vero significato va perduto.

2. Scrivono perché ispirati. Grazie alle doti fisiche, alla purezza di vita, alla singolarità di

proposito, alla loro dedizione all’umanità e al karma di servizio stesso, essi hanno sviluppato

la capacità di attingere a fonti superiori, dalle quali fluisce la verità pura o simbolica. Essi pos86

sono intercettare le correnti di pensiero messe in moto dal grande gruppo di Contemplatori

detti Nirmanakaya, oppure le specifiche correnti di pensiero originate da uno dei grandi gruppi

di istruttori. Il loro cervello essendo atto a ricevere e trasmettere, permette loro di esprimere

per iscritto i pensieri intercettati; l’accuratezza della trasmissione dipenderà dalla ricettività

dello strumento (mente e cervello) del trasmettitore.

178 In questi casi la scelta della forma verbale e della fraseologia è lasciata ampiamente a chi

scrive. L’appropriatezza dei termini usati e la correttezza della fraseologia dipenderanno dalle

sue doti mentali, dall’istruzione ricevuta, dalla ricchezza del suo vocabolario e dalla sua capacità

innata di capire la natura e la qualità del pensiero e delle idee che sono stati impartiti.

3. Scrivono perché l’udito interiore è sviluppato. Il loro lavoro è in gran parte stenografico,

ma anche parzialmente condizionato dal loro livello di sviluppo e dal tipo di istruzione.

L’istruttore che dai piani più sottili cerca di impartire una precisa istruzione e una specifica linea

di pensiero basa la sua scelta su un determinato sviluppo dei centri, unito alla disponibilità

karmica. La responsabilità dell’esattezza è quindi divisa fra colui che impartisce l’insegnamento

e chi lo trasmette. L’agente sul piano fisico deve essere scelto con grande cura e

l’esattezza dell’informazione trasmessa sul piano fisico dipenderà dalla sua disponibilità a essere

utilizzato, dalla sua polarizzazione mentale positiva e dall’assenza di astralismo. A questo

si aggiunga che quanto maggiore sarà la cultura di un individuo, quanto più ampia la sua sfera

di conoscenza e la portata dei suoi interessi mondiali, tanto più facilmente l’istruttore sul lato

interiore potrà comunicare la conoscenza da impartire. Frequentemente, le nozioni dettate sono

totalmente estranee a colui che riceve. Egli deve perciò disporre di una certa istruzione ed

essere egli stesso un ricercatore della verità per poter essere scelto quale ricevitore di insegnamenti

destinati al pubblico in genere o a un uso esoterico. Sopra ogni altra cosa, con la

meditazione egli deve avere imparato a focalizzarsi sul piano mentale. Affinità di vibrazione e

d’interessi è il fattore che determina la scelta di un trasmettitore. Notate che dico affinità di vibrazione

e d’interessi e non uguaglianza.

179 Tre sono i metodi usati per questo tipo di lavoro: vi e in primo luogo la chiarudienza

superiore, la comunicazione diretta da mente a mente. Non si tratta esattamente di telepatia,

ma di una forma di udito diretto. L’istruttore parla al discepolo. La conversazione avviene interamente

sui livelli mentali e le facoltà superiori ne sono il punto focale. Ciò comporta l’uso

dei centri della testa e per poter usare questo metodo essi devono essere entrambi vivificati. Lo

psichismo astrale è possibile solo quando nel corpo astrale sono risvegliati i centri corrispondenti

a quelli fisici. Il metodo cui mi riferisco richiede la vivificazione corrispondente nelle

controparti del corpo mentale.

In secondo luogo abbiamo la comunicazione telepatica, ossia la registrazione nel cervello

fisico delle informazioni trasmesse:

a. direttamente dal Maestro al discepolo, da discepolo a discepolo, da studente a studente;

b. da un Maestro o un discepolo all’Ego e da questo alla personalità, attraverso i sottopiani

atomici. Noterete quindi che questo metodo può essere usato solo da coloro i cui corpi

contengono materia del sottopiano atomico, ciò che garantisce sicurezza e precisione.

c. Da un Ego a un altro Ego attraverso il corpo causale e trasmesse direttamente secondo il

metodo precedente oppure immagazzinate e trasmesse progressivamente quando si presenti

la necessità.

In terzo luogo abbiamo l’ispirazione. Essa rappresenta un altro aspetto dello sviluppo.

L’ispirazione è analoga alla medianità, ma è di natura completamente egoica. Essa utilizza la

mente come mezzo per trasmettere al cervello ciò che l’anima sa. In genere la medianità riguarda

i processi limitatamente ai livelli astrali. Sui livelli egoici ciò implica l’ispirazione. Riflettete

su questa distinzione poiché spiega molte cose.

180 La medianità è pericolosa, ma perché? Perché il corpo mentale non è coinvolto e l’anima

non può governare. Il medium è uno strumento inconscio, non è il fattore che governa, bensì è

governato. Spesso inoltre, le entità che comunicano per suo tramite utilizzando il cervello o lo

strumento vocale del medium non sono molto evolute, quindi incapaci di utilizzare i metodi

del piano mentale.

87

Alcuni soggetti combinano l’ispirazione con la ricezione diretta di istruzioni seguendo diverse

linee e quando ciò si verifica ne risulta una trasmissione molto precisa. A volte, come fu

il caso di H.P.B., si ha una combinazione di profonda conoscenza, facoltà di essere ispirati e

chiarudienza mentale, da cui risulta uno strumento d’eccezione, utile ad aiutare l’umanità.

L’ispirazione ha origine sui livelli superiori; essa presuppone un grado d’evoluzione molto

elevato, poiché coinvolge la coscienza egoica e richiede l’uso di materia atomica, aprendo in

tal modo la via ad un’ampia schiera di comunicatori. Significa sicurezza. Si ricordi che

l’anima è sempre buona; può mancare di conoscenza nei tre mondi ed in questo senso essere

poco dotata, ma non alberga mai il male. L’ispirazione è sempre sicura, mentre la medianità va

sempre evitata. L’ispirazione può comprendere anche la telepatia, poiché chi ispira può agire

in tre modi:

a. Può usare il cervello del canale prescelto immettendovi i pensieri.

b. Può occupare il corpo del discepolo, il quale si ritira coscientemente nei corpi sottili

cedendo il suo corpo fisico.

c. Un terzo metodo consiste in una temporanea fusione, se così posso chiamarla, un mescolarsi

in cui colui che usa e colui che è usato si alternano o completano, secondo necessità,

per compiere il lavoro prestabilito. Non posso spiegarmi più chiaramente.

181 4. Essi scrivono ciò che vedono. Questo metodo è di ordine meno elevato. Noterete che nel

primo caso si ha saggezza o disponibilità sui livelli, buddhici o intuitivi; nel secondo caso si ha

una trasmissione dal corpo causale, dai livelli mentali superiori; nel terzo caso esiste uno sviluppo

sufficiente da permettere all’aspirante di ricevere un dettato. Nel quarto caso vi è la capacità

di leggere nella luce astrale, ma spesso senza essere in grado di differenziare fra passato,

presente e futuro. Vi è quindi illusione e inesattezza. Questo metodo viene tuttavia usato a

volte, ma a meno che ciò non avvenga sotto la diretta stimolazione applicata da un Maestro, ne

risultano per lo più false interpretazioni, come nella chiarudienza astrale. È il metodo della

chiaroveggenza mentale e richiede un’abile mente interpretativa, cosa veramente rara.

In tutti i casi citati possono insinuarsi errori dovuti alla limitazione fisica e all’insufficienza

del linguaggio, ma nel caso di chi scrive basandosi sulla conoscenza personale, gli errori

d’espressione non saranno gravi. Nel secondo e terzo caso, invece, gli errori dipenderanno dal

grado d’evoluzione del trasmettitore. Tuttavia, se alla sua capacità di ricevere e udire egli unirà

intelligenza, dedizione e servizio ben presto sarà in grado di correggere gli errori e la sua

comprensione si accrescerà.

Più tardi verranno usati due altri metodi, che faciliteranno la trasmissione della verità dal

lato interiore al piano esteriore. La scrittura ispirata sarà accordata a coloro nei quali si può

confidare, ma non è ancora il momento di diffondere tale metodo. Si dovrà attendere che

l’opera delle scuole esoteriche abbia raggiunto una fase di sviluppo più definita. Le condizioni

non sono ancora adeguate, ma l’umanità è sollecitata a tenersi pronta, con mente aperta e preparata

a questo sviluppo. Seguirà il potere di materializzare le forme pensiero. Verranno in incarnazione

persone temporaneamente capaci di creare e vitalizzare queste forme pensiero,

rendendole visibili agli occhi del mondo.

182 Ma non è ancora giunto il momento. Nel mondo c’è ancora troppa paura e l’esperienza

della verità non è sufficiente. Deve essere acquisita maggiore conoscenza sulla natura del pensiero

e della materia, cui seguirà la sperimentazione da parte di chi è dotato di mente acuta ed

esercitata, con alta frequenza di vibrazione e corpo costituito della materia più sottile. Il conseguimento

di tutto ciò comporterà disciplina, sofferenza, abnegazione e astinenza. Pensateci.

Il gruppo di istruttori con cui l’aspirante medio e il discepolo in prova può essere in contatto

sul piano mentale non è composto che di uomini soggetti alle medesime passioni, ma con

maggiore esperienza sul Sentiero e dotati di un più saggio autodominio. Non lavorano con gli

aspiranti per motivi di simpatia o perché si preoccupano di loro, ma perché il bisogno è grande

ed essi cercano coloro che possono essere addestrati. L’atteggiamento mentale che essi cercano

è la disponibilità a ricevere l’insegnamento e la capacità di registrarlo astenendosi dal rivolgere

domande fintanto che non disporranno di maggiore conoscenza. A quel momento

l’aspirante sarà incoraggiato a chiedere qualsiasi cosa. Vorrei ricordarvi le parole di un Istrut88

tore che disse: “Riconoscete in noi uomini sani ed equilibrati che insegnano nello stesso modo

in cui furono istruiti sulla Terra, che non lusingano gli allievi ma li disciplinano. Noi li guidiamo

senza spingerli a progredire alimentando le loro ambizioni con promesse di potere, ma

impartendo istruzioni e guidandoli ad usarle nel loro lavoro, consci del fatto che la conoscenza

correttamente usata conduce all’esperienza e al raggiungimento dello scopo.”

Quante volte troviamo studenti più interessati a ciò che il Maestro è e farà, piuttosto che a

ciò che li riguarda direttamente! Eppure, la loro preoccupazione principale è, o dovrebbe essere,

quella di rendersi idonei al servizio e dotarsi dei requisiti che permetteranno loro di cooperare

in modo efficace.

183 L’indagine su fatti riguardanti il Maestro è più interessante della ricerca sulle qualificazioni

richieste dal discepolato. L’interesse per tutto ciò che riguarda gli adepti è più potente della

ferma indagine sulle proprie limitazioni e deficienze, che dovrebbe accaparrare tutta

l’attenzione dell’aspirante. Egli è più incline a dimostrare curiosità per le abitudini e i metodi

dei singoli Maestri e per il loro modo di trattare con i discepoli, piuttosto che ad applicare con

pazienza le abitudini corrette e i metodi di lavoro nella sua vita di aspirante al discepolato.

Tutte queste tendenze possono soltanto ostacolare e limitare, e uno dei primi avvertimenti che

diamo a coloro che vogliono entrare in comunicazione con i Maestri è di distogliere

l’attenzione da ciò che non li riguarda e focalizzarla sui passi da compiere e sugli stadi da raggiungere

nella loro vita, eliminando le perdite di tempo dovute agli inutili pensieri e stati

d’animo che tanto spesso occupano la maggior parte della loro vita di pensiero.

Quando un Maestro è alla ricerca di individui idonei a essere istruiti e formati, guarda in

primo luogo a tre fattori, che nessuna devozione o aspirazione, nessuna purezza di vita e nessun

modo di vivere potranno mai sostituire. È essenziale che tutti gli aspiranti comprendano

questi tre fattori risparmiandosi in tal modo sofferenze mentali e spreco di energie.

1. Il Maestro cerca la luce nella testa.

2. Indaga sul karma dell’aspirante.

3. Prende nota del suo servizio nel mondo.

184 Se non vi è l’indicazione che l’uomo sia ciò che in termini esoterici si definisce “una

lampada accesa”, è inutile che il Maestro sprechi il suo tempo. La presenza della luce nella testa

indica:

a. Il funzionamento, in maggiore o minor misura, della ghiandola pineale che, come ben

sapete, è sede dell’anima e organo della percezione spirituale. È in questa ghiandola che avvengono

i primi cambiamenti fisiologici derivanti dal contatto con l’anima, contatto che si stabilisce

mediante una precisa pratica della meditazione, il controllo mentale e l’afflusso di forza

spirituale.

b. L’allineamento dell’uomo sul piano fisico con il suo Ego, l’anima o Sé superiore, dimorante

sul piano mentale e la subordinazione della vita e della natura del piano fisico

all’impressione e al governo dell’anima. Questo argomento è trattato a sufficienza nei primi

due o tre capitoli di Lettere sulla meditazione occulta e se ne raccomanda lo studio agli aspiranti.

c. Afflusso di forza, attraverso il sutratma o filo magnetico, dall’anima al cervello, attraverso

il corpo mentale. Tutto il segreto della visione spirituale, della percezione corretta e del

contatto corretto sta nell’adeguata comprensione di quanto precede. I “Sutra Yoga di Patanjali

saranno quindi sempre il libro di testo per discepoli, iniziati e adepti, poiché in esso sono

contenuti i metodi e le regole che conducono al dominio della mente, a stabilizzare il corpo astrale,

nonché a sviluppare e rafforzare il filo dell’anima che può e deve diventare un vero canale

di comunicazione fra l’uomo e il suo Ego. La luce dell’illuminazione affluisce nella cavità

del cervello e porta all’oggettività tre campi di conoscenza. Questo è spesso dimenticato e

da ciò derivano inutili angosce e interpretazioni premature da parte del discepolo o aspirante

parzialmente illuminato.

Dapprima la luce fa risaltare e mette in evidenza nella coscienza le forme pensiero e le entità

che raffigurano la vita inferiore e che, nel complesso, costituiscono il Guardiano della Soglia.

89

La prima cosa di cui l’aspirante diviene consapevole è quindi tutto ciò che egli considera

indesiderabile; la rivelazione della propria limitatezza e indegnità, e tutte le componenti indesiderabili

della sua aura appaiono improvvisamente alla sua visione. L’oscurità che è in lui

viene intensificata dalla luce che manda deboli bagliori dal centro del suo essere e spesso egli

si dispera e cade in una profonda depressione.

185 Tutti i mistici testimoniano quest’esperienza che è un periodo che deve essere vissuto

fintanto che la pura luce dell’anima non avrà fugato tutte le ombre e tutta l’oscurità, mentre la

vita a poco a poco si rischiarerà e illuminerà finché il sole nella testa non risplenderà in tutta la

sua gloria.

d. Infine, la luce nella testa indica che il Sentiero è trovato e all’uomo non rimane che studiare

e comprendere il metodo per centralizzare, intensificare, penetrare e infine divenire quella

linea magnetica (simile a un filo di ragnatela) lungo la quale si può risalire fino alla sorgente

della manifestazione inferiore e penetrare nella coscienza dell’anima. Il linguaggio usato è

simbolico, ma al tempo stesso estremamente preciso, in modo da trasmettere l’informazione a

coloro che comprendono, pur proteggendo chi ancora non sa.

II sentiero del giusto è simile a una luce splendente” e nel contempo l’uomo deve diventare

il sentiero stesso. Egli entra nella luce e diviene luce, funziona allora come una lampada

collocata in un luogo buio, che porta illuminazione ad altri e rischiara loro il cammino.

Prima di ammettere un uomo nel suo gruppo, un Maestro deve poi considerare se tale passo

sia karmicamente possibile o meno, o se esistano circostanze passate che impediscono. la sua

ammissione durante l’attuale incarnazione.

Vi sono tre fattori principali da considerare sia separatamente che in relazione l’uno con

l’altro.

In primo luogo, nella vita presente di un uomo esistono obblighi karmici tali da rendergli

impossibile agire come discepolo? A questo proposito si tenga ben presente che un uomo può

diventare un discepolo e meritare l’attenzione del Maestro soltanto se la sua vita ha qualche

importanza per il mondo, se egli esercita una certa influenza nella sua sfera e se ha la capacità

di plasmare le menti e i cuori degli uomini e agire su di essi.

186 Se non è così, per il Maestro sarebbe tempo sprecato occuparsene personalmente, poiché

potrà essere adeguatamente aiutato in altri modi, ad esempio attingendo conoscenza teorica e

non ancora pratica da libri e istruttori, nonché facendo molta esperienza sotto la guida del proprio

Ego, il Maestro nel Cuore. Se un uomo è un discepolo, lo è perché può essere usato per

attuare il Piano della Gerarchia e può essere influenzato a materializzare gli sforzi intesi al necessario

progresso dell’umanità. Nella vita del piano fisico ciò richiede tempo e pensieri, circostanze

adatte nonché altre considerazioni. È possibile che un uomo, pur avendo raggiunto lo

stadio, dal punto di vista del carattere, in cui meriterebbe il riconoscimento del Maestro, abbia

ancora obblighi e doveri da assolvere che, in una vita particolare, gli impediscono di svolgere

un servizio attivo. Sono fattori che il Maestro deve considerare e di cui anche l’Ego dell’uomo

tiene conto.

Ne risulta che in questo periodo accade abbastanza di frequente che un uomo (forse senza

averne coscienza nel cervello fisico) si sobbarchi una gran quantità di esperienza e assuma una

quantità anormale di responsabilità in una vita particolare, allo scopo di essere libero per il

servizio e il discepolato in una vita successiva. Egli si preoccupa quindi di prepararsi per la

prossima esistenza e adempie pazientemente i suoi doveri nella famiglia, nella cerchia degli

amici e degli affari. Si rende conto che dal punto di vista egoico una vita non è che un fatto di

breve durata e che con lo studio, l’attività intelligente, il servizio amorevole e la paziente perseveranza

egli elimina le condizioni che impediscono la sua immediata accettazione nel gruppo

di un Maestro.

Un Maestro studia inoltre la condizione del corpo fisico e dei corpi sottili dell’aspirante per

vedere se in essi vi siano stati di coscienza tali da intralciare la sua efficienza e che rappresentano

degli ostacoli. Anche queste condizioni sono karmiche e devono essere sistemate prima

che egli possa essere ammesso fra altri chela.

90

187 Un corpo fisico infermo, un corpo astrale incline a sbalzi d’umore, emozioni e illusioni

psichiche, un corpo mentale incontrollato o poco preparato rappresentano altrettanti pericoli

per lo studente fintanto che non siano corretti e perfezionati. Un chela è costantemente sottoposto

al gioco delle forze provenienti da tre sorgenti principali:

1. il proprio Ego,

2. il suo Maestro,

3. il gruppo di condiscepoli

e, a meno che egli non sia forte, puro e padrone di sé, queste forze non serviranno che a

stimolare le condizioni indesiderabili, a favorire ciò che dovrebbe essere eliminato e a fare affiorare

le debolezze nascoste. È inevitabile che ciò avvenga, e molto si deve fare in questo

senso prima di poter essere ammessi in un gruppo di discepoli; se fosse altrimenti, gran parte

del prezioso tempo del Maestro dovrebbe essere necessariamente impiegato ad eliminare e

neutralizzare gli effetti delle violente reazioni del chela sugli altri chela del gruppo. È meglio

attendere e lavorare per gradi e con intelligenza su se stessi piuttosto che sforzarsi di accedere

impreparati a linee di forza che non si è in grado di dirigere né di governarne gli effetti.

Un altro fattore che un adepto deve considerare è se vi siano in incarnazione i chela con i

quali un uomo deve lavorare, a lui legati da antichi vincoli karmici o da attività analoghe già

svolte in passato.

A volte può essere saggio attendere un certo tempo prima d’immettersi sul Sentiero verso il

mondo fisico, finché non si presenterà un’esistenza in cui i suoi collaboratori, con vibrazione

affine e abituati a lavorare con lui, saranno pure in un corpo fisico, poiché si entra nel gruppo

di un Maestro per prestare un determinato servizio e svolgere un lavoro specifico, non per ricevere

un’istruzione culturale che un giorno farà del chela un adepto. I chela si istruiscono da

sé e quando sono pronti per un lavoro qualsiasi, il Maestro li utilizza.

188 Essi evolvono e operano la propria salvezza, ed a ogni passo compiuto il loro Maestro

particolare affida loro sempre maggiore responsabilità. Egli li istruirà sulle tecniche di servizio

e sulla risposta vibratoria al Piano, ma spetta a loro imparare a controllarsi e ad adeguarsi al

servizio.

Vi sono altri fattori karmici che un Maestro deve prendere in considerazione, ma in questo

momento questi tre sono i principali e i più importanti per l’aspirante. Li abbiamo specificati

affinché nessun vero e serio aspirante possa sentirsi depresso o scoraggiato se non ha un legame

cosciente con il Maestro e se non è consapevole di un’affiliazione a un gruppo esoterico di

discepoli. Questo può non dipendere dalla mancanza di idoneità, ma semplicemente dal fatto

che il suo Ego ha scelto questa vita per prepararsi ad azioni future, per eliminare gli ostacoli in

uno o tutti e tre i corpi inferiori, o ancora per attendere il momento in cui la sua ammissione

sarà della massima utilità.

Il terzo fattore cui guarda il Maestro, il servizio, è quello in cui l’aspirante ha meno da dire

e che molto probabilmente viene male interpretato. Sovente l’aspirante interpreta erroneamente

come servizio l’ambizione spirituale, il desiderio di essere al centro di un gruppo, la brama

di parlare, insegnare, dare conferenze o scrivere. Il Maestro non guarda all’importanza o alla

posizione terrena del lavoratore, e nemmeno al numero di persone che si riuniscono intorno alla

sua personalità, bensì ai moventi che stimolano la sua attività e all’effetto dell’influsso che

egli esercita sul prossimo. Il vero servizio è lo spontaneo efflusso di un cuore amorevole e di

una mente intelligente; risulta dal fatto di trovarsi al posto giusto e di rimanervi; è il prodotto

dell’inevitabile afflusso di forza spirituale e non di strenua attività del piano fisico; è l’effetto

di essere ciò che l’uomo realmente è, un divino Figlio di Dio, e non l’effetto studiato di parole

e azioni. Un vero servitore riunisce intorno a sé coloro che è suo dovere servire e aiutare con

la forza della sua vita e della sua personalità spiritualizzata, e non con le sue pretese e parole

altisonanti. Dimentico di sé egli serve, con abnegazione cammina sulla Terra e non si dà pensiero

dell’importanza o meno di quanto compie, né ha idee preconcette sul proprio valore o

sulla propria utilità. Vive, serve, opera ed esercita un influsso, nulla chiedendo per il sé separato.

91

189 Quando un Maestro scorge questa manifestazione nella vita di un uomo, risultato del

risveglio della luce interiore e dell’assolvimento degli obblighi karmici, fa risuonare una nota

ed attende, per vedere se l’uomo riconosce la nota del proprio gruppo. In base a questo riconoscimento,

egli è ammesso nel gruppo di collaboratori e può stare alla presenza del suo Maestro.

CUORE, GOLA E OCCHIO

L’aspirante comprenderà il vero significato del cuore, della gola e dell’occhio quando avrà

assimilato la conoscenza impartita in queste istruzioni. In questo momento lo scopo delle guide

dell’umanità è di stimolare l’attività di questi centri. Prenderemo quindi in considerazione:

1. Il centro del cuore, il centro della gola e il centro fra le sopracciglia.

2. Il loro risveglio e coordinamento.

3. L’uso che se ne farà nel prossimo ciclo mondiale.

190 Questo soggetto è d’importanza vitale per l’aspirante odierno, poiché i meccanismi del

cuore, della gola e dell’occhio, che fanno parte della struttura interiore che egli deve imparare

a usare, devono essere dominati e utilizzati coscientemente prima che un’opera veramente creativa

sia possibile. Quando parlo di ‘opera creativa’, la intendo in senso esoterico e non alludo

alla valida opera degli artisti nelle loro molteplici forme d’espressione. Per il veggente, i loro

sforzi sono indice di un’energia interiore, di una coordinazione interiore e di un’attività motivata

che condurrà a una vera attività esoterica e al lavoro creativo sui piani più sottili.

Suppongo che lo studente abbia una conoscenza elementare del corpo vitale e dei suoi centri

di forza e suppongo altresì che questi sette centri o loti abbiano, teoricamente, un posto nella

sua immaginazione. Uso intenzionalmente la parola immaginazione, poiché fintanto non vi

sia conoscenza e visione chiara, la supposizione immaginativa è un fattore potente nel portare

in attività i centri.

Per maggior chiarezza, elenchiamo questi loti indicandone il numero dei petali e

l’ubicazione. Dal punto di vista dello studente, i colori per il momento non hanno importanza.

Gran parte di quanto è stato pubblicato in proposito è errato, oppure volutamente velato, e in

ogni caso i colori esoterici sono molto diversi da quelli exoterici.

l. Base della spina dorsale 4 petali

2. Centro sacrale 6

3. Centro del plesso solare 10

Diaframma

4. Centro del cuore 12

5. Centro della gola 16

6. Centro fra le sopracciglia 2

7. Centro della testa 1000

Lo studente ricordi inoltre due fatti importanti, che potrebbero essere considerati elementari

e preliminari, ma che devono tuttavia essere realizzati coscientemente e far parte dell’intento

prefisso della formazione dell’aspirante. Generalizzare è facile, ma difficile realizzare. È semplice

afferrare i dati intellettuali riguardanti i centri di forza; è difficile compiere il riordinamento

delle forze, che fluiscono attraverso questi vortici e imparare ad agire coscientemente

per mezzo dei centri superiori, subordinando quelli inferiori. Il tutto deve inoltre essere effettuato

senza porre l’enfasi sull’aspetto forma, come avviene in molte pratiche usate per vitalizzare

i centri. I due fatti importanti sono:

191 1. I tre centri sotto il diaframma:

a. base della spina dorsale

b. centro sacrale

c. centro del plesso solare

92

attualmente i più potenti e i più ‘attivi’ nell’uomo comune, devono essere riorganizzati, riorientati

e portati dallo stato positivo a quello negativo.

I quattro centri sopra il diaframma:

a. centro del cuore

b. centro della gola

c. centro fra le sopracciglia

d. centro della testa

devono essere risvegliati e portati dallo stato negativo a quello positivo.

Questo deve essere effettuato in due modi. Il primo con il trasferimento dell’energia positiva

dei centri inferiori in quella dei centri superiori, il secondo risvegliando il centro della testa

con la manifestazione dell’attività della volontà. Il primo effetto si produce con la formazione

del carattere e la purificazione dei corpi che l’anima usa nei tre mondi. Il secondo è il risultato

della meditazione e lo sviluppo del proposito organizzato, imposto dalla volontà alla vita quotidiana.

Formazione del carattere, vita pura, controllo delle reazioni emotive e,retto pensiero

sono luoghi comuni di tutti i sistemi religiosi, e proprio perché troppo familiari hanno perduto

la loro importanza. Non è facile ricordare che conducendo una vita pura e corretta, noi operiamo

effettivamente con delle forze, assoggettiamo delle energie alle nostre necessità, subordiniamo

delle vite elementali alle esigenze dell’essere spirituale, attivando un meccanismo e

una struttura vitale finora soltanto latenti e quiescenti.

192 È nondimeno un fatto che quando le energie latenti alla base della spina dorsale sono

portate alla testa e (attraverso il plesso solare, centro di trasformazione dell’energia, e il midollo

allungato) giungono al centro fra le sopracciglia, la personalità, l’aspetto materia, raggiunge

la sua apoteosi e la Vergine Maria (in senso individuale, che è la corrispondenza finita di una

Realtà infinita) “è assunta in Cielo” per sedere alla destra del figlio, il Cristo, l’anima.

Quando le energie del centro sacrale, finora focalizzate nella creazione e generazione fisiche

e quindi fonte della vita e dell’interesse sessuale fisico vengono sublimate, riorientate ed

elevate al centro della gola, l’aspirante diventa una forza creativa cosciente nei mondi superiori;

egli penetra nei veli e comincia a creare il modello delle cose che infine determineranno il

nuovo cielo e la nuova terra.

Quando le energie del plesso solare, finora espressione della potente natura del desiderio

che alimenta la vita emotiva della personalità, vengono pure trasmutate, riorientate e trasferite

al centro del cuore, ne risulta la realizzazione della coscienza, dell’amore e del proposito di

gruppo ciò che rende l’aspirante un servitore dell’umanità, idoneo a collaborare con i Fratelli

Maggiori del genere umano.

Quando questi tre trasferimenti sono completati, si manifesta un’attività nel centro della testa,

supremo organo direttivo e, per un atto della volontà dell’anima che dimora all’interno e

governa, si verificano degli eventi di cui tratteremo in seguito.

193 2. Il secondo fatto da tener presente è che, mentre si verificano questi cambiamenti e

riorientamenti, il discepolo comincia a risvegliarsi psicologicamente a nuovi stati di coscienza

ed esistenza. È quindi evidente quanto sia necessario procedere lentamente, in modo che

l’apprendimento mentale e la capacità di logico e sano raziocinio progrediscano di pari passo

con l’intuizione e la percezione spirituale. Molte scuole adottano metodi forzati che sviluppano

prematuramente le facoltà superiori portando l’aspirante (se posso esprimerlo in linguaggio

mistico) dal regno della sensazione e del desiderio direttamente a quello dell’intuizione, trascurando

pero totalmente lo sviluppo delle facoltà intellettuali e del veicolo mentale, che rimangono

latenti. Quando ciò avviene, di nuovo in senso mistico, in una parte dello strumento

che l’anima deve necessariamente usare nei tre mondi della sua attività viene a crearsi una lacuna.

La mente che interpreta, organizza e comprende non è in grado di svolgere il suo ruolo.

Dove manchi la comprensione e la capacità mentale, vi e pericolo di incomprensione, credulità

e falsa interpretazione dei fenomeni di altri stati di esistenza. Mancando il senso dei valori,

l’aspirante darà eccessiva importanza a elementi non essenziali e non riuscirà a cogliere i valori

delle realtà spirituali.

93

In questi casi l’energia può anche affluire nei centri di forza, ma mancando un’intelligenza

che dirige, non ha freni e abbiamo allora i tristi casi di cui è disseminato il sentiero occulto e

che hanno fatto cadere in discredito l’opera della Loggia. Sono i casi di sopravvalutazione della

personalità, di devozione superstiziosa, credulità, idealismi fanatici e squilibrati, di menti

distorte che si arrogano poteri che non possiedono. Donne e uomini, preda dell’astralismo, vagano

nella valle dell’illusione considerandosi diversi dagli altri, ponendosi su un piedistallo

molto al di sopra della media. Cadono coscientemente nel peccato di separatività.

194 A questa categoria aggiungete i casi di perversione sessuale, provocati dall’eccessiva

stimolazione del centro sacrale, quelli di nevrosi, di ipersensibilità e iper-emotività, causati

dalla vivificazione prematura del centro del plesso solare, e infine i casi di alienazione, conseguenza

dell’eccessiva stimolazione delle cellule cerebrali dovuta a una meditazione incauta, e

sarà sempre più evidente il perché sia necessario procedere lentamente e sviluppare tanto i

processi mentali quanto la natura spirituale.

Lo studente comune inizia sapendo di avere dei centri e con il desiderio di conseguire la

purezza del carattere. Coloro che sanno lo assicurano che sforzo, meditazione, studio e servizio

comporteranno dei cambiamenti e che dal profondo del suo essere sorgerà un risveglio dinamico.

Gli si dice che a ciò seguiranno espansione, stimolo e vitalità che stabiliranno il predominio

della sua vita spirituale soggettiva. Questa si esprime sotto forma d’energia spirituale

tramite l’energia o corpo vitale, e l’energia così manifestata muterà la focalizzazione e gli intereressi

della sua vita, producendo un effetto magnetico e dinamico che attrarrà ed eleverà il

genere umano. Questa energia è settemplice e utilizza come suoi agenti sette punti focali situati

nel corpo eterico.

Ai primi stadi del Sentiero del Discepolato l’aspirante non può operare con tutti i sette tipi

d’energia e utilizzarli con intelligenza. Ai fini della formazione, si dà importanza soltanto a tre

di essi, e sono:

1. L’energia di volontà, forza o potere, tramite il centro della testa. È l’energia dell’uomo

spirituale e proviene direttamente dalla Monade, attraverso l’anima. Tuttavia, fino alla terza

iniziazione, tutto ciò che l’aspirante deve comprendere è che l’aspetto volontà dovrebbe governare

la personalità, giungendo al centro della testa attraverso il corpo mentale. Quando ciò

avviene, il loto dai mille petali comincia ad attivarsi. La linea seguita da questa corrente di

forza è la seguente:

195

Monade:

Atma. Volontà spirituale.

Ordine interno di petali del loto egoico, i petali della volontà.

Corpo mentale.

Centro della testa nel corpo eterico. Sistema nervoso e cervello.

2. L’energia di amore-saggezza, tramite il centro del cuore. Il risveglio di questo centro

conduce all’espansione di coscienza che inizia l’uomo alla sua vita di gruppo. Perde il senso di

separatività per emergere infine alla piena luce della realizzazione – una realizzazione di unità

con il proprio Dio interiore, con tutta l’umanità, con tutte le anime in ogni forma della natura,

quindi con l’Anima Universale. Anche questa corrente di forza proviene dalla Monade, attraverso

l’anima, lungo la linea seguente:

Monade:

Buddhi. Amore spirituale. Intuizione.

Il secondo ordine di petali del loto egoico.

Corpo astrale.

Centro del cuore.

Corrente sanguigna.

94

Nell’uomo poco evoluto, questa corrente di forza passa semplicemente attraverso il cuore e

va direttamente al plesso solare esplicando i suoi due aspetti di vitalità e qualità dell’anima,

l’uno per infondere energia alla corrente sanguigna, l’altro per risvegliare il plesso solare.

Quest’ultimo diventa poi il fattore dominante nella vita dell’uomo e la forza tramite la quale si

esprime la sua natura del desiderio, fino al momento in cui l’aspirante opera la necessaria trasmutazione

e il riorientamento della natura emotiva.

196 Il centro del cuore allora si risveglia e la vita del centro del plesso solare viene subordinata

a quella del centro del cuore. Si giunge a tale risultato sviluppando gli interessi di gruppo, coltivando

l’inclusività, riducendo progressivamente l’interesse per la personalità e per tutto ciò

che è separativo ed egoistico.

3. L’energia dell’intelligenza attiva, che anima l’aspetto forma e crea forme conformi ai

propositi soggettivi dell’intelligenza che presiede: Dio o l’uomo, umana o divina. Anche

quest’energia proviene dal terzo aspetto della Monade e la sua linea di contatto è la seguente:

Monade:

Manas. Intelligenza spirituale. Mente superiore.

Terzo ordine di petali, quello esterno del loto egoico, i petali di conoscenza.

Corpo eterico che permea il corpo fisico denso.

Centro della gola.

Cellule del corpo.

Nell’uomo poco evoluto e come avviene per il secondo aspetto e il suo sviluppo, l’energia

attraversa semplicemente il centro della gola e va direttamente al centro sacrale, attivando i

processi generativi e le facoltà creative, utilizzati per la procreazione e la vita sessuale della

razza.

Abbiamo tracciato uno schema generale del percorso delle tre principali correnti di forza o

energia divina.

Non ci siamo occupati della relazione esistente fra il centro della testa e la base della spina

dorsale, sede del fuoco dormiente, e nemmeno della funzione del centro del plesso solare come

centrale di trasformazione delle energie inferiori. Desidero soltanto che l’aspirante abbia

un’idea generale e schematica dell’insegnamento.

197 Ogni essere umano è destinato a incamminarsi, prima o poi, sul Sentiero del Ritorno verso

uno dei tre raggi maggiori. Tutti dovranno infine esprimere la facoltà creativa intelligente, essere

animati dall’Amore divino e attivare la Volontà che attua il proposito e Piano divino.

Il primo centro in cui l’aspirante cerca di infondere coscientemente energia e sul quale si

concentra nei primi stadi del noviziato, è il centro del cuore. Egli deve acquisire la coscienza

di gruppo, divenire sensibile agli ideali di gruppo ed essere inclusivo nei suoi piani e concetti;

deve imparare ad amare collettivamente e con purezza, non mosso da attrazione della personalità

e da desiderio di ricompensa. Fintanto che nel suo cuore non avverrà tale risveglio, non gli

sarà concesso usare i poteri creativi del centro della gola, poiché essi verrebbero subordinati a

fini egoistici e ambizioni di varia natura.

A questo punto è bene notare che nessuno di questi sviluppi potrà mai essere affrontato nella

totale passività statica, ma nemmeno come un’impresa completamente nuova. Noi evolviamo.

Alcuni aspetti dei nostri centri di forza sono già risvegliati e attivi in relazione all’aspetto

forma, ma ancora non esprimono le qualità dell’anima. Abbiamo alle spalle un lungo e fruttuoso

passato. Nessuno di noi è totalmente egoista o separativo. La società umana, ora è interconnessa

e interdipendente. L’umanità nel suo complesso ha già fatto molto per attivare parzialmente

il centro del cuore e risvegliare alcuni degli aspetti più importanti del centro della

gola.

198 Il problema attuale di molti aspiranti riguarda il plesso solare, che è ampiamente aperto,

attivo e quasi completamente risvegliato. La trasmutazione procede comunque simultaneamente

e, come si può immaginare, comporta grandi difficoltà e una situazione caotica. Anche

95

il centro del cuore comincia a vibrare, ma non è ancora risvegliato; il centro della gola è spesso

risvegliato prematuramente a causa del trasferimento d’energia dal centro sacrale. Ciò è dovuto

a diverse cause: a volte a intenti e propositi spirituali, ma più frequentemente all’assenza

di una vita sessuale normale a causa di condizioni economiche o mancanza di vitalità fisica

che predispongono al celibato. Questa mancanza di forze vitali è a sua volta dovuta a diversi

fattori, ma principalmente a una lunga ereditarietà che porta la degenerazione del corpo fisico,

oppure a un celibato forzato durante vite passate, spesso connesso alla vita monastica e mistica.

Quando questo risveglio creativo trova un’espressione artistica nella letteratura, nella pittura

o nella musica, oppure in organizzazioni di gruppo e lavori esecutivi, non ne risultano danni

poiché l’energia trova un normale sbocco creativo. L’aspirante dovrebbe ricordare questi fattori,

poiché si trova confrontato a un problema complesso. Egli entra ciecamente in una situazione

che è il risultato di un lungo processo evolutivo, ma di cui non possiede la chiave. Questo

è vero specialmente nei primi stadi precedenti la prima iniziazione. poiché egli non conosce

la storia del passato, né può prevedere il futuro. Non può fare altro che sfruttare le proprie

doti e opportunità al meglio delle sue possibilità, guidato dalle, antiche regole del Raja Yoga e

dalla luce della sua anima.

199 Mentre il centro del cuore si risveglia e il centro della gola si volge all’opera creativa, fra i

due si stabilisce un preciso rapporto e vi è uno scambio di energie. Questa attività suscita a sua

volta una risposta dall’aspetto del loto dai mille petali (un loto di sintesi) attraverso il quale

passa normalmente l’energia che anima sempre cuore e gola. Due sono i risultati di questa attività

di rispondenza e interazione e sarà utile prenderne accuratamente nota.

In primo luogo comincia ad apparire la luce nella testa. Si stabilisce uno scintillio (se così

posso definirlo) fra l’energia positiva superiore adombrante che si centralizza nella forma del

loto dai mille petali e la vibrazione costantemente crescente dei centri o loti del cuore e della

gola. A loro volta questi due centri rispondono alle energie che vengono innalzate dai centri

sotto il diaframma.

In secondo luogo, anche il centro fra le sopracciglia comincia a far sentire la sua presenza e

questo importante loto a due petali comincia a vibrare. Esso simboleggia l’opera di unificazione

dell’anima con la personalità, del soggettivo con l’oggettivo. In alcuni libri di occultismo

esso è chiamato il loto dai novantasei petali, ma si tratta soltanto di una differenziazione delle

energie focalizzate nei due petali. Si noti che il numero complessivo dei petali di forza dei

centri (esclusi i due della testa) ammonta a quarantotto. Queste energie, nel loro duplice aspetto

d’energia vitale fisica e qualità dell’anima, costituiscono le novantasei vibrazioni dei due

petali del centro fra le sopracciglia o ajna. Si ricordi inoltre che il termine ‘petalo’ simboleggia

unicamente un’espressione di forza e il suo effetto apparente nella materia.

I cinque centri con i loro quarantotto petali sono quindi sintetizzati nel loto a due petali e

abbiamo quarantotto più due che fa cinquanta, il numero della personalità perfetta, poiché cinque

è il numero dell’uomo e dieci quello della perfezione. Ancora simbolicamente, se addizioniamo

i quarantotto petali dei cinque centri ai novantasei petali del centro fra le sopracciglia

otteniamo centoquarantaquattro.

200 Questo numero significa l’opera completata delle dodici gerarchie creative, dodici volte

dodici, ossia l’unione e unificazione perfetta dell’anima soggettiva e del corpo oggettivo. Se al

numero centoquarantaquattro fate seguire i mille petali del loto nel centro della testa) avrete il

numero di coloro che si salveranno, secondo la profezia dell’Apocalisse, i centoquarantaquattromila

che potranno stare al cospetto di Dio, poiché le prime tre cifre indicano la personalità.

Quando l’uomo avrà completato la grande opera in se stesso e vedrà il numero centoquarantaquattro

come simbolo del suo conseguimento, egli potrà stare al cospetto di Dio; non più solo

davanti all’Angelo della Presenza, ma dinanzi alla Presenza stessa.

96

IL RISVEGLIO DEI CENTRI

Ora sorge la domanda: come si può effettuare il risveglio e la coordinazione dei centri? Cosa

si deve fare per vitalizzarli e determinare la definitiva attività sintetizzata di questi tre centri?

Di fronte a queste domande il vero istruttore si trova in difficoltà. Non è facile dare

un’idea precisa delle attività esoteriche che si sviluppano parallelamente alla costruzione del

carattere. Molto spesso l’aspirante desidererebbe ardentemente sentire qualcosa di nuovo e

quando gli vengono ripetute vecchie verità, tanto vecchie e familiari da non suscitare più alcuna

risposta in lui, ha l’impressione che l’istruttore l’abbia abbandonato e soccombe a un senso

di impotenza e depressione. Tuttavia, alle domande si deve dare un risposta. Indicherò quindi

nel modo più succinto possibile i requisiti necessari, elencandoli nella loro successione e secondo

la loro importanza dal punto di vista dell’aspirante. Ne faremo prima un elenco e per

poi trattarli singolarmente in breve.

201 1. Formazione del carattere, primo ed essenziale requisito.

2. Giusto movente.

3. Servizio.

4. Meditazione.

5. Studio tecnico della scienza dei centri.

6. Esercizi di respirazione.

7. Apprendimento della tecnica della Volontà.

8. Sviluppo del potere di impiegare il tempo.

9. L’elevazione del fuoco di Kundalini.

Per ovvie ragioni, il nono e ultimo punto non verrà trattato a questo stadio della formazione.

Gran parte degli aspiranti sono allo stadio del terzo e quarto punto e cominciano appena a

lavorare al quinto e al sesto. Accennerò brevemente a ciascuno di questi passi indispensabili e

vi ricordo la necessità di rendervi conto, in qualche misura, della responsabilità che la conoscenza

comporta. Vi rendete conto del fatto che se faceste pieno uso d’ogni cognizione impartita

nel corso di formazione, mettendola in pratica nella vostra esperienza, e se viveste giorno

per giorno l’insegnamento impartito, vi trovereste già davanti al portale della iniziazione? Vi

rendete conto che la verità deve essere elaborata nella trama della vita d’ogni giorno prima che

nuove verità possano esservi rivelate senza pericolo?

1. Formazione del carattere. Questi nove punti devono essere studiati sotto il loro aspetto

di forza e non dal punto di vista della loro importanza etica o spirituale. “L’iniziato entra in un

mondo di forze” e questo passo è reso possibile dalla formazione che egli riceve quando è aspirante.

Ciascuno di noi entra nella vita dotato di un certo equipaggiamento, frutto degli sforzi

e delle esperienze di vite passate. Questo equipaggiamento presenta deficienze o lacune, raramente

è equilibrato. L’uno è troppo mentale, l’altro troppo psichico. In un terzo predomina il

fisico, mentre un altro ancora è troppo mistico. L’uno può essere sensibile, irritabile e impressionabile.

202 Alcuni sono accentrati nella loro natura animalesca o guardano alla vita in modo strettamente

materiale, mentre altri sono visionari ed esenti dai peccati della carne. Le diversità fra

gli uomini sono innumerevoli, ma in ogni vita vi è una tendenza predominante verso la quale

tendono tutte le energie. C’è chi forse è fortemente trascinato dalle forze fisiche e di conseguenza

la sua vita è animalesca. Oppure è trascinato dall’energia astrale e la sua vita è potentemente

emotiva e psichica. Forse, ed è il caso di molti, è trascinato da tre tipi d’energia, fisica,

emotiva e, occasionalmente, un flusso d’energia dell’anima. Si ricordi che i corpi in cui

noi, anime, funzioniamo, sono soprattutto corpi d’energia. Essi sono composti di unità di energia,

di atomi in costante flusso e movimento che vanno a prendere posto dove trovano una

condizione simile alla loro. L’anima è il nucleo positivo di questi corpi d’energia e attualmente,

nella maggioranza dei casi, è relativamente statica. Essa esercita ancora poca influenza sui

suoi involucri e s’identifica con essi, negando così temporaneamente la propria vita intrinseca.

97

Giunge però il giorno in cui l’anima si risveglia alla necessità di dominare la situazione e di

affermare la propria autorità. L’uomo allora (all’inizio spasmodicamente) valuta attentamente

l’inventario della situazione. Per prima cosa deve scoprire il tipo d’energia che predomina e

rappresenta la forza motivante nella sua vita quotidiana, dopo di che comincia a riorganizzare,

riorientare e ricostruire i suoi corpi. Tutto quest’insegnamento può essere riassunto in due parole:

vizio e virtù.

Vizio è l’energia degli involucri, singoli o sintetizzati nella personalità, che governa le attività

della vita e assoggetta l’anima agli involucri, agli impulsi e alle tendenze del sé inferiore.

203 Virtù è il richiamare nuove energie e nuovi ritmi di vibrazione affinché l’anima diventi il

fattore governante positivo e le forze dell’anima sostituiscano quelle dei corpi. Questo è il

processo di formazione del carattere. Mi spiegherò meglio! Supponiamo che un uomo sia vittima

di un temperamento irritabile e nervoso. Gli diciamo di mantenersi calmo, di coltivare il

distacco per pervenire all’autocontrollo. Gli diciamo che l’inclinazione a essere irritabile dovrebbe

essere trasformata in calma e dolcezza. Tutto questo sembra un luogo comune e ben

poco interessante. Eppure, in realtà si è affermato che alla natura emotiva inquieta ed egoistica

e all’attività del centro del plesso solare (che trasporta le potenti forze del piano astrale) si dovrebbe

imporre il ritmo sempre distaccato dell’anima, che produce armonia. Sostituire la vibrazione

superiore a quella inferiore significa costruire il carattere, il primo requisito indispensabile

sul Sentiero della Prova. Leggendo questo, l’aspirante sincero comincerà a ricapitolare

le energie di cui dispone; potrà catalogare le forze che sembrano governare la sua vita giungendo

a una ragionevole ed esatta comprensione delle forze che devono essere subordinate e

quelle che richiedono di essere rafforzate. Alla luce della conoscenza potrà allora proseguire il

sentiero del suo destino.

2. Giusto movente. È stato detto che un Maestro di Saggezza sia “la rara fioritura di una generazione

di indagatori”. La domanda che pone ora l’indagatore e alla quale lui solo ha il diritto

di rispondere è: qual è il movente che governa la mia aspirazione e il mio sforzo? Perché

cerco di costruire sulla base del vero? Perché invoco la mia anima con tanta diligenza?

Lo sviluppo del giusto movente è uno sforzo progressivo e con la scoperta di se stessi il

punto focale dell’incentivo si sposta continuamente, mentre la luce che splende sempre più costante

sulla nostra via fa emergere nuovi moventi sempre più elevati. Facciamo l’esempio di

un aspirante, che ai primi stadi è praticamente sempre un devoto. Per raggiungere il modello

presentato da un amico e venerato istruttore, lotta, combatte e avanza.

204 In seguito, l’oggetto della sua devozione e del suo ardente sforzo è sostituito dalla devozione

per uno dei Grandi Esseri, i Fratelli Maggiori del genere umano. Egli dedica tutte le forze e

capacità della sua natura a servirli. Questo incentivo sarà a sua volta, con certezza e progressivamente

sostituito da un amore vitale per l’umanità, mentre l’amore per l’individuo, per quanto

perfetto, si trasformerà in amore per l’intera fratellanza degli uomini. A mano a mano che

l’anima assume un governo sempre maggiore del suo strumento e manifesta costantemente la

propria natura, anche quest’amore verrà sostituito dall’amore di un ideale, per il piano e per i

propositi alla base dell’universo stesso. L’uomo infine riconosce di non essere altro che un canale

attraverso il quale gli impulsi spirituali possono operare e si rende conto di essere parte

integrante della Vita Una. Più avanti anche l’umanità gli apparirà relativa e frazionata e

s’immergerà nella grande Volontà.

3. Servizio. Lo studio del giusto movente conduce naturalmente al giusto servizio, che nella

sua forma oggettiva procede spesso di pari passo con la coscienza motivante. Dal servizio come

espressione d’amore verso un individuo, la famiglia o la nazione, si passa naturalmente al

Servizio di un membro della Gerarchia, quindi il servizio all’umanità. Infine si sviluppano la

coscienza e il servizio del Piano e la consacrazione al proposito fondamentale della grande Esistenza

che tutto ha portato in manifestazione per l’adempimento di un obiettivo specifico.

205 4. Meditazione. Non mi dilungherò su quest’argomento poiché costituisce la base di gran

parte degli insegnamenti contenuti in altri miei libri, inoltre molti di voi già praticano costantemente

la meditazione. L’ho messa al quarto posto perché la meditazione e pericolosa e di

poco profitto per chi vi accede senza aver costituito la base di un buon carattere e di una vita

98

pura. In quel caso essa serve solo ad attirare energie che stimoleranno gli aspetti meno desiderati,

proprio come la concimazione di un giardino pieno di male erbe le farà sviluppare soffocando

i piccoli e delicati fiori. La meditazione è pericolosa dove esista un movente sbagliato,

come il desiderio di progresso personale, di acquisire poteri, poiché in tal caso non fa che rafforzare

le ombre nella valle dell’illusione favorendo la piena crescita del serpente

dell’orgoglio, in agguato nella valle del desiderio egoistico.

Servizio è un’altra parola per indicare l’uso della forza dell’Anima per il bene del Gruppo.

Se quest’impulso è assente, l’energia affluisce nei corpi ma, non venendo utilizzata e non trovando

uno sbocco, tenderà a stimolare eccessivamente i centri determinando condizioni disastrose

per il neofita. La legge di assimilazione ed eliminazione è alla base tanto della vita

dell’anima quanto di quella fisica e, se trascurata, ne risulteranno gravi e inevitabili conseguenze

nel corpo fisico.

5. Studio dei centri. È quello che stiamo iniziando. In Occidente esso è ancora ai primi stadi

e in Oriente è poco applicato. Tratteremo l’argomento in modo un poco nuovo, nel senso che

ci abitueremo ai nomi, alla localizzazione e alle relazioni dei centri, ma senza meditare su di

essi. Giungeremo a valutarne la vibrazione, il tono e colore e il significato astrologico. Non lavoreremo

con i centri lungo la colonna vertebrale, né ci proporremo di utilizzarli come fanno i

chiaroveggenti e i chiarudienti. Tutti gli studenti devono lavorare unicamente con la testa e

dalla testa. Essa è sede della Volontà, o aspetto Spirito, che opera tramite l’anima. In essa risiede

pure l’espressione sintetizzata della personalità e, comprendendo la relazione dei due

centri della testa e il loro influsso reciproco, si giungerà progressivamente al dominio

dell’anima sulla personalità. Successivamente ciò condurrà a un’attività regolata degli altri

cinque centri, il cui funzionamento diverrà infine automatico come lo è ora quello del cuore e

dei polmoni nel corpo fisico.

206 L’Intelligenza suprema, il Sé, “assiso sul trono fra le sopracciglia” e guidato dalla luce

nella testa sarà desto agli interessi dell’anima e vigile quanto la coscienza dell’uomo egocentrico

comune. Al ritmo della sua vita divina, cooperando coscientemente con il Piano e facendo

uso della Volontà, il discepolo in incarnazione deve operare come agente della sua anima

nei tre mondi.

6. Esercizi di respirazione. A poco a poco, mentre si progredisce, verranno impartite le necessarie

istruzioni. Faccio però notare che nessun esercizio di respirazione è esente da pericoli

se non si cerca di imporre un ritmo alla vita quotidiana. Le due attività devono procedere di

pari passo.

L’effetto degli esercizi di respirazione è molteplice:

a. Ossigenazione, che purifica il flusso sanguigno e allevia la pressione. Abbiamo qui un

simbolismo, poiché come il sangue viene ossigenato, così la vita dell’uomo nei tre mondi

viene permeata d’energia spirituale.

b. Imposizione di un ritmo particolare, determinato dalla distanza e dalla durata delle fasi

della respirazione: inspirazione, ritenzione ed espirazione, che varia secondo il conteggio

stabilito.

c. Un sottile effetto del prana (che è l’elemento soggettivo alla base dell’aria che si inspira

ed espira) che ha un forte influsso sul corpo di prana, il corpo eterico o vitale.

207 Gli studenti ricordino che gli effetti sottili sono più potenti di quelli fisici. Essi producono

risultati in due direzioni: sul corpo fisico e su quello eterico. Tutto il corpo vitale assume

un ritmo secondo gli esercizi di respirazione. Se viene mantenuto per un lungo periodo,

avrà un effetto distruttivo o di coesione sul corpo fisico e devitalizzerà o vitalizzerà

il corpo eterico in modo corrispondente.

d. Vi è pure un effetto sui centri, molto pronunciato e che segue la direzione del pensiero

dell’aspirante. Se, ad esempio, un uomo pensa al plesso solare, quel centro verrà inevitabilmente

vitalizzato e la sua natura emotiva ne sarà rafforzata. Questo spiega la necessità

per gli studenti di mantenere la meditazione fermamente nella testa, risvegliando

così il centro della testa.

99

Nessuno può mettere in dubbio l’effetto esercitato dagli esercizi di respirazione sul corpo

eterico. Come è certo che mangiare e bere costruiscono o distruggono il corpo fisico e ne aiutano

o ostacolano il giusto funzionamento, così gli esercizi di respirazione producono potenti

effetti se usati correttamente per un periodo sufficientemente lungo.

Cosa dirò degli ultimi tre requisiti? Non molto, poiché i tempi non sono ancora maturi per

permetterne la giusta comprensione. L’aspirante deve procedere passo passo e la teoria non

deve continuamente precorrere l’esperienza. Posso forse indicare la chiave per capire questi

tre punti formulando semplici regole di vivere quotidiano. Esse saranno comprese da coloro ai

quali sono destinate, senza nuocere ai meno evoluti. Se seguite, queste regole produrranno delicatamente

e soggettivamente le condizioni necessarie alla manifestazione dei requisiti voluti.

Imparate ad usare la volontà formulando un fermo proposito ed organizzando la vita

quotidiana in modo che quel proposito possa giungere a compimento.

208 Imparate a fare del vostro tempo qualcosa di più oltre ad organizzarlo ed usarlo. Imparate a

fare più cose simultaneamente, in modo da usare contemporaneamente i tre corpi. Mi spiegherò

meglio; quando fate il quotidiano esercizio di respirazione, contate con cura, ascoltate

attentamente il suono che “risuona nel silenzio” dell’intervallo. Allo stesso tempo pensate a

voi stessi come anima, colei che impone il ritmo e che è la voce che parla. Con la pratica,

ciascuno di voi può riuscire a far questo.

Scoprite il serpente dell’illusione con l’aiuto del serpente della saggezza, ed il serpente assopito

salirà fino al punto d’incontro.

100

REGOLA NUMERO SEI

210

I deva dei quattro inferiori sentono la forza quando l’occhio si apre; essi sono espulsi e

perdono il loro maestro.

Il lavoro dell’occhio

101

REGOLA NUMERO SEI

IL LAVORO DELL’OCCHIO

211 Consideriamo ora una delle più semplici regole di magia, e al tempo stesso una delle più

pratiche e dalla quale dipende tutto il successo del lavoro magico.

All’aspirante che indaga vorrei far notare che la chiave della situazione descritta in questa

regola è la parola contemplazione, cui abbiamo accennato nella regola precedente. Studiamo

quindi questa parola con attenzione e cerchiamone l’esatta definizione.

Contemplare significa mantenere una visione ferma, volta in un’unica direzione, verso un

obiettivo specifico. L’anima o Angelo Solare si potrebbe dire che fissa in tre direzioni.

l. Verso la Luce Suprema, la Vita o Energia centrale che cela in sé il proposito e il piano

verso cui tende ogni essere. Non so come esprimermi più chiaramente. Cosa sia quella forza

direttiva, quale sia il segreto dell’Esistenza stessa, è rivelato soltanto durante le iniziazioni più

avanzate e viene infine compreso quando il corpo causale stesso, il Karana Sarira, si disintegra

e le ultime limitazioni scompaiono. Non occorre che ci occupiamo di questa direzione della

visione dell’Angelo.

2. Sul regno in cui l’Angelo solare regna supremo, sul mondo delle anime o impulsi egoici

dell’opera gerarchica e del pensiero puro. È il Regno di Dio, il mondo dell’Essere Celeste. È

lo stato di cui i discepoli divengono sempre più coscienti, in cui operano gli iniziati e dal quale

i Maestri, nel loro ordine gerarchico, dirigono il processo evolutivo del pianeta.

212 Queste due direzioni in cui l’anima guarda costituiscono il mondo della sua esperienza

spirituale e l’oggetto della sua aspirazione. Non si dimentichi che l’uomo spirituale, l’Angelo

solare, ha anche gli la sua meta da raggiungere e che suo è l’impulso predominante una volta

che il veicolo nei tre mondi sia stato soggiogato. Come soltanto l’essere umano in pieno possesso

della sua intelligenza può cominciare a operare coscientemente come anima e venire in

contatto con il regno delle anime, così soltanto l’anima pienamente attiva e sovrana, nella quale

il principio buddhico governa potenzialmente, può venire in contatto con lo stato del puro

Essere in cui la Monade o Spirito eternamente dimora.

Nell’uomo, lo sviluppo dell’intelletto indica la sua idoneità a risalire il Sentiero fino alla

piena coscienza dell’anima. Lo sviluppo dell’aspetto buddhico, o amore-saggezza, dell’Angelo

Solare dimostra la sua idoneità a un ulteriore progresso nella consapevolezza dello stato di puro

Essere.

3. La terza direzione in cui l’anima guarda e in cui esercita la facoltà di visione contemplativa,

è verso il suo riflesso nei tre mondi. Oggetto della lunga lotta fra l’uomo superiore e quello

inferiore è di permettere a quest’ultimo di rispondere alle forze emananti dall’anima quando

essa “contempla” il suo triplice strumento e divenirne sensibilmente cosciente. Vi è un interessante

rapporto fra le tre “direzioni della contemplazione” e il risveglio dei tre centri maggiori.

Data la complessità del soggetto, per ora vi si può soltanto accennare. Molti sono i fattori che

governano questo risveglio e ogni aspirante dovrà stabilire per proprio conto l’ordine e il metodo

del suo risveglio.

213 Il centro fra le sopracciglia, comunemente detto terzo occhio, ha una funzione unica e

peculiare. Come ho già messo in evidenza altrove gli studenti non devono confondere la

ghiandola pineale con il terzo occhio. Essi sono connessi fra loro, ma non sono la stessa cosa.

Nella Dottrina Segreta sono apparentemente considerati come identici, mentre non lo sono in

alcun modo, e il lettore superficiale potrebbe facilmente confonderli. H.P.B. lo sapeva, ma

l’apparente confusione fu permessa fintanto che non vi fosse una migliore comprensione della

natura eterica delle forme. Il terzo occhio si manifesta per effetto dell’interazione fra le forze

dell’anima, operanti attraverso la ghiandola pineale, e le forze della personalità, operanti attraverso

il corpo pituitario. Queste forze, le une positive e le altre negative, hanno un influsso reciproco

e quando sono abbastanza potenti producono la luce nella testa. Come l’occhio fisico

si manifestò in risposta alla luce del sole, così l’occhio spirituale si manifesta in risposta alla

luce del sole spirituale. Evolvendo, l’aspirante diviene consapevole della luce del sole spiritua102

le. Mi riferisco alla luce presente in tutte le forme, velata da tutti gli involucri e tutte le espressioni

della vita divina, e non soltanto alla luce insita nell’aspirante stesso. Con l’accrescersi

della sua consapevolezza di questa luce, il suo strumento di visione si sviluppa e nel suo corpo

eterico si manifesta il meccanismo che gli consente di vedere le cose alla luce spirituale.

È l’occhio di Shiva, che viene pienamente utilizzato nel lavoro magico solo quando

l’aspetto monadico o aspetto volontà governa.

Per mezzo del terzo occhio l’anima svolge tre funzioni:

1. È l’occhio della visione. Permette all’uomo spirituale di vedere dietro le forme di tutti gli

aspetti dell’espressione divina, di divenire consapevole della luce del mondo ed entrare in contatto

con l’anima insita nelle forme. Come l’occhio fisico registra le forme, così l’occhio spirituale

percepisce l’illuminazione entro le forme la cui “illuminazione” indica uno specifico stato

d’essere. Esso rivela il mondo della radianza.

214 2. È lo strumento di controllo che dirige il lavoro magico. Ogni opera magica è eseguita

con un preciso scopo costruttivo, reso possibile dall’uso della volontà intelligente. In altre parole,

l’anima conosce il piano divino e quando l’allineamento è corretto e l’atteggiamento è

giusto, l’uomo divino può agire e determinare dei risultati nei tre mondi. L’organo usato è il

terzo occhio. Se ne ha l’analogia nel potere, che spesso si osserva nell’uomo, di dominare con

lo sguardo altri esseri umani e animali e di esercitare un influsso magnetico fissando intensamente.

La forza fluisce attraverso l’occhio umano focalizzato. La forza fluisce attraverso il

terzo occhio focalizzato.

3. Ha un aspetto distruttivo e l’energia che fluisce attraverso il terzo occhio può avere effetti

disintegranti e distruttivi. Mediante l’attenzione focalizzata e diretta dalla volontà intelligente

può espellere materia fisica. È lo strumento dell’anima nell’opera di purificazione. Si noti

che in ciascun corpo sottile nei tre mondi vi e un punto focale corrispondente e il centro fra le

sopracciglia non è che la controparte fisica (poiché la sostanza eterica è fisica) di corrispondenze

interiori.

Attraverso questo punto focale l’anima guarda o contempla il piano mentale. Similmente

sul piano astrale, l’anima è messa in uno stato di consapevolezza o visione dei suoi involucri

emotivi o mondo dei fenomeni astrali ed esiste l’analogo fisico per il corpo eterico.

Qui trattiamo di questa terza funzione dell’anima, l’opera distruttiva per liberarsi dalle vecchie

forme, per espellere dai corpi la sostanza di natura indesiderata e abbattere le barriere che

limitano una vera attività dell’anima.

Queste tre attività dell’anima, compiute mediante il terzo occhio, sono la corrispondenza

dei tre aspetti e gli studenti avranno interesse ad approfondirne lo studio.

215 Vedere la luce insita nelle forme mediante il terzo occhio (risvegliato dalla realizzazione

della luce nella testa, la luce spirituale) non è che la corrispondenza dell’occhio fisico, che rivela

le forme alla luce del sole fisico e corrisponde alla personalità.

L’aspetto del dominio mediante l’energia magnetica e la forza d’attrazione dell’occhio spirituale,

che è il fattore dominante dell’opera magica, corrisponde all’anima. In senso molto

misterioso, l’anima è l’occhio della Monade, che è puro Essere e le permette di operare, prendere

contatto, conoscere e vedere.

L’aspetto distruttore corrisponde alla Monade o aspetto volontà; in ultima analisi, è la Monade

che produce l’astrazione finale, distrugge tutte le forme, si ritira dalla manifestazione e

conclude il ciclo dell’opera creativa.

Portando questi concetti all’espressione pratica in relazione alla regola che stiamo considerando,

si può dire che nella sesta regola trattiamo di queste tre attività. Il terzo occhio si apre

come risultato dello sviluppo cosciente, del giusto allineamento e dell’affiusso di vita

dell’anima. In seguito la sua forza magnetica si fa sentire, dominando le vite dei corpi inferiori,

espellendo i quattro elementali inferiori (terra, acqua, fuoco e aria) e costringendo ì signori

lunari ad abdicare. La personalità, padrona fino a quel momento, non può più dominare e

l’anima assume il pieno governo nei tre mondi.

L’elementale della Terra, che è la totalità delle molteplici vite che costituiscono il corpo fisico,

è dominato e sente lo sguardo del Maestro (il solo Maestro nella testa) su di sé. Gli ele103

menti grossolani che costituiscono quel corpo sono “espulsi” e sostituiti da atomi o vite migliori

e più adeguate.

L’elementale dell’astrale, o corpo d’acqua, subisce un’azione analoga e anche un effetto

stabilizzante che mette fine all’irrequietezza e alla turbolenza mutevole che lo hanno finora caratterizzato.

Mediante il potere del dominio magnetico dell’occhio spirituale, l’anima ricostruisce il corpo

astrale mantenendolo stabile e coerente per mezzo della sua attenzione focalizzata.

216 Nel corpo mentale si produce un processo analogo. Vecchie forme scompaiono dinanzi alla

chiara luce in cui opera l’uomo spirituale opera e, come dice l’Antico Commentario:

L’anima lancia uno sguardo sulle forme della mente. Un raggio di luce scaturisce e le tenebre

scompaiono; le forme distorte e malvagie svaniscono e tutti i piccoli fuochi si estinguono;

le luci minori più non si vedono.

L’occhio, mediante la luce, risveglia alla vita i necessari modi di Essere. Per il discepolo

ciò è ricco di significato. L’ignorante non ve ne scorge alcuno, poiché gliene manca la capacità.”

L’elementale dell’aria, in senso simbolico, è quel substrato d’energia che opera attraverso

le forme del corpo eterico, che viene trattato tramite il respiro e manovrato mediante la scienza

del pranayama. Questa forma elementale è la complessa struttura eterica (i nadi e i centri) e

ogni studente avanzato sa molto bene come questi siano controllati dall’attenzione focalizzata

dell’anima in contemplazione, che agisce attraverso il centro della testa, focalizzata nella regione

del terzo occhio e mossa a una giusta e specifica attività da un atto di volontà. In queste

parole ho concentrato la formula per tutto il lavoro magico sul piano fisico. L’anima compie

l’opera magica per mezzo del corpo eterico e della forza, diretta attraverso l’uno o l’altro dei

centri.

È focalizzando intensamente l’intenzione nella testa e volgendo l’attenzione, tramite il terzo

occhio, al centro da usare, che la forza trova il suo giusto sbocco. Questa forza è potenziata

dalla volontà intelligente indirizzata, che infonde energia. Studiate questi punti poiché in essi

troverete la chiave del lavoro magico per ricostruire la vostra vita, dell’opera magica per ricostruire

la vita umana svolta da alcuni adepti e dell’opera magica nell’evoluzione del piano divino,

che è il potere motivante della Gerarchia occulta.

104

REGOLA NUMERO SETTE

218

Sul piano dove il potere vitale deve essere cercato, la dualità delle forze appare; i due sentieri

si aprono di fronte all’Angelo solare; i poli vibrano. Colui che medita deve fare la sua

scelta.

Il campo di battaglia del piano astrale

I due sentieri

105

REGOLA NUMERO SETTE

IL CAMPO DI BATTAGLIA DEL PIANO ASTRALE

219 Ci accingiamo ora a studiare la settima regola di magia. Abbiamo terminato l’esame delle

prime sei che trattano in modo specifico del lavoro sul piano mentale e hanno quindi valore

pratico solo per coloro che cominciano a utilizzare il potere della mente nel lavoro magico di

creazione.

È interessante notare, a tal proposito, che mentre l’umanità entra in possesso del suo retaggio

mentale, simultaneamente appare una tendenza sempre più spiccata verso il lavoro magico.

Ovunque sorgono infatti scuole il cui intento palese è di creare le condizioni naturali in cui un

uomo possa ottenere ciò che ritiene degno di ammirazione e opportuno. Libri che trattano della

mente creativa pullulano sul mercato librario e le discussioni sulla forza alla base delle arti

creative sono ritenute di vitale interesse. Gli psicologi accordano grande attenzione

all’argomento e sebbene in questo momento l’ideale sia considerato quasi esclusivamente da

punti di vista del piano materiale, nel complesso si avverte tuttavia un’attività vibratoria

nell’anima del mondo, che si esprime attraverso l’umanità e scaturisce dalla sfera mentale. I

pionieri del genere umano, i pensatori più eminenti e chi opera nel campo creativo non sono

che esseri sensibili che rispondono con maggior prontezza agli impulsi mentali. Sono ancora

una minoranza, mentre la maggioranza risponde alle forze e alle vibrazioni emananti dal piano

delle emozioni e del desiderio. Coloro che si risvegliano sono comunque sempre più numerosi

e il significato delle prime sei regole di magia sarà sempre più evidente.

220 Le quindici regole sono così suddivise:

Sei regole sul piano mentale

Cinque regole sul piano astrale o del desiderio

Quattro regole sul piano fisico.

Il concetto principale da tenere chiaramente presente è che esse si limitano all’uso

dell’energia nei tre mondi e che quest’energia o è usata coscientemente dall’anima che governa,

oppure e messa in moto dalla forza inerente alla materia dei tre mondi, indipendentemente

dall’anima. In questo, caso l’uomo è vittima delle energie della propria forma e dell’aspetto

materiale di tutta la manifestazione. Nel primo caso, invece, egli governa e domina con intelligenza

il proprio destino e, con il potere dei suoi impulsi mentali e l’attenzione focalizzata della

sua anima, converte le energie inferiori in forme e attività. Dalle sei regole precedenti emergono

molto chiaramente alcuni pensieri che potrebbero essere così riassunti:

Regola 1 – Raccoglimento, che porta alla concentrazione.

Regola 2 – Risposta, che porta all’interazione fra superiore e inferiore.

Regola 3 – Radiazione, che porta all’emanazione di suono.

Regola 4 – Respirazione, che porta all’opera creativa.

Regola 5 – Riunione, che porta all’unificazione.

Regola 6 – Riorientamento, che porta a una chiara visione del Piano.

Gli studenti faranno bene a soffermarsi su questi rapporti ed elaborare la sintesi che ne è alla

base.

Le parole di questa regola sintetizzano in modo efficace il piano astrale, la sua funzione e il

suo problema. Notate i termini usati nella descrizione formulata in brevi frasi:

1. Il piano delle forze duplici.

2. Il piano dei due sentieri.

3. Il piano dove si cerca il potere vitale.

4. Il piano dei poli che vibrano.

5. Il piano dove si fa una scelta.

221 Una delle cose più importanti che deve fare l’aspirante è imparare a comprendere il piano

astrale e la sua natura, imparare a liberarsi da esso e in seguito lavorarvi. In queste istruzioni

cerco di dare un insegnamento chiaro su questo piano, poiché nel momento in cui un uomo è

106

in grado di “vedere” sul piano astrale, di pervenire all’equilibrio e mantenersi saldo in mezzo

alle forze che vibrano, in quel momento egli è pronto per l’iniziazione.

Per prima cosa rileviamo alcuni termini usati per descrivere questa sfera dell’Essere divino,

con la quale l’uomo deve in primo luogo identificarsi per poi penetrare al centro attraversando

il velo della sua illusione e trovarsi infine in equilibrio, imperturbato, distaccato, immune da

influenze e libero.

Il termine “astrale” così spesso usato, in realtà non è esatto. H.P.B. aveva fondamentalmente

ragione di usare questo termine in relazione ai piani eterici o vitali del piano fisico. Quando

si viene in contatto con il mondo eterico, la prima impressione è sempre quella di una luce

stellare. Progressivamente il termine astrale è andato identificandosi con Karma o desiderio e

usato quindi per il piano della reazione emotiva.

È interessante notare questo fatto che è di per sé un esempio dell’effetto esercitato dal piano

astrale sul cervello umano il quale, nella condizione di ignoranza, inverte la realtà e vede le

cose capovolte. Il piano astrale, quando è visto dall’“occhio aperto” dell’aspirante, appare

dapprima come densa nebbia, confusione, forme mutevoli che sì compenetrano e mescolano e

l’apparenza caleidoscopica è tale che l’impresa sembra sopraffarlo senza speranza. Non è luce

stellare o chiara. Esso appare come un impenetrabile disordine, poiché è il punto d’incontro

delle forze. Dato che anche nelle forze del corpo dell’aspirante regna il disordine, egli si fonde

nel caos circostante in misura tale che, in un primo tempo, all’anima che osserva è impossibile

dissociare il proprio meccanismo astrale da quello dell’umanità intera e dal meccanismo astrale

del mondo.

222 Una delle prime cose che l’aspirante deve imparare è a dissociare la propria aura, in senso

emotivo, da quella dell’ambiente circostante, ciò che richiede molto tempo. Questo è il motivo

per cui una delle prime qualifiche del discepolato è la discriminazione, poiché usando la mente

che analizza e separa, il corpo astrale viene dominato.

Inoltre, il piano astrale è il piano dell’illusione, dei miraggi e della presentazione deformata

della realtà. Questo deriva dal fatto che ogni individuo è occupato in un continuo lavorio con

la materia astrale e la potenza del desiderio umano e mondiale produce la costante formazione

d’immagini e la costruzione di forme che si risolvono in effetti ben concreti nella materia astrale.

Desiderio individuale, nazionale, razziale, il desiderio dell’umanità nel suo complesso

oltre al desiderio istintivo di tutte le vite subumane, provocano mutevolezza e spostamento costanti

della sostanza del piano; vi si costruiscono forme temporanee, alcune di rara bellezza,

altre per nulla belle, vitalizzate dall’energia astrale di chi le crea.

A queste forme aggiungete lo scenario permanente e sempre crescente della “memoria akascica”

che riguarda la storia emotiva del passato, aggiungete le attività delle vite disincarnate

che, uscendo dall’incarnazione o dirigendovisi, attraversano il piano astrale, e aggiungete ancora

il potente desiderio, purificato e intelligente, delle Vite sovrumane che includono anche

quelle della Gerarchia occulta ed avrete lo stupendo quadro di tutte le forze presenti. Tutte

queste forze agiscono intorno, attraverso e su ogni essere umano, il quale risponderà secondo

la condizione del suo corpo fisico e dei suoi centri.

223 L’aspirante deve farsi strada attraverso questo panorama illusorio, trovando il capo del filo

che lo guiderà fuori dal labirinto, aggrappandosi fermamente ad ogni minuscolo frammento di

realtà che gli si presenti, imparando a distinguere il vero dall’illusorio, il permanente

dall’impermanente e la certezza dall’irrealtà. L’Antico Commentario dice:

Il discepolo afferri la coda del serpente della saggezza e, tenendola fermamente, lo segua nel centro

più profondo dell’Aula della Saggezza. Non cada nel tranello tesogli dal serpente dell’illusione, ma

chiuda gli occhi agli arabeschi variopinti che ne adornano il dorso e chiuda le orecchie alla melodia

della sua voce. Distingua il gioiello che splende sulla fronte del serpente del quale tiene la coda e, guidato

dalla sua radianza, attraversi la melmosa aula di maya.”

Nessun miraggio, nessuna illusione possono trattenere l’uomo che si è proposto il compito

di percorrere il Sentiero sottile come filo di rasoio che, attraverso le lande desolate, attraverso

107

le più dense foreste, attraverso le profonde acque del dolore e dell’angoscia, attraverso la valle

del sacrificio e superando le montagne della visione conduce alla porta della liberazione. A

volte camminerà nelle tenebre (e l’illusione delle tenebre è estremamente reale); altre volte in

una luce tanto abbagliante e sfolgorante da scorgere a fatica il cammino; potrà provare cosa sia

vacillare sul Sentiero e cedere alla fatica del servizio e della lotta; potrà temporaneamente

smarrire la strada e vagare per i sentieri dell’ambizione, dell’interesse egoistico e delle seduzioni

materiali, ma non saranno che brevi deviazioni. Nulla, sia in cielo che all’inferno, in terra

o altrove può impedire il progresso dell’uomo che si è risvegliato dall’illusione, che ha intravisto

la realtà oltre l’inganno del piano astrale e che ha udito, non fosse che una sola volta,

il richiamo della propria anima.

224 Il piano astrale è anche il Kurukshetra, sia dell’umanità nel suo insieme che della singola

unità umana. È il campo dove ogni aspirante deve combattere la sua battaglia decisiva. In

qualche vita giunge una crisi emotiva che dà l’avvio a un’azione decisiva e il discepolo mette

alla prova il proprio dominio sulla natura emotiva.

Tale crisi può assumere la forma di una grande e importante prova di breve durata, ma che

richiede di attingere a ogni risorsa di saggezza e purezza di cui il discepolo dispone, oppure

può trattarsi di un lungo periodo di tensione emotiva che si protrae per molti anni.

Se supera la prova con successo e perviene alla chiara visione e al giusto discernimento

(mediante una giusta discriminazione) il discepolo dimostra la propria idoneità alla seconda iniziazione.

Vorrei far notare che l’umanità sta proprio attraversando questa prova e questa crisi, che

ebbe inizio nelle condizioni che culminarono nella guerra mondiale e nell’attuale tensione

mondiale. La prima iniziazione dell’umanità, come entità, ebbe luogo quando fu possibile

l’individualizzazione e l’anima nacque nell’umanità. Questo evento fu preceduto da un periodo

di sforzo e tensione terribili, vagamente percepiti dai pionieri che, dai ranghi degli animaliuomini,

per primi ebbero accesso al regno umano. Se la crisi attuale sarà superata, ne risulterà

la seconda iniziazione dell’umanità, ossia il passaggio attraverso il battesimo e l’ingresso nella

corrente. La guerra mondiale e gli effetti che ne conseguono rappresentano il Kurukshetra

dell’Arjuna mondiale, e l’esito è ancora incerto, non lo si dimentichi. Non c’è comunque motivo

di essere pessimisti. La riuscita del bene è inevitabile e si tratta di rendersi conto più o

meno rapidamente della grande illusione mondiale e di liberarsene. Ogni aspirante è esortato a

operare strenuamente a tal fine e a prestare il suo aiuto. Ogni uomo che libera se stesso, che

vede con chiarezza e si sottrae al fascino dell’illusione contribuisce alla Grande Opera.

225 Il piano astrale è inoltre il luogo dove le paia degli opposti agiscono e reagiscono reciprocamente

e sul quale l’influsso delle grandi dualità viene percepito al massimo della sua potenza.

L’influsso reciproco avviene principalmente fra l’anima e il suo veicolo, ma vi sono numerose

dualità minori che fanno la loro parte e che l’uomo medio può riconoscere più facilmente.

Luce e tenebre reagiscono reciprocamente, come fanno piacere e dolore; bene e male

s’incontrano costituendo il campo da gioco degli Dei, povertà e ricchezza si compensano l’una

con l’altra. Tutta la situazione economica moderna è di natura astrale; essa è il risultato del desiderio

e di un uso egoistico delle forze della materia. Caldo e freddo, come noi li intendiamo,

in modo assai peculiare sono il risultato dell’interazione delle paia di opposti, mentre

un’interessante studio occulto si occupa degli effetti delle emozioni del genere umano sulle

condizioni climatiche. In un senso molto significativo noi creiamo le nostre condizioni climatiche.

Quando il desiderio si sarà esaurito, la vita planetaria giungerà al termine, poiché le

condizioni climatiche non consentiranno la vita della forma come la intendiamo oggi.

Per quanto riguarda l’unità umana, il segreto della liberazione sta nell’equilibrio delle forze

e nell’equilibrare le paia di opposti. Il Sentiero è la linea sottile fra queste paia, che l’aspirante

trova e percorre senza volgersi né a destra né a sinistra.

Si tenga sempre presente che quando si distinguono le paia degli opposti, quando l’uomo

tiene in equilibrio le forze della propria natura, quando ha trovato ed è divenuto il Sentiero,

può allora operare con le forze mondiali, può mantenere l’equilibrio delle energie nei tre mondi

e diventare un cooperatore dei Maestri di Saggezza.

108

Preghiamo e speriamo che questo sia l’esito effettivo della nostra comprensione della natura

del campo di battaglia del piano astrale.

I DUE SENTIERI

226 Dopo aver considerato la natura del piano astrale tratteremo delle sue funzioni e del

rapporto del discepolo con le attività di quel piano. Ricordiamo alcuni punti importanti. In

primo luogo, esso è preminentemente il campo di battaglia sul quale si combatte la guerra che

si risolve nella liberazione finale dell’anima imprigionata. Sarà utile tener presente le principali

caratteristiche dei tre piani e dei tre corpi che operano in essi.

Il piano fisico è quello dell’esperienza attiva nella materia e per mezzo della materia. È il

piano dell’esteriorizzazione e la forma esteriore e le sue attività saranno conformi alla condizione

e al grado di sviluppo dell’uomo interiore.

Il piano astrale è quello in cui l’uomo attraversa tre stadi di coscienza:

a. Per mezzo dell’apparato sensorio acquista coscienza nel mondo delle forme e sviluppa la

facoltà di reagire a quelle forme con saggezza e intelligenza. Egli condivide questo tipo di coscienza

con il mondo animale, sebbene sotto certi aspetti sia molto superiore, disponendo di

una mente in grado di correlare e coordinare.

b. Sensibilità o consapevolezza di stati d’animo, emozioni e sentimenti, desideri e aspirazioni

radicati in lui nel principio di autocoscienza, o principio ahamkara, come lo chiama

l’occultista che ama le espressioni difficili. Questa sensibilità è comune a tutti gli uomini.

c. Consapevolezza spirituale o sensibilità al mondo spirituale e aspetto sensibile della coscienza

superiore. Tutto questo è radicato nell’anima, presuppone il predominio della natura

mentale ed è la facoltà che fa dell’uomo un mistico. Questa consapevolezza è comune a tutti i

discepoli, ricompensa delle vittorie riportate nell’esperienza del piano astrale.

227 Segue il piano mentale. Il principale conseguimento su questo piano è l’uso corretto

dell’intelletto, ed è pure caratterizzato da tre stadi:

a. Lo stadio in cui la mente riceve le impressioni dal mondo esterno, attraverso i cinque

sensi e il cervello. È una condizione negativa nella quale le “modificazioni del principio pensante”

sono determinate dagli impatti del mondo esterno e dalle reazioni del mondo astrale.

b. Lo stadio in cui la mente inizia la propria attività e in cui l’intelletto è il fattore dominante.

Pur essendo attivata dai fattori che precedono, essa risponde anche alle correnti di pensiero

del piano mentale e per effetto di questi due contatti diviene estremamente attiva. Oltre a queste

attività ne interviene una terza in cui il principio raziocinante agisce sulle informazioni acquisite

nei due modi precedenti, instaura le proprie correnti di pensiero, formula le proprie

forme pensiero e registra inoltre quelle di altri.

c. Lo stadio in cui l’anima, con la concentrazione e la meditazione, riesce a imporre le sue

idee e impressioni alla mente tenuta “ferma nella luce”, permettendo al corpo mentale di rispondere

a impressioni e contatti emananti dai mondi soggettivi e spirituali.

228 Tuttavia, la vera battaglia è combattuta nel corpo astrale ed essa raggiunge il massimo di

intensità e violenza quando trova un buon strumento fisico e una mente ben dotata. Quanto

maggiore la sensibilità del corpo astrale, tanto maggiori le reazioni al mondo fisico e alle condizioni

mentali; ne consegue che i discepoli e gli individui più evoluti del mondo hanno un

corpo astrale più potente e operano in condizioni di maggiore tensione emotiva rispetto ai meno

evoluti e ai figli di Dio liberati.

Gli studenti sono quindi esortati ad assumere un atteggiamento drastico ed energico nei

confronti della loro natura emotiva, ricordando che la vittoria scende dall’alto e non può essere

ottenuta partendo dal basso. L’anima deve governare e lo strumento che usa nella battaglia è la

mente consacrata.

È interessante notare la sequenza occulta nella descrizione di questo piano, data nella regola

che stiamo considerando.

Esso è innanzi tutto il piano delle forze duplici. La prima cosa di cui l’aspirante si rende

conto è infatti la dualità. L’uomo poco evoluto è consapevole della sintesi, ma è la sintesi della

109

sua natura materiale. L’uomo altamente spirituale è pure consapevole della sintesi, ma si tratta

della sintesi esistente nella sua anima, la cui coscienza è quella dell’unità. L’infelice aspirante

si trova in una posizione intermedia, cosciente soprattutto della dualità e tirato di qua e di là

fra i due poli. Il primo passo per giungere al suo obiettivo è di rendersi conto delle paia di opposti

e della necessità di fare una scelta. La luce, che ha scoperto in sé, lo rende consapevole

dell’oscurità. Il bene che lo attrae gli rivela il male che per lui rappresenta la linea di minor resistenza.

Attraverso il dolore può visualizzare il piacere ed esserne consapevole, cielo e inferno

diventano quindi delle realtà.

Attraverso l’attività della vita attrattiva della sua anima si rende conto dell’attrazione della

materia e della forma ed è costretto a riconoscere lo stimolo e l’attrazione di entrambe. Egli si

sente infine “sospeso fra due grandi forze” e, una volta comprese le dualità, lentamente ma

fermamente, nella sua mente si fa strada la realtà che il fattore decisivo nella lotta è la sua volontà

divina, in contrapposizione alla sua volontà egoistica.

229 Le forze duplici fanno così la loro parte finché non siano viste come due grandi correnti

d’energia divina che attirano in due direzioni opposte ed egli non si renda conto che davanti a

lui si aprono i due sentieri citati nella nostra regola. L’uno riporta alla landa desolata della rinascita,

l’altro conduce alla porta d’oro che immette alla città delle anime libere. L’uno è

quindi involutivo e lo immerge nella materia più densa; l’altro lo fa uscire dalla natura corporea

rendendolo infine consapevole del suo corpo spirituale, mediante il quale egli può agire nel

regno dell’anima. Più tardi, quando sarà un vero discepolo consacrato, un sentiero sarà per lui

quello della mano sinistra, e l’altro il sentiero della giusta azione. Sul primo diverrà esperto in

magia nera, che significa soltanto lo sviluppo dei poteri della personalità, subordinata agli

scopi egoistici di un uomo i cui moventi sono l’interesse personale e l’ambizione mondana.

Questi lo costringono entro i tre mondi chiudendo la porta che si apre alla vita. Sull’altro sentiero

egli subordina la sua personalità ed esercita la magia della Fratellanza Bianca, operando

sempre alla luce dell’anima con l’anima in tutte le forme e senza dare alcuna importanza alle

ambizioni del sé personale. La chiara discriminazione fra questi due sentieri rivela ciò che in

alcuni libri d’occultismo è detto lo “stretto Sentiero sottile come filo di rasoio” che si trova fra

i due. È il “Nobile Sentiero di Mezzo” del Buddha e indica la sottile linea di demarcazione fra

le paia degli opposti e fra le due correnti che egli è riuscito a riconoscere: l’una che sale alle

porte del cielo, l’altra che s’inabissa nell’infimo inferno.

230 Con l’impiego delle due armi principali di cui dispone, discernimento e distacco, l’aspirante

acquista la qualità che in questa regola è chiamata “potere vitale”. Come l’occhio è lo

strumento per scegliere la via da percorrere sul piano fisico e dispone di una potenza tutta sua

per attrarre e sviluppare il proprio linguaggio simbolico, così l’aspirante percepisce in sé un

potere vitale, che infine attiverà il terzo occhio. Si ottengono così un potere e una visione chiara

che consentono di fare le giuste scelte e di procedere rapidamente sulla via con costante

progresso. Si dice che il potere dell’occhio cresce e si sviluppa nel silenzio, e soltanto colui

che riesce a trovare un centro di pace nella sua testa, dove il sentiero delle forze del corpo e

quello delle correnti spirituali che affluiscono s’incontrano, può esercitare un vero discernimento

e quel distacco imparziale che portano il corpo mentale e il corpo astrale sotto il governo

dell’anima.

Ora egli può comprendere il significato dei “poli che vibrano” e giungere al punto

d’equilibrio che risulta dalla loro interazione e vibrazione.

La percezione delle forze duplici e il chiaro discernimento dei due sentieri conducono allo

sviluppo del potere vitale. Questo manifesta la sua prima attività mettendo l’aspirante in grado

di giungere ad un punto d’equilibrio e mantenersi su quel pinnacolo di conseguimento dove “si

fa una scelta”.

In cosa consiste questa scelta? Per l’aspirante si tratta di scegliere fra progresso rapido o

lento. Per il discepolo, accettato e leale, è la scelta dei metodi di servizio. Per l’iniziato si tratta

spesso di scegliere fra il progresso spirituale e l’arduo compito di rimanere con il gruppo e operare

all’attuazione del Piano. Per il Maestro è la scelta fra i sette Sentieri, e sarà quindi evidente

quanto più strenuo e difficile sia il suo problema.

110

Tutto però prepara l’aspirante a fare la giusta scelta mediante il giusto discernimento che

conduce alla giusta azione e resa possibile dall’applicazione dell’imparzialità. Questa frase

riassume la tecnica del guerriero sul campo di battaglia del piano del desiderio.

231 A questo punto è bene notare che il costante sviluppo della facoltà di scelta e la battaglia

lealmente combattuta dall’aspirante sul piano astrale, fanno progredire la coscienza dell’uomo

di stadio in stadio. Dapprima è l’aspirante stanco delle lotte terrene che deve combattere con il

desiderio, i miraggi, l’ambizione e il suo corpo emotivo sensibile. Egli la considera una battaglia

grandiosa, ma da un punto di vista più vasto essa è relativamente piccola, pur rappresentando

il massimo che egli è in grado di affrontare.

Più tardi, è il discepolo in prova sperimentato che lotta nella valle dell’illusione e non deve

far fronte soltanto alla propria natura, ma anche alle forze di quella valle, di cui riconosce la

natura duplice. In seguito il discepolo prosegue la sua battaglia affrontando con coraggio (e

spesso con visione chiara) le forze schierate contro di lui. Esse non comprendono soltanto

quelle inerenti alla sua stessa natura e agli aspetti del piano astrale cui egli normalmente reagisce,

ma anche le forze dell’illusione schierate contro il gruppo di discepoli al quale appartiene.

Tutti i discepoli ne prendano nota e lo tengano presente in questi giorni strenui e difficili. Tali

discepoli a volte sono in contatto cosciente con le forze della loro anima e per essi non esiste

sconfitta o retrocessione. Essi sono guerrieri provati, segnati e stanchi, ma sanno che la vittoria

trionfante li attende, poiché l’anima è onnipotente. I discepoli accettati, che combattono contro

tutti i fattori che abbiamo citato ed ai quali si aggiungono le forze oscure schierate contro i

Fratelli Maggiori, possono fare appello alle energie spirituali del loro gruppo e, in rari momenti

prestabiliti, al Maestro per il quale lavorano. Così l’opera e il lavoro si estendono; la responsabilità

e la lotta aumentano continuamente, ma al tempo stesso cresce costantemente il riconoscimento

delle potenze con le quali è possibile un contatto e da utilizzarsi; quando questo

contatto avviene nel modo corretto la vittoria finale è assicurata.

232 L’espressione “colui che medita” si riferisce all’anima. Arjuna, il discepolo che aspira,

rinuncia alla lotta e consegna le redini del governo a Krishna, l’anima, ed alla fine sarà ricompensato

dalla comprensione e dalla visione della forma divina che vela il Figlio di Dio che è

lui stesso.

Combattuta e vinta la battaglia il discepolo entra nei ranghi dei maghi bianchi del nostro

pianeta e può usare le forze, cooperare con il piano, comandare gli elementali e trarre ordine

dal caos. Non è più immerso nel mondo dell’illusione, ma si è elevato al di sopra. Non può più

essere trattenuto dalle catene delle proprie abitudini passate e dal karma. Ha acquisito il potere

vitale divenendo un Fratello Maggiore. Questo è il sentiero che si apre davanti a chiunque osi

percorrerlo. Questa è l’opportunità offerta a tutti gli studenti che hanno fatto la loro scelta con

imparziale distacco e sono mossi dall’amore e dal desiderio di servire.

111

REGOLA NUMERO OTTO

234

Gli Agnisurya rispondono al suono. Le acque si alzano e si abbassano. Si guardi il mago

dall’annegare nel punto in cui terra e acqua s’incontrano. Quel punto intermedio, né secco né

umido, deve provvedere il posto dove poggiare i suoi piedi. Quando acqua, terra e aria

s’incontrano, c’è la condizione perché l’opera magica possa compiersi.

Tipi di forza astrale

Flusso e riflusso ciclico

112

REGOLA NUMERO OTTO

TIPI DI FORZA ASTRALE

235 Si consiglia la lettura del commento di questa regola nel Trattato del Fuoco Cosmico. Pur

trovandolo alquanto complesso e ricco d’indicazioni occulte velate, sarà utile studiarlo, insieme

a tutto ciò che riguarda il “piano astrale”, per farsi un’idea generale della sua natura, nonché

della sua funzione di campo di battaglia dei sensi e di luogo dal quale si opera la magia. Il

desiderio intelligente e costruttivo del mago bianco, che agisce sotto la guida della propria anima

e si occupa quindi del lavoro di gruppo, è il potere motivante alla base di tutti i fenomeni

di magia. Quest’opera magica ha inizio nella vita stessa del mago, si estende al mondo del

piano astrale e, divenuta potente, da lì può cominciare a manifestarsi sul piano fisico e infine

sui piani superiori.

Ci soffermeremo quindi più a lungo su questa regola, poiché essa tratta del lavoro e

dell’attività dell’aspirante intelligente in questo momento. Per lo studente medio è la regola

più importante contenuta nel libro. Non può essere compresa se non esiste un contatto con

l’anima né la forza magica dell’anima può manifestarsi sul piano fisico fintanto che il significato

delle sue espressioni esoteriche non sia stato in qualche misura elaborato nell’esperienza

interiore del mago.

236 La maggior parte dei veri aspiranti si trova ora al punto intermedio ed essi hanno tre

probabilità: annegare, quindi escludere ogni ulteriore progresso in questa esistenza; stare fermi

e mantenere la posizione conquistata, oppure diventare veri ed efficienti praticanti di magia

bianca, basata sull’amore, animata dalla saggezza e applicata con intelligenza alle forme.

Divideremo dunque questa regola in diverse parti per studiarla più facilmente procedendo

un passo alla volta, per comprenderne l’applicazione alla vita normale del discepolo in prova e

giungere a una saggia comprensione delle sue ampie implicazioni.

Le suddivisioni sono tre:

l. La risposta degli elementali astrali e il flusso e riflusso delle acque che ne consegue.

2. Il pericolo rappresentato dal punto intermedio, la sua natura e le occasioni che offre.

3. Il luogo dove si compie l’opera magica.

Studieremo ora il primo punto riassunto nelle parole:

Gli Agnisurya rispondono al suono. Flusso e riflusso delle acque.”

La situazione può essere presentata con le concise affermazioni che seguono. Le regole già

studiate rivelano la verità riguardo al mago.

l. L’anima è entrata in comunicazione con il suo strumento nei tre mondi.

2. L’uomo sul piano fisico riconosce il contatto e la luce nella testa risplende, a volte riconosciuta

dall’aspirante, a volte non riconosciuta.

3. L’anima fa risuonare la sua nota. Si crea una forma pensiero, in consonanza con la

meditazione congiunta dell’anima e dell’uomo, suo strumento.

237 4. La forma pensiero, che incorpora la volontà dell’Ego o anima, cooperando con la

personalità assume una triplice forma, costituita di materia di tutti e tre i piani, vitalizzata

dall’attività e dalle emanazioni dei centri del cuore, della gola e ajna del mago

bianco – l’anima congiunta al suo strumento.

5. Gli involucri della personalità, ciascuno dotato di vita individuale propria, sentono che

stanno perdendo il loro potere e la battaglia tra le forze della materia e quelle

dell’anima si riaccende con violenza.

6. Questa battaglia deve essere combattuta sul piano astrale e dal suo esito dipende:

a. Se l’anima, in una data vita (poiché lo stadio critico appartiene a una data vita) sarà

il fattore dominante e da quel momento la personalità sarà al servizio dell’anima.

b. Se il piano astrale non sarà più il piano dell’illusione, ma diventerà il campo di

servizio.

c. Se l’uomo potrà diventare un cooperatore attivo della Gerarchia, in grado di creare

con la sostanza mentale e utilizzarla, attuando così i propositi della Mente Univer113

sale, che sono improntati a un amore sconfinato e infinito e sono espressione della

Vita Una.

Questo è il punto cruciale di tutta la situazione e quando l’uomo è pervenuto al dominio

delle forze che gli si oppongono è pronto per la seconda iniziazione che segna la liberazione

dell’anima dalla prigione del corpo astrale. Da questo momento in poi l’anima userà il corpo

astrale modellando il desiderio secondo il proposito divino.

È importante che l’aspirante sappia dove si trova e quale sia il suo problema particolare.

L’uomo medio sta imparando a dominare il corpo fisico e a organizzare la sua vita sul piano

fisico. Lo studente che si trova sul sentiero della prova impara una lezione analoga in relazione

al corpo astrale, al punto in cui è focalizzato e al suo lavoro. Lo studente sul sentiero del discepolato

accettato deve dimostrare di possedere tale dominio e cominciare a disciplinare la

natura mentale, funzionando quindi coscientemente nel corpo mentale. Il lavoro dell’iniziato e

dell’adepto scaturisce da questi conseguimenti, ma non è il caso di trattarne per il momento.

238 La battaglia si protrae per tutta una serie di vite, ma in una data esistenza giunge al punto

critico; la posizione finale è raggiunta e Arjuna trionfa nella lotta, ma soltanto cedendo a Krishna

le redini del governo, imparando a dominare la mente e con la rivelazione della forma di

Dio. Distinguendo fra l’anima e la forma e vedendo la perfezione della gloria che può irradiare

dalle forme “in cui Dio dimora”, egli impara a scegliere la via della luce e a vedere la propria

forma e tutte le forme come custodi della luce. Si accinge quindi con impegno a rendere il

corpo astrale un semplice riflettore di quella luce e, acquietando il desiderio e soggiogando gli

Agnisurya” che costituiscono il suo corpo astrale e sono la sostanza vivente del piano astrale,

egli impara a operare su quel piano come adepto, a penetrarne l’illusione ed a vedere la vera

vita.

In senso simbolico, la sostanza del piano astrale è animata da tre tipi di forza divina che,

riuniti, producono la grande Illusione. Essi sono:

La forza del desiderio egoistico. Questa energia involutiva svolge una parte importante

nell’evoluzione, poiché l’egoismo è l’asilo nido delle anime infantili. Per questo motivo

l’aspirante rifiuta di esserne dominato.

La forza della paura. È il prodotto dell’ignoranza e agli stadi iniziali non deriva da un modo di

pensare scorretto. È fondamentalmente istintiva e predomina tanto nel regno animale privo

della facoltà mentale, quanto nel regno umano. In quello umano però, le facoltà mentali ne

aumentano fortemente il potere e, attraverso la memoria delle sofferenze e dei risentimenti del

passato e l’apprensione di quelli futuri, il potere della paura è immensamente aggravato dalla

forma pensiero delle nostre paure e fobie che noi stessi abbiamo costruito.

239 “L’energia segue il pensiero” e il potere di questa forma pensiero aumenta con l’attenzione

che le prestiamo, fino a dominarci completamente. Le persone di secondo raggio ne sono particolarmente

vittime. Nella maggioranza dei casi essa costituisce il loro “Guardiano della Soglia”,

esattamente come ambizione e l’amore di potere, sostenuti da desiderio sfrenato e mancanza

di scrupoli sono il “Guardiano” dei tipi di primo raggio. Per quelli di terzo raggio, davanti

all’ingresso del Sentiero si erge la forma pensiero cristallizzata dei conseguimenti intellettuali

volti a scopi egoistici e della conoscenza messa al servizio di obiettivi della personalità

e, fintanto che non sarà spezzata e distrutta, lo dominerà e farà di lui un mago nero.

Sovente vi è stato detto che la paura è un’illusione, ma è un’affermazione che serve poco.

Si può ammetterla in via generale, ma è pur sempre estremamente difficile applicarla personalmente.

Le paure cui sono soggetti gli aspiranti (notate bene questa espressione) sono raramente

di natura egoistica, salvo nella misura in cui la sofferenza li porta a rifuggire ulteriori

avvenimenti infelici. Queste paure si nascondono sotto un apparente amore per i loro cari. Eppure

ogni aspirante dovrebbe porsi una domanda molto pratica: quante delle torturanti ore vissute

si riferivano a fatti reali ed eventi tangibili e quante soltanto a presentimenti illusori, dubbi

e apprensioni basate su ciò che non è mai accaduto? Ai miei fratelli vorrei raccomandare

due cose: meditare sulla verità nella vita quotidiana, usando come pensiero seme il concetto di

verità praticata e vissuta. A tal fine vorrei consigliare di imparare a memoria e usare la formu114

la o preghiera che segue, ogni volta che saranno assaliti da paure illusorie e vani presentimenti:

La realtà governi ogni mio pensiero e la verità sia maestra della mia vita.”

240 Si ripeta continuamente questa formula quanto è necessario, costringendo la mente a

focalizzare l’attenzione sul significato di queste parole.

Vorrei inoltre consigliarvi di coltivare un sano buon senso e un atteggiamento mentale che

si rifiuti di perdere tempo ad alimentare paure illusorie.

La paura è spesso il principale ostacolo a un importante passo avanti che potrebbe essere

fatto in questa vita, ma che dovrà essere rimandato a un’altra se non verrà colta l’occasione

favorevole e se la natura della volontà non sarà fortemente stimolata.

L’aspirante di primo raggio che non riesce a superare il suo Guardiano potrebbe divenire un

distruttore di Anime” e, finché non avrà imparato la sua lezione, essere condannato a lavorare

con le forze della materia e con le forme che tengono prigioniere tutte le anime. Questo è il significato

occulto delle parole, male interpretate, morte e distruzione. Il grande prototipo di

questo tipo è Satana.

L’aspirante di secondo raggio, che costruisce il proprio Guardiano e si lascia dominare costantemente

e sempre di più, diventa un “ingannatore di anime”. È il vero Anticristo che, con

un falso insegnamento, operando i cosiddetti miracoli, con l’ipnotismo e la suggestione di

massa getta un velo sul mondo e costringe gli uomini ad avanzare nella grande illusione. È interessante

notare come l’opera di Satana, colui che imprigiona le anime, comincia a perdere il

suo potere, poiché il genere umano è sul punto di comprendere che la vera morte è

l’immersione nella forma e che la materia non è che una parte del Tutto divino. La forma pensiero

di questo “Guardiano della Soglia”, costruita dall’umanità per milioni di anni, sta per essere

distrutta. L’opera dell’Anticristo invece, comincia soltanto ora il suo periodo ascendente e

il predominio dell’illusione della ricchezza, dei possessi, dei falsi insegnamenti aumenterà ancora,

ma la durata dell’illusione sarà più breve di quella della distruzione, poiché ciascuno di

questi fattori è soggetto al proprio ciclo e ha il suo flusso e riflusso.

241 L’individuo di terzo raggio che non riesce a distruggere il proprio “Guardiano” diviene un

manipolatore di anime” e usa la mente per distruggere il reale e frapporre un uomo e la realtà.

Si ricordi che nessuno di questi appellativi e nessuna di queste attività si riferisce all’anima sul

suo piano, ma soltanto alle anime umane in incarnazione sul piano fisico. È necessario insistere

su questo fatto, poiché sul loro piano, le anime di tutti gli uomini sono libere dall’illusione e

non possono essere distrutte, ingannate o manipolate. Solamente le “anime imprigionate”’sono

assoggettate alle attività delle forze del male e solo temporaneamente. Il primo gruppo opera

tramite i governi, la politica e i rapporti fra le nazioni ed è relativamente poco numeroso. Il

gruppo di secondo raggio, che illude e inganna, opera tramite gli organismi religiosi, l’abuso e

l’applicazione errata della devozione e delle arti. Questo gruppo è molto più numeroso del

primo.

Il terzo gruppo opera principalmente tramite le relazioni commerciali nel mondo degli affari

e l’uso del denaro, concretizzazione del prana o energia universale e simbolo esteriore del

flusso e riflusso universale. Questi pensieri non sono che indicazioni, in quanto trattano di tendenze

cosmiche.

La terza forza è l’attrazione sessuale. È un impulso proveniente dal piano fisico e il ripresentarsi

di un’energia involutiva sul Sentiero del Ritorno. In senso cosmico essa si manifesta

come forza d’attrazione fra spirito e materia; in senso spirituale si manifesta come attività

dell’anima che cerca di attrarre il sé inferiore alla piena realizzazione. In senso fisico è

l’impulso che tende ad unire maschio e femmina ai fini della procreazione. Quando l’uomo

non era che un animale, ciò non comportava peccato. Quando a quest’impulso si aggiunse il

desiderio emotivo, s’insinuò il peccato e lo scopo venne pervertito in soddisfazione del desiderio.

Ora che il genere umano è più mentale e la forza della mente si fa sentire nel corpo umano,

si è venuta a creare una situazione ancora più grave che potrà essere risolta senza pericolo

solo quando l’anima avrà assunto il dominio del suo triplice strumento.

115

242 Come è dimostrato da questa regola, ora l’umanità si trova a un punto intermedio. L’uomo

è trascinato dal desiderio egoistico e dall’ambizione, poiché in tutti noi vi sono caratteristiche

di primo raggio. È tormentato dalla paura (la propria, le paure della famiglia, della nazione e

della razza intera) poiché tutti noi oscilliamo al ritmo del secondo raggio. È dominato dal sesso

e dal denaro, che è un’altra manifestazione dell’energia della materia. Il suo problema è

quindi triplice, ma dispone di quanto occorre per risolverlo, il suo triplice strumento e la triplice

potenza della sua anima divina. Possiamo vincere la nostra inerzia mentale e cominciare ad

agire come anime che dominano il loro ambiente. L’anima è onnisciente e onnipotente.

FLUSSO E RIFLUSSO CICLICO

Consideriamo ora le parole “Le acque si alzano e si abbassano”. Con la comprensione della

Legge dei Cicli perverremo alla conoscenza delle leggi fondamentali dell’evoluzione e ci renderemo

conto dell’opera ritmica della creazione. Studiando i nostri stessi impulsi acquisteremo

inoltre equilibrio, poiché anch’essi hanno il loro flusso e riflusso e si manifestano con periodi

alterni di luce e d’oscurità.

243 Assistiamo quotidianamene all’evento simbolico del sorgere della chiara luce del giorno

nella parte del mondo in cui viviamo per tornare poi alla riposante oscurità della notte.

L’abitudine di questo fenomeno ci fa perdere di vista il suo significato simbolico e ci fa dimenticare

che secondo la grande legge, l’alternarsi dei periodi di luce e oscurità, di immersione

ed emersione, di progresso verso l’illuminazione e di apparente ricaduta nell’oscurità, caratterizza

la crescita di tutte le forme, contraddistingue lo sviluppo di razze e nazioni e costituisce

il problema dell’aspirante che si è raffigurato un cammino sempre illuminato credendo

di aver lasciato dietro di sé ogni luogo oscuro.

In queste istruzioni non mi è possibile trattare del flusso e riflusso della vita divina che si

manifesta nei vari regni della natura e attraverso la crescita evolutiva dell’umanità, grazie

all’esperienza vissuta nelle razze, nelle nazioni e nelle famiglie. Cerco tuttavia di elaborare

l’esperienza ciclica di un’anima in incarnazione, che indica l’apparente flusso e riflusso del

suo sviluppo.

Il ciclo principale d’ogni anima è quello della sua incarnazione e del suo ritorno, o rifluire,

al centro da cui venne. La comprensione di questo flusso e riflusso dipende dal punto di vista

da cui si considera. Esotericamente le anime si possono distinguere come “anime che cercano

la luce dell’esperienza”, quindi volte verso l’espressione fisica, e come “anime che cercano la

luce della comprensione” e si ritraggono quindi dalla sfera dell’attività umana per aprirsi la

strada verso la coscienza dell’anima e “dimorare nella luce eterna”. Senza comprenderne il vero

significato, gli psicologi hanno notato questi cicli definendo certe persone estroverse e altre

introverse. Questi due tipi indicano il flusso e riflusso nell’esperienza individuale e sono la

minuscola corrispondenza dei grandi cicli dell’anima. L’entrare e uscire dall’esistenza incarnata

rappresentano i cicli maggiori d’ogni anima individuale e lo studio dei tipi di pralaya di

cui trattano La Dottrina Segreta ed Il Trattato del Fuoco Cosmico sarebbe veramente importante

per lo studente.

244 Vi è pure un flusso e riflusso nell’esperienza dell’anima su ogni piano, che nei primi stadi

di sviluppo perdura per molte vite, generalmente con manifestazioni nettamente opposte. Uno

studio del flusso e riflusso delle razze potrà meglio chiarire questo fatto. All’epoca dei Lemuri

il “flusso” o ciclo di manifestazione verso l’esterno si svolse sul piano fisico e il “riflusso” riportò

l’aspetto vita direttamente all’anima, senza un flusso e riflusso secondario sul piano astrale

o mentale.

Più tardi la marea si abbatté sulle spiagge del piano astrale, includendo in misura minore il

piano fisico. Il flusso volse l’attenzione alla vita emotiva e nel ritorno al centro non tenne alcun

conto della vita mentale. Ciò raggiunse la punta massima all’epoca degli Atlantidei e vale

ancor oggi per molti. Ora il flusso e riflusso e sempre più inclusivo e comprende anche

l’esperienza mentale, e la vita dell’anima trascina tutti e tre gli aspetti; l’energia dell’anima

che si incarna li include tutti e questa forza ciclica perdurerà per molte vite e serie di vite.

116

L’aspirante comincia a comprendere ciò che sta accadendo e si risveglia in lui il desiderio di

dominare coscientemente questo flusso e riflusso o, in parole più semplici, di volgere le forze

dell’energia che emana nella direzione da lui scelta o ritrarla al proprio centro a volontà. Egli

cerca di porre fine a questo processo che lo trascina in incarnazione senza un proposito cosciente

da parte sua e si rifiuta di vedere la marea della sua vita finire nelle sfere emotive o

mentali dell’esistenza, per poi ritrarsi di nuovo senza l’intervento della sua volontà cosciente.

Egli si trova al punto intermedio e desidera governare i propri cicli, il “flusso e riflusso”, a sua

scelta. Aspira a incamminarsi nei luoghi oscuri dell’esistenza incarnata secondo un proposito

cosciente e, con proposito altrettanto cosciente, cercare di ritrarsi al proprio centro. Diviene

quindi un aspirante.

245 Nella sua vita cominciano a ripetersi i cicli precedenti. Egli è assalito da un’improvvisa

stimolazione della natura fisica e trascinato con violenza da antichi desideri e passioni. Questo

periodo può essere seguito da un ciclo in cui il corpo fisico è conscio del fatto che l’energia vitale

lo abbandona e risulta indebolito perché non è oggetto di attenzione. Questa è la causa

principale delle malattie e della mancanza di vitalità di molti servitori a noi cari. Il medesimo

processo può verificarsi nel corpo emotivo, con l’alternarsi di periodi di esaltazione e di massima

aspirazione ad altri di profonda depressione e mancanza d’interesse. Il flusso può estendersi

al corpo mentale determinando un ciclo d’intensa attività mentale. Studio costante, profonda

riflessione e indagine, uno stimolo mentale costante saranno le caratteristiche della mente

dell’aspirante. A questo potrà seguire un ciclo di avversione a qualsiasi studio in cui la mente

sembrerà rimanere completamente incolta ed inerte. Pensare diventa uno sforzo e la mente è

assalita da un profondo senso di futilità. L’aspirante giunge alla conclusione che essere è molto

meglio che fare. Si chiede “Possono queste secche ossa vivere?” e non ha alcun desiderio di

vederle rivitalizzate.

Tutti i veri ricercatori della verità sono consci dell’instabilità di quest’esperienza, che spesso

considerano deplorevole, o come una condizione da combattere strenuamente. Ma quello è

il momento di rendersi conto che “quel punto intermedio né secco né umido, deve provvedere

il posto dove poggiare i suoi piedi.”

È un modo simbolico per dire che egli deve rendersi conto di due cose:

l. Che gli stati d’animo non hanno alcuna importanza, né corrispondono allo stato

dell’anima. L’aspirante deve accentrarsi nella coscienza dell’anima, rifiutare di lasciarsi influenzare

dalle condizioni alterne cui sembra essere soggetto; deve semplicemente “stare

nell’essere spirituale” e “avendo fatto tutto, rimanere fermo in quello stato.”

2. Che l’equilibrio può essere raggiunto solo quando l’alternarsi sia divenuto consuetudine

e che il flusso e riflusso ciclico continuerà fintanto che l’attenzione dell’anima oscillerà fra

uno degli aspetti della forma e il vero uomo spirituale.

246 L’ideale è di giungere al dominio cosciente che consente all’uomo di focalizzarsi, a

volontà, nella coscienza dell’anima o nell’aspetto forma, in modo che la concentrazione

dell’attenzione avvenga per uno scopo riconosciuto e specifico che richiede tale focalizzazione.

Quando l’aspirante comprenderà il significato delle parole del grande Istruttore cristiano,

sarà in grado di dire che “nel corpo o fuori dal corpo” non ha alcuna importanza. L’atto di servizio

da compiere determinerà il punto in cui il sé si concentra e sarà sempre il medesimo sé,

sia se temporaneamente liberato dalla coscienza della forma che se immerso nella forma per

poter operare nei diversi aspetti del tutto divino. L’uomo spirituale cerca di promuovere il Piano

e di identificarsi con la mente divina nella natura. Ritirandosi nel punto intermedio, egli

tenta di rendersi conto della propria divinità e, fatto questo, si focalizza nella sua forma mentale

che lo mette in rapporto con la Mente universale. Egli sopporta la limitazione per potere in

tal modo conoscere e servire. Egli cerca di giungere al cuore degli uomini e portar loro “ispirazione”

dal profondo del cuore dell’essere spirituale. Egli afferma di nuovo la realtà della

propria divinità e, identificandosi temporaneamente con il suo corpo dì percezione sensoria,

del sentimento e dell’emozione, egli si unifica con l’apparato sensibile della manifestazione

divina, che porta l’amore di Dio a tutte le forme del piano fisico.

117

247 Di nuovo egli cerca di contribuire a materializzare il Piano divino sul piano fisico. Egli sa

che tutte le forme sono il prodotto dell’energia correttamente usata e diretta. Pienamente cosciente

di essere Figlio di Dio e comprendendo mentalmente il profondo significato di quel

termine, egli focalizza le sue forze nel corpo vitale divenendo un centro focale per la trasmissione

dell’energia divina e quindi un costruttore in unione con le energie costruttrici del Cosmo.

Egli porta nel corpo eterico l’energia del pensiero illuminato e del desiderio santificato,

operando in tal modo con dedizione intelligente.

Chiedete di chiarire meglio la definizione del punto “intermedio”.

Per colui che si trova sul Sentiero della Prova è il piano emotivo, il Kurukshetra o piano

dell’illusione, dove terra (la natura fisica) e acqua (la natura emotiva) s’incontrano.

Per il discepolo è il piano mentale dove forma e anima vengono in contatto rendendo possibile

la grande transizione. Per il discepolo avanzato e l’iniziato, il punto intermedio è il corpo

causale, il Karana Sarira, il corpo spirituale dell’anima, intermediario fra Spirito e materia, tra

Vita e forma, fra Monade e personalità.

Tutto ciò può essere espresso e compreso anche dal punto di vista dei centri.

Come tutti gli studenti sanno, nella testa vi sono due centri. L’uno si trova fra le sopracciglia

e la sua manifestazione oggettiva è il corpo pituitario. L’altro si trova nella zona al sommo

del capo e la ghiandola pineale ne è l’aspetto concreto. La coscienza del mistico puro è centrata

al sommo della testa, quasi completamente nel corpo eterico. La coscienza dell’uomo di

mondo avanzato è centrata nella regione pituitaria. Quando, grazie allo sviluppo occulto e alla

conoscenza esoterica, si stabilisce un rapporto fra personalità e anima, viene a crearsi un punto

intermedio al centro della testa, nel campo magnetico detto “luce nella testa”, ed è qui che si

stabilisce l’aspirante. È un punto d’importanza vitale. Non è né terra o fisico, né acqua o emotivo.

Potrebbe essere considerato il corpo eterico o vitale che è divenuto il campo di servizio

cosciente, del dominio guidato, dell’uso della forza a fini specifici.

248 Il mago si stabilisce in quel punto e, per mezzo della sua forza o corpo energetico, compie

l’opera magica di creazione.

Una frase di questa regola può apparire oscura, ma potremo comprenderla con maggior

chiarezza studiandone attentamente le parole. Alla fine della regola si dice che quando “acqua,

terra e aria si uniscono”, quella è la condizione in cui l’opera magica può compiersi. Stranamente,

si omette l’idea di luogo tenendo conto soltanto dell’equazione tempo.

L’aria è il simbolo del veicolo buddhico, del piano dell’amore spirituale, e l’incontro dei tre

elementi suaccennati (nel loro aspetto d’energia) indica una focalizzazione nella coscienza

dell’anima e l’accentrarsi dell’uomo nel corpo spirituale. Da quel punto di potere, esterno alla

forma, dalla sfera centrale di unificazione e dal punto focalizzato in quella sfera di coscienza,

l’uomo spirituale proietta la propria coscienza nel punto intermedio, entro la cavità cerebrale,

dove deve compiersi l’opera magica in relazione al piano fisico. Questa capacità di proiettare

la coscienza dal piano di realizzazione dell’anima a quello dell’opera magica creativa sui sottopiani

eterici matura progressivamente a mano a mano che lo studente, nel suo lavoro di meditazione,

sviluppa l’abilità di focalizzare l’attenzione su uno dei centri del corpo. Questo avviene

per mezzo dei centri di forza del corpo eterico. Gradatamente egli acquista quella plasticità

e quella fluidità che lo metteranno in grado di servirsi dei centri nello stesso modo in cui

un musicista utilizza le sette note musicali. Giunto a questo punto egli può cominciare a esercitarsi

a estendere la sua focalizzazione e deve imparare a ritirare la propria coscienza non soltanto

nel cervello, ma anche nell’anima sul suo piano, e da lì ri-dirigere le sue energie al compimento

dell’opera magica dell’anima.

249 Il segreto fondamentale dei cicli risiede in questo ritiro e nel conseguente rifocalizzarsi

dell’attenzione; a questo proposito si ricordi che la legge fondamentale alla base di tutta

l’opera magica è che “l’energia segue il pensiero”. Se gli aspiranti lo tenessero presente, supererebbero

più facilmente i periodi di aridità, coscienti del proposito sottostante.

Mi si potrebbe chiedere quali siano i pericoli di questo punto intermedio.

Vi sono i pericoli connessi a fluttuazioni troppo violente fra terra e acqua, o fra reazione

emotiva alla vita e la verità o vita sul piano fisico. Alcuni aspiranti sono troppo emotivi nelle

118

loro reazioni, altri troppo materialistici. L’effetto di tutto ciò è risentito nel punto intermedio e

produce una violenta instabilità. Questa ha un effetto diretto sul centro del plesso solare, che

fu il “punto intermedio” all’inizio dell’epoca degli Atlantidei e lo è tuttora nei processi di trasmutazione

della personalità che aspira. Esso trasmuta e trasmette le energie del centro sacrale

e del centro alla base della spina dorsale ed è il centro di trasformazione di tutte le energie focalizzate

nei centri sotto il diaframma.

Altri pericoli dipendono da un afflusso prematuro e incontrollato d’energia spirituale pura

al meccanismo della personalità. Questa forza vitale spirituale entra dall’apertura cranica e affluisce

nei centri della testa, seguendo poi la linea di minor resistenza, determinata dalla tendenza

quotidiana della vita di pensiero dell’aspirante.

Un altro pericolo, piuttosto potente, risulta letteralmente dall’incontro della terra e

dell’acqua. Esso si manifesta con l’afflusso nella coscienza cerebrale (aspetto terra) della conoscenza

del piano astrale. Uno dei primi effetti di cui l’aspirante si rende conto è la tendenza

allo psichismo inferiore. È una reazione del centro del plesso solare.

250 Ma questo punto intermedio può essere utilizzato come “trampolino” per gettarsi nel

mondo dei fenomeni astrali, ciò che si risolve nella “morte per annegamento”, poiché la vita

spirituale dell’aspirante può essere travolta e completamente sommersa dall’interesse per le

esperienze psichiche inferiori. È proprio qui che molti validi aspiranti si smarriscono, anche se

alle volte solo temporaneamente, ma i tempi sono critici ed è deplorevole sprecare del tempo

in futili esperimenti e dover poi rintracciare il sentiero scelto.

Un indizio per penetrare nel significato di queste parole si trova nel riconoscimento del seguente

fatto occulto. Il punto in cui acqua e terra s’incontrano è il centro del plesso solare. Il

punto in cui acqua, terra e aria s’incontrano è nella testa. La terra è simbolo della vita del piano

fisico e della forma exoterica. L’acqua è simbolo della natura emotiva. Normalmente la vita

è governata e amministrata dal grande centro della vita della personalità, il plesso solare. Se il

centro che dirige è sotto il diaframma, nessuna magia è possibile, poiché l’anima animale governa

e l’anima spirituale è forzatamente quiescente. L’aria è il simbolo della vita superiore

nella quale domina il principio Cristico, nella quale si sperimenta la liberazione e l’anima perviene

alla piena espressione. È il simbolo del piano buddhico, come l’acqua lo è di quello emotivo.

Quando la vita della personalità è elevata al cielo e la vita dell’anima scende sulla terra,

vi è un punto in cui esse s’incontrano e in quel punto l’opera magica trascendentale è possibile.

Questo punto d’incontro è il luogo del fuoco, il piano della mente. Il fuoco è simbolo

dell’intelletto e tutta l’opera magica è un processo intelligente, effettuato con la forza

dell’anima e usando la mente. Per percepirlo sul piano fisico è necessario un cervello ricettivo

agli impulsi superiori, suscettibile alle impressioni dell’anima che utilizza la “chitta” o sostanza

mentale per creare le necessarie forme pensiero e in tal modo esprimere le idee e i propositi

dell’anima intelligente e amorevole.

251 Queste vengono riconosciute dal cervello e fotografate sulle “arie vitali” che si trovano

nella cavità cerebrale. Quando queste arie vitali possono essere percepite dal mago in meditazione

e le forme pensiero impresse su questo riflesso in miniatura della luce astrale, allora la

vera potenza nell’opera magica può cominciare a farsi sentire. Il cervello ha “udito” occultamente

le ingiunzioni e istruzioni della mente che trasmette gli ordini dell’anima. Le arie vitali

sono spinte all’attività di costruire forme, proprio come la loro corrispondenza superiore, le

modificazioni del principio pensante, la sostanza mentale” (com’è chiamata da Patanjali), sono

spinte ad un’analoga attività di costruire forme. Queste forme possono essere viste interiormente

dall’uomo che cerca di compiere il lavoro magico e gran parte del suo successo dipende

dalla sua capacità di registrare esattamente le impressioni e di vedere con chiarezza le

forme del processo magico che egli cerca di manifestare come opera magica nel mondo esteriore.

Si potrebbe dunque dire che nel processo di costruire forme vi sono tre stadi. Nel primo

stadio l’anima o uomo spirituale, accentrato nella coscienza dell’anima e operante nel “segreto

luogo dell’Altissimo”, visualizza il lavoro da compiere. Ciò non consiste in una successione di

119

atti, ma dell’opera magica completata e finita che è visualizzata secondo un processo che non

comporta in alcun modo i concetti di spazio o tempo. Nel secondo stadio la mente risponde

all’anima (che richiama l’attenzione sul lavoro da compiere) ed è spinta all’attività di costruire

forme pensiero da quest’impressione. Dalla lucidità e illuminazione della sostanza mentale dipende

la qualità della risposta all’impressione. Se la mente è un vero riflettore e ricevitore

dell’impressione mentale, la forma pensiero corrispondente sarà fedele al suo prototipo. Se

non lo è (come accade spesso nei primi stadi), la forma pensiero creata sarà deformata e non

corretta, squilibrata e “disegnata male”.

252 Il lavoro d’accurata ricezione ed esatta costruzione è appreso con la meditazione ed ecco la

ragione per cui in tutte le vere scuole esoteriche si insiste sul potere di focalizzare la mente,

sulla capacità di visualizzare e di costruire forme pensiero e sulla chiara comprensione

dell’intento egoico. Ecco anche perché è necessario che il mago cominci il lavoro pratico di

magia su se stesso, come soggetto dei suoi esperimenti. Egli comincia ad afferrare la visione

dell’uomo spirituale, quale egli è in essenza. Si rende conto delle virtù e reazioni che

quell’uomo spirituale porterebbe in evidenza sul piano fisico e quali saranno le sue reazioni

agli avvenimenti. Egli costruisce una forma pensiero di se stesso, quale uomo ideale, quale vero

servitore, il maestro perfetto. Gradatamente coordina le proprie forze cosicché il potere

d’essere tutto ciò nella realtà esteriore cominci a prendere forma e tutti possano vederlo. Nella

sua mente crea un modello, quanto più possibile fedele al prototipo, che serve a plasmare

l’uomo inferiore e ad imporre la riproduzione dell’ideale. Mentre perfeziona la sua tecnica

scopre che un potere che trasmuta e trasforma opera sulle energie che costituiscono la sua natura

inferiore, fintanto che tutto viene subordinato ed egli diviene, nella manifestazione pratica,

ciò che è esotericamene ed essenzialmente. Quando ciò avviene, egli comincia ad interessarsi

al lavoro magico a cui tutte le anime risvegliate sono chiamate a partecipare.

Può allora manifestarsi il terzo aspetto del processo di costruzione delle forme. Il cervello è

sincronizzato con la mente, la mente lo è con l’anima e il piano viene percepito. Le arie vitali

nella testa possono essere modificate e rispondere alla forza dell’opera magica di costruzione.

Esiste a questo punto una forma pensiero, risultato delle due attività precedenti, che si trova

dove si svolge l’attività del cervello e diviene un centro di focalizzazione per l’anima, un punto

tramite cui l’energia può fluire per l’esecuzione dell’opera magica.

253 Tale opera magica, effettuata sotto la direzione dell’anima (che ispira la mente, la quale a

sua volta impressiona il cervello), come risultato di questa triplice attività coordinata conduce

alla creazione di un centro di focalizzazione, o forma, nella testa del mago. L’energia che fluisce

attraverso questo punto focale agisce tramite tre strumenti di distribuzione, quindi tutti e

tre partecipano in ogni lavoro magico.

l. L’occhio destro, attraverso il quale l’energia vitale dello spirito può esprimersi.

2. Il centro della gola, attraverso il quale si esprime la Parola, il secondo aspetto o anima.

3. Le mani, mediante le quali opera l’energia creativa del terzo aspetto.

Il mago bianco” lavora “con l’occhio aperto, la voce che proclama e afferma e le mani che

offrono e porgono doni.”

Questi punti hanno interesse tecnico per l’operatore di magia sperimentato, ma per

l’aspirante cui sono rivolte queste lettere avranno soltanto un interesse simbolico.

Che la visione interiore sia nostra, che l’occhio veda chiaramente la gloria del Signore, che

la voce parli solo per benedire e le mani siano usate solo per aiutare, questa possa essere la

preghiera di ciascuno di noi.

120

REGOLA NUMERO NOVE

255

Segue la condensazione. Fuoco e acqua s’incontrano. La forma si gonfia e cresce. Che il

mago ponga la forma sul giusto sentiero.

Necessità di purezza

Forme fondamentali

*****

121

REGOLA NUMERO NOVE

NECESSITÀ DI PUREZZA

257 Nel Trattato del Fuoco Cosmico questa regola si trova a pagina 1017, accompagnata da un

commento molto breve:

Questa regola è brevemente riassunta nell’ingiunzione: Che desiderio e mente siano così

puri ed equamente ripartiti e la forma creata così esattamente equilibrata, che nulla possa attrarla

verso il sentiero distruttivo della ‘mano sinistra’. ”

L’estrema semplicità di questa regola nella coscienza di colui che sa e la sua estrema complessità

per il lettore casuale sono la ragione della brevità del commento. Esso si limita a darne

i significati più semplici e più pratici, ma possiamo forse accennare ad alcuni significati più

profondi.

È interessante notare come, mentre si progredisce sul Sentiero, le forme usate per impartire

la verità diventino sempre più semplici, mentre il significato diventa sempre più ampio e inclusivo,

risultando quindi sempre più complesso all’analisi. Si ricorre infine ai simboli e il

piano cosmico è compreso grazie alla presentazione di forme geometriche all’occhio interiore

dell’aspirante.

Il punto sul quale s’insiste maggiormente in questa regola è la purezza che, in ultima analisi,

dipende largamente dal movente. Se l’incentivo all’azione nei tre mondi scaturisce da un

desiderio personale e se l’azione è compiuta applicando la mente, la sua caratteristica è

l’impurità.

258 Se l’impulso emana da Colui che dimora nella forma, egli governa l’azione subordinandola

al fine predisposto e la sua caratteristica è purezza entro i limiti del gruppo; la purezza assoluta

esiste infatti soltanto quando sia raggiunta la completa libertà da ogni dominio. L’anima ha

coscienza di gruppo e sotto il suo dominio e, fintanto che il corpo causale non sia stato superato

e non sia raggiunta la liberazione dal suo dominio, il vero significato di purezza non sarà

compreso. Basti dire che esiste una stretta connessione fra impurità e limitazione qualunque

essa sia, fisica, emotiva e mentale.

Dall’aspirante non si pretende la purezza assoluta. Fra gli appartenenti ai gruppi esoterici

del mondo, nessuno è finora pervenuto alla quinta iniziazione, quando il significato giunge alla

coscienza in un lampo della più intensa realizzazione. Per la maggioranza, l’obiettivo da

raggiungere è la purezza fisica ed emotiva, quindi principalmente la liberazione dal dominio

del desiderio di natura emotiva. Ecco perché in molti libri d’esoterismo troviamo la ingiunzione,

seppure così malamente espressa, “uccidi il desiderio”. Una versione più appropriata per il

presente immediato potrebbe essere “riorientare il desiderio” o “ridirigere il desiderio”, poiché

un costante processo di riorientamento di tutta la natura del desiderio, in modo da farne uno

stato abituale della mente, è la chiave d’ogni processo di trasmutazione e di un efficace lavoro

magico. Progredendo lungo il sentiero, i processi di pensiero dell’aspirante diventano più potenti

e le forme pensiero, create con un preciso scopo durante la meditazione, diventano più efficaci

nel produrre risultati. È quindi evidente che nell’opera magica (che deve sempre compiersi

sul piano fisico) esisterà sempre la tendenza verso il “sentiero della mano sinistra”, fintanto

che la coscienza dell’anima non sia stabilita in modo permanente e la purezza di movente

non sia divenuta un abito mentale.

259 Ricordo a tutti voi che leggete che lo stabilire e stabilizzare abitudini corrette è uno dei

principali requisiti essenziali dell’aspirante al discepolato. Coloro che operano nel campo

dell’evoluzione planeta ria cercano strumenti affidabili e questo fatto non sarà mai abbastanza

ripetuto, perché deve imprimersi nelle vostre menti. Coloro che cercano aiutanti, in caso di

emergenza non possono fare assegna mento su individui soggetti a eccessiva instabilità emotiva

o che mancano di dominio fisico. Individui con la mente annebbiata o incapaci di mantenerla

ferma nella luce”, non sono adatti a lavorare nelle sfere elevate dello sforzo mondiale.

Questa osservazione non deve far desistere nessun membro di questi gruppi dal procedere,

122

poiché il riconoscimento di un difetto è il primo passo per superarlo. Questi gruppi sono in fase

di formazione e lo si deve tener presente, altrimenti ci si può sentire scoraggiati di fronte

all’enunciazione di un ideale. Oggi il bisogno del mondo e l’opportunità vanno di pari passo. I

Grandi Esseri, che formano una muraglia fra l’umanità e il Karma planetario, in questo momento

si dice siano sottoposti a forte pressione e vi assicuro che questo è un modo assai blando

di presentare la situazione. Fin dalla metà del periodo atlantideo, i pensieri degli uomini

sono stati costantemente attratti verso il sentiero distruttivo o della mano sinistra, poiché

l’egoismo è sempre stato il movente e l’interesse individuale il fattore predominante. Parte

dell’opera di Cristo, quando venne 2000 anni fa, fu di controbilanciare questa tendenza inculcando,

con l’esempio e i precetti, l’altruismo e lo spirito di sacrificio; il martirio (anche se

spesso tinto di isterismo e interesse personale per i premi celesti) fu uno dei risultati di questo

tentativo. Dal punto di vista della Gerarchia, lo sforzo ha avuto successo, poiché lo spirito cristiano

sprona al ri-orientamento verso le cose celesti, quindi alla purezza di movente e

all’attitudine a servire; quest’ultima nota fondamentale è nuova dal punto di vista delle epoche

passate.

260 Nonostante ciò, la tendenza all’interesse egoistico è tuttora il fattore più potente, che

determina quindi la situazione critica esistente fra la Gerarchia della Luce e la gerarchia che

governa il sentiero della mano sinistra, ossia il sentiero sul quale forma e desiderio hanno il

predominio.

Nondimeno, non scoraggiatevi, poiché il pensiero spirituale, che si risolve in opera magica,

di un fratello mosso da intento puro, e di gran lunga più potente di quello di molti fratelli che

seguono le tendenze della personalità. Sebbene ogni vero aspirante che scorga la vastità del

Piano e osservi le forze schierate contro di lui possa sentirsi sopraffatto dal senso di futilità del

suo sforzo e dalla piccolezza della parte che compie, non dimentichi tuttavia che esiste un

gruppo, sempre più numeroso, di individui simili a lui e che si tratta di uno sforzo di gruppo.

Secondo la legge, i Grandi Esseri operano attraverso i loro discepoli sparsi in tutti i paesi e mai

prima d’ora così tanti hanno cercato di rendersi idonei a questa funzione di “Trasmettitori del

Proposito” e, mai prima d’ora è esistita un’integrità interiore così forte, un tale rapporto soggettivo

fra collaboratori appartenenti a: tutti i campi in tutte le parti del mondo. Per la prima

volta nella storia i Maestri dispongono di un gruppo coerente che possono usare. Finora si trovavano

solo lavoratori isolati e solitari o piccoli gruppi staccati, ciò che ha grandemente intralciato

il lavoro.

261 Ora tutto è cambiato.

Esorto tutti voi a rendervi conto di questo fatto, a convalidare questo gruppo e a sviluppare

il potere di riconoscere questi collaboratori ovunque si trovino, qualunque sia la organizzazione

alla quale appartengono, e di collaborare con loro quando li avrete riconosciuti. Non è cosa

facile e presuppone:

1. Sensibilità interiore al Piano.

2. Capacità di riconoscere i principi che governano la condotta e l’amministrazione.

3. Capacità di trascurare gli elementi non essenziali dando importanza a quelli essenziali.

4. Dimenticare ambizione e interessi personali per promuovere gli ideali di gruppo.

5. Mantenere costantemente il contatto interiore per mezzo della meditazione, trascurando

le reazioni della personalità e non dando loro importanza.

Questi sono requisiti essenziali e fondamentali, ai quali i collaboratori e gli studenti di tutti

i gruppi dovrebbero prestare attenzione.

Sarebbe utile che ogni giorno, alle cinque del pomeriggio, con un atto di volontà tutti gli

studenti si collegassero con questo gruppo di servitori, mistici e fratelli che si sta rapidamente

integrando. A tal fine sarà bene imparare a memoria la seguente breve dedica, che verrà recitata

mentalmente a quell’ora, con attenzione focalizzata nella testa:

Possa il Potere della Vita Unica fluire tramite il gruppo di tutti i veri servitori.

Possa l’Amore dell’Anima Una caratterizzare la vita di tutti coloro che cercano di aiutare i

Grandi Esseri.

123

Possa io compiere la mia parte nel Lavoro Unico, dimentico di me stesso, con innocuità e

giusta parola.”

Si innalzi poi il pensiero dal gruppo di servitori mondiali che si sta rapidamente formando

ai Grandi Esseri che vegliano sull’evoluzione del nostro mondo.

Questo può esser fatto in pochi secondi ovunque ci si trovi e in qualsiasi compagnia; non

contribuirà soltanto all’opera magica delle forze della luce, ma servirà anche a rendere stabile

l’individuo, ad accrescere la sua coscienza di gruppo e ad insegnarli il processo di svolgere

delle attività soggettive interiori pur continuando quelle exoteriche esteriori e nonostante esse.

FORME FONDAMENTALI

262 La semplicità di questa regola è tale che l’intero processo d’evoluzione creativa può essere

riassunto in poche parole. Sul piano mentale un’idea prende forma. Sul piano del desiderio

l’energia senziente pervade quella forma. Seguendo il processo evolutivo, la forma “si gonfia

e cresce”. Imprimendo la giusta direzione alla forma e mantenendola nella direzione voluta, il

proposito del pensatore si compie.

Tutta la vita è vibrazione e il risultato della vibrazione è la forma, densa o sottile, che diviene

sempre più eterea man mano che si ascende. Con il progredire della vita che pulsa, la

frequenza di vibrazione cambia e in tale mutamento di vibrazione si cela il segreto della distruzione

o costruzione delle forme. In questa era della quarta ronda le forme sono di quattro

specie.

1. La forma della personalità, il veicolo di materia fisica, astrale e mentale che fornisce i

mezzi di contatto nei tre mondi. Viene ricostruita in ogni vita e la nota fondamentale della vibrazione

viene stabilita nella vita precedente. Questa forma si rivela adeguata all’uomo comune

e gli serve fino alla morte. L’uomo che s’incammina sul sentiero occulto, comincia con il

veicolo di cui dispone, ma durante l’incarnazione si costruisce da sé nuovi veicoli sempre migliori

e quanto più è progredito, tanto più cosciente è il suo lavoro. Da ciò deriva la costante

agitazione e spesso la salute malferma del principiante nella vita occulta. Egli percepisce la

legge, si rende conto della necessità di elevare il proprio tono e all’inizio commette spesso degli

errori. Comincia a costruire a nuovo il corpo fisico con la dieta e la disciplina, invece di lavorare

dall’interno verso l’esterno. Con l’attenta disciplina della mente, usando la materia del

pensiero e con la trasmutazione dell’emozione si ottengono i risultati sul piano fisico. A ciò si

aggiunga la purezza fisica in fatto d’alimentazione e modo di vivere e in sette anni l’uomo si

sarà costruito tre nuovi corpi attorno agli atomi permanenti.

263 2. La forma dell’ambiente. Questa è in effetti il processo evolutivo dell’anima gruppo

involutiva. Si ricollega ai nostri contatti non solo esteriori, ma anche dei piani interiori. Dalla

similarità di vibrazione deriva la coerenza. Perciò, quando un uomo eleva la propria vibrazione

e si ricostruisce completamente a nuovo, alterando di conseguenza il proprio tono, ne risulta

una dissonanza nel suo ambiente con conseguente disarmonia. È quindi inevitabile che, secondo

la legge, per colui che cerca di penetrare i Misteri e di applicare la legge sopraggiunga

un periodo di solitudine e di afflizione, in cui nessuno può aiutarlo e l’isolamento è la sua sorte.

In maggiore o minor misura questo capita a tutti, ma il totale isolamento è una caratteristica

specifica dell’arhat (o iniziato di quarto grado). Egli si trova a mezza via fra la vita nei tre

mondi e quella nel mondo degli adepti. Prima dell’iniziazione, la sua vibrazione non si sincronizza

con nessuno dei due gruppi e, per legge, egli è solo. Ma soltanto temporaneamente.

Quando l’ambiente soddisfa, allora è il caso di preoccuparsi; è indice di ristagno.

L’applicazione della legge produce una totale separazione.

3. La forma del devoto. Sì, è proprio la parola giusta, poiché esprime un’idea astratta. Ogni

persona, a qualsiasi stadio si trovi, ha una sua devozione, che è la sua ragione di vita e alla

quale, con ignoranza, conoscenza o saggezza applica quel tanto della legge che può capire.

Può trattarsi di devozione meramente fisica, accentrata nella carne, nella sete d’oro, nei possessi

concreti. Tutte le sue energie sono volte alla ricerca della soddisfazione di questa forma

concreta, e così facendo impara. Le mire del devoto possono essere puramente astrali: amore

124

per il coniuge, il figlio o la famiglia, orgoglio razziale, amore della popolarità o qualsiasi altra

brama; il devoto vi dedica tutta la sua energia, usando il corpo fisico per appagare il desiderio

dell’astrale.

264 La forma della devozione può essere più elevata; amore dell’arte, della scienza o della

filosofia, la vita religiosa, scientifica o artistica; a tali scopi il devoto consacra tutta la sua energia

fisica, astrale e mentale, ma la forma è sempre quella della devozione. La vibrazione è

sempre confrontata con la meta, la raggiunge, la supera e si disintegra. La sofferenza è sempre

associata alla distruzione della forma e al cambiamento di tonalità. Molte vite, per migliaia di

anni, sono vissute nelle vibrazioni inferiori. Con il progredire dell’evoluzione, lo sviluppo diviene

più rapido e la tonalità cambia a ogni vita, mentre negli stadi iniziali la tonalità o nota

può risuonare immutata per molte vite consecutive. Il Sentiero della Prova dell’uomo che si

avvicina al Sentiero è cosparso di molte forme infrante e, passando da un ciclo minore

all’altro, egli cambia il tono e spesso, in una sola esistenza, la sua vibrazione si eleva più volte.

La vita di tutti gli aspiranti, se progrediscono con la dovuta rapidità, è quindi caratterizzata da

movimento costante, da continui cambiamenti e differenziazioni, dal succedersi di costruzione

e distruzione, dalla formulazione di progetti e dalla loro dissoluzione. È una vita di sofferenza

continua e di frequenti urti con le circostanze ambientali, di numerose amicizie che si formano

e si sciolgono, di incessante mutamento con l’angoscia che ne deriva. Gli ideali vengono trascesi

in quanto tappe su un cammino verso altri più elevati; balenano visioni, ma solo per essere

sostituite da altre; sogni sono carezzati, realizzati e poi messi da parte; si fanno amici che

vengono amati ma lasciati indietro a seguire da lontano e con passo più lento le orme

dell’aspirante che avanza con ritmo più rapido; e nel frattempo si costruisce la quarta forma.

4. La forma del corpo causale. È il veicolo della coscienza superiore, il Tempio del Dio che

dimora nell’uomo, ed esso appare di una bellezza così rara e di una stabilità così certa, che

quando subentra la distruzione finale anche di questo capolavoro di molte vite, amaro è il calice

da vuotare e l’unità di coscienza sembra indicibilmente orbata. Conscio allora soltanto

dell’innato Spirito divino, conscio soltanto della Verità della Paternità divina, rendendosi conto

fin nel più profondo del suo essere della natura effimera della forma e di tutte le forme, solo

nel vortice dei riti iniziatici, privato di tutto ciò che può averlo sostenuto (amico, Maestro, dottrina

o ambiente) l’iniziato può ben esclamare:

265 “Io sono quello che sono e nulla vi è all’infuori di me.” Ben può, in senso figurato, porre la

mano in quella del Padre che è nei Cieli, stendendo l’altra a benedire il mondo degli uomini,

poiché soltanto le mani che hanno lasciato cadere tutto ciò che esiste nei tre mondi sono libere

di elargire la benedizione finale all’umanità che lotta. Egli si costruisce allora una forma secondo

i suoi desideri, una nuova forma non più soggetta a distruzione, ma adeguata alle sue

necessità, che può essere scartata o usata secondo le circostanze.

Di questi tempi sarà opportuno riflettere sul soggetto della forma, poiché con l’arrivo di un

nuovo raggio e l’inizio di una nuova era sopraggiunge sempre un periodo di grande disgregamento,

fintanto che le forme esistenti non si siano adattate alla nuova vibrazione. In questa fase

d’adattamento, chi ha coltivato flessibilità e adattabilità o le possiede come caratteristica del

raggio della sua personalità progredirà con minor senso di disgregamento di chi è più cristallizzato

e rigido.

Soprattutto ora si dovrebbe mirare alla flessibilità e alla rispondenza della forma, poiché

quando Colui che adoriamo verrà, pensate forse che la sua vibrazione non causerà distruzione

ove vi sia cristallizzazione? Fu così in passato, e lo sarà di nuovo.

Coltivate la risponsività ai Grandi Esseri, mirate all’espansione mentale e continuate a studiare.

Pensate per quanto possibile in termini astratti o numerici e, amando tutti, lavorate per

ottenere la plasticità del corpo astrale. Dall’amore di tutto ciò che respira deriva la capacità di

vibrare all’unisono con l’universo e dalla flessibilità astrale nascerà la rispondenza alla vibrazione

del Grande Signore.

266 Questa descrizione del procedimento e delle forme è ugualmente vera, sia che si tratti di

Dio e della sua opera cosmica di creazione, dell’anima che costruisce il suo strumento

d’espressione, inconsciamente nei primi stadi o coscientemente in quelli più avanzati, del di125

scepolo che cerca di esprimere la sua comprensione del lavoro per mezzo del gruppo e organizzando

la propria vita, e dell’uomo perfetto che impara, con l’esperienza, ad accentrare le

proprie forze sul piano mentale e da quel punto portare a termine il suo proposito generando e

producendo le forme pensiero atte a plasmare le menti degli uomini e ad incorporare in sé

quell’aspetto della Mente Universale necessario alla giusta realizzazione del frammento di

Piano previsto per quell’epoca e per quella generazione.

Tutte le diverse applicazioni di questa regola potrebbero essere chiarite e ampliate, ma

dobbiamo tenere ben presente il nostro problema. Siamo anime coscienti o stiamo divenendo

coscienti. Con il lavoro di meditazione e l’applicazione allo studio cominciamo a operare sui

livelli mentali. Creiamo continuamente delle forme, le pervadiamo d’energia e le inviamo ad

adempiere la loro funzione, secondo il proposito soggettivo da noi compreso.

Quest’ultima parola esprime il concetto più importante. La chiarezza della nostra visione e

la profondità della nostra comprensione determineranno l’adeguatezza della forma creata, e

anche la forza della vita che le permetterà di compiere la funzione prestabilita.

Fino a questo momento, la maggioranza degli aspiranti ha manifestato i risultati di un pensiero

limitato e debole, ma ha dimostrato rapidità nell’azione. Gli studenti ora dovrebbero prefiggersi

di giungere alla capacità di concentrare rapidamente il pensiero e all’azione lenta.

Questa azione lenta darà tuttavia potenti risultati; non vi saranno spreco di movimenti, reazioni

ritardate, né tendenza all’esitazione. L’attenzione del pensatore essendo focalizzata sul piano

mentale, il progresso del pensiero manifestato sarà certo e inevitabile. Quando l’idea è chiaramente

afferrata, l’attenzione focalizzata con precisione e l’energia o aspetto vita, costantemente

applicato, ne risulta apparizione irresistibile e azione potente sul piano fisico.

267 Questo pensiero deve essere tenuto presente se si vogliono evitare i pericoli del sentiero

della mano sinistra. Farò alcune brevi e schematiche affermazioni che permetteranno una

comprensione più veritiera delle parole “sentiero della mano sinistra”. Qui trattiamo principalmente

delle forme pensiero create dall’uomo.

l. Il sentiero della mano sinistra si riferisce all’aspetto materia e la vita immessa nella

forma serve unicamente a vitalizzare gli atomi nella sostanza. Manca la potenza

dell’aspetto amore, usato dall’anima.

2. La forma creata è costituita di materia mentale, materia astrale e sostanza fisica. Manca

il contributo dell’anima. Il suo proposito è in accordo con lo sviluppo della forma, ma

non con l’espressione dell’anima.

3. Il sentiero della mano sinistra è perciò il sentiero del progresso per la sostanza o materia.

Non è il sentiero del progresso dell’aspetto anima. È la “via dello Spirito Santo”,

ma non la via del Figlio di Dio. Esprimo tale verità con queste parole, poiché serve in

modo peculiare a fare una chiara distinzione pur preservando l’integrità della sostanza-

materia e la loro Unità entro la Vita Una.

4. Tutte le forme create, a qualsiasi stadio esse siano, o appartengono al sentiero della

mano sinistra oppure lo includono, però vanno oltre e proseguono su quello della mano

destra. Questa frase offre argomento di riflessione e il suo significato non è facile da

afferrare. Si tenga presente che tutte le forme, sia che seguano il sentiero della mano

destra che quello della mano sinistra, fino ad un certo punto sono simili; passano attraverso

i medesimi stadi progressivi e per un certo periodo della loro carriera sembrano

uniformi e simili. La distinzione diviene evidente solo quando appare il proposito che

le anima ed ecco perché l’aspirante deve esercitarsi a coltivare il giusto movente per

prepararsi a un vero lavoro occulto.

268 Si potrebbe chiedere, cosa s’intende per lavoro occulto? Il vero lavoro occulto comporta:

1. Possibilità di contatto con il Piano.

2. Sincero desiderio di cooperare al compimento del Piano.

3. Lavoro di costruzione di forme pensiero, e concentrazione dell’attenzione del creatore di

queste esclusivamente sul piano mentale. Questo è di natura così potente che le forme pensiero

create hanno un proprio ciclo di vita e non mancano mai di manifestarsi e compiere

la loro opera.

126

4. Dirigere la forma pensiero dal piano mentale limitando l’attenzione a quell’iniziativa specifica,

sapendo che il giusto pensiero e il giusto orientamento conducono al funzionamento

corretto e permettono di evitare con certezza il sentiero della mano sinistra.

È una lezione poco apprezzata dagli aspiranti. Essi adoperano il desiderio emotivo per far

apparire la loro forma pensiero e ottenere la manifestazione dell’idea. Impiegano molto tempo

nel seguire i soliti metodi di lavoro e nel compiere attività sul piano fisico. Si esauriscono identificandosi

con la forma che hanno creato invece di rimanerne distaccati e agire unicamente

come strumenti direttivi. Imparate a lavorare sul piano della mente; lì costruite la vostra

forma, ricordando che se v’immergete nella forma di cui siete responsabili, essa può ossessionarvi

e dominarvi, divenendo il fattore predominante mentre non lo sarà più il proposito della

sua esistenza. Se la forma assume il predominio, c’è il pericolo che possa volgersi nella direzione

sbagliata e avviarsi sul sentiero della mano sinistra, accrescendo il potere della materia e

il suo dominio sulle anime senzienti. Si può aggiungere brevemente che qualsiasi cosa tenda

ad accrescere il potere della materia e la potente energia della forma- sostanza, determina una

tendenza verso il sentiero della mano sinistra e il graduale allontanamento dal Piano e dal Proposito

che esso vela e nasconde.

269 Ogni lavoro e tutte le forme pensiero create (sia che si materializzino in una organizzazione,

una religione, una scuola di pensiero, un libro o una vita di lavoro di qualsiasi genere) che

esprimano ideali spirituali e mettano in rilievo l’aspetto vita rientrano nella categoria della

magia bianca. Essi fanno parte della grande corrente di vita che chiamiamo sentiero della mano

destra, che conduce l’umanità fuori dalla forma alla vita, l’allontana dalla materia per condurla

alla coscienza.

Nell’ashram di uno dei Grandi Esseri, non molto tempo fa un discepolo chiese al suo Maestro

di formulare questa verità in modo da esprimere in poche parole un concetto degno di costante

riflessione. Il Maestro così rispose:

Solo i Figli degli Uomini conoscono la distinzione fra la magia del sentiero della mano destra e

della mano sinistra e quando giungeranno al conseguimento, queste due vie scompariranno. Quando i

Figli degli Uomini sapranno distinguere fra materia e sostanza, la lezione di quest’epoca sarà appresa.

Vi saranno altre lezioni da apprendere, ma questa sarà passata. L’unione di materia e sostanza produce

la via delle tenebre. La fusione di sostanza e proposito indica la via della luce.”

127

REGOLA NUMERO DIECI

271

Via via che le acque bagnano la forma creata, esse vengono assorbite ed usate. La forma

cresce in forza; continui il mago in tal guisa finché il lavoro sia sufficiente. Cessi allora

l’opera dei costruttori esterni e subentri il ciclo dei lavoratori interiori.

Costruzione della forma pensiero

Centri, energie e raggi

Energia astrale e paura

Uso corretto dell’energia

L’era presente e il futuro

La Fondazione della Gerarchia

Il nuovo gruppo di servitori del mondo

L’Astrologia e le energie

*****

128

REGOLA NUMERO DIECI

COSTRUZIONE DELLA FORMA PENSIERO

273 Nella regola numero dieci si affermano due fatti riguardanti la forma e si enunciano tre

valide ingiunzioni.

I due fatti sono:

l. La forma assorbe e usa le acque in cui è immersa.

2. Come conseguenza essa cresce di forza.

Le tre ingiunzioni sono:

l. Continui il mago a costruire la sua forma fintanto che non sia pervenuta alla necessaria

potenza.

2. Cessi allora l’opera dei “costruttori esterni”.

3. Subentri il ciclo dei lavoratori interiori”.

Abbiamo visto come, nel processo di costruzione della forma pensiero, viene il momento in

cui la forma deve essere orientata nella giusta direzione e posta sul giusto sentiero affinché adempia

la volontà e il proposito del suo creatore. Ciò avviene abbastanza presto e dopo il processo

d’orientamento il lavoro di costruzione procede, poiché la forma pensiero non è ancora

pronta per una vita indipendente. Esiste una reale analogia fra il periodo di gestazione di un

bambino e quello di una forma pensiero. L’importanza della giusta posizione del bimbo nel

grembo materno non è mai trascurata da un buon medico; analogamente, una posizione errata

sul sentiero da seguire verso l’esistenza manifesta conduce spesso a malattia e morte.

L’analogia è esatta, come ben sapete. La nascita è preceduta dalla “rottura delle acque” (in

linguaggio medico) e prima che la forma pensiero produca gli effetti desiderati sul piano fisico,

avviene una reazione simile; le acque del desiderio divengono così potenti da causare una

precipitazione e quindi l’apparizione della forma d’espressione desiderata.

274 Prendiamo i fatti e le analogie quali essi sono e studiamoli dal punto di vista tanto del

macrocosmo che del microcosmo.

Notiamo che la forma assorbe e usa la sostanza in cui è immersa. Il nostro sistema solare è

uno dei tanti e non il maggiore e costituisce un frammento di un insieme più grande.

Quest’ultimo, formato di sette parti (o sette sistemi solari), è esso stesso immerso nelle acque

dello spazio, è nato dal desiderio ed è perciò un figlio della necessità. Esso trae la sua vita

dall’ambiente circostante. Nel nostro sistema solare affluiscono correnti di forza provenienti

da ogni parte ed emananti dall’Entità che nel Trattato del Fuoco Cosmico è detta “Colui del

quale nulla si può dire”. Queste correnti incorporano la Sua volontà e il Suo desiderio, esprimono

il Suo amore o capacità d’attrazione e si manifestano nella grande forma pensiero che

chiamiamo il nostro sistema.

Fra parentesi, sarà bene notare che quest’Esistenza non è detta “Colui del quale nulla si può

dire” per motivi di segretezza o di mistero, bensì perché qualsiasi formulazione di idee sulla

Sua vita e sul Suo proposito è impossibile fintanto non si sia raggiunto il termine

dell’evoluzione nel nostro sistema solare. Notate che ho detto il nostro sistema solare, non soltanto

la nostra esistenza planetaria. Ogni speculazione sull’Esistenza che dà vita ai sette sistemi

solari è energia sprecata. Sul nostro pianeta, soltanto grandi vite come il Buddha, i Kumara

ed i Logoi planetari cominciano a percepire l’impulso dinamico del più grande Tutto e

anch’essi vi sono soltanto sensibili e sono tuttora assolutamente incapaci di concepirne la tendenza,

poiché essa si trova oltre la mente, l’amore e la volontà. Ciò comporta fattori per i quali

non abbiamo i termini e tendenze che per ora non sono nemmeno remotamente intraviste.

275 Abbiamo creato il termine etere. In senso occulto è il modo moderno di esprimere “le acque

dello spazio”, che sono le acque del desiderio nelle quali siamo immersi. Esse sono in costante

flusso e riflusso e sono la corrente di vita, costituita di quarantanove tipi d’energia, che affluisce

attraverso il loto egoico cosmico e, irradiando da esso, alimenta nella misura necessaria la

129

forma solare, planetaria o umana di cui è responsabile. Di quest’argomento si parla nel Trattato

del Fuoco Cosmico.

L’uomo è immerso in forze che sono per lui ciò che le acque dello spazio sono per il nostro

sistema solare. Come il Sole e i suoi pianeti, egli si trova a far parte di un tutto e, come il nostro

sistema non è che uno dei sette sistemi tenuti insieme a formare un corpo o espressione

manifesta di una vita, così il regno umano, di cui egli è una parte infinitesima, è uno dei sette

regni, che corrispondono ai sette sistemi solari nella vita del Logos planetario. Quando egli

comincerà ad essere sensibile alla vita del Logos solare, che si esprime attraverso i sette schemi

planetari, noi saremo pervenuti alla coscienza del Logos planetario del nostro schema particolare,

il quale percepisce in una certa misura le vibrazioni unite delle vite dei sette Logoi solari.

276 Ravvicinando ancora maggiormente l’analogia, il regno umano stesso è uno stato di

coscienza analogo a quello dell’unità umana per mezzo della forza della sua esistenza soggettiva

e, dal punto di vista della coscienza, fornisce “le acque dello spazio” in cui l’essere umano

prospera e cresce. Nel quarto regno c’imbattiamo anche in espressioni delle medesime sette

forze e quando l’uomo si risveglia al riconoscimento dei sette raggi o tipi e comincia a lavorare

coscientemente con essi, compie il primo passo sulla via che lo condurrà a trascenderli e

dominarli entro il proprio campo operativo. Questo sta avvenendo ora. La conoscenza dei sette

tipi di raggio, che nei passati eoni era prerogativa degli iniziati dell’epoca, comincia a diffondersi

fra i pensatori del genere umano. Nell’astrologia sono contenute, latenti, le cognizioni

che condurranno i discepoli alla comprensione e che lì metteranno in rapporto con i sette

schemi planetari. Non sono tuttavia da attendersi reali sviluppi nell’astrologia fintanto che la

nuova era non sarà veramente iniziata e il nuovo orientamento non sarà raggiunto.

La forma dell’umanità è completata. L’obiettivo della Gerarchia è che trovi il giusto collocamento

nel grembo della materia, con tutte le implicazioni che ciò comporta. Notate queste

parole. In questo momento la necessità è tremenda e l’anima sta per nascere nell’insieme

dell’umanità. In senso cosmico, se ora le forze del regno umano verranno fatte convergere nella

giusta direzione, sulla terra si avrà un’umanità capace di manifestare un proposito, una bellezza

e una forma che saranno la piena espressione della realtà spirituale interiore, in accordo

con il proposito egoico. Non sono purtroppo escluse altre eventualità, ma non le prenderemo

in considerazione, poiché i Fratelli che osservano nutrono speranza e fiducia che gli uomini

sapranno trascendere ogni eventualità indesiderata e perverranno alla meta. Una parola soltanto

e un accenno. La Gerarchia del pianeta costituisce simbolicamente il centro della testa

dell’umanità e le sue forze costituiscono le forze cerebrali. Sul piano fisico esiste un’ampia

schiera di aspiranti, di discepoli in prova e discepoli accettati, che cercano di rispondere al

centro della testa”, alcuni coscientemente altri inconsciamente. Essi appartengono a tutti i

campi d’espressione, ma tutti sono creativi in un modo o nell’altro. A loro volta essi costituiscono

quella che simbolicamente potrebbe essere detta la “ghiandola pineale” dell’umanità.

Come nel singolo individuo questa ghiandola generalmente è ancora assopita, così

nell’umanità questo gruppo di cellule nel cervello del corpo collettivo è inattivo, ma freme alle

vibrazioni del centro della testa, la Gerarchia occulta. Alcune cellule sono risvegliate.

277 Esse devono intensificare il loro sforzo e risvegliarne altre. I pionieri della famiglia umana,

scienziati, pensatori e artisti, costituiscono il corpo pituitario. Essi esprimono la mente concreta,

ma mancano della percezione intuitiva e dell’idealismo che li collocherebbero, in senso

simbolico, nella ghiandola pineale; essi sono nondimeno brillanti, espressivi e ricercatori. Obiettivo

della Gerarchia, sempre in senso simbolico, è di rendere la ghiandola pineale così potente,

quindi dotata di tale potere d’attrazione, da stimolare il corpo pituitario delle vite cellulari

e produrre in tal modo una stretta interazione. Ciò condurrà ad un’attività tanto potente da

determinare un afflusso di nuove cellule alla ghiandola pineale e, al tempo stesso, si stabilirà

una reazione tanto forte da influenzare tutto il corpo; ne risulterà l’elevazione di molte vite

stimolate che prenderanno il posto di quelle che si accingono ad entrare nel centro dello sforzo

gerarchico.

130

Le “acque dello spazio” in cui è in atto questo riorientamento e capovolgimento di tendenze

sono in uno stato di violenta agitazione. In questo momento il vortice di desideri contrastanti

in cui gli uomini si trovano è caotico e tanto potente che le acque sono agitate fin nel più profondo.

Gli studiosi di storia moderna e di ordine sociale sono confrontati a una condizione

senza precedenti, che nel corpo della collettività umana corrisponde allo sconvolgimento che

nella vita del singolo aspirante precede sempre il passaggio al Sentiero del Discepolato. Non

vi e quindi motivo di depressione o indebita ansietà, ma soltanto di ardente desiderio che la

transizione possa compiersi a tempo debito e nell’ordine voluto, non troppo rapidamente (ciò

che condurrebbe alla distruzione di tutti i giusti legami e vincoli), né in modo tanto prolungato

da oltrepassare la capacità di resistenza della struttura già duramente provata dell’umanità.

Tutte le nuove manifestazioni, in tutti i regni e in tutte le epoche, devono venire alla luce lentamente,

quindi senza pericolo. Tutte le nuove forme, se si vuole che diventino influenti e accumulino

forza sufficiente per portare a termine il loro ciclo di vita devono essere costruite in

silenziosa soggettività, affinché la costruzione sia solida e sicura, il contatto interiore con il

creatore (umano o divino) e la fedeltà al modello siano reali e indistruttibili. Questo vale tanto

per un universo che per un regno della natura o una forma pensiero creata da un pensatore umano.

278 In ogni costruzione di forme la tecnica rimane fondamentalmente la stessa, le regole e le

realizzazioni possono essere riassunte nei seguenti aforismi:

Che il creatore si riconosca come il costruttore e non come la costruzione.

Desista dall’occuparsi del materiale grezzo sul piano fisico e studi il modello e i disegni

operando quale agente della Mente divina.

Usi due energie e applichi tre leggi. L’energia dinamica del proposito, in conformità con

il Piano e l’energia magnetica del desiderio che attira i costruttori al centro dello sforzo.

Governino queste tre leggi: della limitazione sintetica, dell’interazione vibratoria e della

precipitazione attiva. La prima concerne la vita, la secondo la costruzione, la terza produce

l’esistenza manifesta.

Tratti dapprima con i costruttori esterni, inviando il suo richiamo alla periferia della sua

sfera d’influenza.

Metta in moto le acque della sostanza viva con la sua idea e il suo impulso, piegando i

costruttori al suo proposito ed al suo piano.

Costruisca con giudizio e perizia, conservando sempre il “seggio del direttore”, senza

scendere in stretto contatto con la propria forma pensiero.

279 Proietti la sua forma nel tempo e nello spazio con la visualizzazione, la meditazione,

l’abilità nell’azione, producendo in tal modo ciò che la sua volontà comanda, il suo amore

desidera e la sua necessità crea.

Ritiri i creatori dalla forma esterna, lasciando che i costruttori interiori della forza dinamica

la spingano in manifestazione. I costruttori interiori sono portati in funzionamento e

in azione diretta, tramite l’occhio del creatore. I costruttori esterni furono guidati per

mezzo della parola del creatore. Per mezzo dell’orecchio del creatore il volume della Parola

maggiore vibra attraverso le acque dello spazio.

Ricordi l’ordine dell’opera creativa. Le acque dello spazio rispondono alla parola. I costruttori

costruiscono. Il ciclo di creazione termina e la forma è pronta per la manifestazione.

Segue il ciclo d’esecuzione e la sua durata dipende dalla potenza dei costruttori interiori,

i quali costituiscono la forma soggettiva e trasmettono vita e vitalità.

Ricordi che la forma cessa di esistere quando lo scopo è raggiunto o quando la volontà

debole è causa di difetto di funzionamento nel ciclo d’esecuzione.

Gli studenti faranno bene a studiare questi cicli di costruzione creativa, esecuzione e successiva

disintegrazione. Essi valgono per un sistema solare, un essere umano e per le forme

pensiero di un pensatore creativo. Il segreto di tutta la bellezza sta nel giusto funzionamento di

questi cicli. Il segreto d’ogni successo sul piano fisico sta nella giusta comprensione della legge

e dell’ordine. Meta dello sforzo dell’aspirante è la costruzione corretta di forme con la so131

stanza mentale, ricordando che “come un uomo pensa, tale egli è” e che per lui il dominio della

sostanza mentale e la chiarezza del pensiero sono elementi essenziali al progresso.

280 Ciò si manifesterà nell’organizzazione della vita esteriore, in un lavoro creativo di qualsiasi

genere: scrivere un libro, dipingere un quadro, agire in modo ritmico nella vita domestica,

condurre affari in modo sano e corretto, salvare una vita, adempiere con precisione il dharma

esteriore, mentre gli assestamenti interiori procedono nel silenzio del cuore. Il lavoro del discepolo

assume dimensioni più ampie. Egli deve realizzare il piano e proposito di gruppo e

non soltanto il proprio problema spirituale individuale. Egli deve conformarsi al proposito per

il suo ciclo e il suo periodo di vita immediati, deve subordinare dharma e idee personali al bisogno

e al servizio di quel ciclo. Egli deve pervenire alla conoscenza, alla forza e al coordinamento

fra sé personale e anima, che si manifesteranno con la capacità di costruire forme e

gruppi organizzati sul piano fisico e di mantenerli coerentemente uniti. Egli non fa tutto questo

con la forza del proprio carattere e grazie alle sue doti, ma perché quel carattere e quelle doti

lo mettono in grado di agire come trasmettitore delle energie della vita maggiore e di servire

come efficiente cooperatore del Piano di cui egli può visualizzare soltanto un frammento. Egli

lavora comunque fedelmente alla costruzione di quell’aspetto del grande Piano e il giorno in

cui la costruzione è portata a termine ed egli vede l’insieme, scopre di aver costruito secondo

il disegno e conformemente al modello, quali erano nella mente degli architetti (i Fratelli

Maggiori) i quali, a loro volta, sono in contatto con la Mente dell’ Esistenza Unica.

L’applicazione pratica di queste verità è estremamente importante. Non vi è vita, per quanto

circoscritta, o persona in condizione tale da non permettere di cominciare a lavorare con intelligenza

e a costruire forme pensiero secondo la legge e con comprensione. Non vi è giorno

nella vita di qualsiasi uomo, soprattutto se è un aspirante o un discepolo, in cui egli non possa

lavorare con la materia mentale, controllare l’uso del pensiero, osservare l’effetto dei suoi processi

mentali sulle persone con le quali viene in contatto e in tal modo usare la sua “chitta” o

sostanza mentale (come la chiama Patanjali) affinché divenga sempre più utile.

281

CENTRI, ENERGIE E RAGGI

Questa regola può essere studiata sotto due aspetti, portando in tal modo a risultati di valore

pratico. Possiamo studiarla dal punto di vista del lavoro svolto dall’anima in rapporto al suo

strumento (l’essere umano) e possiamo anche studiarla dal punto di vista del lavoro organizzativo

e della costruzione di forme eseguita dal discepolo in relazione al suo servizio per la Gerarchia.

Dietro alla forma esteriore di un essere umano, responsabile della sua creazione, del suo

mantenimento e del suo uso, come sappiamo vi è l’anima. Dietro a tutta l’attività per promuovere

l’evoluzione umana e altri processi evolutivi vi è la Gerarchia. Entrambe rappresentano

centri d’energia; entrambe operano creativamente secondo la legge; entrambe procedono

dall’attività soggettiva alla manifestazione oggettiva ed entrambe rispondono (nella grande sequenza

di vite) alla vivificazione e stimolazione proveniente da centri superiori d’energia. Alcuni

dei fattori che il discepolo deve imparare a riconoscere nello svolgersi della sua serie particolare

di vite si suddividono in due gruppi principali, ciascuno dei quali sottopone il suo aspetto

forma a sette tipi d’energia o influssi. Il primo gruppo di forze concerne unicamente il

lato forma, è opera dei costruttori esteriori e rappresenta il fattore dominante fino allo stadio

del Sentiero della Prova. Sono le forze inerenti alla materia stessa, si occupano della natura del

corpo e potrebbero essere elencate come segue:

282 l. Forze fisiche. Sono dovute alla vita delle cellule che costituiscono il corpo. Questa vita

cellulare risponde alla vita cellulare dell’ambiente. Non si dimentichi mai che l’occultista vede

sempre la correlazione fra i fattori esistenti in lui e i fattori corrispondenti nel suo ambiente.

Viviamo in un mondo di forme. Queste forme sono costituite di vite, le cui emanazioni esercitano

un preciso influsso. A loro volta si suddividono in tre gruppi principali:

132

a. Le emanazioni provenienti dalle cellule stesse e che, secondo la loro qualità, producono

un effetto buono o cattivo, esercitano un influsso che affina o viceversa, elevano o abbassano

la vibrazione fisica di tutto il corpo cellulare. Ben sappiamo infatti quanto

l’effetto fisico di un uomo di natura animalesca, brutale e rozza sia diverso da quello elevante

che risulta dal contatto con un’anima antica, che funzioni in un corpo coltivato,

pulito, disciplinato e purificato.

b. Le emanazioni di natura puramente fisica che sono responsabili dell’affinità chimica fra

un corpo animale e l’altro e producono l’unione fra i sessi. È un aspetto del magnetismo

animale e rappresenta la risposta delle cellule al richiamo di altre cellule secondo la

Legge di Attrazione e Repulsione. L’uomo lo ha in comune con gli animali, è istintivo

ed esente da qualsiasi reazione mentale.

c. Le forze o emanazioni che sono la risposta delle cellule ai ritmi armonici e quindi dipendenti

dal fatto che la cellula abbia in sé qualcosa di quello a cui risponde. Queste

emanazioni sono ancora poco comprese, ma lo saranno sempre maggiormente con il

progredire della razza. Questo tipo di forza è quel misterioso quid che permette al corpo

fisico, ad esempio, di riconoscere un ambiente fisico armonioso o congeniale.

283 È quella reazione che si produce in due esseri umani (indipendentemente dall’attrazione

sessuale, poiché avviene anche fra persone dello stesso sesso) che esercita un reciproco

effetto fisico armonizzante. Sul piano esteriore ciò rappresenta la base esoterica d’ogni

rapporto di gruppo; la comprensione di queste emanazioni permette l’isolamento e la

separazione delle razze che si compie in conformità del grande Piano evolutivo.

Queste tre emanazioni possono essere considerate la qualità delle forze cellulari, che agiscono

esclusivamente sul piano fisico producendo un tipo particolare di corpo fisico,

l’attrazione magnetica fra due corpi fisici e i tipi razziali. Questi tre fattori guidano il Manu

della razza mentre costituisce una nuova razza e imprime le proprie idee sui Costruttori esterni.

Esse guidano pure un Maestro di Saggezza quando, a volontà, costruisce il proprio corpo

fisico per compiere il proprio lavoro in qualsiasi momento o luogo. Queste emanazioni dovrebbero

essere comprese in una certa misura da tutti coloro che sono impegnati a formare organizzazioni

e gruppi per il servizio attivo nel mondo. Il discepolo dovrebbe chiedersi quale

debba essere la qualità vibratoria delle cellule di quel corpo, degli individui che lo compongono;

quale debba essere la qualità della sua forza d’attrazione e dell’effetto magnetico che deve

esercitare nel mondo; cosa possiede il gruppo, grazie alle unità che lo compongono, che lo

metterà in rapporto con altri gruppi e potrà creare relazioni armoniose con essi. Queste domande

meritano una precisa accurata attenzione e dovrebbero essere prese in considerazione

da tutti coloro che formano gruppi.

284 2. Forze vitali. I materialisti le considerano spesso intangibili, quindi del tutto immateriali.

Ma l’occultista considera il mezzo eterico come una forma o un aspetto della materia, relativamente

tangibile, quanto la forma oggettiva esteriore. Per lui l’etere dello spazio, termine che

include necessariamente la forma eterica di tutti i corpi, il corpo astrale o emotivo senziente e

il corpo mentale, costituito di sostanza mentale, sono tutti materiali e sono la sostanza del lato

forma della vita. Come base di una corretta comprensione, si dovrebbe notare che la vita cellulare,

alla quale ci siamo riferiti precedentemente, è coordinata, influenzata e vitalizzata dalla

corrente sanguigna, il complesso sistema che interpenetra ogni parte del corpo, è responsabile

del suo benessere e dimostra, in modo non ancora veramente compreso, il fatto che il “sangue

è vita”. Il sangue è un aspetto dell’energia, come lo è la linfa nel regno vegetale. Il sistema

nervoso simpatico, quel meraviglioso apparato di sensazione, è strettamente connesso con il

corpo astrale o emotivo. Il contatto avviene per mezzo del plesso solare, proprio come la vitalità,

che governa la qualità del sangue, stabilisce il contatto attraverso il cuore. Il cuore è il

centro dell’esistenza sul piano fisico. Il sistema cerebro spinale opera in stretto rapporto con la

chitta o sostanza mentale. Dobbiamo quindi considerare quanto segue:

l. Vita cellulare – Corrente sanguigna Centro del cuore Ghiandola timo

2. Vita sensoria – Sistema nervoso simpatico Centro del plesso solare Pancreas

3. Vita mentale – Sistema nervoso cerebro spinale Centro ajna Corpo pituitario

133

4. Energia vitale -Sette centri Milza

Come vedete, tutto ciò governa le manifestazioni del quaternario, ma vi sono altri aspetti

dell’umanità che si manifestano attraverso la forma oggettiva, che completano l’uomo e formano

il sette della sua molteplice esistenza oggettiva.

5. Auto-coscienza cervello superiore Centro della testa Ghiandola pineale

6. Auto-espressione cervello inferiore Centro della gola Tiroide

7. Auto-Perpetuazione organi sessuali Centro sacrale Organi della riproduzione

8. Auto-affermazione uomo completo Centro alla base della spina dorsale Ghiandole adrenali

285 Noterete che abbiamo enumerato otto fattori ed è qui dove molte scuole si perdono. Il

fattore ‘energia vitale’ ne comprende altri, ma si deve ricordare che si riferisce esclusivamente

alla vitalizzazione fisica dell’uomo tramite l’aspetto inferiore dei centri. L’energia vitale

dell’universo materiale entra nell’organismo umano attraverso la milza. I centri hanno tre funzioni

principali:

Primo, vitalizzare il corpo fisico.

Secondo, determinare lo sviluppo dell’autocoscienza nell’uomo.

Terzo, trasmettere energia spirituale e spingere tutto l’uomo allo stato di essere spirituale.

L’aspetto vitalità è presente nell’uomo come negli animali e in tutte le forme create e la capacità

di muoversi liberamente in un mondo tridimensionale è l’effetto predominante di

quest’aspetto. L’aspetto autocoscienza e prerogativa della famiglia umana. Nell’uomo evoluto,

quando tutte le parti del sistema nervoso, del sistema endocrino e i suoi centri sono coordinati

e operano con ritmo armonico, l’aspetto più elevato (quello spirituale) si fa sentire. L’energia

spirituale, non soltanto la coscienza o energia senziente, fluisce attraverso l’uomo, strumento

della Vita divina e custode di forze che devono essere trattenute e usate a favore dei regni inferiori

della natura.

L’enumerazione precedente può quindi essere fatta nell’ordine che segue, presentando

l’uomo come dovrà essere e non come è ora, nel corso del progresso evolutivo.

l. Autoaffermazione (pieno sviluppo): Quaternario coordinato – Centro alla base della spina dorsale

-Ghiandole adrenali

2. Autoespressione (lavoro creativo): Cervello inferiore Centro della gola Tiroide

3. Vita autocosciente (personalità): Cervello superiore – Centro della testa – Ghiandola pineale

286 4. Perpetuazione: Organi sessuali – Centro sacrale – Ghiandole sessuali

5. Vita mentale: Sistema cerebro spinale – Centro ajna – Corpo pituitario

6. Vita sensoria: Sistema nervoso simpatico – Plesso solare – Pancreas

7. Vita cellulare: Corrente sanguigna – Centro del cuore – Cuore

L’ottavo punto, l’energia vitale che agisce attraverso i sette centri e tutto un sistema di chakra

minori e di nadi (che scorrono sotto i nervi e ne sono la causa dell’esistenza come i centri

lo sono per le ghiandole) è il mezzo usato da molte forze ed energie, alcune esclusivamente fisiche,

altre connesse all’Anima Mundi, l’Anima del Mondo, altre ancora sconosciute, che faranno

sentire la loro presenza più avanti nel programma evolutivo. Esse esprimeranno la divinità,

l’energia del Padre o aspetto superiore.

Si noti che la tabella raffigura lo sviluppo del secondo raggio e anche che il sé cui si fa riferimento

è l’autorealizzazione dell’uomo spirituale. L’aspetto inferiore dell’energia vitale di

Dio è la perpetuazione della specie ed è il risultato della vitalità della Vita incarnata; l’aspetto

successivo non esprime che lo stadio in cui la coscienza dell’ “Io” predomina e ha raggiunto la

sua consumazione nella personalità perfezionata. Segue l’espressione del Sé che dimora

all’interno, nascosto dalla personalità per mezzo della sua attività creativa di carattere non fisico.

Abbiamo infine l’asserzione della piena manifestazione della natura divina. Stranamente,

questo può avvenire soltanto quando il centro inferiore della spina dorsale e risvegliato, quando

l’energia della natura materiale, con un atto di volontà, viene elevata al Cielo, quindi quando

tutta la natura (materiale, sensibile o psichica e l’aspetto esistenza) sono unificati e realizzati.

Meditate su queste parole che indicano il compimento per quanto riguarda l’umanità.

287 L’aforisma occulto: “Volere, conoscere, osare e tacere” ha un significato particolare, non

ancora rivelato ed al quale posso solo accennare. Coloro fra di voi che hanno la conoscenza interiore

comprenderanno subito.

134

Volere. Questa parola si riferisce al conseguimento finale quando, con un atto di volontà

concorde dell’anima e dell’uomo inferiore, si compie l’unificazione e la realizzazione. Riguarda

il centro alla base della spina dorsale.

Conoscere. Questa parola riguarda il centro ajna, fra le sopracciglia. Si trova un’indicazione

nella frase “Che la Madre conosca il Padre”. Si riferisce al matrimonio nei Cieli.

Osare. Questa parola offre la chiave della subordinazione della personalità ed è strettamente

connessa con il plesso solare, il grande commutatore del desiderio e delle forze astrali e anche

il centro principale dell’opera di trasmutazione.

Tacere. Si riferisce alla trasmutazione dell’energia creativa inferiore in vita creativa superiore.

Il centro sacrale deve ricadere nel silenzio. Si vedrà così che per il discepolo sono di estrema

importanza i centri seguenti:

1. Il centro ajna, tramite il quale si esprime la personalità purificata.

2. Il centro alla base della spina dorsale, per mezzo del quale si perviene al totale e assoluto

dominio e coordinamento, risvegliando il fuoco purificatore.

3. Il centro sacrale, nel quale la forza fondamentale del nostro particolare sistema solare,

la forza d’attrazione fra forma e forma, è trasmutata e la forza d’attrazione dell’anima

prende il posto dell’attività creativa materiale della riproduzione.

4. Il plesso solare, situato al centro del corpo, che essendo l’organo del corpo astrale e

dello psichismo inferiore riunisce tutte le forze inferiori e, sotto l’impulso dell’anima,

le dirige ai loro ricettacoli superiori.

288 Mi rendo conto che l’insegnamento impartito è tanto profondo quanto astruso, ma è

necessario ai pochi, che con il passare del tempo saranno sempre più numerosi.

La complessità del soggetto è inoltre accresciuta dal fatto che per ogni raggio

l’insegnamento presenta interpretazione e metodo diversi, adatti alle anime che rispondono a

quell’impulso particolare.

Indicherò le chiavi corrispondenti ai metodi dei sette raggi. Questi potranno essere studiati

in relazione alle tabelle precedenti e in connessione con le quattro parole che abbiamo considerato.

Dobbiamo ricordare che “Volere” è prerogativa dello Spirito, “Conoscere” è funzione

dell’Anima, “Osare” è dovere della personalità, “Tacere” è dharma o destino finale

dell’aspetto materia, della natura animale nel suo rapporto con l’anima.

Primo raggio. “Le Forze si uniscano. Ascendano al Luogo Eccelso e da quella sublime altezza

l’anima guardi ad un mondo distrutto. Sia quindi emanata la parola: “Tuttora persisto!”

Secondo raggio. “Tutta la Vita sia tratta al Centro ed entri così nel Cuore dell’Amore divino.

Da quel punto di Vita senziente, l’Anima realizzi la coscienza di Dio. La parola sia emanata

e risuoni nel silenzio: ‘Nulla esiste se non me!’ ”

Terzo raggio. “L’Armata del Signore, che risponde alla parola, cessi ogni attività. La conoscenza

si risolva in saggezza. Il punto vibrante divenga il punto quiescente e tutte le linee si

fondino in Una. L’anima realizzi l’Uno nei Molti e la parola sia emanata in comprensione perfetta:

Io sono il Lavoratore e il Lavoro, l’Uno che È.’ ”

289 Quarto raggio. “La gloria esteriore scompaia e la bellezza della Luce interiore riveli l’Uno.

La dissonanza ceda il posto all’armonia e dal centro della Luce celata l’anima parli. La parola

sia enunciata a gran voce: ‘Bellezza e gloria non Mi velano. Permango rivelata. Io sono.’ ”

Quinto raggio. “Le tre forme d’energia elettrica salgano al Luogo di Potere. Le forze della

testa e del cuore e tutti gli aspetti inferiori si fondano. Indi l’anima guardi a un mondo interiore

di luce divina. Sia emanata la parola trionfante: ‘Sono Padrone dell’energia, poiché sono

l’energia stessa. Il Padrone e colui che gli è sottomesso non sono che Uno.’ ”

Sesto raggio. “Cessi ogni desiderio. Cessi l’aspirazione. La ricerca è finita. L’anima realizzi

che la meta è raggiunta e dalla soglia della Vita eterna e della Pace cosmica risuoni la parola:

Io sono il ricercatore e ciò che è cercato. Rimango nella pace!’“

Settimo raggio. “Cessi il lavoro dei costruttori. Il Tempio è completato. L’anima ottenga il

suo retaggio e dal Sacro Luogo ordini che ogni lavoro cessi. Nel silenzio che segue intoni la

parola: ‘L’opera creativa è terminata. Io, il Creatore, sono. Null’altro rimane se non me.’ ”

135

Le forze vitali, che sono semplicemente l’attraversamento dell’involucro esterno dell’etere

dello spazio in costante movimento, sono di molte specie. Uno dei concetti alla base delle teorie

astrologiche è che il corpo eterico d’ogni forma fa parte del corpo eterico del sistema solare

ed è quindi il mezzo per trasmettere energie solari, forze planetarie e impulsi extrasolari o cosmici,

detti esotericamente ‘respiri’. Queste forze ed energie dei raggi cosmici sono in costante

circolazione e seguono precisi tragitti attraverso ogni parte dell’etere dello spazio e passano

quindi continuamente attraverso i corpi eterici d’ogni forma exoterica. È una verità fondamentale

da tenere ben presente, poiché ne derivano molte e svariate implicazioni; ma tutto riconduce

all’idea di unità e all’Unità di tutta la manifestazione, riconosciuta e realizzata soltanto

dal lato soggettivo.

290 La seconda idea fondamentale è che la risposta del veicolo eterico di tutte le forme e la sua

capacità di appropriarsi, utilizzare e trasmettere dipende dalla condizione dei centri o chakra.

Essi non includono soltanto i ben noti sette centri maggiori, ma anche numerosi vortici di forza

minori ancora non identificati e noti in occidente. Essa dipende anche dalla qualità del veicolo

eterico, dalla sua vitalità e anche dall’intreccio della rete nella quale si trovano i centri e

che nel suo complesso è detta ‘tessuto’ o ‘coppa d’oro’. Se questa è libera da ostacoli e sedimenti

e se i suoi canali non sono ostruiti, i raggi, le energie e le forze trovano un facile mezzo

e possono circolare senza impedimenti attraverso tutto il corpo eterico. Esse possono utilizzare

i centri che rispondono alla loro vibrazione ed essere trasmesse alle forme e attraverso le forme

del medesimo regno della natura o di altri. In questo fatto sta il segreto di tutta la guarigione

scientifica e occulta. I guaritori stanno sperimentando con il corpo eterico, pur non avendo

che un’esigua conoscenza reale. Essi sanno poco o nulla dei centri del loro stesso corpo, attraverso

i quali devono fluire le correnti magnetiche o altre; ignorano la condizione dei centri eterici

di coloro che cercano di guarire e la natura delle forze che desiderano usare. Tutto ciò che

possono fare è disciplinare la loro vita, governando i loro appetiti in modo da costruirsi un

corpo puro e offrire canali sgombri per il passaggio delle forze attraverso se stessi verso gli altri.

291 Il terzo concetto da notare è che, per il momento, le forme rispondono principalmente alle

forze provenienti da altre forme sul pianeta, ai sette tipi fondamentali d’energia emananti dai

sette pianeti e anche al raggio solare datore di vita. Tutte le forme dei quattro regni rispondono

a queste forze molteplici, alle sette energie e a quel raggio. La famiglia umana risponde pure

ad altre energie e ai raggi solari, il tutto però caratterizzato dalla forza generata entro l’anello

invalicabile solare.

Compito dell’occultista e dell’aspirante è di giungere alla comprensione di queste forze e

apprenderne la natura e l’uso, la potenza e la frequenza di vibrazione. Egli deve inoltre imparare

a riconoscerne la sorgente ed essere in grado di differenziare tra forze, energie e raggi. Per

il principiante si può fare una chiara distinzione fra forze ed energie tenendo conto del fatto

che le personalità c’influenzano per mezzo delle forze che emanano dal loro aspetto forma, ma

che le stesse personalità, purificate e allineate, possono trasmettere le energie dell’anima.

In senso generale, il compito del regno umano è di trasmettere energia ai regni inferiori della

natura, mentre l’opera della Gerarchia, in relazione al regno umano, consiste nel trasmettere

energie dal regno spirituale, da altri centri planetari e dal sistema solare. Queste energie, quando

vengono abbassate per essere trasmesse, si trasformano in forze.

Gli studenti non si lascino confondere dalla complessità del soggetto. Devono apprendere

alcune ampie generalizzazioni e ricordare che, una volta in contatto con l’onniscienza

dell’anima, perverranno progressivamente a una conoscenza più dettagliata.

Gli altri tipi d’energia che riguardano i primi due gruppi principali di cui l’aspirante si deve

occupare si riferiscono esclusivamente al lato forma. Gli altri gruppi d’energie sono:

292 3. Energia astrale.

4. Energia della mente concreta inferiore, di chitta o sostanza mentale.

5. Energia della personalità.

6. Energia planetaria.

7. Energia solare o Soffio di Vita.

136

Possono essere così suddivisi:

3. Energia astrale, che emana:

a. Dal corpo astrale o senziente dell’uomo stesso.

b. Dalla famiglia umana nel suo insieme.

c. Dal piano astrale in senso ampio.

d. Dal ‘Cuore del Sole’.

4. Energia mentale, che emana:

a. Dalla chitta o sostanza mentale individuale.

b. Dalla mentalità della:

1. famiglia umana nel complesso,

2. razza particolare cui un uomo appartiene.

c. Dal piano mentale nel suo insieme.

d. Dalla Mente Universale.

5. Energia della personalità, che emana:

a. Dalla forma coordinata dell’uomo.

b. Da esseri umani avanzati che sono personalità dominanti.

c. Da gruppi come:

l. La Gerarchia del pianeta. Soggettivo.

2. Il gruppo di mistici che si sta integrando. Oggettivo.

6. Energia planetaria, che emana:

a. Dai sette pianeti. È la base dell’astrologia.

b. Dalla Terra.

c. Dalla Luna.

7. Energia solare, che emana:

a. Dal Sole fisico.

b. Dal Sole quale trasmettitore di raggi cosmici.

ENERGIA ASTRALE E PAURA

293 Il soggetto che prenderemo in considerazione ora e soprattutto di applicazione pratica,

poiché concerne il corpo astrale, quello in cui l’uomo è prevalentemente polarizzato e del quale

è maggiormente e fortemente conscio rispetto agli altri corpi. Il corpo eterico è veramente

sotto la soglia della coscienza. Gli esseri umani sono inconsapevoli del passaggio delle forze

attraverso questo veicolo e si avvicinano a questo riconoscimento quando parlano in termini di

vitalità o mancanza di vitalità. Il corpo fisico si fa sentire quando qualcosa è fuori posto o

quando uno dei suoi appetiti chiede di essere soddisfatto. La situazione è diversa riguardo al

corpo astrale, poiché è il veicolo d’esperienza per la maggioranza e pochi sono coloro che non

passano la maggior parte della loro esistenza cosciente a registrare le reazioni di quel corpo e

vibrando fra i due poli di felicità o infelicità, di soddisfazione o insoddisfazione, di certezza o

dubbio, di coraggio o paura. Ciò significa in realtà che la forza e la vita inerenti al veicolo emotivo

senziente governano l’espressione della vita e plasmano l’esperienza dell’anima incarnata.

Vale quindi la pena di capire qualcosa di queste forze, da dove provengono e come agiscono

e reagiscono sull’uomo. Questo è il suo campo di battaglia, ma anche quello della vittoria.

Tanto per cominciare, è consigliabile tener presente che tutta l’energia astrale fa parte

dell’energia astrale del sistema solare e quindi:

l. Il corpo senziente di un essere umano è un atomo di sostanza nel corpo senziente del Logos

planetario.

294 2. Il corpo senziente (termine che preferisco usare invece di astrale) del Logos planetario è

un aspetto – non un atomo – del corpo senziente del Logos solare.

3. Questo a sua volta è influenzato da forze senzienti emananti da vasti centri d’energia

completamente al di fuori del nostro sistema solare e ne è canale. Tenendo presente questo fat137

to, appare evidente che l’uomo, non essendo che un minuscolo frammento di un insieme più

vasto, a sua volta incorporato in un veicolo ancora maggiore, è il punto d’incontro di forze più

grandi e più diversificate di quanto il suo cervello sia in grado di riconoscere. Da ciò deriva la

complessità del suo problema, ma si profilano anche tutte le possibilità che scaturiscono dalle

espansioni di coscienza che chiamiamo iniziazioni. Ogni corrente d’energia che fluisce attraverso

il suo corpo di desiderio e di reazione senziente non è che un sentiero che lo conduce a

contatti e realizzazioni sempre più vasti. Inoltre, la salvaguardia per la maggioranza degli esseri

umani sta nel fatto di possedere, per il momento, un apparato inadeguato a registrare e memorizzare

le infinite possibilità offerte da quelle vie di realizzazione. Fintanto che il suo apparato

mentale non sia sufficientemente risvegliato e dominato, all’uomo è impossibile interpretare

giustamente e utilizzare correttamente le informazioni che il suo corpo di risposta sensibile

potrebbe trasmettergli, ma che fortunatamente ancora non gli trasmette. A parte la circolazione

costante d’energie planetarie, solari e cosmiche attraverso il suo corpo astrale, ogni essere

umano ha tratto dal più grande Tutto l’energia astrale sufficiente a costruire il proprio corpo

astrale individuale e separato, che risponde alla sua nota peculiare, è caratterizzato dalla sua

qualità particolare e lo limita o meno, secondo il punto da lui raggiunto sulla scala

dell’evoluzione.

295 Ciò costituisce il suo anello invalicabile astrale, che definisce i limiti della sua risposta

all’esperienza dell’esistenza, che incorpora nella sua qualità la sfera della sua vita di desiderio,

ma che al tempo stesso è capace d’immensa espansione, di sviluppo e dominio sotto l’impulso

del corpo mentale e dell’anima. Esso è soggetto anche ad una attività vibratoria risultante

dall’interazione con l’esperienza della vita sul piano fisico; in tal modo è messa in moto la

grande ruota dell’esperienza, che persisterà fintanto che le quattro Nobili Verità del Buddha

non saranno comprese e realizzate.

In questo corpo astrale si trovano le controparti dei centri laya o eterici, attraverso i quali le forze ed

energie di cui abbiamo trattato fluiscono nel corpo eterico. I centri portano energie, provenienti

dai sette pianeti e dal sole, a ogni parte dell’organismo astrale, mettendo così l’uomo in rapporto

con tutte le parti del sistema solare. Ne risulta la determinazione del destino della vita di

un uomo fino al momento in cui egli, risvegliandosi alla comprensione della sua eredità immortale,

non diviene sensibile a forze finora ignote alla maggioranza e che emanano dalla

forma. Questo è il motivo per cui un oroscopo offre frequentemente una descrizione molto

precisa dell’uomo poco evoluto e non ancora risvegliato, ma risulta errato e impreciso nel caso

di un uomo altamente evoluto. L’uomo e, in generale, ciò che i suoi desideri fanno di lui. Più

tardi, “come un uomo pensa, tale egli è.” Il corpo astrale, con i suoi desideri e appetiti, i suoi

umori, sentimenti e le sue brame insaziabili plasma il corpo fisico mediante le forze di attrazione

che fluiscono attraverso esso, guidando infallibilmente l’uomo allo esaudimento dei suoi

desideri. Se i desideri insaziabili della natura senziente sono prevalentemente rivolti ad obiettivi

animaleschi, avremo l’uomo dai forti appetiti la cui vita sarà dedicata unicamente a soddisfarli.

Se i desideri tendono alla comodità e alla felicità, avremo un uomo sensuale, amante del

bello e del piacere, governato praticamente soltanto dallo sforzo egoistico.

296 Si passa così attraverso tutta la gamma di desideri buoni, cattivi e mediocri, finché non

avviene il riorientamento che rifocalizza le energie astrali volgendole in una direzione diversa.

Il desiderio diventa aspirazione. In tal modo si perviene alla liberazione dalla ruota della vita e

l’uomo è esentato dalla necessità di reincarnarsi. A questo punto l’oroscopo, come è inteso ora,

risulta futile, errato e inutile; il termine talvolta ed erroneamente usato di “oroscopo

dell’Ego o dell’anima” non ha alcun significato. L’anima non ha un destino individuale, ma è

immersa nell’Uno. Il suo destino è quello del gruppo e del Tutto; il suo desiderio è il compiersi

del grande Piano e la sua volontà è la glorificazione del Logos incarnato.

Vorrei suggerire agli studenti la lettura del libro La Scienza delle Emozioni di Bhagavan

Das. È un valido trattato sul corpo astrale e senziente e parla dei fattori che riguardano più da

vicino l’aspirante quando è di fronte al problema di comprendere e governare la sua natura

emotiva, di impadronirsi della tecnica di sviluppo, di riorientarlo verso un’esperienza più vasta

e prepararlo alle prove ed espansioni della seconda iniziazione maggiore, il Battesimo e

138

l’ingresso definitivo nella corrente. In senso metaforico, l’esperienza immediata sul Sentiero è

espressa nelle frasi esoteriche che seguono:

Quando la corrente entra nel Fiume della Vita, il suo passaggio è scorto per un breve istante

poi si perde. Quando le correnti della vita senziente s’incontrano dove il fiume passa ai piedi

imponenti della montagna, si scorge un’ampia corrente che scorre verso il nord.”

297 La simbologia di queste parole è evidente e può anche servire a descrivere il flusso delle

due correnti, Ida e Pingala, e la loro fusione nel fiume d’energia che sale alla testa. Lì è il punto

d’incontro, lì avviene il sacrificio compiuto sul Golgota (il posto del cranio).

Nello studio del corpo senziente di un essere umano aiuterò probabilmente nel migliore dei

modi considerandone gli umori e le espressioni comuni, poiché solo osservandone gli effetti e

cercando di padroneggiarli l’uomo giungerà a conoscere se stesso e diverrà un Maestro. Le

manifestazioni più comuni dell’attività astrale sono:

I Paura

II. Depressione o il suo polo opposto, euforia.

III. Desiderio di soddisfare gli appetiti animali.

IV. Desiderio di felicità.

V. Desiderio di liberazione. Aspirazione.

Queste cinque manifestazioni riassumono praticamente la maggior parte delle esperienze

senzienti dell’uomo e le prenderemo in considerazione singolarmente sotto i seguenti aspetti:

l. La causa.

2. L’effetto.

3. Il metodo per dirigerle.

Noterete che dico ‘metodo per dirigerle’ e non metodo per dominarle. Gli aspiranti devono

imparare che lavorano con forze e in mezzo a forze e che l’attività giusta o errata sul piano fisico

è dovuta semplicemente alla direzione giusta o errata delle correnti di forza e non a caratteristiche

giuste o errate inerenti alle energie stesse.

298 I. PAURA. È una delle più consuete manifestazioni d’energia astrale; è prima nella lista,

perché per la grande maggioranza rappresenta il Guardiano della Soglia e in ultima analisi è

anche il male astrale fondamentale. Ogni essere umano sa cosa sia la paura e la gamma delle

vibrazioni di paura si estende dalle paure istintive del selvaggio, basate sull’ignoranza delle

leggi e delle forze della natura, sul suo terrore del buio e dell’ignoto, alle paure oggi prevalenti

di perdere gli amici e i propri cari, la salute, il denaro, la popolarità, per giungere infine alle

paure dell’aspirante, paura di non riuscire, paura radicata nel dubbio, paura dell’annullamento

o annientamento finale, paura della morte (che egli ha in comune con tutti gli esseri umani),

paura della grande illusione del piano astrale, della fantasmagoria della vita stessa e anche

paura della solitudine sul Sentiero e persino paura della paura stessa. Questo elenco potrebbe

essere esteso di molto, ma è sufficiente per indicare la prevalenza delle paure d’ogni genere.

Esse dominano molte situazioni e gettano la loro ombra su molti avvenimenti felici. Esse riducono

l’uomo a un timido e impaurito atomo di vita senziente, spaventato di fronte alla meraviglia

dei problemi dell’esistenza, consapevole della propria insufficienza, come uomo, a far

fronte alle situazioni e incapace di abbandonare paure e perplessità ed entrare in possesso del

suo retaggio di libertà e vita. Talvolta la paura lo opprime così tanto da fargli temere per la

propria ragione. Il quadro non può essere che oscuro, perché la paura è l’energia astrale predominante

di questo periodo e la sensibile umanità vi soccombe anche troppo facilmente.

Chiedete quali siano le cause fondamentali della paura. Questa domanda, se fatta risalire

abbastanza addietro nella storia esoterica del nostro sistema solare, non trova alcuna risposta

plausibile. Solo l’iniziato avanzato può comprendere. La paura ha le sue radici nella trama e

nel tessuto della materia stessa; è per eccellenza una formulazione o un effetto del principio

mentale e un risultato dell’attività mentale. Il fatto che uccelli e animali conoscano la paura,

pone il soggetto su un piano più vasto che se si trattasse semplicemente di una debolezza umana

o il risultato dell’attività relativa al funzionamento della mente umana. Essa non dipende

dal fatto che l’uomo possiede una mente razionale; se egli usasse la ragione in modo corretto,

139

potrebbe eliminare la paura. Essa consiste in ciò che viene definito Male cosmico, espressione

altisonante, ma che significa ben poco.

299 Essa è inerente al fatto della materia stessa e al gioco degli opposti: anima e materia.

L’anima senziente di animali e uomini, nel subconscio è consapevole di fattori quali:

l. L’immensità del Tutto e il senso di oppressione che ne deriva.

2. La pressione esercitata da altre vite ed esistenze.

3. L’operare inesorabile della Legge.

4. Il senso d’imprigionamento, di limitazione e di conseguente inadeguatezza.

In questi fattori, che scaturiscono dallo stesso processo della manifestazione e la cui potenza

persiste e cresce nel corso delle età, si trovano le cause di tutta la paura moderna e le basi di

tutto il terrore, soprattutto quello puramente psicologico, ben diverso dalla paura istintiva

dell’animale.

Dare spiegazioni più chiare e concrete a nulla gioverebbe. A che servirebbe sentirsi dire che

la paura è una qualità del male (o della materia) che colora o caratterizza fondamentalmente il

corpo astrale o senziente del nostro Logos planetario? Cosa ne ricavereste se accennassi al

problema della grande Vita in cui viviamo, ci muoviamo e abbiamo il nostro essere, che

anch’essa, sul suo piano cosmico, cerca la liberazione e affronta le proprie prove ed esperienze

particolari? Come trovare le parole adeguate per descrivere una lotta cosmica fra Vite dotate di

una coscienza tanto impersonale e sublime da rendere ridicolo qualsiasi termine relativo alla

vita umana, che inoltre non potrebbe in alcun modo trasmettere un’idea della verità o della realtà?

Male cosmico, progressione cosmica o problemi cosmici possono ben essere rimandati a

quel tempo lontano in cui gli aspiranti avranno conseguito la terza iniziazione, perduto ogni

senso di separazione e, essendosi identificati con l’aspetto Vita e non con il lato forma, potranno

in qualche misura penetrare nello stato di coscienza del nostro Logos planetario, percepire

il Suo destino e avere una fugace visione della consumazione.

300 Limitiamoci dunque a volgere la nostra attenzione all’uomo, soprattutto all’uomo comune,

e vediamo da dove provengono le ondate di paura che continuamente lo sopraffanno.

1. La paura della morte si basa:

a. Sul terrore del processo finale del distacco al momento della morte.

b. Sul terrore dell’ignoto e dell’indefinibile.

c. Sul dubbio dell’immortalità.

d. Sul dolore di lasciare i propri cari o di esserne lasciati.

e. Su antiche reazioni a morti violente subite in passato, profondamente annidate nel subconscio.

f. Sull’attaccamento alla vita della forma, perché la coscienza vi si è a lungo identificata.

g. Su vecchi insegnamenti errati riguardo al paradiso e all’inferno, entrambi ugualmente

sgraditi come prospettiva per certi tipi di persone.

Parlo della morte conoscendo l’argomento sia dal lato dell’esperienza del mondo esterno

che da quello dell’espressione della vita interiore: la morte non esiste. Come sapete, vi è

l’ingresso ad una vita più piena. C’è libertà dagli ostacoli del veicolo carnale. Il tanto temuto

processo di distacco non esiste, salvo nei casi di morte violenta e improvvisa e, anche allora,

di veramente sgradevole c’è soltanto un istantaneo e opprimente senso di pericolo e distruzione

imminenti e una sensazione molto simile a una scossa elettrica. Null’altro. Per l’essere poco

evoluto la morte è letteralmente sonno e oblio, poiché la mente non è sufficientemente sveglia

per reagire e il serbatoio della memoria è ancora praticamente vuoto. Per il buon cittadino medio,

con la morte il processo vitale continua nella sua coscienza e prosegue con gli interessi e

le tendenze della sua vita. La sua coscienza e il suo senso di consapevolezza rimangono invariati.

Egli non avverte una grande differenza, ci si prende cura di lui e spesso egli non si rende

conto di avere attraversato l’episodio della morte.

301 Per i malvagi e crudelmente egoisti, per i criminali e quei pochi che vivono unicamente per

ciò che è materiale si determina la condizione che definiamo ‘legato alla terra’. I legami che

hanno creato con la terra e la tendenza terrena di tutti i loro desideri li costringono a rimanere

in prossimità della terra e della loro ultima residenza terrena. Essi, cercano disperatamente e

140

con ogni mezzo possibile di ristabilire il contatto e rientrare. In qualche raro caso, un grande

amore personale per coloro che sono stati lasciati o il fatto di non aver adempiuto un dovere

riconosciuto e urgente trattiene anche esseri buoni e interiormente belli in una condizione quasi

analoga. Per l’aspirante, la morte è l’accesso immediato ad una sfera di servizio e

d’espressione alla quale è abituato e che riconosce subito come non nuova. Durante le ore di

sonno egli ha sviluppato un campo di servizio attivo e di studio. Ora egli vi trascorre semplicemente

tutte le ventiquattro ore (per usare il concetto di tempo terreno) invece delle consuete

poche ore di sonno.

Col passare del tempo e prima della fine del secolo, la morte sarà finalmente considerata

inesistente, nel senso oggi inteso. La continuità di coscienza sarà così sviluppata e un così gran

numero di uomini fra i più elevati agirà simultaneamente nei due mondi, che i vecchi timori

spariranno e il rapporto fra il piano astrale e quello fisico sarà così fermamente stabilito e

scientificamente controllato che il lavoro dei medium in trance fortunatamente e giustamente

cesserà. La comune e ordinaria medianità con trance e le materializzazioni sotto controllo di

guide per lo più indiane sono perversioni dei rapporti fra i due piani, proprio come le perversioni

sessuali e le distorsioni dei veri rapporti fra i due sessi.

302 Con ciò non alludo al lavoro dei chiaroveggenti, per quanto limitato, o alle entità di alto

calibro che si impossessano di un corpo, ma parlo degli sgradevoli fenomeni di materializzazione,

di ectoplasma e del lavoro cieco e poco intelligente compiuto da vecchi Atlantidei degenerati

e da anime legate alla terra, i capi e le guide indiane di tipo comune. Nulla c’è da imparare

da loro, ma ci sono molte cose da evitare. Il regno della paura della morte è quasi sul

finire e ben presto inizieremo un periodo di conoscenza e di certezza che reciderà alla base tutte

le nostre paure. Trattando della paura della morte si può far poco, salvo elevare tutto il soggetto

a un livello più scientifico e insegnare alla gente a morire in questo senso. Esiste una

tecnica del morire come ne esiste una del vivere, ma in Occidente è andata perduta quasi del

tutto e in gran parte anche in Oriente, salvo in alcuni centri di Conoscitori. Potremo trattare ulteriormente

quest’argomento più avanti, ma il pensiero del necessario avvicinamento al soggetto

può rimanere presente nella mente dei lettori di questo libro, i quali leggendo, studiando

e pensando potranno raccogliere materiale interessante, riunirlo e pubblicarlo.

2. Paura del futuro. Questa paura tenderà ad aumentare e sarà ancora causa di molto turbamento

nel mondo prima di essere eliminata. Essa deriva da tre facoltà umane:

a. Abiti mentali psicologici istintivi, profondamente radicati nella natura animale e che risalgono

all’istinto primordiale di conservazione. Le razze selvagge ne sono tuttavia quasi esenti.

Lo stato mentale di guardare al futuro ‘anticipando gli eventi è una caratteristica prettamente

umana ed è il germe della facoltà d’immaginazione, legata ai processi mentali, che col

tempo si fonderà con la meditazione intuitiva unita alla visualizzazione, ciò che rappresenta la

vera base d’ogni lavoro creativo. Ma ora è una minaccia e un ostacolo. Antiche sofferenze, atroci

ricordi, sofferenze ossessionanti profondamente annidate nel subconscio affiorano spesso

alla superficie, provocando una condizione di paura e angoscia che nessun ragionamento sembra

in grado di acquietare.

303 I mezzi di comunicazione mettono anche la persona più insignificante in rapporto con le

tragedie, le sofferenze e le disgrazie del fratello a migliaia di chilometri di distanza. L’attuale

catastrofe economica ha creato una condizione di terrore di massa e, quanto più un individuo è

sensibile, tanto più reagirà a questo stato mentale. La paura del futuro è quindi un’angosciante

miscuglio di memoria istintiva ed immaginazione che anticipa e pochi sfuggono a questa minaccia.

Preoccupazione e ansia sono la sorte d’ogni uomo e non possono essere compensate e

superate da nessun altro fattore inferiore all’anima stessa.

b. I lampi di previsione emananti dall’anima che dimora nella coscienza dell’Eterno presente.

Quando il contatto con l’anima è fermamente stabilito e la coscienza del Conoscitore è stabilizzata

nel cervello, la previsione non comporta terrore. Il quadro appare nella sua interezza

e non come un barlume fugace e frammentario come accade attualmente. Il rimedio rimane

quindi il medesimo: stabilire relazioni così strette fra anima e cervello, attraverso la mente addestrata

e governata, in modo che causa ed effetto appaiano come una cosa sola e possano es141

sere presi i giusti provvedimenti per affrontare la situazione correttamente e nel modo più vantaggioso.

La previsione raramente preannuncia felicità e la ragione è facile a comprendersi. Il

genere umano si trova al punto in cui il figliuol prodigo è cosciente della futilità della vita terrena.

Esso è pronto per considerare con attenzione il messaggio del Buddha, poiché per lunghi

secoli è stato tormentato da guerre e carestie, dal desiderio e dalla lotta economica. Il panorama

che scorge davanti a sé appare oscuro e minaccioso, carico di cataclismi e disastri.

304 Eppure, se gli uomini mettessero in atto il concetto di fratellanza, con tutto ciò che implica,

nella vita e nel lavoro d’ogni giorno, in tutte le relazioni fra capitale e lavoro, fra governanti e

popolo, fra le nazioni o fra le razze, sulla Terra emergerebbe una pace che nulla potrebbe

sconvolgere. Una regola semplice, eppure ancora ben lontana dalla comprensione mentale della

maggioranza!

c. Un grande quantità di angoscia e paura individuale può affliggere un uomo pur senza

avere alcuna relazione con ciò che lo riguarda. È possibilissimo che un uomo provi i timori di

altre persone, mentre nulla ha da temere per se stesso. Può identificarsi a tal punto con i loro

presagi di catastrofi future da interpretarli in relazione alle proprie esperienze future. Egli non

è in grado di dissociarsi dalle loro reazioni e assorbe una parte così grande del veleno presente

nella loro aura mentale da esserne trascinato in un vero vortice di terrore e paura. Eppure, se

soltanto potesse vederlo, il futuro non gli riserva alcuna catastrofe. Egli s’inganna, ma il corpo

astrale e il plesso solare reagiscono come se fosse vero. Purtroppo questo si verifica spesso ora

che vi sono migliaia di anime sensibili che aspirano, inesperte nel trattare il karma mondiale,

completamente aperte alla sofferenza degli altri e incapaci di distinguere fra il loro destino nel

futuro immediato e il destino di altri nel loro ambiente.

Agli aspiranti più avanzati e a quelli sul Sentiero della Prova può capitare di entrare in contatto

con antiche vibrazioni di male e miseria sul piano astrale, da lungo tempo passati e superati;

oppure possono leggere un frammento degli archivi akascici riguardante sventure incombenti

su un individuo o un gruppo, ai quali forse non assisteranno mai, ma essi riferiscono

l’informazione a se stessi e di conseguenza ne soffrono.

305 3. Paura del dolore fisico. Per molti questa paura è alla base di tutte le loro ansietà, anche

se non se ne rendono conto. È effettivamente un risultato che scaturisce dalle altre tre categorie

di paure: la tensione imposta al corpo astrale, la tensione causata dall’uso della facoltà

d’immaginazione e la tensione del ragionamento nel sistema nervoso fisico. Questo sistema

diventa oltremodo ipersensibile e può provocare le più acute sofferenze fisiche. Malattie e afflizioni

che potrebbero sembrare di poca importanza al tipo comune più flemmatico, si aggravano

fino a diventare una vera e propria angoscia. Coloro che curano gli ammalati dovrebbero

tener conto di questo fatto e provvedere a ridurre la sofferenza fisica con sedativi e anestetici

per evitare ulteriore e indebita tensione a un sistema nervoso già sovraffaticato.

Mi chiedete se approvo l’uso dell’etere e del cloroformio nelle operazioni e dei sedativi.

Fondamentalmente no, ma temporaneamente lo ammetto certamente. Quando il contatto con

l’anima è fermamente stabilito ed è stata sviluppata la facoltà di entrare e uscire dal proprio

corpo fisico a volontà, questi aiuti non sono più necessari. Nel frattempo possono essere considerati

misure d’emergenza, rese necessarie dal karma mondiale e dal punto d’evoluzione del

genere umano. Naturalmente non mi riferisco all’uso di narcotici e droghe usati da persone isteriche

e squilibrate, bensì all’uso giudizioso di palliativi del dolore sotto la saggia guida del

medico.

4. Paura dell’insuccesso. È comune a molte persone in diversi campi. Paura di non riuscire

a far bene, paura di non conquistare l’amore e l’affetto di coloro che amano, paura di essere

disprezzati o guardati dall’alto, paura di non riuscire a vedere e cogliere le opportunità, sono

tutti aspetti del complesso di paura che caratterizza la vita di molte persone di valore. Ciò può

attribuirsi a un ambiente che non è congeniale ed è poco comprensivo, oppure all’impressione

di non essere dotati di qualità adeguate al compito e, in molti casi, è radicata nel fatto che un

uomo è un discepolo, o un’anima veramente grande, pronta a incamminarsi sul Sentiero della

Prova.

142

306 Egli ha avuto qualche contatto con l’anima; ha scorto la visione e la possibilità; guarda alla

propria personalità e la raffronta con il lavoro da compiere, con la qualità delle persone con le

quali ciò l’ha messo in contatto. Ne risulta un complesso d’inferiorità molto potente, poiché alimentato

da vere correnti di forza provenienti dall’alto. Come sappiamo, l’energia segue il

pensiero ed è colorata dalla qualità di quel pensiero. L’uomo volge un occhio critico e disgustato

alla sua personalità e così facendo alimenta proprio ciò che egli deplora, rendendosi in tal

modo ancora più inadeguato al compito. È un circolo vizioso che deve essere interrotto comprendendo

perfettamente la verità contenuta nelle parole: “Come un uomo pensa, tale egli è.”

Soffermando l’attenzione sulla natura della sua anima onnisciente diverrà simile a

quell’anima. Il suo pensiero si focalizza nella coscienza dell’anima ed egli diventa quell’anima

che si manifesta per mezzo della personalità.

Questo non è che un breve riassunto delle principali paure che affliggono l’umanità e serve

soltanto a entrare nel soggetto e offre l’occasione di dare alcuni suggerimenti pratici.

I. DEPRESSIONE O IL SUO POLO OPPOSTO, EUFORIA.

Quando tocchiamo il soggetto della depressione ci occupiamo di un fattore tanto diffuso

che ben pochi riescono a sfuggirne gli attacchi. È come un miasma, una nebbia che avvolge

l’uomo impedendogli di vedere con chiarezza, di camminare sicuro e conoscere la Realtà. Essa

fa parte della grande illusione e quando ciò sarà compreso, diverrà evidente il perché esista

la depressione, la cui causa è astrale o fisica e inerente a una situazione mondiale o personale.

Possiamo quindi studiare la depressione come si presenta nell’individuo e considerarne le cause

che sono:

307 l. L’illusione mondiale. Essa trascina un’unità isolata, altrimenti esente da condizioni

individuali che potrebbero determinare una depressione, nel profondo di una reazione mondiale.

Questa illusione mondiale, con i suoi effetti devitalizzanti e deprimenti, ha le sue radici in

diversi fattori che ci limiteremo a indicare solo breve mente:

a. Fattori astrologici che influenzano l’oroscopo planetario e di conseguenza gli individui,

oppure principalmente razziali. Questi due fattori sono spesso trascurati.

b. Il corso del Sole nei cieli. Il corso del sud tende a esercitare un influsso vibratorio più

basso e gli aspiranti dovrebbero tenerlo presente in autunno e nei primi mesi invernali.

c. Il periodo della luna calante nella fase finale e l’inizio della luna nuova. Come ben

sapete ciò influisce sulla meditazione.

d. Fattori psicologici e inibizioni di massa, dovuti indubbiamente a forze esterne al pianeta

e a piani il cui intento è oscuro per l’umanità media. Queste forze, che influiscono

sul genere umano, colpiscono i più sensibili; questi a loro volta influenzano il loro

ambiente e progressivamente viene a crearsi un impulso che si diffonde in tutta una

razza o una nazione, per un certo periodo o un ciclo di anni, producendo condizioni di

profonda depressione e sfiducia reciproca. Ne risulta un triste egocentrismo ed è un

fenomeno che noi chiamiamo panico o un’ondata di irrequietezza. Il fatto che possa

ripercuotersi sul piano militare, economico, sociale o politico, oppure sfociare in una

guerra o un’inquisizione religiosa, in una crisi finanziaria o internazionale è di secondaria

importanza. Le cause risalgono ai disegni del processo evolutivo e sono governate

dalla buona Legge, anche se non è evidente.

308 2. Polarizzazione astrale. Finché l’uomo s’identifica con il proprio corpo emotivo, finché

interpreta la vita secondo i suoi umori e sentimenti, finché reagisce al desiderio, avrà sempre

momenti di disperazione, di oscurità, di dubbio, di angoscia e depressione. Essi sono dovuti

all’illusione del piano astrale che deforma, capovolge e inganna. Non è necessario dilungarci

su quest’argomento. Se c’è un fattore che gli aspiranti riconoscono, è la necessità di liberarsi

dalla Grande Illusione. Arjuna lo sapeva, eppure cedette alla disperazione. Tuttavia, nell’ora

143

della necessità Krishna non gli venne meno, ma nella Gita stabilì le semplici regole che permettono

di superare la depressione e il dubbio e che possono essere brevemente riassunte come

segue:

a. Conosci te stesso come l’Essere immortale.

b. Governa la tua mente, poiché per mezzo di quella mente l’Essere immortale può essere

conosciuto.

c. Apprendi che la forma non è che il velo che nasconde lo splendore della Divinità.

d. Realizza che la Vita Una pervade tutte le forme, sicché non vi è , morte, non vi è dolore,

non vi è separazione.

e. Distaccati perciò dal lato forma e vieni a Me, dimorando nel luogo in cui si trovano

Luce e Vita. Così l’illusione finirà.

309 È la sua polarizzazione astrale che espone l’uomo alle proprie molteplici reazioni emotive e

alle ondate di sentimenti di massa d’ogni genere. Questa è la causa per cui egli viene trascinato

in quel vortice d’energia incontrollata e di forza emotiva mal diretta che si risolve in una

guerra mondiale, in panico nella sfera finanziaria, in un risveglio religioso o in un linciaggio.

Essa lo può portare anche al massimo dell’euforia e della felicità effimera, in cui la “luce ingannevole”

del piano astrale gli svela false fonti di svago oppure, data la sua sensibilità,

l’euforia di massa lo trascina a una forma di isterismo che si manifesta come allegria sfrenata,

che è il polo opposto al pianto irrefrenabile. Non mi riferisco naturalmente alla vera allegria o

al fine senso dell’umorismo, ma a quegli scoppi d’ilarità isterica molto comuni fra la gente e

che finiscono in reazioni di stanchezza.

3. Una condizione di devitalizzazione del corpo fisico, dovuta a varie cause, come ad esempio:

1. Un corpo eterico o vitale esaurito.

2. Malattia fisica, congenita o portata da una vita precedente, contratta accidentalmente o

dovuta a reazioni emotive errate, oppure al karma di gruppo, come nel caso di

un’epidemia.

3. Condizioni atmosferiche. Questo fattore a volte è trascurato, ma le condizioni atmosferiche,

il clima, la densità, umidità o siccità, il caldo e il freddo hanno un preciso effetto

sullo stato psicologico.

Se studierete, troverete che tutte le cause secondarie e temporanee della depressione e del

suo opposto si possono raggruppare in una di queste tre categorie e, quando se ne sia accertata

la causa, il rimedio diviene evidente.

Mi sono soffermato un po’a lungo sulle due prime manifestazioni di forza astrale, ossia la

paura, comprendente paura della morte, del futuro, della sofferenza, dell’insuccesso e le numerose

paure minori cui l’umanità è soggetta e la depressione, poiché in questa epoca e in questo

ciclo esse costituiscono il Guardiano della Soglia. Entrambe indicano una reazione senziente a

certi fattori psicologici e non possono essere trattate usando un altro fattore come il coraggio.

Esse devono essere risolte dall’onniscienza dell’anima che opera tramite la mente, non dalla

sua onnipotenza.

310 Queste parole contengono un cenno occulto. Non tratterò degli altri fattori elencati, come il

desiderio di felicità, di soddisfazione degli appetiti animali, di liberazione, poiché per la maggioranza

non costituiscono un problema come i primi due. Si potrebbe scrivere a lungo sulla

manifestazione e la causa di tutti questi fattori, ma quando paura e depressione saranno superate,

il genere umano entrerà in possesso della suo retaggio di felicità, di vera soddisfazione

(di cui gli appetiti sopra indicati non sono che i simboli) e di liberazione. È meglio trattare

prima dei mali fondamentali. Una volta dominati, non rimarrà che giusto orientamento e polarizzazione

nell’anima.

Prenderemo poi in considerazione il modo di superare la vibrazione errata del corpo astrale

e l’uso dell’energia astrale nella direzione giusta.

Abbiamo ampiamente trattato del corpo senziente o astrale e considerato i vari modi errati

in cui esso si fa sentire. L’umanità vibra principalmente in uno di questi modi e il corpo senziente

di un essere umano comune non è quasi mai libero da qualche umore, paura o agitazio144

ne. Ciò ha determinato una situazione per cui il plesso solare si è sviluppato in modo anormale.

La vita della maggioranza degli esseri umani è governata dal centro sacrale e dal plesso solare

e questa è la ragione per cui il desiderio di vita materiale e quello di soddisfazione sessuale

sono così strettamente connessi. Nell’animale, il plesso solare costituisce il cervello e governa

tutte le reazioni istintive, ma non è così strettamente legato all’espressione puramente

sessuale come lo è nell’essere umano. Quando il cervello diviene sensibile alla mente che si risveglia

e non è più completamente occupato a registrare l’impressione sensoria, avviene

l’orientamento che col tempo eleverà la coscienza ai centri situati sopra il diaframma. Il plesso

solare verrà allora relegato di nuovo alla sua vecchia funzione di strumento direttivo della vita

animale puramente istintiva. Per lo studente avanzato il plesso solare è largamente l’organo

della sensibilità psichica e rimarrà tale fintanto che i poteri psichici superiori non avranno sostituito

quelli inferiori e l’uomo agirà come anima. La vita sensoria cadrà allora sotto la soglia

della coscienza.

USO CORRETTO DELL’ENERGIA

311

Nel trattare del modo di superare la vibrazione errata e della giusta direzione da dare

all’energia astrale, sarà utile elencare molto brevemente le principali energie che si imprimono

nell’organismo umano e circolano attraverso il corpo senziente dell’uomo.

l. Energie che passano e ripassano attraverso il corpo senziente del pianeta stesso, in altre

parole il corpo astrale dello spirito della terra. Questa entità non è il Logos planetario, ma un

essere di grande potenza sull’arco involutivo, che sta al Logos planetario nello stesso rapporto

in cui l’elementale astrale sta all’essere umano. Nel Trattato del Fuoco Cosmico troverete

maggiori dettagli su questa vita, che è l’aggregato di un grande numero di vite e di quei pitri

lunari o costruttori minori che costituiscono la vita senziente dell’aspetto personalità del Logos

planetario, una forza ancora più potente sia per il bene che per il male, secondo il significato

che noi diamo alla parola “male”. Il male in se stesso non esiste, come non esiste il bene nel

senso delle paia di opposti. Soltanto nel tempo e nello spazio vi sono vari stati di coscienza

che producono effetti esteriori differenti. L’energia di questa vita involutiva ha un effetto potente

sull’altra minuscola vita involutiva che costituisce il nostro elementale astrale.

L’individualità dell’uomo e la potenza della sua personalità che si sta rapidamente coordinando

sono i fattori che lo proteggono dalla completa identificazione sensitiva con quella vita

maggiore.

312 L’uomo è un individuo. Egli è il risultato di altri fattori e la combinazione di questi fattori

costituisce la sua protezione contro l’assorbimento completo nella vita senziente planetaria,

come avviene per gli animali. Alla morte, il corpo astrale dell’uomo si disintegra e le particelle

che lo costituiscono tornano a essere frammenti indifferenziati del grande tutto.

2.Alcune energie astrali emananti da forme planetarie che ancora non esistono sotto forma

di pianeti fisici, né nella sfera eterica, ma che sono comprese entro l’anello invalicabile del nostro

sistema solare. In senso planetario esse rappresentano due gruppi di vite: il primo composto

dei gusci astrali di pianeti in decomposizione e disintegrazione che l’iniziato vede ancora

ruotare attorno al sole, ma che stanno rapidamente scomparendo. La nostra luna ne farà parte

anch’essa quando la totale disintegrazione della sua forma esterna avrà avuto luogo. Il secondo,

composto dalle forme astrali delle vite solari minori sull’arco evolutivo che stanno lentamente

prendendo forma, ma non hanno ancora assunto un corpo eterico e non assumeranno un

corpo fisico in questo periodo mondiale. Questi due gruppi sono le corrispondenze fisiche degli

uomini che si reincarnano e di quelli che sono trapassati e stanno lentamente perdendo i loro

corpi prima di un’altra reincarnazione, o che hanno completamente abbandonato i loro gusci.

Due di queste forme astrali in stato di rapida “decomposizione” si trovano in prossimità

della nostra Terra sulla quale esercitano ancora un influsso molto potente. A causa di questa

stretta relazione esse producono due tipi di desiderio o tendenza astrale fra gli uomini. L’una

produce gran parte della tendenza istintiva alla crudeltà che si riscontra nei bambini e in certi

145

tipi di uomini, mentre l’altra ha un effetto sulla vita sessuale e produce alcune di quelle tendenze

al pervertimento, attualmente causa di molte difficoltà. Tendenze al sadismo e perversioni

sessuali sono molto rafforzate da queste emanazioni astrali agonizzanti. Nei tempi antichi

questi influssi furono ancora più potenti, data la maggiore vicinanza di quelle forme alla

Terra, ciò che spiega la crudeltà dei riti e gli orrori, ad esempio di Sodoma e Gomorra.

313 Il loro potere declina rapidamente e si tenga presente che esse non avrebbero alcun potere

sull’umanità se in essa non esistessero degli istinti sui quali queste energie possono agire. Si

ricordi pure che all’epoca Lemuriana i loro influssi erano costruttivi, poiché a quei tempi la lezione

del sesso e della registrazione intelligente del dolore avevano il loro posto negli schemi

di coloro che cercavano di condurre l’uomo animale alla coscienza umana (non alla coscienza

dell’anima e nemmeno all’autocoscienza).

Vicino alla Terra, sulla via della rinascita, vi è una grande Vita che sta assumendo forma

eterica. Questa Vita, essendo sull’arco evolutivo e non un guscio in disfacimento, esercita un

duplice effetto reale nell’avvento della nuova era. Grazie alle emanazioni provenienti dal corpo

astrale di questa grande Vita, procede l’opera di abbattimento della parete separativa

dell’individualismo, che nell’uomo si manifesta come egoismo e nelle nazioni come nazionalismo.

Inoltre, la rapida integrazione del corpo eterico di questa Vita aumenta la frequenza di

vibrazione del corpo eterico del nostro pianeta. Nel Trattato del Fuoco Cosmico si fa riferimento

a un Avatar proveniente da Sirio, che verrà a produrre determinati effetti planetari.

Quella Vita non è l’Avatar, ma ne è il precursore, come San Giovanni Battista che “battezzava

con le acque (emanazioni astrali) e lo Spirito Santo”. Non è possibile dire di più

sull’argomento, ma se ne fa menzione perché le energie provenienti da questi due fattori devono

essere tenute presenti.

3. Energie astrali emananti dal nuovo segno dello zodiaco nel quale stiamo entrando,

l’Acquario, segno del portatore d’acqua e segno vivente ed emotivo.

314 L’effetto della sua potente forza stimolerà i corpi astrali degli uomini ad una nuova

coesione, a una fratellanza umana che non terrà alcun conto delle differenze razziali e nazionali

e porterà la vita degli uomini alla sintesi e all’unità. Ciò significa un afflusso di vita unificatrice

di potenza tale, che ora non e possibile immaginare, ma che fra un migliaio d’anni avrà

trasformato l’umanità in una fratellanza perfetta. Il suo effetto emotivo sarà di “purificare” i

corpi astrali degli uomini, sì che il mondo materiale cesserà di allettare in modo tanto potente;

negli stadi più avanzati potrà determinare un eccesso nell’ambito della sensibilità quanto quello

che abbiamo subito nel campo del materialismo! Negli stadi finali di tutti i segni, il fattore

sul quale essi operano principalmente si sviluppa all’eccesso. Attualmente l’effetto di questo

segno è costruttivo fra i pionieri del genere umano e distruttivo nelle file dell’umanità. Molti

libri trattano della prossima era dell’Acquario e non è quindi necessario che mi dilunghi

sull’argomento.

4. Deboli emanazioni dal sacro “Cuore del Sole”, non riconosciute dalle masse, che evocano

immediata risposta dai mistici, i quali stanno affermando una sempre maggiore integrità di

gruppo realmente importante e interessante. Queste emanazioni sono troppo elevate per essere

percepite dall’umanità in genere, ma i mistici reagiscono e la percezione della nuova vibrazione

li avvicina. La loro opera consiste nell’abbassare la vibrazione in modo che, col tempo, i

suoi effetti possano essere percepiti dagli uomini più progrediti. Il lavoro di questi mistici dovra

quindi inevitabilmente aumentare, poiché il “cuore del Logos solare” pulsa a un ritmo più

ravvicinato con il nostro pianeta dì quanto non sia mai stato in passato (non essendo un pianeta

sacro). L’amore e il pensiero di quella Vita divina sono volti a questa “piccola figlia di un figlio

da lungo tempo perduto”, come è talvolta designato il nostro pianeta nei libri occulti dei

Grandi Esseri.

315 5. Un’altra emanazione di massa che trascina il corpo astrale dell’uomo a una strenua

attività è il desiderio impulsivo del corpo astrale del quarto regno o umano, considerato nel

suo complesso o come espressione di una vita. Questo corpo senziente dell’umanità risponde,

in un modo di cui non ci si rende conto, ai quattro tipi d’energia astrale che abbiamo citato e

tale risposta è commisurata alla portata del corpo astrale dei singoli individui e al loro stadio di

146

sviluppo. In questo fatto sono da ricercarsi le origini della psicologia di massa e del governo

imposto dalla piazza, nonché della cosiddetta opinione pubblica, ma ci vorrà molto tempo

prima che la psicologia ufficiale riconosca questi quattro fattori. Coloro che guidano gli uomini

cercano di operare con questo tipo di risposta senziente e plasmano i pensieri degli uomini

per risvegliare il loro desiderio di questo, quello o quest’altro. Essi operano con questo tipo di

materia senziente senza comprendere minimamente la situazione e neppure i fattori di cui si

servono. Operano magneticamente, se appartengono al secondo raggio; ispirano paura minacciando

distruzione se appartengono al primo raggio e ricorrono alla Legge degli Espedienti se

appartengono al terzo raggio. Tutti e tre operano quindi sui corpi astrali degli uomini e la loro

capacità di riuscire dipende largamente dal tipo del loro corpo astrale e dal suo potere di attrarre

altri che siano abbastanza evoluti per rispondere con adeguata sensibilità ed eseguire poi un

buon lavoro. L’uomo della strada è quindi vittima della potenza astrale di coloro che lo guidano,

o per i propri fini o per il bene della sua anima, poiché essa opera in entrambe le direzioni.

6. La vita astrale, o emanazioni di sensibilità dell’ambiente in cui l’uomo vive, la famiglia o

gli amici. Essi influiscono su di lui molto più di quanto egli possa supporre, oppure lui stesso

può influenzarli, secondo quale delle due parti è positiva o negativa. Chiunque incontriamo o

con cui veniamo in contatto, ogni persona con cui viviamo o siamo giornalmente associati ha

un influsso su di noi, in bene o in male. La nostra natura emotiva può esserne stimolata in senso

buono ed elevato, quindi aiutata a riorientarsi, oppure ne viene abbassato il livello, ciò che

ostacola il progresso e spinge verso il materialismo. Sappiamo molto bene tutto questo ed è

inutile che mi dilunghi sull’argomento.

316 7. Il corredo di qualità emotive (astrali e senzienti) con il quale un uomo entra nella vita,

che egli utilizza e che, nel corso della vita, costruisce. Molti uomini sono vittime di un corpo

emotivo che si sono costruiti da sé, rispondendo alle energie dei gruppi sopra descritti. Il corpo

astrale reagisce in tre modi a tutte le emanazioni di carattere senziente:

a. Emotivamente. Il corpo astrale è spinto a rispondere, in un modo o in un altro, alle emanazioni

dei corpi astrali di gruppi o individui che lo circondano. Queste parole meritano

un’accurata riflessione.

b. Sensibilmente. Tutte le impressioni vengono sempre registrate dal corpo astrale, anche

se non vi è risposta emotiva; i discepoli devono imparare a distinguere con precisione

fra questi due fatti. A volte, quando non avviene una risposta emotiva nel senso generalmente

inteso, vi è ugualmente una registrazione della causa di origine che cercava di

esercitare un effetto sul corpo emotivo.

c. Semplice reazione. La registrazione del rifiuto di registrare o di rispondere a un influsso,

a un’impressione emotiva. Può essere in bene o in male.

In tutti e tre i casi si sceglie uno degli opposti e questa scelta dipende dalla qualità del meccanismo

astrale dell’uomo in questione. Un quarto metodo comporta distacco totale dal corpo

emotivo e l’assoluta capacità di isolarsi a volontà da qualsiasi impressione sensoria, allo scopo

di servire con maggiore efficienza e di amare con maggiore intelligenza. Non dimenticate infine

che amore ed emozione non sono la stessa cosa.

317 Nasce ora una domanda: come vincere la vibrazione errata? In primo luogo occorre

riconoscere cosa sia una vibrazione errata ed essere in grado di registrare una reazione. Una

vibrazione, un impulso, un’emozione, un desiderio hanno origine in un aspetto inferiore

dell’aspetto forma. Differiscono da un’emanazione proveniente dall’anima. Si deve riconoscere

la differenza fra i due impatti sul corpo senziente. Occorre chiedersi: questa reazione è una

risposta alla vita della personalità oppure alla coscienza dell’anima? Questo impulso che cerca

di trascinare all’azione il mio corpo senziente proviene dalla Vita divina dentro di me oppure

dall’aspetto forma, in una sua qualsiasi manifestazione? L’attività generata nel mio corpo astrale

sarebbe utile o dannosa alle persone con cui sono in rapporto? Ne sarebbero ostacolati o

aiutati?

Un attento studio delle proprie reazioni emotive conduce a considerare la caratteristica fondamentale

sulla quale non s’insisterà mai abbastanza di fronte alle presenti condizioni del

mondo: l’innocuità. Vi dirò che il conseguimento dell’innocuità, in senso positivo e non in

147

senso negativo, significa il raggiungimento dello stadio che conduce al Portale della Iniziazione.

Sentita per la prima volta, quest’affermazione sembra senza importanza, come se si volesse

ridurre a tal punto tutto il soggetto dell’iniziazione da renderlo insignificante. Ma chi la pensa

così metta in pratica l’innocuità positiva che si risolve in pensiero corretto (perché basato

sull’amore intelligente), in giusta parola (perché governata dall’autodominio) e in giusta azione

(perché fondata sulla comprensione della Legge) e si renderà conto che il suo tentativo evocherà

tutte le risorse del suo essere e richiederà molto tempo per essere compiuto. Non si

tratta dell’innocuità derivante dalla debolezza o da una disposizione sentimentale, seppure

amorevole, che vuole evitare guai per non turbare l’armonia stabilita nella vita, con il disagio

che ne consegue. Non è l’innocuità dell’essere poco evoluto, negativo e impotente, che non ha

la forza di nuocere perché così poco dotato da non poter recare alcun danno.

318 È l’innocuità che scaturisce dalla vera comprensione e dal dominio dell’anima sulla

personalità, che conduce inevitabilmente all’espressione spirituale nella vita d’ogni giorno.

Emana dalla capacità di entrare nella coscienza e penetrare nel modo di comprendere del proprio

fratello, dopo di che tutto viene perdonato e dimenticato nel desiderio di soccorrere e aiutare.

La risposta alla vibrazione errata non può essere fondamentalmente evitata con il metodo di

costruirsi un guscio” o di “isolarsi” grazie al potere dei mantram e della visualizzazione.

Questi due metodi sono espedienti temporanei con i quali coloro che hanno ancora qualcosa da

imparare cercano di proteggersi. Come ben sapete, la costruzione di un guscio conduce alla

separatività e più tardi sarà necessario vincere l’abitudine di costruire gusci e frantumare e distruggere

quelli già costruiti. È più facile distruggere i gusci che perdere l’abitudine di costruirli.

Il processo di costruzione continua automaticamente e alla fine l’aspirante si trova attorniato

da tante difese che non può più uscirne, né è più possibile stabilire alcun contatto con

lui. Il processo d’isolamento, che è una pratica più avanzata e richiede maggior conoscenza

magica, consiste nell’emanare determinate energie del corpo vitale in una direzione particolare,

ciò che serve a tener lontane altre energie per mezzo di ciò che è detto un impatto. Mediante

quest’impatto il moto delle energie che si avvicinano viene invertito ed esse vengono dirette

altrove. Ma queste energie devono andare da qualche parte; se dovessero nuocere a qualcun altro,

colui che ne ha invertito la direzione nel desiderio di proteggersi non ne sarebbe responsabile?

319 Per l’aspirante, la pratica dell’innocuità è il modo migliore e più facile di lavorare. Nulla vi

sarà più in lui di ostile a qualsiasi vita in qualunque forma, quindi attrarrà a sé soltanto ciò che

è benefico e userà le forze benefiche così attirate per aiutare altri esseri. Questo deve essere il

suo primo passo; la disciplina che esso comporta e la costante sorveglianza di tutte le tre attività

sui tre piani dell’evoluzione umana e di tutte le reazioni portano il corpo emotivo sotto il

dominio della mente illuminata. Ciò conduce anche alla comprensione dei propri simili.

In secondo luogo vi è uno stadio ulteriore in cui il discepolo impara ad assorbire e trasmutare

le vibrazioni errate e le energie distruttive. Egli non ha gusci o barriere. Non s’isola in se

stesso né dai suoi fratelli. Con l’innocuità ha imparato e neutralizzare tutte le emanazioni malefiche.

Ora agisce con una positività di nuovo tipo. In modo preciso e con piena consapevolezza

di ciò che sta facendo, egli raccoglie in sé tutte quelle emanazioni (energie distruttive e

forze errate), ne divide le parti componenti e le rimanda là donde vennero, neutralizzate, impotenti

e innocue, eppure conservandone intatta la natura. Direte che è un insegnamento arduo e

poco significativo per l’aspirante medio. Tale è sempre l’insegnamento esoterico, ma coloro

che sanno comprenderanno e parlo per loro.

Vi è un altro metodo, ancora più avanzato e usato dall’iniziato. Conoscendo la Legge e alcune

Parole di Potere egli può ordinare alle energie di invertire la direzione e tornare al centro

d’origine. Ma questo metodo non ci riguarda. Per intanto è necessario praticare ancora a lungo

l’innocuità sorvegliandone attentamente l’applicazione nella vita quotidiana.

320 La giusta direzione dell’energia astrale può essere riassunta nei suoi tre aspetti descritti nel

Libro delle Regole, che era dato ai chela dei primi gradi. Tutte le vere scuole esoteriche cominciano

con il controllo del corpo astrale e il chela, dopo aver fatto qualche progresso nella

148

manifestazione dell’innocuità, doveva imparare a memoria e mettere in pratica queste tre regole.

Regola I. Entra nel cuore del fratello tuo e vedi il suo dolore. Poi parla. Le tue parole infondano

in lui la potente forza di cui ha bisogno per spezzare le sue catene. Compito tuo è di

parlare con comprensione. La forza che riceverà lo sorreggera nel suo lavoro.

Regola II. Entra nella mente del fratello tuo e leggi i suoi pensieri, ma solo quando i tuoi

sono puri. Poi pensa. I pensieri così creati entrino nella mente del fratello tuo e si fondano con

i suoi. Mantieni però il completo distacco, poiché nessuno ha il diritto di dirigere la mente di

un fratello. Il solo diritto esistente lo porterà a dire: “Egli ama. Egli è vicino. Egli sa. Egli pensa

con me e io sono forte per fare ciò che è giusto.” Impara dunque a parlare. Impara dunque a

pensare.

Regola III. Fonditi con l’anima del fratello tuo e conoscilo quale è. Solo sul piano

dell’anima ciò può esser fatto. Altrove la fusione alimenta il focolare della sua vita inferiore.

Poi focalizzati sul Piano. Così egli vedrà la parte che lui, tu e tutti gli uomini svolgono. Così

egli entrerà nella vita e saprà che il lavoro è compiuto.

Una nota aggiunta alle regole dice:

Queste tre energie, della parola, del pensiero e del proposito, se usate con comprensione dal chela

e fuse con le forze in risveglio dei fratello che cerca di aiutare, sono le tre energie con le quali tutti gli

adepti operano.”

321 È quasi impossibile tradurre queste antiche formule con parole adeguate, ma questa

parafrasi sommaria trasmetterà l’idea all’illuminato; queste regole riassumono i pochi pensieri

che l’aspirante medio deve afferrare riguardo alla giusta direzione dell’energia e che è pronto a

ricevere.

L’ERA PRESENTE ED IL FUTURO

Abbiamo visto quale parte abbia la minuscola unità senziente di un individuo umano in relazione

al Grande Tutto. Abbiamo notato le diverse forme assunte dall’evoluzione astrale. Abbiamo

inoltre ricordato alcune sorgenti da cui proviene l’energia astrale. Ci siamo resi conto

che ciascuno di noi è immerso in un oceano di forze senzienti che esercitano un influsso su di

noi poiché, secondo la Legge, ci siamo appropriati per nostro uso di una parte di quell’energia

universale, per mezzo della quale siamo in rapporto con il tutto. Uno dei tipi d’energia astrale

cui non abbiamo accennato, si dice emani dal “Cuore del Sole”. Non posso comunque diffondermi

a lungo su questo soggetto che il cervello umano non sarà in grado di comprendere o il

cuore umano di appropriarsi fintanto che il centro del cuore non sarà aperto e attivo. Questa

corrente d’energia vivente può nondimeno essere largamente percepita, sebbene non sia possibile

appropriarsene nella sua pura essenza. La chiamiamo “Amore di Dio” ed è infatti la forza

d’attrazione magnetica che fluisce ed emana liberamente e riconduce ogni pellegrino alla Casa

del Padre. È la forza che si muove nel cuore dell’umanità e trova espressione per il tramite degli

Avatar mondiali, degli aneliti mistici d’ogni essere umano, tramite tutti i movimenti il cui

obiettivo è il benessere dell’umanità, tramite le tendenze filantropiche ed educative d’ogni genere

e, nel cosiddetto mondo della natura, tramite l’istinto di protezione proprio della maternità.

Si tratta però essenzialmente di una sensibilità di gruppo e soltanto nella prossima era

dell’Acquario sarà possibile comprenderne la vera natura e appropriarsene in modo corretto.

Ora vi accenno, poiché è uno dei fattori da prendere in considerazione. Soltano coloro “i cui

cuori sono aperti ed elevati al Signore” comprenderanno le mie parole.

322 È inutile occuparci di ciò che attende il genere umano in un lontano futuro. Vi sono

problemi immediati che richiedono attenzione, problemi personali o collettivi che riguardano

il dominio del veicolo astrale. Viene offerta l’occasione di dimostrare le potenzialità dell’Ego

149

o anima in mezzo al caos, la sua capacità di controllare e governare nella sua piccola sfera

d’influenza. Questo è lo sforzo peculiare dei giorni a venire che attende tutti gli aspiranti in

questo periodo e, a vostra guida, vorrei dare alcuni suggerimenti che potrete seguire o meno,

come la vostra saggezza vi detterà.

Dobbiamo ricordare che ogni aspirante è un punto focale d’energia e, nel posto in cui si

trova, dovrebbe essere un punto focale cosciente. In mezzo al turbine e alla tempesta dovrebbe

far sentire la sua presenza. Qui opera la Legge di Azione e Reazione e spesso i Grandi Esseri,

proprio prevedendo la necessità di tali punti di contatto interiore in periodi di agitazione mondiale

come quello presente, riuniscono gli aspiranti al servizio in alcune località. Essi agiscono

quali elementi d’equilibrio e aiutano il piano generale, imparando al tempo stesso molte lezioni

necessarie.

Lo sforzo da parte degli aspiranti non dovrebbe consistere nel resistere alla pressione e respingerla

o nel combattere e tener lontani gli eventi. Con tale metodo l’attenzione si accentra

sul non-sé contribuendo ad aumentare il caos. Lo sforzo dovrebbe essere volto a stabilire un

contatto con il Sé superiore, a mantenerlo stabile e costante e a tenersi in un allineamento diretto

in modo che la forza e il potere dell’anima possano fluire nella triplice natura inferiore e

attraverso essa, producendo un’irradiazione costante. Questa irradiazione influenzerà

l’ambiente circostante in proporzione esatta all’estensione del contatto interiore e in relazione

diretta con la chiarezza del canale di collegamento fra il cervello fisico e il corpo causale.

L’aspirante dovrebbe pure tendere a quell’oblio di sé che si fonde con il bene di coloro con i

quali viene in contatto. Questo oblio di sé si riferisce al sé inferiore. Raccoglimento interiore e

oblio di sé dovrebbero essere associati.

323 L’uomo che mira a divenire un punto di contatto fra le condizioni caotiche e Coloro che

operano a fini costruttivi e per stabilire l’ordine, in tutto ciò che fa dovrebbe anche usare quel

fattore estremamente necessario che è il buon senso. Ciò comporta sempre obbedienza alla

legge d’economia della forza, debito discernimento ed un vero senso dei valori. Quando questi

fattori sono presenti, si economizza il tempo, si risparmiano le forze, si distribuisce saggiamente

l’energia e si eliminano gli eccessi di zelo, ciò che permette ai Grandi Esseri di poter fare

affidamento sulla sagacia dell’aspirante e trovare in lui un valido aiuto.

Scopo di tutta la formazione occulta è lo sviluppo dell’aspirante, affinché egli possa essere

veramente un punto focale d’energia spirituale. Si ricordi tuttavia che, secondo la legge, questa

formazione sarà ciclica, con i suoi flussi e riflussi, come ogni cosa nella natura. A periodi

d’attività seguono periodi di pralaya e a periodi di contatto registrato si alternano quelli

d’apparente silenzio. Vi prego di notare la scelta delle parole. Questo avvicendamento è dovuto

all’imposizione della Legge di Periodicità e, se lo studente evolve nel modo desiderato, ogni

periodo di pralaya sarà seguito da uno di maggiore attività e di conseguimento più potente.

Ritmo, flusso e riflusso e battito regolare della vita che pulsa costituiscono l’eterna legge

dell’universo; imparando a rispondere alla vibrazione degli Alti Luoghi, questa periodicità

ritmica deve essere tenuta presente. La medesima legge governa gli esseri umani, i pianeti, i

sistemi solari, tutti centri o punti focali d’energia in una Vita maggiore. Se volete che il lavoro

che avete intrapreso sfoci in un successo (lavoro che tende principalmente allo sviluppo della

capacità di venire in contatto con determinate correnti sui livelli mentali, correnti che emanano

dal Sé superiore, dal vostro gruppo egoico o dal Maestro) devono esistere precise condizioni

prestabilite. Certi fattori devono essere presenti.

324 Se questi fattori sono inesistenti, le correnti vengono deviate (se così posso esprimermi) e il

contatto non avviene. Se le circostanze richiedono che vi occupiate di faccende terrene, e in

ogni ciclo di vita vi sono di questi periodi, l’attenzione dovrebbe essere concentrata su questi

dettagli; nel frattempo potreste non rendervi conto dei contatti superiori. Rivolgere

l’attenzione a questioni del piano fisico non rappresenta necessariamente una perdita di tempo,

ma potrebbe far parte del piano in quel periodo particolare, come qualsiasi altra forma di servizio.

L’obiettivo da raggiungere è la piena espressione e la piena coscienza su ogni piano, ricordando

che ciascuno di essi, con i suoi vari stati di coscienza, fa parte della Vita divina. Ciò

150

che ancora manca alla maggioranza degli aspiranti è una coscienza sintetizzata e la capacità di

mantenere e registrare la continuità.

Se esiste una condizione emotiva o mentale caotica, anche in questo caso le correnti vengono

deviate e il cervello non registra ciò che vede od ode interiormente. Se si è affaticati e il

corpo fisico richiede riposo, anche allora le impressioni interiori non vengono registrate. Sono

i centri nel veicolo eterico che, in questo lavoro di contatto e conseguente trasmissione

d’energia, vengono vitalizzati e diventano attivi; quindi, se la vitalità è bassa e i fluidi pranici

non sono assimilati, tutto il contatto vibratorio viene abbassato e il centro non riesce a registrare

la vibrazione e la risposta. Quando la stimolazione è adeguata e le altre condizioni si risolvono

nella necessaria quiete, il contatto con le correnti spirituali è di nuovo possibile; ad esso

segue la risposta e un nuovo ciclo di ricettività. Sono entrato in questi particolari perché so che

vi sono state molte domande in proposito e desidero che tutto il processo sia in qualche misura

chiarito.

325 È importante che tutti abbiano un’esatta comprensione di ciò che avviene e, trattandosi di

fattori che influiscono direttamente sul loro potere di servire, dovrebbero essere consapevoli

d’ogni passo compiuto.

Riguardo ai problemi che trattengono l’attenzione di voi tutti che vivete in quest’epoca di

irrequietezza e cambiamenti radicali nel mondo, ho una parola di conforto da porgervi. Sebbene

la situazione possa apparirvi sotto la minaccia di nuove tempeste, tenete presente che quando

l’agitazione è generale, come ora, e tutto vi è coinvolto, la fine dello sconvolgimento è vicina.

Nella natura, una tempesta elettrica generale serve a purificare l’atmosfera e prelude a un

periodo di bel tempo e a condizioni di vita più gratificanti. Abbiamo avuto la tempesta elettrica

della guerra mondiale e il periodo di progressiva dispersione delle nubi, con il brontolio del

tuono tutto intorno e improvvisi temporali con vento e pioggia che hanno sconvolto le speranze

di coloro che attendevano il sole. Coloro che portano pazientemente avanti il lavoro, che

mantengono la calma e la sicurezza interiori, che perdono di vista l’apparenza delle personalità

e tengono presente soltanto le forze senza forma che operano attraverso tutte le forme e le stagioni,

vedranno l’ordine nascere dal caos, la costruzione sorgere dalle passate distruzioni e gli

aggiustamenti del presente; vedranno lo sprigionarsi di nuove forze di vita, finora escluse dai

gusci cristallizzati costruiti dagli uomini. Mantenete quindi costantemente la visione interiore

e date prova di quella grande pazienza che perdura attraverso i cicli minori, poiché la chiave

dei cicli maggiori è stata tenuta con fermezza.

Vale la pena di accennare brevemente ad alcune linee di pensiero che stanno emergendo al

presente, risultato del passato e promessa del futuro.

326 I pensieri degli uomini hanno sempre avuto un fondamento religioso. Non vi è mai stato

tempo in cui la religione o i pensieri degli uomini riguardo a Dio, all’infinito e alla Vita che ha

dato origine a tutto non siano stati presenti. Anche le razze selvagge più ignoranti hanno riconosciuto

un Potere e hanno cercato di definire il loro rapporto con quel Potere con la paura, il

sacrificio o la propiziazione. Dai primi rudimenti dell’adorazione della natura, dal feticismo e

dall’idolatria dell’uomo primitivo siamo giunti a costruire una struttura di verità che, sebbene

ancora imperfetta e inadeguata, pone veramente le fondamenta del futuro Tempio della Verità

dove si vedrà la luce del Signore e che si dimostrerà adatto a esprimere la Realtà.

Dalla notte dei tempi sono emerse le grandi religioni le quali, sebbene diverse nelle teologie

e forme d’adorazione, sebbene caratterizzate da organizzazioni e cerimoniali distinti e da differenti

metodi di applicazione della verità, hanno in comune tre aspetti fondamentali:

l. L’insegnamento sulla natura di Dio e dell’uomo.

2. Il simbolismo.

3. Alcune dottrine fondamentali.

Quando l’uomo avrà riconosciuto questo fatto e riuscirà ad isolare quella significativa struttura

interiore, che è la stessa sotto tutti i cieli e in tutte le razze, emergerà allora la religione

universale, la Chiesa Unica e quel modo unificato, sebbene non uniforme, di avvicinarsi a Dio

che dimostrerà la verità delle parole di San Paolo: “Uno è il Signore, una la Fede, uno il Battesimo,

uno solo Dio e Padre di tutti, al di sopra di tutti, attraverso tutti e in ogni sua creatura.”

151

Le teologie scompariranno nella conoscenza di Dio; dottrine e dogmi non saranno più ritenuti

necessari, poiché la fede sarà basata sull’esperienza e l’autorità verrà sostituita dalla valutazione

personale della Realtà.

327 Il potere della Chiesa sul gruppo cederà il posto al potere dell’anima risvegliata negli

uomini; l’epoca dei miracoli e le dispute sul perché e come si manifestino, con lo scetticismo o

l’agnosticismo che ne consegue, cederà il passo alla comprensione delle leggi della natura che

governano il regno sovrumano e lo stadio soprannaturale del processo evolutivo. L’uomo verrà

in possesso della sua eredità divina e saprà di essere il Figlio di Dio, con tutte le caratteristiche

divine, poteri e capacità che sono suoi per dote divina. Ma nel frattempo a cosa assistiamo?

All’allontanamento da vecchie tradizioni stabilite, alla rivolta contro ogni autorità religiosa,

dogmatica, dottrinale o teologica, ad una tendenza all’autodeterminazione, all’abbattimento

dei vecchi modelli, delle vecchie barriere di pensiero e delle divisioni esistenti fra razze e fedi.

Stiamo perciò attraversando uno stadio intermedio di caos e di interrogativi, di ribellioni e

apparente licenza dei costumi. I metodi scientifici di ricerca e analisi, comparazione e deduzione,

sono applicati alla fede religiosa. La storia delle religioni, i fondamenti della dottrina, le

origini delle idee e la crescita del concetto di Dio sono sottoposte a ricerca e studio. Ciò conduce

a molte controversie, al rifiuto di vecchie idee riguardo a Dio, all’anima, all’uomo e al

suo destino. Scuole di pensiero differenti fra di loro in quanto a idee e metodi sono sempre esistite;

le sei Scuole di Filosofia indiana si può dire abbiano incorporato in sé praticamente tutte

le speculazioni fondamentali dell’uomo riguardo al perché e percome della manifestazione.

328 L’occidente ha aggiunto ben poco di nuovo al contenuto di queste sei scuole speculative,

sebbene la mente occidentale, con il suo genio per la tecnica e i metodi scientifici, abbia elaborato

le idee e differenziato le sei teorie in molteplici proposizioni minori. Dalla mescolanza

d’idee, teorie, speculazioni, religioni, chiese, culti, sette e organizzazioni, stanno emergendo

due linee principali di pensiero; l’una destinata ad estinguersi col tempo, l’altra a rafforzarsi e

crescere finché, a sua volta, darà origine alla formulazione finale (per noi) della verità, bastante

per la nuova era e che condurrà l’uomo ad un alto pinnacolo del Tempio e alla Montagna

dell’Iniziazione.

l. Appartengono alla prima linea di pensiero coloro che guardano al passato, che rimangono

attaccati ai vecchi metodi, alle antiche teologie e al rifiuto reazionario dei metodi di ricerca

della verità. Sono coloro che riconoscono l’autorità di un profeta, di una bibbia o di una teologia,

che preferiscono obbedire all’autorità imposta piuttosto che alla guida autoimposta

dell’anima illuminata. Sono i seguaci di una chiesa, di un regime, che si distinguono per devozione

ed amore puri, ma rifiutano di riconoscere l’intelligenza divina di cui sono dotati. La loro

devozione, il loro amore di Dio, la loro coscienza rigorosa ma mal guidata, la loro intolleranza,

ne fanno dei devoti, ma la loro stessa devozione li acceca e il loro sviluppo è limitato

dal fanatismo. Appartengono in gran parte alla vecchia generazione e la speranza per loro sta

nella devozione e nel fatto che l’evoluzione stessa li farà avanzare nel secondo gruppo.

A questo gruppo compete l’opera di cristallizzazione che condurrà alla completa distruzione

della vecchia forma; ad esso è affidato il compito di definire le vecchie verità in modo che

la mente del genere umano sia chiarificata, che gli elementi essenziali e non essenziali vengano

riconosciuti per ciò che sono, e che le idee fondamentali appaiano in tale contrasto con la

formulazione dei dogmi da permettere di vedere ciò che è basilare e rifiutare ciò che è secondario

e di poca importanza, poiché solo gli elementi fondamentali e causativi avranno valore

nella prossima era.

329 2. Al secondo gruppo appartiene per ora una minoranza molto piccola, ma in costante

crescita. Si tratta del gruppo interiore di coloro che amano Dio, i mistici intellettuali, i conoscitori

della realtà che non appartengono ad alcuna religione o organizzazione, ma si considerano

veri membri della Chiesa universale e “membri gli uni degli altri”. Provengono da ogni nazione,

razza e popolo, sono d’ogni colore e scuola di pensiero, eppure parlano tutti lo stesso linguaggio,

imparano i medesimi simboli, percorrono il medesimo sentiero, hanno scartato i medesimi

elementi superflui e hanno isolato il medesimo complesso di credenze essenziali. Si riconoscono

fra di loro, accordano uguale devozione ai capi spirituali di tutte le razze e attingo152

no con uguale libertà a tutte le Sacre Scritture. Essi costituiscono lo sfondo soggettivo del

nuovo mondo, costituiscono il nucleo spirituale della futura religione mondiale, sono il principio

unificatore che alla fine salverà il mondo.

In passato abbiamo avuto i Salvatori del Mondo, Figli di Dio che hanno enunciato un messaggio

mondiale e portato un aumento di luce ai popoli. Ora, nella pienezza dei tempi e per

opera dell’evoluzione, sta emergendo un gruppo che forse porterà la salvezza al mondo e il

quale, incorporando le idee di gruppo, dimostrando la natura del gruppo, manifestando in piccolo

il vero significato del corpo di Cristo e offrendo al mondo un quadro della vera natura di

un organismo spirituale, stimolerà e vivificherà in modo tale le menti e le anime degli uomini,

che la nuova era sarà inaugurata da un afflusso di amore, conoscenza e armonia di Dio stesso.

In passato le religioni sono state fondate da una grande anima, da un Avatar, da una eminente

personalità spirituale e l’impronta lasciata sul genere umano dalla loro vita, dalle loro

parole e dai loro insegnamenti è perdurata per molti secoli. Quale sarà l’effetto del messaggio

di un Avatar di gruppo? Quale la potenza dell’opera di un gruppo di conoscitori di Dio, che

enunciano la verità e sono uniti soggettivamente nella grande opera di salvare il mondo?

330 Quale sarà l’effetto della missione di un gruppo di Salvatori mondiali, non eguali al Cristo,

ma tutti in qualche misura conoscitori dì Dio, che integrano reciprocamente i loro sforzi, rinforzano

i reciproci messaggi e costituiscono un organismo attraverso il quale la vita spirituale

e il principio della vita spirituale possono far sentire la loro presenza nel mondo?

Tale corpo ora esiste e ha membri in ogni paese. Essi sono relativamente pochi e distanti

l’uno dall’altro, ma il loro numero è in costante aumento e il loro messaggio sarà sempre maggiormente

sentito. Essi sono animati da uno spirito costruttivo e sono i costruttori della nuova

era; ad essi è affidato il compito di preservare lo spirito di verità e di riorganizzare i pensieri

degli uomini in modo che la mente dell’umanità sia dominata e condotta all’atteggiamento riflessivo

e meditativo che permetterà di riconoscere il prossimo sviluppo del divino.

Connessa a questi due gruppi, i dottrinari reazionari e il gruppo soggettivo di mistici, troviamo

la maggioranza della nuova generazione, i giovani, che non fanno parte di nessuno dei

due e le cui idee sono largamente disorganizzate dal riconoscimento di entrambi. Essi non appartengono

al passato e rifiutano di accettarne l’autorità. Non appartengono al gruppo interiore

di Conoscitori che hanno il compito di dirigere il pensiero degli uomini nei giusti canali, poiché

non hanno ancora raggiunto il necessario livello di conoscenza. Essi riconoscono soltanto

due cose: il loro bisogno di libertà e un intenso desiderio di conoscenza. Disdegnano la tradizione

del passato; rifiutano le vecchie formulazioni della verità. L’attuale stato d’irrequietezza

del mondo, di apparente licenza e disgregamento sono proprio dovuti al fatto che essi non

hanno ancora una base sicura su cui poggiare e si trovano in una posizione di ricerca e indagine.

Non si dimentichi che questa situazione mondiale risulta dal contrasto di tre tipi di forza

oggi prevalenti nel mondo.

l. La forza che emana da coloro che mantengono le antiche tradizioni e, enfatizzando le

forme e il passato, ne provocano la distruzione.

331 2. La forza che emana dal gruppo interiore di mistici che, guidati dalla Gerarchia planetaria,

stanno costruendo la nuova forma.

3. La forza emanante dalle masse che non appartengono ad uno dei due gruppi precedenti;

esse useranno la forza ciecamente e spesso poco saggiamente fino a quando non perverranno

a riconoscere i canali costruttivi nei quali è possibile farla fluire con saggezza.

Tutto ciò costituisce il problema di questo periodo di transizione e la necessità di diffondere

un insegnamento che permetterà all’aspirante e al ricercatore di trovare se stesso. Da qui la necessità

di esporre chiaramente le leggi dell’anima e la verità sullo sviluppo individuale a coloro

che, respingendo la vecchia tradizione e rifiutando di riconoscere il mistico, cercano pur tuttavia

di conoscere se stessi come anime liberate. Insieme a questa conoscenza vi sarà il costante

aumento dei Mistici Costruttori, poiché quando un uomo ha trovato la propria anima e riconosce

la sua relazione con il meccanismo d’espressione, il triplice uomo inferiore, egli passa

automaticamente nella coscienza della vita soggettiva, comincia a lavorare con le cause e non

si perde più nel mondo degli effetti. Si trova allora spalla a spalla con i mistici e i conoscitori

153

di tutti i tempi. Questa è la tendenza dell’impulso religioso in questo periodo e la gloria della

prossima era.

Se è vero che sullo sfondo della presente situazione mondiale si sta formando un gruppo di

mistici che si contraddistinguono per la conoscenza, la visione e il potere di operare sui livelli

mentali, non visti e non riconosciuti dagli uomini, si noti anche che questo gruppo non è composto

soltanto d’individui di tipo strettamente religioso. Vi si trovano donne e uomini appartenenti

ad ogni campo del pensiero umano, inclusi scienziati e filosofi.

332 Come ogni altra cosa in questo periodo, la stessa scienza è in via di trasformazione e, per

quanto pochi se ne rendano conto, il lavoro degli scienziati con ciò che essi chiamano materia

e le loro indagini sull’atomo stanno penetrando in un nuovo campo. In esso le vecchie tecniche

e i vecchi metodi verranno progressivamente scartati; nuovi sistemi e differenti concetti fondamentali

sulla natura della materia contraddistingueranno la nuova era. Entro i prossimi venticinque

anni, dalle due idee apparentemente differenti sulla natura dell’atomo emergerà il riconoscimento

di alcuni impulsi d’energia, ciò che sarà basato sulla scoperta delle energie che

(agendo sull’atomo e sulle forme atomiche) producono le forme concrete e tangibili, alle quali

noi diamo poi un nome nei diversi regni della natura. Verrà dimostrata la verità di certe premesse

fondamentali della Saggezza Antica, come:

l. L’anima è il principio costruttore della forma, che produce attrazione e coesione.

2. L’anima è un aspetto o tipo d’energia, distinta da quello della materia stessa.

3. L’atomo è stato riconosciuto come un’unità d’energia, ma non è ancora stata isolata

l’energia che spinge gli atomi ad unirsi in aggregati, quelli che chiamiamo organismi e

forme. I mistici appartenenti al mondo scientifico percepiranno quest’energia e durante

le due prossime generazioni lavoreranno per giungere a dimostrarla. Questa energia,

l’energia dell’aspetto costruttore della forma della manifestazione, è la sorgente di tutto

il lavoro magico; nei diversi regni della natura è l’energia che produce le forme, le

fogge, le specie, i tipi e le differenziazioni che contraddistinguono le miriadi di forme

attraverso le quali la vita si manifesta. La qualità dell’energia produce la quantità di

forme; la luce fa emergere nella coscienza del genere umano le forme eterogenee che

gli aggregati di atomi possono assumere.

4. Questo tipo d’energia, che produce le fogge, le forme e gli organismi coerenti di tutti i

regni della natura, non è il principio della vita. Tale principio non verrà scoperto e riconosciuto

fintanto che l’anima, o principio qualificante, il costruttore delle forme, non

sarà studiato, riconosciuto e, a sua volta, oggetto di indagine.

333 5. Ciò sarà possibile soltanto quando l’uomo giungerà ad un possesso più cosciente della

sua eredità divina e, operando come anima e con il dominio del suo meccanismo (fisico,

emotivo e mentale), potrà operare coscientemente in rapporto con l’anima insita in

tutte le forme.

Questo sarà possibile soltanto quando il genere umano, avendo accettata l’ipotesi precedente

e avendola riconosciuta come una possibilità, cercherà di dimostrare l’esistenza del fattore

anima, alla base della sua struttura o corpo di manifestazione, o di confutarla. Tutti i grandi

scienziati e ricercatori nel campo della natura oggettiva lavorano come anime; tutti i più mirabili

sviluppi nell’ambito della fisica e della chimica, come in altri rami della conoscenza umana,

sono stati compiuti quando lo scienziato, avviatosi con fede in una sua ipotesi, ha indagato

e proseguito il suo lavoro di stadio in stadio fino a raggiungere un aspetto della verità non ancora

formulato dall’uomo. Entrato con l’ausilio dell’intuizione in una nuova sfera di pensiero,

egli cerca di formulare la conoscenza ivi acquisita con una teoria, un principio, con esperimenti

e congegni meccanici in modo che essa diventi patrimonio del gruppo e, col tempo, possa

essere compresa e utilizzata dal mondo. Ma all’origine si è trattato di un lavoro mistico, basato

su un’intuizione mistica.

Si noti a questo punto che sono imminenti tre grandi scoperte, che nel corso delle due prossime

generazioni rivoluzioneranno il pensiero e la vita moderni.

334 L’una, già percepita e oggetto di esperimenti e indagini, è la liberazione dell’energia

dell’atomo. Questo fatto modificherà completamente la situazione economica e politica mon154

diale, poiché quest’ultima dipende largamente dalla prima. La nostra civiltà meccanicistica

verrà semplificata e verrà inaugurata un’era libera dagli incubi del denaro (possederne o non

possederne) e la famiglia umana riconoscerà universalmente la sua funzione quale regno di

collegamento fra i tre regni inferiori della natura e il quinto regno o regno spirituale. Vi sarà

tempo e libertà di dedicarsi alla cultura dell’anima, ciò che sostituirà i nostri moderni metodi

educativi; il significato dei poteri dell’anima e lo sviluppo della coscienza sovrumana saranno,

ovunque, oggetto dell’attenzione degli educatori.

Una seconda scoperta scaturirà dalle attuali indagini su luce e colore. Verrà studiato

l’effetto del colore sulle persone, sugli animali e sui vegetali ed il risultato di questi studi sarà

lo sviluppo della visione eterica o potere di vedere il grado successivo della materia con

l’occhio strettamente fisico. Si penserà e parlerà sempre maggiormente in termini di luce e

l’effetto del futuro sviluppo in questo settore del pensiero umano sarà triplice.

a. Gli uomini avranno la visione eterica.

b. Il corpo eterico o vitale, struttura interiore delle forme esterne, sarà visto, notato e studiato

in tutti i regni della natura.

c. Questo fatto abbatterà tutte le barriere fra le razze e tutte le distinzioni di colore; la fratellanza

essenziale fra gli uomini potrà stabilirsi. Ci vedremo l’un l’altro (e tutte le

forme della manifestazione divina) come unità di luce di diverso grado di luminosità e

parleremo e penseremo sempre di più in termini d’elettricità, voltaggio, intensità e potenza.

L’età e la condizione degli uomini, in relazione al grado d’evoluzione, saranno

notate, diverranno oggettivamente palesi e le relative capacità delle anime più vecchie

e più giovani verranno riconosciute; in tal modo sulla Terra si ristabilirà il governo degli

illuminati.

335 Si noti che a questi sviluppi si perverrà per opera degli scienziati delle due prossime

generazioni e saranno il risultato dei loro sforzi. Il loro lavoro con l’atomo della sostanza e le

loro indagini nel campo dell’elettricità, della luce e della potenza condurranno inevitabilmente

a dimostrare la relazione esistente fra le forme (ciò che è un altro modo di esprimere la fratellanza)

e a provare il fatto dell’anima, la luce e radianza interiore di tutte le forme.

Il terzo sviluppo, che probabilmente sarà l’ultimo in ordine di tempo, si verificherà nel

campo che gli occultisti chiamano della magia. Scaturirà dallo studio del suono e dei suoi effetti

e metterà a disposizione dell’uomo un potente strumento nell’ambito della creazione. Lo

scienziato dell’avvenire perverrà ai suoi risultati per mezzo del suono; il suono aprirà un nuovo

campo di ricerca; il suono emesso da ogni forma di tutti i regni della natura sarà studiato e

riconosciuto e per suo mezzo verranno operati cambiamenti e sviluppate nuove forme. Ora

posso accennare soltanto al fatto che la liberazione dell’energia atomica è connessa alla nuova

scienza del suono.

Il significato di ciò che è avvenuto nel mondo durante il secolo scorso nel campo del suono

non è ancora apprezzato e nemmeno compreso. Effetti tremendi sono tuttavia prodotti

dall’incredibile aumento del rumore e del suono. Il rombo dei macchinari, il frastuono dei

mezzi di trasporto (treni, navi e aeroplani) in tutte le parti del mondo, la concentrazione dei

suoni creati dagli uomini nelle aree congestionate delle grandi città e l’uso oggi così diffuso

della radio che diffonde suoni musicali in ogni casa e nelle strade, tutto ciò produce effetti sui

corpi degli uomini e su tutte le forme di vita, ma questo fatto diverrà evidente solo col passare

del tempo. Alcune forme di vita del regno animale, ma soprattutto di quello vegetale, scompariranno

e la risposta del meccanismo umano a questo mondo di suono, frastuono e musica in

cui sarà sempre più immerso sarà estremamente interessante.

336 Questi tre sviluppi annunceranno la nuova era, produrranno i necessari cambiamenti in

questo periodo di transizione e inaugureranno una nuova epoca in cui la fratellanza sarà la nota

fondamentale, poiché sarà un fatto dimostrato nella natura. Sarà un’era in cui gli uomini

cammineranno nella luce, poiché la radianza interiore sarà riconosciuta, il lavoro nel mondo

verrà effettuato per mezzo del suono e infine mediante l’uso di parole di potere e l’opera di

maghi esperti. Questi ultimi, in grado di operare con la sostanza, di comprendere la natura della

materia, di vedere sempre in termini di luce e di comprendere lo scopo del suono, effettue155

ranno i cambiamenti strutturali e le trasformazioni materiali atti a instaurare una civiltà adeguata

all’opera della prossima razza. Sarà un’opera di unificazione cosciente dell’anima con il

suo veicolo di manifestazione. Verranno instaurati anche i metodi culturali necessari al progresso

dei meno evoluti, che saranno condotti a una migliore manifestazione e a una più vera

espressione di se stessi; questa realizzazione sarà il privilegio della prossima generazione di

ricercatori scientifici.

Tuttavia, la caratteristica preminente del prossimo ciclo sarà lo sviluppo della psicologia.

Dal punto di vista del moderno psicologo della scuola materialistica emergerà un fattore nuovo

che comporterà il riconoscimento dell’anima.

La scuola meccanicistica degli psicologi ha servito e serve tuttora uno scopo di valore inapprezzabile

e i concetti del comportamentismo sono sostanzialmente sani, sebbene giungano

a conclusioni errate. Essi rappresentano un necessario freno alla scuola più speculativa e mistica,

nobilitata dal nome di introspezionismo. Come in due grandi linee di pensiero, la meccanicistica

e l’introspettiva o soggettiva, ne scaturirà una terza che incorporerà la verità di entrambe

le posizioni e le adatterà l’una all’altra nel modo dovuto.

337 Su più larga scala questo si sta realizzando nella fusione di Occidente e Oriente, di misticismo

e occultismo. Non vi è conflitto fra di loro e oggi, con l’evoluzione del pensiero, le tendenze

principali si stanno rapidamente avvicinando; ne emergerà una sintesi che si rivelerà

una base adeguata sulla quale potrà poggiare il prossimo ciclo.

A questo punto è opportuno far notare le tendenze generali delle tre linee di pensiero nel

campo della psicologia.

1. I meccanicisti, che accentuano l’importanza della struttura e ascrivono le reazioni

dell’organismo umano (mentale, emotivo e fisico) interamente all’aspetto materiale, considerando

la struttura fisica responsabile e all’origine di tutte le linee di condotta e le caratteristiche

manifestate dall’uomo, sia normali che anormali.

5. La scuola introspettiva, che presuppone un sé o elemento cosciente, responsabile delle

condizioni esistenti e che, come talvolta si è detto, è “consapevole della consapevolezza”.

Questa scuola di psicologia riconosce la struttura, ma va oltre e tiene conto di certi aspetti,

certe reazioni e certi problemi che non possono essere risolti solo con il processo meccanicistico.

Si avvicina maggiormente alla posizione dell’occultismo, ma ancora non la raggiunge.

6. Vi sono poi quelli che chiamerei vitalisti, ossia il gruppo di psicologi che, pur ammettendo

il fatto della struttura, la considerano tuttavia soggetta alle influenze d’energie e forze emananti

da un ambiente esterno. Sono energie di natura più ampia di quelle che nascono

esclusivamente dal sé dell’uomo e fra di esse annoverano i grandi stimoli fondamentali di

cui è responsabile la natura stessa e che si riscontrano in unità di vita organica diversa da

quella umana.

338 La verità custodita in tutte queste scuole è una sola verità i cui singoli aspetti sono correlati.

Vi è un meccanismo mediante il quale l’uomo reale agisce e vi è una struttura, che egli ha

costruito conformemente alle leggi della natura, che può imparare a usare e governare. Ma, secondo

la scuola più speculativa e soggettiva, egli deve imparare a differenziare fra se stesso,

quale centro cosciente di consapevolezza, l’ “Io” sul trono dell’intelligenza e l’apparato attraverso

il quale egli può venire in contatto con il mondo esterno. Quando l’ “Io”, che usa il meccanismo,

è in grado di fare questo, diviene consapevole di un altro fatto, cioè che egli non solo

genera e usa energia e dirige una certa quantità di vitalità che è sua, ma che esistono anche energie

e forze naturali, planetarie e anche extraplanetarie o cosmiche alle quali può rispondere

e che deve imparare a usare e adattare. Le tre scuole attuali sono quindi, in embrione, le custodi

di questi tre fattori. Nel presente sistema di dispute e separazioni, le tre scuole si preoccupano

soprattutto di disapprovare le reciproche teorie. Ma tutte e tre sono nel giusto per quanto riguarda

i fatti, sbagliano però nelle deduzioni. Ciascuna ha bisogno delle altre due e dalla fusione

delle tre presentazioni emergerà la quarta, che sarà più vicina alla verità delle altre tre

prese separatamente.

156

Se consideriamo le altre tendenze fondamentali nel mondo delle correnti del pensiero, appare

evidente che una di quelle predominanti riguarda la sempre maggiore importanza data alla

coscienza di gruppo, o consapevolezza dell’ambiente. L’uomo della strada l’ha riconosciuta

come senso di responsabilità, ciò che indica una vibrazione egoica nell’individuo. È uno dei

primi segni indicanti che l’anima comincia a usare il suo meccanismo. L’uomo non vive più

soltanto per gli interessi del sé separato, ma comincia a rendersi conto della necessità di adattarsi

alle condizioni del suo vicino.

339 Egli assume il dovere di essere realmente custode del proprio fratello e si rende conto che

in realtà progresso, contentezza, pace della mente e prosperità non esistono per lui se non in

relazione al proprio fratello. Questa presa di coscienza si sta estendendo sempre di più

dall’individuo allo stato e alla nazione, dall’unità famigliare al mondo, ciò che spiega il formarsi

di grandi organizzazioni, confraternite, club, leghe e movimenti il cui obiettivo è di accrescere

il benessere di tutti gli uomini. La necessità di dare invece che prendere è in aumento

nella coscienza del genere umano e il riconoscimento di certi concetti fondamentali connessi

con la fratellanza è in costante crescita. La fratellanza quale fatto della natura è ancora ampiamente

teorica, ma la fratellanza come ideale ha preso forma nella coscienza dell’umanità. Una

delle grandi scuole di pensiero o tendenza di idee destinata a scomparire è quella delle filosofie

correnti, quali le conosciamo. La filosofia, nel suo vero senso tecnico di amore della saggezza,

sarà incrementata a mano a mano che gli uomini comprenderanno meglio il significato

della saggezza e diverranno più saggi, ma le scuole di filosofia attualmente esistenti hanno

quasi servito il loro scopo, che è stato di formulare idee riguardanti Dio e la sua relazione con

l’uomo, riguardanti la divinità, l’escatologia e le relazioni spirituali. Gli ultimi grandi atti delle

scuole filosofiche non sono ancora stati compiuti. Nei secoli futuri esse saranno sostituite dai

cosmologi in verità e di fatto, poiché una volta che sia compresa la Parola del-l’Umanità e sia

apprezzato il significato dell’individuo, alla Parola del Cosmo verrà prestata la dovuta e più

giusta attenzione e verranno studiate le leggi e la natura del grande Essere in cui viviamo, ci

muoviamo e siamo. Il Cristo cosmico non potrà mai essere conosciuto se non dal Cristo individuale.

340 L’uomo, come vedremo, è sul punto dimostrare la propria divinità. L’evoluzione ha

perfezionato il suo meccanismo a un punto tale, che ora egli è un organismo integrato e coordinato

una struttura utilizzabile e pronta per essere usata dall’essere divino. Nei prossimi decenni

il fatto dell’esistenza dell’anima sarà confermato e l’opera dei pensatori introspettivi, dei

mistici e degli studenti d’occultismo procederà fino al punto in cui il concetto della forza

dell’anima diverrà di dominio comune e le leggi dell’anima saranno riconosciute predominanti,

pur non abrogando quelle dell’uomo, poiché il minore è sempre incluso nel maggiore. Ciò

significa che l’anima in manifestazione osserva sempre la Legge, non esistendo alcuna tendenza

ad infrangerla e trasgredirla.

Questa crescente convinzione dell’esistenza dell’anima quale sé è evidenziata dalla opposizione

alla teoria sostenuta dalle scuole di pensiero che asseriscono il predominio della materia

e attribuiscono tutti i fenomeni, oggettivi e soggettivi, all’attività della materia. Dal dibattito

fra coloro che sostengono i diversi punti di vista la verità viene alla luce, proprio come, in senso

più ampio, lo spirito “sale sulle spalle della materia” riprendendo la sua posizione d’origine

e arricchito inoltre dalle qualità acquisite con l’esperienza.

Stando così le cose, la conoscenza prenderà il posto della teoria e l’evidenza diretta quello

della speculazione. Le teorie formulate dagli uomini sulla loro natura divina dovranno ben

presto cedere il posto alla convinzione, mentre i ragionamenti filosofici lo cederanno

all’indagine diretta dell’anima. Tutto ciò che è riconosciuto e ammesso, anche se non compreso,

diviene oggetto di studio e indagine e il giorno non è lontano in cui una scienza sperimentale

dell’anima avrà il suo posto nelle università e nelle istituzioni pubbliche, non per dimostrare

l’esistenza dell’anima, ma per analizzarne la natura, i propositi e la vita con la medesima

attenzione che oggi gli scienziati moderni di tutti i campi prestano al meccanismo che l’anima

cerca di usare e che infine riuscirà a usare, poiché nulla può arrestare il grande sviluppo evolutivo.

157

341 Vorrei rivolgervi alcune parole di ammonimento e riepilogare quanto abbiamo detto fin qui.

Primo, non rimanete attaccati alla forma, qualunque essa sia. Tutte le forme non sono che

esperimenti, raggiungono il punto d’equilibrio per essere poi scartate o vivificate.

Secondo, ricordate che tutte le personalità (inclusa la vostra) hanno i loro periodi dì flusso e

riflusso, secondo la legge. I periodi di riflusso delle persone che occupano posizioni preminenti,

a volte sono causa di costernazione per tutti coloro che seguono le loro personalità e non il

Dio interiore che dimora nei loro cuori.

Terzo, tenete inoltre presente che come nella vita individuale vi sono periodi in cui la visione

è offuscata, durante i quali si attraversa la valle e lo scintillio delle stelle è nascosto dalla

nebbia, così avviene anche nei gruppi. Ma tenete anche presente che, una volta attraversata la

valle, tutti gli aspiranti e tutti i gruppi veramente spirituali vedranno la Montagna

dell’Iniziazione e cominceranno l’ascesa. All’oscurità succede la visione, dopo la notte viene

il giorno. Nei grandi cicli che interessano i gruppi cosmici avviene la stessa cosa, così come

nei cicli minori relativi alle razze e la medesima legge persiste in tutti i gruppi minori fino alle

minuscole vite che dominano nei veicoli dell’uomo. Questo fatto va sottolineato.

Quarto, non lasciatevi prendere dallo scoraggiamento. Esso è dovuto a tre cause, la principale

delle quali è l’abbassamento della vitalità dell’organismo corporeo. In tal caso il corpo astrale

chiede troppo a quello fisico; l’incapacità di rispondere in modo adeguato, nonostante

gli sforzi, è una delle cause del senso di scoraggiamento.

342 Questo accade spesso a coloro che sono dotati di un veicolo fisico delicato. Il rimedio a

questo tipo di scoraggiamento è ovvio, non vi pare? Riposo e rilassamento rinnovano e danno

tempo alla natura di rimediare al disturbo. Anche il sole dispensa vitalità per mezzo del prana

e se ne dovrebbe tener conto. Dopo tutto, è necessario soprattutto un sano buon senso e ci si

deve inoltre rendere conto che il lavoro deve essere commisurato alle proprie capacità e non al

bisogno pressante. Meditate su queste parole.

Un’altra causa di scoraggiamento è l’eccessivo sviluppo della mente concreta, la quale a

sua volta esige troppo dalla natura emotiva e di conseguenza da quella fisica. L’eccessiva capacità

di vedere un soggetto da tutti i punti di vista, una comprensione sproporzionata dei bisogni

del mondo e la percezione troppo rapida dei molteplici problemi connessi a una questione

particolare producono una vibrazione violenta nel corpo astrale che si ripercuote sul veicolo

fisico; la sensazione che ne risulta è ciò che chiamiamo scoraggiamento. A questo punto è il

caso di coltivare il senso delle proporzioni, di applicare la facoltà del saggio equilibrio e raggiungere

quello mentale. La cura consiste nel rendersi conto che con il tempo, l’eternità,

l’evoluzione (chiamatelo come volete) tutto si risolve e che le cose non dipendono dallo sforzo

di un solo individuo. Alle anime sagge è possibile accelerare un buon lavoro, nondimeno

l’esito finale è certo. Se le anime sagge non intervengono, l’evoluzione porta ogni cosa a compimento,

anche se più lentamente. Non dimenticatelo, ma se siete presi da uno scoraggiamento

d’origine mentale, nella quiete rimettevi in sesto e nella contemplazione percepite

l’adempimento finale del grande fattore Tempo.

343 Una terza causa è da ricercarsi in sfere più occulte e deriva dall’oscillazione delle paia di

opposti. Quando il pendolo oscilla, com’è giusto faccia, verso ciò che riteniamo oscuro, male e

indesiderabile, in chi è orientato verso la luce produce una tensione che provoca disagio in tutti

i corpi ed è avvertita specialmente dal corpo fisico come depressione. Quanto maggiore è la

sensibilità del vostro corpo, tanto più forte sarà la vostra rispondenza a questa forma di tentazione.

È uno dei fattori che intralciano in modo speciale l’aspirante. Lo rende negativo e ricettivo

al lato forma, abbassando la sua vibrazione; ostacola il suo progresso e di conseguenza il

suo servizio al mondo ne soffre. La cura dello scoraggiamento non consiste nel coltivare una

violenta vibrazione opposta, ma nell’usare con saggezza il corpo mentale, nella capacità di ragionare

con logica e riconoscere la causa di quella condizione, che può trovarsi nella vostra

personalità oppure nel vostro ambiente. In questo modo l’equilibrio verrà ristabilito. Consiste

anche nel valutare il fattore tempo come fattore risolutivo, come detto precedentemente. Consiste

inoltre nell’acquietare la mente concreta per poi collegarsi con l’anima e, attraverso

l’anima, con il gruppo egoico e di conseguenza con il Maestro. Non si deve mai dimenticare

158

che il contatto con il Maestro avviene in quest’ordine e che, quanto più si è sotto la guida

dell’anima, tanto più ci si addentra nella coscienza del Maestro.

Stabilito, con intento esente da egoismo, il collegamento con il Maestro, si deve compiere

uno sforzo deliberato e concentrato di lavorare con completo distacco, senza alcun desiderio di

vedere il frutto dell’azione. Questo procedimento, protratto a lungo e perseguito con pazienza,

condurrà a ottenere un equilibrio che nulla potrà turbare.

344 Vorrei aggiungere che cinque sono le condizioni che devono coltivare coloro che hanno

scelto il sentiero dell’occultismo e che il gruppo, in particolare, dovrebbe cercare di stabilire:

1. Consacrazione del movente.

2. Assenza assoluta di paura.

3. Immaginazione saggiamente bilanciata dal ragionamento.

4. Capacità di soppesare saggiamente l’evidenza e di accettare soltanto ciò che è compatibile

con l’istinto e l’intuizione più elevati.

5. Essere disposti a sperimentare.

Queste cinque tendenze, unite a purezza di vita e dominio del pensiero, condurranno alla

sfera del conseguimento. Ricordate inoltre che non si pretende che dobbiate scoprire tutto il

conoscibile, bensì quel tanto che possa essere saggiamente impiegato per illuminare l’umanità

e coloro che ciascuno di voi, nel luogo dove si trova, può influenzare. Raggiungere la totale

assenza di paura, come ben vi rendete conto, rappresenta un vero problema. Ogni timore, dubbio

e preoccupazione deve essere eliminato. Se si riesce a far questo, lo sviluppo del punto interiore

di contatto e la conoscenza del modo di attingere alle sorgenti d’ispirazione aumenterà

in maniera meravigliosa. Molti chiudono le fonti d’informazione a causa di una natura emotiva

non dominata. Il corpo astrale può essere dominato. Come?

1. Con l’inibizione diretta. Questo metodo può essere usato con profitto dai principianti,

ma non è il migliore. Provoca reazioni nel corpo fisico, conduce alla congestione nel

corpo astrale e ad una condizione simile nel veicolo eterico. Produce spesso mal di testa,

con gestione del fegato e altri disturbi.

2. Con una presa di coscienza diretta dei risultati che sono in gioco e nella consapevolezza

che nulla accade a un allievo del Maestro se non ciò che può condurre a maggior

conoscenza e sviluppo e più grande efficienza nel servizio. In molti casi la paura non

deriva da timidezza (ciò che può sembrare un paradosso!), ma dipende spesso da una

condizione mentale come l’orgoglio. Le paure di coloro che sono polarizzati nel corpo

mentale sono connesse all’intelletto, quindi più difficili da vincere delle paure di una

persona polarizzata nel corpo astrale. Quest’ultima può ricorrere all’intelletto per eliminare

la paura del corpo astrale. I tipi mentali devono fare appello direttamente

all’Ego, poiché si deve sempre ricorrere al superiore per agire sull’inferiore. Ecco perché

è necessario mantenere sempre sgombro il canale. Non cercate di sedare la paura,

ma scacciatela con il potere dinamico della sostituzione. Questo mi conduce al terzo

suggerimento, rivolto agli studenti del gruppo, per affrontare l’abitudine della paura.

3. Un metodo diretto di rilassamento, concentrazione e acquietamento di tutta la personalità,

inondandola di pura luce bianca. Procedete nel modo seguente:

345 Supponiamo che vi troviate in uno stato di panico; impressioni molto sgradevoli affollano

la mente; la vostra immaginazione è sfrenata e la mente rafforza il tumulto. Non dimenticate

che le paure di una persona emotiva sono meno potenti delle vostre. Disponendo di un corpo

mentale forte, voi rivestite le reazioni di paura di materia mentale altamente vitalizzata, ciò

che determina la creazione di una potente forma pensiero. Questa circola fra voi e l’evento temuto.

Rendendovi conto di questo fatto, cercherete di calmarvi. Rilassate il corpo fisico, tentate

di acquietare il più possibile il corpo astrale e stabilizzate la mente. Poi visualizzate voi

stessi (la personalità), l’anima e il Maestro (quest’ultimo all’apice del triangolo) e, deliberatamente,

richiamate un afflusso di pura luce bianca che, fatta fluire attraverso i vostri veicoli inferiori,

li purificherà da tutto ciò che ostacola. Continuate il procedimento fino a quando sentirete

che il necessario lavoro è compiuto. All’inizio dovrete forse ripeterlo più volte, ma in se159

guito basterà una volta sola e con l’andar del tempo non sarà più necessario, perché avrete riportato

la vittoria.

346 Questo di riferisce alle paure connesse alla personalità. Usate l’aspetto amore, inondatevi di

amore e luce. Le paure legittime che sorgono da circostanze in relazione al lavoro da svolgere

e dalla conoscenza di ostacoli materializzati che lo impediscono, devono essere trattate in modo

diverso. Anche in questo caso deve essere seguito un metodo preciso:

Calmate il corpo fisico.

Acquietate il corpo astrale con una temporanea inibizione. Collegatevi con l’Ego e ragionate

in modo preciso sul modo appropriato di procedere per far fronte alla difficoltà. Esauriti tutti

i metodi razionali più elevati e visto chiaramente lo svolgimento dell’azione, passate alla fase

successiva: elevate la vostra vibrazione il più possibile e, dai livelli intuitivi, invocate maggior

luce sulla difficoltà. Se la vostra intuizione e la vostra facoltà di ragionamento sono in

armonia, mostreranno la via da seguire, quindi procedete. Per un fatto occulto indiscutibile,

sapete che ora nulla potrà accadere che non sia per il meglio. Siete certi di essere guidati e colui

che vede la fine sin dal principio non commette errori.

Una terza categoria di paure, che gli aspiranti incontrano sempre maggiormente con

l’aumentare della loro forza e utilità nel servizio, è basata sulla realizzazione delle forze che

operano contro il Piano e ostacolano il lavoro. L’aspirante sarà colpito da attacchi e poteri occulti

che militano contro di lui; potranno essere percepiti nell’uno o nell’altro dei veicoli e, in

rari casi, quando l’aspirante ha una certa importanza, in tutti e tre. A volte gli attacchi saranno

rivolti contro singoli lavoratori, altre volte contro gruppi. Per respingerli userete il primo metodo

con qualche aggiunta e cambiamento.

347 Come individuo o quale membro di un gruppo, vi collegate con la vostra anima e con la

Loggia dei Maestri, non semplicemente con il vostro Maestro, ma con la Fratellanza per la

quale lavorate. Dopo aver raggiunto lo stato di quiete, visualizzate i Maestri che conoscete e,

elevando la vostra vibrazione ancora più in alto, se possibile collegatevi con i Chohan, con il

Cristo e il Manu secondo la linea, politica o religiosa, sulla quale lavorate e lungo la quale

giunge l’attacco. Fate fluire lungo la catena che avete formata e attraverso tutti i veicoli, una

corrente di luce violetta. Questo metodo va usato quando il bisogno è grave e la necessità è

grande. Ci vuole prudenza, perché il veicolo eterico risponde in modo molto potente al colore

viola.

Con queste precauzioni presenti nella mente, la vibrazione della paura può essere affrontata

e infine eliminata. I lavoratori sono soggetti a due tipi di paure: paura di ciò che tiene in serbo

il futuro, dubbio sull’esito dei loro sforzi. In molte persone troviamo una combinazione delle

due paure. La maggior parte degli aspiranti non nutre un dubbio fondamentale sul risultato finale,

ma a volte essi dubitano di ottenere i risultati voluti nel presente e rifuggono anche dal

sentiero dello sforzo sapendo, a ragione, che è disseminato di prove e solitudine fino ai piedi

dello Ierofante. Sono inoltre afflitti da disturbi e alte vibrazioni che sembrano emanare da sorgenti

spirituali elevate. Le forti vibrazioni diverranno sempre più frequenti e con il progredire

dell’evoluzione umana saranno anche sempre più forti, quindi le reazioni che provocano devono

essere trattate con saggezza.

Quando la vibrazione è estremamente potente si verificano due fatti. In primo luogo, tutte

le buone aspirazioni e le vibrazioni elevate che le accompagnano vengono stimolate; in secondo

luogo, viene stimolato anche tutto ciò che definiamo “male”. Gli aspiranti dovrebbero tenerlo

ben presente. Potrebbe manifestarsi un’ondata di criminalità, ma si manifesterà anche un

aumento del numero di gruppi fautori dello sforzo spirituale e dell’aspirazione elevata.

348 Anche in voi, aspiranti, l’effetto dell’elevarsi della vibrazione può manifestarsi in diversi

modi. Può produrre stanchezza fisica, ciò cui si deve rimediare non tanto con il sonno e il riposo,

sebbene siano entrambi necessari, quanto soprattutto con un cambiamento di vibrazione,

di ricreazione e svago. Sovente produce una profonda depressione, un totale abbattimento di

fronte al futuro. Affrontate comunque quel futuro ricordando che ciò che il futuro ha in serbo

non è rivelato, ma che “la gioia giunge al mattino”. Può produrre anche una sensibilità del

corpo astrale, forse ancor più difficile da sopportare. Ciascuno deve affrontare la situazione

160

nel miglior modo possibile, tenendo presente i suggerimenti dati. Può inoltre verificarsi una

stimolazione permanente degli atomi dei diversi veicoli e una loro vibrazione coerente e stabile,

ciò che eleva avvicinando un poco alla meta, anche se l’aspirante forse non se ne rende

conto.

Tutto dipende dalla capacità dell’allievo di afferrare il significato interiore di tutti gli eventi.

Il progresso sul Sentiero dipende completamente dalla sua attitudine a far suo

l’insegnamento. Solo quando trasmutiamo le lezioni apprese sui piani interiori in conoscenza

pratica, esse entrano a far parte della nostra esperienza e non sono più semplici teorie.

L’espansione della coscienza dovrebbe essere un’esperienza pratica sempre crescente. Le teorie

non hanno alcun valore finché non le avremo tramutate in fatti. Ecco perché è importante

meditare su un ideale. Durante la meditazione i nostri pensieri vibrano temporaneamente

all’unisono con il concetto e col tempo quella vibrazione diviene permanente.

Coloro che, con occhi bene aperti, iniziano la formazione occulta devono calcolarne il

prezzo. La ricompensa finale è grande, ma il sentiero è aspro e il vero occultista lo percorre da

solo.

349 La capacità di rimanere soli, di assumersi una responsabilità e compiere tutto senza aiuto,

oltre che sfidare il male in vista del bene che ne può derivare, sono i contrassegni del Fratello

Bianco. Siate preparati alla solitudine, a pericoli incerti e oscuri ed a prodigarvi per tutta la vita

senza attendervi alcuna ricompensa per la personalità. Solo quando la coscienza si espande

e si scopre il proprio posto nel tutto cosmico la ricompensa diviene evidente; cessi dunque ogni

paura e sappiate che la personalità è solo temporanea, quindi che importa se soffre? Qualche

buon risultato ottenuto per la Fratellanza universale, qualche legge compresa e dimostrata

nella vita d’ogni giorno, alla fine (sì, alla fine, quando tutto sarà passato), permetteranno al

Maestro di dire: “Ben fatto!”. Guardate quindi diritto davanti a voi. Non voltatevi né a destra

né a sinistra. Il sentiero conduce in alto, verso una vibrazione più rapida e maggiore sensibilità.

Cercate il vostro punto d’equilibrio nel lavoro e mantenetelo, poiché gli anni vi riservano

molto lavoro, molta pressione e molta sofferenza.

Siete abbastanza forti per assistere al dolore del mondo, alla rovina, pur rimanendo sereni?

Siete in grado di collaborare al progresso dell’evoluzione umana, vedere la necessità dei disagi

e della disciplina senza far nulla per arrestare l’onda del dolore? In questo momento, anime

scelte e provate vengono addestrate in tutto il mondo. I Maestri sono sovraccarichi di lavoro e

il loro tempo è molto limitato. Danno tutto ciò che possono, ma l’uso di ciò che è elargito dipende

dal singolo aspirante.

350 Noi che osserviamo e guidiamo dal lato interiore della vita ci rendiamo conto di tutto, forse

meglio di quanto non possiate fare voi, sotto il fardello e l’ardore dell’esistenza del piano fisico.

Conosciamo le vostre limitazioni e un giorno potremo forse aiutarvi in modo definito a costruirvi

corpi forti per il servizio mondiale. Oggi, il miasma astrale è tale che è quasi impossibile

per voi, fratelli che lottate, godere di una buona salute; il karma mondiale non lo consente.

La corruzione astrale e quanto vi è d’immondo sui livelli inferiori del piano mentale infettano

tutto e felici coloro che vi sfuggono. Osserviamo con tenerezza tutti voi che, con corpi deboli e

sensibili, lottate, lavorate, combattete, cedete e continuate a servire. Non un’ora di servizio reso

nella sofferenza e nella tensione, non un giorno di lavoro eseguito con i nervi tesi, il cervello

stanco e il cuore sofferente possono passare inosservati. Sappiamo e apprezziamo, ma nulla

possiamo fare di ciò che è necessario e che potete compiere voi, che lottate nel campo del

mondo. In quest’epoca il karma mondiale vi inghiotte tutti. Se solo poteste rendervi conto che

il tempo è breve e il riposo, la gioia e la pace sono in cammino.

Le vittorie parziali, i giorni vissuti ottenendo qualche successo, pur senza aver raggiunto

l’ideale, i minuti d’esaurimento dell’anima e del corpo quando la vacuità d’ogni cosa, persino

il servizio, sembra il solo fattore degno di nota, le settimane e i mesi di tentativi e sforzi contro

disparità apparentemente insuperabili, contro lo stupendo potere delle forze d’evoluzione, contro

la marea rombante dell’ignoranza del mondo, tutto noi sappiamo. Consolatevi nella certezza

che l’amore governa tutto; v’incoraggi sapere che la Gerarchia esiste.

161

351 Coloro cui spetta il compito di insegnare al mondo qualcosa di più riguardo ai Maestri e

che vengono addestrati a divenire punti focali di contatto, sono sottoposti a una disciplina molto

drastica. Vengono provati in ogni modo possibile e imparano molto per mezzo di amare esperienze.

S’insegna loro a non dare alcuna importanza al riconoscimento. Vengono esercitati

a non giudicare dall’apparenza ma con la visione interiore. La capacità di riconoscere il proposito

del Maestro e di amare è considerata di estrema importanza. Gli aspiranti che desiderano

essere prescelti per lavorare come discepoli, devono abbandonare ogni desiderio a favore del

sé e devono essere disposti a pagare la conoscenza a qualsiasi prezzo. Se si vuole dare al mondo

la prova dell’esistenza della sfera di realtà soggettiva, essa dovrà essere pagata con il sangue

del cuore, poiché solo “nel sangue del cuore” il potere può essere acquisito senza pericolo

e usato con saggezza. Progredendo e, in quanto aspiranti, studiando le leggi celate della natura,

vi renderete conto della necessità del prezzo pagato. Lo sviluppo spirituale del carattere del discepolo

deve andare di pari passo con la conoscenza interiore, che si accresce in tre modi:

l. Con definite espansioni di coscienza che dischiudono al discepolo la possibilità di rendersi

conto delle mete da raggiungere. Ciò consente alla mente del discepolo di formulare

ciò che dovrà essere compreso ed è il primo passo verso l’acquisizione.

L’aspirante è portato sui piani interiori dove un chela più avanzato gli mostra il lavoro

da eseguire, quasi nello stesso modo in cui un maestro mostra all’allievo la lezione da

imparare.

2. Segue un periodo in cui il discepolo deve impadronirsi della lezione e, in meditazione,

elaborare e sperimentare le verità percepite. È un processo lento, poiché tutto deve essere

assimilato e divenire parte integrante del discepolo stesso prima che egli possa

proseguire. È come fare un’addizione, cifra per cifra, riga per riga, fino a giungere al

risultato. Tale lavoro si svolge tanto sui piani interiori quanto su quello fisico. Prima di

procedere in qualsiasi lavoro di servizio, per breve tempo l’allievo viene istruito durante

la notte. Egli porta questo insegnamento nella coscienza fisica del cervello sotto

forma di profondo interesse per determinati soggetti e come crescente attitudine a pensare,

in senso concreto e astratto, ai diversi temi occulti che attirano la sua attenzione.

Egli tenta di sperimentare e prova diversi metodi per studiare le leggi, ciò che col tempo

lo conduce a risultati di effettivo valore per lui. Il tempo passa ed egli acquisisce e

sa qualcosa in più, la sua conoscenza si sintetizza ed egli è pronto ad insegnare ad altri

i frammenti di conoscenza di cui è certo.

352 3. Insegnando agli altri acquista ulteriore conoscenza. Il fatto di definire la verità che si

vuole esprimere cristallizza i fatti appresi e, nello scambio con le altre menti, la vibrazione

dell’aspirante si eleva a piani ancora superiori, permettendo l’afflusso di nuove

intuizioni e l’accesso a nuove verità.

Quando una lezione è stata appresa in questo modo, si passa alla successiva; quando

l’allievo ha appreso una particolare serie di lezioni consegue un’iniziazione. Tutto il gruppo al

quale insegna trae beneficio dal suo progresso poiché, in un curioso senso indefinibile, ogni

discepolo porta con sé coloro che istruisce. Il beneficio dell’unità si ripercuote sull’insieme. In

un modo simile, un Maestro porta avanti e più in alto i suoi discepoli. Si tratta di un argomento

astruso e appartiene ai segreti della legge di espansione vibratoria. L’iniziazione del Logos ha

un effetto universale.

Avete ragione di supporre che il Sentiero della Prova corrisponde agli ultimi stadi del periodo

di gestazione. Alla prima iniziazione, colui che nel Vecchio Testamento è detto “nato in

Cristo” inizia il pellegrinaggio sul Sentiero. La prima iniziazione indica semplicemente

l’inizio.

Raggiunta una determinata struttura corretta nel modo di vivere, nel pensiero e nella condotta,

la forma nella quale il Cristo deve dimorare è costruita e ora deve essere vivificata e occupata.

Il Cristo entra e la forma vive. In ciò consiste la differenza fra la teoria e il rendere la

teoria parte di voi stessi. Potete averne un’immagine perfetta, ma è senza vita. Così pure persone

che hanno modellato la propria vita sul Divino nei limiti della loro personalità sono buo162

ne copie dell’originale ma manca qualcosa. Che cos’è questo qualcosa? La manifestazione del

Cristo immanente. Il germe esiste, ma è latente.

353 Quando viene alimentato e portato alla vita, si consegue la prima iniziazione. Ma molto

rimane da fare. L’analogia è completa. Il discepolo Gesù trascorse molti anni fra la nascita e il

battesimo. Le tre iniziazioni successive furono conseguite nel giro di tre anni. Sul sentiero

dell’aspirante si verifica la medesima situazione.

La seconda iniziazione indica la crisi del dominio sul corpo astrale. Dopo il battesimo rimangono

le tre tentazioni, che rappresentano il completo dominio dei tre veicoli inferiori.

Viene poi la Trasfigurazione, seguita dalla conoscenza del futuro e dal totale oblio di sé. Abbiamo

quindi le seguenti corrispondenze:

1. Il momento della concezione – l’individualizzazione

2. I nove mesi di gestazione – la ruota della vita

3 La prima iniziazione – l’ora della nascita

Sul Sentiero vi è dunque un susseguirsi d’espansioni di coscienza accompagnate da crescente

sensibilità alle vibrazioni elevate, ciò che all’inizio si manifesta come sensibilità alla

voce interiore, una delle facoltà più necessarie al discepolo. I Grandi Esseri cercano coloro che

possono obbedire rapidamente alla voce interiore dell’anima. Viviamo tempi di crisi e tutti gli

aspiranti sono esortati a rendersi sensibili anche alla voce del Maestro. Il suo tempo è pienamente

occupato e i discepoli devono esercitarsi ad essere sensibili all’impressione che Egli esercita.

Un lieve cenno, un’indicazione fugace, un suggerimento affrettato è quanto può dare e

ogni discepolo deve stare all’erta. Grande è la pressione cui sono sottoposti ora che si stanno

avvicinando al piano fisico. Le anime coscienti della loro presenza sono più numerose di

quando Essi lavoravano soltanto sui livelli mentali e inoltre, lavorando su piani più densi, trovano

condizioni più difficili. In questo momento, deva, discepoli, aspiranti e tutti coloro che

sono sul Sentiero della Prova vengono raggruppati intorno a Loro, organizzati in gruppi ai

quali viene assegnato un compito specifico.

354 Certe anime possono lavorare soltanto in formazione di massa, riunite e unificate da una

comune aspirazione. Ne è un esempio la maggioranza dei Cristiani che, non conoscendo le

leggi dell’occultismo e avendo soltanto un vago senso della verità interiore, lavorano seguendo

ampie linee di preparazione. Essi sono aiutati da deva minori o angeli che danno suggerimenti,

guidano e controllano.

Altre anime, più progredite, lavorano in gruppi più ristretti. Hanno maggiore capacità di idealizzare

e fra di loro troviamo i pensatori e le guide della riforma sociale, della rigenerazione

umanitaria e della chiesa, sia cristiana che orientale. Sono guidati da deva superiori di colore

azzurro e giallo, mentre il gruppo precedente è guidato da quelli di colore azzurro e rosa.

Anime ancora più progredite, che comprendono gli aspiranti, i discepoli in prova e i discepoli;

lavorano singolarmente o in gruppi di due o tre e comunque mai più di nove, il significato

occulto di questi numeri essendo necessario al successo del loro lavoro. La loro opera è assistita

da grandi deva di colore bianco e oro.

Dietro a questi tre gruppi troviamo i Maestri e i deva dei livelli senza forma, una grande

Fratellanza consacrata al servizio dell’umanità.

Si stanno creando movimenti per trasmutare, se possibile, l’opera di distruzione in opera

costruttiva. Il momento è critico, poiché vi è stata una sosta nel lavoro dei distruttori e

l’occasione è propizia per volgere il corso della corrente e ricostruire il corpo sociale.

Per questo motivo ciascuno di voi deve rinnovare la sua consacrazione all’opera di redenzione.

Le personalità devono essere sommerse. Gli aspiranti devono vivere nell’innocuità di

pensiero, parola e azione. In tal modo ciascuno di voi offrirà un canale puro, diverrà un avamposto

per la coscienza del Maestro e provvederà un centro d’energia attraverso il quale la Fratellanza

potrà operare.

355 Il problema principale dell’aspirante consiste nel dominare la natura emotiva, dopo di che

starà vittorioso sul campo del Kurukshetra; le nuvole saranno allontanate ed egli potrà camminare

nella luce. Si ricordi tuttavia che questa libertà di camminare nella luce comporta i suoi

problemi. Chiedete come mai sia possibile e vi darò una semplice spiegazione, che penso tro163

verete convincente. Quando un uomo cammina nella luce della sua anima e la chiara luce del

Sole fluisce attraverso di lui rivelando il Sentiero, al tempo stesso essa rivela anche il Piano.

Simultaneamente egli si rende conto del fatto che il Piano è ancora ben lontano dalla consumazione.

L’oscurità appare con maggiore evidenza; caos, miseria e insuccesso dei gruppi mondiali si

rivelano; si nota la bruttura e la polvere delle forze in conflitto e tutto il dolore del mondo si

abbatte sull’aspirante pieno di stupore, eppure illuminato. Potrà resistere a questa pressione?

Potrà venire a conoscenza del dolore del mondo e gioire per sempre nella coscienza divina?

Avrà la capacità di affrontare tutto ciò che la luce rivela e proseguire serenamente il suo cammino,

nella certezza del trionfo finale del bene? Verrà sopraffatto dal male che appare in superficie,

dimenticando il Cuore d’Amore che batte dietro ogni apparenza esterna? Questa situazione

dovrebbe essere tenuta sempre presente dal discepolo, altrimenti verrà distrutto da ciò

che ha scoperto. Con l’avvento della luce egli diviene però consapevole di una forma

d’energia, nuova per lui. Impara a lavorare in un nuovo campo di opportunità. Il regno della

mente gli si schiude ed egli scopre di saper distinguere fra natura emotiva e mentale. Scopre

pure che la mente può assumere la posizione di comando e che le forze senzienti obbediscono

alle energie mentali. Questa rivelazione è dovuta alla “luce della ragione”, luce sempre presente

nell’uomo, ma che assume importanza e potenza solo quando sia scorta e riconosciuta fenomenicamente

o intuitivamente.

356 Oggi vengono diffusi molti falsi insegnamenti riguardo alla mente e all’anima. Si potrebbero

riassumere nell’insegnamento di una scuola di cui taccio il nome, che dice: “La natura è

crudele e selettiva. Essa opera secondo la legge della sopravvivenza del più idoneo; nel processo,

di selezione milioni di vite vengono sacrificate e molte nascite finiscono in nulla. Giungere

alla vita dell’anima è quindi un evento raro. Poche persone hanno un’anima, quindi soltanto

poche possiedono l’immortalità e vanno al loro luogo di potere per mai più tornare. Le

rimanenti vanno perdute, sommerse e inghiottite nel processo generale della natura, mentre il

regno umano nel complesso è una perdita netta eccettuate poche figure significative che emergono,

prodotte dal passato e dal presente. Esse giungono al conseguimento attraverso il sacrificio

dei molti.”

La reazione degli uomini stessi a tale insegnamento ne è l’adeguata risposta. Il senso

dell’immortalità, la certezza di un futuro eterno, l’innata credenza in Dio, la rivelazione della

luce, il conseguimento di una saggezza che aiuta e sostiene non sono prerogative di un Seneca,

di un San Paolo o di un Akbar. Le troviamo (e a volte nella forma più pura) nel più umile uomo

dei campi. Parole di saggezza escono dalle labbra di analfabeti e la conoscenza di Dio, la

fede nell’immortalità dell’anima sono latenti nel cuore di persone delle condizioni più disparate,

spesso anche di grandi peccatori. Ma quando individui altamente evoluti e fra i più intelligenti

scoprono in se stessi la Fiamma divina e risvegliano il potere del Governo Supremo, che

dimora nel cuore del loro essere, tendono a collocarsi in una categoria diversa da quella degli

altri uomini e a considerare coloro che non posseggono la loro comprensione mentale delle

differenziazioni del processo evolutivo tanto diversi da loro da non meritare il nome di Figli di

Dio. Considerano coloro che non lavorano con l’energia mentale privi di anima, quindi senza

possibilità di sopravvivenza eterna come individui. Questa è soltanto un’illusione della mente,

fa parte della grande eresia della separatività ed è un vago indizio del futuro periodo in cui la

mente sarà tanto predominante e fuorviante quanto lo è oggi il corpo senziente.

357 Studiamo quindi i tipi d’energia mentale con i quali l’individuo deve operare e vediamo

come si può compensare questa grande eresia della separatività e “l’errore dell’atto di ripudiare”,

come talvolta è chiamata.

Nel considerare questi tipi d’energia, una delle prime cose da ricordare è che la loro tendenza

e la loro opera possono essere meglio capite nel senso più vasto, in rapporto

all’umanità, che non nei loro effetti nell’uso individuale dell’energia mentale. Finora, solo pochi

esseri umani usano coscientemente questo tipo di forza e soltanto pochi possono quindi

comprendere ciò che questo implichi. Aumenterà il numero di coloro che, singolarmente, en164

treranno in possesso del loro retaggio mentale ma, numericamente, appena uno su diecimila

utilizza questo potere innato e funziona consapevolmente nel corpo mentale.

Tuttavia, se guardiamo all’umanità nel suo insieme e gettiamo lo sguardo agli sviluppi del

passato, possiamo costatare come l’energia mentale abbia avuto un effetto ben preciso e abbia

determinato importanti risultati. L’uso di due fattori differenzia l’uomo dall’animale, sia che li

usi coscientemente che inconsciamente. Entrambi sono latenti nell’animale, ma l’uomo è

l’unica entità dei tre mondi che possa coscientemente trarne beneficio. Uno di questi fattori è

la sofferenza e l’altro è la facoltà della discriminazione. Per mezzo della sofferenza e il successivo

processo di analisi, di relazione, unito alla memoria e alla visualizzazione, l’uomo ha appreso

ciò che va evitato e ciò che va coltivato. Questo fatto opera nella sfera degli eventi del

piano fisico e dell’esperienza sensoria. Mediante il discernimento riguardo a idee e a correnti

di pensiero, l’uomo ha imparato a decidere su cosa basare le sue attività in tutti i settori delle

vicende umane, pur non avendo che una comprensione imperfetta della vera natura delle idee

e sebbene la sua applicazione delle verità percepite sia molto imperfetta.

358 È fin troppo vero che la sua scelta sia spesso poco saggia, che le idee che governano la

condotta di gruppo non siano delle più elevate, che l’opinione pubblica sia proverbialmente

plasmata da interessi personali ed egoistici. Nondimeno, mediante la sofferenza e imparando a

utilizzare la facoltà di scelta nel campo delle idee, l’uomo sta forgiando la piena libertà e il

completo dominio della Terra, ciò che è suo retaggio per diritto. A proposito di queste due caratteristiche

dell’uomo, l’Antico Commentario esprime, celati nel linguaggio simbolico, concetti

di grande bellezza. Riflettendo su queste parole si tenga presente che l’acqua è simbolo

della reazione senziente o astrale e il fuoco è simbolo del fattore mente.

Le lenienti acque rinfrescano. Lentamente portano sollievo, astraendo la forma da tutto ciò che può

essere toccato. Il fremente ardore febbrile del desiderio a lungo represso cede alla fresca corrente. Acqua

e dolore si annullano vicendevolmente. Lungo è il processo rinfrescante della corrente.

Il fuoco ardente libera tutto ciò che ostruisce la via alla vita. Giunge la beatitudine a seguito dei

fuoco, come il fuoco succede alle acque. Acqua e fuoco si fondono e originano la grande Illusione.

Producono bruma, nebbia, vapore e rumore velando la Luce, nascondendo la Verità e impedendo la vista

dei Sole. “Il fuoco arde furioso. Dolore e acque scompaiono. Frescura, calore, luce del giorno, radiosità

del sole nascente e Verità appaiono.

Questo è il sentiero per tutti coloro che cercano la luce. Prima la forma con tutte le sue brame. Poi

il dolore. Poi le acque che alleviano e l’apparire di un piccolo fuoco. Il fuoco cresce, il calore diviene

attivo nella minuscola sfera e compie la sua opera ardente. Si scorge pure umidità; la nebbia è densa e

al dolore si aggiunge un triste smarrimento, poiché chi usa il fuoco della mente negli stadi iniziali si

perde in una luce illusoria.

359 “Il calore cresce, diviene cocente; la facoltà di soffrire sì perde. Superato questo stadio, il sole non

più oscurato e la chiara luce della verità risplendono. Questo è il sentiero che riconduce al centro celato.

Usa il dolore. Invoca il fuoco, o pellegrino in terra straniera. Le acque lavano il fango e la melma

dove la natura cresce. I fuochi bruciano le forme che ostacolano e cercano di trattenere il pellegrino e,

cosi facendo, portano liberazione. Le acque vive, come quelle di un fiume, trascinano il pellegrino al

Cuore del Padre. I fuochi distruggono il velo che nasconde il Volto del Padre.”

Una delle prime cose che ogni studente deve imparare, mentre cerca di comprendere la natura

e l’uso della mente, è forse che l’opinione pubblica deve essere sostituita dalla coscienza

individuale di ciò che è giusto, la quale dovrà in seguito essere impiegata e concentrata in modo

da apparire, nella dovuta proporzione, come il germe vivente di quello che diverrà il fiore

divino del Figlio della Mente, il Manasaputra, come il filo che riconduce al regno della Mente

Universale. Questo filo e questa coscienza, se seguiti, condurranno l’indi-viduo alla Camera

del Consiglio dove il Piano e il Proposito della grande Vita saranno rivelati e nella quale tutto

l’egoismo e l’egocentrismo umani svaniscono alla chiara luce della Volontà di Dio. Con la

giusta comprensione, il giusto uso e dominio della natura astrale, nonché la comprensione della

natura della coscienza senziente, l’uomo può penetrare proprio nel cuore di Dio stesso e sa165

pere, senza alcun dubbio, che tutto è bene, poiché tutto è Amore. Con l’uso corretto della mente

e la comprensione corretta della natura dell’intelletto, l’uomo può penetrare nella mente di

Dio e sapere che tutto è bene, poiché tutto è pianificato e il proposito divino elabora costantemente

i suoi obiettivi.

L’opera degli Adepti dell’Atlantide fu di imprimere nella coscienza mondiale il fatto che

Dio è Amore, espressione simbolica della verità come lo è la parola Dio.

360 L’opera degli Adepti ariani è di imprimere nella coscienza mondiale il fatto che Dio è

Volontà. A tale scopo essi lavorano sull’intelletto dell’uomo in modo che esso venga dominato,

che altre forme vengano subordinate alla mente e che, attraverso la mente, all’uomo venga

rivelata la visione di ciò che è e ciò che sarà. L’uomo viene quindi posto in allineamento con il

centro esoterico della testa della Vita Una. Nel regno animale, con lo sviluppo della sensibilità

e della sofferenza che ne deriva, Essi mettono quei tipi di forme in allineamento con il centro

del cuore della Natura. Questa frase cela una verità che potrà essere espressa più chiaramente

solo quando la coscienza dell’uomo sarà divenuta più inclusiva. Per mezzo del colore, le forme

di manifestazione divina appartenenti al regno vegetale sono portate ad un contatto vibratorio

con quel centro di forza nella natura che è analogo al centro della gola nell’uomo.

Con tali parole mi riferisco principalmente alla Vita che si esprime tramite il nostro pianeta,

il nostro Logos planetario, ma l’idea (è superfluo dirlo) può essere estesa ad includere la grande

Vita di cui il nostro Logos planetario non è che un riflesso e un’espressione. L’uomo, il

cervello della natura; gli animali, l’espressione del cuore; il mondo vegetale, l’espressione della

forza creativa o del centro della gola. Questi tre regni della natura corrispondono quindi, in

modo peculiare, ai tre centri superiori dell’uomo, mentre i tre regni sull’arco involutivo corrispondono

ai tre centri inferiori ed il regno minerale, per quanto l’idea possa sembrare strana a

coloro che ancora non hanno la coscienza dell’aspetto vita, corrisponde al plesso solare, la

grande centrale di commutazione fra ciò che è in alto e ciò che è in basso.

361 Queste analogie mutano col passare del tempo. All’epoca della Lemuria l’umanità,

considerata come regno della natura, esprimeva l’aspetto del plesso solare, mentre il regno animale

rappresentava il centro sacrale e il centro alla base della spina dorsale era simboleggiato

dal regno vegetale. A metà del periodo atlantideo, allorché furono operati alcuni grandi

cambiamenti ed esperimenti, ebbe luogo un trasferimento nell’intero processo. Come è riferito

ne La Dottrina Segreta e ne Il Trattato del Fuoco Cosmico, subentrarono alcuni Ego e i loro

sforzi resero possibile un enorme avanzamento. Chitta o materia-mentale divenne più vibrante

e attualmente è giunta ad un periodo della più intensa attività in senso concreto.

L’insegnamento esoterico c’insegna che i tre aspetti della Divinità sono a loro volta triplici

e quindi anche l’energia della mente, per quanto riguarda l’umanità, può essere divisa in tre

aspetti. Abbiamo perciò:

1. La mente concreta inferiore, detta chitta o sostanza mentale negli Yoga Sutra di Patanjali.

2. La mente astratta o aspetto della mente connesso al mondo delle idee.

3. L’intuizione o ragione pura che per l’uomo è l’aspetto più alto della mente.

Questi tre aspetti trovano il loro campo d’espressione, che li adombra o comprende tutti,

nel terzo aspetto del Logos, che chiamiamo Mente Universale, la Divinità intelligente e attiva.

Le linee di forza provenienti da questi tre aspetti inferiori riconducono (se si può usare

un’espressione tanto inadeguata) al terzo piano, come le linee di forza astrali riconducono al

secondo piano o monadico sebbene, per quanto riguarda la coscienza dell’uomo, esse riconducano

soltanto al piano buddhico o intuitivo.

È interessante notare che, come la Monade, spinta dal desiderio, produce la forma di vita

che chiamiamo personalità, così l’aspetto mente, quale parte del proposito che si compie tramite

la Mente Universale, a sua volta produce la manifestazione che chiamiamo un Manasaputra,

il grande Figlio della Mente sul piano mentale. È quindi il principio mentale dell’umanità

che porta in manifestazione il corpo egoico, il veicolo causale, il karana sarira, il loto dai dodici

petali.

166

362 Stiamo naturalmente parlando in termini dell’aspetto forma, ma la ragione di tutto ciò è da

ricercarsi sui piani cosmici, dove il Logos planetario vive. Dal piano astrale cosmico proviene

l’impulso che produce l’esistenza della forma e l’espressione concreta, poiché ogni forma è il

risultato del desiderio. Dal piano mentale cosmico proviene la volontà di essere nel tempo e

nello spazio, che produce i sette gruppi di vite egoiche e la terza emanazione.

Se ne deduce che con l’uso corretto dell’energia, l’iniziato si mette in rapporto non soltanto

con i piani superiori del sistema solare, ma anche con i piani cosmici sui quali il nostro Logos

ha il suo aspetto Personalità, in senso simbolico. L’uso corretto dell’energia fisica conferisce

all’iniziato la “libertà” sul piano fisico cosmico. L’uso corretto dell’energia astrale gli dà potere

sul piano astrale cosmico e l’uso corretto dell’energia mentale gli consente l’accesso al piano

mentale cosmico. Di nuovo se ne deduce che i tre centri superiori dell’uomo, quando funzionino

perfettamente, fanno la loro parte nel processo di portare energie dalle sfere eccelse al

campo d’attività dell’iniziato e nell’aprirgli le vie d’accesso a sfere fino a quel momento a lui

inaccessibili.

Ogni centro o chakra e composto di tre spire o ruote concentriche, che si fondono le une

con le altre; nell’uomo spirituale sul sentiero della prova esse si muovono lentamente in una

sola direzione, ma accelerano progressivamente la loro attività a mano a mano che egli si avvicina

alla porta del Sentiero dell’Iniziazione. Al momento dell’iniziazione viene toccato il

centro del chakra (un punto di fuoco latente) e la rotazione si intensifica, l’attività diventa

quadrimensionale. È difficile esprimere queste idee con parole comprensibili a chi non sia iniziato,

ma l’effetto potrebbe essere descritto come il cambiamento da un roteare misurato a una

irradiazione scintillante, una ‘ruota che gira su se stessa’, secondo l’espressione delle antiche

Scritture.

363 Quando, grazie alla purificazione, conformandosi alla legge e con un’aspirazione che non

tollera ostacoli né cede al dolore, l’aspirante ha portato i suoi centri a pulsare e roteare, allora,

e soltanto allora, il Maestro lo conduce alla presenza dello Ierofante. L’Iniziatore, ben conoscendo

il raggio e sottoraggio del discepolo, sia egoico che personale, nonché le eventuali limitazioni

karmiche, tocca il centro o i centri allineati per essere vivificati e il fuoco nascosto si

eleva rapidamente e si focalizza. Ricordate che la vivificazione di un centro comporta sempre

la vivificazione della sua controparte nella testa, fino a quando i sette centri nel corpo e i sette

centri nella testa ruotano all’unisono. Ricordate inoltre che, come i quattro raggi minori passano

nei tre raggi maggiori, analogamente i quattro centri minori entrano in pralaya, trovando il

loro punto focale nel centro della gola. Si hanno così tre centri (testa, cuore e gola) che trasportano

il fuoco interiore e i tre centri maggiori della testa che vibrano all’unisono.

Mi rendo conto che tutto questo si presenta complesso e tecnico, ma ha il suo posto e il suo

valore e gran parte di ciò che viene comunicato si rivelerà utile quando sarete passati dall’altra

parte e una nuova schiera di aspiranti seguirà le vostre orme. L’addestramento del corpo mentale

ha un suo valore, ma molti evitano questi particolari tecnici e, nel dare importanza al lato

pratico della verità, nascondono un’innata pigrizia mentale. Le cognizioni che vi vengono impartite

non sono che l’A.B.C. dell’esoterismo, ma non sprecate tempo a trarne deduzioni troppo

dettagliate. Per ora, una conoscenza schematica, un paziente riserbo, il riconoscimento delle

limitazioni del cervello fisico e l’accettazione di un’ipotesi sono le sole cose possibili.

364 Vi esortiamo a credere alla possibilità di queste ipotesi, a meno che la vostra intuizione non

vi si ribelli o esse siano in contraddizione con insegnamenti dati in passato da altri Messaggeri

della Loggia. Io non intendo dogmatizzare e in queste istruzioni comunico alcune informazioni,

di cui il futuro potrà dimostrare l’esattezza. Vi chiedo semplicemente di prenderne nota e

negli anni a venire gran parte di ciò che ora può sembrarvi peculiare o persino contraddittorio

sarà chiarito, lentamente dipanato e più facilmente compreso. Una conoscenza limitata conduce

a grande confusione, a meno che non venga serbata per essere usata in futuro, quando anni

di istruzione l’abbiano sufficientemente ampliata.

Ma torniamo al nostro tema: Il centro del cuore dell’uomo apre la porta del “Cuore del Sole”.

Il centro della gola apre la via alla piena comprensione del Sentiero del Sole fisico e tutti i

veri astrologi devono avere questo centro pienamente attivo. Il centro della testa apre la via al

167

Sole spirituale centrale. Ciascuno di essi, attraverso la corrispondenza planetaria, passa a uno

dei piani cosmici.

Questo è un riassunto di dati tecnici e di fatti, basati sulla Legge di Analogia, d’interesse

puramente accademico e nulla più. Persino gli iniziati sanno ben poco dei piani cosmici oltre a

quello fisico. La nostra coscienza comincia appena a essere solare e, nel nostro piccolo, stiamo

faticando per superare le limitazioni planetarie che ci impediscono di accedere alla conoscenza

e alla vita solare. Per gli aspiranti che non sanno nemmeno cosa significhi coscienza planetaria,

l’informazione che precede ha valore soltanto nel senso che mette in rilievo la natura di

sintesi del grande Piano e il fatto che la più piccola unità è parte integrante del tutto. Rafforza

l’idea che l’energia è un fluido di vita che circola attraverso tutto il corpo del Logos, vivificando

in tal modo anche il più piccolo atomo di quel tutto.

365 Vale la pena di afferrare il quadro e visualizzare la meraviglia di ciò che ne traspare.

Nondimeno, sarebbe una perdita di tempo ponderare sul piano astrale cosmico, ad esempio,

quando persino il piano dell’ego (il quinto sottopiano del piano fisico cosmico, contando

dall’alto in basso) rimane tuttora inaccessibile all’uomo comune e rappresenta la meta di tutte

le sue aspirazioni e meditazioni.

Per l’uomo, quindi, la Mente Universale può essere meglio compresa nella sua espressione

attraverso la mente concreta, la mente astratta e l’intuizione o ragione pura.

La mente concreta è la facoltà di costruire forme. I pensieri sono cose. La mente astratta è

la facoltà di costruire modelli, ossia la mente che opera con esemplari sui quali vengono modellate

le forme. L’intuizione o ragione pura è la facoltà che consente all’uomo di entrare in

contatto con la Mente Universale e afferrare la sintesi del Piano, di cogliere idee divine o isolare

qualche verità pura e fondamentale.

Meta del lavoro di un aspirante è di comprendere gli aspetti della mente con i quali deve

imparare a lavorare. Il suo lavoro si può quindi riassumere nel modo seguente:

l. Egli deve imparare a pensare, a scoprire che possiede uno strumento chiamato mente e

svelarne le facoltà e i poteri. Questi sono bene analizzati nel primi due libri degli Yoga

Sutra dí Patanjali.

2. Deve poi risalire all’origine dei suoi processi di pensiero e delle tendenze nella costruzione

di forme per scoprire le idee che sono alla base della forma pensiero divina, del

processo mondiale, imparando in tal modo a collaborare con il Piano e a subordinare la

propria costruzione di forme pensiero a queste idee. Egli deve imparare a penetrare nel

mondo di queste idee divine e a studiare il “modello delle cose che sono nei Cieli” come

dice la Bibbia. Deve imparare a lavorare con gli esemplari sui quali è plasmato e modellato

tutto ciò che esiste. Diviene allora uno studioso di simbolismi e da idolatra si trasforma

in divino idealista. Uso queste parole nel loro vero senso e significato.

366 3. Da un idealismo così sviluppato deve progredire ancor più nel profondo, fino a penetrare

nel regno dell’intuizione pura. Può allora attingere la verità alla sorgente. Può scrutare

la mente di Dio stesso. Egli intuisce e idealizza, è sensibile ai pensieri divini. Essi fecondano

la sua mente. Più tardi, elaborando queste intuizioni, le chiamerà idee o ideali e

su di esse baserà tutto il suo lavoro, la sua condotta e la sua attività.

4. Segue il lavoro di costruzione cosciente delle forme pensiero basate su queste idee divine,

emananti dalla Mente Universale sotto forma d’intuizioni. Questo procede per mezzo

della meditazione.

Ogni vero studente sa che ciò richiede concentrazione allo scopo di focalizzare o orientare

la mente inferiore verso quella superiore. La normale tendenza alla costruzione dì forme pensiero

viene temporaneamente inibita. Per mezzo della meditazione, che è il potere della mente

di mantenersi nella luce e nella luce divenire consapevole del Piano, egli impara a “far affiorare”

le idee necessarie. La contemplazione lo mette in grado di entrare nel silenzio che gli consentirà

di mettersi in contatto con la mente divina, di cogliere il pensiero di Dio dalla coscienza

divina e di conoscere. Questo è il lavoro che aspetta ogni aspirante ed ecco perché è necessario

che egli comprenda la natura del suo problema mentale, gli strumenti con cui deve forza168

tamente lavorare e l’uso che deve fare di ciò che impara e acquisisce usando l’apparato mentale

in modo corretto.

367 Come si compie tutto ciò? Come attingere per poi costruire? Per quanto piccolo o poco

importante possa essere il singolo pensatore, in cooperazione con i suoi fratelli egli maneggia

una forza potente. Solo con il pensiero giusto, forte e costante degli uomini e con la comprensione

dell’uso corretto dell’energia mentale, l’evoluzione può progredire lungo le linee desiderate.

Il pensare in modo corretto dipende da molti fattori e sarà utile esporne alcuni, breve

mente e semplicemente.

l. Capacità di percepire la visione. Significa capacità di riconoscere, seppure vagamente,

l’archetipo in base al quale la Loggia sta tentando di modellare il genere umano. Ciò comporta

cooperazione con l’opera del Manu, sviluppo del pensiero astratto e sintetizzato e lampi di intuizione.

L’intuizione strappa dai luoghi elevati un frammento del piano ideale, latente nella

mente del Logos. Con lo sviluppo di questa capacità, gli uomini verranno in contatto con sorgenti

di potere che non sono sui livelli mentali, ma che costituiscono quelli dai quali il piano

mentale stesso trae sostentamento.

2. Dopo aver percepito la visione e colto un frammento della bellezza (è sorprendente quanto

gli uomini vedano poco!) vi si offre l’occasione di portare sul piano mentale quel tanto di

piano che vi è possibile afferrare. Dapprima sarà poco e confuso, ma comincerà a materializzarsi.

In un primo tempo riuscirete raramente a stabilire un contatto, poiché la visione giunge

tramite il corpo causale e pochi sono in grado di mantenere a lungo quella coscienza così elevata.

Ma lo sforzo fatto per percepire darà dei risultati e a poco a poco l’idea filtrerà fino ai livelli

concreti del piano mentale. Diverrà poi pensiero concreto, qualcosa che può essere visualizzato

in modo preciso e costituire la base del pensiero.

368 3. Ciò fatto qual’è il prossimo passo? È un periodo di gestazione durante il quale costruite

la vostra forma pensiero in base a quel tanto di visione che siete riusciti a far penetrare nella

vostra coscienza. È necessario procedere lentamente, poiché si vuole ottenere una vibrazione

stabile e una forma ben costruita. Un lavoro affrettato non approda a nulla. A mano a mano

che la costruzione progredisce, proverete un vivo desiderio, sempre crescente, di vedere questa

visione materializzarsi sulla Terra e palesarsi ad altri figli degli uomini. Allora cercherete di

infondere vita alla forma pensiero con il potere della vostra volontà cercando di far sì che essa

venga in esistenza; il ritmo si fa più intenso e più lento, il materiale con cui è costruita la forma

è più grossolano perché per rivestire la forma pensiero della vostra visione viene attirata

materia dal piano mentale e da quello astrale.

4. Felice il discepolo che riesce a portare la visione ancora più vicino all’umanità e a darle

vita sul piano fisico. Ricordate che la materializzazione sul piano fisico di qualsiasi aspetto

della visione non è mai opera di un solo uomo. Solo quando essa è percepita dai molti, solo

quando essi hanno lavorato alla sua forma materiale, i loro sforzi congiunti possono portarla in

manifestazione esterna. Vedete quindi l’importanza di educare la pubblica opinione; essa porta

i molti in aiuto ai pochi in grado di percepire la visione. La legge è sempre la stessa; nella discesa

avviene la differenziazione. Due o tre individui percepiscono il piano intuitivamente;

stabiliscono con il loro pensiero un ritmo che mette in attività il piano mentale in modo che altri

pensatori s’impadroniscano dell’idea. È un processo difficile da apprendere e mettere in atto,

ma grande è la ricompensa. Quando l’idea sarà materializzata sul piano della manifestazione,

doppia sarà la gioia per coloro che lottano, persistono nello sforzo e resistono. Sarà la gioia

del contrasto per voi che, conoscendo l’oscurità del passato, potrete gioire alla luce del conseguimento;

sarà la gioia di aver trovato compagni a tutta prova, poiché anni di lavoro vi avranno

dimostrato chi siano i vostri collaboratori e la comunanza nella sofferenza rinsalda i legami;

sarà la gioia della pace dopo la vittoria, poiché per il guerriero stanco i frutti del conseguimento

e del riposo sono doppiamente dolci.

369 Vostra sarà la gioia di aver partecipato al Piano dei Maestri ed è tutto questo che vi lega più

strettamente ad essi; vostra sarà la gioia di aver contribuito ad alleviare un mondo bisognoso,

di aver portato luce alle anime offuscate, di aver in qualche misura lenito le piaghe aperte della

sofferenza mondiale; dalla coscienza di aver speso bene i propri giorni e dalla gratitudine delle

169

anime salvate deriva la gioia più profonda di tutte, quella che conosce un Maestro quando si fa

strumento per aiutare un fratello a salire un gradino della scala. Questa è la gioia che ci attende

tutti e che non è così lontana. Lavorate dunque non per la gioia, ma in direzione di essa; non

per ottenere una ricompensa, ma per una necessità interiore di aiutare; non per ricevere gratitudine,

ma sotto l’impulso suscitato dall’aver percepito la visione e aver capito quale sia la

parte che vi spetta nel portare quella visione quaggiù sulla Terra.

Sarà utile fare una distinzione fra felicità, gioia e beatitudine.

La felicità ha sede nelle emozioni ed è una reazione della personalità.

La gioia è una qualità dell’anima e viene realizzata nella mente, quando ha luogo

l’allineamento.

La beatitudine appartiene alla natura dello Spirito ed è inutile fare speculazioni al riguardo,

fintanto che l’anima non sia giunta all’unificazione con il Padre. Questa unificazione segue lo

stadio anteriore in cui il sé personale si è unificato con l’anima. Perciò, analisi e speculazione

sulla natura della beatitudine sono vane per l’uomo comune, le cui terminologie e metafore

devono necessariamente essere personali e connesse al mondo dei sensi. L’aspirante parla di

felicità o di gioia? Se si tratta di quest’ultima, essa deve essere un effetto della coscienza di

gruppo, della solidarietà di gruppo, del senso d’unione con tutti gli esseri e non può essere interpretata

in termini di felicità. La felicità è ciò che si prova quando la personalità viene soddisfatta

in qualche aspetto della sua natura inferiore; si prova quando vi è un senso di benessere

fisico, di contentezza nei confronti del proprio ambiente o di personalità che ci circondano, o

di soddisfazione nelle opportunità e nei contatti mentali. La felicità è la meta del sé inferiore

separato.

370 Tuttavia, quando cerchiamo di vivere come anime, la contentezza dell’uomo inferiore perde

d’importanza e proviamo gioia nelle relazioni di gruppo e nel realizzare le condizioni che conducono

ad una migliore espressione delle anime di coloro con cui siamo in contatto. Apportare

gioia ad altri per creare condizioni in cui essi possano meglio esprimere se stessi può avere un

effetto fisico, se cerchiamo di migliorare le loro condizioni materiali, o un effetto emotivo se

la nostra presenza infonde loro un senso di pace ed elevazione, oppure l’effetto può essere intellettuale

se li stimoliamo a maggior chiarezza di pensiero e comprensione. Ma l’effetto su di

noi sarà la gioia, poiché la nostra azione è esente da egoismo ed interesse personale e non dipende

dalle circostanze o dalle condizioni sociali dell’aspirante. Molta felicità è necessariamente

impedita quando la salute è malferma, quando le circostanze ambientali sono difficili e

si è oppressi dal “karma accumulato in molte vite”, oppure quando turbamenti nella famiglia,

nella nazione o nella razza gravano sulla personalità sensibile. La felicità della giovinezza o la

contentezza egoistica della persona isolata nell’egocentrismo (che si nasconde dietro il riparo

dei suoi desideri) non deve essere confusa con la gioia.

È un luogo comune e anche un paradosso dell’occultismo affermare che in mezzo alla profonda

angoscia e infelicità della personalità, la gioia dell’anima può essere sentita e riconosciuta.

Questa è la verità e a ciò deve mirare ogni studente. Vi sono persone felici perché chiudono

gli occhi alla verità o sono autoipnotizzate e si nascondono in un guscio di illusione. Ma

l’aspirante raggiunge spesso lo stadio in cui i suoi occhi sono ben spalancati; egli ha imparato

a parlare con se stesso il linguaggio della verità e non ha costruito una parete di separazione

fra sé e gli altri. Egli è vivo e desto, è sensibile e spesso soffre. Egli talvolta si chiede perché

ciò che il mondo chiama felicità e pace lo abbiano abbandonato, e quale sarà l’esito.

371 Noi che osserviamo e guidiamo dal lato interiore, sorvegliamo con amorevole cura tutti voi

che lottate nel fitto della mischia. Siamo come lo Stato Maggiore che segue il corso della battaglia

da una posizione sicura. Nella nostra sicurezza sta il vostro successo finale, poiché noi

deteniamo la soluzione di molti problemi e la applichiamo quando le condizioni della battaglia

sono avverse. Vorrei che ricordaste sempre un fatto di vitale importanza, cioè che nella distruzione

della forma è nascosto il segreto di tutta l’evoluzione. Non pensate che sia un luogo comune.

Ne vedrete la costante applicazione ed è necessario che siate preparati a vederne la dimostrazione.

I Maestri utilizzano la forma fino al limite massimo; essi cercano di operare attraverso

essa, tenendovi imprigionata la vita fintanto che quella forma serve allo scopo e

170

l’umanità ne trae insegnamento. Giunge però il momento in cui essa non serve più allo scopo

prestabilito, in cui la struttura si atrofizza, cristallizza ed è facile distruggerla. La sua distruzione

acquista allora estrema importanza e utilità; la vecchia forma scompare, mentre una

nuova ne prende il posto. Osservate e costatate se non è la verità. Sempre viene costruita una

forma, sempre viene utilizzata il più a lungo possibile, sempre viene distrutta quando impedisce

e ostacola l’espandersi della luce e sempre segue la rapida ricostruzione di una nuova forma.

Questo è il metodo seguito sin dall’inizio dei tempi.

372 Nell’infanzia della razza le forme perduravano a lungo, l’evoluzione procedeva più

lentamente, ma ora che tutte le cose tendono verso l’alto, la forma è di breve durata. Ha vita

breve ma vivace; si muove rapidamente ed è subito seguita da un’altra forma. Questa rapidità

aumenterà a mano a mano che la coscienza o espansione interiore della vita del genere umano

vibrerà ad una frequenza sempre più veloce e leggera.

È inoltre necessario giungere a rendervi conto che, attualmente, uno dei principali obiettivi

dello sforzo di coloro che chiamate Fratelli Maggiori dell’umanità è di stimolare, purificare e

coordinare il corpo eterico. Esso non è soltanto il trasmettitore del prana, ma è il mezzo usato

da tutte le energie che stiamo considerando. La sua importanza riguarda anche altri fattori:

a. Essendo l’eterico letteralmente costituito di materia del piano fisico, la coscienza eterica

è la prossima meta prevista per il genere umano. Questa si manifesterà dapprima

come capacità di vedere etericamente e di conoscere la materia eterica.

b. È il campo d’esplorazione che sta per aprirsi allo scienziato moderno. Entro dieci anni,

molti medici lo riconosceranno come un fatto naturale.

c. La maggior parte delle malattie che attualmente affliggono il corpo fisico hanno origine

nel corpo eterico. Poche, se non nessuna malattia è unicamente fisica. La malattia

nasce dalle condizioni astrali ed eteriche.

d. Il segreto di una chiaroveggenza e chiarudienza sana ed esente da pericoli dipende dalla

purificazione del corpo eterico.

e. Le emanazioni eteriche della gente possono essere seriamente contaminanti. Nella purificazione

del corpo eterico sta quindi il segreto di un’umanità più sana ed equilibrata.

L’importanza del corpo eterico è quindi evidente. Vi sono molte altre ragioni di cui ci occuperemo

in seguito. Cominciando a farvi un’idea del soggetto è comunque opportuno aderire

ad ampie generalità fino al momento in cui tutto il concetto non sia chiaro alla vostra mente.

373 Il lavoro sul corpo eterico, dal punto di vista della Gerarchia non si limita tuttavia a quello

degli uomini. Si tratta di un processo planetario. Il corpo eterico della Terra stessa è sottoposto

a una precisa stimolazione. Lo Spirito della Terra, la misteriosa entità che non è il Logos planetario,

è vivificato in senso nuovo e questa vivificazione porterà a molti sviluppi interessanti.

Il tentativo è fatto in tre modi:

l. La frequenza di vibrazione degli atomi eterici viene intensificata a causa dell’arrivo del

raggio cerimoniale. Non si deve pensare a un cambiamento improvviso e violento. Dal

punto di vista dello studente l’aumento di frequenza è così lento e graduale che passa

inavvertito. Ma la stimolazione esiste e verrà riconosciuta col passare dei secoli.

2. Con il gioco di certe forze astrali sul corpo eterico, ciò che conduce a cambiamenti lenti,

ma ben precisi, nella struttura interna dell’atomo, al risveglio alla coscienza di un’altra

delle spirille e ad un rafforzamento generale dell’intero cosmo dell’atomo.

3. Con l’uso sui piani interiori, da parte dei Mahachohan, di uno dei potenti talismani del

settimo raggio.

Si noti che lo Spirito della Terra ha un risveglio lento e graduale. Esso è sull’arco involutivo

e passerà sull’arco evolutivo in un vago e distante futuro, quindi non ci porterà con sé. Ma

ora serve il nostro scopo offrendoci una dimora nel suo corpo, pur rimanendo dissociato da

noi. Questa stessa stimolazione accelera l’evoluzione dei deva degli eteri avvicinandoli sempre

più al loro ideale.

374 In tutto ciò che vi ho detto riguardo al corpo eterico dell’uomo, al pianeta e allo spirito

della terra, il punto cruciale della situazione consiste nel fatto che in questo periodo i cinque

raggi hanno il settimo come raggio predominante. Il settimo raggio è quello che governa

171

l’eterico e i deva degli eteri. Esso governa il settimo sottopiano di tutti i piani, ma attualmente

domina il settimo sottopiano del piano fisico. Inoltre, trovandoci nella quarta ronda, quando un

raggio viene in incarnazione in modo definito non domina soltanto sui piani del medesimo

numero, ma ha anche un influsso particolare sul quarto sottopiano. Notate come questo si

svolge attualmente nei tre mondi:

l. Il quarto etere, il più basso degli eteri, sarà il prossimo piano di coscienza fisico. Già ora

la materia eterica comincia a divenire visibile ad alcuni e alla fine del secolo sarà completamente

visibile a molti.

2. Il quarto piano dell’astrale trattiene la maggioranza degli uomini quando avviene il trapasso

e di conseguenza molto lavoro può essere compiuto su gran parte degli esseri umani.

3. Il quarto sottopiano mentale è il piano del devachan.

LA FONDAZIONE DELLA GERARCHIA

Le diverse energie che agiscono sull’essere umano determinando il suo sviluppo costituiscono

il suo campo d’esperienza. Queste due parole, sviluppo ed esperienza, dovrebbero essere

sempre collegate, poiché ciascuna di esse produce l’altra. Mentre si è assoggettati

all’esperienza nel mondo della forma, lo sviluppo della coscienza procede in parallelo. Dato

che questo sviluppo determina un cambiamento costante del modo di comprendere, con il conseguente

costante riorientamento verso nuovi stati di consapevolezza, esso conduce necessariamente

a nuove esperienze, esperienza di nuovi fenomeni, di nuovi stati d’essere e di condizioni

dimensionali prima sconosciute. Ne deriva la frequente reazione del discepolo al fatto

che per lui un punto di pace ancora non esiste. La pace fu l’obiettivo dell’aspirante

dell’Atlantide. L’obiettivo del discepolo ariano è la realizzazione. Egli non può mai essere statico,

non può mai sostare; costantemente deve adeguarsi a nuove condizioni, imparare a operare

in esse per poi vederle scomparire e lasciare a loro volta il posto ad altre, nuove. Tutto questo

continua finché la coscienza non si sia stabilizzata nel Sé, nell’Uno.

375 In quel momento l’iniziato si riconosce come l’Unità che guarda, osservando la fantasmagoria

fenomenica della vita nella forma. Egli passa da un senso d’unità a uno di dualità, per

passare poi a una unità ancora più elevata. Dapprima il Sé s’identifica con l’aspetto forma a un

punto tale che la dualità scompare nell’illusione che il Sé sia la forma. A questo punto la forma

sembra costituire tutto ciò che esiste. Segue lo stadio in cui il Sé che dimora all’interno

comincia a essere consapevole sia di se stesso che della forma e parliamo di Sé superiore e sé

inferiore, del Sé e dei suoi involucri, del Sé e del non sé. Questo stadio di dualismo è quello

dell’aspirante e del discepolo fino al momento della sua preparazione per la terza iniziazione.

Comincia a riconoscersi come una !entità spirituale confinata nella forma. Per lungo tempo la

sua coscienza rimane prevalentemente quella della forma. La situazione cambia gradualmente,

tanto gradualmente che l’aspirante impara la lezione della sopportazione (fino al punto da

sopportare il non-sé!), finché non giunge una vita d’equilibrio, nella quale nessuno dei due

predomina. Ne risulta uno stato d’apparente negatività e inerzia dell’uomo, che può durare per

una vita o due, durante le quali sembra fare ben poco in entrambe le direzioni. Questa è una

indicazione utile per i collaboratori che trattano con la gente. In seguito il punto d’equilibrio

cambia e l’influenza dell’anima sembra predominare, mentre tutto l’aspetto coscienza comincia

a spostarsi nell’aspetto più elevato. La dualità tuttavia persiste ancora, poiché l’uomo a

volte s’identifica con la sua anima e a volte con la natura della forma; è lo stadio in cui si trovano

molti discepoli in questo periodo. A poco a poco egli viene tuttavia “assorbito”

nell’anima, in tal modo mettendosi in rapporto con tutti gli aspetti dell’anima di tutte le forme,

fino allo spuntare del giorno in cui si rende conto che in lui nulla esiste più all’infuori

dell’anima e sopravviene allora lo stato d’unità superiore.

376 Questi punti richiedono attenta considerazione e sono importanti, poiché vi sono scuole di

pensiero (come il Vedanta e altri gruppi di pensatori mistici) che danno rilievo all’aspetto vita

172

e sembrano negare la dualità. Altre scuole (come quella Teosofica) insegnano il fatto del Sé e

del non-sé, ciò che può essere interpretato come dualità. Entrambe hanno ragione e hanno bisogno

l’una dell’altra. Si ricordi che nel processo di manifestazione operiamo da un punto

d’unità relativa, passiamo attraverso una dualità per giungere a un’altra unità nel modo seguente:

1. Unità della forma in cui il Sé è apparentemente identificato con la forma e viene assorbito

nella vita della forma.

2. Dualità, con una fluttuazione avanti e indietro fra il Sé e la forma, periodo in cui la coscienza

si focalizza ora nell’uno ora nell’altra.

3. Unità dell’anima, in cui nulla sembra esistere all’infuori dell’anima e nella coscienza

viene registrato soltanto l’essere. Si vede quindi che entrambe le scuole sono nel giusto

e che il concetto dualistico non è che un passo sulla via che conduce all’unione essenziale

con la Vita Unica. Si tenga presente che come il campo di battaglia (il Kurukshetra)

dell’aspirante o del discepolo in prova è il piano astrale, così il campo di battaglia

del discepolo è il piano mentale. È il suo Kurukshetra. L’aspirante deve imparare a controllare

la sua natura psico-emotiva usando la mente in modo corretto ed è questo che

Krishna cerca di mettere in evidenza quando istruisce Arjuna affinché avanzi di un passo

verso la giusta visione. Il discepolo deve intensificare l’attenzione mentale e, usando

la mente in modo corretto, giungere a una realizzazione più elevata e rendere attivo e utilizzabile

un fattore ancora superiore, l’intuizione.

377 L’aspirante ripete in se stesso lo sviluppo della razza e rivive il dramma collettivo; per

meglio comprendere occorre conoscere alcuni fatti riguardanti quel dramma e l’opera della

Gerarchia. Sono i seguenti:

l. Il movimento per diffondere la Dottrina Segreta dura da diciotto milioni di anni.

2. Soltanto due dei Promotori originali sono ancora con noi. Il compito (di dare impulso e

controllare) è ora nelle mani di tre gruppi di vite, se così ci si può esprimere:

a. Nelle mani degli appartenenti alla nostra Umanità terrena dotati delle capacità necessarie

per servire.

b. Nelle mani di alcune Esistenze giunte nel nostro schema evolutivo da altri schemi planetari.

c. Nelle mani di numerosi deva dell’evoluzione superumana.

L’insieme di questi tre gruppi costituisce la Gerarchia occulta del pianeta, che opera in tre

divisioni principali e in sette gruppi, come delineato in molti libri teosofici e riassunto in Iniziazione

umana e solare.

3. Nei primissimi stadi questa Gerarchia ebbe diversi nomi, fra gli altri quello di Tempio di

Ibez.

4. Parliamo ora della fondazione del Tempio di Ibez e per farlo è necessario risalire al periodo

in cui la Fratellanza Bianca giunse sulla Terra e considerare il problema immediato che

dovette affrontare; ciò porterà a riconoscere alcuni fatti che non sono mai stati adeguatamente

presi in considerazione. È un fatto riconosciuto nell’occultismo che, per la nostra umanità terrena,

l’avvento della Gerarchia occulta fu caratteristico di un’epoca. Esso produsse due effetti:

La definita cristallizzazione del gruppo di anime ora chiamato quarto regno o umano.

378 Il sorgere di manas o mente nell’uomo animale, in tre modi:

a. Con l’incarnazione diretta di alcuni membri della Fratellanza Bianca; in tal modo essi

introdussero i nuovi fattori necessari trasmettendoli ai figli.

b. Instillando quella che nelle Scritture occulte è detta “Ia scintilla della mente”

nell’uomo animale. Questo non è che un modo pittoresco di descrivere la creazione,

con un atto diretto, della necessaria unità mentale o apparato mentale del pensiero, nel

corpo causale o spirituale.

c. Con la graduale stimolazione della facoltà mentale nell’uomo animale e la costante vivificazione

del germe latente della mente, fino al suo dischiudersi come mente manifesta.

173

Questo processo si estese su un ampio periodo di tempo e, sebbene la Fratellanza Bianca

avesse preso stanza a Shamballa da dove poteva dirigere le sue attività, durante la prima sottorazza

della Razza Madre Atlantidea si resero necessari determinati sforzi affinché la evoluzione

potesse procedere secondo il piano. Gli studenti che s’interessano a questi misteri tengano

presente che sebbene si parli di Shamballa come esistente in materia fisica e situata in un preciso

luogo nello spazio, la materia fisica cui si fa riferimento è eterica, in quanto il Signore del

Mondo e i suoi assistenti dei gradi superiori occupano corpi costituiti di materia eterica.

5. Circa diciassette milioni di anni fa (l’avvento della Gerarchia e la fondazione di Shamballa

risalgono a circa diciotto milioni e mezzo di anni fa) si decise di avere una organizzazione

e un Quartier Generale dei Misteri sul piano fisico denso e di disporre di una schiera di Adepti

e Chohan operanti in un corpo fisico, in modo da venire incontro ai bisogni dell’umanità

che si stava rapidamente risvegliando.

379 6. Il primo avamposto della Fraternità di Shamballa fu il tempio di Ibez originale, situato al

centro dell’America del Sud. Molto più tardi vi fu una sua diramazione nelle antiche istituzioni

Maya e nella fondamentale adorazione del Sole come sorgente di vita nel cuore di tutti gli

uomini. Ancora più tardi venne stabilita una seconda diramazione in Asia, i cui rappresentanti

sono gli Adepti dell’Himalaya e dell’India meridionale, sebbene il lavoro sia materialmente

cambiato. In futuro si faranno scoperte che riveleranno la realtà della vecchia forma dell’opera

della Gerarchia; si ritroveranno testimonianze e monumenti, alcuni sulla superficie del suolo

altri celati nel sottosuolo. Dato che i misteri dell’Asia Centrale, nella fascia che si estende dalla

Caldea e dalla Babilonia, attraverso il Turkestan fino alla Manciuria includendo il deserto di

Gobi sono rivelati, è stato deciso che gran parte della storia primitiva degli Ibezani venga rivelata.

Potremmo far notare che la parola Ibez è letteralmente un acrostico che vela il vero nome

del Logos planetario della Terra, uno dei cui principi opera in Sanat Kumara, facendo di lui

un’incarnazione diretta del Logos planetario e un’espressione della sua coscienza divina. Queste

quattro lettere sono le iniziali dei veri nomi dei quattro Avatar sui quattro globi della nostra

catena terrestre, che hanno incorporato quattro principi divini. Le lettere I B E Z non sono le

vere lettere Sensar, se si possono chiamare lettere i simboli di un linguaggio ideografico, ne

sono soltanto una corrispondenza approssimativa nella nostra scrittura. Il vero significato viene

comunicato soltanto alla quarta iniziazione, quando la natura del Logos planetario viene rivelata

e, grazie all’opera mediatrice diretta di Sanat Kumara, si viene in contatto con i suoi

quattro Avatar.

380 7. Una parola sull’opera degli adepti del Tempio di Ibez e sui loro misteri; è bene notare

che tutta la tendenza della loro opera era necessariamente diversa da quella degli adepti della

nostra epoca. Il loro obiettivo era di stimolare il misticismo ed il regno di Dio nell’atomo umano.

L’uomo comune moderno ha difficoltà a comprendere la natura della loro opera a causa

dello stato di coscienza differente. Gli adepti di Ibez avevano a che fare con un’umanità ancora

nella sua infanzia, la cui polarizzazione era per lo più instabile e la coordinazione alquanto

imperfetta. Il fattore mente era ben poco sviluppato e gli uomini erano praticamente e completamente

astrali; essi erano persino più coscienti sul piano astrale che su quello fisico. Parte del

compito di quegli adepti, che operavano sotto istruzione di Shamballa, era di sviluppare

l’energia dei centri dell’unità umana, stimolarne il cervello e renderla pienamente autocosciente

sul piano fisico. Il loro obiettivo era di far realizzare il regno di Dio interiore e, nell’istruire i

loro discepoli, prestavano poca attenzione alla realizzazione di Dio nella natura o nelle altre

unità. A quei tempi era necessario impiegare metodi più specificamente fisici di quelli permessi

oggi; vennero usati questi metodi fisici e furono insegnate le leggi dell’energia che operano

attraverso i centri fino al momento in cui i metodi della Gerarchia subirono un altro grande

cambiamento, la porta tra il regno animale e quello umano venne chiusa e venne aperta la porta

dell’iniziazione. Si ritenne che l’uomo fosse sufficientemente accentrato in se stesso e individualizzato

da permettere un drastico cambiamento di metodo e pratica. Tutto questo richiese

molto tempo e i residui delle pratiche primitive del Tempio sono giunti fino a noi in un insegnamento

fallico degradato, nella magia tantrica e negli esercizi dell’Hata Yoga. All’umanità

174

bambina dell’epoca della Lemuria ed agli inizi di quella dell’Atlantide si dovette insegnare a

rendersi conto di ciò che fosse per mezzo di simboli e metodi che per noi sarebbero grossolani,

impossibili e di una natura tale che la razza dovrebbe aver trasceso da milioni di anni.

381 8. Quando la porta dell’iniziazione venne aperta, molti milioni di anni fa, la Loggia prese

due decisioni:

L’individualizzazione doveva cessare fino a quando l’uomo non soltanto fosse giunto a coordinare

il corpo fisico e quello astrale e a pensare in modo autocosciente, ma avesse anche

trasceso il fisico e l’astrale. Quando fosse poi giunto alla coscienza di gruppo, la porta al regno

dell’autocoscienza sarebbe stata aperta di nuovo. Il sentiero del misticismo, col tempo doveva

condurre al sentiero occulto; si dovevano quindi preparare i piani per impartire l’insegnamento

e organizzare i misteri che avrebbero rivelato la natura di Dio in tutto ciò che è visibile e non

soltanto nell’uomo. All’uomo si doveva insegnare che, pur essendo un individuo, egli non è

che una parte del grande tutto e che i suoi interessi devono essere subordinati a quelli del

gruppo. L’insegnamento venne riorganizzato progressivamente e ne fu aumentato il contenuto;

i misteri vennero sviluppati via via che gli uomini erano pronti a riceverli, finché non si ebbero

le mirabili Scuole dei Misteri di Caldea, Egitto, Grecia e molte altre.

382 9. Si possono citare tre punti:

a. Il grado d’evoluzione relativamente basso di molti uomini e la loro polarizzazione naturalmente

fisica.

b. L’opera degli adepti neri e dei seguaci del sentiero della mano sinistra. Quando gli adepti

di Ibez (secondo le istruzioni dei Maestri di Shamballa) cominciarono a ritirarsi nei

Templi per rendere più difficile l’accesso ai misteri e per evitare abusi e distorsioni, un

certo numero dei loro primi seguaci, molti dei quali in possesso di grande potere e conoscenza,

li combatté, determinando una delle cause della comparsa della magia bianca e

nera e una delle ragioni per cui si ritenne necessario l’intervento delle acque purificatrici

del diluvio.

c. Le potenti forme pensiero costruite all’inizio del periodo dei misteri dell’Ibez e che (soprattutto

in America) non sono ancora distrutte. Questo gigantesco “Guardiano della

Soglia” di tutti i veri Misteri dovrà essere abbattuto prima che l’aspirante possa andare

oltre.

10. L’opera degli Adepti ibezani e i misteri del Tempio di Ibez persistono tuttora e sono

proseguiti dai Maestri e Adepti in incarnazione fisica sparsi in tutto il mondo. Essi insegnano

il significato della psiche, l’Ego o anima e dell’unità umana, affinché l’uomo possa essere invero

ciò che è, un Essere divino che cammina sulla Terra, avendo posto la natura inferiore (fisica,

astrale e mentale) sotto il totale dominio dell’anima o aspetto amore, non soltanto in teoria

ma di fatto.

Il corpo fisico non alletterà più l’uomo reale, la natura emotiva e il corpo del desiderio non

potranno più fuorviarlo, né la mente escluderà ciò che è vero e spirituale, mentre l’Essere divino

userà i tre corpi inferiori come veicoli per servire l’umanità. Il regno umano sarà allora

trasceso e l’uomo passerà nel regno spirituale per apprendervi nuove lezioni, proprio come fece

l’umanità bambina alla quale, quando uscì dal regno animale, i Maestri ibezani insegnarono

quali fossero la funzione e il compito che avrebbe dovuto svolgere.

383 All’epoca dell’Atlantide la meta prefissa della Gerarchia d’Istruttori era di risvegliare

nell’uomo la natura d’amore che l’avrebbe portato progressivamente al risveglio del cuore. Per

far questo, a quei tempi gli Istruttori si focalizzarono (con intento deliberato) nel centro del

cuore e decisero di operare unicamente attraverso quel centro, subordinando il loro strumento

mentale e l’energia mentale che avrebbero potuto usare. Nell’istruire gli iniziati essi tennero in

sospeso la loro forza mentale in attesa che pervenissero alla terza iniziazione. Nella nostra razza

le condizioni sono invertite. Ora la Gerarchia opera unicamente sui livelli mentali, pur basando

ogni sforzo sui conseguimenti del passato in relazione al centro del cuore. Fino alla terza

iniziazione i discepoli devono quindi tentare di lavorare soltanto con l’energia mentale,

sforzandosi di dominarla e usarla. Il loro sforzo è quindi concentrato sulla trasmissione (dai livelli

egoici) dell’aspetto volontà dell’anima. Quella volontà deve essere imposta alla persona175

lità finché questa non diventi l’automa dell’anima. A questo punto l’intuizione assume il dominio

e le energie provenienti dal piano intuitivo o buddhico cominciano ad esercitare il loro

influsso sulla natura formale, la personalità. Prima di giungere al periodo in cui l’intuizione

predomina, passano parecchie vite in cui l’intuizione comincia ad intervenire e lo studente apprende

il significato dell’illuminazione. Fin dopo la terza iniziazione, tuttavia, il fattore predominante

è la mente illuminata e non la percezione intuitiva pura o ragione pura. Conseguita

questa grande iniziazione, che segna una precisa transizione dalla coscienza della forma,

l’iniziato può agire a volontà sul piano dell’intuizione, mentre la mente viene costantemente

relegata nello sfondo fino a divenire parte dell’apparato istintivo, come gran parte della natura

istintiva subconscia, la natura istintiva cui gli psicologi materialisti danno tanta importanza.

384 Percezione intuitiva, visione pura, conoscenza diretta e facoltà di utilizzare le energie

indifferenziate della Mente Universale sono le principali caratteristiche degli Adepti ariani.

Uso il termine ‘indifferenziato’ nel senso di libertà dalla molteplicità, sebbene alcune distinzioni

primarie esistano ancora. La volontà dell’anima, considerando quest’anima come appartenente

a uno dei sette raggi, è sostituita dalla volontà del Tutto.

Queste parole significano ben poco o hanno al massimo un significato teorico per gli studenti

di questo gruppo. Se vi dico che la volontà trasmessa per mezzo della mente dominata è

incorporata in sette tipi d’energia, ai quali corrispondono sette tipi umani, risponderete senza

dubbio che il concetto è chiaro e non è difficile afferrarlo. Ma capite veramente? Sette tipi

d’energia e sette tipi di mentalità che vi rispondono, secondo i sette tipi di raggio! In questa affermazione

notiamo le differenziazioni dell’aspetto anima come la mente le comprende. Vi

sono sette differenziazioni che prendono il posto della molteplicità di differenze assunte

dall’aspetto forma. Sono nondimeno distinzioni e differenziazioni che continuano a far presa

sull’uomo fino alla terza iniziazione. Esse lo spingono a determinate attività e tendenze di vita

secondo il suo raggio particolare. Sono distinzioni mentali. Tutte le anime sul piano mentale

assumono la forma di Angeli Solari, di divini Figli della Mente. Abbiamo perciò questi raggruppamenti

e la focalizzazione delle energie attraverso le quali il Piano delle Età si attua tramite

sette dipartimenti principali.

A uno stadio ulteriore, quando alcune grandi espansioni di coscienza hanno avuto luogo e

la forma ha perduto la sua presa, anche queste divisioni scompaiono e il Piano appare come un

tutto, la Vita viene riconosciuta nella sua essenziale unità e il termine Monade comincia ad assumere

un significato reale.

385 Gli studenti ricordino che tutte le distinzioni e categorie sono prodotti della mente, sono

dovute alle modificazioni del principio pensante e al dominio della forma da parte dell’energia

mentale. Poiché il Pensatore centrale dell’universo opera mediante il potere del pensiero, il

problema di superare queste distinzioni e differenze rimane pressoché insolubile fino al momento

in cui l’aspirante non passa sotto il dominio del secondo aspetto della divinità e si libera

dal dominio del terzo, o aspetto materia. Ma fino alla terza iniziazione, anche il secondo aspetto

(l’aspetto amore) comporta dualità, poiché essa è inerente all’amore stesso. Sempre vi è colui

che ama e colui che è amato, colui che desidera e ciò che è desiderato, colui che cerca e ciò

che è cercato. Solo alla terza iniziazione, quando viene percepito il primo aspetto, quello della

Vita che unifica e infonde energia (che fonde tutte le forme e le dualità in una grande sintesi)

quanto ho espresso in queste parole acquisterà un significato pratico e sarà compreso.

Cerchiamo di semplificare il soggetto con tre enunciazioni chiare, nelle quali riassumeremo

il lavoro che compie il discepolo mentre lotta con le energie del piano mentale e giunge a dominarle.

1. Il lavoro sul piano mentale produce una realizzazione di dualità. Il discepolo cerca di

amalgamare e fondere l’anima con il suo veicolo e di farlo coscientemente. Ciò che si

prefigge è che essi siano UNA COSA SOLA, qui e ora. Suo obiettivo è l’unificazione del

Sé e del non-sé. Il primo passo in questa direzione è compiuto quando egli comincia a

cessare di identificarsi con la forma e, durante questo periodo di transizione, riconosce

il proprio dualismo.

176

2. La mente, usata correttamente, diviene quindi il registratore di due tipi d’energie o di

due aspetti della manifestazione dell’Unica Vita. Essa registra e interpreta il mondo dei

fenomeni. Registra e interpreta il mondo delle anime. È sensibile ai tre mondi

dell’evoluzione umana. Diviene ugualmente sensibile al regno delle anime. È il grande

principio di mediazione in questo periodo di duplice riconoscimento.

3. Più tardi, l’anima e il suo strumento sono così uniti e unificati che il dualismo scompare;

l’anima sa d’essere tutto ciò che è, tutto ciò che è stato e che sarà.

386 Vi è un antico canto dell’epoca dell’Atlantide, ora non più usato, ma che in quei tempi

remoti era cantato dall’iniziato al momento della terza iniziazione, il massimo conseguimento

di quel periodo. La traduzione dei simboli in cui era scritto comporta necessariamente

la perdita di ritmo e potenza.

Fra Cielo e Terra sono librato! Ho la visione di Dio e ne vedo le forme. Li detesto entrambi! Nulla

significano per me, poiché l’uno non posso raggiungerlo e l’inferiore più non l’amo.

Sono lacerato. Non posso conoscere lo Spazio e la sua Vita e nemmeno lo desidero. Ben conosco il

tempo e la miriade delle sue forme. Fra l’uno e l’altro, privo di desiderio, sono sospeso.

Dall’alto dei Cieli Dio parla. Avviene un cambiamento. Tendo l’orecchio, attento, ascolto, volgo il

capo. La visione che appare, seppure irraggiungibile, è più vicina al mio cuore. Antiche brame riaffiorano,

ma svaniscono. Odo clamore di vecchie catene. Mi precipito innanzi.

Miriadi di voci si levano e mi trattengono lungo il cammino. Il rimbombo dei suoni della Terra copre

la voce di Dio. Mi volgo indietro e una volta ancora miro quelli che furono a lungo i miei piaceri

sulla Terra. La visione delle cose eterne svanisce. La voce di Dio si spegne.

Di nuovo sono lacerato, ma solo per un attimo. Va e ritorna, il mio piccolo sé, come uccello che

ora s’innalza verso il cielo, ora discende a riposarsi sull’albero. Ma Dio, nel suo alto luogo, dura più a

lungo del piccolo uccello. Così ora so che Dio sarà vincitore e diverrà Signore della mia mente e mio.

Ascolta il mio gioioso peana; l’opera è compiuta. Il mio orecchio è sordo a tutti i richiami della

Terra, eccettuata la voce di tutte le anime nascoste delle forme esterne, poiché esse sono me stesso; io

sono una cosa sola con loro.

La voce di Dio risuona, chiara; nei suoi toni e ipertoni, le piccole voci delle piccole forme affievoliscono

e scompaiono. Io dimoro in un mondo di unità. So che tutte le anime sono un’anima sola.

387 “La Vita universale mi trascina e ora, sulla via ascendente, la via di Dio, vedo ogni altra energia

minore dileguarsi. Io sono l’Uno; io, Dio. Sono la forma in cui tutte le forme sono fuse. Sono l’anima

in cui tutte le anime sono unite. Io sono la Vita e in quella Vita tutte le piccole vite rimangono.”

Queste parole, salmodiate nelle antiche formule su note particolari e scelte, erano potentissime

e producevano precisi risultati durante antiche cerimonie ormai da tempo estinte.

Alle tre enunciazioni precedenti possiamo aggiungerne una quarta.

4. Quando la chitta, o sostanza mentale, è spinta all’attività dalle idee astratte (i pensieri incarnati

della mente divina, carichi d’energia del loro creatore e quindi causa di effetti fenomenici

nei tre mondi) e quando vi si unisce la comprensione divina e sintetizzata della volontà e

del proposito di Dio, i tre aspetti della mente si unificano. Vi abbiamo già accennato e li abbiamo

chiamati:

1. Sostanza mentale, o chitta.

2. Mente astratta.

3. Intuizione o ragione pura.

Questi tre fattori devono unificarsi nella coscienza dell’aspirante. Quando ciò sia avvenuto,

il discepolo ha costruito il ponte (l’antahkarana) che congiunge:

1. La triade spirituale.

2. Il corpo causale.

3. La personalità.

Fatto questo, il corpo egoico ha servito al suo scopo, l’Angelo Solare ha compiuto la sua

opera e il lato forma dell’esistenza non è più necessario come mezzo d’esperienza, così come

noi lo comprendiamo e utilizziamo. L’uomo entra nella coscienza della Monade, l’UNO. Il

corpo causale si disintegra; la personalità svanisce e l’illusione cessa.

177

388 Questa è la fine della Grande Opera e un altro Figlio di Dio è entrato nella Casa del Padre.

È probabile che dovrà ancora uscirne per andare nel mondo dei fenomeni a lavorare per il Piano,

ma non dovrà più sottostare ai processi di manifestazione propri all’umanità. Egli può costruirsi

un corpo d’espressione ai fini del lavoro. Egli può operare mediante e con l’energia,

secondo quanto il Piano detta. Notate queste parole, poiché esse contengono la chiave della

manifestazione.

Lo studio delle energie presentate alla nostra attenzione nel corso dello studio della decima

regola ci hanno condotto a considerare:

L’energia della personalità, che emana:

a. Dall’uomo coordinato.

b. Da esseri umani preminenti.

c. Da gruppi come:

l. La Gerarchia di Adepti.

2. Il gruppo di mistici della nuova era che si sta integrando.

Questo sarà un argomento importante, poiché il gruppo di mistici diventa più potente di anno

in anno.

Energie planetarie che emanano:

a. Dai sette pianeti.

b. Dalla Terra.

c. Dalla Luna.

Su questo gruppo d’energie e sul seguente poco si può notare, poiché fanno parte delle istruzioni

destinate agli aspiranti e non a un trattato sull’energia.

Energie solari che emanano:

a. Dal Sole fisico.

b. Da sorgenti cosmiche.

389 Pensando a queste energie si dovrebbe tener presente che giungono a noi attraverso certe

vite, di cui costituiscono il corpo, che chiamiamo deva e sono suddivise in gruppi maggiori e

minori; noi operiamo quindi sempre nel corpo di altre vite e quindi le influenziamo. A quelli

fra di voi che hanno studiato il Trattato del Fuoco Cosmico potrà essere utile prender nota delle

informazioni che seguono:

1. I tipi inferiori di deva o costruttori sul sentiero evolutivo sono di colore viola; seguono i

deva di colore verde e infine i deva di colore bianco. Questi sono tutti dominati da una quarto

gruppo speciale. Essi governano i processi dell’esistenza sul piano fisico.

2. Non si dimentichi tuttavia che, ad un livello inferiore della scala evolutiva, vi sono altri

gruppi di vite cui si dà erroneamente il nome di deva, che operano secondo la legge e sono governati

da entità superiori. Vi sono ad esempio le forme più dense di vita gassosa, chiamate

spesso salamandre, gli elementali del fuoco. Questi sono sotto il diretto controllo del Signore

Agni, Signore del piano mentale e, in questa epoca mentale, l’elemento del fuoco entra nei

meccanismi della vita più di quanto abbia mai fatto prima. Eliminando tutti i prodotti controllati

dal fuoco la nostra civiltà si fermerebbe; tutti i mezzi di trasporto e d’illuminazione cesserebbero

di funzionare, tutte le fabbriche cadrebbero in disuso. Queste vite ignee si trovano

fondamentalmente in tutto ciò che brucia e nel calore che permette il formarsi della vita sulla

Terra e fa fiorire tutto ciò che vive.

3 Per la Legge di Corrispondenza, il piano mentale ha un’analogia con il terzo sottopiano

del piano fisico, nel quale sta penetrando ora la scienza. La mente, come sua principale espressione

nel mondo materiale, ha ciò che noi chiamiamo la nostra civiltà scientifica.

390 4. Agni governa sul piano mentale e domina pure sul terzo sottopiano dei piani eterici. È il

Signore del quinto piano o piano mentale, contando dall’alto in basso, in senso simbolico. In

questo ciclo mondiale Agni rappresenta l’influsso predominante, sebbene Indra, Signore del

piano buddhico o intuitivo, eserciti un sottile dominio che si rafforza sempre di più. Tutta

l’umanità è tesa verso il quarto piano dell’unione fra i tre superiori e i tre inferiori ma, in questo

momento, il piano della mente o del fuoco è il più importante.

178

5. Dobbiamo ricordare che, come nelle singole incarnazioni gli uomini sono focalizzati o

polarizzati in corpi diversi, a volte nell’astrale e altre nel mentale, così attualmente si potrebbe

inferire che il nostro Logos planetario stesso sia focalizzato nel corpo mentale. Si è detto che

Egli stia andando verso la quarta iniziazione cosmica, ciò che rende possibile il nostro conseguimento

della quarta iniziazione, poiché Egli ci porta con sé e, sul nostro livello particolare,

giungiamo al conseguimento in quanto cellule del suo corpo.

6. Col passare del tempo, Indra assumerà il dominio e verrà inaugurata l’era dell’aria. Con

il progredire della manifestazione del principio buddhico e con il conseguimento

dell’unificazione vedremo nascere l’era dell’aria. Ne troviamo una conferma nel graduale controllo

dell’aria da parte dell’uomo. In senso esoterico, in futuro tutto diverrà più leggero, più

rarefatto e più eterico. Scelgo le mie parole con cura.

7. “Il nostro Dio è un Fuoco che consuma”, è un’espressione che si riferisce principalmente

ad Agni, il fattore predominante di quest’epoca. I deva del fuoco avranno una parte sempre più

importante in tutti i processi terreni. Ad essi è affidato il compito di inaugurare la Nuova Era,

il nuovo mondo, la nuova civiltà e il nuovo continente. L’ultima grande transizione fu governata

da Varuna.

391 8. Agni non soltanto controlla i fuochi della Terra e governa il piano mentale, ma è

associato in modo definito con il risveglio del fuoco sacro, kundalini. Notate come operano le

corrispondenze. Gran parte della quinta razza, forse i tre quinti, è vicina al Sentiero della Prova

e con l’arrivo della nuova era e l’avvento del Cristo a suo tempo e luogo (notate con quanta

cura lo esprimo, poiché le asserzioni dogmatiche espresse in termini della mente concreta non

sono consigliabili) a molti sarà possibile fare il necessario sforzo supplementare per conseguire

la prima iniziazione maggiore. Essi cominceranno a passare dal quinto al quarto piano. Il

Signore del Fuoco compirà il suo lavoro particolare di questo ciclo risvegliando il fuoco di

kundalini nei numerosi uomini che saranno pronti. Ciò avrà inizio in questo secolo e proseguirà

attivamente nei prossimi mille anni.

Nel vostro lavoro, più tardi vi verranno mostrati (tutto dipende dalla vostra attitudine) i metodi

per accostarvi a queste forze dominanti, ma ciò avverrà soggettivamente e non per mezzo

di magia e formule. Il raggiungimento della giusta vibrazione produrrà automaticamente le

giuste condizioni e i giusti rapporti.

Ancora una volta vorrei far rilevare che non perderemo tempo a spiegare le complessità

planetarie e il gioco reciproco delle energie solari, ma ci occuperemo delle leggi della vita spirituale

pratica. Cerco soltanto di esprimere alcuni pensieri connessi alla prossima era, che

permetteranno all’uomo di progredire verso la gloriosa eredità che è sua e di cui dovrà inevitabilmente

entrare in possesso, in virtù della buona Legge e attraverso l’esperienza della rinascita,

che gli consente di imparare a dominare e utilizzare correttamente la forma.

392 Le forme, in se stesse, non sono espressione di una personalità. Affinché siano tali, devono

essere presenti tre tipi di energie, tre tipi fusi, amalgamati e coordinati in un solo organismo

funzionante. Una personalità è quindi una fusione d’energia mentale, energia emotiva e forza

vitale; questi tre fattori sono mascherati, nascosti o rivelati (notate la terminologia) da un guscio

esterno o forma di materia fisica densa. Questa crosta esterna è una forma d’energia negativa.

Il risultato dell’unione di tre energie in una forma oggettiva è l’autocoscienza. La loro fusione

produce quel senso d’individualismo che giustifica l’uso della parola ‘IO’ e che riferisce

tutto ciò che accade ad un sé. Dove esista questa entità cosciente centrale, che utilizza la mente,

reagisce con le sensazioni tramite il corpo emotivo e infonde energia al corpo fisico denso

(attraverso il corpo vitale), abbiamo una personalità. È esistenza autocosciente nella forma. È

consapevolezza dell’identità in relazione ad altre identità, ciò che è ugualmente vero di Dio o

dell’uomo. È tuttavia un senso d’identità che permane solo durante il processo creativo e fintanto

che l’aspetto materia e l’aspetto coscienza presentano l’eterna dualità della natura. Nel

nostro sviluppo evolutivo le forme subumane non ne sono consce; l’identità è realizzata nel

regno umano, mentre le forme e coscienze che definiamo superumane ne sono consce, ma vi si

fondono e la negano.

179

La personalità è uno stato di consapevolezza il cui fattore condizionante è la sostanza mentale,

ciò che può essere trasceso quando la sostanza mentale non ha più il predominio. Poiché

la sostanza mentale individuale è parte integrante della Mente Universale e poiché il principio

mentale è inerente a tutte le forme, il senso d’individualità e di autocoscienza è sempre ed eternamente

possibile. Negli stati di coscienza più elevati viene tuttavia relegato in una posizione

subordinata. Dio, ad esempio, può sempre ed eternamente essere consapevole della realtà

costituita dal sé, che governa l’integrità del sistema solare e del rapporto reciproco con gli altri

sistemi, ma la coscienza divina e la consapevolezza della Divinità solare non si occupa principalmente

della propria identità.

393 Questa, in virtù dell’esperienza e dei periodi mondiali del passato, è ormai sotto la soglia

della coscienza divina ed è parte integrante della natura istintiva cosmica, come qualsiasi altro

attributo istintivo umano. Il punto focale dell’Attenzione Eterna (se posso usare una espressione

così insolita per un concetto in cui le parole sono quasi senza significato!) si trova in sfere

di consapevolezza ben oltre la nostra comprensione. Tanto al di là della nostra portata quanto

la consapevolezza di un Maestro lo è da quella di una formica o di un topo. È quindi inutile

diffondersi sull’argomento. Noi dobbiamo portare a compimento la personalità, ossia la piena

registrazione o consapevolezza del Sé in noi dimorante; in seguito dovremo utilizzare quella

personalità e infine sacrificarla al bene del gruppo, ciò che determinerà la fusione del Sé

nell’unico Sé e la fusione (cosciente e volontaria) dell’anima individuale nella Superanima.

Io sono’, è il grido d’ogni essere umano; ‘Io sono Quello’, è il grido d’ogni personalità che

realizza la propria identità e usa la propria personalità per esprimere la volontà dell’entità che

dimora all’interno, la vera persona. ‘Io sono ciò che sono, è il grido dell’anima individuale che

si perde nel tutto e realizza la sua unità con l’anima o Sé di tutti.

Le caratteristiche dell’individuo che comincia ad agire come personalità possono essere

brevemente riassunte come segue. Sono semplici, chiare e preminentemente egoistiche. Non si

dimentichi che il primo passo verso la necessaria identità è l’egoismo. Si tenga pure ben presente

che il principale ostacolo per una personalità avanzata e altamente evoluta èl’egoismo, o

il prolungarsi dell’atteggiamento egoistico. Lo sviluppo sequenziale di tali caratteristiche è il

seguente:

1. La capacità di dire io sono, io desiderio, io voglio.

2. La coscienza di essere al centro del proprio minuscolo universo. “Intorno a me i Cieli si

muovono e le stelle seguono il loro corso”, è il motto di questo stadio.

394 3. Il senso del dramma e la capacità di vedersi come il centro del proprio ambiente.

4. Il senso di responsabilità e la tendenza a considerare i membri della famiglia umana che

ci circondano come dipendenti da noi.

5. Il senso d’importanza, conseguenza dello stadio precedente. Si manifesta come potere e

influenza quando dietro alla ‘persona’ vi sia una entità in vero e costante risveglio; diventa

invece millanteria e presunzione quando si tratti di una creatura meschina ed egoista.

6. Il potere di usare l’intero equipaggiamento in modo che mente e cervello funzionino simultaneamente

e la natura emotiva venga subordinata, inibita o dominata. Ciò comporta

l’aumento costante del potere di usare il pensiero.

7. La capacità di vivere una vita coordinata in modo che tutto l’uomo sia operante e guidato

dal proposito (espressione dell’energia della volontà), dal desiderio (espressione

dell’energia della natura psichica o emotiva) e dalla vitalità che volge il veicolo fisico

secondo il proposito e il desiderio.

8. Potere di influenzare, spronare, guidare e tenere altri entro la sfera del proprio proposito

e desiderio. Giunti a questo stadio, le tre energie che costituiscono una personalità si sono

fuse e amalgamate con successo e il meccanismo o strumento del Sé che vi dimora è

valido e può essere usato. L’uomo è una personalità potente e diventa il centro di un

gruppo; scopre di essere un punto focale per altre vite ed è un individuo magnetico e influente,

che trascina gli altri, coordina le unità umane in gruppi e organismi. Diventa capo

di organizzazioni e di partiti, di corpi religiosi o politici e, in alcuni casi, anche di na180

zioni. Così le personalità predominanti nascono e trovano se stesse; esse imparano a distinguere

fra il centro di potere, il Sé e l’equipaggiamento; giungono infine alla vocazione

cosciente nel vero senso della parola.

395 Si noti che questo sviluppo progressivo è affiancato da una crescita interiore della consapevolezza

dell’anima, sebbene il modo di esprimere questa crescita interiore dipenda largamente

dal raggio su cui si trova l’Entità spirituale.

Vi è un punto da notare, sul quale gli aspiranti dovrebbero essere cauti. Le parole ‘crescita

spirituale’ sono generalmente interpretate come crescita della comprensione in senso religioso.

Un uomo è considerato spirituale se s1nteressa alle Scritture mondiali, se è un membro della

Chiesa e se conduce una vita da santo. Non è una definizione giusta perché incompleta. Essa è

nata dai concetti impressi nel pensiero umano e dalle terminologie dell’Era dei Pesci, sotto

l’influsso del sesto raggio e dell’opera della Chiesa Cristiana, tutte cose estremamente necessarie

e tutte inerenti al grande Piano ma che, separate dal loro contesto eterno, portano a dare

eccessiva importanza ad alcune espressioni divine a discapito di altre manifestazioni, altrettanto

vitali, della coscienza divina.

Il vero significato delle parole ‘crescita spirituale’ è molto più ampio e inclusivo, va oltre le

manifestazioni offerte dalla letteratura e dalle organizzazioni religiose e mistiche atte a diffondere

la verità metafisica. Potere, proposito e volontà sono qualità ed espressioni divine e si

manifestano con uguale chiarezza per mezzo di un Mussolini o di un Papa. In entrambi i casi il

meccanismo d’espressione modifica e riduce le qualità e costituisce un impedimento. Una personalità

potente può operare in qualsiasi campo d’espressione umana e la sua opera giustificherà

il termine spirituale nella misura in cui sarà basata su un idealismo elevato, sul maggior

bene per il più gran numero e su uno sforzo che richiede abnegazione. Idealismo, servizio di

gruppo e sacrificio sono le caratteristiche delle personalità che diventano sempre più sensibili

all’aspetto anima, le cui qualità sono conoscenza, amore e sacrificio.

396 Questa è la ragione per cui in tutte le scuole di vero esoterismo si dà la massima importanza

al movente. Persone fortemente individualiste e che stanno sviluppando una coscienza di

gruppo, inevitabilmente in qualche vita s’imbatteranno in una scuola esoterica e dovranno essere

guidate in modo che la natura dell’anima si sviluppi, prevalga e usi la personalità.

Le caratteristiche predominanti delle personalità non ancora accentrate nell’anima o sotto il

suo governo sono: dominio, ambizione, orgoglio e assenza d’amore per l’insieme, sebbene sia

spesso presente l’amore per le persone che sono necessarie a loro o al loro benessere.

Nello sviluppo dell’umanità si osservano quindi i seguenti stadi consecutivi:

1. Coscienza animale.

2. Individuo polarizzato nelle emozioni, egoista e governato dal desiderio.

3. I due stadi precedenti cui si aggiunge una crescente comprensione intellettuale delle

condizioni ambientali.

4. Stadio della responsabilità verso la famiglia e gli amici.

5. Stadio dell’ambizione e del desiderio ardente di esercitare influenza e potere in qualche

campo dell’espressione umana, ciò che conduce a nuovi sforzi.

6. Il coordinamento delle qualità della personalità sotto l’impulso degli stimoli suddetti.

7. Stadio dell’influenza, esercitata con egoismo e spesso in senso distruttivo, poiché gli

sbocchi più elevati non sono ancora registrati.

8. Stadio di crescente consapevolezza di gruppo, che è vista come:

397 a. campo d’opportunità,

b. sfera di servizio,

c. campo in cui il sacrificio per il bene di tutti diventa gloriosamente possibile.

Quest’ultimo stadio pone un uomo sul Sentiero del Discepolato che include, è superfluo

dirlo, la fase iniziale della prova. Il problema consiste nell’accertare su quale gradino della

scala e in quale fase ci si trovi in un dato momento. Dietro ad ogni essere umano si stende una

lunga serie di vite e alcuni ora sono guidati verso lo stadio in cui la personalità si esprime in

modo egoistico e dominatore e costruiscono la loro individualità in piena consapevolezza.

Questo è per loro un passo tanto importante quanto è per tutti voi l’accesso al discepolato. Al181

tri sono già personalità compiute e cominciano a sperimentare con l’energia che fluisce attraverso

essi ed a raggruppare attorno a sé le persone che vibrano alla loro nota e per le quali essi

hanno un preciso messaggio. Questo spiega le miriadi di piccoli gruppi sparsi in tutto il mondo,

che lavorano in ogni possibile campo dell’espressione umana. Altri hanno superato quello

stadio e si stanno decentralizzando dall’espressione della personalità nei tre mondi della vita

umana e sono motivati da un’energia che rappresenta l’aspetto più alto dell’energia della personalità.

Non lavorano, non fanno progetti, né lottano più per esprimere la loro personalità e

per esercitare il loro influsso individuale sul mondo o per riunire magneticamente intorno a sé

un gruppo di persone che rivolga l’attenzione su di loro, alimentando in tal modo il loro orgoglio,

la loro ambizione e rendendoli influenti e importanti. Essi cominciano a vedere le cose in

una nuova prospettiva più vera. Alla luce del Tutto, la luce del piccolo sé si affievolisce, proprio

come la luce inerente ad ogni atomo del corpo si raccoglie e viene obliterata dalla luce

dell’anima, quando divampa in tutta la sua gloria.

398 Quando questo stadio d’assenza di egoismo, di servizio, di subordinazione all’Unico Sé e di

sacrificio per il gruppo diviene l’obiettivo, l’uomo ha raggiunto il punto in cui può essere accolto

nel gruppo di mistici, conoscitori e lavoratori mondiali che rappresenta il riflesso sul

piano fisico della Gerarchia planetaria.

IL NUOVO GRUPPO DI SERVITORI DEL MONDO

Abbiamo parlato sovente del gruppo di conoscitori che si sta integrando e comincia a operare

sulla Terra, chiamato a raccolta e tenuto unito da un legame spirituale interiore e non da

una organizzazione esteriore. La Gerarchia planetaria è sempre esistita e, da tempo immemorabile,

tutti i figli degli uomini che lungo i secoli si sono dimostrati idonei al lavoro e in possesso

dei requisiti necessari sono entrati nelle file di coloro che vegliano sull’evoluzione del

mondo e guidano i destini dei piccoli.

I loro gradi e la loro opera sono teoricamente noti, alcuni nomi sono stati divulgati alle

masse, che mai comprenderanno a quale prezzo e con quale sacrificio personale. Non intendo

trattare della Gerarchia degli Adepti. I libri sul soggetto non mancano, ma andrebbero letti con

le necessarie riserve riguardo alle interpretazioni simboliche e ai limiti imposti dalle parole.

399 Sulla Terra traspare tuttavia un evento che, a suo modo, ha importanza paragonabile alla

crisi che ebbe luogo al tempo dell’Atlantide quando i corpi fisico, vitale e astrale vennero coordinati

in una unità funzionante. Fu allora iniziato lo ‘yoga della devozione’, o Bhakti Yoga,

per la formazione degli aspiranti dell’epoca. Venne organizzata una controparte (nei limiti del

possibile) del piano fisico, formata da coloro che erano in grado di lavorare con devozione e

d’imparare, usando il cerimoniale e le immagini, qualche tipo d’attività atta a continuare sulla

Terra l’opera della Gerarchia, costituendo così una scuola per coloro che più tardi sarebbero

stati ammessi nelle file della Gerarchia. Le tracce di questo gruppo atlantideo oggi si ritrovano

nei movimenti Massonici moderni; in tal modo l’opera della Gerarchia venne perpetuata nel

segno e nel simbolo. Nella coscienza della razza è quindi rimasta una rappresentazione figurata

dell’importante condizione planetaria che nell’umanità si risolse in quel triplice coordinamento,

però principalmente oggettivo. Forma e simbolo, utensile e mobilia, tempio e suono,

funzione ed esteriorità furono i fattori predominanti; essi velavano la verità e abbiamo quindi

conservato la “forma esteriore e visibile di una verità interiore e spirituale”. A quei tempi era

permesso partecipare a questi misteri e al lavoro soltanto a coloro che sentivano in se stessi il

desiderio ardente della visione mistica e che amavano profondamente l’ideale spirituale e vi

erano devoti. Non si richiedeva che possedessero una mente attiva e i loro poteri intellettuali

erano praticamente nulli. Essi gradivano l’autorità e ne avevano bisogno, imparavano per

182

mezzo del cerimoniale, erano devoti ai Grandi Esseri i cui nomi e le cui forme si celavano dietro

gli officianti delle Logge exoteriche. La mente non entrava in questione, ricordatelo. Le

personalità erano inesistenti.

Oggi il mondo è giunto ad un altro grande momento di crisi; non mi riferisco all’attuale situazione

mondiale, ma allo stato della coscienza umana. La mente ha acquistato il potere di

funzionare, le personalità sono coordinate. I tre aspetti dell’uomo si stanno fondendo; ora è

possibile un’altra precipitazione da parte della Gerarchia. Sul piano fisico, senza alcuna organizzazione

exoterica, senza cerimoniali o forme esteriori, silenziosamente, con costanza e potenza

si sta integrando un gruppo di uomini e donne che nel tempo sostituerà il precedente

sforzo Gerarchico. Esso sostituirà tutte le chiese, tutti i gruppi e tutte le organizzazioni per costituire

infine quell’oligarchia d’anime elette che governerà e guiderà il mondo.

400 I membri di tale gruppo provengono da ogni nazione; non vengono riuniti e scelti dalla

Gerarchia che osserva o da qualche Maestro, ma vi si integrano in funzione della loro risposta

all’opportunità spirituale, alla corrente e alla nota. Essi emergono da ogni gruppo, chiesa e

partito rendendo perciò il gruppo veramente rappresentativo. Essi non vi pervengono mossi da

schemi d’ambizione e orgoglio personali, bensì per l’assoluta abnegazione nel loro servizio.

Essi giungono al vertice d’ogni campo della conoscenza umana non per il clamore che suscitano

con le loro idee, scoperte e teorie, ma perché la loro visione è così inclusiva e la loro interpretazione

della verità così ampia che vedono la mano di Dio in ogni evento, la sua impronta

su tutte le forme e la sua nota che risuona attraverso tutti i canali di comunicazione fra la realtà

soggettiva e la forma esterna oggettiva. Essi appartengono a tutte le razze, parlano tutte le

lingue, abbracciano tutte le religioni, tutte le scienze e tutte le filosofie. Le loro caratteristiche

sono sintesi, inclusività, sviluppo intellettuale e mentale. Non sono legati ad alcun credo, salvo

quello della Fratellanza, basata sull’Unica Vita. Non riconoscono alcuna autorità, salvo quella

della propria anima, alcun Maestro all’infuori del gruppo che cercano di servire e dell’umanità

che amano profondamente. Non elevano barriere attorno a sé, ma sono governati da un’ampia

tolleranza, da una mentalità sana e dal senso delle proporzioni. Guardano al mondo degli uomini

con occhi ben aperti e riconoscono coloro che possono elevare e verso i quali possono assumere

una funzione analoga a quella dei Grandi Esseri, elevando, insegnando e aiutando. Essi

riconoscono i loro pari e uguali, si riconoscono l’un l’altro quando s’incontrano e si trovano

affiancati a coloro che collaborano nell’opera di salvare il mondo.

401 Non ha importanza se le loro terminologie differiscono, se variano le loro interpretazioni

dei simboli e delle scritture, o se le loro parole sono poche o molte. Essi vedono i membri del

gruppo in tutti i campi – politico, scientifico, religioso ed economico – offrono loro il segno di

riconoscimento e tendono la mano fraterna. Essi ravvisano pure coloro che li hanno preceduti

sulla scala evolutiva e li salutano come loro Maestri, cercando di imparare da loro ciò che Essi

sono impazienti di impartire.

Questo gruppo è un prodotto del passato al quale accenneremo; parlerò pure della situazione

attuale anticipando le linee generali che l’associazione e il lavoro seguiranno in futuro. Che

tale gruppo si stia formando è vero e di buon auspicio per i prossimi decenni. In modo tacito e

sottile già fa sentire la sua presenza, ma si tratta ancora di un’influenza soggettiva.

Cominciamo dal passato. Verso il 1400, la Gerarchia di Maestri si trovò confrontata a una

situazione difficile. Per quanto riguardava l’opera del secondo raggio (connessa all’impartire

la verità spirituale) si era giunti a quella che potrei definire una esteriorizzazione completa.

L’attività del primo raggio aveva anche determinato un’intensa differenziazione e cristallizzazione

fra le nazioni e i governi del mondo. Queste due condizioni d’ortodossia concreta e di

differenze politiche persistettero per molte generazioni e si manifestano tuttora. Oggi abbiamo

una condizione analoga sia nel mondo religioso che in quello politico; la troviamo in India e in

America, in Cina o in Germania, nella storia del Buddismo con le sue numerose sette, nel Protestantesimo

con la miriade di gruppi in lotta fra loro, nelle scuole filosofiche orientali e occidentali.

Tale situazione è ampiamente diffusa e la coscienza pubblica ne è tremenda cose indica

il culmine del periodo di separazione e la cessazione, fra non molti secoli, di questa intensa

diversificazione di pensiero.

183

402 Dopo aver notato e osservato questa tendenza delle vicende per altri cento anni, verso il

1500 A.D. i Fratelli Maggiori della razza indissero un conclave di tutti i dipartimenti. Loro

scopo era di determinare il modo di accelerare la spinta all’integrazione, che è la nota fondamentale

dell’ordine del nostro universo, e le misure da prendere per produrre quella sintesi e

unificazione nel mondo del pensiero che avrebbero reso possibile la manifestazione del proposito

della Vita divina all’origine d’ogni cosa. Se il mondo del pensiero è unificato, il mondo

esterno assume un ordine di sintesi. Si ricordi che i Maestri pensano in termini ampi e operano

nei cicli maggiori dell’evoluzione. I cicli minori e temporanei, i piccoli flussi e riflussi dei

processi cosmici, in un primo tempo non attirano la loro attenzione.

A quel conclave Essi dovevano fare tre cose:

1. Considerare il piano divino con una visione più ampia possibile e saturare la mente con

tale visione.

2. Notare le influenze o energie disponibili per il vasto sforzo cui erano consacrati.

3. Istruire donne e uomini che erano allora discepoli in prova, chela e iniziati, in modo da

formare una schiera sufficiente di assistenti sui quali avrebbero potuto fare affidamento

nei secoli futuri.

403 Riguardo a questi aspiranti, due erano i problemi che si affacciavano:

1. La difficoltà, anche da parte dei discepoli più avanzati, di preservare la continuità di coscienza,

difficoltà che persino gli iniziati incontrano ancor oggi.

2. I Maestri riscontrarono che le menti e i cervelli dei chela erano stranamente insensibili ai

contatti superiori, condizione anche questa che prevale tuttora. Allora come oggi i chela

possedevano aspirazione, desiderio di servire l’umanità, devozione e, occasionalmente,

buone doti mentali, ma la sensibilità telepatica, la risposta istintiva alla vibrazione gerarchica

e la libertà dallo psichismo inferiore che rappresentano requisiti essenziali per

un lavoro intelligente erano stranamente assenti. Purtroppo la situazione non è cambiata.

La sensibilità telepatica sta decisamente aumentando per effetto delle condizioni mondiali

e della tendenza evolutiva e questo, per coloro che lavorano sul piano interiore, è

un segno estremamente incoraggiante, ma l’amore per i fenomeni psichici e l’incapacità

di distinguere le diverse vibrazioni dei collaboratori gerarchici, secondo il loro grado,

ostacola ancora grandemente il lavoro.

A questo punto potreste chiedere, a ragione: Che cosa è questo piano? Quando parlo del

piano non intendo alludere a un grande piano generale come quello evolutivo o al piano per

l’umanità, che definiamo con il termine un po’ insignificante di sviluppo dell’anima. Questi